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Aspettando il Salone del Vino 2026

Per tutto il mese di febbraio un fitto calendario di eventi diffusi nei ristoranti e nei locali della città che attraversa territori, storie e identità del Piemonte
SALONE DEL VINO 2026
‘Degustare è scoprire’
IV Edizione
28 febbraio – 2 marzo 2026
OGR Torino
Mercoledì 11 febbraio
il viaggio si sposta nel Canavese con “Degustare il territorio: Cantina Alberand al Barotto”.
Il Barotto Taglieria
Via Giuseppe Baretti, 8, 10125 Torino TO
ambiente conviviale e accogliente, i vini dell’Azienda Agricola Alberand raccontano una viticoltura familiare e artigianale, fatta di raccolte manuali e rispetto delle tradizioni.
Il Barotto è una taglieria nel cuore di Torino, nata nel 2012 per far rivivere i sapori valdostani e piemontesi .Qui i taglieri sono i veri protagonisti: salumi e formaggi artigianali selezionati da piccoli allevatori di montagna, battute stagionali dai grandi accostamenti e piatti che raccontano tradizione, genuinità e cultura alpina.
la cantina Alberand ha proposto i vini :
Piemonte DOC Bianco 2024 “Yuna” (Erbaluce 100%), fresco e versatile negli abbinamenti,
Al naso :salvia erbe montane sottili
In bocca : bella beva , easy , pulita ,corpo medio , sapidità media
Caratteristiche:
Mt 350 , versante S/o ,vigne 10 anni ( 10% 50 anni ), terreno sabbioso 60%, limo 40%
solo presa diretta
Canavese DOC Nebbiolo 2023 “Rubiolo” (Nebbiolo 100%), toponimo da terreni agricoli ideale per accompagnare i sapori più intensi dei taglieri e delle battute.
Al naso : rosa , viola tenue , leggera durezza nel finale
In bocca : bella beva , elegante, durezza nel finale da long time
Caratteristiche : versante S/o ,vigna 10 anni terreni argillosi 20% limo 40% sabbia 40%
Sulle buccie 10 gg 12 mesi di Barrique usate
Alberand
L’azienda Alberand nasce nel 2018 dal desiderio del giovane titolare Alex di riportare ai fasti passati l’antica viticoltura salassese, ponendo al centro qualità e salvaguardia del territorio; produce principalmente grandi vitigni autoctoni piemontesi, Barbera e Nebbiolo in purezza o in blend, e l’Erbaluce del Canavese, anche in versione spumantizzata in arrivo.
I vigneti si trovano nei comuni di Salassa e Valperga, ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso, su terreni a medio impasto di origine alluvionale, ricchi di limo e argilla, con pH sub acido e presenza di ciottoli e ghiaia dovuta all’antica morena glaciale; le forme di allevamento prevalenti sono la controspalliera con potatura Guyot e l’antica forma locale Aeroplano, con prevalenza di vitigni a bacca rossa (Barbera, Nebbiolo, vitigni minori) e l’immancabile Erbaluce.
La gamma dei vini comprende il rosso Recetto, rubino con riflessi violacei, intenso di frutta rossa, ciliegia sotto spirito, note balsamiche e tabacco, il rosato di carattere Helios, fresco e sapido con profumi di frutta fresca, fiori bianchi e rosa canina, il bianco non convenzionale Yuna, giallo paglierino, acido e strutturato, con sentori di smalto, idrocarburo e mela verde, e il frizzante ancestrale Dëmora, da vitigno rosso aromatico, solo 250 bottiglie, fresco, fruttato, con bollicina lieve, pensato per bevute informali.
Menù
Tagliere composto da 4 salumi e 4 formaggi selezionati
Pancetta suino
Prosciutto crudo valdostano 24 mesi
Lonza suino
Salame dí cinghiale mix
Composta albicocche, frutta rossa
Miele castagno
FORMAGGI
BRESIN latte vaccino caprino ovino con aroma rose
TESTUN latte vaccino
PERRI latte vaccino caprino ovino aroma pere
BLUE DI PECORA
tutte buccie edibili
CARNE DI FASSONE fantastica
GRISSINI extra vergine ed alla nocciola
Grazie a Diego e Daniele per il perfetto servizio di Catering ed a Alex e Claudio Alberand per la loro passione ed entusiasmo in vigna ed in cantina.
Alla prossima!
LUCA GANDIN

L’eleganza che nasce dalla storia: viaggio tra gli stili classici d’arredo

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

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Entrare in una casa, in qualunque parte del mondo, significa entrare in una visione a volte personale. Ogni abitazione racconta una scelta estetica, una memoria culturale, un modo preciso di intendere lo spazio e il vivere quotidiano.

C’è chi si riconosce nell’eleganza senza tempo del classico, chi cerca la pulizia razionale del moderno, chi ama l’essenzialità del minimal o il calore luminoso dello stile scandinavo. Alcuni si lasciano sedurre dall’anima urbana dell’industrial, altri dalla delicatezza romantica dello shabby chic o dal fascino stratificato del boho. C’è chi predilige il rigore geometrico dell’Art Déco, chi l’armonia organica del mid-century modern, chi le atmosfere mediterranee, provenzali o marocchine. E poi le tendenze più recenti: l’organic modern, il wabi-sabi, il ritorno alla materia, alla luce, all’imperfezione consapevole.

Gli stili d’arredo non sono semplici etichette decorative. Sono linguaggi. Parlano di epoche, di geografie, di società. Raccontano ciò che consideriamo bello, funzionale, rassicurante o aspirazionale. E spesso, senza che ce ne accorgiamo, parlano anche di noi.

Per questo ho deciso di dedicare le prossime settimane della rubrica a un viaggio tra gli stili che caratterizzano le abitazioni di tutto il mondo. Non una lista tecnica, ma un percorso per comprenderne l’origine, l’evoluzione e il significato contemporaneo.

Si parte dalle radici. Questa settimana ci immergiamo negli stili di ispirazione storica: il Classico, il Neoclassico e il Barocco/Rococò. Tre espressioni diverse di eleganza, accomunate da una forte identità culturale e da un senso profondo di rappresentanza dello spazio.

Approfondiremo cosa definisce davvero uno stile classico oltre i cliché, come il neoclassico riesca a dialogare con l’abitare contemporaneo, e perché il barocco e il rococò, con la loro teatralità decorativa, continuino ancora oggi a influenzare l’immaginario dell’abitare di prestigio.

Perché comprendere uno stile non significa copiarlo, ma imparare a leggerlo. E solo quando sappiamo leggere uno spazio possiamo davvero iniziare ad abitarlo con consapevolezza.

Se vogliamo comprendere davvero gli stili di ispirazione storica, dobbiamo guardarli non come semplici scelte decorative, ma come espressioni di un’idea precisa di bellezza e di società. Il Classico, il Neoclassico e il Barocco/Rococò nascono in epoche diverse, ma condividono un principio fondamentale: lo spazio non è solo funzionale, è rappresentazione.

Stile Classico

Lo stile classico affonda le radici nella tradizione europea, ispirandosi all’armonia dell’architettura greco-romana e alle dimore aristocratiche tra Rinascimento e Ottocento. La parola chiave è equilibrio.

Gli ambienti sono impostati su simmetrie rigorose, proporzioni studiate, assi visivi centrali. Le boiserie incorniciano le pareti, i soffitti possono essere decorati con cornici e rosoni, i pavimenti spesso in marmo o parquet posato con disegni tradizionali. I colori tendono ai toni caldi e neutri – avorio, crema, tortora – arricchiti da dettagli dorati o bronzati.

L’arredo è importante ma mai casuale: mobili in legno massello, intarsi, tessuti preziosi come seta o velluto. È uno stile che comunica solidità, continuità, prestigio. In una città come Torino, con i suoi palazzi storici e i piani nobili affacciati su cortili interni eleganti, il classico non è una moda: è una memoria ancora viva.

Stile Neoclassico

Il neoclassico nasce come reinterpretazione più misurata e razionale del linguaggio classico. Mantiene l’ordine e la simmetria, ma alleggerisce l’apparato decorativo. È meno opulento, più raffinato, più contemporaneo nella percezione.

Le modanature sono presenti ma più sottili, i colori si schiariscono ulteriormente – grigi chiari, bianchi luminosi, beige delicati – e l’oro lascia spazio a finiture più discrete. Le linee degli arredi diventano più pulite, pur conservando un’eleganza formale.

È uno stile che dialoga molto bene con l’abitare di oggi, soprattutto negli appartamenti d’epoca ristrutturati con sensibilità. Permette di conservare l’anima storica di uno spazio inserendo elementi moderni con equilibrio. Non è nostalgia: è reinterpretazione consapevole.

Barocco e Rococò

Con il Barocco e, successivamente, con il Rococò, l’equilibrio lascia spazio alla teatralità. Qui lo spazio diventa scenografia.

Il barocco è potenza visiva: curve, dorature, stucchi ricchi, contrasti forti tra luce e ombra. I volumi sono dinamici, le decorazioni abbondanti, i materiali preziosi. È uno stile che nasce per stupire, per affermare grandezza e autorità.

Il rococò, evoluzione più leggera e intima del barocco, introduce maggiore grazia e movimento sinuoso. I colori si fanno più chiari – cipria, verde salvia, azzurro polvere – le decorazioni diventano più minute e decorative. È meno monumentale, più raffinato, ma altrettanto scenografico.

Oggi questi linguaggi sono raramente riprodotti in modo integrale, ma continuano a influenzare l’idea di lusso, soprattutto in contesti dove l’impatto visivo è parte dell’esperienza. Inseriti con misura, possono trasformare un ambiente in un luogo fortemente identitario.

Comprendere questi tre stili significa riconoscere che l’abitare non è mai neutro. È sempre una scelta culturale. E conoscere le radici storiche dell’arredo ci aiuta a non confondere l’eleganza con l’eccesso, la tradizione con la replica, il prestigio con l’ostentazione.

Nelle prossime settimane continueremo questo viaggio, attraversando stili più contemporanei e ibridi. Perché ogni casa, prima di essere arredata, va capita. E ogni stile, prima di essere scelto, va interpretato.

San Valentino a tutta dolcezza

La festa degli innamorati è da sempre il giorno più dolce dell’anno. Accanto alle rose o a un regalo come una romantica spa o un weekend in uno chalet in montagna, il cioccolato declinato in qualsiasi modo, è un must irrinunciabile. Perché non importa come scegli di festeggiare, l’importante è farlo con dolcezza.

E tra i dolci, il cioccolato è il protagonista indiscusso di San Valentino. Vediamo alcune golose novità in grado di rendere speciale il dulcis in fundo di una cena di coppia.

Raccontano un istante d’amore e il suo significato più profondo, Mr. and Mrs. Heart, i due nuovi dessert monoporzione frutto della creatività di Fabrizio Racca. Cioccolato fondente, lampone e fragoline di bosco per Mr. Heart e cioccolato bianco, lampone e fiori d’arancio per Mrs. Heart. Le due creazioni rappresentano figure essenziali e astratte, immerse in un universo fatto di cuori che cadono dall’alto e che costruiscono il paesaggio sentimentale e da bottoni che simboleggiano la cura, la scelta ed il gesto quotidiano di tenere insieme ciò che conta.

Il legame tra cioccolato e amore nasce da lontano, già ai tempi degli Aztechi. Oggi la chimica lo conferma: il cioccolato sa accendere qualcosa dentro di noi, stimola la dopamina e la serotonina, gli ormoni del piacere e del buon umore. In una sola parola: fa stare bene. Regalano un momento di gioia anche le praline Love, firmate Giraudi. Assortite al cioccolato fondente e al latte con ripieni di fragola, frutto della passione e arancia. Tre ripieni diversi per dichiarare con eleganza il proprio amore.

L’eccellenza del cioccolato fondente e l’eleganza di una confezione dedicata alla festa degli innamorati, a forma di cuore, caratterizzano la proposta di Domori. Cuoricini al cioccolato Criollo 70%, uno dei cacao più rari e pregiati al mondo. Il regalo perfetto per San Valentino, il passepartout per una speciale dichiarazione d’amore.

Originali ed eleganti anche le creazioni di Alessandro Spegis, che propone dei raffinati Cuori di cioccolato fondente finemente decorati a mano e ripieni di frutta secca e ricoperta. Un inno alla gioia in grado di conquistare cuore e palato.

Per concludere, il bacio è il gesto concreto che più di ogni altro sigilla una promessa d’amore. Galup lo elegge a simbolo di San Valentino ed in onore della tradizione presenta, in una raffinata confezione di latta rossa, serigrafata con un’illustrazione romantica e dal gusto retrò, Tanti Baci con all’interno una tra le più amate specialità dolci del Piemonte: i Baci di Dama. Questi pasticcini tondeggianti a base di farina, nocciole, burro e zucchero, uniti dalla crema di cacao, ricordano le labbra di una dama che si schiudono in goloso bacio. Un dono ricercato e l’invito a dare sempre tanti baci.


Alessandro Sartore

Spreco alimentare: in Piemonte e’ nata “Una Buona Occasione”

Un problema globale con responsabilità quotidiane

Ogni anno, nel mondo, circa un terzo della produzione alimentare finisce nella spazzatura. Oltre un miliardo di tonnellate di cibo sprecato, con conseguenze pesantissime sul piano ambientale, climatico ed economico. Secondo le stime internazionali, questo fenomeno è responsabile fino al 10 per cento delle emissioni globali di gas serra, oltre a comportare un enorme consumo inutile di risorse naturali come acqua, suolo ed energia. Anche l’Italia non è immune da questo fenomeno. I dati più recenti indicano che ogni cittadino getta mediamente oltre mezzo chilo di cibo alla settimana, pari a circa 29 chilogrammi all’anno. Un dato in lieve diminuzione rispetto al passato, ma ancora lontano dagli obiettivi fissati dalla Strategia europea “Farm to Fork” e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che prevedono di dimezzare lo spreco alimentare pro capite entro il 2030. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo spreco non riguarda soltanto la fase di produzione agricola, la quota maggiore si concentra, infatti, nella distribuzione e, soprattutto, nel consumo domestico. Nelle case si buttano alimenti ancora commestibili per una pianificazione imprecisa della spesa, per la confusione tra data di scadenza e termine minimo di conservazione, per una cattiva conservazione o per porzioni eccessive che restano inutilizzate.

Eppure, ridurre lo spreco è possibile a partire da gesti semplici per esempio pianificare i pasti e la spesa in base alle reali abitudini familiari, leggere con attenzione le etichette, conservare correttamente gli alimenti rispettando le temperature adeguate del frigorifero e della dispensa. Importante è anche imparare a valorizzare gli avanzi: bucce, scarti commestibili e cibo non consumato possono trasformarsi in nuove ricette, dalle zuppe ai dolci, recuperando gusto e valore. Un ruolo significativo è giocato anche dalle scelte di acquisto: privilegiare prodotti locali e di stagione, oltre a sostenere le filiere del territorio, può ridurre fino al 70 per cento lo spreco come evidenziato da Coldiretti Piemonte. Proprio il Piemonte sta affrontando il tema attraverso strategie integrate di prevenzione, educazione e sensibilizzazione. La Regione ha avviato iniziative come il progetto “Una Buona Occasione”, che coinvolge cittadini, scuole, enti pubblici e imprese nel contrasto allo spreco e nel recupero delle eccedenze alimentari, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Sebbene manchino dati ufficiali aggiornati sul totale delle tonnellate sprecate annualmente, in passato si stimava una produzione di circa 450 mila tonnellate di spreco alimentare all’anno, con solo una quota limitata recuperata attraverso le donazioni. Oggi, tuttavia, il territorio mostra segnali di crescente impegno: scuole, centri di ricerca e imprese locali promuovono formazione specifica, innovazione tecnologica e nuove strategie di valorizzazione dei residui agroalimentari. Ridurre lo spreco alimentare non è soltanto una necessità ambientale, ma una responsabilità etica e sociale. Significa rispettare il cibo, le risorse naturali e il lavoro di chi lo produce, ma anche rispondere a una disuguaglianza ancora troppo diffusa nell’accesso a un’alimentazione adeguata. Spesso basta un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane per generare benefici concreti, per la comunità e per il pianeta.

 Maria La Barbera

Gianduja e Giacometta in visita a Palazzo Lascaris

Anche quest’anno si è rinnovato a Palazzo Lascaris l’appuntamento con le maschere della tradizione piemontese e torinese in particolare. Gianduja e Giacometta dell’associazione Famija Turinèisa, guidata dalla presidente Daniela Piazza, sono state accolte dal presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e dal consigliere segretario Fabio Carosso per uno scambio di saluti in occasione dell’avvio delle settimane di festeggiamenti del Carnevale.

Nicco e Carosso si sono congratulati con i due personaggi e con l’associazione per l’attività culturale svolta, fortemente radicata nell’identità piemontese.

Gianduja, impersonato da Marco Raiteri, e la moglie Giacometta, interpretata da Tina Scavuzzo, hanno raccontato alcune curiosità sulle origini ottocentesche delle loro maschere, rilanciate poi dalla Famija Turinèisa cent’anni fa quali alfieri del folclore piemontese. Gianduja ha intrattenuto i presenti con alcuni aneddoti, come quello riferito al cioccolatino gianduiotto che, oltre a prendere il nome dalla maschera, si ispira nella forma alla sezione trasversale del suo caratteristico copricapo a tricorno.

Ufficio stampa CRP

Tutto esaurito per lo Ski Show a Sauze d’Oulx 

Pubblico delle grandi occasioni sabato 7 febbraio scorso a Campetto Clotes, con una folla di persone che non si vedeva da fine anno. Una dimostrazione del successo del ritorno dello Ski Show Sauze d’Oulx.
Si è trattato di una grande festa della neve fortissimamente voluta dal Consorzio turistico Fortur con il Comune di Sauze d’Oulx e la collaborazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, dell’Ufficio del Turismo, della Sestriere Spa, delle Scuole di Sci e Sci Club di Sauze , per celebrare tre eventi di cui ricorrono anniversari importanti in questo 2026.
Sabato sera al Campetto Clotes si sono festeggiati, infatti, i 120 anni dalla nascita di Sauze d’Oulx quale stazione turistica, i cinquanta anni dalla medaglia d’oro di Piero Gros in slalom speciale alle Olimpiadi di Innsbruck ed i venti anni dalle Olimpiadi di Torino 2006.

A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Meneguzzi accompagnato dal vicesindaco Marco Tintinelli e dall’Assessore Davide Allemand che per questo evento tanto si è  speso. È  stato un evento costruito assieme alla Sestrieres SPA. La sinergia è  stata suggellata dalla presenza del presidente Massimo Feira che ha portato il suo saluto accompagnato dall’AD Luisella Bourlot.
A presentare la serata Giulia Gros, affiancata da Marco Capitanio e da James Hanson, che ha fatto la presentazione in inglese. Per la storia dello sci anche un intervento dello storico Amedeo Macagno.

Quindi il via alle evoluzioni partendo da una discesa in abiti d’epoca, passando per il telemark per approdare al momento clou della serata con i salti. In mezzo spazio ai grandi protagonisti dello sci di Sauze d’Oulx come le sorelle Alessandra e Barbara Merlin, che hanno vissuto da protagoniste in pista le emozioni delle Olimpiadi, l’istruttore nazionale  Simone Eydallin, la danzatrice Monica Biondi e il saluto web di Matteo Eydallin. Gran finale con il progetto Sciabile Onlus presentato dal presidente Valter Perron e con la bandiera dello sci di Sauze e primo istruttore Nazionale  di Sauze Giuliano Vitton ad aprire la fiaccolata finale seguito dai ragazzi degli Sci Club e Scuole di Sci.

“Il ritorno dello Ski Show dopo tanti anni è stato un grande successo – ha dichiarato il sindaco di Sauze Mauro Meneguzzi – Vedere Campetto Clotes così pieno di gente è sempre una grande emozione. Un grazie da parte dell’Amministrazione Comunale a tutti coloro che hanno lavorato per la riuscita di questo evento a partire dal Consorzio Fortur. Un grazie va poi alla Sestrieres Spa che ha voluto essere presente con il suo presidente Massimo Feira e l’amministratore delegato Luisella Bourlot, a conferma dell’ottima sinergia presente tra società degli impianti e pubbliche amministrazioni. Un grazie ai maestri di sci e ai nostri campioni  che questa sera si sono cimentati sulla neve di Clotes, offrendo il ventaglio completo dell’offerta sciistica e facendoci rivivere lo spirito Olimpico.

Mara Martellotta

Torna il Carnevale di Carmagnola

Il Carnevale di Carmagnola 2026, organizzato dalla Pro Loco di Carmagnola APS in collaborazione con il Comune di Carmagnola, si svolgerà domenica 15 e martedì 17 febbraio. Si tratta di due giornate di festa, colori e allegria nel cuore della città pensate per coinvolgere famiglie, bambini e appassionati di tutte le età in un clima di condivisione e divertimento.

Domenica 15 febbraio dalle ore 15.30 presso il Salone Antichi Bastioni sarà la volta della Baby Dance animata da Madame Zorà, artista da anni impegnata in attività di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie. Sarà un pomeriggio all’insegna della musica, del movimento e del gioco, con momenti pensati per coinvolgere attivamente i più piccoli in un clima di partecipazione e di festa. A cura della Pro Loco di Carmagnola seguirà un Nutella Party aperto a tutti i bambini.

Martedì 17 febbraio il Carnevale raggiungerà il suo apice con la sfilata dei carri allegorici in programma a partire dalle 15, lungo un percorso che interesserà via Novara, via Bergamo, via Torino e via Savonarola, per poi concludersi nuovamente in via Novara.
Ad accompagnare la sfilata saranno le storiche maschere cittadine di Re Peperone e della Bela Provonera, l’uno interpretato da Lorenzo Piana , che incarna dal 1991 questa figura, l’altra da Karin Borga, nel ruolo della Bela Provonera.
La maschera di Re Peperone è  stata ideata nel 1952 dal fumettista Sebastiano Craveri e nel tempo è  divenuta uno dei simboli maggiormente riconoscibili della città di Carmagnola, anche grazie al legame con la Fiera Nazionale del Peperone.
Nel 2018 ha ottenuto la certificazione ufficiale con la registrazione del nome e del marchio e l’inserimento nel Registro delle Maschere italiane.

Saranno sette i gruppi provenienti da diversi Comuni che parteciperanno alla sfilata dei carri allegorici, Carmagnola, Bruere, Chieri, Nichelino, Piobesi Torinese, Roletto e Racconigi, offrendo al pubblico uno spettacolo diffuso e dinamico, un’occasione di festa collettiva, di animazione urbana e di condivisione culturale, capaci di unire generazioni e di valorizzare la partecipazione di realtà locali e cittadine.

La Pro Loco Carmagnola APS organizza eventi in collaborazione con il Comune di Carmagnola, con il sostegno di BTM Banca dei Territori del Monviso, e Reale Mutua Assicurazioni agenzia di Carmagnola.

Ufficio Manifestazioni Comune di Carmagnola tel 0119724270-379-
Email cultura@comune.carmagnola.to.it

Mara Martellotta

A Chieri… “Un amore di Carnevale!”

La sfilata chierese di “Carri Allegorici” sarà una Festa tesa ad unire la trasgressività del “Carnevale” e i cuori innamorati di “San Valentino”

Sabato 14 febbraio, dalle 14,15

Chieri (Torino)

 Che “amore di Carnevale” sarà la sfilata, tanto attesa, dei “Carri Allegorici e dei figuranti” in quel di Chieri! Lì lì per essere cancellata, ma recuperata in piena “zona Cesarini”, la “sfilata” si terrà invece sabato prossimo 14 febbraio, dopo essere stata annullata ( “per motivi indipendenti – precisano da Palazzo Civico – dalla volontà del Comune e degli organizzatori”) il sabato 24 gennaio, come prefissato da iniziale copione. Non solo. Ma sabato 14 febbraio sarà anche “festa doppia”. Festa di “baldoria carnascialesca” e Festa di tanti “cuoricini” trafitti dall’implacabile freccia di Cupido, a celebrazione della ricorrenza di “San Valentino”, tradizionale “Festa degli Innamorati”.

Questo, ordunque, il nuovo percorso del défilépartenza alle ore 14,15 da piazza Quarini. Si proseguirà poi lungo via Roma, viale Diaz, via Principe Amedeo, via delle Orfane, via Palazzo di Città, via Vittorio Emanuele II, con arrivo in Piazza Dante.

Apriranno la sfilata i carri realizzati a Chieri, quello della Scuola primaria dell’“Istituto Santa Teresa”, a tema “La carica dei CENTOSES’SANTA”  e il carro delle “Parrocchie Chieresi”, a tema “I clown di Chieri”. A seguire quelli provenienti da tutto il Piemonte. Tra i principali, quelli di Poirino, Racconigi,  Villafalletto, Pinerolo, Nichelino e Carmagnola “Tetti Grandi”.

Il ritrovo dei carri è stato spostato in piazza Quarini per lasciare tutta piazza Europa libera per il parcheggio di  pubblico e visitatori. L’altro grande parcheggio di attestamento è l’area “exTabasso”.

Dichiara l’assessora alla Cultura e alla Promozione del Territorio Antonella Giordano“Dopo un’attenta valutazione delle varie possibilità, abbiamo deciso di recuperare la sfilata dei ‘Carri Allegorici’ del Carnevale per sabato 14 febbraio. Sarà l’occasione per promuovere doppiamente la nostra città, invitando cittadini e turisti sia a vivere la gioia e il divertimento del Carnevale, sia ad approfittare della bellezza e delle tante opportunità che negozi e ristoranti offriranno per festeggiare ‘San Valentino’. Queste manifestazioni non sono solo occasioni di animazione per la città ma strumenti strategici per la sua crescita trasformativa, unendo intrattenimento, marketing territoriale e coesione sociale. Ringrazio la ‘ProChieri’ per non essersi persa d’animo e aver continuato a lavorare con l’‘Amministrazione comunale’ per organizzare la sfilata in una nuova data. Sarebbe stato più facile annullare tutto. Dietro al Carnevale c’è un grande lavoro  animato solo dalla passione che muove i volontari. Tra questi vorrei ricordare anche le tante persone che hanno lavorato per allestire i due carri chieresi, dimostrando che la nostra è una comunità attiva e vitale. Sono certa che l’allegria e il sorriso che vedremo sui volti dei bambini e dei genitori ripagherà da tutti gli sforzi”.

E alle parole della Giordano, s’affiancano quelle dell’assessore al “Commercio, Mercati, Artigianato, Cibo e Polizia Locale”, Biagio Fabrizio Carillo“Due feste si uniscono, offrendo alle famiglie chieresi e a chi visiterà la nostra città un sabato ricco di occasioni di svago, con i negozi aperti per lo shopping e i ristoranti con menù a tema. Abbiamo incontrato i rappresentanti dei commercianti, spiegando loro le ragioni tecnico-organizzative che ci hanno indotto a scegliere come unica data possibile quella del 14 febbraio. Con gli agenti della Polizia Locale abbiamo svolto diversi sopralluoghi per valutare il percorso. L’alternativa era rinunciare al Carnevale, invece, tramite il confronto e il coinvolgimento, il sabato 14 gennaio prossimo si è trasformato in una ‘doppia occasione di festa’ con positive ricadute per tutti. Un ringraziamento alla Polizia Locale e a tutti i volontari che garantiranno un prezioso servizio di vigilanza”.

g.m.

Nelle foto: Manifesto della “Sfilata” del prossimo sabato 14 febbraio e un’immagine della “Sfilata” 2025