Infopoint con biglietteria per le manifestazioni culturali 

È stato inaugurato  alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo, il nuovo punto informativo della Fondazione per la Cultura Torino. Situato in piazza Palazzo di Città 5/A, sarà il riferimento per ricevere informazioni e acquistare biglietti e gadget ufficiali delle principali manifestazioni culturali cittadine, tra le quali il Torino Jazz Festival, che proprio oggi apre le vendite dei biglietti per l’edizione 2026. All’appuntamento hanno partecipato anche l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e il Segretario generale della Fondazione per la Cultura Alessandro Isaia.

“L’apertura di questo nuovo spazio – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – è un segnale concreto del lavoro che come amministrazione stiamo mettendo in campo per accrescere occasioni di cultura per tutte e tutti. Sarà un luogo dedicato all’informazione e all’accoglienza per rafforzare il dialogo con le cittadine e i cittadini e con i visitatori, contribuendo a rendere sempre più accessibili le opportunità culturali del territorio e favorendo una partecipazione più ampia e consapevole da parte della comunità. In questa prospettiva, la cultura diventa un impegno condiviso, costruito insieme ai cittadini, in piena coerenza con il percorso di Torino verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033”.

“Con l’apertura dell’Infopoint e biglietteria, la Fondazione per la Cultura Torino rafforza il suo ruolo come ente attuatore delle politiche culturali della Città di Torino – dichiara il segretario generale della Fondazione per la Cultura Alessandro Isaia –. Da oggi, all’attività di promozione e vendita dei biglietti online, si affianca uno spazio fisico dedicato all’accoglienza, che permetterà di orientare meglio il pubblico, intercettare nuovi fruitori e accompagnare residenti e visitatori alla scoperta dell’offerta culturale cittadina”.

I locali, di proprietà della Città di Torino, sono stati messi a disposizione della Fondazione, che ne ha curato il restyling su progetto dell’architetto Elena Carmagnani. I lavori di riqualificazione, affidati a SECAP con progetto grafico di Tembo, hanno permesso di organizzare gli ambienti interni in aree dedicate alla biglietteria e al bookshop.

Il nuovo punto informativo di Fondazione per la Cultura Torino sarà aperto dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 18. In occasione delle manifestazioni culturali, la biglietteria sarà aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, sempre dalle 10.30 alle 18.

Fondazione per la Cultura Torino è l’ente dedicato alla progettazione, produzione e promozione delle principali manifestazioni culturali della Città di Torino. In stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, la Fondazione accompagna i numerosi progetti culturali nell’ideazione dei contenuti, nella realizzazione degli eventi, nella definizione dei modelli di sostenibilità economica e nella comunicazione. Nello specifico, la Fondazione si occupa del coordinamento delle diverse figure coinvolte nella realizzazione delle manifestazioni culturali, tra i quali direttori artistici, curatori, artisti e operatori culturali, sviluppando modelli di produzione capaci di coniugare qualità artistica, accessibilità e impatto sul territorio. La Fondazione contribuisce a rafforzare il ruolo di Torino come città della cultura, del dialogo e della progettazione contemporanea, attraverso festival, rassegne e iniziative diffuse che animano il territorio cittadino durante tutto l’anno, tra i quali spiccano il Torino Jazz Festival, MITO SettembreMusica, EXPOSED Torino Photo Festival, Biennale Democrazia e Giornate della Legalità.

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Un’edizione da record quella de La Mezza e La Dieci di Torino

Sarà un’edizione da record quella de La Mezza e La Dieci di Torino 2026, le due manifestazioni organizzate da Base Running in programma il 19 aprile, che tornano a colorare le strade del capoluogo piemontese con numeri mai raggiunti prima: oltre 7500 iscritti, a conferma della crescita costante e dell’attrattività dell’evento nel panorama podistico nazionale e internazionale. Un appuntamento che in 11 anni si è affermato ben oltre i confini italiani, attirando runner provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Spagna, Francia e Germania, e contribuendo a rafforzare il ruolo di Torino come destinazione sportiva di rilievo.

 

La partenza è fissata alle ore 8.30 da Piazza Vittorio Veneto, da cui gli atleti si muoveranno lungo un tracciato veloce e scenografico. Il percorso si sviluppa inizialmente lungo Lungo Po Diaz e Corso Cairoli, proseguendo verso Corso Vittorio Emanuele II e quindi su Corso Massimo d’Azeglio, fino all’ingresso nel sottopasso Dogliotti. Dopo il passaggio da Corso Bramante e dalla rotonda di Piazza Polonia, i runner imboccano Corso Unità d’Italia dirigendosi verso l’area sud della città e l’ingresso nel Parco del Valentino.

 

Qui il tracciato si snoda tra Viale Thaon di Revel, Viale Medaglie d’Oro, Viale Crivelli e Viale Virgilio, con l’attraversamento dell’Arco del Valentino, uno dei punti più suggestivi della gara. Il percorso alterna tratti urbani veloci a segmenti immersi nel verde, riportando poi gli atleti lungo Corso Cairoli, Via Maria Vittoria e Via Bonafous, prima di ricollegarsi a Corso Vittorio Emanuele II e Corso Massimo d’Azeglio. La seconda parte riprende l’asse verso sud con il passaggio nel sottopasso Dogliotti, lungo Corso Unità d’Italia e nell’area del Museo dell’Automobile, includendo il tratto in prossimità della passerella del Palavela e del Lingotto, prima del rientro verso il centro. Gli ultimi chilometri si sviluppano ancora tra i viali del Parco del Valentino, come Viale Revel e Viale Virgilio, per poi costeggiare il Po su Lungo Po Diaz e rientrare nel cuore cittadino attraverso Via Principe Amedeo, Via Accademia Albertina e Via Po, fino al traguardo in Piazza Vittorio Veneto.

Già annunciati i primi tre top runner: il kenyano Jacob Kosgei Kipkorir che correrà con il pettorale nr. 1 (personale 1h00’22”), con il nr. 2 il kenyano Simon Dudi Ekidor (personale 1h01’23”) e dal Burundi, con il pettorale nr. 3, Jean Marie Vianney Nyiomukiza (personale 1h01’45”)

Elemento distintivo dell’edizione 2026 è la medaglia ufficiale, un omaggio autentico all’identità torinese. Protagonista è il Turet, la storica fontanella verde che da oltre 160 anni caratterizza i marciapiedi cittadini. Dal 1862 disseta chiunque ne abbia bisogno ed è diventato per i runner un punto di riferimento costante, un alleato durante gli allenamenti e lungo ogni uscita. Da questo simbolo nasce il concept della medaglia, che unisce il verde torinese, lo skyline cittadino e la scarpa da corsa, trasformando il riconoscimento finale in un racconto visivo del legame profondo tra Torino e la corsa.

 

“Aver superato la quota dei 7500 iscritti – dichiara l’Assessore allo Sport Domenico Carretta – racconta di quanto questo evento sia entrato nel cuore della città e nel panorama internazionale dei grandi appuntamenti sportivi. Correre tra le nostre strade, passando per il parco del Valentino fino al traguardo di piazza Vittorio, significa trasformare la fatica in stupore, lasciando che la bellezza di questa città detti il ritmo fino all’arrivo. Ma il valore più profondo di questa edizione risiede nelle storie che ospiteremo: la presenza di Damiano, a un anno dal trapianto, e la straordinaria vitalità di Giuseppe, che a 90 anni continua a correre, ci ricordano che lo sport è il più potente strumento di rinascita e di riscatto”.

 

Lungo le strade della Mezza di Torino non scorrono solo chilometri: si intrecciano storie, emozioni e percorsi di vita che rendono questa gara unica.  Tra queste, quella di Damianoche correrà a un anno dal suo trapianto di cuore. Cinquant’anni, una miocardite fulminante e il trapianto come unica possibilità di salvezza. La corsa amatoriale fa parte della vita di Damiano da sempre, ed è ora un aiuto fondamentale per il suo recupero dopo l’intervento. Insieme a lui corrono i medici delle Molinette che lo stanno curando e il professor Mauro Rinaldi, Direttore del Centro Trapianti di Cuore e Polmone dell’AOU Città della Salute e della Scienza e Presidente della Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti, ente che lavora per sensibilizzare le persone sull’importanza della donazione di organi, tessuti e cellule, senza la quale i trapianti non sarebbero possibili. Quella di Damiano è una testimonianza di forza e rinascita che assume un significato ancora maggiore proprio in occasione del 19 aprile, Giornata Nazionale della donazione e trapianto 2026, diventando un messaggio di speranza e di fiducia per tutti.

Accanto a lui, un’altra storia straordinaria è quella di Giuseppe Damatoche ha compiuto 90 anni lo scorso 9 gennaio. Nato a Torino il 9 gennaio 1936, Giuseppe ha coltivato per tutta la vita una grande passione per il ciclismo, disciplina nella quale ha militato nelle categorie esordienti, allievi, dilettanti e veterani. In sella alla sua bicicletta ha compiuto imprese significative, come il viaggio da Torino a Napoli andata e ritorno, e ha affrontato tutti i passi dolomitici, tornando nei luoghi della sua infanzia a Cortina, dove era sfollato durante la guerra. A 73 anni ha iniziato a correre, senza più fermarsi: ha già portato a termine 15 maratone e quella di Torino sarà la sua 23ª mezza maratona, esempio concreto di passione e longevità sportiva.

 

La Mezza e la Dieci si corrono il 19 aprile ma la festa inizierà già giovedì 16 aprile con un allenamento gratuito aperto a tutti, in collaborazione con Mizuno che darà ai partecipanti di testare le scarpe, per prepararsi alla gara e con un party. venerdì e sabato in Via Lagrange angolo via Soleri sarà allestito il Race Village, che domenica si sposterà in Piazza Vittorio.  E proprio nel Race Village gli atleti avranno a disposizione i fisioterapisti dell’Ospedale Koelliekr, nel pre e post gara.

 

L’evento è realizzato con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte, con il supporto degli sponsor Crai, Mizuno, Acqua Mood, 3 Power, Reale Mutua e Powerade, partner che contribuiscono a rendere possibile una manifestazione sempre più partecipata e di respiro internazionale, capace di coniugare sport, partecipazione e valorizzazione del territorio, trasformando la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Charity partner dell’iniziativa Sport Senza Frontiere che nasce nel 2011 con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e la disuguaglianza sociale, attraverso progetti che utilizzano lo sport come strumento di inclusione, crescita armonica ed emancipazione di minori a rischio e/o in situazione di povertà ed emarginazione sociale.

www.baserunning.it

Incidente tra auto sulla Pedemontana: morta una donna

Doppio schianto in auto: prima contro il guardrail e poi contro un’altra macchina, donna muore sul colpo. È successo nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Samone, sull’ex Statale 565, quando una Fiat Panda è andata a schiantarsi contro un guardrail e successivamente ha impattato contro un’Opel Astra, vicino allo svincolo dell’Italiano Torino-Aosta.

La vittima, una 79enne, è morta sul colpo. Altre tre persone sono state trasportate all’ospedale di Ivrea dai soccorsi del 118 Azienda Zero. Le loro condizioni non destano preoccupazioni.

Sul posto anche i carabinieri di Ivrea per i rilievi. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica, ma la causa potrebbe essere stata un malore alla guida.

VI.G

Fondi di Sviluppo e Coesione: firmati a Montalenghe gli accordi per il Canavese

Quasi 10 milioni di euro per 99 Comuni e 118 progetti

Montalenghe (TO), 1 aprile 2026

Sono stati sottoscritti oggi a Montalenghe gli Accordi di Collaborazione delle Aree Omogenee del Canavese e delle Valli Orco e Soana, nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Alla firma hanno preso parte il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Assessore Gian Luca Vignale e l’Assessore Andrea Tronzano, insieme ai Sindaci e agli amministratori dei 99 Comuni coinvolti, a testimonianza di un percorso costruito insieme ai territori.

Gli accordi consentono la realizzazione di 118 progetti, per un valore complessivo di 9.990.000 euro, comprensivi delle premialità riconosciute alle progettualità sovracomunali.

Nel dettaglio:
Area Canavese
• 72 Comuni
• 89 progetti
• 5.591.000 euro + 300.000 euro di premialità

Area Valli Orco e Soana
• 27 Comuni
• 29 progetti
• 3.899.000 euro + 200.000 euro di premialità

L’intervento si inserisce nella più ampia programmazione regionale del Fondo di Sviluppo e Coesione, che ha coinvolto 805 Comuni piemontesi per un valore complessivo di 105 milioni di euro, destinati alla realizzazione di circa 900 interventi.

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE SERGIO BARTOLI

“Quella di oggi è una giornata importante, ma soprattutto concreta.

Abbiamo firmato accordi che portano sul territorio quasi 10 milioni di euro e che coinvolgono 99 Comuni: numeri significativi, ma ciò che conta davvero è il metodo che abbiamo costruito.

Qui c’è un modello che funziona: una Regione che sceglie di investire anche nei piccoli Comuni, un lavoro forte del Presidente Cirio e dell’Assessore Vignale, e territori che rispondono con progettualità serie e capacità di fare squadra.

Il Canavese ha dimostrato di esserci. Non solo per quantità di risorse, ma per qualità delle proposte e per visione.

Ora però viene la parte più importante.
Dobbiamo trasformare questi accordi in cantieri, questi progetti in opere, queste risorse in risultati concreti per i cittadini.

Perché la differenza non la fa la firma, la fa quello che succede dopo.

E su questo il nostro impegno sarà massimo: accompagnare i territori, vigilare sui tempi e garantire che ogni euro investito produca valore reale per le nostre comunità.”

Il Toret: quando i simboli dissetano

 

Malinconica e borghese, Torino è una cartolina daltri tempi che non accetta di piegarsi allestetica della contemporaneità.
Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre larancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano allirruente modernità.
Torino persiste nel suo essere retrò, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo a misura duomo, con tutti i pro e i controche tale scelta comporta.
Il tempo trascorre ma lantica città dei Savoia si conferma unica nel suo genere, con le sue particolarità e contraddizioni, con i suoi caffè storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri sudaticcima ben vestiti.
Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti, in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la città ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum così pregevole e singolare.

 

1. Torino capitale… anche del cinema!

2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici

4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio

5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente

6. Chi ce lha la piazza più grande dEuropa? Piazza Vittorio sotto accusa

7. Torino policulturale: Portapalazzo

8.Torino, la città più magica

9. Il Turet: quando i simboli dissetano

10. Liberty torinese: quando leleganza si fa ferro

 

9. Il Turet: quando i simboli dissetano

Eccoci quasi arrivati alla fine del ciclo di articoli sui primati torinesi, e come in tutti gli elenchi ho voluto lasciare “il meglio” per ultimo.
Lo sapete da dove deriva la parola “rubinetto”? Questa la definizione dal dizionario: “Dal fr. robinet, der. di robin, nome dato pop. ai montoni, perché le chiavette, in passato, avevano spesso la forma di una testa di montone •sec. XVI.” Si, l’etimologia fa riferimento ai “montoni”, forse proprio per questo motivo le fontane costruite tra il Quattrocento e il Cinquecento hanno spesso forma di testa di animale, tale tradizione svanisce tuttavia nel corso dei secoli, per lasciare spazio a costruzioni più semplici e lineari. Questo accade quasi dappertutto, tranne che in una città, indovinate quale?
Il record di cui vorrei raccontarvi oggi è assai peculiare, nonché decisamente riconducibile alla nostra urbe, mi riferisco ai famosi “torèt”.
Credo che per noi abitanti del luogo, tale dettaglio urbano, sia qualcosa di “abituale”, una presenza quasi scontata e banale, perché come tutti siamo anestetizzati e distaccati nei confronti dei beni che già possediamo, mentre tutto il nostro desiderio si rivolge costantemente alle meraviglie che si trovano dall’altra parte del mondo.
Quando re-impareremo a guardare, ci accorgeremo del minuzioso incanto delle fontanelle che pullulano tra le nostre piazze e le nostre vie, mi riferisco a quelle strutture a forma di “torèt” che i turisti si fermano a fotografare, spesso divertiti e stupiti, giacché non capita in molte altre metropoli di imbattersi in simili fonti d’acqua.


Anche il numero di tali impianti è sbalorditivo: sono 800 i “piccoli tori” che si occupano senza sosta di dissetare gratuitamente la cittadinanza e i visitatori.
È bene ricordare che la comunità pedemontana continua a costruire le proprie sorgenti cittadine, sempre con tali sembianze, da più di centosessant’anni, rifacendosi all’antica tradizione che associa per assonanza – e altre motivazioni relative alla mitologia- l’effige del toro e la denominazione “Torino”.
Si sa, l’acqua corrente non è sempre stata disponibile presso le abitazioni del popolo. Nell’Ottocento le persone prelevavano l’acqua dai pozzi dislocati nei vari cortili o in quelli artesiani, dove le acque sotterranee emergevano naturalmente, senza bisogno di specifici strumenti di estrazione. Tale abitudine comportava però problemi igienico-sanitari, annessi ad esempio all’inquinamento delle fonti o alle eventuali contamizioni delle falde.
La città sabauda allora – che ci piaccia o meno- si ispira ad un progetto diffusosi nelle capitali della Francia, ossia
un sistema idrico costituito da fontanelle che forniscono acqua 24 ore su 24. Per differenziarsi dai nemici-amici gallici i torinesi ideano una specifica forma, tutta nostrana, per sorgenti urbane: ecco la nascita del “torèt”.


Grazie a tali invenzioni, anche nel capoluogo piemontese, diventa possibile ovviare alle numerose difficoltà quotidiane incontrate dalla popolazione. Intorno al 1859, viene progettato il primo acquedotto che irrori svariate fontanelle pubbliche, inoltre, nel 1861 – dopo un mese dall’unità d’Italia- la Giunta Comunale individua ben 81 zone da predisporre proprio come “punti d’acqua” potabile.
Un anno dopo vengono presentati i famigerati progetti delle “fontanelle”, tali e quali a quelli che tutt’ora possiamo visionare passeggiando per le strade. Da subito vengono redatte delle mappe per rendere più facilmente trovabili queste costruzioni, all’inizio si contano ben 45 “torèt”, poi nel tempo, il numero delle fontane aumenta sempre più, fino a raggiungere la moltitudine da record odierna.
Il primo esemplare viene edificato all’angolo tra via San Donato e via Balbis, nei pressi di Piazza Statuto; oggi però la struttura appare piuttosto nuova, questo perchè dopo più di cent’anni di onorato servizio il piccolo toro originale è stato sostituito, la collocazione però è rimasta la medesima.
Il “torèt” si presenta sempre uguale in ciascuna delle sue copie: forma parallelepipeda di circa un metro d’altezza, l’estremità superiore è arcuata, con una griglia di scolo in basso, spesso dotata di una conca centrale da cui possono bere anche gli amici a quattro zampe. Il materiale utilizzato è la ghisa, il colore che ricopre la lega ferrosa è un particolare tono di verde, facilmente definibile “verde bottiglia”. E poi c’è ovviamente l’elemento distintivo:
il rubinetto a forma di testa di toro.


Fin dal principio tali gorghi mostrano un’estetica inconfondibile, divengono subito un caratteristico arredo urbano, tant’è che oggi sono addirittura acquistabili in formato di gadget-portachiavi, piccoli souvenir ideati dal Comune di Torino per promuovere l’immagine dell’antica città dei Savoia.
Dietro all’apparente frivolezza dell’oggetto si cela un’attenzione rivolta all’ambiente e alla salute, la manutenzione delle fontane è affidata alla SMAT (la Società Metropolitana Acque Torino), che si occupa di erogare agli avventori assetati acqua gratuita, di buona qualità e regolarmente controllata, il ricambio costante del flusso impedisce così la formazione di ristagni che potrebbero generare la proliferazione di batteri. È bene sottolineare inoltre che non vi è alcuno spreco idrico: l’acqua “non bevuta” ritorna infatti nelle falde sotterranee –
oltretutto in qualità ancora migliore rispetto a prima-.
Esistono anche dei “torèt” versione “ingrandita”, si tratta delle ironiche e bizzarre sculture realizzate da Nicola Russo a partire dal 2021. Il lavoro dell’artista nasce dall’idea che i piccoli tori possano rompere la fontanella che li tiene soggiogati, mostrandosi in tutta la propria possanza di mammifero artiodattilo. Le sculture possono apparire panciute e goffe, ma si sa, “noi del nord” non siamo noti per ilarità e autoironia, Nicola Russo ha così dovuto spiegare le proprie creazioni poste sul territorio cittadino: “il toret vede la sua amata città vivere un momento di difficoltà a causa del Covid e allora decide di uscire dal suo guscio in ghisa, per dare un segno di cambiamento e per spingere tutta la città a una rinascita.

 

Non importa se è panciuto e goffo, lui si mostra così com’è fatto per portare il suo messaggio di speranza. Il suo è quindi “un gesto di coraggio, perché senza coraggio non c’è futuro”.
È bene dunque superare lo scetticismo del primo sguardo, anche perchè l’iniziativa dello scultore ha un duplice intento virtuoso: da una parte egli si appoggia solo ad aziende piemontesi, in modo da incentivare una ricaduta economica sul territorio, dall’altra lo scultore ha deciso di devolvere parte dei ricavati alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus di Candiolo.
Anche stavolta mi viene da terminare con un “ Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι ” (“la favola insegna che”). Mai fermarsi alle apparenze, perché dietro la semplicità si cela sempre la preziosità di un grande insegnamento e nella goffaggine di un sorriso si può trovare la forza per proseguire ciascuno nel proprio percorso.

Alessia Cagnotto

Martinetto, Torino ricorda i martiri

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Questa mattina, presso il Sacrario del Martinetto, Torino ha reso omaggio ai partigiani e agli oppositori politici fucilati tra il 1943 e il 1945, rinnovando solennemente il richiamo ai valori fondanti della Resistenza. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il poligono divenne il luogo simbolo della repressione della Repubblica Sociale Italiana, teatro delle esecuzioni ordinate dal Tribunale speciale fascista.

Fu proprio qui che, il 5 aprile 1944, caddero sotto il fuoco del plotone d’esecuzione gli otto componenti del primo Comitato militare regionale piemontese: Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti.

Alla commemorazione hanno partecipato autorità civili e militari insieme a numerosi studenti delle scuole torinesi. Proprio ai giovani si è rivolto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha invitato a vivere l’appuntamento non come un rito, ma come “una scelta” e un momento di riflessione sul significato attuale di quel sacrificio.

Ritrovarsi qui, ha spiegato, è “il tempo che decidiamo di prenderci per ascoltare ciò che questo luogo ha ancora da dirci”. Al poligono non si commemora una cronaca astratta, ma il sacrificio di uomini comuni che, nel momento più buio, rifiutarono l’ingiustizia come destino inevitabile.

Collegando la memoria della Resistenza alle sfide contemporanee, il Sindaco ha sottolineato come oggi non sia richiesto l’eroismo del sangue, ma una vigilanza civile costante perché “la libertà non é mai acquisita per sempre” e richiede un impegno quotidiano, tanto più significativo nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica.

In un contesto segnato da conflitti e da un linguaggio pubblico sempre più divisivo il primo cittadino ha ricordato che il nemico più insidioso resta l’indifferenza, terreno fertile per ogni deriva autoritaria. “Il passato non è distante – ha ricordato agli studenti – è il terreno su cui camminate ogni giorno”.

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Nasce il Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie

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Nasce ufficialmente il Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie “GRA.ZIE”. Durante l’ultimo consiglio dell’Unione Montana Valle Susa, avvenuto lo scorso 24 febbraio, è stato approvato un passaggio fondamentale per arrivare alla costituzione del Distretto e, come richiesto in fase di istruttoria notarile, le Unioni Montane coinvolte hanno deliberato l’adesione formale al progetto.

Dopo un lungo iter avviato nel 2020, l’ultimo passaggio è avvenuto lunedì 30 marzo alle ore 18 nello studio del notaio Ocelli a Pinerolo, dove tutti i soci fondatori hanno firmato l’atto costitutivo dell’ora neonato Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie che avrà sede a Perosa Argentina, nei locali dell’Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca.

Il nuovo Distretto del Cibo comprende l’intera area del GAL Escartons e Valli Valdesi, raggruppa tutte le Unioni Montane coinvolte e le associazioni di categoria dei produttori e delle produttrici locali.

Fondamentale è stato il contributo delle organizzazioni agricole, che hanno permesso di raggiungere il requisito minimo per la costituzione con circa 100 aziende agricole coinvolte appartenenti a diverse realtà associative.

L’assessore all’agricoltura e al cibo Luca Giai ha lavorato in prima persona per arrivare alla nascita del Distretto ed è ora ufficialmente membro del consiglio di amministrazione: «Del Distretto del Cibo nelle nostre zone abbiamo iniziato a parlarne sin da quando è uscito il regolamento della Regione Piemonte, nel novembre 2020 – ha dichiarato – Vedere oggi la costituzione ufficiale del Distretto è una grande soddisfazione, anche perché siamo riusciti nell’impresa di unire sei Unioni Montane e tutte le associazioni di categoria. La firma di oggi ha regalato anche l’emozione di ricordare la figura di Ezio Giaj che, sin dall’inizio, ha creduto in questo progetto. Non è un punto di arrivo, ma di partenza: vogliamo arrivare a quella valorizzazione territoriale che è stata la linea guida di tutto il percorso».

Fanno parte dei soci fondatori l’Unione Montana del Pinerolese rappresentata all’atto della firma dal suo presidente Mauro Vignola, l’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca rappresentata dal presidente Danilo Breusa, l’Unione Montana Via Lattea rappresentata dall’assessore Giorgio Merlo, l’Unione Montana Alta Valle Susa rappresentata dall’assessore Francesco Avato, l’Unione Montana Valle Susa rappresentata dall’assessore Luca Giai, l’Unione Montana Val Sangone rappresentata dal presidente Stefano Olocco, il Comune di Usseaux rappresentato dall’assessore Renzo ClapierColdiretti rappresentata dal presidente di Torino e Provincia Bruno Mecca Cici, l’Unione Provinciale Agricoltori  rappresentata da Guido Oitana, la CIA Agricoltori delle Alpi rappresentata da Simone TurinCNA rappresentata da Riccardo Beltrame e Ascom rappresentata da Fabrizio Bolla.

L’assemblea costituente ha nominato presidente del neonato distretto Danilo Breusa, mentre gli altri membri del consiglio di amministrazione sono Luca Giai, Giorgio Merlo, Simone Turin e Riccardo Beltrame. Le nomine saranno ratificate alla prima assemblea dell’associazione.

«Al Gal EVV va il ringraziamento per l’attività svolta in modo da poter raggiungere questo obiettivo, in particolare grazie alla sua direttrice Susanna Gardiol – ha dichiarato il neo presidente Danilo Breusa – È necessario rimarcare che è stato sollecitatore di questa iniziativa l’amico Ezio Giaj, che ci ha lasciato prematuratamente: anche a lui dobbiamo questa nuova forma di collaborazione fra territori e associazioni imprenditoriali».

Come primo atto, il Distretto del Cibo “GRA.ZIE” ha potuto regolarizzare la candidatura in Regione Piemonte per accedere al futuro bando e avviare la ricerca di fondi per finanziare le prime attività.

Il Distretto può ora entrare pienamente in funzione e sarà, per il territorio, un supporto concreto, uno strumento in grado di attivare sinergie con altre progettualità territoriali, come i Distretti del Commercio, per rispondere così alle indicazioni della Regione Piemonte che promuove sempre di più un approccio integrato allo sviluppo locale.

Il centro pedonale si allarga: dopo via Roma tocca a via Viotti

Reale Immobili dona alla Città i progetti per la riqualificazione

Con la conclusione della pedonalizzazione di via Roma prevista per il prossimo mese di agosto, l’Amministrazione Comunale prosegue con un nuovo intervento di valorizzazione dello spazio pubblico nel centro storico. La Giunta Comunale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni di concerto con l’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, l’accettazione di una proposta progettuale di fattibilità, messa a disposizione da Reale Immobili S.p.A. con la previsione di una futura implementazione sostenuta anche da Reale Foundation, che riguarda la riqualificazione di via Viotti, via Monte di Pietà e lo studio di nuovi arredi per piazza Castello.

La società ha scelto di mettere gratuitamente a disposizione della Città gli studi tecnici e le analisi preliminari, per un valore di 72mila euro, con l’impegno da parte del Comune di utilizzarli per le finalità pubbliche di rigenerazione urbana. Una sinergia che consente agli uffici tecnici di mettere in campo la riqualificazione di questo tassello e di approfondire l’estensione dei percorsi pedonali già in fase di ultimazione nell’area limitrofa.

“L’idea – dichiara l’Assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni – è quella di armonizzare il cuore della città, connettendo la nuova via Roma con una via Viotti completamente rinnovata e prevedendo il superamento dei blocchi in cemento di piazza Castello a favore di elementi di arredo che sappiano coniugare le necessità di protezione della piazza e il decoro del contesto monumentale in un luogo così amato e frequentato dai cittadini e dai turisti”.

“L’acquisizione di questi studi si inserisce nel percorso di potenziamento della pedonalizzazione nel centro cittadino, che vedrà un momento importante tra qualche mese con il completamento dei lavori di via Roma”, aggiunge l’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. “Proseguiamo con le riqualificazioni dello spazio pubblico con l’obiettivo di migliorarne la vivibilità e la sicurezza”.

Il materiale tecnico acquisito dalla Città analizza principalmente due ambiti d’intervento tra loro complementari. Il primo riguarda il tratto da via Viotti e via Monte di Pietà, per il quale è stata sviluppata una proposta di pedonalizzazione e riqualificazione ambientale volta a migliorare l’accessibilità e la qualità complessiva dello spazio pubblico. Il secondo ambito interessa invece piazza Castello, con una proposta per nuovi elementi di arredo, come fioriere e panchine, studiati appositamente per sostituire le attuali barriere fisse di sicurezza integrandosi in maniera più armonica con l’architettura circostante.

Il provvedimento di oggi conferma l’interesse dell’Amministrazione nel valutare forme di collaborazione con i soggetti privati del territorio. Tale sinergia consente anche come in questo caso di acquisire analisi progettuali, offrendo basi concrete per pianificare i prossimi interventi di rigenerazione urbana nel centro storico.

Dopo l’approvazione della variazione di bilancio che ieri in Consiglio comunale ha destinato 1,2 milioni alla riqualificazione, l’approvazione odierna rappresenta un passaggio amministrativo necessario per l’acquisizione formale degli elaborati. L’effettiva messa a terra degli interventi sarà oggetto di successivi passaggi tecnici e amministrativi.

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Da Torino con Ryanair a Tirana e Sofia

Ryanair oggi (mercoledì 1 aprile) ha annunciato che i primi voli delle sue nuove rotte estive 2026 da Torino a Tirana sono decollati domenica 29 marzo, seguiti dai primi voli per Sofia lunedì 30 marzo. Ryanair opererà 7 voli settimanali per Tirana e 3 per Sofia, offrendo ai suoi clienti italiani ancora più scelta alle tariffe più basse d’Europa.

L’intero operativo Ryanair per l’Estate 2026 è già disponibile per la prenotazione sull’app Ryanair.

 

Jade Kirwan, Director of Communications di Ryanair, commenta:

Ci ha fatto molto piacere vedere i primi voli delle nostre nuove rotte estive 2026 da Torino a Tirana e Sofia decollare questa settimana, mentre entriamo nella intensa stagione estiva 2026. Il collegamento per Tirana sarà operativo 7 volte a settimana, quello con Sofia 3 volte a settimana, aggiungendosi al già solido operativo estivo 2026 di Ryanair, che offre ai nostri clienti ancora più scelta alle tariffe più basse d’Europa.

 

L’operativo completo dell’estate 2026 di Ryanair è ora disponibile sull’app Ryanair.”