ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 712

Senza sponda

AIME1AIME2Decine, centinaia di migliaia di migranti; migliaia di esistenze travolte dalle onde del mare o spezzate dalla fatica sulle sabbie dei deserti. Profughi in viaggio per raggiungere una parte del mondo che sognavano e speravano migliore, una sponda dove credevano di essere accolti

 

Le chiamano “vite senza sponda“: sono quelle dei migranti che cercano rifugio in Europa, entrando dalle “porte” in Grecia e da noi, in fuga da bombardamenti e carestie, da cambi di regime, guerre e povertà, violenze tribali e l’ombra nera del Califfato. In fuga dagli incubi, che si tratti della Nigeria di Boko Haram, della Libia in preda all’instabilità politica, dell’Egitto sconvolto dalle conseguenze dolorose della sua “primavera” mancata o della Siria in balia dell’Isis. Decine, centinaia di migliaia di migranti; migliaia di esistenze travolte dalle onde del mare o spezzate dalla fatica sulle sabbie dei deserti. Profughi in viaggio per raggiungere una parte del mondo che sognavano e speravano migliore, una sponda dove credevano di essere accolti. Ma le cose non sono andate così e così, nei fatti dolorosi di ogni giorno, non accade. In un’Italia dalla memoria troppo corta, che dimentica spesso e volentieri il suo stesso passato di migrazione, è facile identificare nei profughi dei nuovi barbari, colpevoli di invadere le nostre coste per impoverirle, se non per depredarle. Eppure il più grande esodo della storia moderna è stato il nostro,  quello degli Italiani. A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze. Si trattò di una migrazione di massa che toccò tutte le regioni italiane.

 

Tra il 1876 e il 1900 l’esodo interessò prevalentemente le regioni settentrionali con tre regioni che fornirono da sole la metà dell’intero contingente migratorio: il Veneto il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte. Poi, nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali. Dunque, una reazione diversa sarebbe possibile, proprio ricordando le nostre radici: imparando ad accogliere umanamente chi cerca rifugio sulle sponde italiane, per non cadere in quella che papa Francesco a Lampedusa ha chiamato “globalizzazione dell’indifferenza“. È ciò che propone lo scrittore e studioso Marco Aime con il suo libro “Senza sponda. Perché l’Italia non è più una terra d’accoglienza”. Un pamphlet, agile e provocatorio, che getta una luce nuova sui casi più tragici della nostra attualità grazie agli strumenti dell’antropologia, indagando tra il “noi” ed il “loro”, tra italiani e stranieri. Le osservazioni taglienti di Aime ci mostrano che le uniche frontiere davvero invalicabili sono quelle radicate nelle nostre menti.

 

La costruzione della nazione, con la definizione di caratteri etnici unificanti e principi morali condivisi, è avvertita come un’imposizione estranea, che spinge alla diffidenza verso ogni confronto. ”Non siamo capaci di pensare agli altri come nostri simili, ci chiudiamo nel recinto della cittadinanza, dell’identità, della pauradenuncia il padre dell’antropologia italiana. Una più o meno presunta appartenenza culturale diventa un motivo valido per escludere, per nascondere quel razzismo e quella xenofobia che non nascono tanto da un conflitto di interessi tra “noi” e gli “altri”, ma dalla proiezione delle nostre angosce sociali, delle nostre paure. Senza cittadinanza non c’è democrazia. E così, democraticamente, escludiamo gli stranieri. Non pensando che anche noi abbiamo percorso le strade del mondo in cerca di un angolo migliore dove vivere o almeno sopravvivere.

Marco Travaglini

San Sebastiano, incontro sulla sicurezza

 All’incontro, cui hanno partecipato diversi residenti, è intervenuto il sindaco Beppe Bava

 

Prosegue il progetto di vicinato iar. Dopo i recenti sviluppi a San Raffaele Cimena, dove sono in formazione tre gruppi di controllo del vicinato, e quelli ormai prossimi di Gassino, lunedì si è parlato di sicurezza partecipata al Centro Pastorale di San Sebastiano da Po. All’incontro, cui hanno partecipato diversi residenti, è intervenuto il sindaco Beppe Bava che aveva avuto un primo contatto con il controllo del vicinato nella scorsa estate in occasione di un incontro pubblico che si era svolto a Moransengo, comune della Provincia di Asti confinante con Cavagnolo. Poi prima della fine del 2015 c’era stato un incontro informale con il referente regionale dell’Associazione Massimo Iaretti che aveva portato alla fissazione della serata. Bava ha espresso un giudizio positivo sul metodo, lasciando poi la “palla” allo stesso Iaretti e al referente dell’associazione per la Città Metropolitana di Torino, Ferdinando Raffero, che è anche consigliere comunale a San Mauro Torinese. Raffero, con un efficace supporto informatico ha illustrato le peculiarità del metodo e, successivamente, si è aperto il dibattito con i contributi del pubblico, nel corso del quale sono stati anche raccolti alcuni suggerimenti da parte degli abitanti di San Sebastiano da Po. Il sindaco, infine, ha invitato i cittadini a costituirsi in gruppi evidenziando che l’amministrazione non mancherà di sostenere l’iniziativa.

A Campidoglio si lavano le strade per ridurre lo smog

trafficoUN ESPERIMENTO PER VALUTARE LA RIDUZIONE DELLE POLVERI NELL’ARIA

Da ieri i mezzi con autobotte della Smat stanno lavando le strade del quartiere Campidoglio, operazione che consentirà di analizzare la presenza di inquinanti nelle acque per il loro trattamento negli impianti di depurazione. Ha voluto l’niziativa l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta con Arpa Piemonte, per la misurazione sperimentale delle micropolveri Pm10 prima, durante e dopo il passaggio dei mezzi per verificare l’eventuale riduzione di inquinamento nell’aria.

 

Interessati alla pulizia 14 chilometri di strade e in particolare 2000 caditoie collocate in un’area di circa 300mila metri quadrati. I tecnici Smat effettueranno una ventina di campionamenti che consentiranno di eseguire oltre 400 analisi. 

 

Dal 30 gennaio l’ Arpa  sta monitorando la qualità dell’aria nel quartiere utilizzando un campionatore di Pm10 nella sede circoscrizionale di via Medici, dove i dati vengono raccolti una volta al giorno e forniscono la media giornaliera di particolato presente in atmosfera. Le rilevazioni Arpa proseguiranno fino all’8 febbraio, se non arriverà la tanto agognata pioggia.

BIlancio positivo e proroga per la mostra di Monet, il più impressionista degli impressionisti

monet codamonet manifestoLe festività natalizie e il periodo di vacanze hanno dato nuovo impulso a chi desiderava ammirare le opere del grande artista. Proroga al 14 febbraio

 

Un bilancio iperpositivo.  Fino ad ora sono stati oltre 160 mila i visitatori della mostra su Monet alla Gam di Torino, 40 capolavori provenienti dal museo d’Orsay di Parigi.  Affluenza record nel Ponte dell’Immacolata, con 13.100 ingressi, nei fine settimana la media è di 3 mila ingressi al giorno.

 

Le festività natalizie e il periodo di vacanze hanno dato nuovo impulso a chi desiderava ammirare le opere del grande artista. La mostra aperta il 2 ottobre 2015 è stata prorogata al 14 febbraio 2016.

 

In alcuni giorni le code sono state lunghissime ma ordinate. I visitatori più accorti e smaliziati hanno prenotato l’ora  di visita con il servizio del Call Center ( 011 0881178) che andrebbe ulteriormente pubblicizzato.

 

 (Foto: il Torinese)

FMB
   

Legambiente choc: "Respiriamo aria fuorilegge nell'82% del territorio piemontese"

MalariaTra le proposte l’associazione evidenzia: incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari, incentivare la mobilità sostenibile attraverso 100 strade per la ciclabilità urbana, limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi

 

In Piemonte l’aria che respiriamo è fuorilegge nell’82% delle centraline di rilevamento.  I dati sono forniti da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, nell’ambito dell’indagine Mal’Aria. A Torino, Asti, Alessandria, Novara e Vercelli nell’anno appena terminato  neanche una stazione Arpa rispetterebbe il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti per le PM10. A Torino (Rebaudengo) con 99 sforamenti si verifica la situazione più critica in assoluto. Poi Asti (Baussano) con 92, Alessandria (D’Annunzio) 84, Vercelli (Gastaldi).Il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane conferma che il 2015 è stato un anno da codice rosso, segnato da un’ “emergenza” smog sempre più cronica.

 

“Non si può più aspettare. E’ ormai da troppo tempo che sollecitiamo senza successo l’assessore regionale all’Ambiente Valmaggia perchè la Regione aggiorni in tempi brevi il piano sulla qualità dell’aria, vecchio di 14 anni – spiega  Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Chi ha responsabilità politiche deve dare soluzioni concrete per abbandonare o ridurre drasticamente l’uso dell’auto di proprietà, ancora la principale responsabile delle concentrazioni di inquinanti nell’aria. Ma è fondamentale che si incida anche in campo energetico, del verde urbano e dell’agricoltura. Perché ciò avvenga in tutto il Piemonte in modo strutturale e coordinato, facendo un passo avanti rispetto alle politiche emergenziali o alle iniziative spot messe in atto dai diversi comuni, è indispensabile un forte coordinamento regionale. Ma sembra ormai evidente che la Regione Piemonte non ritiene prioritarie le politiche antismog, così come gran parte dei Sindaci che continuano ad osservare il fenomeno o, al più, a mettere in campo iniziative di propaganda. Si devono invece gettare basi concrete per politiche efficaci e lungimiranti, a partire dal settore della mobilità prevedendo forme di disincentivo a quella privata”.

 

Secondo Legambiente per combattere l’inquinamento atmosferico, “è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto su ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l’Italia continua ad avere il record di auto per numero di abitanti: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti a Torino o ai 68 di Cuneo e Biella, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra.

Tante auto portano anche a città sempre più rumorose”.

 

Legambiente  ricorda che in Italia sono circa  sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti al rumore prodotto dal traffico stradale a livelli giornalieri inaccettabili secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le persone esposte, invece, ad elevati livelli di inquinamento acustico durante la notte sono quasi cinque milioni. Tra le altre proposte l’associazione evidenzia: incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari, incentivare la mobilità sostenibile attraverso 100 strade per la ciclabilità urbana, limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi.

A SALSASIO SI FESTEGGIA LA BEATA ENRICHETTA

BEATA ENRICHETTABorgo Salsasio di Carmagnola si sta preparando a festeggiare la Beata Enrichetta Dominici, che proprio a Salsasio è nata

 

Molti gli appuntamenti liturgici che inizieranno con il Triduo di preparazione alla Festa con Rosario alle 17,30 e Santa Messa alle 18 nei giorni di giovedì 18, venerdì 19 e sabato 20 febbraio e che si terrà nella nuova chiesa del Borgo a lei dedicata che quest’anno celebra il quinto anniversario della consacrazione, avvenuta il 6 novembre 2011. Messe solenni domenica 21 febbraio, giorno della festa liturgica della beata di Salsasio, alle 9 nella chiesa antica del borgo, dove Madre Enrichetta venne battezzata e alle 11 nella chiesa Beata Enrichetta.

 

Da contorno alla festa religiosa ci sarà una mostra dal titolo “Madre Enrichetta: la Santa della quotidianità” che si terrà i giorni 12, 13 e 14 febbraio presso il Teatro di Borgo Salsasio. La Parrocchia Santa Maria di Salsasio inoltre, ha da poco fatto piastrellare il piazzale della nuova chiesa e ha aperto una nuova scalinata che dal piazzale porta direttamente al sagrato della chiesa. Il Parroco Don Mario Berardo spiega: “i lavori sono stati fatti per avere un maggior decoro esterno e per evitare impantanamenti che avvenivano a causa della ghiaia che era presente nel piazzale.”

 

UNA MOSTRA SU MADRE ENRICHETTA

 

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 febbraio, presso il Teatro “Casa della Gioventù” di Borgo Salsasio, si terrà una Mostra sulla vita e sulle origini della Beata Madre Enrichetta Dominici delle Suore di Sant’Anna.Alla mostra saranno esposti documenti, fotografie e curiosità sulle origini, sulla vita e sulle opere della Beata di Salsasio, oltre a fotografie e curiosità sulle opere che sono state fatte in suo ricordo. Verrà anche proiettato un video sulla Beatificazione di Anna Caterina Maria, nome della Beata prima che diventasse Suora. L’Inaugurazione della Mostra si terrà venerdì 12 febbraio alle 16,30 presso il Teatro di Salsasio, che si trova in vicolo Asilo, la via a fianco alla Chiesa antica del Borgo.

 

Gli orari di apertura della mostra che porta il titolo “Madre Enrichetta: la Santa della quotidianità” saranno i seguenti: venerdì 12 dalle 16,30 alle 21,30 sabato 13 dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 20,30 e domenica 14 dalle 14 alle 21.

 

Per informazioni: 3456147782

Ivan Quattrocchio

“San Sebastiano Sicuro. Il migliore antifurto è il tuo vicino”

san sebastiano poLa serata è organizzata dall’Associazione Controllo del Vicinato in collaborazione con l’amministrazione comunale

 

Lunedì 1 febbraio, alle ore 21, il Centro Pastorale di San Sebastiano da Po ospita l’incontro “San Sebastiano Sicuro – Il migliore antifurto è il tuo vicino”. La serata è organizzata dall’Associazione Controllo del Vicinato in collaborazione con l’amministrazione comunale di San Sebastiano da Po. Il primo cittadino del comune della Citta Metropolitana torinese, Beppe Bava aveva presenziato già in estate ad un incontro sull’argomento del controllo del vicinato, svoltosi a Moransengo. Poi sono stati presi i contatti con l’associazione e. dopo un incontro preparatorio, è stata fissata la data della serata del 1 dicembre. Relatori sono Massimo Iaretti, referente per il Piemonte dell’Associazione, e Ferdinando Raffero, referente per la Città Metropolitana di Torino, nonché animatore del controllo del vicinato a San Mauro Torinese (dove è anche consigliere comunale). Interverrà il sindaco di San Sebastiano da Po, Beppe Bava.

LA WEB TV DI CARMAGNOLA VIDA NETWORK A SANREMO 2016

VIDA TVVerranno intervistati i cantanti ospiti e verranno trasmesse curiosità riguardanti il Festival della Canzone Italiana”, spiegano dalla redazione della web tv

 

Vida Network, la web tv di Carmagnola, una giovane realtà del nostro territorio, sarà presente insieme a Radio Reporter al 66° Festival di Sanremo. Nella fase finale dal 12 al 14 febbraio, Vida sarà in diretta dalle 9 alle 19 nella zona red carpet. “Verranno intervistati i cantanti ospiti e verranno trasmesse curiosità riguardanti il Festival della Canzone Italiana”, spiegano dalla redazione della web tv.

 

Inoltre, sempre nei giorni 12, 13 e 14 febbraio a Sanremo, in collaborazione con Radio Reporter, a pochi metri dal Teatro Ariston, nella zona red carpet, si terrà un contest canoro dal titolo “Sanremo Out” , dove si esibiranno dei giovani artisti che correranno per la finalissima di domenica 14 febbraio dove avverrà la premiazione del vincitore del contest.

Tutte le dirette striming saranno visibili su: www.vidanetwork.it

 

 

Ivan Quattrocchio

Area G, seminario su “Adolescente in difficoltà”

area gPresso la Sala della Fondazione Sereno Regis, in via Garibaldi 13

 

Dalle ore 9 alle ore 13 del 30 gennaio un incontro con Tito Baldini ed Eugenia Pelanda dedicato al tema “L’adolescente in difficoltà: comportamenti antisociali ed agiti auto ed etero-lesivi”. L’evento, organizzato dall’Associazione Area G, si terrà presso la Sala della Fondazione Sereno Regis, in via Garibaldi 13 a Torino. L’ingresso è gratuito, prenotazioni  all’indirizzo e-mail: areagpiemonte@libero.it. L’Associazione provvederà a rilasciare attestato di partecipazione.

Il crocifisso è salvo: resta in Comune

sala rossa palazzo civicoContrario a togliere il simbolo religioso anche il sindaco Piero Fassino

 

Il Crocefisso resta esposto in Sala rossa, grazie al voto di  25 consiglieri che si sono opposti alla delibera presentata da Silvio Viale (Pd e storico Radicale), Vittorio Bertola (Movimento 5 Stelle) e Piera Levi Montalcini (gruppo misto di maggioranza) . Contrario a togliere il simbolo religioso anche il sindaco Piero Fassino. Il centrodestra ha votato contro la delibera, la maggioranza si è divisa: chi ha votato  il ‘no’ e chi non ha partecipato al voto, o è uscito dall’aula. Secondo l’associazione radicale Adelaide Aglietta -“il Comune di Torino ha scelto un arroccamento su posizioni clericali e conservatrici. Un’offesa alla laicità”.