POLITICA- Pagina 68

Montaruli (FdI): “L’imam Shahin deve essere espulso”

“L’imam Shahin deve essere espulso e per questo presenterò  un esposto in procura sulla moschea Omar e il suo Imam Shanin, già destinatario di un provvedimento di espulsione del Viminale. Le motivazioni dell’ordinanza della Corte d’appello con cui  l’imam è tornato in libertà già presentavano lacune, non avendo profili di novità, e risultando totalmente carenti circa le aderenze con la fratellanza mussulmana: ora sono totalmente superate alla luce di ulteriori elementi. L’intercettazione nell’ambito dell’inchiesta di Genova che vede coinvolto, anche se non indagato, l’imam della moschea di Via Saluzzo getta  infatti ombre inquietanti che rafforzano le motivazioni dell’espulsione, da  chiarire anche sul profilo penale, e danno contezza dei rapporti del soggetto apprezzabili alla luce  di elementi di pericolosità per la nostra sicurezza nazionale. Il ruolo di guida della moschea e le attività da quest’ultima intrattenute sono oggetto degli elementi che sottopongo all’attenzione dell’autorità giudiziaria nell’esposto, affinché verifichi in maniera più approfondita i contatti con tutti i soggetti indagati ed in particolare con Hannoun, principale soggetto sottoposto alla misura cautelare per la rete di finanziamenti ed il sostegno ad Hamas. Ciò che è certo è che a seguito di questa inchiesta chi invocava attività di beneficienza a sostegno della liberazione di Shahin non potrà più farlo ed anzi deve delle spiegazioni: ora vogliamo i nomi di coloro che hanno effettuato i bonifici alle associazioni coinvolte nell’ambito dell’inchiesta di Genova nonché un chiarimento del ruolo della moschea guidata dal sedicente Imam Shahin nella rete di finanziamenti che partivano dall’Italia”.
Così Augusta Montaruli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Hamas, Zangrillo: “Chi sostiene il terrorismo è un terrorista”

“Ancora una volta emerge con chiarezza un dato che non può più essere ignorato: dietro una retorica sedicente umanitaria e slogan di solidarietà strumentalmente utilizzati a fini politici, si celano in realtà strutture organizzate che alimentano e sostengono il terrorismo. La propaganda pro-Pal, quando diventa copertura ideologica e finanziaria per gruppi terroristici, smette di essere espressione di opinione e diventa complicità. Nascosto da una presunta attività umanitaria si nascondeva un sistema strutturato di raccolta e trasferimento di risorse economiche a favore di un’organizzazione terroristica responsabile di violenze, morte e destabilizzazione. È un tradimento inaccettabile dei valori di solidarietà e di convivenza civile su cui si fonda il nostro Paese. L’eccellente lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura dimostra che l’Italia non abbassa la guardia e continuerà a colpire senza esitazioni ogni rete di sostegno al terrorismo, ovunque essa si annidi”. Così il Ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, in merito ai nove arresti in seguito ai finanziamenti ad Hamas. Il Ministro ha poi concluso: “Chi finanzia il terrorismo è parte integrante della minaccia alla sicurezza nazionale. Non esistono attenuanti, zone grigie o ambiguità: sostenere economicamente un’organizzazione terroristica significa essere terroristi. Lo Stato risponderà con la massima fermezza. Nessuna tolleranza né indulgenza verso chi utilizza il nostro territorio, le nostre leggi e la buona fede dei cittadini per alimentare odio e violenza”.

La leadership a sinistra? Un mistero

LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

Al di là della simpatia o meno per questo campo politico, è indubbio che c’è un aspetto
misterioso che non è affatto secondario all’interno della coalizione di sinistra e progressista. E
cioè, detto con parole semplici, ma chi è – o chi sarà – il leader dell’alleanza alternativa al centro
destra? Posta così, la risposta è persin troppo semplice da offrire. Ovvero, “si deciderà al
momento opportuno”. Giusto e sacrosanto. Però non credo che il candidato a Premier di una
coalizione sia una sorta di caccia al tesoro. Cioè, qualunque sia la scelta si riduce ad essere una
variabile indipendente ai fini del progetto politico complessivo dell’alleanza stessa. Non lo è per la
semplice ragione che il profilo politico, culturale e programmatico del leader della coalizione non
può solo essere il frutto e la conseguenza della improvvisazione, della casualità e della sfrenata
ambizione dei singoli. E questo perchè, almeno stando al pallottoliere, l’ultimo in ordine di
apparizione è Ernesto Maria Ruffini, meglio conosciuto come “mister tasse”. Parliamo di una
persona che si è candidata recentemente e direttamente a Presidente del Consiglio in virtù di
strane e misteriose legittimazioni e a prescindere da qualsiasi valutazione politica. Cioè parliamo
di una persona che fonda un suo movimento, lo presenta qua e là ai suoi amici e, con un tocco
magico, si sente già seduto direttamente a Palazzo Chigi.
Ora, ho fatto l’esempio concreto di questo Ruffini per avanzare una sola riflessione politica. E
cioè, se si vuole recuperare consenso e credibilità alla politica è possibile che uno si sveglia al
mattino e pensa di essere il candidato più adatto per governare gli italiani? Ma passa attraverso
queste modalità la selezione di una classe dirigente, e di governo, autorevole, qualificata,
rappresentativa e realmente credibile? Sarebbe questa la strada più congeniale per replicare e
controbattere la deriva “dell’uno vale uno” di grillina memoria?. Insomma, detto con parole più
semplici, la politica come potrebbe diventare più credibile e più seria e incentivare la
partecipazione dei cittadini al voto e alla vita politica stessa se questi sono i meccanismi concreti
per raggiungere e conquistare il potere? Sarebbero queste, cioè, le pratiche di rinnovamento, di
cambiamento e di discontinuità da introdurre come alternativa più credibile e più seria rispetto
all’attuale coalizione di governo?
Per queste ragioni, semplici ma soggettive, credo sia necessario richiamare un principio di banale
buon senso. E cioè, il candidato a Premier di una coalizione – di per se stessa plurale e composita
al suo interno – rappresenta il punto di riferimento per eccellenza del profilo politico e
programmatico della coalizione stessa. Come si può, per citare sempre questo Ruffini, sostenere
che Elly Schlein, segretaria del principale partito della sinistra italiana e candidata naturale a
rappresentare la guida dell’alleanza di sinistra e progressista, è del tutto “inadeguata” al ruolo di
Premier in una coalizione dove il suo partito rappresenta quasi il 50% di quel cartello elettorale? E
sentirselo dire da uno che non ha mai avuto e che non ha un partito alle spalle, che non ha mai
fatto attività politica se non ricoprire ripetuti ruoli di sottogoverno e ben retribuiti, che non si è mai
confrontato con il corpo elettorale ma che si sente, in virtù di una legittimazione misteriosa, del
tutto legittimato a rappresentare gli italiani?.
Ecco perchè, forse, sarà opportuno riscoprire sino in fondo il vecchio monito di Pietro Scoppola
per rilanciare e riscoprire l’importanza e la serietà della politica. E cioè sapere unire, in ogni
momento e in ogni fase politica, “la cultura del comportamento con la cultura del progetto”. Vale
per tutti, credo, ma soprattutto per i parvenu che si credono i nuovi salvatori della patria.

Bartoli (Lista  Cirio): “Approvati 8 emendamenti al PSSR”

Su autopsia virtuale, metodo Feldenkrais e maggiori servizi per aree decentrate e montane, come il Canavese

Il Consiglio regionale ha approvato otto emendamenti al PSSR 2025-2030 presentati da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione Ambiente.

«Ci tengo in modo particolare – spiega Bartoli -, a una serie di emendamenti dedicati ai servizi territoriali, per offrire alle zone non densamente popolate opportunità adeguate di presa in carico e cura: grazie ai miei emendamenti vengono previste regole chiare di funzionamento per le case di comunità, in modo che il loro funzionamento sia omogeneo su tutta la regione. Un secondo emendamento introduce la possibilità di utilizzare unità sanitarie mobili, ambulatori itineranti, telemedicina e diagnostica di primo livello diffusa, strumenti già esistenti e già sperimentati. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale, ridurre le disuguaglianze territoriali e assicurare che il diritto alla salute sia uguale per tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive. Un terzo atto prevede invece il rafforzamento del ruolo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità nelle aree disagiate, Ho previsto inoltre il coinvolgimento dei Comuni e degli Enti gestori dei servizi socio-assistenziale al momento della definizione dei Piani delle Attività Territoriali e il r afforzamento dei servizi di salute mentale nei distretti periferici».

“Con due emendamenti separati – conclude Bartoli – introduco nel Piano Socio Sanitario regionale l’autopsia virtuale e il metodo Feldenkrais. L’autopsia virtuale consente di migliorare la qualità diagnostica, ridurre i tempi delle procedure e limitare gli spostamenti delle salme, un aspetto particolarmente rilevante per i territori lontani dai grandi centri di medicina legale. Allo stesso tempo, garantisce una maggiore tutela della dignità della persona deceduta e una maggiore attenzione alle esigenze dei familiari. Il secondo emendamento prevede uno spazio specifico per i programmi riabilitativi basati sulla neuroplasticità, tra cui il Metodo Feldenkrais, già utilizzato in diverse realtà europee come supporto ai percorsi riabilitativi tradizionali. Tale metodo ha come obiettivo il miglioramento della funzionalità motoria e della qualità della vita delle persone. L’emendamento non impone nuovi obblighi, ma consente alle Aziende sanitarie di valutare gli esiti clinici e, se efficaci, integrarli nella rete riabilitativa regionale”.

Perché Trump vuole la Groenlandia

 

Nel 2019, l’idea di Donald Trump di acquistare la Groenlandia ha fatto notizia in tutto il mondo. Ma perché un Presidente degli Stati Uniti sarebbe interessato a un’isola remota dell’Artico? La Groenlandia, pur avendo pochi abitanti, è ricca di risorse naturali come minerali e metalli rari, fondamentali per la tecnologia moderna. Inoltre, la sua posizione strategica nell’Artico ha un valore militare e geopolitico significativo.
Trump stesso ha definito l’acquisto come un “affare straordinario”, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero potuto beneficiare delle risorse e del controllo strategico dell’isola. La proposta però è stata accolta con sorpresa e rifiuto dalla Danimarca, a cui la Groenlandia appartiene, e molti l’hanno vista più come un gesto simbolico che realistico.
In sintesi, dietro l’idea di Trump c’era una combinazione di opportunità economiche, strategiche e, come spesso accade nelle sue mosse politiche, un forte impatto mediatico.

Enzo Grassano

Piccola politica di pessimo gusto

Sempre più imbronciata Giorgina Meloni. Dai, diciamocelo che un po’ di tenerezza ci fa. Il popolo vota sempre di meno ma Lei, magari in fondo rischia ancora di farcela. Ed alla fine che altro si può. Cucciola, stretta tra Trump e Zelensky che altro vorrebbe? Sulla finanziaria direi le solite cose.
L’opposizione ne “approfitta”? Assolutamente no. Il caso di Askatasuna ne è emblematico. Piantedosi batte 3 a 0 il sindaco Lo Russo. Sgombero immediato dello stabile inagibile di corso Regina. Con la domanda : ma al sindaco chi glielo ha fatto fare di infognarsi in questa vicenda. Inclusione sociale? Encomiabile ma totalmente inutile. E giù con la destra inebriata che soffia sul fuoco. Ed eccoli gli antagonisti che gongolano sulla repressione del dissenso. Mi pare, forse sbaglierò, che più che repressione del dissenso sia solo la volontà di non avere regole da rispettare. Tornando al nostro amato Sindaco si è fidato di chi non doveva fidarsi. Proprio vero che la Storia non insegna nulla.  Ogni volta che la sinistra riformista corre dietro alla sinistra sbrindellata toppa alla grande. Nel 1977 Enrico Berlinguer, oggi direi quasi venerato, definì gli antagonisti di allora piccoli untorelli. Purtroppo poco e’ cambiato tranne, cosa non trascurabile, partiti e uomini politici.
Ora c’è solo spazio per le piccole cose di pessimo gusto. Dove violenza si abbina al ridicolo per la sua totale inutilità. Purtroppo il nostro amato Sindaco Lo Russo ha toppato. Inutile girarci intorno. Ha dato credibilità a chi credibilità non aveva. Concretamente grande favore alla destra, ultimamente a corto di argomenti. Sbagliare è umano, non ammetterlo un po’ meno. Il clima continua ad essere brutto. Ed ovviamente non mi riferisco al clima atmosferico. Tra un po’ Natale e ci stiamo avvicinando ad un nuovo anno. Cerchiamo un po’ di serenità. Difficile ma almeno tentiamoci. Difficile ma non impossibile. E direi viva la famiglia. Viva la nostra famiglia sarà un modo, sicuramente parziale nel rispondere a queste brutture quotidiane.

PATRIZIO TOSETTO

Carcere “Lorusso Cutugno”, visita del Partito Radicale

Mercoledì 24 dicembre alle ore 10 presso il carcere “Lorusso Cutugno” di Torino una delegazione del Partito Radicale farà visita al penitenziario torinese. Della delegazione faranno parte Mario Barbaro del consiglio generale del Partito Radicale, Alberto Nigra già parlamentare, Claudio Desirò segretario di Italia Liberale e Popolare, Bruno Mellano già parlamentare e garante dei detenuti della Regione Piemonte. Partecipano alla visita il Presidente della Camera Penale del Piemonte e della Valle d’Aosta Avv. Roberto Capra e l’Avv. Alberto Gorga.
Al termine della visita del penitenziario torinese la delegazione incontrerà la stampa alle ore 13.
È prevista inoltre la visita al Carcere di Alessandria “San Michele” il giorno 29 dicembre con una delegazione composta da Bruno Mellano, Daniele Robotti e Paolo Giargia che entrerà nel carcere a partire dalle ore 10.