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Salone del vino, boom di presenze

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Nel weekend di sabato e domenica l’affluenza ha superato le aspettative, con un numero di biglietti superiore allo scorso anno, registrando un incremento significativo rispetto all’edizione precedente

Dopo i primi due giorni iniziano a delinearsi i primi risultati del Salone del Vino Torino: oltre 5.000 persone hanno animato il mese di eventi pre-Salone, confermando l’interesse e l’energia che hanno accompagnato questa edizione sin dalle settimane precedenti.

Nel weekend di sabato e domenica l’affluenza ha superato le aspettative, con un numero di biglietti  superiore allo scorso anno, registrando un incremento significativo rispetto all’edizione precedente.

Tutte le masterclass sono andate sold out, mentre per la giornata professionale di lunedì sono previste oltre 2.000 presenze.

In crescita anche i numeri legati alle degustazioni e alle vendite: sono stati utilizzati più di 10.000 calici, con un aumento sensibile delle bottiglie acquistate.

Un chiaro segnale della vitalità e della forza della manifestazione.

B2B DI  LUNEDì 2 MARZO AL SALONE DEL VINO

Atteso l’appuntamento per la giornata B2B di lunedì 2 marzo. Prevista la partecipazione di circa 2.000 professionisti del settore dal Piemonte e da tutta Italia, tra operatori e operatrici professionali del vino, giornalisti, ristoranti, enoteche, sommelier, buyer nazionali e internazionali, per incontrare le aziende presenti e conoscere la loro storia attraverso tante masterclass.

INFO E BIGLIETTI

www.salonedelvinotorino.it

Giovani iraniani in festa a Torino

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Al parco del Valentino di Torino, in seguito all’attacco di Israele e Stati Uniti a Teheran, un nutrito gruppo di iraniani, molti studenti, sono scesi in strada la notte di sabato  per festeggiare. La loro speranza è la caduta del regime. La serata si è svolta tra canti e balli.

(foto archivio)

Torino non ha perso le Olimpiadi. Ha perso il racconto

IL COMMENTO

A Torino le occasioni non fanno rumore quando passano. Scivolano tra i portici, si infilano nei discorsi al bar, restano sospese come la nebbia sulle montagne che conosciamo bene. Poi, anni dopo, qualcuno dice: “Ce la siamo fatta scappare”. E diventa verità.
La storia delle Olimpiadi invernali 2026 è finita così, nel grande archivio cittadino delle cose “mancate”. Ma a guardarla senza slogan, la vicenda è meno semplice di come viene raccontata. Un dossier è stato presentato. Non un’idea vaga, ma una candidatura costruita sull’eredità dei Giochi olimpici invernali di Torino 2006, sull’utilizzo degli impianti esistenti, sull’idea — molto torinese — di fare le cose con misura.
Poi lo scenario è cambiato. Dalla candidatura autonoma si è passati a un progetto più ampio, condiviso con altre città, in cui a Torino sarebbero rimaste alcune gare ma non la cabina di regia. E lì si è aperto il bivio: meglio esserci a metà o restare coerenti con l’impostazione iniziale?
La scelta politica è stata quella di non accodarsi a un modello ritenuto distante dall’idea originaria. Scelta discutibile, certo. Ma non un vuoto, non una fuga. Una decisione.
Il problema è che questa sfumatura non è mai arrivata davvero ai torinesi. È rimasto il titolo facile: “Torino dice no”. Non è passato il ragionamento sulle condizioni, sui costi, sul ruolo che la città avrebbe avuto davvero. E quando il racconto lo scrivono gli altri, diventa marchio.
Se oggi si parla ancora di Olimpiadi “mancate”, è anche perché non si è saputo spiegare fino in fondo cosa stava succedendo. Un errore di comunicazione, al solito.
Torino non ha perso un’Olimpiade. Ha perso la possibilità di far capire che non tutte le rinunce sono sconfitte — ma senza parole chiare, anche una scelta finisce per sembrare una resa.
Chiara Vannini

Misure antismog: prosegue il livello 2 (rosso). Stop per i diesel euro 5

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Resterà in vigore fino a lunedì 2 marzo 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) il livello 2 (rosso) delle limitazioni emergenziali.

I dati previsionali forniti ieri da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Il livello rosso, oltre alle limitazioni strutturali in vigore, prevede il blocco dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone e al trasporto merci, con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute

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I preti torinesi bloccati a Gerusalemme: “riprese le esplosioni”

Da La Voce e il Tempo

“Dopo ventiquattro ore, a mezzogiorno di domenica mattina le sirene antiaereo avevano cessato di suonare a Gerusalemme, ma in serata hanno ripreso”, ci comunica uno dei preti torinesi bloccati nella città santa dopo l’attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran (sabato 28 febbraio) e la ritorsione dei missili lanciati da Teheran su Tel Aviv e su altri Paesi mediorientali. “Questa notte abbiamo ascoltato le sirene due volte, ieri lungo tutta la giornata”

La cronaca fino a questo pomeriggio 

I sistemi di allarme contro i missili iraniani tacciono da mezzogiorno di questa mattina. Spazi aerei chiusi, ancora nessuna data per il rientro dei pellegrini in Italia. Missili su Tel Aviv, forse un frammento caduto anche nella zona del Getzemani.

“Dopo ventiquattro ore, a mezzogiorno di questa domenica mattina le sirene antiaereo  hanno cessato di suonare in Gerusalemme”, ci comunica uno dei preti torinesi bloccati nella città santa dopo l’attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran (lunedì 29 febbraio) e la ritorsione dei missili lanciati da Teheran sulla Tel Aviv e su altri Paesi mediorientali. “Questa notte abbiamo ascoltato le sirene due volte, ieri lungo tutta la giornata”.

I missili iraniani hanno colpito Tel Aviv. A Gerusalemme si parla di un frammento caduto nella zona del Giardino del Getzemani, notizia non confermata. Il cuore della crisi è ovviamente in Iran, ove è morto sotto le bombe il presidente Khamenei e sono segnalate molte vittime civili. Il regime degli ayatollah risulta duramente colpito, con altri morti nelle posizioni di vertice, ma per ora la dittatura resiste. L’opinione del mondo è divisa, fra la soddisfazione per il colpo assestato al terribile regime iraniano, ma anche il dolore per la violenza che torna ad infiammare il medioriente e una diffusa inquietudine per il significato delle azioni militari unilaterali (oggi Usa e Israele, ieri la Russia, domani la Cina?), che ignorano e scavalcano ormai senza esitazione tutti i percorsi del diritto internazionale.

Il cuore della crisi è in Iran. Missili iraniani hanno colpito per ritorsione vari paesi dell’area mediorientale, tra l’altro la città di Dubai. Ad oggi Gerusalemme è al sicuro. Ieri i 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino,  erano proprio  nel Giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran.

“Stiamo circolando senza problemi nella città vecchia, nella foto il nostro gruppo – ci ha riferito ieri pomeriggio don Daniele D’Aria, parroco nel quartiere Lingotto – La situazione è apparentemente tranquilla. All’interno della città vecchia si circola liberamente ma non si può uscire dalle mura. I negozi sono chiusi e le strade, di solito piene di gente come è stato fino a stamattina sono vuote. Siamo in attesa di capire quando ripartiremo ma al momento non abbiamo notizie. I responsabili dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi sono in costante contatto con il consolato italiano, la compagnia aerea cue deve riportarci in Italia e il ministero del turismo israeliano per avere notizie utili. Il clima tra noi è tranquillo, stiamo appunto passeggiando tra le strade della città vecchia”.

Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia del pellegrinaggio, che era previsto per lunedì 2 marzo. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.

Il giallo dello scheletro in cantina a Chivasso

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Una colonna vertebrale e alcune ossa di una gamba sono state trovate in una cantina di viale Vittorio Veneto, a Chivasso, durante lavori di pulizia.

Il proprietario ha avvisato i carabinieri, intervenuti per i rilievi. I resti sono stati trasferiti all’ospedale cittadino e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà accertarne provenienza e datazione. Ma il mistero potrebbe essere svelato: si potrebbe trattare di ossa usate per uso didattico da un medico legale che viveva in quella proprietà nei decenni passati.

Nasce Destination Torino, la rete consortile che riunisce 2700 camere per seimila posti letto 

Nasce Destination Torino, il consorzio promosso da Federalberghi Torino per riunire strutture ricettive, operatori privati e servizi specializzati con l’obiettivo di dare alla città una voce unica nella valorizzazione del territorio e nella promozione turistica e congressuale.
Il Consorzio nasce dall’esigenza del settore di offrire risposte integrate, attrarre eventi e valorizzare in modo competitivo l’offerta sul territorio.
Alla rete aderiscono alberghi e strutture ricettive per seimila posti letto in totale, agenzie di viaggio e tour operator, organizzatori e location per eventi, ma anche importanti soggetti quali GL Lingotto Fiere e Set-Scalo Eventi Torino, Fiavet Piemonte, Museo Nazionale dell’Automobile, Fondazione Circolo dei Lettori e Museo Lavazza, Casa Martini, Golf Club Stupinigi e Cavourese.

La missione di Destination Torino è  quella di fornire alle aziende, enti e organizzatori un sistema coordinato di servizi , assistenza tecnica per congressi ed eventi, soluzioni di soggiorno personalizzate, esperienze su misura e supporto logistico.
Grazie alla centrale di prenotazione alberghiera e al clone torinese del portale Italyhotels, la piattaforma di prenotazione online di Federalberghi Nazionale, il Consorzio garantisce ampia disponibilità di strutture, tariffe competitive e un servizio qualificato in ogni fase della prenotazione.
Completano l’offerta la consulenza per l’individuazione dei siti più adatti e il supporto nella definizione delle migliori soluzioni di viaggio e di accoglienza in generale, di location adatte alle diverse iniziative e di trasporto locale.
La presidenza del Consorzio è stata affidata a Caterina Fioritti, già vicepresidente di Federalberghi Torino  e socia fondatrice dell’Associazione Donne nel turismo, affiancata dai vicepresidenti Fabio Borio (presidente di Federalbeghi Torino) nel ruolo di Vicario e Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte.
Il consiglio direttivo è composto da Maurizio Bertone, Lorenza Bravetta, Luigi Brunero, Nicola Cirillo, Giovanni Cristiani, Gabor Ganczer e Tommaso Vineis.
“Oggi Torino compie un passo coraggioso e cruciale, mettendo a sistema in modo strutturato tutte le energie private che ogni giorno contribuiscono alla vita turistica della città – ha dichiarato Caterina Fioritti, presidente di Destination Torino. La nascita del Consorzio rappresenta l’avvio di un metodo nuovo, per la prima volta ci sediamo allo stesso tavolo non come singole realtà, ma come un’unica comunità professionale che condivide obiettivi e visioni. Il nostro è uno slancio costruttivo con cui vogliamo affiancare istituzioni e stakeholder, proponendo un’idea di futuro per una Torino turistica viva, vitale e stabilmente presente sui mercati”.

Mara Martellotta

“Degustare e’ scoprire”, il lungo weekend del Salone del vino alle Ogr

Ieri ha preso il via la IV edizione delSalone del Vino Torino che animerà gli spazi delle OGR Torino fino a lunedì 2 marzo 2026.Per le giornate di sabato e domenica, dedicate al grande pubblico degli appassionati e delle appassionate, è in programma oltre al lungo weekend di degustazione, anche un fitto palinsesto di masterclass, incontri con i produttori e grandi talk che vedranno protagonisti ospiti speciali e professionisti del settore.

 

Il palco delle OGR Torino accoglierà racconti ed esperienze diverse per esplorare con giornalisti ed esperti i nuovi trend del mondo vino e la loro interconnessione con la gastronomia e la cucina. Inoltre, grazie alla nuova collaborazione con la piattaforma DISSAPORE che unisce giornalismo tradizionale con quello digitale, i momenti di approfondimento si arricchiscono con il contributo dei narratori e creator digitali che, da tutta Italia, saranno coinvolti nelle masterclass per scoprire vini di nicchia, originali e le tante, nuove sperimentazioni. Il pubblico potrà partecipare gratuitamente ai Talk acquistando un pacchetto degustazione e prenotando il proprio posto sul sito.

Le aree dedicate alle masterclass gratuite – a cui i visitatori del Salone potranno partecipare gratuitamente acquistando un pacchetto degustazione e iscrivendosi sul sito – sono invece il Social Table di SNODO – OGR Torino, il Foyer 2 delle OGR Torino e il Binario 3 delle OGR Torino: tre spazi studiati per la degustazione e l’approfondimento.

OGR, Città di Torino e Fondazione CRT insieme per il nuovo polo culturale della città

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OGR, Fondazione CRT e Città di Torino insieme per l’avvio del nuovo polo culturale della città, la nuova Biblioteca Civica Centrale in corso di realizzazione nell’ex sede di Torino Esposizioni. Il percorso di collaborazione è stato definito  nel corso del Consiglio di Amministrazione di OGR Torino e si inserisce nell’ambito di un più ampio accordo strategico con la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino nell’ambito culturale.

All’interno di questo quadro di sinergia istituzionale, il Consiglio ha individuato la figura di Maurizia Rebola, esperta di riconosciuta competenza nel settore culturale, già direttrice del Circolo dei Lettori e attualmente direttrice delle OGR, quale professionista da destinare, in forma di distacco, a supporto della Città di Torino nella fase di avvio del nuovo progetto. Avrà il compito di organizzare il calendario e coordinare le attività di animazione culturale del nuovo polo, nell’ambito della convenzione che ha già assegnato gestione degli spazi culturali all’interno della nuova Biblioteca a Fondazione per la Cultura Torino. Il tutto avverrà naturalmente in stretto raccordo con il Servizio Biblioteche Civiche della Città di Torino che gestirà il servizio bibliotecario così come per tutte le altre biblioteche cittadine.

“La collaborazione strategica e la decisione assunta oggi dal Consiglio di OGR, società strumentale della Fondazione CRT – dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo – si inseriscono in un percorso istituzionale condiviso volto a valorizzare l’ex Torino Esposizioni quale nuovo fulcro culturale cittadino, capace di integrare funzioni bibliotecarie, produzione culturale, innovazione e partecipazione, in una logica di sistema e di collaborazione tra pubblico e privato. Quello della nuova Biblioteca Civica Centrale è un progetto su cui come amministrazione crediamo moltissimo certi che saprà offrire non soltanto una bellezza architettonica ritrovata ma un nuovo polo culturale e turistico”.

“Si consolida e si rafforza la sinergia tra Fondazione CRT, OGR e Città di Torino per lo sviluppo del territorio: integrare esperienze e competenze ci permette di contribuire alla nascita di un nuovo polo culturale per la città – affermano la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi e il Presidente di OGR Torino Davide Canavesio. – La nuova Biblioteca non sarà solo uno spazio restituito alla collettività, ma un luogo di incontro, produzione culturale e partecipazione, aperto alle energie creative del territorio. Fondazione CRT, che con le OGR ha già dato vita a un hub di cultura e innovazione riconosciuto a livello nazionale e internazionale, mette a disposizione di questo progetto il proprio patrimonio di conoscenze e capacità organizzative. L’esperienza e professionalità di Maurizia Rebola sapranno guidare con visione l’avvio di questo nuovo intervento strategico per la città”.

La scelta rappresenta un contributo concreto al percorso di avvio della nuova Biblioteca Civica, che sarà pronta in autunno, e testimonia la forte collaborazione tra le istituzioni cittadine e la Fondazione CRT nella costruzione di un polo culturale integrato, innovativo e aperto alla partecipazione.

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Piemonte, crescita moderata e produttività in calo: la sfida del post-PNRR

PIL Piemonte: nel 2025 crescita dello 0,55%, quarto trimestre in accelerazione allo 0,75%

La stima preliminare elaborata dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, attraverso il superindice PILNOW, conferma la capacità di tenuta dell’economia regionale. Tuttavia, emerge con chiarezza la necessità di definire una nuova strategia di sviluppo.

Nel 2025 il Piemonte registra un incremento del PIL pari allo 0,55%, in lieve miglioramento rispetto allo 0,5% del 2024, ma ancora distante dalla media dell’Unione Europea (+1,5%). L’ultimo trimestre dell’anno segna un’accelerazione significativa: +0,75% rispetto allo stesso periodo del 2024, dato in linea con la media nazionale (+0,8%) e superiore al +0,55% del terzo trimestre.

Il dato deriva dal PILNOW, superindice sviluppato dal Comitato Torino Finanza con il supporto dell’intelligenza artificiale, capace di anticipare di circa dodici mesi le statistiche ufficiali.

Un triennio di «zero virgola»: resilienza sì, ma serve un cambio di passo

Il 2025 rappresenta il terzo anno consecutivo in cui la crescita piemontese rimane sotto l’1%. Dopo il +0,7% del 2023 e il +0,5% del 2024, la regione mantiene un segno positivo grazie soprattutto alla spinta del PNRR e del turismo, mentre export e automotive restano in difficoltà. Mostrano una crescita moderata anche i comparti alimentare e aerospaziale.

Si intravede però l’esaurimento del ciclo trainato dagli incentivi edilizi e dal turismo: per sostenere la domanda sarà necessario impostare una strategia diversa.

Il PIL regionale a prezzi costanti 2015 raggiunge i 135,8 miliardi di euro, superando i livelli del 2019 ma restando ancora circa 6 miliardi sotto il picco storico del 2007 (141 miliardi). A prezzi correnti, la stima è pari a 166,5 miliardi di euro.

Nel confronto europeo emerge un ritardo strutturale: la Spagna cresce del +2,8%, la Francia dell’1,1% (sostenuta dal deficit pubblico), mentre la Germania torna in territorio positivo con un +0,4% dopo la recessione.

Lavoro: occupazione in frenata e manifattura in calo

Dopo il +4% del 2024, l’occupazione regionale si stabilizza con una variazione tendenziale del -0,1% (Italia +0%). L’analisi settoriale evidenzia una marcata polarizzazione: le costruzioni segnano un +11% grazie al PNRR; commercio e turismo si fermano (0%) dopo le forti crescite precedenti; la manifattura arretra del -0,9% e i servizi del -0,6%. Diventa evidente la necessità di nuovi stimoli.

Preoccupa l’andamento della cassa integrazione guadagni, che nel quarto trimestre registra una media mensile di 4,8 milioni di ore, il doppio rispetto al trimestre precedente. Il 95% delle ore è concentrato nel manifatturiero, con il 45% di CIG straordinaria legata a crisi strutturali. L’impatto stimato equivale a 0,7 punti percentuali di PIL annualizzato e comporta un incremento dell’1,3% di lavoratori temporaneamente inattivi rispetto al tasso ufficiale di disoccupazione del 5,9%, che salirebbe al 7,2% includendo tali posizioni.

Export stabile ma lontano dai massimi, turismo solo compensativo

Le esportazioni annualizzate si attestano tra 59 e 61 miliardi di euro, ancora inferiori del 5% rispetto al picco di 63 miliardi del 2023 (a fronte di un +1,5% nazionale). La contrazione riguarda soprattutto automotive, beni strumentali e vendite verso la Germania, mercato chiave per l’industria piemontese. La stabilizzazione rispetto al 2024 è un segnale positivo, ma la flessione nei mezzi di trasporto e nei beni strumentali appare strutturale.

Il Piemonte potrebbe crescere di più se il tradizionale motore dell’export tornasse a pieno regime, ma il settore risente dei dazi e della crisi tedesca.

Il turismo rappresenta un parziale riequilibrio: nel 2025 le presenze estere aumentano del +5,8% (con punte del +10% nei mesi estivi) e il turismo domestico segna +6,2% nel primo semestre. Tuttavia, la maggiore spesa turistica compensa soltanto il 10% dei 3 miliardi di euro di export persi.

Credito in recupero, inflazione a doppia velocità

Il credito mostra segnali di miglioramento: il credito al consumo accelera al +5,1%, indice di fiducia ma anche di possibili tensioni di liquidità. I prestiti alle società non finanziarie (46,4 miliardi, pari al 28% del PIL) tornano leggermente positivi (+0,3%) grazie alla riduzione dei tassi, pur restando sotto l’inflazione.

L’inflazione media si mantiene all’1,0%, ma con forti differenze settoriali: il carrello alimentare è all’1,7% (in calo rispetto al +3,5% precedente), mentre i servizi turistici registrano +3,8%, ben sopra gli obiettivi. Questa dinamica disomogenea continua a frenare i consumi in volume. La distribuzione organizzata si stabilizza senza evidenziare una crescita tendenziale significativa, con l’alimentare più dinamico rispetto al non alimentare.

Energia e logistica: segnali incoraggianti

La domanda di energia sulla rete Terna nell’area torinese cresce dell’8% (Italia +1,6%), dato positivo sia congiunturale sia strutturale, vista la forte correlazione con l’attività economica reale. Anche la logistica in volume accelera dopo la pausa del primo trimestre 2025, pur senza superare la soglia dell’indice 130.

PIL pro capite e confronto europeo

Il PIL pro capite piemontese raggiunge 39.040 euro, superiore alla media italiana (35.800 euro) ma inferiore ai 51.000 euro della Lombardia e ai 64.900 euro di Monaco di Baviera. Nel confronto con regioni europee comparabili, come Lione (38.100 euro) e Barcellona (39.400 euro), il Piemonte si colloca in una posizione intermedia.

Le prospettive per il 2026

Il 2026 apre interrogativi cruciali. Con l’esaurirsi della spinta del PNRR, la regione dovrà individuare nuovi motori di sviluppo. L’export, penalizzato dai dazi, dovrà espandersi verso nuovi mercati. La produttività è chiamata a recuperare grazie agli investimenti, dopo due anni in cui l’occupazione è cresciuta più del PIL, comprimendo la produttività media. Il ciclo trainato da turismo e incentivi edilizi appare al termine: diventa indispensabile una nuova strategia per sostenere la domanda.

“Il quarto trimestre 2025 – afferma Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – mette in evidenza la capacità dell’economia piemontese di accelerare nella parte finale dell’anno, raggiungendo una crescita in linea con la media nazionale. È una confortante dimostrazione di resilienza nonostante le turbolenze internazionali. Tuttavia, il terzo anno consecutivo di crescita «zero virgola» evidenzia la necessità di una svolta: nuovi modelli produttivi, diversificazione dei mercati di esportazione e rafforzamento della competitività del sistema manifatturiero regionale sono le sfide per il prossimo futuro. Noi, attraverso il PILNOW, continueremo a monitorare in tempo reale l’economia piemontese, offrendo alle istituzioni e agli operatori economici informazioni tempestive per orientare le decisioni strategiche”.

“I dati del PILNOW confermano la profonda resilienza del tessuto economico piemontese, capace di chiudere l’anno in accelerazione nonostante un quadro internazionale denso di incertezze – commenta il vicepresidente di Unioncamere Piemonte e Presidente della Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta -. Se da un lato la tenuta del sistema è un segnale di fiducia, dall’altro la stasi della crescita su valori frazionali per il terzo anno consecutivo ci impone una riflessione sul futuro del nostro modello di sviluppo. Il Piemonte deve attivare una nuova strategia per la crescita che rimetta al centro la produttività e l’innovazione industriale. Il sistema camerale continuerà a monitorare questi processi, offrendo la base analitica necessaria per trasformare le sfide correnti in opportunità strutturali di lungo periodo”.