Per i rifiuti residuali non riciclabili, stimati al 2020 complessivamente pari a 671mila tonnellate, il piano prevede la loro valorizzazione energetica o direttamente nel termovalorizzatore di Torino (346mila tonnellate) o produzione di combustibile solido
Il Consiglio regionale ha approvato dopo nove mesi di dibattito ha approvato ( con 29 voti a favore, 8 contrari) il Piano di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione 2012-2020. Tra gli obiettivi raggiungere il 65% di raccolta differenziata in ogni ambito territoriale e il 50% del tasso di riciclaggio complessivo oltre a una sensibile riduzione della produzione di rifiuti entro il 2020. Le novità della norma puntano ad adeguarsi alla disciplina nazionale e comunitaria, che negli ultimi anni ha trasformato la gestione dei rifiuti in uno strumento di natura economica ed ambientale. Per i rifiuti residuali non riciclabili, stimati al 2020 complessivamente pari a 671mila tonnellate, il piano prevede la loro valorizzazione energetica o direttamente nel termovalorizzatore di Torino (346mila tonnellate) o produzione di combustibile solido secondario (96mila tonnellate) da inviare in parte al cementificio di Robilante e in parte in impianti fuori regione.
IL DIBATTITO IN AULA
Soddisfazione tra i banchi della maggioranza, con i consiglieri Antonio Ferrentino e Silvana Accossato (Pd) che parlano di “un piano innovativo, arrivato dopo una lunga discussione nel merito anche grazie a contributo della maggioranza. Il lavoro in Commissione è stato lungo e intenso, ma siamo contenti del risultato raggiunto. Nelle settimane scorse abbiamo sentito alcuni colleghi parlare di un piano senza fondi, ci auguriamo che si possa fare uno sforzo anche sul fronte risorse. Oggi abbiamo delle norme con obiettivi ambiziosi che, con uno sforzo condiviso dai territori e dai sindaci, possono essere portati a casa nei prossimi anni”. Critiche e qualche luce arrivano dal M5S che, per voce dei consiglieri Giorgio Bertola, Giampaolo Andrissi, Davide Bono, Mauro Campo e Federico Valetti, racconta di “un piano nato già vecchio. Si era aperto un confronto in Commissione durante il quale la maggioranza aveva espresso molti dubbi. Non ci sono politiche alternative ma solo un potenziamento dell’uso degli inceneritori per ovviare al problema delle discariche. Su questo abbiamo provato un piccolo compromesso approvando un odg, ma un enorme forno non può essere una grande innovazione. In futuro dovremo puntare su raccolta differenziata e prevenzione”. Scettico anche il gruppo Forza Italia con Gilberto Pichetto e Diego Sozzani: “un piano poco coraggioso, senza elementi di qualità tranne quelli introdotti grazie al nostro lavoro in Commissione, come ad esempio l’aumento della percentuale della raccolta differenziata e il concetto di massimo riciclo secondo blue economy. Il piano nasce già vecchio, i dati su cui si basa sono del 2013 ed è impensabile visto che entra in vigore nel 2017 e deve valere fino al 2020”. “La Regione – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Alberto Valmaggia, in conclusione – punta alla riduzione della sua ‘impronta ecologica’, attraverso l’eliminazione degli sprechi e favorendo la reimmissione dei materiali trattati nei cicli produttivi. In questo modo si vuole fornire un contributo per far rientrare il ciclo produzione-consumo nei limiti delle risorse del pianeta”.
fmalagnino – www.cr.piemonte.it
(foto: il Torinese)
La crescita maggiore delle presenze a Padova (+118%), seguita da Venezia (+110%) Roma (+106%) Napoli (+100%), Torino (+77%); Verona (+65%), Bologna (+53%), Pisa (+49%), Firenze (+43%) e Siena (+27%)
l’andamento nelle 10 fra le principali città d’arte, con la crescita maggiore delle presenze a Padova (+118%), seguita da Venezia (+110%) Roma (+106%) Napoli (+100%), Torino (+77%); Verona (+65%), Bologna (+53%), Pisa (+49%), Firenze (+43%) e Siena (+27%). Dal 1995 al 2015 il turismo nelle città d’arte è cresciuto del 114% negli arrivi (circa 21 milioni) e del 100% nelle presenze (circa 53 mln). In aumento soprattutto la quota degli stranieri, passati dal 55,8% al 62,3% del totale. Nel 2015 gli arrivi nelle città d’arte sono stati 40,2 mln, ovvero il 36,8% del totale degli arrivi nel Belpaese: nel 1995 era il 28%, e le presenze si sono consolidate su 105,7 milioni, il 27,5% del totale in Italia (nel 1995 era il 18,4%).
La possibilità per gli edicolanti di vendere fiori, a condizione che non vi siano fioristi nel raggio di almeno 500 metri. Disposizioni applicative e durata della sperimentazione verranno stabilite successivamente




Si svolge al Centro Congressi Lingotto di Torino dal 20 al 22 aprile 2016 il 53° Congresso Mondiale IFLA – International Federation of Landscape Architects, il più importante appuntamento internazionale dedicato al paesaggio che porta nella città italiana oltre 1.000 professionisti provenienti da tutto il mondo. Obiettivo finale è rimettere il paesaggio, la sua tutela e la sua trasformazione, al centro del dibattito ambientale e culturale in quanto elemento integrante dello sviluppo di un paese: migliora la qualità di vita, rende più attrattivi i territori e dunque ne favorisce il loro sviluppo economico. Solo in Italia nel 2014 il settore ha fatturato 1,2 miliardi di Euro (cifra complessiva stimata per il “sistema verde”) e coinvolto 120.000 persone.
Congresso. Il Congresso sarà articolato in quattro aree di lavoro: Sharing Landscapes, incentrata sulla produzione di risorse alimentari in ambito urbano e peri-urbano; Connected Landscapes, su come generare nuove economie attraverso la valorizzazione e il cambiamento di luoghi e territori; Layered Landscapes, che indaga paesaggi stratificati, della storia remota e anche recente che possono diventare luoghi per sperimentare strategie e pratiche innovative di fruizione e condivisione; Inspiring Landscapes, dedicata alla costruzione di immaginari collettivi e alla tutela attiva di patrimoni poetici e culturali condivisi. Tra le iniziative in programma anche uno spazio per gli studenti e i professionisti più giovani, protagonisti di una sezione young che prevede anche la Charrette internazionale, un concorso di progettazione “sul campo” che si svolge dal 16 al 19 aprile con 50 studenti provenienti da dieci università americane, europee e asiatiche.
