POLITICA- Pagina 669

Quel giorno sul treno al rientro dal funerale di Guido Rossa

“Compagno Guido Rossa te lo giuriamo, ogni terrorista lo denunciamo”. Per questo è stato ucciso. E’ stato ucciso per la denuncia di un terrorista rosso. Pioveva il giorno dei funerali. Pioveva a dirotto. Il cielo si toccava con la terra ed in pieno giorno era tutto buio.Tutto era amplificato. Angoscia, dolore, pianti e soprattutto rabbia. Rabbia per ‘l assassinio di un compagno, rabbia perché chi l’ aveva ammazzato diceva di essere un compagno. Sicuramente la notizia della sua morte fu un fulmine. Ma ci sconvolse. Alcuni non ne furono stupiti. Da alcuni anni nel triangolo industriale ed in particolare nelle fabbriche non si contavano morti e feriti Terrorismo rosso. Non accettavano ciò che si considerava un ossimoro. Rosso come colore politico era l’antitesi di terrorismo. Dopo l’omicidio del compagno non ci furono più dubbi. Gli assassini erano tra di noi. A Genova veniva giù il mondo. La pioggia compattava tutto e tutti. La rabbia di Luciano Lama e di Sandro Pertini, il Presidente partigiano, il primo partigiano d’Italia. Poi la granitica classe operaia genovese, gli operai dell’Italsider che si chiedevano dove avevano sbagliato, sapendo che Guido Rossa era stato lasciato solo in questa sua denuncia dei terroristi. Ed i camalli del Porto che sfilavano con i giubbotti di pelle. Era dal 1960 contro il governo Tambroni che non succedeva. Riprendemmo il treno per tornare a Torino. Qualcosa comunque non quadrava.  La verità compiuta avrebbe fugato i dubbi. Primo: non fu Guido Rossa che vide. Ma fu Guido Rossa che ebbe il coraggio di denunciare. Secondo: lo Stato non garantì un servizio di protezione. Ma ben più grave non lo garantì il Partito Comunista così come il sindacato.  Guido Rossa fu lasciato solo. Dura ammetterlo, ma la verità è rivoluzionaria. L’ assassinio aveva tragicamente determinato la svolta totale nella lotta al terrorismo rosso. Sempre sul treno di ritorno pensavo che la strada era ancora in salita. Da lì a mesi successivi ecco Dino Sanlorenzo presidente del consiglio regionale del Piemonte. Era anche Presidente del comitato antifascista. Effervescente e combattivo propose un questionario contro il fenomeno del terrorismo. Aderirono tutti ma una domanda che chiedeva se si era a conoscenza di fatti delittuosi scatenò la discussione.Chi accusava di voler incentivare la delazione. Chi è contro lo Stato è contro le Br. Addirittura ci fu chi (giovane comunista) propose di mettere ai voti questa proposta: ristampare il questionario togliendo la domanda. Non si votò perché l’imbarazzo prevalse. Anni dopo il Procuratore capo Giancarlo Caselli affermò che grazie a 54 di quelle anonime risposte si arrestarono numerosi terroristi rossi.Non c’era niente da fare. La sconfitta del terrorismo è avvenuta per il 50% con la politica e per il restante con la giustizia e la legge.Il terrorismo rosso non minava il sistema capitalistico ma minava il sistema democratico. Ed è triste che dopo 40 anni qualcuno che si dice della vera sinistra non l’abbia ancora capito.
Patrizio Tosetto

Rifondazione Comunista Torino: "No alla svendita di Unito ai privati"

“Solidarietà alle studentesse e agli studenti silenziati con forza dalla polizia”

Nella tarda mattinata di giovedì, gli studenti e le studentesse di Unito, hanno inscenato una forma di protesta contro la recente apertura nei locali dell’Univeristà di una catena internazionale di ristorazione fast food. Il falsh mob organizzato è stato duramente silenziato dalla polizia che ha allontanato con forza chi pacificamente protestava. Rifondazione Comunista  Torino sostiene le ragioni della mobilitazione, è inaccettabile che nei locali universitari venga  data concessione ai privati, mentre gli studenti e le studentesse non riescono a trovare posto nelle aule studio,  devono convivere con quotidiani disagi di affollamento e congestione delle aule, non vengono forniti locali adeguati per la ristorazione. Ci opponiamo con forza alla svendita dell’Università, frutto di anni di politiche di privatizzazione che hanno profondamente mutato i luoghi del sapere, luoghi che dovrebbero essere liberi da ogni forma di profitto e mercato.

La Segreteria Provinciale Prc

Rifondazione Comunista Torino: “No alla svendita di Unito ai privati”

“Solidarietà alle studentesse e agli studenti silenziati con forza dalla polizia”

Nella tarda mattinata di giovedì, gli studenti e le studentesse di Unito, hanno inscenato una forma di protesta contro la recente apertura nei locali dell’Univeristà di una catena internazionale di ristorazione fast food. Il falsh mob organizzato è stato duramente silenziato dalla polizia che ha allontanato con forza chi pacificamente protestava. Rifondazione Comunista  Torino sostiene le ragioni della mobilitazione, è inaccettabile che nei locali universitari venga  data concessione ai privati, mentre gli studenti e le studentesse non riescono a trovare posto nelle aule studio,  devono convivere con quotidiani disagi di affollamento e congestione delle aule, non vengono forniti locali adeguati per la ristorazione. Ci opponiamo con forza alla svendita dell’Università, frutto di anni di politiche di privatizzazione che hanno profondamente mutato i luoghi del sapere, luoghi che dovrebbero essere liberi da ogni forma di profitto e mercato.

La Segreteria Provinciale Prc

La Lega annuncia fondi per i comuni piemontesi

Dal Ministero dell’Interno oltre 52 milioni di euro per i comuni del Piemonte con meno di 20 mila abitanti. Matteo Salvini: “Coordinamento sempre più stretto con gli enti locali”. Riccardo Molinari (capogruppo Lega alla Camera): “Promessa mantenuta, e vero cambio di passo per le autonomie locali”  52,28 milioni di euro per i 1.150 comuni del Piemonte con meno di 20 mila abitanti, che potranno immediatamente utilizzarli per mettere in sicurezza strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale in genere.  Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha mantenuto appieno la promessa, e il Viminale ha già sbloccato gli stanziamenti, scrivendo a tutti i sindaci dei comuni destinatari dello stanziamento per segnalare anche la pubblicazione sul sito www.interno.gov.it di una apposita sezione con le risposte alle domande più frequenti (Faq), relative all’applicazione pratica delle norme contenute nel decreto.  ”Per le amministrazioni locali del Piemonte – afferma il Ministro Salvini – credo sia davvero una bella occasione. Voglio inaugurare un nuovo corso di sempre maggior coordinamento e dialogo tra il ministero dell’Interno e gli enti locali”.  Altrettanto soddisfatto è Riccardo Molinari, Capogruppo della Lega alla Camera, e Segretario Nazionale della Lega in Piemonte: “Una misura importantissima che segna il cambio di passo rispetto all’atteggiamento del Governo precedente, per cui le autonomie locali erano quasi un fastidio. Per noi i piccoli comuni sono presidi fondamentali sia per lo sviluppo economico che per l’identità dei territori. Soprattutto nel nostro Piemonte, la Regione con il numero più alto di piccoli e piccolissimi municipi in tutta Italia”. 


(foto: il Torinese)


Ecco il dettaglio degli stanziamenti per il Piemonte, suddiviso per province: 


Alessandria 184 comuni (7.780.000 euro complessivi) 

Asti 117 comuni (5 milioni di euro) 

Biella 73 comuni (3,28 milioni di euro) 

Cuneo 241 comuni (10,83 milioni di euro) 

Novara  84 comuni (4,05 milioni di euro) 

Torino 297 comuni (14,56 milioni di euro) 

Verbano-Cusio-Ossola 73 comuni (3,23 milioni di euro) 

Vercelli 81 comuni (3,55 milioni di euro). 

In totale, i benefici ricadranno su una popolazione di 2.262.358 cittadini piemontesi. 

Salvini sulla Tav: "Costa più non farla che farla"

/

Torna a scaldarsi il dibattito sulla Tav. Il vicepremier Salvini, senza se e senza ma, si dichiara a favore dell’opera: “sarò a Chiomonte dove le forze dell’ordine si trovano da mesi per difendere un cantiere spesso oggetto di violenze. La Tav va assolutamente fatta  anche perchè costa più non farla che farla”. E’ una rottura definitiva con M5S i cui esponenti politici continuano a sostenere che se  i costi saranno superiori ai benefici la Torino – Lione non si deve realizzare.

Salvini sulla Tav: “Costa più non farla che farla”

/

Torna a scaldarsi il dibattito sulla Tav. Il vicepremier Salvini, senza se e senza ma, si dichiara a favore dell’opera: “sarò a Chiomonte dove le forze dell’ordine si trovano da mesi per difendere un cantiere spesso oggetto di violenze. La Tav va assolutamente fatta  anche perchè costa più non farla che farla”. E’ una rottura definitiva con M5S i cui esponenti politici continuano a sostenere che se  i costi saranno superiori ai benefici la Torino – Lione non si deve realizzare.

Ex Moi, Cerutti: "Appendino e Salvini cambiano le carte in tavola"

Se il progetto diventa uno sgombero la Regione non ci sta

L’assessora regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti, interviene sul caso dell’ex Moi dopo l’incontro tra la sindaca Chiara Appendino e il ministro Matteo Salvini. “Apprendiamo che il progetto è cambiato e vorremmo che la sindaca ce lo spiegasse al tavolo interistituzionale prima del rinnovo del protocollo. Avevamo ascoltato con soddisfazione le dichiarazioni del questore che aveva rassicurato sul fatto che l’omicidio avvenuto in quel contesto non metteva a rischio la progettualità in essere. Adesso invece ci sembra di capire che la contrazione dei tempi  di liberazione delle palazzine determinerà una trasformazione del progetto. Questo diventerà uno sgombero per questioni di ordine pubblico e la Regione non ha competenze su questo fronte. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che anche il decreto sicurezza sta avendo pesanti ripercussioni sul progetto Moi, tanto che sta mettendo a rischio i percorsi di inclusione ipotizzati in precedenza per molti degli abitanti di quel complesso. Non solo, siamo convinti che il nuovo decreto legge sicurezza porterà a un  aumento dell’emarginazione e dei casi come l’Ex-Moi e anche per questo stiamo presentando ricorso alla Corte Costituzionale”.

Ex Moi, Cerutti: “Appendino e Salvini cambiano le carte in tavola”

Se il progetto diventa uno sgombero la Regione non ci sta

L’assessora regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti, interviene sul caso dell’ex Moi dopo l’incontro tra la sindaca Chiara Appendino e il ministro Matteo Salvini. “Apprendiamo che il progetto è cambiato e vorremmo che la sindaca ce lo spiegasse al tavolo interistituzionale prima del rinnovo del protocollo. Avevamo ascoltato con soddisfazione le dichiarazioni del questore che aveva rassicurato sul fatto che l’omicidio avvenuto in quel contesto non metteva a rischio la progettualità in essere. Adesso invece ci sembra di capire che la contrazione dei tempi  di liberazione delle palazzine determinerà una trasformazione del progetto. Questo diventerà uno sgombero per questioni di ordine pubblico e la Regione non ha competenze su questo fronte. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che anche il decreto sicurezza sta avendo pesanti ripercussioni sul progetto Moi, tanto che sta mettendo a rischio i percorsi di inclusione ipotizzati in precedenza per molti degli abitanti di quel complesso. Non solo, siamo convinti che il nuovo decreto legge sicurezza porterà a un  aumento dell’emarginazione e dei casi come l’Ex-Moi e anche per questo stiamo presentando ricorso alla Corte Costituzionale”.

IMMIGRAZIONE, BOETI: “QUANTO AVVENUTO AL CARA DI CASTELNUOVO CI RIPORTA AL 1938”

Sembra  di essere tornati al 1938 e a quelle leggi razziali di cui abbiamo appena ricordato l’orrore.  Bambine e bambini prelevati dalla scuola, pazienti sottratti alle cure ospedaliere, donne e uomini divisi in gruppo e caricati su un pullman. Quanto avvenuto al Cara di Castelnuovo di Porto è un fatto assolutamente inammissibile in un Paese democratico.

 .

Nino BOETI

Presidente Consiglio Regionale del Piemonte

Presidente Comitato Diritti Umani Regione Piemonte

Valsusa – Locatelli (Prc-Se): "In valle per dire due no: no al decreto (in)sicurezza, no alla repressione della lotta NoTav"

Non solo NoTav. Sabato 24 gennaio ad Avigliana, ritrovo ore 14 piazza De Andrè, la Valsusa scende in campo contro il decreto (in)sicurezza approvato di recente dal governo Lega-M5S. “Un decreto eversivo –  stando alle parole di Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino – trasformato in legge che introduce un sistema di cittadinanza duale inammissibile, che oltre a riservare un trattamento disumano e degradante nei confronti di determinate persone – i migranti, le persone più povere –  criminalizza il conflitto sociale. In ciò inasprendo politiche di esclusione e di repressione intraprese colpevolmente dai governi precedenti (vedi i provvedimenti dell’ex Ministro Minniti). I provvedimenti  varati dall’attuale maggioranza Lega-M5S non possono lasciare indifferente una Valle che ha vissuto in tutti questi anni forme inusitate di repressione e militarizzazione del territorio rivolte contro la lotta No Tav. Di una Valle che vive il dramma dei migranti abbandonati a se stessi in fuga verso la Francia. Da qui l’importanza della manifestazione di sabato a cui Rifondazione Comunista parteciperà contro il perseguimento di politiche fascistoidi che fanno solo l’interesse dei poteri dominanti ”.