“Ho interrogato, oggi, l’Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi per fare chiarezza, con urgenza, sulle criticità ancora esistenti relative all’annosa vicenda della costruzione dell’Ospedale unico dell’Asl TO5. Nella scorsa legislatura, infatti, è stata individuata una nuova area per la realizzazione del presidio ospedaliero nel compendio demaniale del Comune di Cambiano al posto di quella di Vadò, adducendo come motivazioni di preferenza i minori costi dovuti alla disponibilità di un terreno del demanio e le migliori caratteristiche idrogeologiche. Tuttavia gli ipotetici vantaggi sembrano essersi trasformati in criticità” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“E’ emerso, infatti, che il terreno avrà un costo, è stata rilevata una parziale esondabilità, i livelli acustici non sono idonei perché la presenza relativamente vicina, in linea d’aria, della pista di motocross a Sabbioni nel Comune di Trofarello, potrebbe rappresentare un problema in tema di zonizzazione acustica, e infine la viabilità di accesso alla struttura richiede l’abbattimento del casello della tangenziale di Vadò. Inoltre, si sarebbero, ulteriormente, allungati i tempi per l’aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto con l’impresa appaltatrice, previste in estate. A aprile 2024, infatti, l’Azienda Sanitaria aveva annunciato l’assegnazione del Pfte (Progetto di fattibilità tecnico-economica), dando nove mesi di tempo alla ditta per definire superfici di occupazione del nuovo nosocomio dell’ASL TO5, numero di piani, volumi, spazi e l’esatto posizionamento nell’area. Ma, secondo notizie di questi giorni, la progettazione deve ancora partire. Tutti questi fattori rischiano di far aumentare considerevolmente i costi e dilatare i tempi” precisa la Consigliera regionale Pd.
“Nella sua risposta, letta in Aula dall’Assessore Vignale, l’Assessore Riboldi ha ripercorso le diverse fasi della cronistoria dalla scelta della nuova localizzazione del nuovo ospedale dell’Asl To5 fino agli ultimi atti, precisando che il Pfte dovrebbe essere pronto entro il 31 dicembre 2025, secondo quanto previsto dal cronoprogramma. Nei prossimi mesi monitorerò con attenzione la situazione e sarà sicuramente importante, per acquisire ulteriori elementi, l’approfondimento al quale si è reso disponibile l’Assessore Riboldi, in IV Commissione, non solo sull’Ospedale dell’Asl To5, ma su tutti i progetti di edilizia sanitaria, fondamentali per il rilancio della sanità piemontese” conclude la Consigliera Pompeo.
Ormai è quasi uno stillicidio quotidiano. Ovvero, la fuga di esponenti di primo piano da Azione e anche da Italia Viva, i due piccoli partiti personali che hanno coltivato per un po’ di tempo la giusta ambizione di rappresentare e di declinare il Centro nella politica italiana. Un’ambizione che, come ormai tutti sanno, è scientificamente e per svariati motivi sfumata. Su tutti, però, svettano due elementi di fondo. Da un lato un eterno, e anche molto infantile, duello rusticano tra i due capi dei rispettivi partiti personali, Renzi e Calenda. E, dall’altro, e questa è la motivazione politica di fondo, un crescente ed insopportabile trasformismo misto ad opportunismo che ha portato queste due sigle a sbattere contro gli scogli del realismo politico. Perchè un conto è compiere azioni politiche per salvaguardare alcuni ruoli di potere – nel caso specifico una manciata di seggi parlamentari per entrambi questi partiti personali offerti per gentile concessione dell’azionista di maggioranza della coalizione, cioè il Pd -, altra cosa è pensare che dopo aver fatto queste scelte si possa costruire una prospettiva politica coerente, lungimirante, seria e credibile. Ed è proprio su questo versante che emerge una contraddizione politica insanabile dopo aver compiuto una radicale ed improvvisa inversione di rotta in merito al progetto dei due partiti personali. E questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare e da richiamare. Ovvero, il Centro – e soprattutto una “politica di centro” – è di fatto incompatibile con quello che comunemente viene definito “campo largo” o, per essere ancora più chiari, con il nuovo ed inedito “Fronte popolare” in via di costruzione. Nulla a che vedere, comunque sia, con l’antico e tradizionale centro sinistra, cioè la coalizione – per citare alcuni protagonisti dell’epoca – di Franco Marini e Massimo D’Alema o di Valter Veltroni e Dario Franceschini. Oggi il “campo largo” è composto da tre sinistre – quella radicale della Schlein, quella populista dei 5 stelle e quella estremista del trio Fratoianni/Bonelli/Salis – che sono semplicemente altro rispetto a tutto ciò che, seppur lontanamente, è riconducibile al Centro e a quello che storicamente ha rappresentato nel nostro paese. E quindi è di tutta evidenza che quando si compiono queste piroette politiche improvvise ed inaspettate dopo aver predicato per mesi e mesi che il populismo pentastellato e il radicalismo massimalista della Schlein erano incompatibili con qualsiasi riferimento al Centro – come, specularmente, anche del sovranismo leghista – si moltiplicano le defezioni e le fughe a livello nazionale e, soprattutto, a livello locale. Perchè, appunto, prevalgono la confusione, il disorientamento e lo sbandamento tra le file dei due rispettivi partiti personali.