«Ho partecipato alla Festa del PD di Torino perché credo che il dialogo e il confronto siano le basi della nostra democrazia» dichiara il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, segretario di Forza Italia in Piemonte, che prosegue: «ascoltare e discutere è il modo migliore per rafforzare la buona politica. Purtroppo, durante l’evento, sono stato insultato. È grave che un partito che si definisce democratico usi linguaggi violenti e ostili verso chi ha opinioni diverse. Fischi, insulti e toni duri non hanno nulla a che fare con il confronto civile.
Solo pochi giorni fa in Aula la senatrice del M5S Maiorino ha definito il ministro Tajani “influencer prezzolato”, e in America il giovane Kirk è stato ucciso per aver espresso le proprie idee. Di fronte a questo clima avvelenato, il rispetto e il dialogo sono principi indiscutibili della nostra convivenza civile.
Abbassiamo i toni. Rispettiamo le idee altrui. Facciamo politica con responsabilità» conclude il ministro Zangrillo
”I disagi restano. I cittadini meritano risposte, non rassicurazioni formali”
15 settembre 2025 – “La risposta dell’Assessore Gabusi alla mia interrogazione dell’agosto scorso sulla situazione dei cantieri sull’Autostrada A32 Torino–Bardonecchia è deludente e parziale. Si parla di lavori conclusi e di maestranze attive persino a ferragosto, ma chi percorre, quotidianamente, quell’arteria sa bene che i disagi non sono affatto risolti. Code, rallentamenti e cantieri mal segnalati continuano a compromettere la mobilità e la qualità della vita dei cittadini della Val di Susa” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“L’Assessore si limita a riportare le informazioni fornite da SITAF e a parlare di un tavolo tecnico semestrale, ma non si chiarisce quali azioni concrete siano state intraprese per accelerare i lavori, migliorare la comunicazione agli utenti o mitigare l’impatto economico sui territori coinvolti. È una risposta generica e, come testimoniano le odierne informazioni sul traffico e sulla viabilità della A32, proseguono i lavori, come quelli allo svincolo di Oulx Ovest, con entrata chiusa, e persistono code e disagi” spiega la Consigliera regionale Pd.
“La A32 è un’infrastruttura strategica per il Piemonte dal momento che collega Torino con il Frejus e la Francia e, in questo periodo, risulta ancora più sotto pressione dal momento che dal 1° settembre scorso è stato chiuso, per manutenzione, il Traforo del Monte Bianco e verrà riaperto solo il prossimo 12 dicembre. Occorre, quindi, che questa autostrada venga resa percorribile con maggiore facilità e le manutenzioni e i lavori vengano effettuati con trasparenza e rispetto del cronoprogramma. Serve una regia politica che, responsabilmente, risponda alle esigenze dei cittadini e del territorio. Continuerò a monitorare la situazione. Il Piemonte non può restare bloccato. Il Partito Democratico continuerà a chiedere risposte vere e soluzioni concrete e definitive” conclude Laura Pompeo.
POLITICA
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Meloni attacca: “Accusati di odio da chi festeggia la morte di Kirk”
Durante la Festa dell’Unità, il deputato del Partito Democratico Mauro Laus ha denunciato i salari troppo bassi in Italia, chiedendo l’introduzione del salario minimo. “Il governo non lo vuole perché servono risorse per gli appalti pubblici e per ridurre il cuneo fiscale”, ha affermato Laus, sottolineando la necessità di interventi economici per migliorare le condizioni dei lavoratori.
Nel dibattito con Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile del lavoro del PD, Laus ha ribadito l’urgenza di una riforma che garantisca salari più giusti, nonostante le difficoltà politiche ed economiche.
La platea, numerosa e partecipativa, ha seguito con interesse il confronto, confermando che il tema del salario minimo resta centrale per la giustizia sociale.
Enzo Grassano
Centro, serve un progetto e non ridicole piroette
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Anche per il progetto politico del Centro, come per qualsiasi altra prospettiva politica, la serietà e
la coerenza non sono delle variabili indipendenti. E questo perchè quando il tutto viene
banalmente ridotto al trasformismo, all’opportunismo e al tatticismo, anche il miglior progetto
politico diventa semplicemente un fatto goliardico. Ed è quello che capita quando parliamo del
nuovo progetto di Renzi dove oramai, come tutti sanno – e come ci conferma l’ultimo sondaggio
di Youtrend di Lorenzo Pregliasco – contano più i colpi ad effetto, le boutade e lo spettacolo che
non un vero e credibile progetto politico. Insomma, le solite piroette. L’ultima in ordine di tempo,
in attesa della prossima, si chiama “Casa riformista”. Cioè un luogo di un sedicente Centro che
sostituisce e soppianta Italia Viva per dar vita ad una fantomatica “gamba moderata” all’interno
della coalizione di sinistra e progressista.
Ora, è del tutto encomiabile e anche apprezzabile che di fronte ad un sostanziale fallimento
politico ed elettorale di Italia Viva, il suo capo pensi ad inventare altri brand, altre sigle e altri
cartelli elettorali. Ma c’è un nodo da sciogliere, che resta politicamente insormontabile, al di là e al
di fuori della fantasia dell’ex rottamatore, e che pesa come un macigno sulla concreta possibilità
di superare quel fatidico 2% dei consensi. O poco meno, come conferma appunto il recente
sondaggio di Pregliasco. E il nodo è persino troppo semplice da spiegare e da descrivere. E cioè,
in politica – e ieri come oggi il contesto non è affatto cambiato, almeno sotto questo versante –
conta chi concretamente detta l’agenda politica, culturale e anche e soprattutto programmatica. E
oggi, com’è chiaro a tutti – sedicenti centristi compresi – l’agenda politica nel ‘campo largo’ ha 4
protagonisti principali, se non addirittura esclusivi. Per il peso politico innanzitutto e per la
rispettiva e conseguente consistenza elettorale. E cioè, la sinistra radicale e massimalista del Pd
della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 stelle di Conte e Taverna, la sinistra
estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e il ruolo fondamentale che gioca il
tradizionale “sindacato rosso” della Cgil a guida Landini. Oltre a ciò, per dirla in termini calcistici,
c’è posto solo sugli spalti. Appunto, un piccolo ‘diritto di tribuna’ che viene gentilmente concesso
alle miriadi di sigle, siglette, piccoli gruppi personali e autoreferenziali che affollano la periferia –
molto periferica – del ‘campo largo’.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, è perfettamente inutile cambiare continuamente nome
e simbolo. Il nodo, come si diceva un tempo quando esistevano ancora i partiti popolari e di
massa, è radicalmente ed eminentemente politico. Ovvero, parliamo di una coalizione che,
semplicemente, ha cambiato l’asse politico e programmatico da un tradizionale ed organico
centro sinistra ad una alleanza di sinistra e progressista. Una sorta, per capirci, di “Fronte
popolare” aggiornato e rivisto o di una inedita “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana
memoria. Coerentemente radicale, populista, massimalista ed ideologica. Tutto il contrario,
dunque, di un centro sinistra riformista e di governo.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, che si chiami Italia Viva, Casa riformista o partito del
capo la storia non cambia. Prima se ne rendono conto e meglio è. Non per i protagonisti ma,
soprattutto, per la credibilità, la coerenza e la serietà di un Centro riformista, democratico, plurale
e di governo. Che resta, comunque sia, sempre più necessario ed indispensabile anche per il
nostro paese.
Pipe crack a Torino, Montaruli (Fdi): “No grazie”
“STOPPARE IL PROGETTO”
“Stoppare immediatamente il progetto per la distribuzione di pipette che sedicenti residenti di San Salvarlo avrebbero chiesto all’Asl” a dichiararlo è la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli. “Non è così che risolviamo il problema droga ed anzi proprio la distribuzione di questo strumento può solo attirare e creare ulteriori tossicodipendenti – prosegue Montaruli -. Un’idea che non ci trova d’accordo a cui l’Asl non deve dare seguito esattamente così come abbiamo già chiesto per in altre occasioni. In caso contrario siamo pronti ad andare fino in fondo perché questa follia venga smantellata. Per noi è inaccettabile e da torinesi non vogliamo che sul nostro territorio ci siano iniziative che di fatto incentivano l’uso, non aiutano i tossicodipendenti, non incidono sulla prevenzione e avrebbero ripercussioni gravi sul territorio portando solo disagi. L’ideologia delle pipette non ci appartiene e faremo di tutto perché non trovi terreno nella nostra città”.
“Rilanciare l’ economia piemontese per la crescita del lavoro e per ridurre le diseguaglianze”.
“Il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà ha avviato verifiche sul caso del detenuto di 73 anni, letteralmente murato vivo nel carcere di Torino Lorusso e Cotugno. È un primo risultato della nostra denuncia: senza la pressione radicale, questa vicenda sarebbe rimasta sepolta sotto anni di silenzi. In uno Stato di diritto, invece, simili condizioni non dovrebbero neppure esistere”. Così in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.
“Il 18 agosto – ricorda Blengino – al braccio C abbiamo incontrato un uomo di 73 anni che ha ricoperto ogni centimetro delle mura e delle finestre con carta stagnola, sigillando la cella con colla. Non esce mai, se non in occasione di TSO. Vive in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, senza controlli medici nonostante evidenti problemi psichiatrici. Il suo unico spiraglio di luce è una fessura nel blindo. Dopo la nostra visita abbiamo scritto alle istituzioni competenti per chiedere un intervento urgente. Nessuno ha risposto. Oggi, finalmente, qualcosa si muove. Ma la verità è una: quando lo Stato rinchiude e abbandona un uomo in queste condizioni, diventa esso stesso carnefice. Questa barbarie deve finire, e deve finire ora” – conclude Blengino.