Lo hanno costretto a salire in auto da via Bologna fino a un negozio di telefonia di via Roma, obbligandolo a firmare un finanziamento per l’acquisto di uno smartphone di fascia alta, destinato poi alla rivendita. È questo il quadro delineato dagli agenti del commissariato Barriera Milano e dai pm della procura di Torino, che il 18 novembre hanno arrestato tre uomini italiani di 38, 40 e 41 anni. Su di loro gravano le accuse di estorsione, lesioni aggravate e porto abusivo di strumenti atti a offendere.
La vicenda è emersa dopo la denuncia di due fratelli, che hanno raccontato alle autorità di essere da tempo vittime di pressioni e minacce. I tre avrebbero preteso la restituzione di un presunto debito legato alla droga e, per questo, avrebbero più volte costretto il maggiore a firmare finanziamenti per acquistare smartphone costosi. Negli ultimi giorni la situazione sarebbe peggiorata, con il pestaggio del minore e nuove minacce di morte.
Dopo la denuncia, gli agenti hanno avviato un servizio di sorveglianza, monitorando i movimenti dei tre. Il giorno dell’arresto, i poliziotti hanno assistito alla scena in cui la vittima veniva fatta salire sull’auto, diretta verso il negozio di via Roma per la firma della pratica.
L’intervento è scattato subito dopo: i tre sono stati fermati in flagranza di reato. Durante la perquisizione del veicolo, gli agenti hanno rinvenuto un taglierino, come probabile strumento di intimidazione. Durante l’udienza di convalida, i tre hanno dichiarato di dover riavere dalle vittime qualche migliaio di euro, sostenendo che si trattasse del saldo di una presunta partita di droga mai pagata.
VI.G
