Torino, Corteo del Primo Maggio Ecco le modifiche viabili previste

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In occasione della manifestazione organizzata da CGIL, CISL e UIL per celebrare la Festa dei Lavoratori 2026, venerdì 1° maggio saranno disposte modifiche alla viabilità che interesseranno il percorso del corteo e le aree limitrofe.

PERCORSO

I partecipanti si ritroveranno in corso Cairoli per poi proseguire attraverso Lungo Po Diaz, piazza Vittorio Veneto e via Po. Il punto d’arrivo sarà piazza Castello, cornice degli interventi conclusivi.

DIVIETI DI TRANSITO 

Dalle ore 7:00 di venerdì 1° maggio e fino a cessate esigenze, sarà istituito il divieto di transito veicolare lungo tutto il percorso sopra indicato. Il divieto si estende anche a tutte le vie che intersecano il tragitto, nei tratti limitrofi agli incroci.

Resteranno chiusi al traffico anche corso Vittorio Emanuele II, tra l’intersezione con corso Massimo d’Azeglio e il ponte Umberto I; i ponti Vittorio Emanuele I (Gran Madre) e Umberto I, chiusi al transito in entrambe le direzioni.

DIVIETI DI SOSTA 

Per ragioni di sicurezza, il divieto di sosta con rimozione forzata (valido per tutti i veicoli, comprese biciclette e monopattini) sarà così articolato: dalle ore 20:00 del 30 aprile in corso Cairoli, controviale ovest (ambo i lati); dalle ore 00:30 alle 14:00 del 1° maggio lungo tutto il percorso della manifestazione e in via Ozanam, viale Virgilio e fronte Latteria Svizzera.

PARCHEGGI SOTTERRANEI

Parcheggio Roma-San Carlo: chiusura della rampa di accesso da piazza Castello e della rampa di uscita in via Viotti dalle ore 7:00 fino a cessate esigenze.

Parcheggio Piazza Vittorio Veneto: le rampe di ingresso e uscita (lato nord e lato sud) saranno chiuse dalle ore 7:00.

Tutti i veicoli non appartenenti ad abbonati dovranno lasciare la struttura entro le ore 7:00. Si informa che, a causa della chiusura delle rampe, anche i veicoli degli abbonati resteranno impossibilitati a entrare o uscire durante lo svolgimento della manifestazione.

AREE POSTEGGIO TAXI

Dalle ore 7:00 e sino a cessate esigenze, saranno sospese le aree di posteggio taxi in:

  • Piazza Vittorio Veneto
  • Piazza Castello
  • Viale Virgilio
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Alcune linee GTT subiranno deviazioni o limitazioni di percorso. Per i dettagli in tempo reale, si invita a consultare il sito ufficiale: https://www.gtt.to.it/cms/

 

TorinoClick

Le polemiche sul 25 aprile continuano

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

E’ comprensibile che un quadro internazionale come quello attuale provochi ripercussioni  anche sul 25 aprile. Anime candide vorrebbero un 25 aprile rievocativo senza implicazioni  politiche legate all’oggi. Diceva Croce che ogni storia è storia contemporanea e il 25 aprile  è una evidente conferma  di questa affermazione. Lo storico dovrebbe avere un distacco critico  rispetto al passato, ma spesso la contemporaneità finisce di deglutire il passato che resta divisivo anche oggi. Parlare della Resistenza come delle guerre puniche  diventa impossibile, anche se  gli storici non  dovrebbero lasciarsi trascinare nella polemica settaria e dozzinale. Oggi il clima avvelenato impedisce la serenità di giudizio. In effetti, tuttavia, va detto che la Resistenza non ebbe la coralità concorde che alcuni vorrebbero attribuirle.
Luigi Longo , capo delle Brigate Garibaldine nella Resistenza in una intervista sostenne che i  comunisti, i socialisti  e  gli azionisti furono i veri protagonisti attivi della Resistenza, mentre democristiani e liberali furono “attendisti“ poco desiderosi di combattere, in attesa che gli Alleati liberassero il territorio italiano occupato.  Longo sostenne che la Resistenza ebbe un contenuto di classe che altri resistenti non potevano condividere. Parlò esplicitamente di un contrasto di fondo  tra le diverse componenti. Ovviamente Longo ignorava o trascurava  il contributo dato dalle Forze Armate del Regno del Sud e il contributo determinante degli Alleati anglo-americani che militarmente furono,  in termini assoluti, decisivi.
E ‘ evidente che quelle differenze  sottolineate da Longo non possono essere ignorate neppure oggi perché la vulgata di una Resistenza tricolore fu un desiderio di  un numero limitato di patrioti, più che di partigiani. La primavera è stata prevalentemente “rossa”. Negarlo sarebbe sbagliato perché non corrispondente alla verità storica. Basterebbe pensare all’episodio drammatico di via Rasella che provocò la strage delle Fosse Ardeatine  per vedere che i comunisti ebbero una visione della guerra partigiana almeno diversa da molti resistenti.
Su un tema molto divisivo come il terrorismo la Resistenza si divise. Anche l’omicidio di Giovanni Gentile non fu condiviso da tutti i partigiani. Il CLN fu anche un momento di discussione sovente molto animata. L’operato di partigiani come, ad esempio,  Moranino non fu condiviso. L’unità politica di cui parlava Longo era di fatto una subordinazione ai comunisti, anche se parlò di una  unità a carattere “popolare e nazionale” che si realizzò solo in parte. Due aggettivi non caso gramsciani.  La polemica di Longo era rivolta alle “formazioni che facevano capo a militari o a elementi influenzati dalla ventennale propaganda anticomunista dei fascisti”. Il modello a cui guardava Longo era la guerra civile Spagna o qualcosa di molto simile.  L’unità per Longo era rappresentata dal superamento delle “ prevenzioni anticomuniste”. Il problema era assai più complesso perché il riferimento esplicito dei comunisti all’ Unione Sovietica rappresentò per una parte dei resistenti un che di inaccettabile perché la loro lotta era ispirata dal rifiuto di ogni regime totalitario. Si potrebbe dire che le idee di Longo appartengono al passato. In effetti non è così perché quella intervista rispecchia il modo di intendere l’antifascismo anche oggi. Senza una riflessione spassionata non si giungerà mai ad un superamento del settarismo che quest’anno si è manifestato attraverso il divieto di manifestare o di esibire bandiere e non solo.  Lo stesso episodio dell’ebreo che spara pallini di gomma contro iscritti all’Anpi  dovrebbe far meditare sulla carica di pazzia e di odio scatenati. Ha ragione la senatrice Segre a sentirsi sconcertata. Violenza genera violenza. Questa è la lezione di del  25 aprile 2026. Molti speravano che almeno questa lezione fosse stata recepita. Invece sembra che la seduzione della violenza sia superiore alle istanze di pace che la fine della seconda Guerra mondiale aveva suscitato . Fu liberazione dal nazifascismo, ma per molti italiani fu la fine dell’incubo della guerra , degli sfollamenti , della carestia , dei bombardamenti che distrussero le nostre città .   In effetti non si parla della “ zona grigia“ che rappresentò la scelta di tanti italiani che per le ragioni più diverse non scelsero o non poterono schierarsi. Anche solo considerando questa cospicua , anzi maggioritaria, parte di Italiani , il giudizio complessivo diventa necessariamente diverso. Oggi riempire le piazze è‘ facile , opporsi al fascismo quando era regime aveva invece  dei prezzi che molti non vollero pagare, salvo poi schierarsi con i vincitori, anzi come diceva Flaiano, andare in soccorso ai vincitori.

Incendio boschivo a Cuorgnè: identificato e denunciato 75enne

I carabinieri forestali di Pont Canavese hanno identificato il presunto responsabile del rogo del 28 marzo in località Nava (Cuorgné): un pensionato italiano di 75 anni, proprietario del fabbricato vicino. Secondo la ricostruzione dell’accaduto le fiamme sono partite intorno alle 19 da un bosco di castagneto, e si sono propagate per circa 290 metri quadrati.

Vigili del fuoco e Aib regionali sono intervenuti sul posto con cinque mezzi terra per circoscrivere le fiamme. Le indagini dei carabinieri forestali hanno inchiodato il proprietario di uno fabbricato adiacente: quella sera stava potando e bruciando residui vegetali. Il rogo sarebbe nato proprio da quelle braci lasciate accese sul terreno, avventate dal forte vento serale.

VI.G

Pio V, dai campi di Bosco Marengo a Lepanto

La Chiesa lo ricorda come san Pio V (fu canonizzato nel 1712 da papa Clemente XI) e lo commemora il 30 aprile

Le galee ottomane erano ancora lontane dalle acque di Lepanto e il giovane Antonio non poteva nemmeno immaginare che un giorno sarebbe diventato uno dei pontefici più famosi della storia e che avrebbe perfino sconfitto l’invincibile flotta turca al largo di Corinto. Il legame affettivo con Bosco Marengo, il paese natale da cui parte la sua straordinaria avventura, Antonio Ghislieri(1504-1572), detto il cardinale Alessandrino, futuro papa Pio V, non l’ha mai perso. La sua vita comincia qui, in questo piccolo borgo di poche centinaia di anime, nell’alessandrino. Da bambino Antonio pascolava le pecore e aiutava i genitori nel lavoro dei campi. Proveniva da una famiglia un tempo nobile e poi decaduta, rimasta senza un quattrino. Mai e poi mai l’umile e povero Antonio avrebbe pensato di diventare un giorno santo e uno dei Papi più illustri della Cristianità, l’unico piemontese della storia.
La Chiesa lo ricorda come san Pio V (fu canonizzato nel 1712 da papa Clemente XI) e lo commemora il 30 aprile. Viveva in una famiglia di contadini, un ambiente semplice, tipico della campagna piemontese di cinque secoli fa. Dal mattino alla sera si faticava nei campi, sotto il sole, la pioggia, una vita rurale al fianco della quale non mancava mai la formazione religiosa a cui il giovane Antonio teneva immensamente. Fin da ragazzo, raccontano le cronache del tempo, si distinse per la carità e per un grande desiderio di sapere e di conoscere il mondo. Per sopravvivere fece il pastore ma lui voleva studiare. Poiché il padre non poteva pagargli gli studi intervenne un amico di famiglia che lo sostenne economicamente. A quattordici anni lasciò Bosco Marengo per intraprendere la vita religiosa ed entrò nel convento domenicano di Voghera assumendo il nome religioso di Michele. Sempre vicino a poveri e ammalati fornì loro cibo e denaro. Sia da vescovo, sia da cardinale, sia da papa, visse sempre come un povero religioso. Tornò raramente a Bosco ma rimase profondamente legato alla propria terra. Fece infatti edificare in paese il complesso monumentale di Santa Croce e il convento domenicano che divenne un centro religioso e culturale, uno dei luoghi storico-artistici più importanti del Piemonte, oggi sede di eventi, mostre e visite. Pur essendo lontano da Bosco Marengo voleva essere costantemente informato sui lavori e mandava dei suoi collaboratori a seguire la costruzione dell’edificio.
In appena sei anni di pontificato, dal 1566 al 1572, si rimane sorpresi nel leggere l’elenco delle cose fatte da Pio V. Ritenuto tra i principali promotori della Controriforma cattolica, Antonio Michele Ghislieri, grande inquisitore a Roma, diede un vigoroso impulso alla costituzione della Lega Santa e la sua figura è legata in particolare alla vittoriosa Battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571 quando la flotta cristiana da lui animata sconfisse quella ottomana. Un progetto che sognava da tempo, unire le potenze cristiane per combattere gli infedeli in mare e porre fine alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Fu questa la sua gloria più grande. E come segno di ringraziamento alla Madonna istituì il 7 ottobre la festa della Beata Vergine del Rosario.
Filippo Re
nelle foto, ritratto di Papa Pio V
casa natale di Antonio Ghislieri a Bosco Marengo (Al)
Allegoria della battaglia di Lepanto di Paolo Veronese

Export e imprese, nuovo piano della Regione: 27 milioni per il triennio 2026-2029

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.

L’annuncio è arrivato nella giornata in cui il Piemonte ha ospitato, alle OGR Torino, la prima tappa del ciclo nazionale “Obiettivo Export: imprese e territori”, promosso dalla Farnesina, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. L’iniziativa è dedicata al rafforzamento della presenza internazionale delle imprese italiane e allo sviluppo dell’export.

«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».

I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.

«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».

Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.

“Molly”, chiusa nella propria stanza

Per la stagione teatrale 2025-2026 della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, intitolata “Prendersi cura”, nell’ambito di Giovani Sguardi, sabato 2 maggio, alle 20.45, andrà in scena la pièce teatrale “Molly”, di Cubo Teatro, scritto e diretto da Girolamo Lucania, interpretato da Alaide Russo, con la colonna sonora originale e sound design di Ivan Bert e Ruben Zambon, in collaborazione con il Teatro della Caduta, Giallo Mare, Minimal Teatro, Catalyst ETS.

Lo spettacolo racconta le vicende di una ragazza chiusa nella propria stanza e connessa al mondo attraverso lo schermo del telefono. Molly sogna di diventare influencer, registra video e attende di essere vista. Quando qualcuno finalmente risponde, una ragazza come lei, nasce una relazione intensa che progressivamente si trasforma in dipendenza, in un intreccio ambiguo tra realtà e immagine, presenza e proiezione. La pièce è ispirata alla vicenda di Molly Rose Russell, la 14enne britannica morta per suicidio nel 2017, dopo essere stata esposta a contenuti online nocivi. Lo spettacolo affronta il tema della solitudine, amplificata dal digitale e dal bisogno di riconoscimento che attraversa le nuove generazioni. La scena si costruisce come uno specchio digitale: drammaturgia, musica e immagini video live dialogano tra loro creando una performance in cui l’identità si costruisce, sinistra e si riflette attraverso lo schermo. Ne nasce un’esperienza teatrale intensa che interroga spettatori e spettatrice sul tema del rapporto tra tecnologia, desiderio di appartenenza e fragilità contemporanea.

L’opera fa parte del percorso di ricerca multidisciplinare di Cubo, in cui ogni elemento, dalla drammaturgia alla composizione musicale, fino al visual, viene costruito insieme agli altri e contribuisce a creare un oggetto sinfonico e coerente dal punto di vista drammaturgico. Pur essendo l’insieme multidisciplinare, assume una coerenza che lo conduce a un’unicità capace e di interpretare il presente per verificare le radici del futuro. Molly viene vista soltanto di profilo, guarda una videocamera, ma anch’essa solo di profilo, e il risultato è diretto sullo schermo e verso il pubblico. Si tratta di uno specchio che viene manipolato in diretta così tanto da dimenticarsi della presenza dal vivo. Molly è un oggetto di videoarte, una creator, una sorta di film composta e prodotta in diretta, di cui il pubblico è oggetto della sua seduzione.

Info: Fondazione TRG c/o Casa del Teatro Ragazzi e Giovani – corso Galileo Ferraris 266, Torino – biglietteria@casateatroragazzi.it

Mara Martellotta

Molto più di una insalata di patate

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Un secondo fresco e sempre adatto

 Una preparazione semplice e sfiziosa che potete personalizzare secondo i vostri gusti per un piatto sempre diverso.
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Ingredienti:
3 grosse patate
1 scatoletta di tonno sott’olio
4 cucchiai di maionese
1 limone
1 pizzico di curcuma (facoltativo)
1 fetta spessa di prosciutto di Praga
Sale, pepe, prezzemolo o basilico
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Pelare le patate, tagliarle a bastoncini e cuocerle a vapore.
Frullare il tonno, mescolare alla maionese, aggiungere il succo del limone, il sale, il pepe, e la curcuma. Tagliare a listarelle il prosciutto privato dell’eventuale grasso, unirlo alle patate, aggiungere la salsa tonnata ed il prezzemolo. Mescolare con cura. Servire freddo guarnito con fette di limone.

Paperita Patty

Auto usate in Piemonte: circa 119mila veicoli presentavano un rischio

Torino, Cuneo, Alessandria le province con i volumi più alti di auto a rischio.

L’80% degli utenti CARFAX che hanno controllato la propria auto non era
a conoscenza di tutti i danni rivelati dalla cronologia del veicolo. In
Piemonte, su circa 242.000 auto usate compravendute nel 2025 (fonte
ACI), il 49% presenta almeno un fattore di rischio (ad esempio un
incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella storia di
importazione oppure nel chilometraggio). Torino guida la classifica
provinciale con circa 59.600 veicoli venduti potenzialmente a rischio,
seguita da Cuneo (circa 16.600) e Alessandria (circa 11.700).

Acquistare un’auto usata senza conoscerne la
storia può costare molto più del previsto: l’80% degli utenti italiani
che ha ricevuto un report CARFAX con la storia e le segnalazioni dei
danni ha dichiarato di non essere a conoscenza di quei danni prima di
aver effettuato il controllo targa. Lo rivela una ricerca condotta da
CARFAX, azienda leader internazionale nelle informazioni sulla storia
dei veicoli, su un campione di clienti italiani che avevano effettuato
un controllo targa sulla piattaforma e ricevuto un report che segnala
incidenti o danni.

Un dato che assume una dimensione ancora più concreta declinato sul
Piemonte. Il 49% dei veicoli controllati su carfax.it in tutta Italia
mostrava un rischio _(ad esempio un incidente, un danno pregresso,
un’incongruenza nella storia di importazione oppure nel
chilometraggio)_: applicando questa percentuale alla regione Piemonte
(fonte ACI)[1], si stima che circa 119.000 veicoli potessero nascondere
una storia problematica, forse mai comunicata al compratore.

Il quadro non cambia considerando soltanto le auto coinvolte in
incidenti stradali o altri eventi che hanno causato danni documentati
nel database CARFAX: la percentuale è del 36%, pari a quasi 87.300
veicoli stimati con una storia di danni tra le auto usate compravendute
in Piemonte nel 2025. Il report CARFAX non viene richiesto soltanto al
momento dell’acquisto di un’auto, ma può essere utile anche in altre
fasi della vita del veicolo. Pertanto, rapportando il dato all’intero
parco circolante piemontese (fonte ACI), si stima che oltre 1,5 milioni
di auto presentino almeno un fattore di rischio e che oltre 1,1 milioni
abbiano subito danni o incidenti stradali. Numeri che rendono il
controllo targa non più un optional, ma una necessità concreta per
chiunque si appresti ad acquistare un’auto di seconda mano.

A livello provinciale, è Torino a guidare la classifica piemontese, con
una stima di circa 59.600 veicoli venduti con almeno un fattore di
rischio e circa 43.800 con una storia di danni documentata. Sul fronte
del circolante, si stimano circa 808.000 auto con almeno un rischio e
circa 594.000 con danni. Segue Cuneo, con circa 16.600 veicoli venduti a
rischio e circa 12.200 con danni; nel circolante, circa 213.000 auto a
rischio e circa 157.000 con danni. Al terzo posto Alessandria, con circa
11.700 auto vendute a rischio e circa 8.600 con danni; nel circolante,
circa 145.000 vetture a rischio e circa 106.000 con danni.

Scorrendo la classifica, Novara registra quasi 10.100 veicoli venduti a
rischio e circa 7.400 con danni (nel circolante: circa 125.000 a
rischio), Asti (quasi 6.200 venduti a rischio, circa 4.500 con danni;
nel circolante circa 75.900 a rischio), Biella (oltre 5.400 venduti a
rischio, circa 4.000 con danni; nel circolante circa 64.300 a rischio),
Vercelli (circa 4.800 venduti a rischio, circa 3.500 con danni; nel
circolante circa 60.400 a rischio) e infine Verbano Cusio Ossola, che
registra comunque quasi 4.400 veicoli venduti a rischio e circa 53.600
auto a rischio nel circolante. In ogni provincia la quota di auto usate
con almeno un elemento di rischio si conferma vicina a una su due: un
dato che rende il controllo targa un passaggio imprescindibile, a
prescindere dalla dimensione del mercato locale.

“In un momento in cui il mercato dell’auto usata riveste un ruolo
sempre più centrale per il settore automotive, la verifica dello
storico del veicolo rappresenta una tutela concreta per chi acquista –
commenta Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di
CARFAX. Quando si acquista un’auto usata, è possibile imbattersi in
veicoli con diversi elementi di rischio, che vanno dal chilometraggio
non corretto ai danni subiti in passato. In questo contesto, richiedere
un report CARFAX può aiutare gli automobilisti italiani ad affrontare
l’acquisto con maggiore serenità. Non si tratta necessariamente di una
volontà di omissione da parte dei venditori: spesso anche loro non
dispongono di tutte le informazioni sulla storia del veicolo. In questo
senso, CARFAX non solo supporta l’acquirente, ma rappresenta anche un
valido strumento per i dealer, contribuendo a rendere il mercato più
trasparente ed equilibrato.”

 

CS

Fungo di Ceva e Trifola di Murisengo, due nuove fiere internazionali

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L’ultimo aggiornamento delle manifestazioni fieristiche 2026 in Piemonte vede promosse da nazionali a internazionali la Mostra del Fungo di Ceva, a Cuneo dal 15 al 28 settembre, e la Trifola di Murisengo Monferrato, ad Alessandria il 15 e 22 novembre. Viene riconosciuta la qualifica di manifestazione nazionale e due new entry, che sono Bra’s, il festival della salsiccia, del formaggio, pane e riso di Bra, dal 17 al 20 settembre, e Amts Auto Moto Turin Show, a Torino dal 27 al 29 marzo. Salgono da regionale a nazionale “Un borgo di cioccolato”, di Borgo San Dalmazzo (7-8 marzo), Fungo in festa di Giaveno, 11 ottobre, la Fiera agricola di Oleggio, il 1⁰ maggio, la Fiera della zucca di Piozzo, il 3 e 4 ottobre. Sale da interesse locale a rilevanza regionale la Fiera del porro di Cervere, dal 7 al 22 novembre, mentre sono due i nuovi ingressi nel campo regionale: la Fiera del miele di Montezemolo, il 4 e 5 luglio, e Casale Comics & Games di Casale Monferrato, dal 29 al 31 maggio.

“Fiere e sagre in Piemonte sono un fortissimo veicolo di promozione agroalimentare – spiega l’Assessore al Commercio, Agricoltura, Cibo, Turismo, Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni – perché rappresentano un momento di contatto a km 0 fra produttori e consumatori, perché valorizzano un rapporto indissolubile fra un territorio, le sue tradizioni e specificità, e per questo possiedono un grande potenziale di visibilità e attrazione turistica. Quest’anno la Mostra del Fungo di Ceva e la Trifola di Murisengo Monferrato hanno conquistato la Palma di Fiere internazionali per la loro capacità, attestata nel tempo, di richiamare turismo e appassionati al di fuori dei confini nazionali. Alla ribalta nazionale salgono ‘Un borgo di cioccolato’, di Borgo San Dalmazzo, Fungo in festa di Giaveno, Fiera della zucca di Piozzo e la Fiera agricola di Oleggio, che hanno saputo mobilitare grandi numeri e legare in modo visibile territorio e prodotto. Oltre al settore agroalimentare spiccano le nuove attribuzioni per l’Auto Moto Turin Show, che rinnova il legame secolare fra la capitale del Piemonte e l’automotive, e un’altra passione capace di muovere un grande indotto turistico come quella dei fumetti e dei game, che trova a Casale Monferrato un appuntamento imperdibile”.

Sono gli uffici dell’Assessorato al Commercio della Regione Piemonte, dietro verifica dei requisiti di legge, a qualificare ogni Fiera. L’iscrizione al calendario regionale delle manifestazioni fieristiche è la condizione necessaria per accedere ai contributi regionali, infatti la qualifica di ‘manifestazione fieristica internazionale’ dà la possibilità di accedere ai bandi regionali a sostegno dei grandi eventi, offrendo un punteggio nel bando dell’Assessorato al Turismo tra gli eventi di interesse turistico. Il calendario fieristico del Piemonte è molto ricco e conta, nel 2026, 10 manifestazioni fieristiche internazionali, 48 nazionali, 50 regionali, 140 locali, a cui si aggiungono 247 sagre e fiere mercato regionali, che offrono delle occasioni di svago e turismo diversificate.

Mara Martellotta

Donne Exempla al Salone del Libro. Un nuovo modo di fare scuola

La Fondazione Educatorio della Provvidenza invita a un appuntamento dedicato a un nuovo modo di fare scuola. La presentazione del progetto “Gioco di ruolo Donne Exempla”, in programma venerdì 15 maggio prossimo, dalle 16.30 alle 17.30, nello Spazio Argento del Padiglione 2 di Lingotto Fiere, a Torino. Si tratta di un incontro che mette al centro il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva, esplorando il potenziale del gioco di ruolo nella didattica.

Donne Exempla introduce il gioco di ruolo negli istituti di secondo grado del Piemonte, trasformando l’aula in uno spazio di esperienza e confronto. Attraverso storie di donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, alla libertà e all’emancipazione, gli studenti diventano protagonisti di percorsi immersivi che stimolano al pensiero critico, empatia e consapevolezza civica. Promosso dalla Fondazione Educatorio della Provvidenza e dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, il progetto è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e della Consulta delle Elette, nell’ambito della linea strategica “La Cultura che Cura”, coinvolgendo 380 studenti e 20 classi del territorio.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, l’avvocato Carlo Majorino e la dott.ssa Lella Bassignana, insieme a studiosi ed esperti provenienti da ambiti differenti: lo storico Gianni Oliva, l’antropologa Caterina Agus, lo psicologo Roberto Gambarini, il docente di Fisica Applicata di Unito, prof. Federico D’Agata, per offrire uno sguardo multidisciplinare sul valore educativo del progetto. Il confronto sarà guidato dalla direttrice della Fondazione, dott.ssa Paola Casacci. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video dedicato al progetto nelle scuole, con testimonianze degli operatori ludico-culturali, docenti e studenti. Si tratterà di un’occasione per scoprire come il gioco possa diventare uno strumento concreto di inclusione, educazione e cittadinanza attiva.

Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso lo spazio Biblioteche, sarà allestito un tavolo di gioco con un master esperto che condurrà la sessione di gioco immersiva.

Per prenotare un posto: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Mara Martellotta