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CioccolaTò, si alza il sipario. La rassegna golosa presenta 60 produttori di qualità in piazza Vittorio

Grande presenza di pubblico al taglio del nastro, avvenuto alle ore 12 in  Vittorio Veneto 

Torino, 13 febbraio 2026 – Si è aperta oggi in Piazza Vittorio l’attesa edizione 2026 di CioccolaTò,alla presenza del Presidente di Camera di commercio di Torino Massimiliano Cipolletta, dell’Assessore Turismo e dell’Assessore Commercio della Città di Torino Domenico Carretta e Paolo Chiavarino, dell’Assessore Bilancio, Sviluppo attività produttive, Internazionalizzazione della Regione Piemonte Andrea Tronzano e della Dirigente di Turismo Torino e Provincia Marcella Gaspardone. La cerimonia del taglio del nastro ha visto inoltre la partecipazione di Francesca Spinelli, Miss Italia Piemonte 2024. Un’apertura accolta da un pubblico numeroso e partecipe, che fin dalle prime ore della mattinata ha animato la piazza, confermando il forte legame tra la città e uno dei suoi simboli più identitari: il cioccolato.

CioccolaTò 2026 si presenta come una conferma del format rinnovato lo scorso anno, ma fedele alla sua anima originaria: mettere al centro la qualità artigianale, la filiera, l’innovazione e la cultura del cacao. Circa 60 produttori cioccolatieri provenienti da tutta Italia e dall’estero – con una presenza significativa di realtà piemontesi (15 i Maestri del Gusto di Torino e provincia) – raccontano negli spazi dell’area fieristica, oltre che nel ricco palinsesto di degustazioni, laboratori, talk e show-cooking, l’evoluzione di un prodotto che a Torino è sia storia industriale che patrimonio collettivo.

Tra i punti di forza di questa edizione, l’ampia partecipazione di espositori provenienti da fuori Torino (oltre il 45%), 70 stand disposti in tutte le aree della piazza, la presenza accostata dell’area talk Casa del Cioccolato e della Fabbrica del Cioccolato dove vedere gli artigiani all’opera, quasi 100 appuntamenti tra degustazioni, dialoghi e incontri culturali in più di 15 location, l’area kids ospitata all’interno della Scuola Primaria Francesco d’Assisi, la nuova area btob per professionisti e operatori, la charity partnership con la Fondazione Paideia e molto altro ancora.

 

14 febbraio. Domani a CioccolaTò

alcuni degli appuntamenti in agenda

 

Casa del cioccolato, ore 12:00| Degustazioni.

La lavorazione a freddo del cioccolato di Modica

Federico Di Rosa, maestro cioccolatiere di Sfizi Golosi, svela il segreto della lavorazione a bassa temperatura che rende unico il cioccolato di Modica Igp. Prenotazioni su turismotorino.org

Museo Accorsi Ometto, ore 14:30 | Dialoghi.

Il cioccolato strumento d’amore
Durante il Settecento il cioccolato diventa uno dei prodotti di maggior successo. Tutti impazziscono per questo nuovo ingrediente che ha la nomea di essere rinvigorente e afrodisiaco, caratteristiche che spingono il consumo del nuovo prodotto. Il “brodo indiano”, come ai tempi viene chiamata la cioccolata calda, promette non solo maggior concentrazione, ma anche una maggiore prestanza fisica e amorosa. Nasce così il rapporto tra il cioccolato e l’amore che tra Ottocento e Novecento vedrà l’apoteosi e sarà consacrato dall’utilizzo dei cioccolatini come regalo perfetto per il giorno di San Valentino. A raccontarci questa affascinante storia d’amore, design e chimica saranno Alberto Capatti, Lorenzo Palmieri ed Eva Munter (@chimica_in_pillole). Prenotazioni su turismotorino.org

 

Circolo dei lettori e delle lettrici, ore 17:00 | Storie.

San Valentino: come nasce una tradizione con Francesco Pacifico      
Con il libro San ValentinoDove si racconta come il marketing e la poesia hanno stravolto l’amore in Occidente, Francesco Pacifico ci accompagna in un viaggio ironico e colto dentro la storia e le trasformazioni dell’amore occidentale. A partire dal mito del santo degli innamorati, l’autore racconta come la poesia, la letteratura e — soprattutto — il marketing abbiano progressivamente reinventato la festa del 14 febbraio, trasformandola da rito spirituale e sentimentale in un potente dispositivo commerciale e culturale. Attraverso un intreccio di riferimenti storici, riflessioni sociologiche e incursioni nella cultura pop, Pacifico mostra come l’amore, lungi dall’essere un sentimento puro e senza tempo, sia anche un prodotto dell’epoca in cui viviamo: plasmato dalle mode, dai media e dal consumo. Prenotazioni su turismotorino.org

 

Casa del cioccolato, ore 17:00| Dialoghi.

Il cioccolato nel mondo della panificazione
Una conversazione dedicata all’incontro tra il mondo dei lievitati e quello del cacao, esplorando tecniche, aromi, abbinamenti e nuove possibilità creative. Un dialogo aperto tra artigiani e appassionati per scoprire come il cioccolato possa diventare un ingrediente complementare nella panificazione moderna.

Interverranno: Giustino Ballato, creatore del Salone del PaneRosalia Imperato, giornalista, e alcuni panificatori del territorio. Prenotazioni su turismotorino.org

 

CioccolaTò sbarca in Borgo Po: gli appuntamenti OFF oltre il ponte Vittorio di sabato 14 febbraio

Nel calendario OFF di CioccolaTò 2025 trova spazio anche il quartiere Borgo Po, grazie alla collaborazione con l’Associazione Borgo Po che rappresenta le attività commerciali dell’area. Sabato 14 febbraio, Borgo Po diventa teatro di una giornata speciale, tra sport, profumi, moda e sapori.

Si parte alle ore 10:00 con la Chocorun, una corsa a tema organizzata da Kahru, negozio specializzato in running e abbigliamento sportivo. Dopo una colazione energetica offerta alla pasticceria Chicchisani, i partecipanti affronteranno un percorso che attraversa piazza Vittorio e il quartiere Borgo Po, con arrivo alla cioccolateria di Alessandro Spegis, dove li attende una deliziosa tazza di cioccolata calda.

La partecipazione prevede un contributo di 10 euro, comprensivo di colazione e gadget.

Iscrizione fino a esaurimento posti on line: iscrizione Chocorun – Cioccolatò Run 2026

La storia del quartiere è poi protagonista di “Borgo Po: un fiume di cioccolato tra botteghe curiosità golose“, il tour guidato delle guide turistiche dell’associazione GIA Ascom. Una passeggiata nel quartiere della Gran Madre, tra l’elegante Lungo Po e la vivace via Monferrato, dove storia e contemporaneità si intrecciano armoniosamente.

Ritrovo alle 10:30 e alle 15:00 in piazza Vittorio di fronte allo spazio di Turismo Torino.

Durata del tour: 2 ore – massimo 20 persone per gruppo | Eventi gratuiti previa iscrizione sul sito turismotorino.org

Per tutta la giornata, dalle 10:00 alle 19:00, Maitre Parfumeur, profumeria artistica del borgo, proporrà un affascinante percorso olfattivo ispirato al cacao, arricchito da degustazioni di praline artigianali.

 

Nel pomeriggio, dalle 16:00 alle 17:00 i bambini sono invitati alla merenda offerta da ‘Sottobosco, libri e giochi per crescere‘, con pane e crema di cioccolato. Un momento di allegria e sapori d’infanzia tra letture e svaghi dedicati ai più piccoli. Sottobosco, libri e giochi per crescere – via Monferrato 18/e

Infine, dalle ore 18:00, l’atelier di Daniela Sellone ospiterà “Cioccolato di moda“: un evento in cui tessuti, capsule collection e allestimenti si ispirano alle tonalità del cioccolato, con un brindisi a base di Vermouth Trinchieri in abbinamento alle creazioni del maître chocolatier Spegis.

 

CioccolaTò 2026 è promosso e sostenuto da Camera di commercio di Torino e Città di Torino, organizzato da Turismo Torino e Provincia con il supporto di Regione Piemonte, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo Fondazione CRT, con sponsor quali IrenFiorfood CoopReale Mutua; Media Partner Il Gusto e La Stampa, Radio KissKiss e FoodNetwork. CioccolaTò vede inoltre la collaborazione di tutte le associazioni di categoria del territorio (Ascom Confcommercio Torino, Epat, Confesercenti Fiepet, Casartigiani, CNA Torino, Confartigianato, API, Coldiretti, Confagricoltura) con il coinvolgimento delle aziende associate e contributi al programma. Mobility Partner GTT. Charity Partner Fondazione Paideia.

“L’ora del Vermut”, la terza edizione del Salone al Museo del Risorgimento

Ritorna ai “Natali”, per il suo 240° compleanno, il “Vermouth” di Torino

Sabato 21 e domenica 22 febbraio

“E come Parigi ha l’ora dell’assenzio, Torino ha l’ora del Vermut, l’ora in cui la sua faccia si colora e il suo sangue circola più rapido e più caldo”: parole davvero speciali (volte a ricordare tutta la “torinesità” del più nobile degli aperitivi) quelle datate 1911 (da “Speranze e glorie. Le tre capitali: Torino-Firenze-Roma”) a firma del celebre papà di “Cuore” (ligure di nascita ma piemontesissimo d’adozione) Edmondo De Amicis, fra i tanti estimatori, dal fine palato, di quel “Vermouth” (o “vermut”), vino aromatizzato e liquoroso “inventato” proprio a Torino nel lontano 1786, all’interno della bottega sita in piazza Castello dell’erborista Antonio Benedetto Carpano, miscelando del “Moscato” di Canelli con un infuso di erbe, principalmente “assenzio” o “artemisia maggiore”, in tedesco “Wermut”, per l’appunto. Invenzione geniale (sebbene vini aromatizzati esistessero già dai tempi degli antichi Greci e Romani) tanto che la liquoreria del “Carpano” diventò, in allora e per anni, luogo fra i più frequentati del capoluogo piemontese e meta ambita da tutta la nobiltà sabauda, in primis (e che pubblicità!) dalla stessa corte di Vittorio Amedeo III, cui quel “furbacchione” del Carpano fece subito recapitare a corte, da buon vicino di casa, una graditissima cassa del suo “Vermouth”. Da allora il successo della bevanda decollò resistendo nel tempo e a livello internazionale. Fra i grandi estimatori, mi piace ancora ricordare, mentre ne assapora il profumato aroma seduto al “solito suo tavolo” al “Cambio”, il ministro Camillo Benso di Cavour, affezionato soprattutto al celebre, “Punt e Mes”  o “Vermouth rosso con elisir di china”. Per arrivare, un bel po’ d’ anni dopo, al senatore Giovanni Agnelli che, si dice, amasse pasteggiare, anche lui, con un buon bicchiere di “Punt e Mes”, simboleggiato nel logo da quella “Sintesi 59”, scultura ideata da Armando Testa e donata nel 2015 alla “Città di Torino” per essere allocata nella piazza XVIII Dicembre, proprio davanti alla vecchia stazione di “Porta Susa”.

Quant’acqua da allora è passata sotto i ponti. 240 anni! Ancora ben portati, da “monsù Vermut”, dal 2017 registrato con l’“Indicazione Geografica – Vermut di Torino” e di certo anni degni d’essere ricordati, con tutti gli onori, nella terza edizione del “Salone del Vermouth”, ospitata per due giorni, sabato 21 e domenica 22 febbraio, nelle Sale del “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano” (piazza Carlo Alberto, 8), visitabili durante il “Salone” con il percorso guidato “Un Museo, mille storie: il Risorgimento è servito!”Primo e unico appuntamento italiano dedicato a questa nostra “eccellenza” del buon bere – ideato e curato da Laura (Lalla) Carello, ideatrice di “MT Magazine”, con il patrocinio ed il sostegno di “Camera di Commercio”“Comune”“Regione” e “Turismo Torino e Provincia” – questa terza edizione del “Salone” vuole essere un grande “contenitore esperienziale e culturale”, capace di accogliere un folto numero di produttori, operatori del settore e pubblico per dare vita a un articolato “palinsesto di incontri”, “degustazioni” e “momenti di approfondimento”. Oltre 30 i produttori presenti, dai marchi storici alle realtà artigianali emergenti, riuniti per raccontare il “Vermouth” attraverso le sue diverse interpretazioni, dando vita a un dialogo unico tra le grandi eccellenze storiche del territorio e giovani produttori emergenti che stanno portando nuova linfa e creatività alla categoria. Basti pensare, come sottolineano Paolo Bongioanni e Claudia Porchietto, rispettivamente assessore regionale al “Commercio Agricoltura e Cibo” e sottosegretario alla “Presidenza” della “Regione”, che “a fronte della crisi che ha interessato altri prodotti alcoolici, il vermouth piemontese non segna il passo”. “Anzi – aggiungono – i numeri parlano di un vero e proprio boom: una produzione aumentata dal 2018 al 2024 da 2,4 a 6,8 milioni di bottiglie, un prezzo medio alla bottiglia passato dai 17,92 ai 25,20 euro e un fatturato salito da 32,6 ai 172,2 milioni di euro e realizzato per il 65% all’estero”. Cifre che giustificano le importanti novità di quest’anno: dalla “Giornata B2B esclusiva” riservata al “trade” (lunedì 23 gennaio) al “Fuori Salone” (dal 16 al 22 febbraio), un autentico “laboratorio del Vermouth a cielo aperto” che estenderà la manifestazione all’intera città, attraverso i migliori ristoranti subalpini.

A tagliare il nastro del “Salone” sarà una “tavola rotonda inaugurale” che si svolgerà nelle prestigiose sale di “Palazzo Birago”, sede istituzionale della “Camera di commercio di Torino”lunedì 16 febbraio alle ore 15, con l’incontro dal titolo “Cosa cambia perché nulla cambi – Capitolo 2”, moderato da Carlo A. Carnevale Maffé, docente di “Strategia Aziendale” alla “Bocconi”. La tavola rotonda riunirà istituzioni, produttori storici e nuovi artigiani per avviare un “confronto” sul futuro del Vermouth nei prossimi cinque anni, affrontando i temi della sostenibilità, dell’evoluzione dei mercati internazionali e delle strategie di esportazione del “brand Torino” nel mondo. Per sottolineare, fin da subito, che al “Salone del Vermouth” si guarda al futuro … perché “a Torino il Vermouth è nato, è diventato mito e non ha ancora smesso di stupire”.

Per ulteriori info sul programma nel dettaglio: www.salonedelvermouth.com

Gianni Milani

Nelle foto: Manifesto “Salone del Vermouth” e immagini di repertorio

Eternit Bis, il processo torna in Corte d’Appello

A Roma, la Quarta Sezione della Corte di Cassazione, nella seduta dell’11 febbraio 2026 ha annullato senza rinvio la sentenza documento di secondo grado con trasmissione alla Corte d’Assise d’Appello di Torino affinché provveda alla traduzione in lingua nota all’imputato.

È stata quindi accolta l’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato Stephan Schmidheinycondannato il 17 aprile 2025 in appello a nove anni e mezzo di reclusione per i morti d’amianto causati dallo stabilimento Eternit di Casale Monferrato(Alessandria) – che chiedeva la traduzione della sentenza di secondo grado.

Dopo che verrà disposta la traduzione decorreranno nuovamente i termini per un’eventuale altra impugnazione in Cassazione e potrà così essere fissata una nuova udienza dinanzi la Suprema Corte.

Delusione da parte dell’associazione Sicurezza e Lavoro, ammessa come parte civile nel processo, rappresentata dall’avvocato Giacomo Mattalia.

«Siamo molto amareggiati per questo ennesimo slittamento – dichiara Massimiliano Quirico,direttore di Sicurezza e Lavoro che rischia di causare la prescrizione per altri omicidi causati dall’Eternit. È un’ulteriore beffa per le vittime dell’amianto, che ancora una volta vedono allontanarsi la giustizia per i propri cari».

«Non ci arrenderemo – continua Quirico – e continueremo le nostre battaglie per chi si ammala, si infortuna o muore sul lavoro, con rinnovato impegno, chiedendo uno sforzo maggiore da parte dello Stato per garantire piena e rapida giustizia a tutte le vittime sul lavoro».

 

L’Afeva, l’associazione familiari delle vittime di Casale Monferrato, parla di «ennesima delusione» e si chiede «come si può credere nella giustizia quando sembra sempre di rincorrere l’impossibile?». Anche perché, spiega, «intanto si continua a morire…».

Cadavere di una donna trovato a Stupinigi. Il figlio: “L’ho uccisa e sepolta io”

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Macabro ritrovamento del corpo senza vita di una donna, scomparsa da circa un mese, che è stato rinvenuto nella serata di ieri mercoledì 11 febbraio, sepolto nei terreni circostanti la Palazzina di caccia di Stupinigi. Le ricerche erano state avviate dai carabinieri e dai vigili del fuoco dopo che il figlio della donna, 58 anni, aveva confessato di aver nascosto il cadavere dell’85enne. Avrebbe detto di averla trovata morta e di essersi spaventato. Poi la confessione di averla uccisa con un martelletto perchè non voleva perdere la sua pensione.

Il ritrovamento è avvenuto in un’area boschiva vicino alla Statale 143, la strada Stupinigi-Vinovo. A far scattare l’allarme sarebbe stata un’amica della donna, insospettita dalla sua improvvisa e anomala scomparsa. I carabinieri , raccolta la segnalazione, avrebbero quindi interrogato l’uomo, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità e fornito indicazioni precise sul posto in cui era stato occultato il corpo.

Torino si prepara a festeggiare il Capodanno cinese 2026, “L’Anno del Cavallo

Il 17 febbraio prossimo si aprirà “l’Anno del Cavallo”, e l’Istituto Confucio dell’Università di Torino celebrerà il Capodanno cinese con un ricco programma di eventi aperti al pubblico.

Martedì 17 febbraio il nuovo anno sarà inaugurato con l’apertura della mostra di carte intagliate cinesi, dal titolo “Poesia di carta”, visitabile fino al 15 marzo prossimo presso Torino Outlet Village. Le carte intagliate rappresentano una forma di arte antichissima riconosciuta dal 2006 quale Patrimonio immateriale dell’Umanità, che si esprime con particolare vivacità nelle immagini augurali del Capodanno. Sarà esposta una selezione di opere di due importanti esponenti della tradizione delle carte intagliate: Xi Xiaoqin e Chu Chunzhi.

Sempre all’Outlet Village, nei fine settimana del 21-22 febbraio, 28 febbraio-1marzo, l’Istituto Confucio proporrà ai visitatori una serie di laboratori culturali per adulti e bambini, che spaziano dalla calligrafia alle carte intagliate, fino al trucco delle maschere dell’Opera di Pechino. Sarà inoltre proposto un laboratorio di narrazione di favole cinesi legate al Capodanno.

Sabato 21 febbraio  l’Istituto Confucio approderà a Barolo, in provincia di Cuneo, per un’iniziativa dell’artista Enrico Arfero, realizzata in collaborazione con la città di Barolo. Da tempo il muro di contenimento alle porte del Comune langarolo si è trasformato in un’esplosione di colori e suggestioni artistiche, grazie all’installazione di street art, nota sotto il nome “Barolo Wall”.

Per l’occasione, l’Istituto Confucio ha proposto un tema capace di coniugare la cultura cinese a quella del nostro territorio. Il valore e la funzione del buon bere, per cimentare amicizie e collaborazioni e per conservare un patrimonio prezioso di tradizioni e conoscenze. I cinesi conoscono e apprezzano sempre di più i nostri vini, in particolare il Barolo, riconosciuto vino nobile di pregio. Nel contempo, la cultura cinese tramanda da millenni una raffinata tradizione delle libagioni, seppur non basata sul vino d’uva,  che si intreccia a una filosofia di vita che mette al centro i temi della buona compagnia e della convivialità. Su queste basi, l’Istituto Confucio ha proposto di portare simbolicamente a Barolo il grande poeta cinese Li Bai, noto come artista sommo che nell’alcol trovava ispirazione. Nel pannello artistico che lo raffigura, Li Bai cerca la Luna, rappresentata dalla divinità femminile Chang’e, e richiamata anche dalla presenza di una navicella spaziale, a testimonianza delle conquiste tecnologiche di un Paese che non dimentica le sue radici e che a quella divinità ha voluto intitolare i suoi programmi spaziali.

Barolo è pronta così ad accogliere con dell’ottimo vino, e idealmente con Li Bai, i cinesi che vorranno visitare le sue colline attraversate dai vigneti.

Venerdì 27 febbraio, l’Istituto Confucio saluterà il nuovo anno presso il Circolo dei Lettori con il recital “Tra bel canto e poesia cinese”. La soprano Cao Yaqiong e il pianista Li Weijie daranno vita a un recital sospeso tra tradizione liederistica europea e quella belcantistica italiana.

Infine, su invito del Consolato della Repubblica Cinese di Milano, che anche questa volta desidera porgere i propri auguri al popolo torinese, l’Istituto Confuncio ha realizzato la grafica dell’ideogramma “fu” (felicità). Il carattere prende le caratteristiche dell’animale dell’anno, il cavallo, e come da tradizione, si illuminerà sulla cupola della Mole Antonelliana, facendo scendere sui torinesi un augurio di letizia.

Istituto Confucio dell’Università di Torino  – segreteria@istitutoconfucio.torino.it –  011 6703913

Mara Martellotta

Più sicurezza urbana: Torino approva il progetto europeo per la formazione della Polizia Locale 

Grazie all’approvazione  in giunta, del documento che permette l’adesione della Città al progetto Digipol Academy per la Polizia Locale, Torino entra a pieno titolo tra le città europee che investono, insieme, in sicurezza.

Il progetto a cui ha aderito la Città, si inserisce nel contesto più ampio della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e della sicurezza urbana, con un forte focus sulla formazione innovativa, la realtà virtuale e la collaborazione europea.

Torino, diventa così il fulcro di una rete europea (con Nizza, Madrid e Liegi) che si occupa della formazione per la sicurezza urbana, della trasformazione digitale dei processi interni del Comando di Polizia Locale, introducendo strumenti per l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale (IA) per la gestione della sicurezza.

Il progetto mira a migliorare la gestione dei grandi eventi, in particolare, nell’area transfrontaliera Italia-Francia, attraverso l’uso di tecnologie di realtà virtuale e protocolli di condivisione dei dati conformi agli standard europei. Gli obiettivi principali includono il potenziamento della risposta alle criticità, il rafforzamento della cooperazione tra le protezioni civili dei due Paesi, la formazione congiunta dei professionisti e il coinvolgimento della comunità

nello sviluppo di strategie ICT.

«Si tratta di un vero e proprio partenariato transfrontaliero – afferma l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale di Torino, Marco Porcedda – che prevede iniziative concrete sul territorio come corsi di formazione specializzati, la condivisione di buone pratiche e il potenziamento della collaborazione tra le forze dell’ordine in occasione di grandi eventi, per una risposta più efficace alle minacce alla sicurezza urbana».

Il progetto non comporta oneri per la Città, avrà una durata di 36 mesi e si svilupperà tra quest’anno e il 2027.

TorinoClick

Casa e ospedali le priorità di Cirio per il Piemonte nel 2026

L’avvio dei cantieri dei nuovi ospedali piemontesi e nuove misure per sostenere l’accesso alla casa sono tra i principali obiettivi che la Regione Piemonte intende realizzare nel 2026. Le linee programmatiche sono state illustrate al Grattacielo Piemonte dal presidente Alberto Cirio insieme agli assessori e ai sottosegretari regionali.

Sanità e edilizia ospedaliera

Gran parte della presentazione è stata dedicata al sistema sanitario regionale, con priorità al contenimento delle liste d’attesa, all’introduzione del nuovo sistema Cup e al piano di edilizia sanitaria. Tra i progetti più rilevanti figurano il Parco della Salute di Torino, per il quale si avvia la Conferenza dei servizi, e i nuovi ospedali di Cuneo, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, con la localizzazione già individuata a Piedimulera.

Cirio ha rivendicato i risultati raggiunti nel 2025, come il completamento di importanti infrastrutture e misure di sostegno alla mobilità e alla cultura, indicando per il 2026 due priorità operative: l’avvio dei nuovi ospedali e il rafforzamento delle politiche abitative. Il presidente ha annunciato una nuova legge sulla casa e il progetto “Una famiglia, una casa”, che punta a ristrutturare almeno mille alloggi pubblici oggi inutilizzabili, destinandoli a giovani nuclei familiari con canoni calmierati. L’iniziativa, finanziata con 36 milioni di fondi europei riprogrammati, mira sia a sostenere la natalità sia a riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico.

Politiche abitative e sociali

Attualmente oltre tremila alloggi popolari risultano sfitti per carenze manutentive. Il piano regionale prevede interventi di ristrutturazione con successiva assegnazione tramite bando, con criteri che favoriscano le famiglie con figli e canoni intorno ai 150 euro mensili.

Nel settore sociale, l’assessore Maurizio Marrone ha annunciato nuovi fondi per i caregiver familiari, l’ampliamento del voucher Vesta per il sostegno alle famiglie con figli e un piano di recupero degli immobili degradati da destinare all’edilizia popolare, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa per l’emergenza abitativa.

Welfare, lavoro e formazione

La vicepresidente Elena Chiorino ha sottolineato l’intenzione della Regione di rafforzare strumenti di welfare aziendale e politiche per l’occupazione, con particolare attenzione a donne e famiglie. Tra le priorità anche la formazione sull’intelligenza artificiale, considerata strategica per sostenere la competitività del sistema produttivo piemontese e valorizzare il ruolo di Torino come polo nazionale del settore.

Agricoltura, turismo e commercio

L’assessore Paolo Bongioanni ha annunciato nuovi stanziamenti per oltre 58 milioni destinati al comparto agricolo, con interventi su ricerca e innovazione e l’apertura di nuove sedi della Fondazione Agrion. Prevista anche l’istituzione di un osservatorio sul vino per favorire l’ingresso in nuovi mercati. Sul turismo la Regione punta a rafforzare la promozione internazionale e a partecipare a numerosi eventi fieristici, mentre nel commercio si lavorerà al potenziamento dei distretti e all’aggiornamento della normativa regionale.

Infrastrutture e sicurezza

Per le infrastrutture strategiche, l’assessore Enrico Bussalino ha indicato come obiettivi l’avvio dei lavori della Pedemontana piemontese e dello scalo merci di Alessandria. Sul fronte istituzionale si punta alla riforma delle Unioni di Comuni e all’approvazione del piano regionale per la sicurezza integrata.

Cultura, giovani ed eventi

L’assessore Marina Chiarelli ha illustrato una strategia che integra cultura, pari opportunità e politiche giovanili come leve di sviluppo territoriale. Il bilancio 2026 prevede investimenti superiori ai 45 milioni di euro, con il rafforzamento degli strumenti di sostegno alle realtà culturali e nuovi progetti, tra cui la piattaforma nazionale della danza contemporanea e l’ingresso del Piemonte in Federculture.

Trasporti e mobilità

L’assessore Marco Gabusi ha annunciato il completamento della fornitura dei nuovi treni regionali e l’apertura completa della linea ferroviaria Torino-Ceres. Nel trasporto su gomma partiranno nuove gare per migliorare i servizi, mentre la misura Piemove sarà estesa anche agli studenti delle università private.

Montagna e sviluppo territoriale

Marco Gallo ha evidenziato interventi per ridurre il divario digitale nelle aree montane e programmi per favorire l’insediamento di nuovi residenti e imprese. Previsti inoltre investimenti per il sistema neve e per la modernizzazione delle stazioni sciistiche.

Ambiente, energia e innovazione

L’assessore Matteo Marnati ha annunciato nuove leggi su data center, bonifiche ambientali e tutela del territorio dall’installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici. Previsti circa 100 milioni di incentivi per interventi energetici, mobilità sostenibile e riqualificazione urbana.

Economia e imprese

Secondo l’assessore Andrea Tronzano, i dati economici mostrano segnali di ripresa, con crescita del numero di imprese attive e riduzione della disoccupazione. La Regione intende proseguire con politiche di attrazione degli investimenti, sostegno al credito e rafforzamento della presenza sui mercati internazionali.

Pubblica amministrazione e patrimonio

L’assessore Gian Luca Vignale ha indicato tra le priorità la semplificazione amministrativa, con un disegno di legge per ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza della macchina regionale. Previsti anche interventi di valorizzazione del patrimonio pubblico, tra cui siti storici e complessi monumentali, oltre al potenziamento funzionale del Grattacielo Piemonte.

Smog, fino a venerdì 13 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 13 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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Inchiesta sull’eredità Agnelli, il gip dice no alla messa alla prova di Elkann

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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di messa alla prova presentata da John Elkann nell’ambito del procedimento relativo alla residenza della nonna, Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.

Il provvedimento riguarda uno dei filoni giudiziari connessi alla gestione dell’eredità della famiglia Agnelli e agli accertamenti sulla residenza fiscale della nobildonna, aspetto ritenuto rilevante dagli inquirenti per la ricostruzione di alcune posizioni patrimoniali e tributarie.

Con il rigetto dell’istanza, il fascicolo è stato restituito alla Procura di Torino, che dovrà ora valutare i prossimi passaggi dell’inchiesta e decidere se proseguire con l’azione penale.

La messa alla prova è uno strumento previsto dal codice penale che consente, in presenza di determinati requisiti, di sospendere il procedimento attraverso un percorso alternativo al processo, basato su attività riparative e su un programma concordato con l’autorità giudiziaria. Nel caso di Elkann presso i Salesiani.

“Per noi non cambia niente. Peraltro, alla luce della frammentazione del quadro processuale, avevamo perso ogni interesse a questa istanza. Ora gli atti tornano alla procura. Se i pubblici ministeri decideranno di andare avanti noi dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”. E’ quanto hanno dichiarato, a proposito della messa alla prova di John Elkann, gli avvocati Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, legali dell’imprenditore, prima di lasciare il Palazzo di giustizia di Torino. A una domanda su una possibile caduta in prescrizione degli episodi contestati, i due penalisti hanno detto: “Noi non facciamo calcoli, noi ci difendiamo nel merito delle accuse”.

Asse Torino-Lione, avanti sul tratto Avigliana-Orbassano: opera da 3 miliardi

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Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), in accordo con il Commissario straordinario Calogero Mauceri, ha convocato oggi la Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto definitivo della tratta Avigliana–Orbassano dell’asse ferroviario Torino-Lione.

Alla Conferenza sono stati invitati i sindaci degli undici Comuni coinvolti dall’intervento, oltre ai rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero della Cultura, del Ministero della Difesa, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana e degli enti gestori delle interferenze infrastrutturali.

All’incontro hanno preso parte anche la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, il vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, insieme ai rappresentanti di RFI e FS Engineering (Gruppo FS).lione

Il progetto si inserisce nel quadro del completamento del Corridoio Europeo Mediterraneo della rete TEN-T e punta a favorire il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla ferrovia, oltre allo spostamento del traffico merci dalla linea storica alla nuova infrastruttura. L’intervento è destinato a produrre effetti anche sul Servizio Ferroviario Metropolitano torinese.

Il progetto definitivo della tratta nazionale Avigliana-Orbassano bivio Pronda prevede la realizzazione di una nuova linea in variante lunga complessivamente 24 chilometri, con arrivo allo scalo merci di Orbassano.

Il tracciato include un attraversamento in galleria naturale di circa 8 chilometri sotto la Collina Morenica, seguito da una galleria artificiale di circa 4 chilometri. La linea prosegue poi con un tratto allo scoperto che consente l’ingresso e l’attraversamento dello scalo di Orbassano, fino al collegamento con la linea esistente di accesso al nodo ferroviario di Torino.

Il costo complessivo aggiornato dell’opera è stimato in circa 3 miliardi di euro, dei quali risultano già finanziati 827 milioni.

Nel corso della Conferenza dei Servizi, i soggetti coinvolti potranno esprimere pareri, segnalare eventuali criticità, formulare prescrizioni e proporre possibili modifiche progettuali.

La progettazione ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mentre è in fase di approvazione la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Al termine dell’iter autorizzativo, RFI potrà avviare le attività necessarie per le procedure negoziali, subordinatamente alla copertura finanziaria completa dell’intervento.