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Migliaia di torinesi e di turisti in questo fine settimana hanno preso d’assalto la città. Molte le proposte culturali e del tempo libero a disposizione. Soprattutto questa domenica è stata caratterizzata da iniziative sportive come la Tuttadritta (da piazza san Carlo a Stupinigi), Vivicittà al Parco del Valentino, e i campionati del mondo di calcio balilla, eventi di cui parliamo in servizi appositi in altre rubriche del “Torinese”. La novità del momento è il grattacielo SanPaolo (c’è chi lo ama e chi lo odia) di Renzo Piano. Nel weekend è rimasto aperto dalle 10 alle 22 per un percorso della durata di circa 40 minuti, partendo dall’atrio centrale che affaccia su Corso Inghilterra 3 fino l’auditorium “sospeso” alla base della torre, e agli ultimi 3 piani del grattacielo, che ospitano la serra bioclimatica con alberi d’alto fusto e specie vegetali della macchia mediterranea, la cui temperatura si regola senza l’ausilio di impianti termici. Dai 166 metri della sommità della torre, raggiungibile in 30 secondi d’ascensore, è possibile ammirare la nuova straordinaria vista sulla città.
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E’ una Tamara de Lempicka molto intima e segreta (e molto visitata in questi giorni) quella in mostra a Palazzo Chiablese. Celebra a 360° l’aristocratica artista che visse in due continenti, fu regina del glamour, star del jet set cosmopolita, donna trasgressiva e libera, icona dell’Art Déco. L’allestimento -in seguito sarà all’Hungarian National Gallery di Budapest- è curato nei minimi dettagli dall’esperta Gioia Mori, che ha dato un taglio inedito, capace di penetrare nei “mondi” più privati della de Lempicka. Un viaggio che, attraverso circa 80 opere, racconta l’arte, le case e i legami con il mondo di Hollywood e della moda della pittrice: donna perennemente in viaggio, dalla vita piuttosto movimentata, con due mariti, una figlia e molti amanti di entrambi i sessi. Molti i visitatori anche nei musei aperti, in particolare al Museo del Risorgimento.
“Modigliani e la Bohème di Parigi” alla GAM di Torino. E’ la mostra dedicata a un genio assoluto che transitò come una meteora nella Parigi di inizio 900 e la cui fama arrivò postuma. Al suo funerale accorsero pittori, poeti, modelle e… mercanti che già fiutavano l’affare. Fu seppellito come un principe, gli amici fecero una colletta per i fiori e donarono il ricavato dei loro quadri alla piccola orfana. La Hebuterne, invece, rimase sul selciato fino al mattino; la raccolse un operaio e fu sepolta in miseria e silenzio, lontana dal suo Modì. Solo 10 anni dopo poté raggiungerlo al Père-Lachaise e la tomba che oggi condividono è l’epitaffio più giusto per la loro storia. Se volete approfondirla, il libro scritto dalla figlia è emozionante, racchiude foto uniche ed una delle frasi più belle mai scritte a un padre: “Perdoniamo -post mortem- agli artisti stravaganze e immoralità perché sono esseri di eccezione, di specie umana diversa”. – Jeanne Modigliani “Modigliani, mio padre” (ed. Abscondita. Carte d’artisti -60-)
Infine Messer Tulipano al Castello di Pralormo: 75 mila tulipani colorati annunciano l’arrivo della primavera, una tappa originale alla scoperta della natura (fino al 3 maggio) e la nuova mostra alla Reggia di Venaria: “Pregare, un’esperienza umana”, hanno invogliato migliaia di turisti ad una gita fuoriporta in un weekend baciato dal sole.
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IL GHINOTTO DELLA DOMENICA
Qualcuno ha sottolineato che il malumore di Fassino è dovuto a mancate promozioni ministeriali a cui ambirebbe, resta il fatto che si è registrata una frattura non di maniera tra i massimi esponenti del Pd che, con i sondaggi attorno al 40 % (e con lo sfacelo del centrodestra) si possono permettere anche questo
Dopo giorni di Passione, chi si aspettava un quieto rientro alla routine è stato deluso, perché questa è stata la settimana della “guerra di Piero”, ovvero del nostro sindaco cittadino e metropolitano che, aggregando come milite di complemento anche il governatore Chiamparino, è andato all’assalto nientedimeno che di Matteo Renzi. Ebbene sì: chi fu forse il primo sostenitore diessino di peso dell’allora sindaco di Firenze, oggi non si è fatto scrupolo di attaccarlo duramente, dopo che il governo aveva fatto uscire indiscrezioni che indicavano negli enti locali, nuovamente, i predestinati per i 10 miliardi di tagli del documento di economia e finanza (Def). “Dal 2010 ad oggi, tra taglio dei trasferimenti e patto di stabilità, i Comuni hanno già fatto sacrifici per 17 miliardi di euro. Mi pare che altri abbiano contribuito molto meno al risanamento dei conti pubblici”, è stata la secca risposta del Lungo al Matteo nazionale. Il quale, a sua volta, ha maliziosamente ricordato che i problemi di Fassino derivano dallo sforamento del patto di stabilità da parte della Provincia di Torino. Apriti cielo: si è innescato un batti e ribatti di accuse e contraccuse, in cui nessuno voleva restare con il cerino in mano.
Che le dichiarazioni bellicose di Fassino siano state un “atto dovuto” – come capo dei sindaci italiani non poteva non reagire a proposte così dure – o che, come qualcuno ha sottolineato, il suo malumore sia stato originato da mancate promozioni ministeriali a cui ambirebbe, resta il fatto che si è registrata una frattura non di maniera tra i massimi esponenti del Pd che, con i sondaggi attorno al 40 % (e con lo sfacelo del centrodestra) si possono permettere anche questo. Alla fine, dopo un lungo incontro dei vertici Anci a Palazzo Chigi, la pace almeno formale sembra ritrovata, anche se la sostanza è rinviata all’autunno quando dai massimi principi si passerà ai dettagli dei sacrifiici da imporre a enti e cittadini. Insomma, sembra che Renzi abbia detto a Piero e Sergio di stare sereni, ma visti i precedenti la cosa è tutt’altro che tranquillizzante. Anche perché, poche ore dopo che il premier aveva negato ogni aumento di tasse è spuntato un nuovo balzello di alcuni euro su tutti i biglietti aerei, che servirebbe a finanziare le città metropolitane.
Chi ha fatto un po’ il vaso di coccio è stato il buon Chiampa non tanto per suoi demeriti ma perché le Regioni, dopo la cura delegittimante a cui hanno lavorato in questi anni politici e media a livello nazionale, sono l’anello debole della catena e quindi più facilmente attaccabili. Saranno loro a pagare il conto al posto dei Comuni? “Credo che l’unico settore in cui si possa ancora intervenire sia quello delle partecipate. Ma senza prenderci in giro perché gli effetti non sono immediati”. Così ha, più prudentemente, reagito il Chiampa, non senza ricordare che nel 2014 le Regioni hanno già tagliato 5 miliardi e mezzo, anch’egli facendo riferimento alle mancate riduzioni delle spese statali.Insomma, si è un po’ assistito all’impresa dei Dioscuri, Castore-Piero e Polluce-Sergio – che i torinesi vedono ogni giorno raffigurati nelle statue davanti a Palazzo Reale – per la caccia al cinghiale Calidonio-Matteo, ma in questo momento Ghinotto non ricorda come si sia conclusa l’epica impresa.
Per concludere con una facezia, si è preso atto che entro pochi giorni sarà reso noto l’elenco degli immobili della Regione destinati alla vendita e quello delle proprietà da valorizzare. Tra i primi sicuramente l’edificio in piazza Castello, che attualmente ospita la Giunta regionale. Dalla vendita saranno esclusi “beni di rilievo storico, architettonico o paesaggistico, come, ad esempio il parco della Mandria”, ha seriosamente precisato il vicepresidente Reschigna… uno che non ha il senso dell’ironia. Forse perché non ha trovato un venditore alla Totò, in grado di piazzare oltre alla fontana di Trevi anche il parco del marchese Medici del Vascello.
Ghinotto
(Foto: www.cr.piemonte.it)


Vuoi vedere che, tempo qualche giorno, il grattacielo sarà decantato da tutti come una nuova meraviglia di Torino, con i suoi giardini pensili, la sua ecocompatibilità, il suo (imminente) ristorante panoramico?
Centinaia i commenti postati sulla pagina Facebook del “Torinese”, la stragrande maggioranza dei quali (per non dire la totalità) ha stroncato il nuovo grattacielo di Intesa SanPaolo appena inaugurato. Strana davvero la psicologia delle masse. I giornali parlano di code infinite di visitatori assiepati sui marciapiedi di corso Inghilterra per cercare pazientemente di salire in cima alla torre di Renzo Piano, aperta al pubblico per due giorni, da cui si domina Torino godendo di un paesaggio mozzafiato. Già il clima sembra stia cambiando: vuoi vedere che, tempo qualche giorno, il grattacielo sarà decantato da tutti come una nuova meraviglia di Torino, con i suoi giardini pensili, la sua ecocompatibilità, il suo (imminente) ristorante panoramico? Per il momento ci limitiamo a riportare alcuni dei commenti che i nostri lettori hanno scritto su Fb.
(Foto: il Torinese)
Davide Trevisan Inguardabile!
È davvero un pugno in un occhio.
Marina Scagliotti In tutte le grandi città stanno costruendo grattacieli… Perché non possono convivere le bellezze artistiche di un tempo e l’arte moderna..?
Silvana Del Negro Per essere di Renzo Piano è davvero orribile sembra una gabbia nn finita !!
Dada Ommy Con Torino non c’entra nulla

“L’Anci ha confermato la volontà di continuare, come è stato in questi mesi, una relazione positiva con il governo per affrontare i temi aperti con l’obiettivo di cercare soluzioni condivise”
Il sindaco Piero Fassino, presidente dell’Anci, è soddisfatto dell’esito dell’incontro romano tra i comuni ed il governo: “Il presidente del Consiglio ci ha detto che il Def non prevede nuovi tagli a carico dei Comuni e che in ogni caso il governo intende discutere con l’Anci a partire da settembre quando sulla base del Def bisognerà redigere la legge di stabilità. Abbiamo preso atto di questo chiarimento importante”. dato uno sguardo alle linee guida del documento di programmazione economica e finanziaria, i sindaci avevano espresso grande preoccupazione nei confronti di possibili nuovi tagli. ” I Comuni hanno già fatto sacrifici per 17 miliardi di euro. Mi pare che altri abbiano contribuito molto meno al risanamento dei conti pubblici, mi riferisco alle amministrazioni centrali dello Stato”, così ieri diceva Fassino che oggi spiega: ” l’incontro è stato franco e costruttivo e ha permesso di acquisire elementi di chiarimento. L’Anci ha confermato la volontà di continuare, come è stato in questi mesi, una relazione positiva con il governo per affrontare i temi aperti con l’obiettivo di cercare soluzioni condivise”. “Si è affrontato il problema delle Città metropolitane – ha aggiunto il presidente Anci – confermiamo l’intesa sottoscritta sul riparto dei tagli, ma abbiamo sottolineato come sia particolarmente oneroso per Roma, Firenze e Napoli. Abbiamo chiesto di ridiscutere non la ridefinizione dell’accordo ma su come ridurre l’impatto di questi tagli” su queste tre città”. Per quanto riguarda le grandi città il premier Renzi ha confermato l ‘impegno del governo sugli investimenti previsti con la legge di stabilità e con lo sblocca Italia, relativi al completamento delle linee della metropolitana. “Oggi con il premier Renzi abbiamo affrontato il tema riguardante la selva di vincoli ordinamentali sulla gestione delle nostre città, che riguardano anche le qualifiche del personale. Insomma, tutta una serie di norme che rendono faticosa la gestione delle città”, ha concluso Fassino che incontrerà nuovamente renzi la prossima settimana.

Per contrastare eventuali “lupi solitari” del terrorismo internazionale e possibili azioni dimostrative da parte di gruppi anarchici-antagonisti
L’allarme lanciato nei giorni scorsi dai servizi segreti italiani riguarda la possibilità di attentati da parte di “lupi solitari” del terrorismo internazionale e possibili azioni dimostrative da parte di gruppi anarchici-antagonisti. L’ostensione della Sindone – insieme con l’Expo milanese e l’anno santo romano – è certamente un evento tale da destare preoccupazioni. Il direttore dell’Aisi (agenzia informazioni e sicurezza interna), Arturo Esposito, ha dichiarato che l’attenzione dell’intelligence è elevata sugli eventi che nei prossimi mesi porteranno in Italia milioni di visitatori. La Prefettura di Torino è già al lavoro per garantire la sicurezza dei pellegrini e dei torinesi. Oltre ai contingenti della Taurinense, che da tempo presidiano gli obiettivi sensibili e alle forze dell’ordine, in occasione della visita che Papa Francesco effettuerà il 20 e 21 giugno a Torino sarà costituita una forza temporanea di circa 200 operatori di Polizia locale di vari Comuni piemontesi.
Una delibera della Giunta regionale, approvata su proposta dell’assessore alla Polizia locale, Giovanni Maria Ferraris, consentirà al Comando di Polizia locale del Comune di Torino di coordinare e garantire gli interventi che si renderanno necessari sul territorio, in particolar modo quelli relativi alla viabilità ed alla sicurezza. L’intesa ripete le esperienze più che positive già sperimentate in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e dell’80a. Adunata nazionale degli Alpini di Cuneo nel 2007. “Un atto di virtuosa collaborazione tra la Regione e gli enti locali – commenta l’assessore Ferraris – soprattutto considerando che la visita del Santo Padre porterà a Torino milioni di visitatori. Gli operatori del contingente, cui vanno fin da ora il mio apprezzamento per la disponibilità e il mio personale ringraziamento, saranno prevalentemente impiegati per servizi relativi alla polizia stradale ed al controllo delle attività commerciali, garantendo un importante e necessario supporto“.


L’appello a tranquillizzare gli animi cercando un dialogo tra le parti è stato infatti sottoscritto da una trentina di rappresentanti di organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e istituzioni locali
Il movimento No Tav aveva respinto con sdegno l’invito alla “pacificazione” sullo spinoso tema della Torino-Lione: ma non tutti in val Susa sono contrari alla proposta lanciata dal dg di Telt -Tunnel Euroalpin Lyon Turin, Mario Virano. L’appello a tranquillizzare gli animi cercando un dialogo tra le parti è stato infatti sottoscritto da una trentina di rappresentanti di organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e istituzioni locali riuniti nella sede della società che si occupa della costruzione e della gestione dell’ alta velocità ferroviaria. “La Tav è un’opportunità che si concretizza – si legge nel documento firmato – attiviamoci per superare i conflitti e per lo sviluppo del territorio”.
(Foto: il Torinese)


L’opera, nel suo complesso, ha richiesto un investimento – progettazione e allestimenti finali compresi – di circa mezzo miliardo di euro
Sopravvissuto alle polemiche degli ambientalisti, il grattacielo di Intesa Sanpaolo apre oggi ufficialmente. Il gruppo bancario ha un nuovo centro direzionale che svetta all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Inghilterra, nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria alta velocità di Porta Susa. Lo scorso dicembre i primi dipendenti del gruppo – un centinaio – hanno iniziato a viverlo e ora, con circa 2.000 persone, l’insediamento è al completo. La torre, struttura trasparente in cristallo e acciaio chiaro, occupa una superficie di 7.000 metri quadrati ed è alta 166 metri, poco meno della Mole Antonelliana simbolo della città. “Alcuni dei 44 piani dell’edificio (38 fuori terra), collegati da 17 ascensori, – informa la banca – sono aperti alla fruizione pubblica, a conferma di un legame storico tra banca e territorio, che risale al 1563, e che oggi si rinnova e si innova”. L’opera, nel suo complesso, ha richiesto un investimento – progettazione e allestimenti finali compresi – di circa mezzo miliardo di euro di cui 2,5 milioni per la riqualificazione del Giardino Grosa, l’area verde pubblica situata tra il grattacielo e il Palazzo di Giustizia di Torino. Alle 19 la struttura apre al pubblico.
QUALCHE DATO SULL’EDIFICIO
– In meno di cinque anni diventa realtà il progetto primo classificato in una gara tra sei dei più qualificati studi di architettura al mondo
– Completa anche la riqualificazione della vicina area verde comunale e delle vie di accesso laterali
– Investimento di circa mezzo miliardo di euro, progettazione e allestimenti interni compresi
– Edificio unico per sostenibilità ambientale e innovazione architettonica: rivestimento in vetro “doppia pelle” meccanizzato tra i più grandi al mondo, alimentazione geotermica e illuminazione a led, serra bioclimatica, appoggio dei carichi su sei megacolonne, auditorium “sospeso” a configurazione interna variabile
– Moderni e funzionali spazi di lavoro per circa 2.000 dipendenti Intesa Sanpaolo, compresa l’alta dirigenza del gruppo
– Interi piani destinati ad aree ricreative e di servizio aperte al pubblico Tre piani di parcheggi interrati; raggiungibile in treno e con i principali mezzi
di trasporto cittadini, metropolitana compresa
– Costi per la gestione immobiliare e la mobilità dei dipendenti Intesa Sanpaolo razionalizzati grazie alla dismissione delle sedi cittadine non di proprietà


Giovedì, “the day before”, si terrà un’assemblea del personale del Gruppo Fs e dell’indotto ferroviario. Ma il presidente della Regione Sergio Chiamparino replica piccato: “Andiamo avanti sulla strada tracciata”
Poveri pendolari, occhio alla data: i lavoratori della Divisione Passeggeri piemontese di Trenitalia faranno sciopero venerdì, dalle 9 alle 17. Si oppongono alle “nuove procedure di gara del Trasporto regionale e alla costituzione della newco Trenitalia-Gtt”. Così l’utenza piemontese, già inferocita per i treni spesso da terzo mondo, si troverà alle prese con nuovi disagi. Lo sciopero, proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Fast e Orsa, interessa 2.500 addetti dei settori officina, mobile, manutenzione, biglietteria e uffici. Giovedì, “the day before”, si terrà un’assemblea del personale del Gruppo Fs e dell’indotto ferroviario. Ma il presidente della Regione Sergio Chiamparino replica piccato: “Andiamo avanti sulla strada tracciata, mantenendo molto ferma la rotta che abbiamo scelto. Le nostre non sono decisioni frutto di improvvisazione o per fare cassa, ma sono scelte precise che hanno l’unico obiettivo di migliorare le procedure competitive, le uniche che conosco per capire chi possa fare meglio a prezzo uguale o minore. Non mi sembra inoltre che dalle organizzazioni sindacali siano arrivate proposte alternative al lasciare tutto così com’è”
Enotavola, dove il Barolo è di casa
Un servizio pensato per un pasto veloce, ma curato, capace di soddisfare anche i palati più esigenti in un ambiente coinvolgente e rilassante. Ogni giorno la carta vi permette di poter scegliere il classico tagliere di salumi e formaggi come antipasto, un paio di primi e altrettanti secondi. Un menu raffinato e stuzzicante accompagnato da vini prestigiosi
Una presenza “storica” in città. situato nel cuore di Torino, in via Andrea Doria 7, la “Casa del Barolo” si estende per 400 metri quadrati su due piani. Il locale offre la possibilità di poter scegliere fra oltre 1000 differenti, vini liquori e distillati provenienti dai più importanti produttori. Vi si possono trovare inoltre specialità gastronomiche regionali, nazionali e internazionali. Statene certi: qui c’é il vino perfetto da abbinare al vostro piatto del momento o semplicemente potrete divertirvi scegliendo un vino prestigioso, così da stimolare ed appagare i vostri sensi. Passione, professionalità, attenzione e competenza sono ciò su cui i clienti possono fare affidamento per il loro acquisti.
Dalla casa madre è nata più recentemente Enotavola, raffinata ed accogliente, location ideale per una pausa pranzo all’insegna del relax, del buon cibo e dei vini prestigiosi: è la Casa del Barolo in Via Perugia 26, di cui vogliamo parlare più diffusamente. Un servizio pensato per un pasto veloce, ma curato, capace di soddisfare anche i palati più esigenti in un ambiente coinvolgente e rilassante. Ogni giorno la carta vi permette di poter scegliere il classico tagliere di salumi e formaggi come antipasto, un paio di primi e altrettanti secondi. Un menu raffinato e stuzzicante che varia ogni settimana e che si chiude sempre con una selezione di dessert.
La carta dei vini è il pezzo forte: avendo accanto il magazzino, è sempre assicurata un’ampia selezione che comprende i vini più prestigiosi e, ovviamente gli champagne. Si può sorseggiarne anche solo un calice. Il dehors nel cortile (Enotavola è ospitata in una struttura di vera e propria archeologia industriale) è una bomboniera silenziosa e fresca, ideale anche per sorseggiare un aperitivo, accompagnandolo da una varietà di amuse-bouche irresistibili. La scelta di etichette è vastissima e per un acquisto azzeccato ci si può affidare ai consigli dello staff. La sera dopo l’aperitivo, il locale su prenotazione per eventi e cene private. Nell’arco del mese, inoltre, si organizzano serate a tema con un menu già prestabilito con la possibilità di poter abbinare i vostri vini preferiti o scoprirne di nuovi.
Casa del Barolo
Via Andrea Doria, 7 – 10123 Torino
Tel. +39 011 532 038
Fax +39 011 546 875
Orario
Lunedì 15:00 – 19:30
Martedì / Sabato
10:30 – 14:00 15:00 – 19:30
Enotavola
Via Perugia, 26 – 10152 Torino
Tel. +39 011 287 6272
Fax +39 011 287 6064
Orario
Lunedì / Venerdì 9:30 – 21:30
(Foto: il Torinese)

Dice Corrado Alberto, presidente Api: “e’ evidente che le tensioni internazionali generano incertezze nei mercati, insicurezza negli scambi con talune aree del globo, difficolta’ ad effettuare previsioni e programmi“
In Piemonte le piccole e medie imprese riescono a resistere (almeno in parte) alle pesanti ripercussioni delle crisi internazionali. A incidere sono soprattutto gli effetti dei conflitti in corso nei Paesi Arabi: il 20% circa delle aziende ha gia’ subito danni e di queste il 6,3% in maniera diretta). Sono i dati che emergono da un sondaggio effettuato dall’Api Torino. Tra le ripercussioni negative si riscontrano la perdita commesse, il calo del giro d’affari, le difficolta’ nella consegna delle merci. Il 13,8% degli imprenditori si sente minacciato dalla attuale situazione geo-politica internazionale. “Oltre a tutto questo – dice Corrado Alberto, presidente Api – e’ evidente che le tensioni internazionali generano incertezze nei mercati, insicurezza negli scambi con talune aree del globo, difficolta’ ad effettuare previsioni e programmi di investimento che, alla lunga, potrebbero accrescere le difficolta’ e precludere canali di sviluppo importanti e interessanti. Esistono comunque possibilita’ di sviluppo in molti Paesi inesplorati dal punto di vista commerciale e produttivo, ma che le imprese possono raggiungere solo con una adeguato accompagnamento in grado di far affrontare loro l’incertezza di un mercato sconosciuto”.

Una valanga di iscritti per Tuttadritta e Vivicittà. Pienone di visitatori al Museo del Risorgimento e alla mostra di Tamara De Lempicka a Palazzo Chiablese. Code per salire sulla Torre SanPaolo e a Pralormo una giornata a contatto con la natura a Messer Tulipano