“Nel corteo di sabato contro la Torino-Lione c’era un cartello con la scritta: chi ascolta industriali e banchieri invece del popolo finisce male. Governo avvisato…”. E’ quanto scrive il movimento No Tav che pubblica su Facebook una fotografia di un gruppo di “gilet jaunes” con la bandiera storica degli oppositori dell’alta velocità, bianca con la scritta rossa e il treno nero barrato. “Ci sono notizie terribili ed entusiasmanti dalla Francia il giorno dopo la manifestazione di Torino: oltre mille manifestanti
arrestati e centinaia di feriti in una rivolta popolare che non demorde e sta dando esempio a tutta l’Europa”, è scritto sulla pagina social del movimento. “Pubblichiamo questa foto che ci è stata inviata ieri da alcuni No -Tav a Parigi. Il mondo – aggiungono – si divide in due parti, da una parte i popoli che lottano per un futuro decente per tutti, dall’altra il potere sempre più arroccato che difende solo gli interessi di pochi”.
Vento forte e rischio valanghe in montagna
Soffia ancora in queste ore un forte vento, soprattutto nella zona di Torino, con raffiche che hanno raggiunto i 105 chilometri orari. A causa del vento e delle nevicate in alta quota aumenta il rischio valanghe. Per Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale, l’allerta per il distacco delle nevi è a livello 3 “marcato” , sull’arco alpino nord-occidentale. In queste ore temperature primaverili a Torino: ieri mattina e oggi in centro città i termometri segnavano 14 gradi.
La sfilata dell’orgoglio No Tav
A migliaia (I promotori dicono 70 mila) i no tav sono scesi dalla Valle di Susa e giunti da altre regioni d’Italia nel capoluogo piemontese per la sfilata contro la Torino-Lione. Numerosi gli striscioni e le bandiere con il logo “No Tav”. Presenti assessori e consiglieri comunali di Torino di M5S, sindaci della valle, i sindacati di base, esponenti dei partiti Potere al Popolo e Sinistra anticapitalista, dei gilet gialli francesi (una decina), dei centri sociali antagonisti torinesi. Il percorso del corteo si snoda da piazza Statuto a piazza Castello. L’altoparlante dice: “È’ la giornata dell’orgoglio no Tav,. È’ un grande popolo che non si è mai fatto intimidire: ora è sempre no tav”.
Oggi alle 14 prende il via il corteo No Tav che sfilerà nel centro di Torino da piazza Statuto fino a piazza Castello. Il via alle 14. Alla manifestazione, un mese dopo rispetto a quella delle “madamin” a favore dell’opera, parteciperanno ambientalisti e centri sociali, il sindacato dei metalmeccanici Fiom-Cgil e diversi amministratori francesi che sostengono le proteste dei gilet jaunes, i gilet gialli. Presenti in piazza anche i consiglieri comunali torinesi di M5S. Sul suo blog Beppe Grillo ha scritto: “Il progresso non c’entra nulla con la Tav”, si tratta solo di “un buco mai fatto in Val di Susa, ci guadagnerà soltanto chi la costruirà”.
(foto archivio – il Torinese)
Blocco del traffico, lunedì si decide
Con la sospensione venerdì 7,del blocco del traffico, a Torino e negli 11 comuni del tavolo per i provvedimenti antismog, in occasione dello sciopero di 4 ore di Gtt, hanno potuto circolare circolare tutti i veicoli, anche gli euro 0, e Ztl libera. Lo stop è ripreso sabato 8 fino agli Euro 4. E’ stato infatti confermato il superamento del livello critico di 50 mcg/mc della qualità dell’aria. Blocco anche domenica. Lunedì 10 dicembre si assumeranno decisioni in base alla nuova valutazione del livello di smog.
Il questore di Torino, Francesco Messina annuncia che il dispositivo di sicurezza messo in atto domani, in occasione della sfilata no-Tav sarà ordinario. L”interlocuzione con gli organizzatori “è stata eccellente”, dice il questore, secondo il quale non ci sono segnali di preoccupazione. La questura garantirà ” la libertà di manifestare il pensiero e cercheremo, con gli organizzatori, di evitare fastidi alla città” . Sono annunciati Gilet gialli in arrivo dalla Francia, mentre i promotori hanno raccomandato ai partecipanti di non danneggiare e sporcare il percorso del corteo, da piazza Statuto a piazza Castello. Per quanto riguarda le presenze sarà interessante fare un raffronto con la manifestazione sì-tav delle “madamine”.
Thyssenkrupp: “Vogliamo giustizia”
“Speriamo che il ministro si prenda pubblicamente l’impegno di aiutare i nostri figli perché possano finalmente avere giustizia”, dice Rosina Demasi, la madre di uno dei sette operai morti nel rogo di 11 anni fa alla ThyssenKrupp. Oggi avviene la celebrazione dell’anniversario, al cimitero monumentale di Torino, in presenza del guardasigilli Alfonso Bonafede. “Siamo indignati – commenta la donna – perché non siamo ancora riusciti ad ottenere giustizia, e i due assassini tedeschi sono ancora liberi: devono pagare perché sono stati condannati”.
(foto A. Preteroti)
Intanto le 33 associazioni imprenditoriali e professionali del Piemonte accusano il governo di bloccare di fatto l’opera
Le obiezioni al Tav Torino Lione appaiono sempre più deboli a mano a mano che si avvicina la manifestazione di sabato. Dopo i 40 mila in piazza e i 3 mila imprenditori delle 12 più importanti associazioni di categoria alle OGR ( non solo industriali come si vuol far credere dai no Tav, ma anche artigiani commercianti, cooperative, agricoltori ) oggi a Roma l’incontro delle 33 associazioni imprenditoriali e professionali del Piemonte che al termine accusano il governo di bloccare di fatto l’opera. Le argomentazioni di chi si oppone mostrano sempre più il loro forte ideologismo e antagonismo a prescindere. Ma quello che stupisce di più e amareggia è l’atteggiamento della sindaca Chiara Appendino. Il sindaco di Torino ha ribadito che non vuole il Tav. Eppure un sindaco non può non fare l’interesse della sua città. Il Tav Torino-Lione dovrebbe essere fortemente voluto da chi rappresenta una metropoli in crisi, poco rappresentata a livello politico , che senza quest’opera
verrebbe tagliata fuori dalle grandi rotte dei commerci mondiali. E non si dica che tanto c’è la linea storica. Se qualcuno non lo sapeva , ormai è chiaro a tutti che una galleria del 1871, e una linea studiata cento anni fa non può servire i moderni flussi di traffico del corridoio Ovest –Est attraverso le Alpi. E’ molto grave che il sindaco di Torino lasci che l’unica grande opera messa in discussione sia proprio quella che passa dalla sua città verso l’Europa: il Terzo valico dell’alta velocità da Genova verso il Nord Europa non si discute più, nemmeno il Tap, le pedemomtane ( pur molto meno
strategiche) le vogliono i governatori leghisti di Veneto e Lombardia e si faranno. Solo Torino rinuncia ( come per altro per le Olimpiadi), ed è prendere in giro i torinesi dire che allora i 5 stelle , bontà loro, chiuderanno un occhio sulla seconda linea di metropolitana ( che non volevano, nemmeno quella). A parte il fatto che era già decisa, si lancia un osso : se rinunciate al Tav vi facciamo lavorare al metrò, insomma il mercato delle vacche…indipendentemente dall’utilità o meno del collegamento europeo Est Ovest. Tipico delle politiche clientelari. Torino ha bisogno di infrastrutture per i suoi manufatti e i suo commerci, così il Piemonte e l’Italia. Se si fa il terzo valico e non il Tav Torino Lione , il rischio mortale per Torino è che si potenzi la linea ferroviaria che passando da Marsiglia- Ventimiglia ( lo ha chiesto il sottosegretario ai trasporti leghista Rixi, ligure) attraverso il terzo valico va a Novara e di lì a Nord verso la Svizzera e ad Est verso Milano. Torino e metà Piemonte saranno tagliati fuori . La città non ha più margini di “decrescita felice”, ha perso in vent’anni 300 mila abitanti, reddito delle famiglie, due grandi banche , la scommessa di fare del Lingotto un grande polo fieristico , molto della Fiat e si potrebbe continuare . Intanto aspetta tutti i ” no qualcosa d’Italia” che sfileranno sabato, torvi e minacciosi. Ricordo che in questi anni diversi di coloro che sono a favore del
Tav sono stati minacciati e talvolta aggrediti ( ricordo un giornalista della Rai che ha dovuto girare scortato o un altro della Stampa ,irruzioni in studi professionali , scorte a parlamentari, assalti violenti alle forze di polizia). Ma si sa quando non si hanno ragioni si usano le mani…. Le motivazioni ambientali per non farla sono ridicole: quasi 800 mila Tir percorrono l’autostrada con emissioni di Co2 e di polveri sottili; tutti gli ambientalisti del mondo preferiscono il trasporto su rotaia a quello su gomma. Non potendo più sostenere la tesi ecologica , ora si dice addirittura che il treno è un mezzo di trasporto superato: Intanto il tutto mondo si costruiscono linee ad alta velocità ferroviaria, grandi tunnel ( come in Svizzera e Austria). Semmai è vero il contrario l’alta velocità ha rilanciato il treno, anche per il trasporto passeggeri sulle medie distanze, a scapito dell’aereo, come è evidente sulla tratta Torino, Milano Roma , Napoli. Ma le notizie cattive non finiscono qui: ecco cosa scrivono, dopo l’odierno
incontro a Roma con il premier Conte, i rappresentanti delle 33 sigle imprenditoriali , professionali e sindacali piemontesi in un loro comunicato: “L’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Chigi con i 13 delegati delle 33 Associazioni che rappresentano il sistema dell’economia di Torino e del Piemonte in tutti i suoi molteplici aspetti (lavoro, industria, artigianato, commercio, agricoltura, servizi, cooperazione, professioni, turismo, costruzioni), ha dimostrato l’ulteriore volontà del Governo di dilazionare il proseguimento dei lavori relativi alla realizzazione della TAV Torino Lione. Si tratta di un atteggiamento che va contro gli interessi del mondo della produzione e del lavoro… Le Associazioni paventano il rischio che tutto questo temporeggiare sia solo strumentale, finalizzato a non decidere e a non fare…. Se ciò accadesse, questo Governo dovrebbe assumersi la responsabilità – gravissima – di aver escluso l’Italia e le sue future generazioni dal principale asse di sviluppo economico e di integrazione sociale.”
(foto: il Torinese)

Si è tenuto questa mattina a Palazzo Chigi l’incontro con i rappresentanti pro Torino-Lione del mondo delle impreseToninelli e il “congelamento” della Torino-Lione
Su Facebook il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli scrive che a margine del Consiglio UE dedicato ai trasporti ha “siglato con la mia omologa di Parigi, Elisabeth Borne, una lettera per chiedere congiuntamente a Telt, il soggetto attuatore, di pubblicare oltre la fine del 2018 i bandi dapprima attesi a dicembre”. Si tratta, in sostanza, di un congelamento della Tav. Aggiunge il ministro. “La Francia condivide il nostro metodo e l’opportunità di una analisi costi-benefici approfondita e finalmente obiettiva sul Tav Torino-Lione”.



