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Presentato il Rapporto OTI Nord 2025. Il punto sui sistemi infrastrutturali strategici

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L’Osservatorio Territoriale Infrastrutture conferma una dinamica complessivamente attiva, ma segnala la necessità di rafforzare strumenti di semplificazione, stabilità finanziaria e coordinamento tra livelli decisionali. Nella sede degli Industriali genovesi,  Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino. 

Genova, 6 marzo 2026 – È stato presentato questa mattina, nella sede di Confindustria Genova, il Rapporto OTI Nord 2025, redatto dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture, nato nel 2001 su iniziativa di Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino con l’obiettivo di monitorare lo stato di avanzamento dei sistemi infrastrutturali strategici di questa area del Paese.

Il Rapporto 2025 restituisce un quadro articolato delle principali opere strategiche del Nord Italia, evidenziando progressi significativi ma anche criticità che richiedono un rinnovato impegno istituzionale.

Delle 84 opere monitorate nel 2025, il 43% risulta in linea con il cronoprogramma (48% nel 2024), il 36% in lieve frenata (35% nel 2024) e il 21% riporta gravi ritardi (17% nel 2024). Le migliori performance riguardano il sistema portuale e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, con il 100% delle opere in linea con i tempi; la peggiore performance, invece, è del Corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TI.BRE), con il 100% delle opere in forte rallentamento.

Il 2026 è un anno significativo per il completamento di diverse opere necessarie a migliorare accessibilità e competitività del Nord del Paese, quali l’attivazione dell’Alta Velocità Brescia-Verona, la conclusione del 1° lotto dell’Alta Velocità Verona-Padova nonché l’ultimazione di numerose opere del sistema portuale e di alcune ricomprese nei nodi metropolitani di Genova, Torino, Venezia e Bologna.

All’introduzione ai lavori, a cura di Andrea Carioti, vice presidente di Confindustria Genova con delega a Territorio, infrastrutture e rigenerazione urbana, è seguita una sessione dedicata a “I sistemi infrastrutturali strategici del Nord”, con gli interventi di Davide Zannotti (Unione Industriali Torino) su “I Corridoi Te-T”, di Andrea Agresti(Assolombarda) su “I grandi nodi metropolitani” e di Vincenzo Cellario Serventi (Confindustria Genova) su “Il Sistema portuale”.

Il completamento delle reti TEN-T (Trans-European Network – Transport) rappresenta l’infrastruttura strategica fondamentale per trasformare l’Europa da un insieme di reti nazionali isolate in un unico spazio economico e logistico interconnesso. In questa ottica, il triangolo MITOGENO (Milano-Torino-Genova) emerge come una piattaforma logistica integrata dove le grandi opere transfrontaliere devono trovare una sponda immediata nelle tratte nazionali di accesso. Se da un lato la Torino-Lione procede con 18 fronti di scavo attivi e il 28% dell’opera già completata verso l’orizzonte del 2033, dall’altro l’attenzione si sposta sulla continuità territoriale, strettamente legata alle opere citate in precedenza, come la tratta Avigliana-Orbassano e il potenziamento dello scalo merci di S.I.TO, dove risulterà fondamentale la sincronizzazione con l’ultimazione del tunnel di base. Allo stesso modo, l’efficacia del Terzo Valico dei Giovi è strettamente legata alla risoluzione delle “parti mancanti” verso la Lombardia, in particolare il quadruplicamento della Milano-Pavia-Voghera, essenziale per evitare che i flussi ad alta capacità provenienti da Genova si fermino alle porte di Milano. La sfida per il prossimo decennio, dunque, non riguarda solo la stabilità finanziaria ma la capacità di completare l'”ultimo miglio” ferroviario. Solo garantendola continuità degli standard europei su tutto l’asse Genova-Torino-Milano, il Nord-Ovest potrà trasformare la sua posizione geografica in un vantaggio competitivo permanente, agendo come un unico hub multimodale e connesso, capace di dialogare alla pari coni grandi distretti del Nord Europa.

Il Rapporto OTI Nord 2025 conferma il ruolo strategico dei nodi metropolitani nel garantire accessibilità, integrazione dei sistemi di mobilità e competitività del Nord Italia, evidenziando tuttavia un quadro differenziato nelle performance di avanzamento delle opere infrastrutturali. Nel 2025 si registrano risultati particolarmente positivi per i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, che presentano il 100% delle opere in linea con i cronoprogrammi, e un andamento complessivamente favorevole per il nodo di Torino, seppur con alcuni rallentamenti. Tali contesti mostrano una buona capacità di attuazione e una maggiore stabilità dei processi realizzativi. Permangono invece criticità rilevanti nei nodi metropolitani di Milano e Genova, caratterizzati da un’elevata incidenza di opere in rallentamento o in grave ritardo. In particolare, il nodo di Milano si conferma tra i più problematici anche nel confronto con il 2024, a causa di complessità procedurali, vincoli autorizzativi e difficoltà nel reperimento delle risorse, che incidono sull’avanzamento degli interventi ferroviari e metropolitani.

Per quanto riguarda il sistema metropolitano di Genova, ottobre 2025 ha visto l’inaugurazione di una parte del Nodo ferroviario (quadruplicamento Voltri-Genova Principe), in attesa del completamento del Nodo (sestuplicamento Principe-Brignole) previsto nell’estate 2026. Purtroppo il 2025 registra un’opera fondamentale come la Gronda di ponente ancora ferma al lotto “0”, mentre è stato cancellato lo Skymetro in Val Bisagno in attesa di individuare sistemi di trasporto alternativi. Nell’ambito del sistema dei valichi alpini, il raddoppio ferroviario del ponente ligure è ancora privo di adeguata copertura finanziaria ma, attualmente, in Conferenza dei Servizi. Con riferimento al sistema portuale, a fine 2025 il Programma Straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto e le relative infrastrutture di accessibilità e per il collegamento intermodale dell’aeroporto con la città ha raggiunto circa il 70% di realizzazione, Programma che registra un valore complessivo degli interventi superiore a 3 miliardi di euro. Sono proseguiti i lavori della nuova diga di Genova con previsione di ultimare la fase A tra fine 2027 e inizio 2028 mentre non è ancora chiara la data di completamento della fase B.

Per i presidenti di Assolombarda, Alvise Biffi, di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, e dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, è stata l’occasione per un confronto sui sistemi infrastrutturali, logistica e digitalizzazione in ottica “MITOGENO”, il progetto lanciato alcuni anni fa dalle tre Associazioni con l’obiettivo di condividere un percorso di integrazione delle proprie attività a vantaggio delle rispettive business community e dei territori sui quali operano.

«Le infrastrutture sono un fattore abilitante imprescindibile per rafforzare le connessioni tra territori ad alto valore economico come Milano, Torino e Genova e per valorizzare appieno asset strategici e alleanze industriali che rappresentano un motore di crescita per l’intero Paese – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Molto resta ancora da fare, come evidenzia il Rapporto OTI Nord: il nodo centrale è certamente quello della burocrazia e dei tempi eccessivamente lunghi, ma anche della disponibilità delle risorse necessarie. Sono emblematici i prolungamenti delle linee metropolitane milanesi, la M4 e la M5, che insieme ai potenziamenti ferroviari risultano fondamentali per costruire un’area metropolitana sempre più accessibile e sostenibile, riducendo la congestione che oggi la penalizza e genera ricadute negative anche sui corridoi di lunga percorrenza che qui trovano un punto critico. Per accelerare su queste opere è ora necessario che il Governo pubblichi il decreto con il finanziamento dei 589 milioni di euro promessi per consentire l’avvio dei cantieri della M5 e si attivi con determinazione per reperire anche i 619 milioni di euro necessari all’estensione della M4 fino a Segrate. A livello generale, per semplificare la burocrazia sul tema delle infrastrutture, diventa fondamentale applicare un modello che renda “ordinario lo straordinario”, attraverso una collaborazione pubblico – privato virtuosa come successo per Expo 2015 e per le Olimpiadi Milano Cortina, dove sono stati accorciati i tempi raggiungendo ottimi risultati».

Per il Presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari «I sistemi infrastrutturali efficienti sono una condizione decisiva per rendere un territorio competitivo e attrattivosia per nuovi insediamenti produttivi sia per i giovani. Investitori nazionali e internazionali scelgono territori dove esistano connessioni rapide e reti logistiche integrate, elementi particolarmente cruciali per Genova, primo porto italiano e sempre più centrale nel traffico dati intercontinentale; così come collegamenti veloci e servizi urbani moderni contribuiscono a creare un ecosistema attrattivo per professionisti qualificati e startup. Elementi cruciali, appunto, per una città e una regione oggi, di fatto, isolate, eppure con grandi potenzialità di sviluppo, come abbiamo sottolineato anche nel nostro recente Position Paper(realizzato con il contributo di Confindustria Alessandria) sulle prospettive di rilancio delle attività siderurgiche e industriali nelle aree di Cornigliano e Novi Ligure. Un ultimo accenno alla Gronda, opera fondamentale non solo per Genova, della quale non si vedono avanzamenti: occorre intervenire con chiarezza sulle criticità ancora presenti, pena rinunciare a una straordinaria leva di crescita nazionale».

«Una rete di infrastrutture e di servizi logistici d’eccellenza è la precondizione della competitività – ha ribadito Marco Gay, Presidente dell’Unione Industriali Torino -, che ci consente di rimanere dentro le catene del valore globali. Perché l’export inizia sui nostri binari e nei nostri porti, e il triangolo MITOGENO – Milano, Torino, Genova – sta dando vita alla piattaforma produttiva più potente del Sud Europa perché connette tre sistemi industriali che si completano. Non dobbiamo però raccontare MITOGENO come una somma di cantieri ma come una metropoli lineare del Nord Italia, un sistema che supporta la nostra manifattura, i servizi, la mobilità di milioni di persone, grazie a infrastrutture connesse e a una posizione geografica grazie a cui siamo al centro dei flussi in Europa e nel Mediterraneo. Insieme, istituzioni e noi mondo produttivo, la stiamo realizzando».

Il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi ha inviato un messaggio dove si sottolinea come “il Governo ha messo in campo risorse, visione e volontà politica. Ora è necessario che tutto il sistema – dalle amministrazioni ai progettisti, fino agli enti coinvolti – contribuisca con responsabilità e rapidità a trasformare questi investimenti in infrastrutture reali, capaci di generare crescita, competitività e sviluppo per il Paese. In questo spirito mi farebbe piacere poter ricevere un documento che sintetizzi le principali istanze emerse dal dibattito. Sarà per noi uno strumento utile per proseguire il confronto e valutare con attenzione i contributi che arriveranno dal vostro lavoro”.

“I 25 anni di OTI Nord sono un patrimonio di analisi, competenze e confronto che ha contribuito a diffondere una visione più moderna della politica infrastrutturale. L’Osservatorio ha dimostrato che le infrastrutture vanno lette in relazione ai sistemi produttivi e ai flussi logistici, perché è così che generano competitività per i territori e per il Paese. La logistica è parte integrante della competitività industriale: le scelte infrastrutturali incidono direttamente sulla capacità delle imprese di esportare e attrarre investimenti. Per questo la politica infrastrutturale deve essere strettamente connessa alla politica industriale e sostenuta da una programmazione credibile: a piani, progetti approvati e poteri dei Commissari devono corrispondere risorse finanziarie certe e adeguate. E soprattutto oggi, alla luce del conflitto mediorientale, vediamo quanto infrastrutture materiali e immateriali solide possano essere essenziali per garantire continuità alle catene logistiche e allo sviluppo” dichiara Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo.

Controlli a San Salvario, identificate 200 persone e sanzioni per 20mila euro

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 la Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio ad Alto Impatto nel quartiere San Salvario che ha portato all’identificazione di 202 persone, di cui 3 sono state denunciate, al controllo di 21 veicoli e di 10 esercizi pubblici.

Durante il servizio, è stata sospesa l’attività di un laboratorio di gastronomia in Corso Maroncelli, dove sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie con la presenza di blatte, e la mancanza dei requisiti strutturali. L’attività è stata sospesa e sono state emesse sanzioni per un totale di 2870 €.

Sempre in Corso Maroncelli, un altro laboratorio di gastronomia è stato sanzionato per un totale di 4907 € per aver svolto l’attività di somministrazione e aver occupato abusivamente il suolo pubblico.

Inoltre, sono stati emessi complessivamente altri 6279 € di sanzioni amministrative, nei confronti di due esercizi pubblici in via Goito e via Lavagna, ove venivano riscontrate l’omessa indicazione dei prezzi per i prodotti da asporto, la mancata esposizione dell’autorizzazione dell’orario di esercizio e anche la mancata segnaletica sul divieto di fumo.

In via Saluzzo, invece, i militari della Guardia di Finanza accertavano, all’interno di un’attività commerciale, la presenza di due lavoratori non regolarmente assunti, pertanto venivano emesse sanzioni pari a 6400 €.

A seguito di un controllo all’interno di una sala video lottery terminal, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria due persone poiché inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

Infine, a seguito dei controlli svolti nella Stazione di Porta Nuova da parte di personale Polfer veniva denunciato un terzo soggetto per interruzione di pubblico esercizio.

L’attività è stata coordinata da personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del Reparto Mobile, della Polizia Ferroviaria, della Polizia Locale, di militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltre che di personale dell’ASL- SIAN.

La città che cambia: Borgo San Paolo, nuovo edificio residenziale e aree verdi 

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Nuovo intervento di riconversione edilizia a pochi passi dal grattacielo Lancia, nel quartiere San Paolo. Nella scorsa seduta della Giunta Comunale è stata approvata una delibera, presentata dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, contenente lo schema di convenzione che regola i rapporti tra la Città e la proprietà per la realizzazione di un nuovo edificio residenziale di 4.457 metri quadrati di superficie in via Issiglio 96. La nuova costruzione sorgerà nella stessa area in cui era presente un basso fabbricato artigianale dismesso da anni e demolito nel 2022.

Sulle aree private da assoggettare all’uso pubblico, l’impresa edile realizzerà, a propria cura e spese, un’area pavimentata con aiuole verdi. Inoltre, il costruttore si impegna a destinare all’edilizia convenzionata a favore della Città, un’unità abitativa all’interno dell’area di intervento.

Il nuovo edificio avrà otto piani e 41 appartamenti ed è frutto di un intervento di riconversione edilizia inserito nel contesto urbano di Borgo San Paolo, un quartiere che negli ultimi anni è stato interessato da numerosi interventi di riqualificazione.

Torino Click

 

Rinasce la zona ex Michelin tra corso Romania e strada Cebrosa

Prosegue il percorso di recupero di una delle aree industriali dismesse più estese di Torino, già sede dello stabilimento Michelin nel quadrante nord-est della città. La Giunta ha approvato  la delibera presentata dall’Assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, relativa al progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di urbanizzazione e lo schema di convenzione relativo al permesso di costruire convenzionato per l’intervento edilizio sulle aree denominate “Cebrosa”.

Il nuovo centro commerciale principale, situato tra corso Romania e strada Cebrosa, è ormai pienamente operativo. Con il provvedimento odierno si dà seguito alle successive fasi di sviluppo dell’area, attraverso l’approvazione dell’intervento edilizio che prevede la realizzazione di tre strutture commerciali per una superficie complessiva di 15.576 metri quadrati, atto propedeutico al rilascio del titolo abilitativo.

Il progetto contempla inoltre la realizzazione di aree per servizi pubblici per complessivi 16.644 metri quadrati, di cui 13.315 metri quadrati destinati a parcheggio a raso, 2.307 metri quadrati a parcheggio in copertura e circa 1.000 metri quadrati a verde.

Le opere di urbanizzazione sono articolate in due lotti, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. Il primo lotto comprende: la realizzazione di nuova viabilità e segnaletica lungo l’asse di strada Cebrosa, con riqualificazione dei parcheggi pubblici esistenti; una nuova rete fognaria e l’adeguamento dell’acquedotto; l’illuminazione pubblica; la sistemazione a verde; un nuovo impianto semaforico all’incrocio Cascinette–Cebrosa; la riqualificazione della bealera dell’Abbadia di Stura lato Michelin e dell’alveo della bealera degli Stessi; la realizzazione di una pista ciclabile e di una banchina verde verso corso Romania; nonché l’installazione di una barriera acustica lungo strada Cebrosa e la posa di un manto fonoassorbente, finalizzate alla mitigazione delle criticità acustiche.

Il secondo lotto prevede la realizzazione di un parcheggio a uso pubblico sulla copertura piana del secondo fabbricato.

Per l’impatto residuo derivante dal consumo di suolo, per il quale non sono state individuate specifiche opere compensative, sarà corrisposto alla Città un contributo pari a circa 230.500 euro.

Maxi controlli sul vino: sequestri per oltre 4 milioni di euro, coinvolto anche il Piemonte

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Guardia di Finanza: sequestrati 2,5 milioni di litri, irregolarità anche in Piemonte

Maxi operazione della Guardia di Finanza in tutta Italia per verificare la correttezza della produzione e dell’etichettatura dei vini. I controlli, avviati nel 2024 nell’ambito dell’operazione denominata “Vinum Mentitum”, puntano a contrastare le frodi nel settore vitivinicolo e a garantire trasparenza sul mercato a tutela dei consumatori.

Nel corso delle verifiche non sono emerse violazioni di natura penale, ma sono state rilevate diverse irregolarità amministrative. L’attività investigativa si è concentrata soprattutto sull’individuazione di pratiche scorrette legate alla falsa indicazione di vini come Dop o IGP, all’utilizzo di uve e mosti non conformi ai disciplinari di produzione e alla dichiarazione di origini diverse da quelle effettive.

L’operazione ha portato complessivamente al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino presentati come Dop o IGP senza averne i requisiti, per un valore superiore ai 4 milioni di euro. Inoltre 24 persone sono state segnalate alle autorità amministrative competenti.

Anche il Piemonte rientra tra le regioni interessate dai controlli. Tra le denominazioni coinvolte figurano Moscato d’Asti, Barbera, Dolcetto, Chardonnay e Piemonte Doc, con sequestri effettuati nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, tuttavia, per questi vini non sono state riscontrate uve provenienti da territori diversi da quelli previsti dai disciplinari. Le anomalie riguardano soprattutto aspetti amministrativi, come informazioni incomplete o non corrette riportate sulle etichette.

Durante le ispezioni sono state inoltre individuate diverse discrepanze tra le quantità di vino realmente presenti nelle aziende e quelle registrate nei documenti contabili del registro telematico Sian. In totale, su scala nazionale, le Fiamme Gialle hanno contestato 59 violazioni amministrative.

La sofferenza dell’automotive colpisce le microimprese piemontesi

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La sofferenza dell’automotive colpisce duro anche le migliaia di microimprese, principalmente artigiane, che operano nell’indotto “allargato” che comprende, oltre ai produttori di parti elementari necessarie alla grande industria, tutti i servizi diretti e indiretti collegati.

Le cause hanno radici lontane che si sono negli ultimi anni ulteriormente aggravate in ragione degli elevatissimi costi di sviluppo del prodotto e di un “tempo per arrivare sul mercato” scarsamente performante, per tutto il settore ad esclusione della Cina.

“Questo scenario di crisi prolungata rischia di dare il colpo di grazia per migliaia di piccole imprese – continua Taricco – e di trasformare Torino e varie zone del  Piemonte  da “culla dell’automobile” in territori fantasma dove le auto vengono fatte altrove e non si è realizzata la necessaria riconversione verso altri modelli produttivi.”

“Da questo discendono le gravi preoccupazioni per le ricadute sui nostri subfornitori – incalza Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato  Imprese Piemonte – sull’indotto allargato e sulle famiglie degli artigiani e dei lavoratori coinvolti; è pertanto vitale un cambio di strategia per le politiche industriali in primis dell’Europa, per metterci in linea con quanto gli altri due grandi player mondiali Cina e Stati Uniti stanno facendo, mitigando l’urgenza di scelte ambientali troppo severe.”

Auspichiamo che la politica si prodighi per attrarre nuovi produttori di vetture grazie alle capacità di innovare delle nostre imprese – conclude Taricco – che metterebbero in pista l’eccellenza delle risorse umane e che la ZES (zona economica speciale) già in vigore nel Sud Italia, venga attivata nelle zone piemontesi più colpite, garantendo benefici fiscali e semplificazione burocratica. Un nodo che è stato posto in audizione alla Commissione industria del Senato lo scorso mercoledì 25 febbraio. Chiediamo sgravi e incentivi per poter riconvertire e diversificare la produzione e ridurre i costi vivi al fine di scongiurare una crisi industriale senza precedenti .

Incidente in tangenziale: un morto e un ferito

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Un incidente stradale si è verificato questa mattina intorno alle 6 sulla tangenziale nord di Torino, in carreggiata sud, nei pressi dello svincolo di corso Regina. Per ragioni ancora da chiarire, due veicoli si sono scontrati.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero. Nell’impatto un uomo ha perso la vita, mentre un’altra persona è rimasta ferita ed è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria in codice giallo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Pesanti anche le conseguenze sulla viabilità: è stata disposta l’uscita obbligatoria a Venaria, con forti disagi per il traffico in direzione sud e rallentamenti anche sulla carreggiata opposta. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco oltre al personale sanitario.

Ferrovie piemontesi, cantieri aperti e 71 nuovi treni

“Il Progetto integrato stazioni 2026-2030 sta procedendo con diversi cantieri aperti, essendo stati già finanziati 87 milioni di euro su un totale di 203”. L’aggiornamento è emerso durante l’audizione di Trenitalia e Rfi sul servizio ferroviario metropolitano e regionale, tenutasi in Consiglio regionale nella seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti territoriali di Trenitalia, Giuseppe Falbo e Laura Anselmi, e quelli di Rfi, Michele Rabino, Davide Famà, Antonella Parodi e Davide Cavone. Nel corso della seduta hanno risposto alle numerose domande dei consiglieri riguardo alle criticità presenti sulle diverse linee ferroviarie che collegano il territorio piemontese.

“Quando interveniamo nelle stazioni – è stato detto – lo facciamo anche su quello che è predisposto per dare informazioni all’utenza e sempre con un particolare riguardo per l’accessibilità per tutti i viaggiatori. Tra le linee Rfi e Trenitalia e quelle della ex Gtt e della Torino-Ceres non passano le informazioni per il pubblico ed è in progetto di collegare anche quelle linee al sistema informativo di Rfi per il 2027. In questo modo si dovrebbero risolvere tutte quelle problematiche che impediscono di ricevere in tempo reale, per esempio sulla app, le informazioni su cancellazioni, soppressioni. Nel 2026 il sistema di informazione al pubblico verrà comunque attivato entro giugno sulla linea Settimo T.se-Rivarolo”.

Durante l’audizione sono stati inoltre citati alcuni interventi infrastrutturali destinati a rendere più capillare il servizio nel nodo ferroviario torinese. Tra questi figurano i lavori per le stazioni di Torino Dora e Torino Zappata, le nuove fermate previste sulla futura linea Sfm 5 — incluso il collegamento con il nuovo ospedale di Orbassano — e il cantiere della linea diretta tra Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova.

È stato inoltre ricordato che entro giugno dovrebbero concludersi gli interventi finanziati con fondi Pnrr, mentre per settembre è prevista la riapertura della tratta Germagnano-Ceres.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del rinnovo della flotta ferroviaria, che entro la fine dell’anno sarà potenziata con l’arrivo di 71 nuovi treni, oltre a un rafforzamento dell’attenzione alle attività di manutenzione.

Il presidente Fava ha infine sottolineato l’importanza che la Commissione venga costantemente informata sugli interventi più rilevanti e sulle eventuali sospensioni o cancellazioni dei treni che interessano il territorio piemontese. Secondo Fava, Trenitalia e Rfi dovrebbero quindi comunicare tempestivamente alla Commissione le situazioni che causano i maggiori disagi ai viaggiatori, così da permettere ai commissari — definiti vere e proprie sentinelle del territorio — di fungere da punto di raccordo con le comunità locali.

Sgomberata area occupata all’interno di Parco Sempione

Questa mattina, con ordinanza predisposta dal Questore di Torino, nell’ambito dei consueti servizi di controllo straordinario del territorio ad alto impatto, la Polizia di Stato, con la collaborazione dei militari dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del personale della Polizia Locale, ha proceduto allo sgombero di un’area occupata all’interno di Parco Sempione.

Nell’area sono state identificate 36 persone, di cui 14 sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per occupazione abusiva di terreni ed edifici e una anche per mancato rispetto del provvedimento di Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune emesso dal Questore di Torino.

Dall’inizio dell’anno sono 40 i controlli straordinari del territorio organizzati dalla Polizia di Stato nell’area di Barriera di Milano.

Dal clima al turismo: Alpi più verdi e competitive, 24 nuovi progetti per il Piemonte transfrontaliero

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Innovazione, sostenibilità ambientale, cultura e turismo sono al centro dei 24 nuovi progetti finanziati dal Programma Interreg Francia-Italia Alcotra. Le iniziative rafforzano la cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi e portano sul territorio torinese e cuneese oltre 5,5 milioni di euro, finanziati per l’80% dal Fondo europeo di sviluppo regionale e per il restante 20% dallo Stato.

I progetti sono stati approvati al termine della consultazione scritta del Comitato di sorveglianza. Si tratta di 6 progetti singoli ammessi nella prima finestra del quarto bando e di 18 microprogetti selezionati nell’ambito del secondo bando dedicato all’obiettivo “Turismo e cultura”.

«Questo risultato conferma la capacità del Piemonte di essere protagonista nella cooperazione europea – afferma l’assessore regionale Marco Gallo –. Parliamo di oltre 5,5 milioni di euro che generano ricadute concrete sui territori, rafforzano i legami con la Francia e sostengono innovazione, ambiente, cultura e competitività delle nostre imprese».

I progetti singoli

Il Piemonte partecipa con 23 beneficiari, di cui 3 nel ruolo di capofila, per un contributo complessivo di 4,9 milioni di euro.

I progetti singoli rappresentano l’asse strategico del programma: dispongono di budget rilevanti (mediamente tra 1,5 e 2 milioni di euro ciascuno) e coinvolgono partenariati strutturati composti da enti pubblici, università e centri di ricerca, imprese e realtà del terzo settore.

«Non si tratta di interventi simbolici – sottolinea l’assessore Gallo – ma di azioni strutturate che incidono sullo sviluppo delle aree alpine. Innovazione tecnologica, transizione ecologica e formazione sono leve decisive per rendere i nostri territori più competitivi e resilienti».

Le tematiche affrontano alcune delle principali sfide delle aree alpine, dalla transizione ecologica a quella digitale.

Sul versante ambientale, RISK-CAP-RES utilizza realtà immersiva e geoportali per promuovere l’autoprotezione dai rischi connessi ai cambiamenti climatici; ALCOTRA 0Plastique punta alla tutela della biodiversità contrastando l’inquinamento da microplastiche, con interventi su laghi e sentieri supportati da tecnologie avanzate; AllIAnce-Eco migliora la gestione dei rifiuti organici attraverso l’intelligenza artificiale e l’istituzione di un Albo Compostatori Digitale.

Per lo sviluppo economico e occupazionale, Mieux+ sperimenta un modello di logistica urbana a basse emissioni per rafforzare la competitività delle Pmi; TRAME affronta le crisi industriali e climatiche delle valli alpine promuovendo la “specializzazione intelligente” e la formazione verso i nuovi mestieri verdi; ALPINE-STEM crea una rete tra atenei per facilitare la mobilità degli studenti nelle discipline scientifico-tecnologiche, attivando laboratori permanenti di innovazione.

Dal punto di vista territoriale, nella Città metropolitana di Torino si contano 18 partner (di cui 2 capofila) coinvolti in 6 progetti per un valore di 3,7 milioni di euro; in provincia di Cuneo partecipano 5 partner (di cui uno capofila) in due progetti del valore complessivo di 1,2 milioni.

I microprogetti

Accanto alle iniziative strategiche, il Piemonte è coinvolto in 18 microprogetti – sui 23 complessivamente approvati – dedicati a turismo e cultura. I beneficiari piemontesi sono 20, di cui 10 coordinatori, per un contributo totale di 675.000 euro.

Introdotti nella programmazione 2021-2027, i microprogetti sono pensati per favorire la partecipazione di piccole realtà locali – Comuni, imprese, associazioni e organizzazioni non governative – attraverso procedure semplificate e con una forte dimensione territoriale.

«I microprogetti rappresentano un importante valore aggiunto – evidenzia l’assessore Gallo – perché consentono anche ai piccoli Comuni e alle associazioni di essere protagonisti della cooperazione europea. È così che si costruisce un’Europa vicina ai territori, capace di valorizzare cultura, memoria e turismo sostenibile nelle nostre vallate alpine».

Tra le iniziative culturali, le arti performative diventano strumenti di coesione con Danza/Dansez!, Rizoma, GIOCONDA, TransMET-ART e CORPS ETRANGERS, che utilizzano teatro e danza per connettere generazioni e sostenere le fragilità. D’ACCORD e SINESTESIE rinnovano invece la fruizione musicale, dalla tradizione occitana alla musica classica per l’infanzia.

La memoria condivisa è al centro di Connextion Memorie, dedicato alla persecuzione antiebraica, PONT, sui legami medievali, e Triobriga, che valorizza l’identità brigasca. A questi si affiancano il recupero dei saperi astronomici rurali con Entre Ciel et Terre e le narrazioni sonore inclusive lungo la via della transumanza con NTP-CROSS.

In risposta alle sfide climatiche, SEPIM e Habitour propongono nuovi modelli di accoglienza turistica e di abitare montano; Ci.Tu.Re., SCENA e ITA.C valorizzano i percorsi outdoor tra mountain bike, biodiversità e itinerari delle abbazie. Chiude il quadro Voici-voilà, dedicato alla formazione dei futuri progettisti culturali europei.

La distribuzione territoriale vede nella Città metropolitana di Torino 11 partner (6 capofila) coinvolti in 10 progetti per un valore di 367.000 euro; in provincia di Cuneo partecipano 9 partner (4 capofila) in 8 progetti per un totale di 307.000 euro.