Nevicate su tutte le montagne piemontesi e qualche fiocco anche a quote basse. In queste ore si registra un peggioramento delle condizioni meteo e dal weekend brusco calo delle temperature.
E’ infatti in arrivo aria fredda dalla Siberia anche a Torino in Piemonte. L’Arpa -Agenzia regionale per la protezione ambientale prevede perqueste ore nevicate ad incominciare dal Cuneese, che si estenderanno a tutta la regione: quota neve a 300 metri a sud, a 500 a nord e in discesa a 100 e 300 a sud, con nevicate fino a venerdì mattina.
Domenica altre masse d’aria di origine polare continentale porteranno nevicate sparse anche in pianura e una diminuzione delle temperature all’inizio della prossima settimana. In pianura le massime saranno attorno a 0 gradi e le minime anche inferiori a -5.
I metalmeccanici torinesi non scioperavano da 10 anni in tema di crisi. Questa volta, invece, entro il 15 marzo, a fronte anche della vicenda Embraco incroceranno le braccia a livello provinciale
partecipazione dei segretari generali dei sindacati metalmeccanici, con l’obiettivo di lanciare un segnale d’allarme sulle questioni occupazionali del territorio, sulle criticità della deindustrializzazione e sulle prospettive delle fabbriche.
Una proroga dei termini per le indagini sul dramma di in piazza San Carlo il 3 giugno è stata richiesta dalla procure di Torino
indagati e ad alcune delle persone rimaste ferite. Insieme al procedimento penale anche quello civile degli avvocati dello studio Ambrosio & Commodo commissionato da decine di feriti per ottenere i risarcimenti danni.


saranno da valutare gli incassi per le alienazioni immobiliari e da analizzare il tema delle riscossioni. La sindaca Chiara Appendino ha ringraziato per il giudizio lusinghiero senza nascondere le difficoltà nel far quadrare i conti.
Sciopero dei lavoratori Embraco davanti allo stabilimento di Riva di Chieri, un corteo ha bloccato il traffico.
Termometro in netta discesa a fine febbraio. Le previsioni meteo segnalano un “impulso di aria fredda da nord-est Europa”
I controlli sullo smog e le decisioni di eventuali blocchi del traffico ora saranno effettuati dal Comune di Torino in collaborazione con altre 11 città della cintura
Diversificare per il rilancio economico in tempo di crisi. E il vino per la nostra regione può fare la differenza. L’ultima vendemmia in Piemonte si è caratterizzata per una annata caldissima, con temperature altissime e scarse precipitazioni.
dell’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero che ha ricordato come ” il territorio piemontese deve essere preservato e tutelato. Per questo è necessario aprire una riflessione sulla sostenibilità in vigna e in agricoltura, sulla salvaguardia del territorio e sulla valorizzazione dei nostri vitigni perché il Piemonte è soprattutto terra di vitigni autoctoni”. Tutti i vitigni sono collocati in vetta della classifica, ovvero le 5 stelle dell’eccellenza a Barbera, Dolcetto, Grignolino, Nebbiolo, Pelaverga, Vespolina. Gli altri vitigni si collocano nella sfera dell’ottimo, con 4 stelle. Sono in crescita gli ettari vitati: circa 44.200 (potenziale 46.200); le aziende vitivinicole in Piemonte sono 18.000 su 67.000 totali.
L’export si conferma attorno al miliardo di euro su un export agroalimentare complessivo di 4.5 miliardi di euro. Il 60% del vino prodotto in Piemonte va a ll’estero: il 70% nei paesi comunitari e il 30% nei paesi extra Ue. I principali paesi importatori sono Germania, Gran Bretagna, USA, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone Solo per la promozione Ocm sui mercati dei Paesi terzi per l’internazionalizzazione e l’export delle aziende vitivinicole piemontesi, la Regione ha stanziato per la campagna 2017/2018 risorse pari a 10.427.850 euro. Da sottolineare, infine, che il 33% della produzione vitivinicola in Piemonte arriva dal mondo della cooperazione: 37 cantine cooperative piemontesi sono associate e rappresentate da Vignaioli Piemontesi con 6.242 aziende vitivinicole.
Centinaia di torinesi questa mattina, nella chiesa parrocchiale del Santo Volto, hanno partecipato ai funerali di Beatrice, la cosiddetta ”bimba di pietra”, così chiamata per la rarissima malattia che aveva trasformato il suo corpo in un armatura rigida