ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 751

“Caro Magistrato Ti scrivo …”

PALAZZO DI GIUSTIZIA

“Le lettere ha sottolineato il direttore generale dell’associazione, Nadia Mazzon – sono raccolte in un volume che a partire dal 16 Marzo sarà donato dai Magistrati direttamente ai ragazzi che hanno condiviso il progetto e che risponderanno alle loro domande

 

C’è anche Marcello Maddalena, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino tra i giudici che hanno aderito al progetto “Caro Magistrato Ti scrivo …”. Si tratta di  580 lettere che gli alunni delle scuole superiori di primo grado, una classe per ogni regione Italiana, hanno indirizzato al Magistrato di riferimento sul territorio, nell’ambito della collana editoriale “Caro…… ti Scrivo…” dell’associazione Cultura&Solidarietà, presieduta da Francesco Vivacqua.


“Le lettere ha sottolineato il direttore generale dell’associazione, Nadia Mazzon – sono raccolte in un volume che a partire dal 16 Marzo sarà donato dai Magistrati direttamente ai ragazzi che hanno condiviso il progetto e che risponderanno alle loro domande. E con questo sono oltre 12.000 i volumi che Cultura&Solidarietà ha donato nelle Scuole Italiane. Da Aosta a Palermo destinazione Magistrati – È stato accolto con grande entusiasmo anche dal CSM oltre che dal Segretario Generale della Corte Costituzionale Carlo Visconti, quest’ultimo progetto di Cultura&Solidarietà, associazione che ha già coinvolto il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio , il Sindaco di Milano Pisapia, Papa Francesco, in progetti editoriali che avvicinano gli studenti al mondo delle istituzioni.”


Non è sfuggito ai ragazzi la consapevolezza di rivolgersi ad una persona importante gravata dalla responsabilità di amministrare la più delicata delle competenze “la Giustizia”, anche se le domande e le curiosità dovevano vertere, rigorosamente, sull’uomo più che sulla Istituzione. Pertanto l’uomo, ancorché magistrato, che deve confrontarsi con i problemi familiari di tutti i giorni. Tanto che molti dei ragazzi scrivono al Magistrato definendolo un supereroe. Anche se alcuni non hanno remore nel rilevare che anche tra i magistrati c’è corruzione e fanno domande del tipo “hai mai avuto a che fare con un Giudice disonesto? Se si lo avete condannato?” oppure “hai mai trovato persone che volevano corromperti? Come hai reagito?”

 

Massimo Iaretti

 

 

Online il nuovo documentario sul Lago di Arignano

ARIGNANO

​L’autore: “Ho cercato di catturare l’atmosfera del lago nelle diverse condizioni atmosferiche focalizzandomi sugli abitanti che popolano questo bacino creato dall’uomo”

 

Tra le colline torinesi di Marentino e Arignano vi è un lago: Il Lago di Arignano, un’oasi tra le colline è un breve documentario che tratta la storia del bacino artificiale. Il lago è, al giorno d’oggi, un’oasi vitale per varie specie di piante e animali. Dopo un inquadramento storico, sono mostrati alcuni dei suoi “abitanti” ed infine le particolari condizioni atmosferiche che rendono lo specchio d’acqua un luogo suggestivo d’incontro uomo-natura.

 

Dice l’autore Simone Tringali: “In occasione del mio esame di maturità ho realizzato questo breve documentario. Ho cercato, con la macchina da presa, di catturare ​la particolare e suggestiva atmosfera del lago nelle diverse condizioni atmosferiche focalizzandomi sugli abitanti che popolano questo bacino creato dall’uomo”. 

Credits:​
  • Voice over: Antonella Tozzi
  • ​T​esti e immagini tratte da: Per una rinascita del Lago di Arignano di Giovanni Donato e Laura Vaschetti
  • Suono di presa diretta: Dario Saliani
  • Seconda camera: Erika Facchino
  • Musiche: Variazioni per flauto e chitarra di Giuseppe Anelli & ​Swan Lake OP. 20, ACTIII No. 21, “Danse Espagnole di Peter Ilyich Tchaikovsky
  • Grafiche: Fulvio La Neve
 

Realizzato da Simone Tringali
Produzione 2014 ©

 

www.simonetringali.it

"Gavino Sanna: Livori in corso"

gavino2

gavino1Fino al 6 Aprile la mostra curata da Dino Aloi

 

Una trentina di disegni di Gavino Sanna in mostra per la prima volta  dal 19 febbraio allo Spazio Mouv’ di Torino, Galleria d’Arte con bistrot in San Salvario.  Si tratta di una parte dei disegni, accompagnati da brevi racconti, raccolti in un libro intitolato “Livori in corso” che Gavino Sanna ha dedicato ad Alda Merini, la Poetessa dei Navigli. Gavino Sanna nella sua introduzione alla mostra scrive: “Con lei  sparì il suo desiderio di fare un libro con quel “ragazzo che viene sempre a trovarmi”.  L’idea rimase nel mio cuore per molto tempo, poi presi una decisione. Il libro lo avrei fatto io e glielo avrei dedicato. Mi inventai delle storie, cattive come cattivo è il mondo, le scrissi e le disegnai pensando a lei e a quello che mi aveva detto l’ultima volta che andai a trovarla a casa sua “Portatemi via tutto, ma lasciatemi le sigarette ed il rossetto”. Il libro è finito. Stampato e dedicato ad un angelo di nome Alda.”

 

La mostra “Livori in corso” si apre, così come nel libro, con un verso della Poetessa dei Navigli “L’uomo fa male al fratello al primo sbadiglio del mattino” a cui segue la dedica di Alda Merini. “Gavino Sanna è un grande pubblicitario. Il più premiato al mondo. E questo è noto – scrive nella sua presentazione Dino Aloi, curatore della mostra insieme a Gian Piero Viglino, direttore artistico di Spazio Mouv’ – Ma è anche un caricaturista dal tratto essenziale e filiforme. Ma anche questo sono ormai in molti a saperlo. Ciò che si conosce meno dell’artista è il fatto che ha una capacità di segno e padronanza della tecnica che lo porta a variare stile all’occorrenza. Come decide lui.

 

“Livori in corso”, titolo caustico come le sue feroci battute che ama abbinare alla caricatura, è una dimostrazione incredibile della sua capacità stilistica. Per questo ho sostenuto subito questo lavoro, perché credo sia fondamentale diffonderlo per mostrare un lato parallelo meno noto.”  La mostra “Livori in corso”  di Gavino Sanna, allestita nella Galleria d’Arte di  Spazio Mouv’ in San Salvario a Torino,  rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10 alle 24, tranne il lunedì.

 

Nel periodo della mostra si svolgeranno degustazioni libere e guidate dei vini di Cantina Mesa, una nuova azienda vitivinicola creata dieci anni fa  da Gavino Sanna con la moglie Lella a Sant’Anna Arresi nel Sulcis, per poter parlare nel mondo della sua amata Sardegna anche attraverso i vini.

 

Nella mia vita ho fatto principalmente altre cose ma non ho mai smesso di disegnare e la mia passione è sintetizzata in questa mostra. Una passione antica che ho sempre coltivato.

Gavino Sanna

 

Per Info:
SPAZIO MOUV’ – Via Silvio Pellico 3 – 10125 Torino –  facebook: Spazio Mouv’  -info@spaziomouv.it – www.spaziomouv.it – cell. 331 5828996

 

 

Progetto Leonardo: da cinque anni un punto di riferimento per i senza tetto

Leonardo

«Oltre a portare cibi e bevande calde il nostro vuole essere soprattutto un momento umano di ascolto, di sorrisi con queste persone più sfortunate che hanno molto da dirci e coi quali è fondamentale stabilire un rapporto di conoscenza e rispetto reciproco»

 

Da cinque anni il gruppo di volontari “Progetto Leonardo” si ritrova ogni venerdì sera davanti la stazione di Porta Susa per portare aiuto ai sempre più numerosi senza fissa dimora che vivono nella nostra città. «Oltre a portare cibi e bevande calde il nostro vuole essere soprattutto un momento umano di ascolto, di sorrisi con queste persone più sfortunate che hanno molto da dirci e coi quali è fondamentale stabilire un rapporto di conoscenza e rispetto reciproco» precisa Eusapia Iezza detta “Tina”, punto di riferimento dell’ associazione dalle sue origini.

 

Il gruppo dei volontari è aperto al contributo di altre espressioni del volontariato cittadino impegnate verso i senza tetto. “I ragazzi del venerdi sera”, cosi sono ormai noti i volontari di Leonardo Onlus (riprendendo tale definizione da una lettera di unclochard), partendo da Porta Susa, con le loro pettorine bianco fosforescenti, percorrono tutti i portici del centro fino alla Stazione di Porta Nuova.

 

I volontari fanno presente come sia curioso e anche molto bello che spesso dei senza tetto li seguano per tutto il nostro giro, a volte anche persone con difficoltà motorie che fanno di tutto per condividere questo momento. Questi amici sono preziosi nell’avvicinarci a questa realtà non semplice.

 

«Nonostante difficoltà e qualche tensione è possibile fare molto se, oltre a un pezzo di pizza si riuscisse a conoscere e valorizzare le esperienze di cui queste persone sono portatrici. Noi stabiliamo un contatto anche ricordandoci del loro compleanno, passando insieme il Natale, il Capodanno, e ascoltando le loro esigenze. L’ascolto è fondamentale anche per ridimensionare tensioni e momenti di difficoltà. Servirebbe anche un impegno istituzionale concreto sul piano delle opportunità abitative. Un discorso grosso ma da cui non possiamo nasconderci» precisa Eusapia Iezza.

 

Sono in crescita i giovani di varie nazionalità che si lasciano andare e bivaccano senza meta sotto i portici del centro. Tra le esperienze più significative i volontari di Progetto Leonardo ricordano la condivisione avviata con alcune scolaresche che, grazie all’impegno del professor Claudio Torrero di Lanzo, sono stati protagonisti per una notte nell’aiuto ai senza tetto. L’iniziativa è ancor più qualificata dal fatto che il discorso rientra in un progetto di conoscenza interconfessionale portato avanti dall’associazione interculturale Interdependence.

 

I ragazzi del venerdì registrano da tempo il prezioso arrivo di nuovi amici anche molto giovani.Fabio Allegri, 25 anni, laureando in giurisprudenza: «Avevo già costituito con alcuni amici un piccolo gruppo di strada di volontari impegnati verso i senzatetto. In questo percorso abbiamo incontrato gli amici di Leonardo e siamo ben felici di collaborare in una dimensione maggiormente organizzata e senza dubbio più efficace nel servizio di aiuto. Serena Di Viesto, un’altra protagonista del gruppo di strada, insieme Fabio, in qualità di rappresentanti di Progetto Leonardo Onlus, sono da poco entrati a fare parte della Consulta Regionale dei giovani.

 

«Il nostro desiderio sarebbe quello di portare avanti, in modo laico e apolitico, tutte quelle iniziative che riteniamo essere utili per reintegrare i senza tetto all’interno della società e fornire loro un concreto aiuto» dichiara Serena.

 

L’associazione Leonardo va avanti senza particolari aiuti e contributi. L’unica richiesta che emerge è quella per un ambiente da utilizzare come magazzino dove custodire vivande e attrezzature. «Non ci interessa avere delle sedi ma strumenti per migliorare il nostro impegno. La più bella soddisfazione è quella di vedere diversi giovani che si impegnano e si avvicinano a questa forma di volontariato concreto con passione e entusiasmo. Puntiamo inoltre a rafforzare la collaborazione e la condivisione con tutte le associazioni impegnate su questo terreno andando oltre le “bandierine di rappresentanza”. Per noi conta il dialogo». conclude Eusapia come al solito con un sorriso.

 

 Moreno D’Angelo

Modigliani e la Bohème di Parigi, rivive l’atmosfera artistica del primo Novecento

MODIGLIANI

Attraverso 90 opere anche provenienti dal Centre Pompidou, emerge il rapporto tra Modigliani e lo scultore Brancusi

 

Parigi e Modigliani. Un binomio perfetto che fa da fil rouge alla nuova mostra, in programma alla Gam di Torino fino al 19 luglio, il cui titolo è, appunto, Modigliani e la Bohème di Parigi. È promossa da GAM e prodotta da Mondo Mostre Skira, in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou di Parigi, ma anche con collezioni pubbliche e private. La mostra comprende opere non soltanto dell’artista livornese e a fare da sfondo al percorso espositivo sarà Parigi, la città europea più ricca di stimoli e vitalità intellettuale dei primi del Novecento. Modigliani, infatti, apparteneva al gruppo della cosiddetta “Scuola di Parigi”, insieme a Constantin Brancusi, Marc Chagall, Georges Rouault, Chaim Soutine, Maurice Utrillo e Giorgio de Chirico, tutti accomunati da vizi della vita e virtù dell’arte.

 

L’ “École de Paris” ebbe, infatti, quali protagonisti alcuni artisti attivi nel primo dopoguerra, che si raccolsero intorno a Montmartre e Montparnasse, uniti dal desiderio di vivere in modo totale il clima artistico e culturale parigino, creando una completa simbiosi tra vita e arte.  In mostra circa novanta opere racconteranno questa esperienza artistica  ‐ accanto a Modigliani alcuni nomi eccezionali quali Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Gris, Marcousiss, Survage e Picasso ‐  tra cui sessanta capolavori provenienti dal Centre Pompidou di Parigi e da importanti collezioni pubbliche e private d’Europa.   La curatela scientifica dell’esposizione è affidata a Jean‐Michel Bouhours, uno dei massimi studiosi di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi.

 

Partendo dal significativo corpus di opere del Centre Pompidou, nelle cui collezioni Modigliani entrò a far parte già nella metà degli anni Trenta del Novecento, si potranno ammirare gli splendidi ritratti dei suoi amici (Il giovane ragazzo rosso del 1919), delle sue amanti (Lolotte del 1917) e dei mercanti, affiancati a dipinti, disegni e sculture provenienti da altre prestigiose collezioni pubbliche e private, e da un dipinto delle collezioni della GAM, la celebre Ragazza Rossa del 1915. In queste opere emerge il celeberrimo “Stile Modigliani”, caratterizzato da una sintesi estrema, tanto che i personaggi ritratti non si rivelano nella loro identità, se non per alcuni dettagli, quali vestiti e capigliature.

 

La mostra si articola in cinque sezioni, che analizzano la vitalità parigina del periodo, con uno sguardo non solo alla pittura, ma anche al disegno e alla scultura, in cui il protagonista, insieme a Modigliani, è Costantin Brancusi, nel cui atelier l’artista livornese lavorò per molto tempo. Tra le opere esposte le celebri Principessa X e Mademoiselle Pogany III, accanto a una serie di fotografie originali che Brancusi stesso scattò ai suoi lavori. Modigliani viene, quindi, raccontato in mostra come il principale testimone della realtà cosmopolita della Bohème parigina, che ha segnato la sua indipendenza dai movimenti ufficiali delle avanguardie artistiche. Si trattò di un particolare momento storico in cui, alla creazione dei capolavori dell’artista, si affiancò un’esistenza disordinata che lo condusse a una morte prematura. Nella prima sezione, dal titolo Amedeo Modigliani, i ritratti dell’artista livornese (tra cui Ritratto di Soutine, Jeanne Hebuterne, il Giovane ragazzo rosso, La ragazza rossa), espressione di figure e di uno stile inconfondibile, ormai distanti dall’espressionismo e dal simbolismo a cui Modigliani aveva guardato nelle sue prime opere, sono messi a confronto con un Ritratto di Modigliani di André Derain e con Gotine rosse di Giovanni Fattori (collezioni GAM).

 

La seconda sezione, dal titolo Modigliani/Brancusi e la scultura, evidenzia come dal 1909 al 1914 Modigliani si sia dedicato quasi esclusivamente alla scultura, applicando il suo modello di sintesi alle celebri teste dalle forme allungate, dai lunghi colli e dagli occhi senza pupille. La sezione suggerisce principalmente il confronto con le opere del grande amico Costantin Brancusi, con cui condivise lo studio e il medesimo interesse per le curve ampie e armoniose. Nella terza sezione intitolata La bohème parigina, sono rappresentati gli artisti che si incontravano nei café, nei bordelli e tra le strade di Montmartre e Montparnasse. Figurano tre importanti opere di Chaim Soutine, un dipinto di Marc Chagall e due paesaggi di Maurice Utrillo, esposti accanto a dipinti di altri protagonisti del fecondo ambiente parigino dell’epoca. La quarta sezione è dedicata al Cubismo. Pur restando relativamente distante dalla prorompente rivoluzione cubista introdotta da Picasso e accolta da un gran numero di artisti, Modigliani condivise, infatti, con questo movimento il processo di schematizzazione e lo sguardo rivolto all’arte primitiva e all’arte africana.

 

Accanto a dipinti e disegni del maestro livornese, compaiono due importanti opere  di Gino Severini, tra cui Nord‐Sud (collezioni GAM); Pane di Pablo Picasso, opere di Juan Gris, Louis Marcoussis e Léopold Survage, insieme ad altri testimoni della stagione cubista.  Nella quinta sezione intitolata Il nuovo umanesimo della scuola di Parigi, figura il meraviglioso Ritratto di Dédie del 1918, il capolavoro di Modigliani che introduce alle opere dedicate alla cerchia di artisti attratti dal fermento culturale e dalla libertà, che Parigi garantiva nei primi anni del Novecento. Tra questi Marc Chagall, Max Jacob, Sonia Delaunay e Susanne Valadon, presenti in mostra con una serie di ritratti.

 

GAM via Magenta 31, Torino   Orario: martedì ‐ domenica 10.00‐19.30 | la biglietteria chiude un’ora prima ingressi mostra: intero € 12 ‐ ridotto € 9.

 

Mara Martellotta

 

"We love emotions", tutti gli eventi in un portale

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In occasione di Expo 2015

 

E’ online il nuovo portale su eventi e manifestazioni che si svolgono in Piemonte e a Torino nel corso del 2015. Prodotto da Regione Piemonte, Comune di Torino, TurismoTorino e Provincia, e realizzato dal CSI-Piemonte, il portale illustra, in 5 lingue, l’ampia offerta culturale cittadina e regionale a corredo delle iniziative per EXPO-TO 2015. 

Slavika, festival delle culture slave

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Organizzato dal circolo culturale Polski kot di Torino, con il sostegno del Consolato polacco di Milano e l’Istituto di Cultura Polacca a Roma

 

 

Dal 15 al 21 marzo 2015 Torino diventa capitale delle culture slave con la I edizione del festival internazionale “Slavika”, organizzato dal circolo culturale Polski kot di Torino, con il sostegno del Consolato polacco di Milano e l’Istituto di Cultura Polacca a Roma, e il patrocinio del Comune di Torino e della Circoscrizione 1. Per una settimana concerti, spettacoli teatrali, eventi culinari e un premio di traduzione letteraria animeranno il fitto calendario della rassegna, un appuntamento unico, dedicato alla cultura di quei paesi spesso lontani dalle cronache quotidiane. Dal jazz del compositore polacco Jacek Kochan ai ritmi gitani dei Baro Drom Orkestar, passando per dibattiti sulle guerre russe nel Caucaso ed inedite storie di sport dell’Est Europa, con giornalisti e docenti dell’Università di Torino. Il Festival è un punto d’arrivo pressoché naturale dell’intenso lavoro svolto in questi quattro anni dall’Associazione Culturale Polski kot di via Massena 19 a Torino (https://polskikot.wordpress.com/about/), nata nel febbraio 2010 per fare da vetrina alla Polonia e alle realtà artistico/culturali del mondo slavo. Sono state molteplici le attività svolte: corsi di lingue (polacco, russo, serbo-croato, italiano, inglese), presentazioni di libri, cineforum, mostre d’arte, appuntamenti gastronomici, serate musicali e un programma radiofonico in onda il sabato pomeriggio (www.radioflash.to/programmi/vodkabolario/). La rassegna inizierà domenica 15 marzo, alle ore 22, presso le Officine Corsare di via Pallavicino 35 a Torino. Protagonista della serata sarà il trio jazz del percussionista, compositore e arrangiatore polacco Jacek Kochan, per la prima volta in concerto nel capoluogo piemontese. Ad accompagnarlo, i musicisti Dominik Wania e Michal Kapzuck. Prima dello spettacolo, sempre

Sito web pinerolese hackerato dall'Isis? La polizia indaga

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L’amministratore delegato, Francesco Carcioffo, guida anche un consorzio che si occupa di importazione di metano dall’Est Europa e dalla Libia

 

Sul sito web di Acea Pinerolese Industriale Spa, è comparsa la scritta “Hacked by Islamic State”. Il sito è ora fuori uso. E’ molto nota l’ azienda che opera nel campo della raccolta rifiuti e nel settore energetico con grandi commesse nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. L’amministratore delegato, Francesco Carcioffo, guida anche un consorzio che si occupa di importazione di metano dall’Est Europa e dalla Libia. L’azienda ha presentato denuncia alla Polizia postale per le indagini del caso.

Il Chivassese è sotto attacco?

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Progressiva desertificazione dei servizi territoriali  – Inps, specialità ospedaliere, sezione staccata del Tribunale, camera di commercio

 

Il Chivassese è sotto attacco. Come può difendersi ? L’affermazione e l’interrogazione sono il leit motiv di una riflessione dell’associazione Identità Comune che evidenzia la progressiva desertificazione dei servizi territoriali  – Inps, specialità ospedaliere, sezione staccata del Tribunale, camera di commercio – mentre in compenso l’ambiente è devastato da discariche, traffico, impianti inquinanti. Secondo l’associazione presieduta da Carlo Fontana l’attacco viene da scelte decisionali che arrivano dall’altro e i Comuni, con le sempre minori risorse a disposizione possono ben poco. Identità Comune, però,  punta diritto ad un nuovo obiettivo: perché non cogliere la riorganizzazione della Provincia in Città Metropolitana. “E’ evidente che le funzioni non possono essere frammentate in centinaia di micro comuni, quindi realisticamente solo il Comune di Torino finir per accentrare su di sì tutte le risorse ed i poteri”. Ma c’è un’alternativa a tale stato di cose. Si tratta della suddivisione in zone omogenee sulla cui determinazione si sta discutendo in sede di approvazione dello Statuto. Pertanto, la soluzione “per portare risorse, competenze e centro decisionali nel territorio, è quelle di portarle proprio nelle zone omogenee, che dovranno però svolgere il ruolo amministrativo oggi frammentato nei vari municipi”. Di qui la proposta di una zona omogenee del Chivassese che riceva anche molte deleghe dalla ex Provincia. “Solo cosi – scrive ancora Identità Comune – le esigenze degli abitanti di un Comune del Chivassese potranno trovare una risposta adeguata perché questa viene dal centro amministrativo e direzionale dell’area per quanto concerne i vari servizi”. Di conseguenza “s non si coglie questa occasione per avere un’amministrazione locale del Chivassese, il destino del territorio sarà di quello di diventare la periferia emarginata di Torino senza servizi e prospettive, ricettacolo di discariche e degrado”.

 

Massimo Iaretti

La teca della Sindone è arrivata in Duomo, pesa quasi tre tonnellate

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L’esposizione si terrà dal 19 aprile al 24 giugno

 

E’ arrivata alle prime luci dell’alba nella cattedrale di Torino la grande teca  che ospiterà la Sacra Sindone durante il periodo dell’Ostensione. Era fissata  ad un possente carrello metallico di 2,8 tonnellate. L’esposizione del Sacro Lino si terrà dal 19 aprile al 24 giugno nel Duomo, che è stato  chiuso dal  21 gennaio per organizzare al meglio l’accoglienza dei pellegrini. Saranno centinaia di migliaia da tutto il mondo. La Sindone sarà trasferita all’interno della  teca da esposizione solo nei giorni imminenti l’ostensione.