
Saranno in mostra 40 capolavori impressionisti prestati dal Musée d’Orsay di Parigi, di cui alcuni mai esposti prima in Italia
Alla Gam di Torino quest’autunno, dopo i successi delle esposizioni di Renoir e Modigliani, approderà dal 2 ottobre prossimo l’opera di Claude Monet, uno dei padri indiscussi, insieme a Manet, Degas, Pisarro, Sisley e Cezanne, dell’Impressionismo francese, tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento. La rassegna monografica è resa possibile grazie ai prestiti del Musée d’Orsay, che conserva la più importante collezione dell’opera dell’artista, e dal quale proveranno oltre quaranta capolavori. La curatela della mostra è affidata a Xavier Rey, conservatore presso il Musee d’Orsay e specialista di Monet, e Virginia Bertone, conservatrice alla Gam di Torino. Sarà allestita al primo piano della Gam, nella sala dell’Exhibition Area, all’interno del percorso delle collezioni permanenti.
Dopo un esordio ancora nel solco del realismo courbettiano, negli anni Sessanta dell’Ottocento, Monet si avvicinò sempre più all’impressionismo, dando vita, tramite uno sguardo sempre più acuto e penetrante, a un capitolo innovativo nell’arte dell’epoca. La mostra è resa eccezionale dalla concessione di prestiti di alcune opere mai presentate prima d’ora in Italia, tra cui il dipinto intitolato “Le dejeuner sur l’herbe”, opera fondamentale nel percorso dell’artista, perché dimostrazione della precoce affermazione di una nuova e audace concessione della pittura en plein air. Per contestualizzare in modo adeguato questa presenza, cui si lega il ritratto a figura intera di Madame Louis Joachim Gaudibert , sono stati selezionati due nuclei di dipinti dell’artista, che documentano le fasi cruciali della ricerca di Monet, da un lato gli studi dei riflessi sull’acqua compiuti a Argenteuil, dall’altro quelli legati al soggiorno a Vetheuil, che presentano lo studio della resa luminosa della neve, come nel dipinto intitolato “La pie”, con protagonista una gazza. Tra le opere poste in apertura di percorsoa, figura il trittico appartenuto al mercante d’arte Durand-Ruel, la cui azione fu fondamentale per lo sviluppo dell’Impressionimo. A
l centro il dipinto di Camille Pisarrofigura intitolato “Entree di Village de Voisins” del 1872, affiancato da quello di Alfred Sisley “L’ile Saint Denis” e da quello di Monet dal titolo “Bateaux de plaisance”, tutti risalenti allo stesso anno. La mostra documenta poi alcuni momenti decisivi nella produzione dell’artista, con due straordinarie versioni della “Cattedrale di Rouen”, in cui il gioco delle scelte cromatiche quasi antitetiche rimanda alla messa a punto di serie e ripetizioni, che Monet compose tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta dell’Ottocento. L’arco cronologico delle opere esposte si estende fino al 1886, anno in cui l’artista realizzò una emblematica figura intrisa di luce, protagonista del dipinto “Essai de figure en plein air. Femme a l’ombrelle tournée a droite”.
Mara Martellotta
Gam, Galleria d’Arte Moderna, via Magenta 31.
Tel 0114429518

Entro la fine del 2015 si prevede che in Piemonte saranno circa 7mila i migranti distribuiti in tutte le province e i problemi organizzativi non sono pochi. Walter Gorrieri, segretario regionale piemontese del sindacato di polizia Sap, aveva espresso la propria preoccupazione qualche giorno fa:“Con i continui arrivi l’apparato della sicurezza rischia di andare al collasso. Già oggi la nostra regione accoglie oltre 6.200 profughi, un numero doppio rispetto ad appena 6 mesi fa. I nuovi arrivi rischiano di rendere la situazione ingestibile e addirittura pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonostante lo straordinario lavoro delle forze di polizia, delle istituzioni locali e del volontariato”. “Abbiamo una carenza di organico di almeno 500 operativi in tutto il Piemonte – dice Gorrieri – e non riusciremo a controllare tutte queste persone che devono essere sottoposte prima ad una visita medica e poi a fotosegnalamenti, per altro non obbligatori. Dopodiché, sbrigate queste incombenze, i profughi sono liberi di girare e di muoversi mentre noi siamo nell’impossibilità di garantire un adeguato numero di volanti e gazzelle per controllarli. Faremo ovviamente il possibile, ma la situazione rischia di sfuggire di mano”.
sopralluogo l’idoneità strutturale ed igienico sanitaria della struttura alberghiera del Crumiere e verificheremo se la Regione ha affidato la gestione della struttura alla Diaconia valdese con l’evidenza pubblica necessaria per qualsiasi appalto di tale importanza o se ha ricorso illegittimamente ad affidamenti diretti, come fatto finora dal Comune di Torino censurato per questo dall’Anticorruzione: tanto lavoro per il nostro team legale e magari anche per la magistratura!”



Il gran pubblico, (si veda la coda nella foto) di oltre 130.000 visitatori a Palazzo Chiablese, ha fatto sì che la mostra su Tamara de Lempicka sia prorogata fino a domenica 6 settembre. Negli ultimi due giorni, apertura straordinaria dalle 9.30 alle 24 (ultimo ingresso ore 23). Gioia Mori, ha predisposto un percorso che propone più di 80 opere dell’artista. L’evento esposistivo si svolge sotto l’egida di Comune, Polo Reale di Torino, Ministero dei Beni Culturali.

Il verde è uno dei patrimoni più preziosi di Torino, città che ha da sempre una tradizione nella cura di parchi e giardini.
Ecco qualche dato fornito dal Comune: 