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Tav, Conte: “Decisione prima delle elezioni”

Il premier Conte, come riporta l’agenzia Ansa, ha dichiarato che “il governo valuta le grandi opere e realizzerà un piano infrastrutturale poderoso. La Torino-Lione è ancora nell’ambito di una procedura istruttoria. A fine dicembre la commissione dei tecnici consegnerà i risultati dell’istruttoria. Andremo sul territorio e prima delle europee il governo comunicherà in modo trasparente la decisione”. In contemporanea con le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, il 26 maggio in Piemonte si terranno anche le Regionali. Pronta la replica a distanza del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino: “È intollerabile che il governo non dica nulla mentre scade  il commissario di governo sulla Torino-Lione”. “È un segno incontrovertibile della volontà del governo di non voler realizzare l’opera”, osserva, e conclude:  ” ribadisco la volontà della Regione di assumere in proprio la gestione e il finanziamento dell’opera”.

 

Tonnellate di botti illegali sotto le case

La guardia di finanza ha scoperto diverse tonnellate di fuochi d’artificio illegali accatastati in depositi collocati sotto edifici abitati. Uno di questi aveva le uscite di sicurezza bloccate da catene e lucchetti. Sono stati denunciati otto imprenditori cinesi. Le fiamme gialle in questi giorni di fine anno hanno sequestrato solo a Torino ben 250 mila fuochi pirotecnici. I magazzini si trovavano in corso Vercelli, piazza Galimberti e via Giordano Bruno (proprio vicino alla caserma della GdF). I fuochi d’artificio erano sprovvisti della marcatura CE di conformità. Trovati e sequestrati anche i bengala e le fontane luminose in batteria.

L’arcivescovo: “Sia una festa di accoglienza”

“Nel Natale Dio non ci ha dato dei regali ricchi a abbondanti, ma ci ha donato il suo Figlio Unigenito. Così comprendiamo che la vera gioia del Natale nasce dall’accoglienza di una persona aprendo ad essa il proprio  cuore e la propria vita come si accoglie un figlio, un amico  e riconoscendo in essa il volto del Figlio di Dio, un nostro fratello”. E’ il messaggio lanciato per queste festività natalizie dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. “L’accoglienza rappresenta uno dei gesti oggi più difficili perché esige un atteggiamento e una scelta precisa: quella della gratuità. La cultura che persegue anzitutto il proprio interesse costi quello che costi, ostacola l’apertura del cuore senza riserve verso gli altri. Viene meno il gesto libero e spontaneo e l’apertura  alle persone senza secondi fini e tornaconti, per puro dono. Si ama chi ci ama, si aiuta chi ci può a sua volta aiutare , si accoglie chi un giorno ci potrà restituire quel favore”, aggiunge l’arcivescovo. La mia casa, la mia famiglia,  i miei amici, il mio paese, la mia religione, la mia proprietà. Tutto ciò che è nostro è un valore e come tale va rispettato, accolto, accresciuto, ma guai a farne un assoluto che chiude il cuore verso chi non rientra nel cerchio ristretto del “mio o del nostro”.Gesu’ è venuto per insegnarci una via migliore :quella di allargare i confini della nostra casa, famiglia, patria e cultura a tutti coloro che lo desiderano, rompendo steccati consolidati – conclude Nosiglia – e superando divisioni di ogni genere. Lui  è nato per fare Pace tra tutti coloro che sono divisi, formando una sola famiglia, quella dei figli di Dio”.

Marchio aggiudicato, il Salone del libro resta qui

Librolandia rimane a  Torino. Il marchio è stato aggiudicato all’asta da Torino città del libro, l’ associazione dei fornitori della rassegna,  per la cifra di 600 mila euro. La busta è stata aperta nello studio del notaio Bima, era l’unica offerta. Il finanziamento dell’asta è avvenuto da parte di Fondazione Crt, con 200 mila euro e  Compagnia di San Paolo,  400 mila euro. I privati organizzeranno la manifestazione e gli eventi culturali saranno curati dalle istituzioni pubbliche. La kermesse libraria è in programma dal 9 al 13 maggio 2019.

Dalla sindaca auguri a chi lavora durante le feste

La sindaca Chiara Appendino ringrazia su Facebook chi  lavora nei giorni di festa e augura buon Natale a chi sta attraversando momenti difficili. Un augurio a chi “nei giorni di festa lavorerà al servizio della comunità per garantire la sicurezza e i servizi essenziali che consentiranno a chi potrà godere delle feste di farlo con serenità e tranquillità. Un  abbraccio soprattutto  a chi non ha magari amici, parenti, una famiglia con cui condividere i momenti di festa. A loro  va la nostra solidarietà e vicinanza con un grandissimo abbraccio di buon Natale ma soprattutto di vicinanza e sostegno”. La prima cittadina auspica che il  2019 possa essere un anno  ricco di “speranza, serenità e ottimismo in cui lavorare per la nostra straordinaria comunità”.

 

(foto: il Torinese)

Smog, Appendino: “Tuteliamo la salute pubblica”

La sindaca Chiara Appendino replica alle critiche dei commercianti a proposito del blocco ai diesel Euro 4 fino alla vigilia di Natale. “Si tratta di un protocollo noto – dice la prima cittadina all’Ansa- il problema dello smog pure. Abbiamo derogato  per Natale e Santo Stefano e negli altri giorni rispettiamo le misure previste”. Per la sindaca ” l’ obiettivo è tutelare la salute pubblica ed  è la prima volta che i Comuni si coordinano nella Città metropolitana, per affrontare il problema. Andiamo avanti”.

 

(foto: il Torinese)

Blocco traffico, commercianti sul piede di guerra

Secondo la presidente Ascom di Torino Maria Luisa Coppa è grave la decisione  di bloccare i veicoli Euro 4 diesel fino alla vigilia di Natale: “non c’è attenzione e sensibilità verso il mondo delle imprese cittadine da parte del Comune e della Regione. I nostri operatori commerciali patiscono per primi provvedimenti che rischiano di penalizzare l’economia dell’area metropolitana”. Coppa invita gli  amministratori “alla ragionevolezza” e chiede la sospensione del provvedimento che “sui consumatori rischia di avere anche un effetto psicologico negativo al di là delle auto effettivamente coinvolte”. A Natale e Santo Stefano il blocco è invece sospeso.

“Scippo” olimpico: ricorso del Piemonte?

A proposito del cosiddetto “scippo” dei 29 milioni di euro del tesoretto dei Giochi olimpici invernali del 2006 la Regione Piemonte sta valutando la possibilità di un ricorso di costituzionalità per “indebita intromissione del Governo nelle politiche regionali” . Lo prospetta il governatore Sergio Chiamparino in Consiglio regionale: “ci hanno scippato i soldi delle Olimpiadi che servivano per le valli olimpiche e le politiche di sviluppo della montagna estiva e invernale”, il tutto attraverso un emendamento alla manovra di bilancio che toglie all’ Agenzia 2006 la somma appunto di 29 milioni. Tali risorse sommate a quelle per la Fondazione XX marzo, erano riservate alla Regione per interventi di  salvaguardia delle montagne olimpiche. Chiamparino ha aggiunto che dovrebbe chiedere un appuntamento al Governo ma: “Toninelli e il premier Conte non mi rispondono da mesi e quindi mi sentirei ridicolo. Il governo dimostra di lavorare solo per filiere di appartenenza salvo alcune eccezioni”.

 

Clelia Ventimiglia

Bloomberg: “Tav bocciata”. Toninelli: “Smentisco”

Secondo l’agenzia Bloomberg l’analisi costi-benefici per valutare la Tav boccerà il progetto, sostenendo che non è  sostenibile economicamente.  Mario Virano, direttore generale della Telt, la società incaricata di realizzare  la Torino-Lione invita alla prudenza su tali affermazioni che per ora non hanno riscontri. Aggiunge il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli: ” smentisco che sia stata completata l’analisi. Quando sarà portata a termine e sarà stata condivisa con gli interlocutori interessati verrà  pubblicata”.

E anche l’Iren se ne va…

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Ma Torino deve per forza far rima con declino?

di Ibis

E anche l’Iren se ne va …si potrebbe cantare, malinconicamente, parodiando una canzone di Adriano Celentano. La notizia è di fine novembre ma è stata ripresa in questi giorni da più organi di informazione: la Finanziaria Città di Torino Holding (FCT) ” ha completato con successo il collocamento di complessive n. 32.931.830 azioni ordinarie di Iren, pari al 2,5% del capitale sociale“, come dice un comunicato ufficiale. L’incasso è di 61 milioni di Euro. E’ la vendita di un ulteriore 2,5% dei titoli del colosso dell’energia da parte del comune di Torino per fare quadrare i conti della città. La giunta Appendino continua una pratica , poco virtuosa, iniziata nel 2011, quella di cedere i gioielli di famiglia, quindi in piena continuità con le giunte precedenti, tanto contestate. I comuni emiliani hanno mantenuto le loro partecipazioni, Genova è salita dal 16,3 al 18,8%, diventando il primo socio pubblico, ci ricorda Andrea Rossi ,in un preoccupato articolo sulla Stampa. E’ un altro segnale di un declino che sembra davvero inarrestabile , con la città che continua a perdere abitanti, posti di lavoro, reddito dei cittadini: oggi buona parte del Pil torinese è sostenuto da pensioni  percepite da chi ha potuto usufruire degli anni “belli” della Torino capitale industriale e sostiene figli e nipoti . Non vogliamo fare del pessimismo lanciando questi allarmi , ma guardare in faccia la realtà per far sì che dalle classi dirigenti ci sia un sussulto d’orgoglio e di responsabilità che oggi scorgiamo in pochi organismi economici e politici (uno fra tutti, la Fondazione CRT grazie all’attivismo di un torinese di adozione , ma cuneese di nascita e mentalità, il prof. Giovanni Quaglia).

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La vicenda Iren è significativa: perché nessun privato torinese o piemontese sembra si sia fatto avanti e sia stato sollecitato dal Comune a comprare la sua quota ( se proprio si doveva venderla), per salvaguardare la quota di ” torinesità” del gruppo . L’Iren è una azienda sana che dà utili, ha un piano di investimenti da mille miliardi nel Nord Ovest per i prossimi 5 anni , assumerà mille persone e garantirà fino a 300 milioni l’anno di utili ai suoi azionisti.  Con la vendita della quota, il comune rinuncerà nei prossimi anni a cospicui dividendi: possibile che non si potesse mantenere la proprietà presso consolidate e radicate famiglie della finanza o dell’industria di questo territorio?

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Ammonisce giustamente Andrea Rossi ; La natura della società non la rende indifferente al peso dei suoi azionisti: finché Torino era il comune più “presente” poteva influenzarne le scelte. Negli anni scorsi Iren è andata in soccorso del Comune più volte, acquistando Amiat e l’inceneritore, sostenendo tutto il comparto della cultura. Il comune di Torino dimostra ancora una volta la sua visione di corto respiro: è disponibile ha rinunciare a 2 miliardi e 900 milioni di investimenti sul territorio per la Tav , però, parole del sindaco, si candida agli ATP di Tennis : come se potessero sostituire un investimento strutturale. Insomma “panem et circenses” si sarebbe detto, sommando i giochi sportivi al cosiddetto reddito di cittadinanza tanto caro all’attuale maggioranza. Obbedienti ai voleri del partito ( 5 stelle) il sindaco e i rappresentanti piemontesi in parlamento del movimento , nulla dicono sulla “ecotassa” sulle auto (vero, sottosegretario Castelli?) : sono stati valutati i rischi per la produzione e l’occupazione? Quella che è ancora una grande area industriale (ma che sta perdendo i pezzi) non può vivere solo di cultura, turismo e food: tutti vedono il proliferare di ristoranti o luoghi dedicati al cibo. Quanto reggeranno in una città in crisi? E si può incentivare il turismo rinunciando ai grandi collegamenti veloci come il Tav e con un aeroporto (a proposito il comune non ha più nessuna partecipazione , venduta anche quella) di terza fascia? Caselle risulta al 14 esimo posto per numero di passeggeri, preceduto anche da Bari, Pisa , Cagliari e ha visto calare i passeggeri del 3% da gennaio a novembre 2018. L’unico fra i grandi e medi aeroporti italiani.

 

(foto grande di Mario Alesina)