Orientamento, il Piemonte mette 11 milioni sul triennio 2026-2028: più spazio al rapporto tra scuola e imprese
La Regione Piemonte stanzia 11 milioni di euro per i servizi di orientamento rivolti ai giovani tra gli 8 e i 24 anni. È quanto prevede il nuovo Avviso regionale per il triennio 2026-2028, finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che consentirà la ripartenza delle attività con l’anno scolastico 2026/27.
Il programma prosegue l’esperienza maturata nel triennio precedente, ma introduce una maggiore attenzione all’orientamento precoce, coinvolgendo anche gli ultimi anni della scuola primaria. L’obiettivo è aiutare bambini e ragazzi a conoscere attitudini, percorsi formativi e opportunità professionali presenti sul territorio, fornendo strumenti utili per le successive scelte scolastiche e lavorative.
Resterà centrale la presenza nelle scuole piemontesi di oltre 500 orientatori, attraverso laboratori, incontri e consulenze individuali. Una parte delle attività sarà inoltre dedicata al contatto diretto con il mondo produttivo.
«Il talento va scoperto prima ancora che coltivato. Per questo investiamo nell’orientamento precoce: perché nessun ragazzo debba scegliere il proprio futuro per caso o senza conoscere le opportunità che il Piemonte è in grado di offrire. Vogliamo accompagnare i giovani in un percorso che li renda protagonisti delle proprie scelte, facendo conoscere loro le professioni, le imprese e i percorsi formativi che il territorio mette a disposizione. È così che si costruiscono competenze, si rafforza il merito e si crea una Regione capace di trattenere e valorizzare i propri talenti», afferma Daniela Cameroni, assessore regionale all’Istruzione e Merito (nella foto).
Tra gli aspetti su cui punta il nuovo programma c’è infatti il rapporto tra scuola e imprese. Accanto alle attività svolte in aula saranno organizzati percorsi e visite nelle aziende piemontesi, con la possibilità per studenti e docenti di conoscere più direttamente professioni, competenze richieste e trasformazioni in corso nel mercato del lavoro.
Il bando è rivolto ai soggetti accreditati per l’orientamento, che potranno presentarsi in forma associata nelle rispettive aree provinciali. Saranno individuati raggruppamenti di operatori destinati a lavorare nelle otto province piemontesi, in collaborazione con scuole, Centri per l’Impiego coordinati da Agenzia Piemonte Lavoro, Ufficio Scolastico Regionale, Sviluppo Lavoro Italia, Comuni e altre realtà territoriali.
Le attività proseguiranno fino al 31 dicembre 2028.
Il nuovo intervento parte dai numeri registrati nel triennio 2023-2026, durante il quale i servizi regionali di orientamento hanno raggiunto oltre 400 mila bambini e giovani. È stato coinvolto più del 90% delle scuole secondarie di primo grado e circa il 70% di quelle di secondo grado. Nelle primarie sono stati interessati quasi 300 plessi, con oltre 30 mila bambini coinvolti in più di 2 mila attività dedicate alla conoscenza delle professioni.
Sul fronte del rapporto con il mondo produttivo sono state inoltre organizzate oltre 500 visite orientative nelle imprese, che hanno coinvolto circa 9.500 partecipanti e quasi 200 aziende e realtà imprenditoriali.
Una Città vive di tante iniziative intelligenti, ma vive anche delle denunce delle cose che non vanno, soprattutto se aiutano a vedere cosa la politica non ha visto. Ma la Città vive anche a seconda di come ricorda i suoi grandi personaggi, delle cose che han detto e delle loro denunce. Quando ho lavorato con Donat-Cattin ricordo le telefonate dei Vescovi per difendere l’azienda in crisi della loro Città. Ma ci sono Città che dimenticano i personaggi scomodi. È la sensazione che ho provato ieri sera alla bella Messa alla Consolata in ricordo dell’arcivescovo Nosiglia, un genovese zero diffidente, dal sorriso che apriva i cuori al dialogo. C’era tanta gente, ma qualche assenza faceva rumore, a partire dalla Giunta Comunale. Eppure Nosiglia per le crisi aziendali e per le difficoltà economiche e sociali di questa nostra bella Torino ne aveva fatto una malattia. Certo, Nosiglia non ha fatto sconti quando proprio alla Consolata aveva lanciato una denuncia arrivata anche nei palazzi romani. A Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male. Ma come nella Città amministrata dalla sinistra dal 1993 era dimenticata la metà della Città povera? Il PD reagì male, ma sostanzialmente non capì se è vero che oggi quella metà della Città sta ancora peggio. L’arcivescovo aveva preso iniziative forti che cercavano di coprire il vuoto della politica con l’Agorà sociale, andando nelle fabbriche in crisi… Come dimenticare la Messa all’Embraco? Aveva fatto convocare dal Prefetto il Comitato provinciale della sicurezza per ascoltare dal Parroco della Madonna della Pace la situazione della sicurezza in Barriera.