
L’associazione nasce nell’aprile 2014 e inizia ad accogliere, con un sorriso e magari anche una soluzione ai problemi, le prime persone in cerca d’aiuto. Oggi è iscritta a pieno titolo nel Registro delle Associazioni del Comune di Torino, con cui dialoga e coopera. Apre le porte e porge la mano a chi soffre una disabilità fisica od emotiva, supporta intere famiglie, lavora per prevenire il disagio
Giovani, anziani, disabili, adulti e minori in difficoltà: c’è spazio per tutti nel “Pianeta Vita”; l’Onlus torinese creata da Manuela Caselli che, dopo aver voltato una brutta pagina della sua vita, ha saputo dare un senso alla sofferenza e trovato il modo per aiutare gli altri. L’associazione nasce nell’aprile 2014 e inizia ad accogliere, con un sorriso e magari anche una soluzione ai problemi, le prime persone in cerca d’aiuto. Oggi è iscritta a pieno titolo nel Registro delle Associazioni del Comune di Torino, con cui dialoga e coopera. Apre le porte e porge la mano a chi soffre una disabilità fisica od emotiva, supporta intere famiglie, lavora per prevenire il disagio, ha istituito un doposcuola, un’estate “ragazzi in orbita”, lo sportello “Dike” che offre ascolto, aiuto e orientamento alle vittime di violenza, ed in cantiere ha altri progetti. L’Onlus fornisce informazioni di natura legale, assistenza sanitaria, supporto socio assistenziale e si avvale di una rete di educatori, psicologi, coach, logopedisti e volontari che mettono parte delle loro vite e le loro professionalità al servizio del prossimo. «Il target fondamentale di Pianeta vita è la famiglia, a 360°: è lì che può esserci qualcuno in difficoltà» spiega Manuela Caselli «Può rivolgersi a noi e raccontarsi; cerchiamo una soluzione ai suoi problemi e, se non bastano le nostre risorse interne, facciamo rete sul territorio».
-Le vostre linee guida?
«Ascoltiamo senza giudicare. Poi studiamo interventi su misura per la persona, mettendo in campo una creatività al di là di quei protocolli che, invece, spesso ingessano i servizi sociali».
-In che modo agite con i minori?
«Con progetti specifici, come i laboratori di prevenzione al disagio e il doposcuola; perché siamo convinti che sui giovani si costruisce il futuro. Se li aiutiamo con le giuste risorse, in base al nostro motto “non occorre essere perfetti per essere straordinari”, dalle vite imperfette di ognuno possiamo creare vite straordinarie».
– In che senso il vostro doposcuola prende in carico tutta la famiglia?
«Partendo dai ragazzi cerchiamo di individuare anche eventuali difficoltà familiari. Accogliamo i genitori non solo affiancandoli alla crescita dei ragazzi, ma anche nella risoluzione dei problemi del nucleo parentale. Si può dire che includiamo tutta la famiglia».
-I laboratori di rimotivazione allo studio come funzionano?
«Si chiamano “Studiare bene, senza averne voglia”, intervengono sulla dispersione scolastica e sono aperti agli adolescenti dalla 3° media alla 5° superiore. Prima di tutto cerchiamo di capire il blocco di chi ha perso la motivazione a studiare; poi, per farlo ripartire, riattiviamo le sue risorse interiori; quelle che ha già utilizzato in altre circostanze della sua vita per superare un’empasse».
-State pensando di aiutare anche i bambini profughi rimasti orfani, come?
«E’ un progetto in divenire. Al momento, insieme all’ATC, stiamo tentando di individuare una sede adeguata ed accogliente per i ragazzi in attesa di adozione, che arrivano sempre più numerosi. Siamo fermamente convinti che, al di là di come e dove nasci, in un mondo più giusto, ognuno dovrebbe avere le stesse risorse per ricominciare»
-Quanto è difficile il vostro lavoro?
«Abbiamo il sogno di costruire un microcosmo fatto di amore ed accoglienza; ma non è facile. Soprattutto all’esterno, poiché viviamo in una società che diffida tantissimo del bene. Per questo invito tutti a venire a vedere quello che facciamo».
Manuela Caselli oggi è psicologa, counselor e lavora sulla riattivazione delle motivazioni delle persone; ma la sua è stata una perigliosa strada in salita. A soli 16 si innamora di un arabo molto più grande di lei che ben presto diventa il suo persecutore; le violenze fisiche e psicologiche si acuiscono quando resta incinta e lui vuole farla abortire. Manuela lotta con tutte le forze e riesce a mettere in salvo se stessa e la sua piccola Celeste. Anni dopo incontra l’uomo giusto, si sposano, lui adotta la prima figlia e insieme ne hanno altri 3. La sua storia merita di essere raccontata perché sia di aiuto ed esempio per le donne che subiscono violenza, annaspano nella disperazione, vedono la strada sbarrata e non sanno come sfuggire all’incubo. «La mia esperienza mi ha insegnato che si può uscire dalla sofferenza, imparare a diventare più forti attivando le risorse che abbiamo dentro» ci dice «l’importante è non continuare a sentirsi vittime, ma evolversi».
-Come si può perdonare chi ti ha usato violenza?
«Accettandolo e accogliendolo con le sue problematiche; lasciare andare quello che ti ha fatto e non continuare a recriminare. Bisogna pensare che ha fatto così perché anche lui aveva le sue difficoltà e la sua sofferenza».
-Come ci si rifà una vita?
«Alzandosi, decidendo di vivere, con coraggio, non avendo paura di soffrire di nuovo. Piano piano e credendo nei propri sogni si può fare».
-Cosa puoi dire alle donne vittime di violenza?
«Devono capire che hanno un valore e dire no alla violenza che le fa stare male. Spesso chi subisce prova vergogna, si sente in colpa, pensa di meritarsela e di non poter vivere in un altro modo. Invece, non ci si deve sentire sbagliate e si può avere una vita diversa».
-Tu quando hai fatto lo scatto?
«Avevo tantissima paura per me e mia figlia e in un giorno di disperazione, nel 2001, scrissi al Maurizio Costanzo Show. Mi chiamarono e mi chiesero se in trasmissione preferivo il volto coperto; risposi di no, perché non avevo nulla di cui vergognarmi. Avevo solo sbagliato a scegliere una certa persona».
-Quando hai avuto l’idea di creare Pianeta vita?
«Dopo la nascita del mio quarto figlio ho deciso che avevo ancora spazio nel mio cuore per fare altro. Guardando i miei ragazzi ho capito quanto ero riuscita a costruire ed ho pensato di aiutare chi soffre. Volevo anche fare un dono ai miei figli creando un microcosmo di amore incondizionato ed accoglienza».
-Ora per voi quali sono le cose più urgenti?
«Trovare una sede più adeguata ed altri volontari. Avere persone che credano in noi, con piccole donazioni per aiutarci a sostenere le tante realtà di cui ci occupiamo. Anche perché chi si rivolge a Pianeta Vita non paga nulla; il contributo c’è solo in caso di una certa disponibilità economica. Oppure aiutandoci a farci conoscere e partecipando agli eventi che organizziamo».
-Il prossimo?
«Un concerto rock in teatro, con la musica al servizio di un progetto educativo. E’ il “Pink Project-Rock no Profit”, a Torino il 17 ottobre, alle ore 21 al Teatro ATC in Corso Dante 14. Un progetto benefico in collaborazione con i gruppi “Eleven Floyd” e “Stereotomy Tribute Band” per sostenere il progetto Doposcuola Pianeta Vita: una casa dove i ragazzi si sentono liberi di esistere con le loro imperfezioni, che lì sono accolte ed utilizzate come forze positive. 15 biglietti garantiscono un mese di attività per un bambino, con laboratori, sedute di counseling, studio assistito ed altro».
Per info e prenotazioni (senza prenotazione non è garantito l’accesso all’evento):
rocknoprofit@gmail.com / facebook.com/pianetavitaonlus / www.pianetavita.it
Telefono: 011 0193542 – chiamare dalle 13.00 alle 15.00
Laura Goria
Nuovo appello per l’accoglienza dei migranti, da parte dei Vescovi del Piemonte e Valle d’Aosta. Nel loro messaggio ringraziano Caritas, Migrantes e le varie organizzazioni che si sono già mobilitate e invitano parrocchie, famiglie, comunità religiose, “per un supplemento di impegno e per rendersi disponibili a dare una risposta concreta a quanto Papa Francesco ci chiede. Non sarà difficile reperire soluzioni abitative Forse sarà più impegnativo, ma necessario”.
Domenica 20 settembre un nuovo appuntamento con “Camminare il Monferrato”, la rassegna di passeggiate guidate, promosse dalla Riserva Speciale del Sacro Monte di Crea e dall’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, con i Comuni monferrini, il CAI e l’ANA di Casale Monferrato ed il patrocinio del giornale “Il Monferrato”. L’itinerario, n. 736 “ I campi e i prtai intorno a Terruggia”, organizzato dal Comune, avrà come punto di partenza il Parco Comunale di Villa Poggio alle ore 15,00. Tramite la scalinata detta “della Rocca” si raggiungerà il centro storico e quindi si imboccherà la strada sterrata che porta verso la campagna. Da qui si aprirà al visitatore un’ampia visuale panoramica sui territori dei Comuni limitrofi. Scendendo sulle comode campestri verso il fondovalle, si incontreranno i primi prati, e le strade saranno spesso affiancate da filari di salici e pioppi che delimitano il cammino. Dopo la Cascina Boscogrosso, si procederà invece tra i vigneti di cresta e poi ancora a mezza costa, fino a che potremo scorgere il Castello di Montalbano. Da lì a poco si incontrerà la cilindrica Torre Veglio e, fiancheggiando coltivi, vigne e frutteti, si rientrerà agevolmente in paese. Qui, in piazza Vittorio Emanuele III, sarà servita una gradevole merenda. Prima dell’avvio, sarà distribuito ai partecipanti un tagliando da presentare a fine passeggiata al personale della Pro Loco che curerà il rinfresco offerto dall’Amministrazione Comunale. La guida Anna Maria Bruno accompagnerà il gruppo, illustrando i particolari e le curiosità che caratterizzano questo percorso immerso nella campagna Monferrina.
Dopo la pausa estiva, sarà una collettiva quasi tutta “al femminile” a segnare il via dei nuovi corsi di disegno e pittura tenuti presso l’Associazione “Erremusica”, in via Bagetti 27 a Torino, e condotti da Franco Raga (nella foto). Nove le “firme” coinvolte, e impegnate nel campo di un figurativo che non disdegna, attraverso le più svariate tecniche compositive, rapide e improvvise digressioni verso voli alti di fantasia e di libera creatività. I loro nomi: Marianna Bertinetti, Maria Vittoria Crosazzo, Maria Gangemi, Rosalinda Guida, Carla Guidi, Matteo Marinacci (il solo pittore “maschietto”),Valentina Miola, Anna Maria Raga e Loredana Vergini. L’inaugurazione, a ingresso libero, si terrà il prossimo sabato 19 settembre, a partire dalle ore 17, nei locali dell’Associazione. Sarà possibile visitare la collettiva fino a domenica 27 settembre.



Ecco alcune delle opinioni espresse sul web dai nostri fan di Fb


L’arcivescovo Cesare Nosiglia invita le Chiese cattoliche di Torino, domenica prossima, a inserire nel culto due preghiere sull’accoglienza dei migranti. “Questo è il nostro sì a Papa Francesco”, dice Nosiglia – “bisogna pregare perché le parrocchie e le famiglie sostengano con scelte concrete l’invito di Papa Francesco ad accogliere e dare ospitalità ai nostri fratelli e sorelle rifugiati”.