ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 731

Un piano per la gestione del Grande Fiume

PO COLLINAIl documento, redatto dall’Autorità di Bacino del Po in collaborazione con le Regioni della pianura padana, dovrà essere adottato entro fine anno

 

 

Tutelare, gestire e risanare le risorse idriche del maggiore fiume italiano attraverso una attenta verifica dello stato ambientale di corsi d’acqua, laghi, acque sotterranee del suo bacino è quanto prevede il 2° Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po. Presentato  in un convegno a Torino, il documento, redatto dall’Autorità di Bacino del Po in collaborazione con le Regioni della pianura padana, dovrà essere adottato entro fine anno, come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria.

 

Nel corso del convegno, cui hanno preso parte, fra gli altri, l’assessore regionale all’Ambiente, Alberto Valmaggia, sono state illustrate le misure che verranno adottate nei prossimi sei anni.“Anche nella redazione di questo Piano – ha sottolineato Valmaggia – il nostro modus operandi è di lavorare nell’ottica della condivisione, cercando soluzioni comuni fra soggetti diversi, come avvenuto per la consultazione pubblica online sulla qualità dell’aria in Piemonte”. Per quanto riguarda la qualità delle acque, come risulta dai dati dell’ultima Relazione sullo stato dell’ambiente dell’ Arpa regionale, i problemi principali del Piemonte si concentrano su un’aliquota di corpi idrici superficiali con stato ecologico inferiore al “buono” e sull’inquinamento delle falde superficiali, ma si sta lavorando per ridurre questo gap.

po canoe

Dopo l’adozione del 1° ciclo, avvenuta nel febbraio del 2010, in tutta Europa è stata avviata una verifica dell’attinenza dei Piani a quanto previsto dalla Direttiva quadro sulle acque per raggiungere l’obiettivo di stato ambientale “buono”, anche avviando dei procedimenti propedeutici alle procedure di infrazione. Il 2° ciclo di pianificazione di distretto ha visto un rafforzamento della collaborazione in sede di Autorità di Bacino.Po donna

Il Piano di gestione attuale si basa su un quadro aggiornato dello stato di qualità ambientale delle acque e delle pressioni antropiche, rilevate in modo puntuale sul territorio, e tiene conto delle raccomandazioni fornite dalla Commissione europea a seguito dell’analisi della prima applicazione della direttiva nei Paesi dell’Unione. Le criticità evidenziate dall’Ue sono state di indirizzo per questo nuovo Piano, al fine di individuare soluzioni alle problematiche ancora esistenti ed evitare possibili futuri provvedimenti di infrazione. Fra i problemi individuati: scarsa sinergia operativa, mancato recupero dei costi ambientali, mancanza di quantificazione dei volumi idrici prelevati in agricoltura, eccessivo sfruttamento e artificializzazione dei corsi d’acqua.I passi successivi riguardano l’aggiornamento dei Piani di tutela delle acque, intesi come ulteriore specificazione delle misure a livello locale e approfondimento di tematiche affrontate a livello generale nel piano distrettuale.

 

pdevita  www.regione.piemonte.it – foto: il Torinese

Uniti contro lo spreco di cibo: un sito e una App

 

www.cr.piemonte.it

In volo con i Falchi di DAFFI

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In meno di 4 anni hanno già fatto volare oltre 800 bambini accompagnati dai genitori

 

L’associazione “I Falchi di DAFFI” ha sede a Torino. DAFFI, parola simpatica da dire e da sentire, immagine del famoso papero raffigurato nel logo, è l’acronimo di Difesa Ambiente Foresta Fiumi Italia. Si tratta di un’associazione Onlus che si occupa di volo con aerei leggeri,tipo CESSNA C172. Il campo volo si trova a Castelnuovo Don Bosco(AT) e,con piloti brevettati,svolge appunto attività di tutela del territorio, monitorando dal cielo fiumi, foreste, valli. Ma non solo questo. Grazie al contributo di privati e di alcuni enti,tipo il Lions Club,e collaborando con varie fondazioni che assistono i bambini come UGI,PAIDEIA,CEPIM,FORMA x citarne alcune,i volontari portano in volo bambini con gravi patologie,collaborando anche con l’ospedale Regina Margherita di Torino.

 

Organizzano per loro giornate indimenticabili ricche di forti emozioni e di divertimento assicurato:in meno di 4 anni hanno già fatto volare oltre 800 bambini accompagnati dai genitori.In queste giornate i bambini fanno anche molte attività a terra:maghi,clown,aeromodellisti,pet terapy,laboratori di disegno e colore;il tutto si conclude con il pranzo e la consegna dell’ambitissimo “Diploma del Piccolo Aviatore”. Chiunque può prenotare un volo panoramico per ammirare un pezzo di Piemonte da una prospettiva quantomeno insolita. Si vola ad un’altezza di circa 300m e le sensazioni che si vivono lassù sono piacevolmente intense. Chiunque abbia piacere di farlo può sostenere “I Falchi di DAFFI” con donazioni detraibili dalle imposte,o devolvendo il 5×1000 della dichiarazione dei redditi. Avere punti di vista diversi amplia il nostro mondo,regalandoci immagini nuove con le quali riempire le nostre giornate ed i nostri sogni!

 

Antonella Ciliberto

"The Others" alle Nuove, nel mese dell'arte una mostra per stare bene con se stessi e gli altri

“Stay gold”, lontano da qualsiasi omologazione,  questo il tema della rassegna  2015

 

the_othersQuest’anno il progetto espositivo internazionale ospitato nell’ex carcere delle Nuove, The Others, in contemporanea con Artissima, coniuga un tema che, nella lingua inglese, lingua della sintesi per eccellenza, si esprime con “stay gold”. Nella sua prima accezione significa rimanere puri, veri, fedeli a se stessi e ai propri ideali, saldi nello spirito ma, al tempo stesso, sempre in movimento e sensibili a ciò che accade intorno a sé. Nella sua seconda accezione significa essere liberi, anticonformisti, sovversivi nei confronti di omologazioni e stereotipi e, quindi, incarna anche il tentativo di essere felici, positivi, creativi, stando bene con se stessi, con gli altri e con il mondo.

 

The Others 2015 propone, come nella passata edizione, tre sezioni, OtherScreen e OtherStage,  dedicate a video e performance,  e OtherSound, concentrata sulla ricerca musicale. Le gallerie partecipanti sono libere di proporre, senza alcun costo aggiuntivo, uno o più lavori dei propri artisti per ogni sezione. Le proposte sono state esaminate fino ai primi di settembre da una commissione costituita dalla Direzione Artistica (Olga Gambari) e  dal Comitato Scientifico formato da Stefano Riba,  Liv Vaisberg e Pietro Gagliano’.  OtherScreen è una sala di proiezione dedicata alla visione, una sorta di piccolo cinema temporaneo, dove ogni giorno si alterneranno video e film. OtherStage trasforma l’esedra sulla quale affacciano i corridoi espositivi in un teatro sempre aperto, trovando nell’architettura dello spazio un ideale palcoscenico per performance, azioni e talk. Le performance si svolgeranno a breve scadenza una dall’altra, con intervalli di 10 minuti l’una, per permetterne allestimento e disallestimento. La sezione speciale dedicata a progetti musicali di ricerca è OtherSound, aperta anche a progetti di crossover tra arte e sperimentazione sonora, capace di proporre realtà e esperienze che esplorano la contaminazione dei linguaggi e dei generi musicali più underground, oltre alle potenzialità nascoste nei nuovi percorsi sonori.

 

Anche quest’anno The Others si propone come un osservatorio privilegiato sulla creatività emergente internazionale, ospitando gallerie nate dopo il 1 gennaio 2009 e, indipendentemente dalla data della loro apertura,  centri no-profit, associazioni e fondazioni,  collettivi di artisti o curatori, artisti run-spaces,  progetti editoriali, residenze per artisti, scuole e accademie d’arte.  Insomma una piattaforma unica nel suo genere, nata per riunire la molteplicità delle realtà che operano a favore della promozione degli artisti più giovani. La sede è certamente privilegiata, l’ex carcere delle Nuove, con orari di apertura serali, dalle17 all’1. Dotata di una performing area allestita nell’affascinante teatro dell’ex carcere, sede deputata per incontri, presentazioni,  performances teatrali e musicali,  proiezioni video e musica dal vivo, le Nuove diventano nei giorni di Artissima il cuore pulsante della settimana dell’arte contemporanea torinese. 

 

 Mara Martellotta

 

(Foto: espoarte.net)

 

Il Regio unico teatro italiano sul portale web europeo dedicato all’opera

È iniziata l’era digitale della lirica

toro regio teatroIl Teatro Regio Torino è l’unico Teatro italiano a far parte di The Opera Platform, la prima piattaforma web gratuita interamente dedicata all’opera, disponibile su www.theoperaplatform.eu La piattaforma, che ha come scopo la diffusione dell’opera lirica nel mondo, ha ottenuto il supporto della Commissione europea ed è promossa da Opera Europa, l’Associazione che riunisce Teatri e Festival di tutta Europa, con la collaborazione del canale culturale ARTE, partner tecnico del progetto. Su The Opera Platform si possono trovare gratuitamente in streaming e on demand le migliori produzioni di quindici tra i più importanti teatri europei: dalla Wiener Staatsoper, al Teatro Real di Madrid alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, per citarne solo alcuni.regio

 

La piattaforma web è disponibile in tre lingue – inglese, francese e tedesco – e offre gratuitamente opere integrali, estratti di molte produzioni, trame, libretti, interviste con i protagonisti e reportage dietro le quinte. Ogni mese è disponibile una nuova opera sottotitolata in sei lingue – inglese, francese, tedesco, italiano, polacco e spagnolo – che rimane visibile per sei mesi.

 

Il Teatro Regio è presente con una selezione delle più importanti e recenti produzioni e, da sabato 24 ottobre, occupa il posto d’onore dellaregio aida piattaforma con la trasmissione dell’Aida inaugurale della Stagione 2015-2016, diretta da Gianandrea Noseda, con la regia del premio Oscar William Friedkin (nella foto in basso), protagonisti della produzione: Kristin Lewis, Anita Rachvelishvili, Marco Berti e Mark S. Doss. Per l’occasione abbiamo prodotto diversi contenuti extra, già visibili sulla piattaforma, per arricchire la nostra Aida: interviste a Walter Vergnano (Sovrintendente del Teatro Regio), Gianandrea Noseda (Direttore musicale del Teatro), William Friedkin (regista dell’Aida), Kristin Lewis (interprete di Aida), Christian Greco (Direttore del Museo Egizio di Torino), nonché una nuova Pillola di Passione di Paola Giunti con ulteriori interviste e riprese nei backstage durante le prove dell’opera.

 

(Foto:  il Torinese)

 

 

Stefano Veronesi, universi ricchi di idee ed emozioni

Al Miit si inaugura il 3 novembre la personale

 veronesi

Si inaugura martedì 3 novembre dalle 18 la personale di Stefano Veronesi dal titolo “Energie in co-creazione”, curata da Paola Berroni, al Museo Miit in corso Cairoli 4, a Torino. Stefano Veronesi,  nato e attivo a Torino, appassionato di storia antica, in particolare dell’antico Egitto, di psicologia e letteratura, percorre attraverso le sue creazioni artistiche un viaggio a metà tra logica e emozione. Il suo linguaggio artistico suggerisce, già a partire dalle sue prime espressioni artistiche, gli Streamers e i Limen, un incontro tra flussi di energia colorati, che invitano a varcare la soglia del conosciuto per un viaggio verso l’arcano e l’arcaico. L’artista è stato anche protagonista con le sue opere, lo scorso 28 maggio, di un evento dal titolo “Tributo all’Egitto”, che ha visto la partecipazione del ministro delle Antichità Egizie Mamdohuh Eldamatty, dell’archeologo Zahi Hawass e del direttore dell’ente turismo egiziano in Italia, Emad Abdalla. L’iniziativa,  nata in occasione della recente riapertura, dopo il restauro, del Museo Egizio, si propone di unire le varie espressioni artistiche o culturali dell’antico Egitto in un unico linguaggio, sottolineando il profondo legame che unisce il Paese dei faraoni con il capoluogo subalpino. La nuova mostra al Miit, visitabile fino al 7 novembre,  che vede esposte opere realizzate anche con l’uso della tecnica del fuoco, vuole essere un viaggio proveniente da ere e terre lontane, attraverso molteplici universi e mondi ricchi di idee e emozioni.

 

 Mara Martellotta

 

Dalla terra alla polvere,
dalla polvere alle ossa,

dalle ossa alla carne,

dalla carne alla vita.

 

“Il fuoco è alla base della creazione.
La materia liquida scorre e pulsa nel nucleo
del nostro pianeta, così come il sangue scorre
nelle nostre vene e la linfa si spinge nei punti
più estremi degli alberi secolari per mantenerli in vita.


Ho creato questa collezione di opere facendo danzare
il fuco sulla tela, l’emozione e lo stupore di osservare
l’opera che muta velocemente sotto i miei occhi
mi connette alle origini della storia quando il fuoco
fu un punto di svolta nell’evoluzione umana.


Il cambiamento dell’opera deriva dalla completa
combustione della base combustibile: polveri di colori
naturali ed ossidi. Quando le fiamme abbracciano
le forme che si proiettano attraverso di me,
l’opera prende vita.
Questo è ciò che guida la mia mano per forgiare
portali verso nuovi Mondi imaginifici”.

 

Stefano Veronesi
 

Nosiglia alla messa dei defunti: "Disperdere le ceneri è superstizione, la morte non si privatizza"

nosiglia e giovani

L’arcivescovo fa anche riferimento alla “commercializzazione del lutto”

 

Mons. Cesare Nosiglia, durante l’omelia in occasione della messa per i defunti al Cimitero Parco ha lanciato un appello ai fedeli contro quello che si potrebbe definire un eccessivo “individualismo della morte”. Un concetto riferito all’uso della dispersione delle ceneri che l’arcivescovo definisce “privatizzazione e commercializzazione della morte e del lutto”. “La cultura di oggi – dice Nosiglia –  cerca di privatizzare la morte esaltando tipologie e pratiche funerarie come la dispersione delle ceneri e la custodia dell’urna in casa o in luoghi privati, mentre disdegna il cimitero come luogo privilegiato della sepoltura e luogo della memoria e della comunione dei vivi non solo con i propri cari defunti. Il cimitero è dunque luogo di comunione e di comunità. La morte non si deve privatizzare”. L’arcivescovo fa anche riferimento alla “commercializzazione del lutto”, alla pubblicità e alle sale del commiato. Invita tutti, in particolare i sacerdoti, alla preghiera e a considerare “i  luoghi e le cerimonie funebri al di fuori da una concezione superstiziosa”.

Latte, aperto il confronto tra allevatori e industriali

mucca latte

Confagricoltura: “Adesso lavoriamo insieme per valorizzare la filiera”

 

Per Confagricoltura l’avvio del confronto con gli industriali e l’impegno congiunto per la valorizzazione del latte piemontese sono gli aspetti più importanti emersi dalla riunione che si è svolta oggi (sabato 31 ottobre) a Torino all’assessorato regionale all’Agricoltura tra le rappresentanze delle organizzazioni agricole e delle aziende di trasformazione lattiero casearie.

 

Confagricoltura Piemonte, che è intervenuta all’incontro presieduto dall’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero con una delegazione di allevatori composta da Cristina Donalisio, Pierangelo Cumino e Giampiero Degiovanni, insieme ai direttori provinciali di Cuneo e Torino, Roberto Abellonio ed Ercole Zuccaro, manifesta apprezzamento per la riapertura del dialogo con i trasformatori e ribadisce il proprio impegno per la soluzione della crisi del comparto. Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli “il prezzo pagato ai produttori è giunto a livelli inaccettabili e tali da non coprire più i costi di produzione. Se la situazione non migliorerà molti allevamenti saranno costretti a chiudere, con danni pesanti per il settore primario e per l’intero indotto”.

 

Per Confagricoltura è fondamentale consolidare il dialogo. Nelle prossime settimane, sulla base delle intese raggiunte, si aprirà un confronto in ogni singolo caseificio con le rappresentanze dei produttori e le loro organizzazioni. Parallelamente in Regione verrà istituito un tavolo di filiera che avrà il compito di individuare gli strumenti per la valorizzazione del latte, intervenendo sulla qualità, sui metodi di allevamento rispettosi del benessere animale e sulla promozione delle produzioni locali. “La crisi è pesante e deve essere affrontata con l’impegno di tutti i protagonisti. È necessario accelerare il confronto – sostiene Confagricoltura – cercando soluzioni nuove che offrano prospettive di sviluppo per l’intera filiera, rispettose degli equilibri di mercato e garanti della dignità di tutti gli attori”.

Nosiglia a Lanzo: "Parrocchie e comuni, fate rete"

nosiglia lanzo 2nosiglia lanzo 

Il gruppo coordinato dal vicario episcopale don Claudio Baima Rughet ha portato l’Arcivescovo a vedere realtà produttive di nuovo conio, di giovani che stanno tornando nelle aree montane

 

L’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia è stato nei giorni scorsi a Lanzo in un incontro promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro. L’incontro segue alle molteplici visite che Nosiglia ha fatto nelle Valli di Lanzo, conoscendo imprenditori e rappresentanti di associazioni, terzo settore. Il gruppo coordinato dal vicario episcopale don Claudio Baima Rughet ha portato l’Arcivescovo a vedere realtà produttive di nuovo conio, di giovani che stanno tornando nelle aree montane, ha proposto IoLavoro per il Ciriacese e le Valli di Lanzo a inizio ottobre, ha invitato Nosiglia ai tavoli di Gal e Unione montana che hanno presentato attività, istanze, modelli di intervento con fondi europei. Nosiglia ha ascoltato e promesso un’azione della Diocesi per aiutare parrocchie e Comuni a fare rete, comunicare meglio quello che già esiste, attuare quanto previsto dalla dottrina sociale della Chiesa”.

 

Importante il richiamo di Nosiglia ai temi della Laudato Si, in particolare all’“Ecologia integrata”. “Solidarietà e sussidiarietà sono i valori che devono ispirare il lavoro politico e istituzionale della nostra associazione, così come dei Comuni e delle Unioni montane, della Città metropolitana e della Regione – dice Marco Bussone, vice presidente di Uncem Piemonte – Oggi il superamento del vecchio municipalismo, l’uscita dai tradizionali modelli di sviluppo urbanocentrici, la fine del sistema assistenzialista centro-periferia, la ridefinizione del patto tra città e montagna con la prima che deve riconoscere i servizi ecosistemici-ambientali prodotti dalle Terre Alte, impongono nuove azioni che la Laudato Si ci aiuta a declinare in norme e scelte. Abbiamo un grande lavoro da fare e la vicinanza della Chiesa alle istituzioni è fondamentale.”

 

Massimo Iaretti

UNITRE TORINO: IL 2 NOVEMBRE AL VIA LE LEZIONI

Tra i 170 corsi di Unitre Torino alcuni sono inediti

 

mole vittorioIl prossimo 2 novembre alle 9,30 suona la campanella per le lezioni di Unitre Torino, la più grande Università della Terza Età d’Italia. Tra i 170 corsi di Unitre Torino alcuni sono inediti: “La successione: occuparsene bene, vivere meglio”, coordinato da Andrea Dalla Chiara, che spiegherà i problemi legati al trasferimento del patrimonio familiare; “C’era una volta…e  domani?”, una psicoterapeuta dell’età evolutiva (Claudia Cuminetti) e una libraia (Marta Bianco) compiono un viaggio nel pianeta dell’infanzia e dell’adolescenza per esaminare come sono cambiati la letteratura e l’immaginario infantile; “I geroglifici” (avviamento della lingua egizia); “Un fotoreporter di guerra all’Unitre” (teorico-pratico, con visita a mostre); “Conflitti e speranze di pace nel mondo” (tenuto dal generale Carlo Cabigiosu, che è stato impegnato in importanti missioni militari all’estero); “Attenti al segno” (creatività pubblicitaria); “Le primavere arabe” (approccio storico, economico-sociale, politico); “Maghi e magia” (organizzato dal Circolo della magia di Torino). Naturalmente sono confermati i seguitissimi “Storia del ‘900” (professor Gianni Oliva) e “Come vivevamo…società e costume” (la professoressa Lucia Cellino racconta i più famosi processi della storia e i loro protagonisti).

 

Altre novità interessanti sono: il corso sulla “geografia del vino”, coordinato da Agostino Tarditi, presidente Consorzio tutela vini Pinerolese, un excursus sulla storia e le caratteristiche della vite e sulle tecniche di coltivazione e vinificazione, con visite guidate; “Primo soccorso ed educazione alla salute”, tenuto dalla Croce Rossa Italiana.

 

Gli “Amici del coro Unitre” danno la possibilità a tutti gli associati di partecipare a incontri di canto. “L’Accademia dell’umanità”, l’altro pilastro portante di Unitre, organizza  i volontari dell’associazione, impegnati negli ospedali, nei musei, nelle iniziative del  tempo libero. Propone anche un calendario di sette spettacoli con cadenza mensile, al Dopolavoro Ferroviario (via Sacchi 63), viaggi legati ai corsi e visite guidate a mostre. L’Unitre Torino si auto finanzia con le sole quote associative; la collaborazione dei docenti è volontaria e gratuita.  

Per  seguire le attività ci sono un canale Facebook molto attivo e il sito www.unitretorino.net.

 

UNITRE TORINO IN CIFRE

 

Associati: 4 mila

Corsi: 170

Ore di lezione: 5 mila

Docenti: 200

Percentuale di conferme: 90%

Matricole: 500

 

(Foto: il Torinese)