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Edilizia sociale, Torino e Settimo Torinese progettano il futuro di Borgo Nuovo

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La Città di Torino e il Comune di Settimo Torinese avviano un tavolo congiunto per valutare interventi di rigenerazione urbana finalizzati allo sviluppo dell’edilizia pubblica e sociale, con particolare attenzione al patrimonio residenziale situato nel quartiere Borgo Nuovo di Settimo.

L’iniziativa, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa tra i due enti, mira a verificare la fattibilità di operazioni di recupero, rifunzionalizzazione e possibile ricostruzione degli edifici esistenti. L’obiettivo è quello di ripensare complessivamente questi ambiti urbani, promuovendo interventi sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico, capaci di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i costi di gestione e offrire una maggiore qualità della vita ai residenti.

La delibera è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta dell’8 aprile, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, di concerto con la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, dando di fatto il via a un percorso di confronto istituzionale della durata di diciotto mesi, che coinvolgerà anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e gli altri soggetti istituzionali competenti in materia di politiche abitative, tra cui ATC e CIT, oltre alla possibile partecipazione di operatori privati e del mondo della cooperazione.

Il protocollo nasce dalla necessità di affrontare le criticità di una parte significativa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta e oggi caratterizzato da condizioni di obsolescenza e da elevati costi di manutenzione straordinaria. In particolare, a Settimo Torinese sono presenti circa 370 alloggi sociali di proprietà della Città di Torino, ubicati nel quartiere Borgo Nuovo, nell’area compresa tra corso Piemonte, via Foglizzo e via Don Gnocchi.

In base alla normativa regionale vigente, le assegnazioni degli alloggi – sia da bando, sia in emergenza abitativa – sono gestite dal Comune di Settimo Torinese sulla base delle proprie graduatorie. In questo quadro, si inserisce la necessità di avviare valutazioni di carattere economico e funzionale sulla convenienza del mantenimento di tali fabbricati e dell’opportunità di sviluppare progetti di rigenerazione urbana complessiva delle aree.

Nel corso dell’ultimo anno, il Comune di Settimo Torinese ha già avviato specifici approfondimenti per individuare possibili percorsi di rigenerazione, analizzando in particolare gli strumenti gestionali, le opportunità di finanziamento a livello nazionale ed europeo e gli aspetti patrimoniali connessi. Tali attività rendono oggi necessario un coinvolgimento diretto della Città di Torino, in qualità di ente proprietario degli immobili, e l’attivazione di un confronto più ampio che includa appunto anche gli altri soggetti istituzionali competenti in materia.

Nel dettaglio, il protocollo prevede l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto tra le due amministrazioni per approfondire i possibili scenari: le analisi riguarderanno i modelli di governance e gestione, gli strumenti di finanziamento, gli aspetti patrimoniali e giuridico-amministrativi, nonché la definizione di piani di fattibilità economico-finanziaria necessari a verificare la concreta realizzabilità degli interventi. Il percorso includerà la ricerca di risorse a livello nazionale ed europeo e il coinvolgimento delle associazioni rappresentative del settore delle costruzioni e della cooperazione, al fine di valutare possibili forme di partenariato pubblico-privato.

“Nel quadro del complessivo Piano dell’Abitare per lo sviluppo della Città di Torino, il destino degli alloggi di edilizia Residenziale Pubblica di proprietà della Città ma ubicati fuori città riveste un grande interesse – afferma l’assessore alle Politiche Abitative e di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli -. Ci aspettiamo che questa iniziativa porti a un aumento degli alloggi assegnabili alla cittadinanza che ne ha bisogno”.

“Con l’approvazione di questa delibera apriamo la strada a una riconversione di parte del patrimonio immobiliare della Città di Torino, dislocato a Settimo – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. La valorizzazione di un così ampio numero di appartamenti deve passare necessariamente attraverso un tavolo che coordini l’azione di più soggetti e deve avere per obiettivo la possibilità di recuperare una dotazione abitativa tanto vasta, mettendola a servizio della collettività”.

“Questo accordo è per noi un passo indispensabile per superare un modello abitativo nato 50 anni fa e mai davvero ripensato – interviene la sindaca Elena Piastra -. L’obiettivo finale è chiaro quanto sfidante: garantire alle persone e alle famiglie una soluzione abitativa moderna, innovativa e dall’essenziale valenza sociale, che al contempo concorra al rilancio del quartiere, che abbiamo già avviato con importanti investimenti pubblici: la nuova scuola, il nuovo comando della polizia locale, il polo sportivo. Per ottenerlo è indispensabile il supporto del Comune di Torino, proprietario dei complessi edilizi. Da qui in avanti lavoreremo in sinergia e con scadenze e obiettivi intermedi, per arrivare a una soluzione”.

Torino e provincia, record di turisti con 8 milioni di pernottamenti nel 2025

L’area di Torino e della sua provincia si conferma protagonista del turismo regionale, superando i 3 milioni di arrivi e gli 8 milioni di pernottamenti. Una crescita significativa, sostenuta sia dai mercati esteri sia da quello nazionale, oltre che dal forte richiamo dei grandi eventi culturali e sportivi. I dati sono stati presentati dal presidente Cirio e dall’assessore al Turismo Bongioanni

 

Torino e il suo territorio metropolitano proseguono un percorso di sviluppo senza precedenti, consolidandosi come destinazione di rilievo nel panorama internazionale. La Città Metropolitana di Torino rappresenta oggi il principale polo turistico del Piemonte, concentrando il 45,2% dei pernottamenti complessivi della regione.

Questo risultato si inserisce in un contesto regionale positivo, contribuendo in modo determinante alla crescita complessiva del comparto turistico.

Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte, l’area torinese ha rafforzato il proprio ruolo di destinazione leader, superando i 3 milioni di arrivi e gli 8 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del 6,8% e dell’8,3% rispetto al 2024.

L’andamento positivo si è mantenuto costante durante tutto l’anno, con un picco nei mesi estivi e livelli di spesa particolarmente elevati nel periodo autunnale. Torino si conferma così una porta d’accesso privilegiata per i flussi turistici internazionali.

Il turismo si afferma sempre più come settore strategico per il territorio, capace di valorizzare tanto il patrimonio culturale urbano — dalle Residenze Reali ai musei — quanto le eccellenze della provincia. Dalle montagne olimpiche di Bardonecchia e Sestriere, alla Val di Susa, fino alle Valli di Lanzo, al Canavese e al Pinerolese, l’offerta si distingue per varietà e qualità.

Particolarmente rilevante è la crescita del turismo internazionale, con un aumento del 10% delle presenze, segnale dell’efficacia delle politiche legate ai grandi eventi e al miglioramento dei servizi.

Un ruolo chiave è stato giocato proprio dagli eventi di richiamo globale. L’edizione 2025 delle Nitto ATP Finals ha registrato risultati notevoli: +8,4% negli arrivi rispetto al 2024 e, rispetto al 2022, un incremento del 49,6% negli arrivi e del 30,2% nelle presenze.

Anche i dati economici confermano questa tendenza. Le transazioni con carte di credito estere mostrano una crescita del 15,9% a Torino, superiore alla media regionale. Il numero di carte straniere utilizzate è aumentato del 33,5%, con una forte presenza di visitatori provenienti da Francia, Stati Uniti e Svizzera, oltre a un contributo crescente da Cina ed Emirati Arabi Uniti, i cui turisti registrano una spesa media superiore ai 200 euro per carta, concentrata soprattutto in ristorazione, moda e ospitalità di fascia alta.

L’eccellenza dell’offerta si riflette anche nella qualità percepita: la ristorazione raggiunge un punteggio di 86,4 su 100 nel sentiment online, mentre il comparto ricettivo si attesta a 82,2 su 100. Dati che confermano l’alto livello dei servizi offerti da hotel, strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche.

La varietà dell’offerta consente di intercettare pubblici diversi: dagli amanti dell’outdoor nelle Alpi torinesi, agli appassionati di storia e cultura che visitano la Reggia di Venaria e il Castello di Rivoli, fino al turismo business che sceglie Torino per il suo dinamismo.

Il 2025 dimostra come la collaborazione tra città e territorio sia la chiave per uno sviluppo solido e duraturo. L’integrazione tra patrimonio culturale, offerta sportiva e valorizzazione dei borghi rappresenta una strategia vincente, capace di generare benefici diffusi e sostenere la crescita futura del Piemonte nel panorama turistico nazionale e internazionale.

Bullismo online, numeri preoccupanti in Piemonte: parte il tour nelle scuole

CYBERBULLISMO, L’EMERGENZA SENZA CONTROLLO
23% vittime o testimoni, ma solo il 5% chiede aiuto

Prosegue in Piemonte il tour del progetto “Educyber Generations”, promosso dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT, con l’obiettivo di contrastare il bullismo e i rischi legati all’utilizzo della rete. Un fenomeno in costante crescita che coinvolge sempre più da vicino studenti e comunità scolastiche.

Le prossime tappe dell’iniziativa interesseranno Baldichieri (AT), Torino, Alessandria, Biella e Novara, con un calendario che si estenderà fino a maggio 2026 e che coinvolgerà oltre 6.000 studenti di più di 80 scuole piemontesi. Le attività saranno condotte da un’unità mobile e dal team di psicologhe del MOIGE, tra cui Sara Valente e Claudia Polci, che durante l’orario scolastico terranno incontri formativi dedicati ai ragazzi sui rischi e sulle opportunità del mondo digitale. Nel pomeriggio, il Centro Mobile sarà aperto alla cittadinanza nei cortili scolastici, con momenti di confronto rivolti anche a genitori e insegnanti.

“Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e di consapevolezza – dichiara la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi – Accanto ai percorsi dedicati alle discipline scientifiche, linguistiche e artistiche, il progetto affronta anche temi cruciali per la vita quotidiana dei ragazzi, come l’uso consapevole delle tecnologie e i rischi del cyberbullismo. In un contesto in cui il mondo digitale è sempre più presente nelle relazioni e nella formazione dei giovani, crediamo sia fondamentale contribuire a fornire strumenti utili per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili”.

I dati raccolti evidenziano una situazione preoccupante: il 7% dei giovani dichiara di aver subito direttamente episodi di cyberbullismo, mentre il 16% ne è stato testimone. Le forme più diffuse comprendono esclusione dai gruppi online, diffusione di pettegolezzi, insulti e fenomeni di hate speech: il 29% afferma di aver vissuto o osservato questi comportamenti, mentre un ulteriore 36% segnala che si verificano sporadicamente.

Particolarmente allarmante è il tema del silenzio: solo il 12% interviene per difendere la vittima e appena il 5% si rivolge a un adulto per segnalare quanto accaduto, mentre il 7% sceglie di non reagire. Per rispondere a questa criticità, il MOIGE ha attivato un nuovo numero di messaggistica, 333 11 22 11 2, facilmente memorizzabile anche dai più giovani, affiancato dal numero verde 800 93 70 70, per offrire supporto qualificato a studenti, famiglie e docenti.

L’analisi delle abitudini digitali mostra inoltre un utilizzo intensivo della rete: il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno online al di fuori dell’orario scolastico, mentre il 14% supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone si conferma il dispositivo principale, utilizzato dal 93% degli intervistati. Questo uso prolungato comporta alcune criticità: il 43% riceve frequenti richiami da parte dei familiari, mentre solo il 22% riesce a disconnettersi senza provare disagio o ansia.

I social network rappresentano uno spazio centrale nella vita dei giovani: il 94% li utilizza regolarmente. WhatsApp è la piattaforma più diffusa (87%), seguita da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 64% si definisce attivo sui social, mentre il 63% dichiara di utilizzare spesso la propria identità reale.

Preoccupano anche i rapporti con sconosciuti online: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai incontrate e il 23% ha avuto incontri dal vivo con contatti conosciuti esclusivamente in rete, percentuale che sale al 31% tra i 15 e i 17 anni.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, oltre la metà dei giovani (51%) ne fa uso abituale, con picchi del 71% tra gli studenti delle scuole superiori. Il 29% la utilizza frequentemente per svolgere i compiti (54% nella fascia 15-17 anni). Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto una formazione adeguata sull’uso consapevole di questi strumenti, mentre il 33% ha dichiarato di aver ottenuto informazioni errate proprio dalle tecnologie utilizzate.

Anche il tema dell’informazione presenta criticità: il 48% dei ragazzi ammette di essere incappato almeno occasionalmente in fake news, nonostante il 52% affermi di verificare le notizie. Solo il 35% considera affidabili i contenuti trovati online.

Permangono infine lacune significative nella gestione della privacy: meno della metà dei ragazzi (47%) si confronta con adulti di riferimento sulle impostazioni di sicurezza e la stessa percentuale ha attivato filtri per limitare contenuti inappropriati. Il 49% ritiene che i social non tutelino adeguatamente i dati dei minori, mentre solo il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dalle piattaforme.

“I minori trascorrono sempre più tempo online, dove visibilità e follower diventano misura del valore personale” dichiara Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE. “Per inseguire la popolarità abbassano la guardia, mettendo a rischio sicurezza e privacy. Serve un impegno condiviso che non imponga solo divieti, ma insegni a comprendere e usare responsabilmente gli strumenti del futuro.”

Il progetto “Educyber Generations” punta a diffondere una maggiore consapevolezza digitale, promuovendo la cittadinanza attiva online. Tra le azioni previste, la creazione di gruppi di studenti formati che, in collaborazione con docenti, famiglie e forze dell’ordine, possano offrire supporto tra pari e contribuire a prevenire comportamenti a rischio.

L’iniziativa si propone così non solo di contrastare il cyberbullismo, ma anche di accompagnare le nuove generazioni verso un uso più consapevole, critico e responsabile delle tecnologie digitali.

Medio Oriente, cauta la fiducia delle imprese torinesi. Aumentano i costi e rallenta l’export

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L’indagine trimestrale realizzata a marzo, basata sulle previsioni di oltre 1.200 aziende piemontesi, evidenzia per la prima volta dalla pandemia del 2020 un rallentamento anche nel settore terziario. Gay: “Auspichiamo che il cammino di pace in Iran sia concreto. Europa ora faccia l’Europa”.

Nonostante il conflitto in Iran, il clima di fiducia delle imprese piemontesi resta improntato alla cautela. L’indagine condotta a marzo dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino ha coinvolto più di 1.200 aziende manifatturiere e dei servizi appartenenti al sistema confindustriale regionale. Tra gli elementi più significativi emerge il forte aumento dei costi legati a materie prime, logistica ed energia: dopo dodici trimestri di relativa stabilità, oltre il 70% delle imprese prevede rincari rilevanti, quota che raggiunge l’85% nel comparto energetico.

Dalle risposte raccolte si rilevano inoltre aspettative sostanzialmente in linea con il primo trimestre per quanto riguarda occupazione e produzione; gli investimenti continuano, mentre si registra un calo degli ordinativi. Alcuni indicatori, come la redditività, mostrano un’inversione di tendenza, segnalando un contesto più complesso. Rimane negativo anche il dato sull’export, in flessione da dodici trimestri consecutivi.

Per la prima volta dopo la pandemia, il settore terziario evidenzia un rallentamento generalizzato delle aspettative: i saldi tra ottimisti e pessimisti restano positivi, ma diminuiscono di oltre 15 punti percentuali per produzione e redditività, di più di 11 punti per gli ordinativi e di 9 punti per l’occupazione. Questo aumento della prudenza è legato soprattutto alle difficoltà in comparti fortemente influenzati dal contesto geopolitico, come commercio, turismo e trasporti.

“Auspicando che sia concreto l’inizio del percorso di pace in Medio Oriente, è più che mai imperativo che l’Europa faccia l’Europa, assumendo posizioni chiare pro-impresa e pro-industria. Si deve avviare un piano di politica industriale con al centro investimenti, energia ed innovazione. In questa direzione hanno continuato ad andare anche le imprese torinesi che, nonostante le conseguenze di quanto avvenuto restino imprevedibili, hanno continuano a programmare investimenti e nuovi impianti. E’ questo l’unico modo per evitare un vero e proprio shock per aziende, lavoratori e famiglie, rilanciando sin da ora la nostra economia” commenta Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Con riferimento a Torino, il clima di fiducia si mantiene, pur in presenza di un peggioramento di redditività, export e investimenti, in linea con il quadro regionale. Restano comunque positivi, seppur in calo, gli indicatori relativi a occupazione (+3,8%, -5,1 punti), produzione (+3,3%, -7,2 punti) e ordini (+2,0%, -8 punti). Cresce invece la preoccupazione per l’aumento previsto dei costi energetici e di approvvigionamento.

Si riduce leggermente anche la propensione agli investimenti, che coinvolgono il 72% delle imprese (contro il 77,3% della rilevazione precedente). In particolare, si stabilizza la quota di aziende che prevede investimenti significativi in nuovi impianti (23,6%, rispetto al 25,3% del trimestre precedente).

Come nel resto della regione, il comparto manifatturiero mostra una sostanziale tenuta, mentre il terziario registra un calo degli indicatori superiore ai 10 punti per occupazione, produzione, ordini e redditività. Diminuisce lievemente anche il ricorso alla cassa integrazione, che riguarda il 10,8% delle imprese (16,2% nell’industria). Rimane stabile il tasso di utilizzo di impianti e risorse al 76%, in linea con la media di lungo periodo. Nel capoluogo si registra inoltre l’undicesimo dato negativo consecutivo per le aspettative sull’export (-6,1%).

A livello regionale, le imprese esprimono nel complesso aspettative positive per occupazione (+5,0%), produzione (+3,0%) e ordini (+0,9%). Restano invece negativi i consuntivi relativi a export (-5,5%) e redditività (-10,7%). La propensione agli investimenti rallenta, coinvolgendo il 74,6% delle aziende (in calo di 2,5 punti), mentre il 23,9% prevede l’acquisto di nuovi impianti, dato anch’esso in diminuzione.

Il tasso di utilizzo degli impianti si mantiene stabile al 77%, mentre il ricorso alla cassa integrazione interessa l’8,8% delle imprese, con valori più elevati nel manifatturiero (11,8%). Permane una differenza significativa tra grandi aziende (oltre 50 dipendenti), che esprimono aspettative più favorevoli sulla produzione (+7,1%), e piccole imprese, più caute (+1,2%).

“Al termine di settimane ad altissima tensione, arrivano segnali di una concreta e possibile stabilizzazione dello scenario in Medio Oriente. Nonostante tutte queste incognite, per ora l’impatto su occupazione e produzione è stato ridotto stando alle risposte arrivate dalle imprese di Confindustria. Il quadro resta comunque allarmante perché le conseguenze di quanto avvenuto saranno di lungo termine e ci vorranno mesi affinché il mercato globale e le quotazioni di petrolio e gas tornino a livelli gestibili sia per le imprese, che per la vita di tutti i giorni degli italiani. L’Europa, in questo contesto di maggiore distensione, ha strumenti economici e strutturali per ritagliarsi un vero ruolo da superpotenza ma servono velocità di decisione e unità politica, che solo dopo la pandemia abbiamo visto realizzarsi. E’ il momento di agire, non possiamo perdere nemmeno un minuto” commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

Il settore manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione, registra saldi prossimi allo zero per produzione (+2,9%), nuovi ordini (+0,2%) e occupazione (+5,2%), mentre restano negativi redditività (-13,5%) ed export (-5,2%). Le maggiori difficoltà si concentrano nel comparto metalmeccanico, in particolare automotive e macchinari, con un saldo negativo (-3,5%) che si protrae da undici trimestri. Segno meno anche per le manifatture varie (-1,1%).

Mostrano invece maggiore ottimismo i settori cartario-grafico (+22,2%), tessile-abbigliamento (+10,3%), edilizia e impiantistica (+8,8%) e chimico (+7,9%). Più prudenti le aspettative per gomma-plastica (+2,0%) e alimentare (+4,1%).

Il comparto dei servizi evidenzia infine un’inversione del clima di fiducia, probabilmente legata alle difficoltà nei trasporti e nel commercio-turismo, che registrano saldi rispettivamente pari a -15,6% e -18,6%. Restano invece positive le prospettive per ICT (+14,3%) e servizi alle imprese (+10,2%).

Vino tra dazi e nuovi consumi. Il Piemonte si rilancia a Vinitaly

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Il Piemonte sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly, in programma dal 12 al 15 aprile 2026 a Veronafiere. La Regione si presenterà con un ampio spazio espositivo di 700 metri quadrati nel Padiglione 10, allestito dalla Direzione Agricoltura. L’area comprenderà un auditorium centrale per eventi e presentazioni, una lounge dedicata a degustazioni e momenti conviviali, oltre agli stand di 108 aziende e ai corner di quattro Consorzi di Tutela: Gavi, Barbera, Asti e Brachetto. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre esposto il trofeo delle ATP Finals, che torneranno a Torino dal 15 al 26 novembre 2026 per la sesta edizione consecutiva.

L’inaugurazione ufficiale dello Spazio Piemonte, sotto il brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, si terrà domenica 12 aprile alle 16.30 alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dell’assessore regionale Paolo Bongioanni. Attesa anche la visita del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.

Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore Bongioanni sottolineano come la partecipazione al Vinitaly avvenga in un contesto complesso per il settore vitivinicolo: tra l’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni internazionali, i cambiamenti dei mercati influenzati da dazi e dinamiche geopolitiche, e la contrazione dei consumi, soprattutto tra i più giovani. In questo scenario, la Regione intende sostenere le imprese su quattro direttrici principali: ricerca, innovazione, promozione e apertura a nuovi mercati, puntando anche sull’integrazione tra vino, turismo, sport e grandi eventi.

Proprio in questa direzione va la nascita dell’Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo, coordinato dalla Fondazione Agrion, il cui protocollo sarà firmato durante l’inaugurazione. Lo strumento raccoglierà ed elaborerà dati provenienti da centri studi e osservatori per offrire ai produttori indicazioni concrete sui mercati esteri, aiutandoli a orientare le strategie in base alla domanda, al potere d’acquisto e alle condizioni economiche delle diverse aree.

Sempre sul fronte della ricerca, il Piemonte guiderà il progetto “La ricerca italiana per la vitivinicoltura fa rete”, che coinvolge 11 centri regionali per sviluppare soluzioni innovative. Il protocollo sarà presentato lunedì 13 aprile presso lo stand del Ministero.

Tra gli appuntamenti in programma, domenica 12 aprile alle 16 in Sala Fiera sarà consegnato il Premio Angelo Betti a Giovanni Negro, dell’azienda Angelo Negro di Monteu Roero, riconosciuto per l’impegno nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e nella sostenibilità.

Spazio anche a momenti più informali: domenica 12 e lunedì 13, dalle 18 alle 20, la lounge ospiterà dj set e degustazioni dei vini Doc e Docg piemontesi, promuovendo un consumo consapevole.

Lunedì 13 aprile sarà una giornata chiave: alle 15.45, nell’Auditorium, avverrà il passaggio di testimone tra Alta Langa, vino dell’anno 2025, e Asti Docg, protagonista del 2026, presentato anche nella nuova versione rosé. In serata, verrà lanciato un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, il cui nome sarà scelto tramite un contest online.

Vinitaly rappresenterà inoltre un’importante occasione per operatori e visitatori di scoprire l’intera offerta agroalimentare piemontese, grazie alla presenza dei Consorzi, dei Distretti del Cibo e delle Atl, che promuoveranno itinerari turistici capaci di unire enogastronomia, cultura e territorio.

Infine, all’esterno del padiglione, tornerà il Ristorante Piemonte, gestito dal consorzio Piemonte Land of Wine e curato dallo chef Davide Palluda, che proporrà ogni giorno menu dedicati alle eccellenze regionali.

Scontro tra ragazze finisce a coltellate: tre ferite

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Ieri tre ragazze, tutte di origine straniera, sono rimaste ferite durante una lite scoppiata nel pomeriggio a Torino, nei pressi del parco Peccei, nella zona nord della città. Una di loro è stata colpita all’addome con un’arma da taglio.

L’allarme è stato lanciato intorno alle 17 in via Valprato, all’angolo con via Gressoney, dove sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero.

La situazione più seria riguarda una ragazza di 17 anni, trasportata in ambulanza all’ospedale San Giovanni Bosco con codice giallo. I sanitari hanno assistito anche altre due coetanee: una è stata portata nello stesso ospedale in codice verde, mentre un’altra è stata trasferita al Maria Vittoria, sempre con codice verde.

Anche una quarta giovane, in stato di choc, è stata accompagnata in ospedale. Sul luogo dell’accaduto sono arrivate  le pattuglie della polizia.

Ecco il nuovo robot della Farmacia della Città della Salute: prepara le terapie oncologiche

È stato presentato il nuovo sistema robotico della Farmacia ospedaliera della Città della Salute e della Scienza di Torino, inserito all’interno dell’Hub oncologico dell’ospedale Molinette. Si tratta di una struttura che rappresenta oggi il principale centro in Piemonte e uno dei più rilevanti a livello nazionale per volumi di attività nel settore della galenica clinica.

All’evento erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano, il direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino Livio Tranchida, il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli, il segretario generale Alberto Anfossi e la direttrice della Farmacia ospedaliera Maria Rachele Chiappetta.

L’Hub oncologico, realizzato con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, ha beneficiato del cofinanziamento della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha contribuito con oltre un milione di euro, di cui circa 500 mila destinati all’acquisto del robot.

Nei laboratori vengono preparate quotidianamente circa 300 terapie onco-ematologiche personalizzate, rivolte a pazienti adulti e pediatrici. Si tratta spesso di farmaci innovativi, che rappresentano una frontiera avanzata nella cura dei tumori. La struttura gestisce inoltre circa 100 sperimentazioni cliniche, sia profit che no profit, su medicinali non ancora disponibili in commercio.

Il nuovo polo si estende su una superficie di circa 800 metri quadrati ed è dotato di sei laboratori a contaminazione controllata, equipaggiati con cappe e tecnologie robotizzate per l’allestimento dei farmaci.

Il robot, acquisito grazie al contributo della Fondazione, garantisce elevati standard di sicurezza e consente di migliorare l’efficienza dei processi. Tra i principali vantaggi: la significativa riduzione del rischio di errore umano, la maggiore tutela degli operatori, la diminuzione del rischio di contaminazioni, la tracciabilità delle attività e una migliore organizzazione del lavoro.

Grazie all’automazione e alle condizioni di sicurezza garantite, il sistema è in grado di gestire anche farmaci ad alta tossicità e con elevati volumi di manipolazione. Inoltre, la stabilità microbiologica dei preparati consente di anticipare la produzione delle terapie, riducendo i tempi di attesa per i pazienti.

Attualmente il robot contribuisce alla preparazione di circa il 20% dei farmaci giornalieri (circa 60 al giorno), con l’obiettivo di raggiungere nel breve periodo il 30% (circa 90 preparazioni al giorno).

Secondo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Federico Riboldi e Andrea Tronzano, l’introduzione di questa tecnologia rappresenta un investimento strategico per migliorare la qualità delle cure, aumentare la sicurezza e rendere più efficiente il sistema sanitario, confermando la Città della Salute e della Scienza di Torino come punto di riferimento nazionale.

Il direttore generale Livio Tranchida ha sottolineato come la robotizzazione consenta di ridurre il rischio clinico e l’esposizione degli operatori, migliorando precisione e sicurezza. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Fondazione Compagnia di San Paolo per il contributo.

Anche il presidente Marco Gilli ha evidenziato il valore dell’investimento in tecnologie avanzate, capaci di generare benefici concreti per pazienti e operatori, mentre il segretario generale Alberto Anfossi ha ribadito come l’innovazione tecnologica contribuisca a rendere più efficiente e sostenibile l’intero sistema sanitario.

Città di Torino, un tavolo tecnico per affrontare la crisi

 

“Di fronte a una situazione internazionale sempre più instabile, che si sta ripercuotendo sulla salute economica del Paese intero, non possiamo che fare nostro l’appello degli imprenditori e degli artigiani torinesi e piemontesi che si dicono preoccupati per l’aumento incontrollato dei costi dell’energia e delle materie prime – afferma la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro -. Di fronte alla sfida che stiamo affrontando, tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, sono chiamate a fare la propria parte, studiando strategie utili a evitare spirali recessive che farebbero perdere posti di lavoro.
Come Città di Torino ci mettiamo, da subito, a disposizione per aprire un tavolo tecnico trasversale, inter-istituzionale, che metta sul piatto azioni concrete, concordate, per scongiurare gli effetti negativi di questa emergenza. Torino, il Piemonte e lo Stato devono farsi trovare pronti e devono ascoltare e supportare le imprese del territorio, percorrendo qualsiasi strada disponibile”.

Eredità Agnelli, Elkann pagherà spese legali a Margherita

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Nel contenzioso sull’eredità Agnelli, John Elkann esce sconfitto in tribunale in Svizzera: dovrà sostenere circa un milione di euro di spese legali.

Il giudice di Thun ha dichiarato inammissibili le richieste di trasferire in Svizzera la successione di Marella Caracciolo. I legali di Margherita Agnelli parlano di una vittoria destinata ad avere ripercussioni anche sul procedimento in corso a Torino.

Dal canto loro, i difensori di John, Lapo e Ginevra Elkann hanno annunciato ricorso, sottolineando che la decisione non incide sulla validità del patto e dell’accordo siglato nel 2004.

Imprese forti, occupazione fragile: il doppio volto del Nord

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Industria Felix:  a Torino la premiazione di 42 imprese eccellenti

TORINO –  Sarà dedicato al sistema produttivo del Nord Italia il 69° appuntamento di Industria Felix – L’Italia che compete, in programma l’8 aprile, presso l’Unione Industriali Torino (evento su invito).

L’indagine, realizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, analizza le principali società di capitali delle regioni settentrionali con fatturati superiori ai 2 milioni di euro. Ne emerge un quadro complessivamente solido, caratterizzato da livelli elevati di redditività e da una crescita dei ricavi non uniforme, mentre sul fronte occupazionale si registrano andamenti più disomogenei.

In Piemonte sono state esaminate 10.417 imprese, per un volume d’affari complessivo di 320,1 miliardi di euro, in lieve flessione (-2,4%), a fronte di oltre 915mila addetti in crescita (+0,9%). Il dato più significativo riguarda la redditività: l’87% delle aziende presenta un ROE positivo e l’87,6% chiude l’esercizio in utile, con il comparto delle costruzioni tra i più performanti.

Il Veneto si conferma uno dei principali motori economici del Nord, con oltre 18mila imprese analizzate, 438,5 miliardi di fatturato (+2,9%) e più di 1,36 milioni di addetti (+8,2%). Anche qui si registra un’elevata redditività, con l’88,2% delle aziende in territorio positivo e il settore aerospaziale tra i più dinamici.

Performance particolarmente brillanti anche per l’Emilia-Romagna, che conta oltre 15mila imprese e 455,1 miliardi di fatturato, con una crescita significativa sia dei ricavi (+4,2%) sia dell’occupazione (+1,7%). Elevata anche la quota di imprese redditizie (85,5%), trainate in particolare dall’aerospazio.

Nel Friuli Venezia Giulia si osserva una lieve contrazione dei ricavi (-2,6%), a fronte però di una crescita sostenuta dell’occupazione (+10,2%), mentre la redditività resta elevata (85% di imprese con ROE positivo).

Situazione più contrastata in Liguria, dove a un aumento degli occupati (+3,5%) si accompagna una flessione significativa del fatturato (-8,8%), pur in presenza di livelli di redditività solidi (86,5%), con il settore ambientale in evidenza.

Il Trentino-Alto Adige mostra invece un andamento equilibrato, con ricavi in crescita (+2,5%) e occupazione in aumento (+4,7%), accompagnati da una quota elevata di imprese redditizie (87%).

In Valle d’Aosta, nonostante dimensioni più contenute, si registra un forte incremento degli addetti (+10,6%) e una redditività tra le più alte (oltre l’89%), a fronte però di un calo dei ricavi (-4,6%).

L’evento è promosso da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, con il patrocinio dell’Unione Industriali Torino e del Tecnopolo del Mediterraneo, e con il supporto di numerosi partner nazionali.

Nel corso della mattinata saranno premiate 42 imprese con sede legale nel Nord Italia, selezionate attraverso un’analisi dei bilanci basata su un algoritmo proprietario che ha individuato le realtà più performanti in termini gestionali e di solidità finanziaria. Le aziende premiate si distinguono per affidabilità, crescita e capacità competitiva, validate anche dal Comitato scientifico del progetto.