Focus: i vini autoctoni dell’isola, le storie di uomini e donne del vino StarHotel Majestic – Corso Vittorio Emanuele, 54

La Sardegna è la protagonista del secondo incontro dell’anno di Go Wine a Torino.Un focus sulla viticoltura dell’isola, ricca di vini autoctoni e di una storia antica legata alla coltura della vite. Una sorta di viaggio nelle principali aree di produzione dell’isola con la presenza di uomini e donne del vino in sala a raccontare vini e territorio.Grazie alla collaborazione con il Circolo Sardi Sant’Efisio di Torino, la serata si arricchisce con alcuni assaggi di prodotti tipici sardi. Accompagneranno la degustazione gli assaggi di spianata sarda, formaggio e salumi.
Le aziende al banco d’assaggio:Argiolas – Serdiana (Ca); Cantina del Giogantinu – Berchidda (Ot);Cantina di Dorgali – Dorgali (Nu); Cantina Trexenta – Senorbì (Ca);Carpante – Usini (Ss); Columbu – Bosa (Or);Deiana Ferruccio – Settimo San Pietro (Ca); Dettori – Sennori (Ss);Fradiles – Atzara (Nu); Gostolai – Oliena (Nu); Ledda Fele – Oliena (Nu);Mesa – Sant’Anna Arresi (Ci); Mora&Memo – Serdiana (Ca);Murales – Olbia (Ot); Pala – Serdiana (Ca); Quartomoro di Sardegna – Arborea (Or);Su ‘Entu – San Luri (Vs); Tenute Delogu – Alghero (Ss); Zarelli Vini – Magomadas (Or).
Programma e orari:Ore 17,00 – 19,00: Anteprima: degustazione riservata ad operatori professionali (titolari di Ristoranti, Enoteche e Wine Bar);Ore 19,00: breve conferenza di presentazione dell’evento;Ore 19,15 – 22,00: Apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati. Il costo della degustazione per il pubblico è di € 17,00, Soci Go Wine € 12,00, riduzione soci associazioni di settore € 15,00, Il costo della degustazione segna un piccolo aumento rispetto alle precedenti comunicazioni per l’assaggio di prodotti tipici sardi.
L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata. L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2016 (benefit non valevole per i soci familiari).
ATTENZIONE: Per una migliore accoglienza è consigliabile confermare la presenza alla serata all’Associazione Go Wine, telefonando al n°0173/364631 oppure inviando o un’e-mail a stampa.eventi@gowinet.it entro le ore 12.00 di mercoledì 09/03 p.v..
La giornata conclusiva, quella di sabato 27, è stata all’insegna della conoscenza diretta del territorio piemontese e delle eccellenze locali. I giornalisti accreditati hanno potuto partecipare a percorsi enogastronomici presso diverse aziende. Vi racconteremo l’Educational “Imbottigliati… in collina” che ci ha portato alla scoperta delle colline della Gattinara e delle sue prelibatezze, il vino e il riso
forma della bottiglia, ideata nel 1958, che contiene il Gattinara Travaglini. La “pancia” pronunciata e la forma “storta” permettono la decantazione trattenendo l’eventuale sedimento naturale che si forma nel lungo riposo del vino in cantina. Il Gattinara DOCG viene lasciato riposare per tre anni mentre quello Riserva per quattro. Il Tre Vigne DOCG è invece quello che strizza di più l’occhio ai compratori internazionali e nasce dall’unione di uve provenienti da tre vigneti posti a diversa altitudine. Il sogno e L’altro sogno sono frutto dell’idea di Giancarlo di utilizzare uve stramature fatte appassire per cento giorni. Il secondo si differenzia dal primo per la presenza di un maggiore residuo zuccherino. Il signor Travaglini, venendo a mancare, non ha potuto però assistere alla realizzazione del sogno, ma la famiglia lo ha portato a compimento. La degustazione di questi vini ci ha permesso di sentire gli odori e i sapori intensi, frutto di una terra rocciosa ricca di sali minerali di ferro. L’accompagnamento con salame della Gattinara e toma valsesiana è stato perfetto.
La sua è un azienda piccola che non ha nulla da invidiare a quelle più grosse, stessi procedimenti, stessa resa e qualità. Il processo di lavorazione meccanizzato dura circa 15 minuti, inizia dalla sbramatura del risone che viene pulito e diventa chicco. Da questo processo viene scartata la lolla, parte esteriore del chicco poi utilizzata per la produzione di mangimi per animali. Il secondo step è la sbiancatura del chicco, dal quale si elimina invece la pula. La Tomasoni Riso produce principalmente quattro varietà di riso: il Carnaroli, l’Arborio, il S. Andrea e il Baldo. Dal 2007 il prodotto ha ricevuto la Denominazione d’Origine Protetta “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, l’importante rinascimento tutela e allo stesso modo garantisce l’unicità e la qualità del riso.
Dal 27 febbraio al 6 marzo al Lingotto Fiere di Torino torna, completamente rinnovato, il Salone dedicato alle idee per abitare. Porte aperte sabato 27 febbraio con ingresso gratuito per il pubblico per festeggiare le grandi novità di questa edizione


Hanno “vinto” i pensieri, ha vinto il ricordo di ciò che è stato letto o raccontato, ha vinto ciò che ho vissuto. Via Renato Martorelli, comandante partigiano a cui è intitolata la locale sezione dell ‘Anpi ( Associazione partigiani ) il cui presidente , è il mitico novantenne Palmiro Gonzato giovanissimo sappista veneto immigrato dopo la guerra. In barriera, dopo 70 anni è ancora vivo il ricordo, la voglia di ricordare.
Continua a piovere ed i portici, un toccasana, dall’Armeria Reale fino a piazza Vittorio un insieme. Ci si attarda nel leggere i titoli dei libri sulle bancarelle. Turisti e torinesi che amabilmente passeggiano. Anche loro, come continuità con le periferie: i senza tetto, con qualche monetina vicino. Una via Po senza auto parcheggiate, preludio per il pomeriggio. Si apre la visuale su Piazza Vittorio, la più grande piazza d’Europa. Solo Palmiro Togliatti, subito dopo la guerra, ha avuto l’ardire e l’onore di riempirla per un suo comizio. Altri tempi. E poi Gran Madre, austera ed anche un po’ sinistra, uno dei punti esoterici di questa nostra città. e mi rendo conto d’essere passato all’inizio di Via Milano, nel piccolo slargo, ho percorso un lato del triangolo magico.
organizzato dai giovani comunisti al Festival Nazionale dell’Unità. Perplesso sul risultato finale, piena di gente, che ci ha fatto conoscere una Torino non solo operaia.E poi questo oltre Po che assomiglia ad un paesone. Capannelli di persone che amabilmente chiaccherano dando al tempo un’altra dimensione…





