La Finestra sul cortile è una rubrica sulla nostra città, sulla moda, sul costume e lifestyle.Torino è una città bellissima, elegante, magica, sorprendente, viva. Discreta un po’ sofisticata, se ne sta lì, all’ombra della sua Mole, aspettando di essere vissuta in tutta la sua interezza!
del prezzo attaccato! Ed ecco che entra in scena La Guardarobiera che con un rammendo in contrasto o con un ricamo particolare dà nuova vita ai nostri capi, permettendoci di indossare la nostra vecchia maglia rinnovata da qualche dettaglio in più, il nostro cappotto dalla foggia un po’ démodé reinventato da qualche riparazione in un punto strategico o il nostro abito nero un po’ bon ton o troppo anonimo arricchito con dettagli particolari di applicazioni a contrasto. Paola & Paola alias La Guardarobiera sono delle consulenti dell’armadio che con gusto, originalità ed esperienza riescono a personalizzare il nostro guardaroba, perché spesso basta un dettaglio per valorizzare il look. Infatti si può definire la loro attività come una vera e propria “armadio terapia “. Dove le possiamo trovare per vederle all’opera? Essenzialmente sui social, ma non di rado La Guardarobiera presenzia ad eventi o giornate nelle boutique della città, io per esempio, le ho conosciute ad un evento alla Galleria Marco Polo, altrimenti lavorano su appuntamento. Si dice che un abito sia vintage dopo vent’anni di permanenza nel nostro armadio, ecco… per chi come me non butta mai via nulla, la soluzione è quella di indossare i vecchi capi rimodernati con originalità e buon gusto, senza sembrare direttamente catapultati negli anni ottanta o avere quell’aria tristemente ed anonimamente retró.
creativi per parlare di stile e di moda e perché no, acquistare pezzi unici della collezione. L’idea è quella di unire brands differenti uniti da un senso di concretezza e di serietà, un progetto tutto al femminile con il fine preciso di guardare alla moda da un punto di vista etico e non solo estetico. Pensare al riciclo, al riuso ed al km zero. Quali sono i brand che parteciperanno a talent House: Beltepà, che presenta un progetto nato sull’incontro sulla Via della Seta dei preziosi tessuti uzbeki ed il design italiano per dar vita ad un mix di cultura e di innovazione fondendo le stoffe uzbeke con il nostro gusto. Ombradifoglia di Elena Pignata: Elena Pignata è l’interprete di un nuovo concetto di vestibilità e costruzione della figura, la moda e ricerca, virtù e sentimento che si esprimono in emozioni. La sua creatività si manifesta con la nascita del marchio Ombradifoglia. Feelosophically di Pamella Barroso: brasiliana di origine Pamella esprime una moda introspettiva che va oltre le apparenze, questa la caratteristica principale della stilista. Atelier Jmonteiro: Jenny Montero realizza abiti da donna su misura. La stilista ha iniziato confezionando abiti da sposa. Un cammino professionale caratterizzata dalla passione per la realizzazione di abiti femminili. Shamur: di Maurizia Cabbia, architetto e stilista, passione per la moda e studio dei tessuti ne diventano caratteristica. Specializzata nel Knitwear, la sua linea viene distribuita in negozi selezionati e di nicchia. I Sogni di Lulú: Enrica Fontolan de I Sogni di Lulù è una designer di gioielli ed accessori. La continua ricerca di materiali e la sperimentazione cromatica, l’equilibrio di forme e l’armonia caratterizzano le sue creazioni. Pezzi unici realizzati a mano e a tiratura rispecchiano la passione per la moda creatività e design. E poi la Galleria Marco Polo, galleria torinese che tratta oggetti e arredi di antiquariato arte e design e selezionati abiti vintage. A Talent House la galleria è presente con The Kings of Italian Fashion, selezione di abiti accessori vintage dedicata a Valentino, Gianfranco Ferrè e Gianni Versace. Daniela Vecchi: La sua capacità di mescolare rari tessuti, garze di cotone e preziose sete indiane a tessuto tecno; bordure di broccato fanno da raccordo a trame impalpabile di cachemire. Feltri e seta. Tartan e velluti, volumi ampi che evocano antiche guerriere o eleganti geishe sono le donne rappresentate da questa stilista. Lis Furlanis: Brand udinese presente con una piccola collezione caratterizzata dalle tipiche calzature friulane prodotte con materiali di riciclo. Il progetto è stato possibile grazie anche agli sponsor Etav e Fontanafredda. L’ingresso a Talent House è libero; gli orari di apertura sono 24 novembre dalle 14:00 alle 18:00 e 25 novembre dalle 11:00 alle 18:00. Per tutte le informazioni consultare la pagina Facebook dell’evento.
Quattro incontri natalizi con intrattenimento musicale a sostegno delle borse di studio della Fondazione Cecilia Gilardi o.n.l.u.s.
CAPRICORNO












La Regione Piemonte ha partecipato come Regione Ospite d’onore alla fiera
Non solo più in moto, non solo più a piedi, camminando o correndo: quest’anno al Raduno dei Babbi Natale, di fronte al Regina Margherita, sarà possibile arrivare anche in bicicletta, attraverso un percorso di 4 km,
Messer Tulipano, la manifestazione che ogni primavera illumina il parco del castello di Pralormo con oltre 90.000 tulipani, ha omaggiato 3.600 bulbi alla Cascina quadrilatero – L’orto urbano di Piazza Emanuele Filiberto
Ecco un ristorante che mi ricorda che si va a cena fuori non per sfamarsi ma per emozionarsi e che si possono gustare piatti abbondanti e di ottima qualità senza subire un furto da parte di chef arroganti con manie da diva.
Quadrilatero Romano, famoso per botteghe e caffè, locande e osterie, mercati, chiese, leggende e alchimisti, si trova il ristorante E’ cucina, aperto dallo chef emiliano Cesare Marretti, volto noto della Prova del cuoco. Il menu è a sorpresa, un po’ come quando si è ospiti a casa di amici, bisogna solo decidere se si vuole mangiare carne, pesce o vegetariano e poi abbandonarsi con fiducia all’estro
dei cuochi che prepareranno minimo due piatti (tutti al prezzo di 8 euro). Optiamo per il pesce e scegliamo il vino, l’unica cosa che si può scegliere. Un Blanc Chardonnay Oltrepò Pavese Tenuta Mazzolino, che il giovane e preparato cameriere ha saputo consigliarci, soffermandosi con dovizia di particolari sul vitigno e il produttore. Arriva nel giro di poco la prima portata: tartarre di ombrina sormontata da un morbido soufflé di patate con contorno di foglie di zucchine e cipolla di
tropea caramellata. Tutto molto fresco, delicato ed esaltato dal condimento curato. A seguire un polipo appena scottato accostato ad una mozzarella di bufala su una vellutata di mele calda e
come contorno dei broccoli. Porzione generosa e accostamenti azzeccatissimi creano sublimi e inedite sensazioni alle papille gustative. Gli impiattamenti, fatti con stile, sono privi di quei vuoti virtuosismi che cercano di attrarre più l’occhio del palato. Niente è lasciato al caso. Tutto è finalizzato ad esaltare i sapori. Il premuroso personale ci chiede se va tutto bene e se vogliamo lasciarci stupire ancora da una terza portata. Accettiamo entusiasti e mentre ci complimentiamo ci viene spiegato che le materie prime arrivano
direttamente dal mercato di Porta Palazzo. E’ il signor Massimo (terzo banco a destra arrivando dal ristornate…occhio!) a rifornire personalmente con cura il ristorante ogni due giorni con prodotti freschi e di stagione, esposti in bella mostra ed invitanti sul bancone della prima sala dove vengono anche rifiniti i piatti prima di essere serviti. Il terzo piatto a sorpresa è del baccalà con pomodorini e olive
taggiasche. E per finire ci vengono serviti due dolci: una cheese cake e un tortino al cioccolato dal cuore caldo. Meravigliosi.
vino e caffè 10 euro; 15 euro col secondo al posto del primo; 20 euro con entrambi, primo e secondo. A pranzo non è possibile prenotare se non tavoli da otto persone in su. Conviene presentarsi per tempo, quindi, perché ogni giorno ci sono code chilometriche! Non ho resistito. Qualche giorno dopo sono andata a cercare il banco del signor Massimo a Porta Palazzo
“Algasiv…” dice il vecchietto entrato con circospezione. “Come, scusi?” Gli chiedono dall’altra parte del bancone. “Algasiv…” ripete lui con un filo di voce, prima di accorgersi di essere nel posto sbagliato. “Oh, basta! Ma sun dal tabachin!”. Entrare in tabaccheria pensando di trovarsi in farmacia:
attendibile. Migliaia di persone, ciascuna con i propri crucci e le proprie gioie, i vizi e le manie passano, seppur fugacemente, sotto l’occhio vigile del titolare. In questo caso si tratta di una lei , orgogliosamente tabaccaia da cinque anni. Si chiama Valeria
di umanità. Una specie di stazione ferroviaria dove il capostazione è oltre il bancone a dirigere un traffico frenetico, non di mezzi ma di persone. Certo, la tabaccheria non è’ più quella di una volta . Oggi è’ una “centrale” di apparecchiature elettroniche per il gioco, le bollette, le ricariche telefoniche, le mille tipologie di codici acquisto per il mercato online. Ma anche la gente sara’ cambiata negli atteggiamenti e nei modi di fare? “Spesso prevale la fretta, il desiderio di fare tutto e subito che si trasforma in maleducazione”, ci spiega la nostra graziosa tabaccaia.
GLI STORPIATORI
I DISTRATTI
sapere come stiamo. C’è anche chi ci fa dei piccoli pensieri”, spiega Valeria mostrando al cronista un piccolo anello che le è’ stato donato. “E fa sempre piacere – prosegue – il caffè offerto la mattina presto consegnato dal barista quando sei da sola e quindi sanno che non puoi muoverti per andare al bar”.
CAPRICORNO