Il 27 gennaio 2007, veniva inaugurato nell’ex fabbrica di liquori Carpano, Eataly, il primo spazio dove poter mangiare, comprare e imparare il meglio delle grandi eccellenze regionali italiane. Ieri, esattamente 10 anni dopo la sua nascita, il grande impero gastronomico creato da Oscar Farinetti, ha deciso ancora una volta di far sentire la sua voce, organizzando una festa di compleanno degna della sua fama.
In un clima di festa, ma senza mai tralasciare i concetti di impegno, dedizione, passione e duro lavoro, Oscar Farinetti e il presidente esecutivo Andrea Guerra, hanno raccontato – dando la parola anche ad alcuni dei tantissimi collaboratori che compongono la famiglia di Eataly- quello che questo grande impero, partito come una scommessa all’insegna dello slow food, ha rappresentato negli ultimi 10 anni e continuerà a rappresentare.Quattro sono gli obiettivi che tutti si augurano continueranno a contraddistinguere l’impegno dell’azienda: creare nuovi posti di lavoro, investire nel restauro di vecchi immobili dimenticati invece di continuare a costruirne di nuovi,
togliendo sempre più spazio alla città, celebrare la biodiversità nel mondo e offrire qualità ad un numero sempre maggiore di persone. In una sola parola, il vero obiettivo di questa grande azienda dal “sangue” tutto italiano, sono le persone.
Alla conferenza, tenutasi alle ore 17e30 nella Sala dei Duecento, erano
presenti alcuni nomi della politica passata e presente quali il presidente della Regione Sergio Chiamparino, l’ex sindaco Piero Fassino, l’assessore alla cultura e al turismo del Piemonte, Antonella Parigi e molti altri nomi illustri che hanno voluto presenziare per celebrare questo grande traguardo tutto torinese.
Durante la conferenza si è inoltre evidenziato il fatto che questa grande scommessa, partita da Torino e diventata in questi 10 anni un successo quasi mondiale, porterà il brand a Los Angeles, Las Vegas, Mosca, Verona, Bologna (FICO Eatalyworld), Stoccolma, Toronto, Londra e Parigi; creando così dei veri e propri luoghi dove poter gustare, comprare e conoscere il meglio del “made in Eataly”.
Dieci anni di successo. Dieci anni durante i quali
questa azienda ha contribuito a cambiare la cultura del mangiare, dando sostanza a una nuova sensibilità sul gusto del cibo e dimostrando come si possa investire sull’alta qualità di un prodotto, riuscendo a donarlo a tutti. Ieri non è stata solo la celebrazione dei 10 anni di Eataly. La giornata di ieri ha anche rappresentato la celebrazione di una nuova Torino che grazie a grandi aziende come questa, è sempre in continuo cambiamento. Buon compleanno Eataly, questa città si augura di spegnere molte altre candeline insieme a te.
Simona Pili Stella
(foto: Essepiesse/il Torinese)
Nella grande sala di via Barbaroux 32 si potranno ancora ammirare i menu che spesso celebravano eventi particolari, pubblici o privati. Come quello che risale al 2 ottobre 1839 a Palazzo Reale che era stato organizzato in occasione del compleanno di Carlo Alberto;
















Pomaretto, comune della Città Metropolitana di Torino, insieme a Faedo, in provincia di Trento, rappresenterà l’Italia alla competizione, Entente Florale Europe, concorso europeo dedicato ai migliori Enti locali che fanno della fioritura, della bellezza, della vivibilità, dell’accoglienza un punto di forza e il fulcro di tutta l’attività amministrativa
dell’agricoltura. A febbraio, a Praga, verranno definite le visite che i giudici europei del concorso effettueranno a Faedo, che grazie al supporto della provincia Autonoma di Trento, ha potuto accettare la candidatura e a Pomaretto, dove con il lavoro e la caparbieta’ dei suoi abitanti il lavoro di preparazione è già partito. Ad aderire al concorso Entente Florale Europe sono città e paesi di Italia, Germania, Austria, Slovenia, Repubblica Ceca, Irlanda, Inghilterra, Olanda, Ungheria e Belgio. A seguire i due enti saranno Renzo Marconi
Li propone Vinolento, ogni mercoledì dal 1 al 22 febbraio 2017, alle 21:
incontro. Partendo da concetti scientifici e cenni storico-geografici, giungeremo alla nostra personale opinione su questo mondo così ricco di colori e profumi, molteplici e diversi, che troppo spesso viene appiattito da troppi stereotipi figli delle leggi di mercato e di decenni di standardizzazione. Il percorso tratterà i seguenti temi: introduzione e teoria della degustazione, vite e viticoltura, cenni di enologia, il vino naturale, cenni di enografia 1, cenni di enografia 2.
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Un viaggio tra i mestieri del libro e della moda. È quanto propone la mostra “Come in un libro aperto”, all’Ufficio relazioni con il pubblico dell’Assemblea regionale di via Arsenale 14/G, a Torino.
del liceo e al mondo del lavoro.Con la presidente di Amico libro Ausilia Ferraris Passalenti e la tutor scolastica Elena Lanza di Casalanza, intervengono la giornalista e docente dell’Istituto europeo di design (Ied) di Torino Eleonora Chiais sul tema “Valore dell’orientamento”, Liliana Annovazzi dell’Associazione scuola educazione (Ase) su “L’importanza dell’esperienza” e il presidente del Centro servizi per il volontariato Silvio Magliano su “L’incidenza sociale dell’esperienza nell’alternanza scuola-lavoro”. 
“Il cibo per cani che offriamo – prosegue Roberto Bonetto – è assolutamente certificato in quanto privo di additivi artificiali, conservanti, ormoni e antibiotici. Il cibo per cani Denkadog è presente su Oipa e “Consumo consapevole” nella primissima fascia di prodotti Cruelty Free ( questa casa non esegue nessun test su animali nella produzione sia diretta sia indiretta degli alimenti). Ogni materia prima è di primissima qualità e corredata da un certificato di garanzia HACCP, lo stesso usato per la produzione di alimenti per uso umano. È anche stata approvata dalla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), un’organizzazione no profit a sostegno dei diritti degli animali, fondata nel 1980 e con sede a Norfolk, in Virginia. Conta in tutto il mondo 800 mila membri.
rischio di un eccesso proteico, contrastando patologie e problematiche di diversa natura, quali obesita’, problemi intestinali e digestivi, diminuzione ossidativa tipica dell’avanzare dell’età dell’animale, allergie e intolleranze, rese sempre più frequenti dalla scarsa qualità del cibo utilizzato”.
Ogni giorno siamo sottoposti a continue e discutibili interpretazioni di vittorie sofferte o sfortune indicibili che connotano imprese di atleti che lottano quotidianamente con sé stessi per ottenere il meglio da ciò che fanno, da parte di commentatori televisivi “saccenti”.
di tutti e tutti ormai sono esperti di tutto, non è raro incontrare, televisivamente parlando, ad ogni ora del giorno campioni sportivi di ogni disciplina che si cimentano in gare di qualsiasi livello, dal campionato del mondo al trofeo di condominio fino alla sfida del dopopranzo… .
prove precedenti o si millantano situazioni future da verificare. Si vive sempre in attesa di altro o si ricorda il passato e poco importa la situazione presente. Prendiamo il caso del calcio. Subito dopo ogni evento sportivo, o addirittura durante, chi vince deve già pensare alla prossima volta. Non è importante che abbia vinto oggi, ma se riuscirà di nuovo a vincere il futuro appuntamento. Non si può godere del momento. Mentre è giustificabile per gli sconfitti, in quanto la speranza aiuta a non disperare, ci si chiede perché anche chi vince debba immediatamente pensare a cosa sarà in grado di fare poi. E’ curioso, ma chi vince riceve molte accuse in merito alle vittorie sentendosi dire che gli è andata bene.
gare di sci di fondo il passo così diverso di chi arriva con tre secondi di distacco su 50 chilometri? E nelle prossime “gare invernali”, riuscirete a vedere i più veloci tra i paletti dello sci o del bob tra le curve di ghiaccio, senza il cronometraggio elettrico istantaneo e i tre o quattro intertempi?
inimmaginabile e fondamentale per la storia dell’umanità. Urla, descrizioni apocalittiche (ricordate … scatenate l’inferno appena si spegne il fuoco rosso… neanche fossimo pronti all’apparire dell’aldilà?), sceneggiate clamorose di gesta che salvano e redimono l’uomo tanto eccezionale sarà l’impresa dell’atleta. Scendere dal pero, si direbbe, potrebbe rendere un servizio sportivo utile e simpatico e non una folle ricerca di parole epiche per storie banali… .
comune e non immaginabili al mondo dei “normali”? E’ vero che saper volteggiare sul ghiaccio non consente all’umanità di stare meglio o risolvere problemi di natura petrolifera, ma non si vive di solo pane e un po’ di poesia aiuta a vivere meglio…ed è vero che chi sa piroettare sul ghiaccio non dovrebbe sentirsi a sua volta una specie di divinità in quanto anche lui o lei avrà bisogno del meccanico per l’auto o dell’idraulico per le perdite del bagno…e forse un po’ di sano equilibrio tra gioco e realtà non guasterebbe…