Un pomeriggio al MAO sorseggiando il tè
Il MAO di Torino organizza una serie di eventi che hanno la particolarità di unire una visita guidata all’interno del museo ad una degustazione di tè pertinente all’area culturale proposta. Gli eventi, cominciati a fine ottobre, si svolgono il sabato pomeriggio e ogni appuntamento vede protagonista una delle cinque Gallerie che lo costituiscono, dando alcuni spunti di riflessione che permettono di percorrere virtualmente le antiche rotte della via del tè. L’itinerario si conclude ogni volta con una degustazione di tè. Io ho partecipato al primo evento in calendario che proponeva un’esaustiva visita guidata nella galleria che percorre Tibet e Himalaya a cui è seguita una degustazione di pregiati tè provenienti dalle regioni asiatiche oggetto della visita; l’evento è durato circa un’ora e mezza. Infatti dopo aver visitato le bellissime sale che ospitano statue in bronzo e oro dei Buddha, copertine lignee nepalesi antichissime e
preziosi manoscritti tibetani, il pomeriggio si è concluso nel giardino del museo dove Claudia Carità di The Tea ci attendeva per un’accurata degustazione dei tè ispirata alla via carovaniera del tè e dei cavalli, percorsa per millenni a piedi dai portatori appunto di tè. La signora Carità, fondatrice del marchio The Tea, della storica Torrefazione moderna di Via Corte d’Appello ha preparato un vero e proprio banchetto per farci assaporare il tè, spiegandone l’arte. La signora Carità tiene dei corsi presso Eataly e fa parte de “I maestri del gusto “. Ha riprodotto degli assaggi appositi per accompagnare il tè (nella specie il tè nero nepalese Finest Nepal Jun Chiyabari, ottenuto da un giardino di soli 75 ettari tra i 1650 e i 2100 metri di altitudine) proposti con tramezzini integrali con paté di formaggi guarniti con frutta secca, biscotti speziati e frutta essiccata. Claudia Carità con The Tea curerà la degustazione del tè al termine di ogni evento in programma che si susseguiranno nei mesi a venire. Ciascun incontro avrà come tematica un paese orientale ospitato nelle sale del Museo d’Arte Orientale a cui seguirà una nuova degustazione del tè inerente al paese oggetto della visita. La stagione è ormai fredda e poter trascorrere un sabato pomeriggio diverso dal solito può essere un buon compromesso per mettere d’accordo adulti e bambini assaporando cultura e tè pregiati.
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I bijoux di DADA La Pulce
In questa rubrica mi piace dare spazio ad artigiani, talenti emergenti, artisti e designer che si impegnano quotidianamente per dare valore al loro lavoro, dove la ricerca del bello o del particolare diventa sinonimo di passione. Oggi parliamo di bijoux. Daniela Daprat è la creatrice di DADA La Pulce bijoux, alessandrina di nascita è cresciuta tra moda e accessori nella boutique della mamma nel centro storico di Alessandria. Ma la sua vera passione sono sempre stati i bijoux, le creazioni artigianali. Ha quindi cominciato a creare bijoux per se stessa spinta dalla curiosità e dalla voglia di imparare. Ha cercato qualcosa che la rappresentasse, che fosse colorato, unico e che si notasse.
Ha voluto materiali semplici, pochi metalli a contatto con la pelle per via di fastidiose allergie, pezzi unici proprio per rimanere tali e che la facessero sentire unica. Da lì è nata la meravigliosa storia d’amore tra Daniela ed i suoi estimatori. Ricorda con emozione le prime richieste di creazioni per fare regali speciali, sapere che dietro il suo lavoro si
celava una dichiarazione importante. Daniela lavora con cotone cerato, quasi tutte le sue collane hanno un cordone cerato come base, legno che lavora con il découpage per avere pezzi unici e pasta polimerica. Tutti i suoi bijoux devono essere piacevoli da indossare, non devono risultare pesanti. Tutte le sue creazioni sono pezzi unici, raramente riesce a riprodurre pezzi uguali. Ma dove possiamo trovare i bijoux di DADA La Pulce? Se volete ammirarli dal vivo, potete passare a trovare Daniela nella sua boutique L’ Albero in via Ferrara 6 ad Alessandria, altrimenti si possono trovare le sue creazioni, assolutamente precise in ogni dettaglio, sulla pagina Facebook DADA La Pulce.
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Ninja e Samurai al MAO di Torino
8 dicembre 2017-2 aprile 2018
La mostra realizzata dall’Associazione Culturale Yoshin Ryu in collaborazione con il MAO, si addentra nella storia dei guerrieri giapponesi più conosciuti, i Samurai e nel mistero che circonda la figura dei leggendari guerrieri ombra, i Ninja. La mostra NINJA E SAMURAI. Magia ed estetica
presenterà circa 200 opere databili tra il XVI e XX secolo. Magia ed Estetica sono termini scelti per descrivere ninja e samurai con l’intento di suggerire una dimensione fantastica per poter giungere, attraverso il percorso espositivo, ad una più attendibile conoscenza di queste figure che da sempre esercitano un innegabile fascino. Armi, Strumenti e armature non saranno i soli protagonisti della mostra, verranno esposte anche opere d’arte legate ai guerrieri giapponesi: documenti strategici, opere calligrafiche, una coppia di grandi paraventi, strumenti legati alla cerimonia del tè, maschere e ornamenti teatrali. La rassegna prevede conferenze, performance, presentazioni, attività per famiglie, visite guidate e workshop di arti marziali. Per tutta la durata della mostra, un ricco calendario di eventi permetterà di immergersi totalmente nel mondo dei guerrieri giapponesi.

CAPRICORNO












“Quando si dice ‘cioccolato’ si strappa sempre un sorriso”, questa è la filosofia espressa da Guido Castagna, Maestro cioccolataio originario di Giaveno (To), ricevuto a Palazzo Lascaris
da un’attenta selezione di fave di cacao prodotte in cooperative certificate, per giungere a una lavorazione, lenta e meticolosa, che rende il prodotto unico e apprezzato a livello internazionale. Il filo conduttore dell’arte di Castagna è la nocciola Piemonte Igp, tostata direttamente in azienda e presente nei celebri gianduiotti (vincitori del premio Gold ai Mondiali di cioccolateria 2015), nei tartufi, nei bassinati e nelle classiche praline assortite. “Possiamo affermare – ha concluso Ruffino – che Castagna non sia esclusivamente un Maestro del gusto ma anche un ambasciatore per tutto il Piemonte. Con il suo intuito, la sua capacità di mescolare sapientemente tradizione e innovazione, ha portato il cioccolato piemontese su vette altissime, per qualità e apprezzamento. Ancora una volta Giaveno fa parlare di sé per un’eccellenza, questo mi rende particolarmente orgogliosa e fiduciosa per il futuro della nostra comunità. L’esperienza di Guido ci dimostra la forza aggregativa e trainante di un’idea vincente”.
all’arte, alla moda e al design. 




Domenica al Raduno sarà possibile vedere ed acquistare, a fronte di donazione, una delle 150 Mole, frutto del lavoro di 260 classi del Piemonte, come idea natalizia. Le opere vincitrici (le prime tre classificate della sezione Infanzia e della sezione Primaria) saranno premiate durante la manifestazione “Un Babbo Natale in Forma”. Le prime due saranno esposte nell’atrio della Museo Nazionale del Cinema durante il periodo Natalizio. La Commissione Giudicatrice è composta dai rappresentanti delle seguenti realtà: Iren SpA, Truly Design, Museo del Cinema, Centrale del Latte di Torino, BCC di Casalgrasso e Sant’Albano Stura, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, La Fattoria del Gelato e l’azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza. Sempre per i più piccoli: bolle di sapone, magia, giochi con la Protezione Civile degli Alpini e i Trampolli! E poi ulteriore Novità: la competizione Solidale tra Aziende 
UNA MOLE DI .. INCONTRI
ondeggiano su gonne lunghe e abiti in cachemire. Tessuti come il tweed enfatizzano la semplicità riequilibrata da applicazioni geometriche, ricami e stampe di figure femminili stilizzate. I colori riconducono alla vita metropolitana con il nero, il grigio acciaio, il blu, il bianco ed il beige. Equilibrio ed essenzialità. È proprio dall’equilibrio che deriva l’ispirazione di Walter Dang per questa collezione, spiega lo stilista; la donna deve trovare il suo equilibrio tra ciò che sente e ciò che indossa. Ha sempre considerato i vestiti come espressione di libertà, un simbolo chiaro e diretto per affermare chi si sente di essere. Secondo lui, il fashion designer non è più solo un sarto, ma è un “abitologo” ovvero colui che concepisce un abito per essere “abitato” per un’intera giornata da donne impegnate che hanno il tempo contato. Un mondo femminile nuovamente cambiato che cerca armonia, linearità ed eleganza. Ed è stato nell’atelier di Walter Dang in
Lorenzo è pronto per la sua nuova collezione che porta il suo nome “Lollo”. Je suis Lollo è una collezione fresca, giovane e curata nei dettagli sartoriali. Tailleurs composti da microgiacche e shorts, bomber, abiti, gonne e pantaloni dai tagli e volumi anni 70 e 80, rivisitati in chiave contemporanea in una miscellanea di stili dallo sporty chic al bon ton stile Jackie O. 
