Si è tenuto, presso il Liceo Classico e Musicale Cavour di Torino, il secondo incontro di sensibilizzazione al voto sul referendum sulla giustizia, rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori.
Al dibattito hanno preso parte la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando, schierata per il No, il Dottore in Giurisprudenza Riccardo Citta e l’Avvocato Alberto De Sanctis per il Sì, e il Magistrato Fabrizio Torelli per il No.
L’introduzione generale è stata affidata a Jacopo Geromin, designer politico e studente di comunicazione politica, che ha presentato i temi centrali della consultazione. A moderare il dibattito è stato il debater Alessandro Cardillo.
L’evento si è svolto in un clima pacato, concreto e civile, dimostrando come una politica capace di dialogo e confronto rispettoso sia non solo possibile, ma anche efficace, attirando i giovanissimi.
A sottolinearlo è anche Mattia Ricciardi, a capo della gestione del collettivo del liceo: “Ho assistito con piacere al dibattito sul referendum tenutosi al Liceo Cavour, la mia scuola. È stato senza ombra di dubbio un momento altamente formativo che ha visto opinioni, seppur contrastanti fra loro, venir espresse con una civiltà ed educazione impressionante. Inoltre gli ospiti sono riusciti a tenere l’attenzione di circa un centinaio di partecipanti sempre alta, tant’è che nel finale vari studenti hanno rivolto le proprie considerazioni, domande e perplessità”.
Sulla stessa linea anche Gabriele Santero, rappresentante di istituto, che ha evidenziato il valore didattico dell’iniziativa: “Il dibattito relativo al referendum, tenutosi questa mattina durante l’assemblea d’istituto presso il Liceo Classico e Musicale Cavour, si è rivelato istruttivo, stimolante e, cosa fondamentale, accessibile a un pubblico vasto. Questo risultato è stato ottenuto mediante l’impiego di un linguaggio tecnico accurato e, al contempo, scorrevole, privo di terminologia eccessivamente elaborata”.
Soddisfazione anche da parte di Jacopo Geromin, che ha dichiarato: “Questi incontri dimostrano quanto i ragazzi abbiano voglia di capire, di informarsi e di partecipare, se messi nelle condizioni giuste. Parlare di referendum e di giustizia nelle scuole, con linguaggi chiari e punti di vista diversi, è un investimento sulla qualità della nostra democrazia e sul futuro della partecipazione civica”.
L’evento si inserisce infatti in un progetto più ampio di sensibilizzazione politica su scala cittadina, ideato da Jacopo Geromin, pensato per avvicinare le nuove generazioni ai grandi temi del dibattito pubblico, promuovendo spirito critico, ascolto e consapevolezza del valore del voto.
Certo, effettivamente fa un certo effetto registrare l’esaltazione del “razzista” o fascista” o
Giungono da tutta Italia, anche dall’estero, gli auguri per i novant’anni di Jas Gawronski, giornalista famoso, deputato europeo del Pri e poi di Forza Italia, Senatore della Repubblica che sarebbe stato giusto nominare senatore a vita. E’ uomo libero che è stato amico di Papa Wojtyla, di Giovanni Agnelli e di Silvio Berlusconi , ma ha sempre saputo mantenere la sua indipendenza di giudizio inalterata. E’ amico di Giuliano Ferrara, senza condividerne gli estremismi. E’ stato molto amico di Enzo Bettiza che lo iniziò al giornalismo e ha deciso di lasciare i suoi libri in dono alla storica Biblioteca dei Chiostri di Ravenna che ha già ricevuto quelli di Bettiza. Un gesto molto importante apprezzato dal presidente Antonio Patuelli.


Dopo il secondo terribile sabato vissuto da Torino chi ha deciso di impegnarsi per il bene comune deve interrogarsi su Torino, come sta e dove potrebbe andare. Ieri sera su una TV nazionale è’ stato detto che Torino è’ una Città depressa. Che si amministri una Città o una azienda, la domandona che periodicamente le persone e gli amministratori seri dovrebbero farsi e’ “Torino sta meglio di 4 anni e 4 mesi fa quando si tennero le ultime elezioni comunali? Purtroppo no! Ieri il Segretario della UIL ci spiegava che Torino consolida la sua posizione di Capitale della Cassaintegrazione. Io non mi stupisco perché nel 2008 sono stato il primo a denunciavo che la nostra economia cresceva meno della media nazionale e che il PIL procapite si stava abbassando, senza che la Bresso e Chiamparino si scomponessero. Castellani continua a dare interviste entusiaste e nessun giornalista gli fa notare il forte impoverimento di meta’ dei cittadini torinesi. Per capirci , nel 2003 il PIL procapite del Piemonte era 120 sulla media europea di 100. Oggi siamo sotto i cento , quindi siamo sotto la media europea pur essendo la economia italiana la terza economia d’Europa. Se la media è 100 vuol dire che in Barriera di Milano siamo a 50. Eppure in questi anni in Barriera non è arrivato nessun intervento che invertisse la tendenza economia. Ciò malgrado gli importanti interventi assistenziali delle Parrocchie, delle Fondazioni bancarie. Ho incontrato sul treno una Signora della Fondazione Sanpaolo e mi ha elencato tanti importanti interventi e io ringrazio. Il punto però è che la assistenza, anche quella migliore, non cambia strutturalmente la vita delle famiglie. Nessuno che si pone la domanda su come possa vivere il 45-47% dei torinesi che non riesce a risparmiare. La politica a differenza delle Istituzioni di carità deve cercare di migliorare strutturalmente la condizione di vita dei più deboli. Ecco perché Paolo VI diceva che la politica è il più grande gesto di carità. Solo l’arrivo di nuovi posti di lavoro cambia strutturalmente la condizione delle persone e delle famiglie. La precarietà molte volte denunciata dalla Fondazione Rota, zittita perché elencando i problemi dava fastidio ai Sindaci , o dalla Chiesa e la cassa integrazione che interessa alcune decine di migliaia di famiglie da anni e anni hanno ridotto gli introiti in modo considerevole. La metà della Città che stava male quando nel 2012 per la prima volta lo denunciò Mons. Cesare Nosiglia, oggi sta peggio. Lo dico a tante anime belle progressiste che continuano a votare amministrazioni che non riescono a migliorare la vita per la metà della Città che fa fatica. Chi nelle amministrazioni e nel sindacato non ha difeso come hanno fatto gli spagnoli il nostro settore industriale, la più grande filiera industriale italiana e europea, ha contribuito al declino economico di Torino. Un declino soffice e morbido nei maglioni di cachemire della “gauche caviar” ma molto difficile e problematico per chi abita nei Quartieri svantaggiati. Eppure non passa giorno che non venga fuori qualche notizia sulle difficoltà in Barriera e Aurora. Il turismo va benissimo ma dà alla economia cittadina un valore aggiunto di un terzo rispetto alla industria. Occorre cambiare obiettivi e priorità . Occorre puntare sui settori dove c’è più innovazione per riuscire a convincere i ragazzi che arrivano da fuori a studiare al nostro Politecnico a fermarsi qui a costruirsi un futuro. Sarebbe il più bel modo di ringiovanire la nostra Città come si fece negli anni sessanta quando arrivavano dal Sud e dal Nord est a cercare lavoro e benessere e grazie a Dio lo trovarono. Ecco perché a un anno dalle prossime elezioni amministrative il tema è come cambiare la musica in Municipio, per difendere l’industria , per spingere sulla innovazione che la IA apporterà” alla industria della mobilità. Perche’ la domanda di mobilità aumenterà ancora, sarà diversa , ma crescerà e nessuno al mondo pensa come qualcuno pensa a Torino che l’industria dell’auto si finita. Occorre puntare sulla informatica e sulla digitalizzazione e sul settore aerospaziale. L’aria nuova del cambiamento in Comune porterà una spinta e entusiasmo. La sinistra, è ora che i giornali torinesi lo capiscano, ha finito da tempo la sua spinta propulsiva e in più ora ha a sinistra un componente, AVS, troppo vicina all’estremismo violento. La lista ispirata dal sistema Torino potrà appoggiare un Giunta dove i voti di AVS sono determinanti? L’ UDC vuole recuperare la migliore tradizione di governo che a livello nazionale porto’ al Boom economico e a Torino con Peyron e il prof. Grosso portò alla rinascita della Città più bombardata. La stagione di Italia 61 non ha avuto eguali a Torino perché portò lavoro vero e benessere e ciò è talmente vero se pensiamo come gli ultimi Sindaci abbiano assistito al degrado del Palazzo del Lavoro senza far nulla. Le Olimpiadi del 2006 certo hanno dato una notorietà internazionale nuova e importante ma il contributo alla crescita economica della Città è’ stato decisamente inferiore. L’Aria nuova porta freschezza di idee e sogni nuovi. Noi UDC abbiamo la sensibilità umana e sociale che ci fa sentire nostre le difficoltà della metà della Città che sta male (ecco perché avevamo proposto di portare il Centro della IA in Barriera), ecco perché il nostro impegno e il nostro programma verrà’ discussi nei Quartieri dove cercheremo forze nuove per rilanciare la Città cui l ‘Italia deve la sua Unità e deve l’industria del 900. Ci rivolgiamo ai quarantamila della grande Piazza Castello SITAV che quel giorno dissero NO alla Decrescita.
Poche righe per la morte a 95 anni del giudice Corrado Carnevale, presidente della prima sezione della Corte di Cassazione dove giunse a 55 anni, il più giovane in assoluto in Cassazione. Giorgio Bocca lo definì “ l’ammazzasentenze” perché bocciava sentenze fatte male che contenevano errori e carenze di motivazione. La Cassazione ha questo compito nell’annullare sentenze inadeguate e Carnevale lo ha svolto con diligenza e indipendenza , augurandosi inutilmente che la qualità delle sentenze migliorasse, come mi disse una volta. Aveva la schiena diritta e dopo l’assoluzione, già in pensione , pretese di recuperare gli anni perduti, ottenendo la reintegrazione nel grado e nella funzione. Fu un magistrato esemplare vincolato solo alla legge. Non si lasciò mai invischiare nella politica come capitò ad altri giudici anche di Cassazione. A lui accomuno almeno in parte un altro insigne magistrato, Filippo Mancuso, che fu ministro con Dini, dimissionato a forza per il suo spirito libero. In politica Mancuso commise errori, ma si ritirò a vita privata. Carnevale seppe invece essere coerente con sè stesso e venne odiato perché mise in evidenza i limiti inaccettabili dei magistrati dalla condanna facile, ma caratterizzati da un incompetenza tecnico – giuridica disarmante che Carnevale non esitò a censurare. Oggi balzano fuori nella loro ignoranza e malafede anche i giornalisti che lo crocifessero.