ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 658

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

Di Pier Franco Quaglieni

.

A Torino  continua ad essere difficile avviare un discorso storico con il necessario distacco. Gli odi non si sono mai rimarginati e forse non si rimargineranno mai. La storia, invece, può far ciò che i singoli uomini non possono

***

I professori universitari, dopo quelli medi, da oggi al 30 giugno dovranno  seguire un corso obbligatorio sulla sicurezza.

Scrive Gabriella Bosco che insegna Letteratura francese a Torino :il corso insegnerà a non fare gesti azzardati,ad evitare i pericoli, a cosa fare se uno studente ci butta un libro in testa,se c’è corrente in aula o i fili sono scoperti…”. C’è nella Bosco un briciolo di ironica esagerazione,ma non più di tanto. I professori medi sono stati sottoposti a corsi sulla prevenzione degli incendi e sul pronto soccorso,forse anche sull’educazione sessuale degli allievi. E’ mai possibile che nessuno abbia il coraggio di dire  che a questi compiti sono incaricati i bidelli, oggi chiamati operatori scolastici o qualche altra simile diavoleria che li assimila a netturbini diventati operatori ecologici. E’ la scuola, per altro, della bollatrice anche ai professori, quasi la funzione docente si misurasse con i criteri, oggi non idonei ,neppure a valutare un impiegato d’ordine. Il professore deve pensare alla ricerca scientifica, all’insegnamento, agli esami (che spesso  trasformato l’università in un esamificio), a pubblicare lavori che diano un contributo all’avanzamento degli studi nel suo campo di indagine.Non è pensabile e non è accettabile pensare ad attività non di loro competenza ed  considerate anche obbligatorie.In ogni caso chi ha affrontato il ’68 da studente e il ’77 da professore è in grado di fronteggiare ogni situazione,ogni emergenza.Vi immaginate voi un Franco Venturi,storico di fama internazionale che sicuramente non era in grado di cambiare un lampadina a casa sua, allievo di un corso sulla sicurezza? Io ,che l’ho conosciuto bene, non  ci riesco.

 

***

 

Laura Scaramozzino delicata scrittrice 

 

Paolo Coccorese nell’ampia recensione su “La stampa” ha definito l’ultimo successo  di 

Laura Scaramozzino”  “un libro di piccole avventure ispirate ad una storia vera” ed è proprio così.

“L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang” ,edito  da Sillabe di Sale, è un libro delicato,a metà strada tra la realtà e la fantasia,  ambientato a Torino,in modo particolare nel parco della Pellerina di cui il protagonista , Ludovico Marchisio, classe 1947,è il guardiano. Marchisio attende agli animali ,rivelando  un amore appassionato ,  sia quando salva un’anatra o un aspirante suicida nel laghetto del parco. La Pellerina è stato ed è  un luogo squallido, ritrovo di amori mercenari e di crudele sfruttamento della prostituzione. La Scaramozzino lo redime con la poesia del suo libro. Ho sempre avuto un’attrazione  per le anatre:da bambino, a Pasqua, mia zia mi regalava due piccoli anatroccoli. Li tenevo in campagna e li coccolavo.Da quel momento non ho più mangiato carne di volatili di qualsiasi genere. In campagna avevo un’oca che riconosceva la mia macchina e veniva al cancello a salutarmi. Avevo vent’anni, quell’oca mi colpì per la sua intelligenza e mi rivelò  l’errore  insito nei luoghi comuni.  Nel libro ho ritrovato me stesso e mi sono reso conto del perché non mangio  quelle carni.E’ un libro da leggere che non si può riassumere perché ogni pagina è imprevedibile.In questo sta il valore della giovane scrittrice che ci offrirà sicuramente altre prove convincenti  di sé,  senza rincorrere il successo mediatico che uccide la poesia. Ed è  grande titolo d’onore della scrittrice non essere passata sotto le forche caudine della torinese  Scuola Holden di Baricco.

***

Silvio Fasano,un cuore torinese ad Alassio
Silvio Fasano è un torinese trapiantato ad Alassio, uno dei tanti torinesi che vivono nella perla del Ponente ligure.Mario Soldati definì la Città del Muretto,”il mare di Torino”.Silvio Fasano è un torinese doc,vissuto in San Salvario,scuola media  dai Salesiani al “S.Giovanni Evangelista e poi all”Avogadro”. E’ uno dei pochi veri giornalisti fotografi che si siano meritati la tessera dell’ordine dei giornalisti non in base ad una interpretazione estensiva della legge che fece diventare giornalisti anche gli stenografi. Possiede un archivio prezioso che documenta la vita di Alassio,Albenga,del Ponente in generale  che forse nessun altro possiede.E’ il frutto di decine d’anni di professione.

Con il suo inseparabile cane, il suo scooter,la scala su cui lui sale  per fare fotografie panoramiche all’antica maniera. E’ un uomo affabile,sincero,un professionista serio che non ha mai perso un evento importante o con la sue fotografie ha reso importante un banale fatto di ordinaria o straordinaria quotidianità. Fotografò ,ad esempio, un gabbiano mentre aggrediva un uomo sulla spiaggia di Ceriale. I suoi servizi fotografici  vengono pubblicati dai maggiori quotidiani nazionali. E’ lo zio del cantante Franco  Fasano che lo scorso anno ricevette l’”Alassino d’oro” e lo zio lo immortalò con la sua macchina fotografica. Una fotografia storica lo ritrae giovanissimo,già con la macchina fotografica in mano,  dopo la trasmissione “Campanile sera” ad Alba,insieme ad Enzo Tortora. Fasano è un torinese che tiene alto il nome di Torino in Liguria. 

 

*** 

I terribili anni dal ’43 al ’45

 Venerdì scorso è stato ripresentato a Torino,a tre anni dall’uscita nel 2014, il bel libro di Nicola Adduci “Gli altri.Fascismo repubblicano e comunità nel torinese(1943-1945 ) presso la casa della resistenza di corso Umbria. E’ raro che un libro sia oggetto di una ripresentazione a distanza di anni,ma la motivazione addotta,quella di non dimenticare,è sicuramente condivisibile. Il libro ripercorre la storia del fascismo repubblicano  alleato e succubo dei tedeschi in una Torino piena di macerie dovute ai bombardamenti  anglo-americani. Mio padre  perse la casa in un bombardamento notturno e quel ricordo non lo abbandonò mai. Ne parlava come fosse capitato ieri. Al mattino dovette andare in banca e ripartire da capo. Interessarsi degli “altri” ,ovviamente con l’estraneità e l’ostilità dichiarata di Adduci, è un passo avanti nella ricostruzione storica. Lo storico si occupa anche dell’ultimo federale di Torino, Giuseppe Solaro,sul quale uscì un libro “ Giuseppe Solaro . Il fascista che morì due volte” pubblicato anch’esso nel 2014 ,opera di un giornalista lucchese, Fabrizio Vincenti ,che riabilita in parte  una delle figure più odiate di quegli anni terribili. Mi proposero di promuoverne la presentazione a Torino,ma non trovai nessuno disposto a farlo e non mi sentii di proseguire nella ricerca.E fu un atto di viltà. Ritengo infatti si debba scrivere e parlare senza inibizioni e senza steccati preventivi, ma a Torino  continua ad essere difficile avviare un discorso storico con il necessario distacco. Gli odi non si sono mai rimarginati e forse non si rimargineranno mai. La storia, invece, può far ciò che i singoli uomini non possono. Solo Gianni Oliva con i suoi libri sulle foibe, sull’esodo, sulla Resistenza non mitizzata,sui Savoia e su Umberto II , è riuscito ad indicare una strada nuova che gli ha provocato anche forti ostilità . Il cammino è ancora lungo e difficile. Ovviamente senza facili intenti revisionistici,senza capovolgere i giudizi di merito che la storia ha ormai definito e che è impossibile cambiare.Ricordare a Milano la M.O. Carlo Borsani giustiziato dai partigiani ha suscitato aspre polemiche. Certamente Casa Pound  intende capovolgere la storia e strumentalizzarla per i suoi fini,ma Borsani fu uomo che merita il rispetto di tutti.

 

***

Morzenti,  una vita “complessa, ma bellissima”

E’ morto Giovanni Morzenti ,ex presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Aveva 66  anni. Quasi nessuno ha parlato di lui; soprattutto i suoi amici che l’avevano  ormai dimenticato,hanno taciuto.Eppure alcuni gli dovevano molto.La sua è stata una vita sempre di corsa, tra successi e cadute. Lo sci a Limone Piemonte si identificava in lui che lanciò la  Riserva Bianca di Limone,facendo del paese un’attrazione sciistica di livello internazionale.In precedenza, era frequentato,  quasi solo d’estate ,soprattutto da molti liguri e cuneesi.C’era davanti alla parrocchia un solo un piccolo  e triste ristorante, con la vasca delle trote in bellavista, e quasi nulla di più.L’ ho conosciuto nel 1998 e trascorsi nella sua casa di Limone un Capodanno in cui avemmo modo di scambiarci gli auguri e anche qualche idea.Fu gentilissimo. Mi resi conto, in breve volgere di  tempo, che alcuni suoi amici non potevano essere i miei.L’unico dei suoi amici che fu anche mio amico finché visse, fu il senatore Giuseppe Fassino, un gentiluomo liberale di antico stampo.Lo rividi  per un premio che per qualche anno fece parlare di Limone. Lo consegnarono anche a Sergio Romano,presente il Generale dei Carabinieri Franco Romano. Fui io a parlare dell’ambasciatore a Mosca , dello storico e del  giornalista che allora era appena passato dalla “Stampa” al “Corriere”.Ha lasciato delle  parole che meritano di essere conosciute  e  che gli fanno molto onore :”Ho avuto una vita complessa ,ma bellissima.Ci sono tante persone che voglio ringraziare ed anche  altre che voglio perdonare.Non porto con me segreti ,ma solo speranze.Se potete,fate quello per cui ho sempre vissuto, fatelo meglio di me “.

 

 ***

LETTERE   scrivere a quaglieni@gmail.com

.

Ho visto citato in un suo articolo Carlo Delcroix, ho guardato su Internet e mi è sembrato un personaggio importante dimenticato . Cosa ne pensa?

                                                                                     
Luigi Fino
Ho conosciuto personalmente Carlo Delcroix, grande invalido della Grande Guerra, cieco e senza mani. Meriterebbe di essere approfondita la sua figura. Ricordo di averlo ascoltato quindicenne in piazza San Carlo e un’altra volta a Roma. Era un grandissimo oratore, forse il più grande che io abbia mai ascoltato.Era stato deputato e presidente degli Invalidi e Mutilati di Guerra. Sostenitore di Mussolini,non aderì alla RSI e nel dopoguerra fu eletto deputato tra le fila del PNM. Molti suoi libri  appaiono datati,ma i suoi discorsi restano. Su Internet ce n’è uno sul Duca d’Aosta che può offrire un esempio della sua eloquenza. In tempi in cui la politica si fa in televisione,certo appare distante il discorso in un teatro o in una piazza. Ma in passato esso ha giocato un ruolo importante.

PFQ

I villaggi operai dal Nord Europa a Leumann

Giovedì 11 maggio alle 11.30 a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino), verrà inaugurata la mostra “Una casa per tutti. I villaggi operai dal Nord Europa al Piemonte”, promossa dal Consiglio regionale del Piemonte e realizzata dall’Associazione Culturale Kòres.


Dalla seconda metà dell’Ottocento, con l’espandersi delle nuove realtà industriali, l’esigenza di fornire una casa (vicino alla fabbrica) ai lavoratori inizia ad assumere un significato importante. I villaggi per gli operai incominciano a sorgere in molte regioni del nord Europa per poi diffondersi anche nell’Italia settentrionale e, in particolare, in Piemonte.

Alla fine del XIX secolo Torino esce dalla sua crisi di identità dopo aver perso il ruolo di capitale d’Italia e si re-inventa come modello di sviluppo industriale. Tra i nuovi imprenditori sono soprattutto quelli che operano nel campo del tessile (Abegg, Du Pont, Gütermann, Leumann, Crumière, per citarne alcuni) a portare in Piemonte una diversa cultura imprenditoriale e un nuovo approccio nei rapporti tra proprietà e lavoratori. Costruire un gruppo di case per gli operai e gli impiegati della fabbrica con i servizi essenziali in comune (la scuola, la chiesa, il lavatoio) diventa un’esigenza che molti imprenditori illuminati realizzano nelle vicinanze dei loro stabilimenti.

Un’intera sezione della mostra è dedicata alla Borgata Leumann di Collegno, realizzata alle porte di Torino tra il 1875 e il 1907 dall’ingegnere-igienista Fenoglio, per gli operai del vicino cotonificio dello svizzero Napoleone Leumann. Oltre alle immagini d’epoca del villaggio saranno esposti anche alcuni oggetti legati alla sua storia.

In Piemonte altri grandi esempi di villaggi operai sono stati realizzati tra ‘800 e inizio ‘900 a Torino (Villaggio Snia), a Ivrea (Borgo Olivetti), a Perosa Argentina (Villaggio Gütermann), a Villar Perosa (Villaggio operaio della RIV SKF), il villaggio operaio della Manifattura di Cuorgnè, il villaggio Wild&Abegg a Borgone di Susa, quello dei Fratelli Bosio a Sant’Ambrogio, e nelle valli di Lanzo il piccolo agglomerato urbano dei tedeschi Remmert. In Italia altri gruppi di case operaie dello stesso genere vennero realizzati a Schio (Vicenza) e a Crespi d’Adda (Bergamo), fino agli ultimi insediamenti che risalgono alla prima metà del ventesimo secolo.

La mostra è stata curata da Alba Zanini (presidente dell’associazione Kores) e Carla F. Gutermann, giornalista, discendente di Napoleone Leumann, in collaborazione con la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana di Settimo Torinese.

La mostra “Una casa per tutti. I villaggi operai dal Nord Europa al Piemonte”, ricca di fotografie originali e di approfondimenti storici, resterà aperta a Palazzo Lascaris da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18, fino al 23 giugno 2017. Ingresso gratuito.

Info: info@associazionekores,it –  tel. 348 8830991

FC – www.cr.piemonte.it

Ambiente, “Se mi lasci non vale”

Il concorso “Se mi lasci non vale”, promosso da Cidiu Servizi per sensibilizzare i ragazzi sul problema del littering, è giunto alla fase del voto degli elaborati. Fino al 21 maggio è infatti possibile entrare nella sezione “Guarda e vota” della piattaforma www.semilascinonvale.net per dare le proprie preferenze ai lavori realizzati dai ragazzi delle classi quinte della scuola primaria e a quelli delle classi della scuola secondaria di primo grado che hanno partecipato all’iniziativa. È possibile dare il voto a più elaborati, ma si può esprimere la propria preferenza una volta sola per ognuno. I lavori da votare sono 27; si tratta di disegni, foto, video e fumetti realizzati da classi delle scuole primarie Alessandro Manzoni di Pianezza, Maria Ausiliatrice di Giaveno, Luisa de Marillac di Grugliasco, P. Gobetti di Rivoli e delle scuole secondarie di primo grado Rita Levi-Montalcini di Rosta, A. Tallone di Alpignano, Don Milani di Druento, Jacquerio di Buttigliera Alta. La classifica dei vincitori verrà pubblicata sulla piattaforma www.semilascinonvale.net a partire dal 23 maggio 2017. La premiazione si terrà nella prima settimana di giugno, nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Massimo Iaretti

 

Silvio Spray dipinge emozioni “on the road”

SESTA PUNTATA – Viaggio nel vasto mondo degli hobbysti, tra chi per sopravvivere alla crisi sta cercando di trasformare in mestiere una passione

 

E’ stato un viaggio alle Canarie a dare la svolta alla sua vita. Fino ad allora Silvio Tessarin, classe 1954, era un tranquillo odontotecnico, titolare di un affermato studio professionale. Anticonformista, creativo, stravagante e anche un po’ bizzarro, ha 40 anni quando si appassiona alla pittura, che nel tempo libero diventa il suo hobby. Da lì a poco incomincia a stargli stretta la vita tra protesi dentali, molari, premolari e incisivi. Inquieto e insofferente, il suo pensiero torna spesso a quell’artista incontrato nelle Canarie, che imbrattando di emozioni una tela bianca con vernice spray colorata intratteneva il pubblico realizzando opere che andavano a ruba. “Quando l’ho visto – ricorda – ho pensato: ma guarda un po’, questo è addirittura più stordito di me”. Dieci anni fa la decisione: chiudere l’ambulatorio e diventare un artista di strada. “Una scelta di vita e libertà”, spiega. “Ho messo un annuncio – precisa – per vendere le attrezzature, che poi ho regalato a dei missionari per opere umanitarie nello Zaire. Ho trasformato lo studio in laboratorio d’arte e sono partito all’avventura con le mie tele, per le piazze della città e nelle sagre dei paesi”. L’inizio non è dei più promettenti.

“Per almeno un paio d’anni – spiega – non sono stato preso in considerazione, nessuno guardava le mie opere. Come se fossi un fantasma”. Poi un giorno, per puro caso, un errore gli apre le porte del successo: preparando l’attrezzatura da portare sulla strada prende la cartellina sbagliata. “Arrivato a destinazione – racconta – mi sono ritrovato senza nulla da esporre: solo fogli bianchi, i disegni erano rimasti a casa. Non avevo altra scelta: ho improvvisato, mi sono messo a dipingere e la gente ha incominciato a fermarsi e guardarmi lavorare. Finita la prima tela un signore mi ha chiesto se la vendevo. Immediatamente un altro mi ha detto che ne voleva una anche lui e da quel momento non ho più avuto tregua: non facevo tempo a iniziare un’opera che già era venduta”.

Da allora è stato ospite prima sul palcoscenico del Maurizio Costanzo Show; poi di Cultura Moderna, condotto da Teo Mammucari. Esperienze che gli hanno dato popolarità. Ma il prestigio se lo è guadagnato sul campo: oggi “Silvio Spray” è un esponente di spicco della “Street Art” non solo torinese. Con gestualità rapida e decisa, agita bombolette di vernice spray e spruzza colori trasformando fogli bianchi in opere d’arte. Nastro isolante per delimitare i bordi della sua espressione creativa, una guida telefonica dalla quale staccare le pagine per assorbire il colore in eccesso o sfumarlo quando i movimenti delle mani e delle dita non bastano, sono gli strumenti di una tecnica pittorica frutto del suo estro e della sua fantasia: evocative barche a vela in mezzo al mare, sensazioni ed emozioni della città e del caos urbano, allusive sfumature delle stagioni, deliziosi scorci di paesaggi e tanto altro.

Tutte opere “on the road”, fuori da schemi e costrizioni, in cui cromatismi, incastri, volumi, luci, toni, segni e colature riflettono l’intensa libertà creativa dell’autore.

Paola Zanolli

 

Tutto sulla morosità nel condominio

Si è tenuto nella Sala convegni ATC di corso Dante 14, il convegno dal titolo “Morosità nel condominio: debiti e recupero crediti, aspetti giuridici e fiscali”, promosso da Confedilizia in collaborazione con Confedilizia Regionale Piemonte e Valle d’Aosta e con Ape Torino Confedilizia.

Sono intervenuti professionisti del settore per spiegare gli aspetti giuridici e fiscali della morosità in ambito condominiale.Sempre più spesso la morosità soffoca il condominio e gli amministratori di stabili si trovano in seria difficoltà con la gestione finanziaria e a pagare i debiti verso i fornitori dei servizi condominiali. Un contesto che sfocia in azioni giudiziali di recupero crediti del condominio e si trasforma in un contenzioso pesante e costoso per tutti.

“Un problema – ha sottolineato il presidente Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa – che vediamo sotto due aspetti, quello economico-sociale e tecnico. Economico-sociale perchè è un fenomeno in aumento per via della crisi economica e per le troppe tasse sulla casa. Sotto il punto di vista tecnico, perchè le nuove norme sul condominio andrebbero migliorate e chiarite. Solo due giorni fa siamo stati auditi dal Governo sulla manovra fiscale. Siamo rimasti molto delusi, perchè basterebbero delle misure minime per ridare fiducia alla crisi del settore immobiliare. Tra gli interventi, per esempio, abbiamo proposto di detassare i locali commerciali applicando la cedolare secca e tutelare i cosiddetti affitti brevi (Airbnb), due piccole opportunità che darebbero oltre ad un segnale di fiducia, a far girare l’economia”.

Dello stesso parere è il presidente di Ape Confedilizia Torino, Erasmo Besostri “I problemi che vengono a crearsi nel condominio, sono sintomo della mancanza di risorse economiche e di uno stato che non pensa a salvaguardare il bene primario come la casa. L’economia italiana parte dall’immobile, che serve come capitale di rischio, per la pensione e come impegno sociale”.

Anche il presidente ATC, Marcello Mazzù è intervenuto sul tema della morosità in ambito dell’edilizia residenziale pubblica “Atc, come amministratore, si trova di fronte a due differenti scenari: la realtà delle intere locazioni di edilizia residenziale pubblica e quelle condominiali, che vedono la compresenza di inquilini e proprietari che hanno acquistato l’alloggio a riscatto. Nei condomini la difficoltà è quella di fare fronte ad un patrimonio edilizio che “invecchia” e a interventi manutentivi che concilino la necessità di manutenzione straordinaria con la sostenibilità economica dei proprietari. Ma il grande sforzo della nostra Agenzia riguarda il recupero della morosità sulle bollette degli inquilini: un impegno che attraverso piani di rientro e valutazioni caso per caso ci permette di portare la morosità dal 24 al 9% nel giro di qualche anno”.

Parcometri, Pos anche per la sosta a pagamento

Di Patrizia Polliotto *

Parcheggio a pagamento, proviene da Fondi, paese in provincia di Latina, una sentenza che potrebbe rivoluzionare il rapporto degli automobilisti con il famigerato parchimetro.

Il fatto prende le mosse da un verbale di 41 euro elevato a una praticante di uno studio professionale della cittadina laziale: il motivo? Aveva lasciato l’auto in sosta a pagamento senza esporre il documento di parcheggio comprovante l’avvenuto pagamento. La protagonista del fatto, che ha citato in tribunale il comune luogo del fatto, ha spiegato ai giudici di non aver potuto pagare il ticket perché priva di monete. In più, il parchimetro non accettava nemmeno banconote, né dava possibilità di poter versare l’importo con il bancomat. Lo scorso inverno, il Giudice di Pace di Fondi, Giovanni Pesce, si è pronunciato a suo favore: si legge, nel testo della sentenza, che “in mancanza di dispositivi attrezzati col bancomat gli automobilisti potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati”A confermare tale orientamento giurisprudenziale, vi è anche la  Legge di Stabilità del 2016: essa dispone infatti che “dal primo luglio (2016) le macchinette per l’erogazione dei ticket del parcheggio siano predisposte al pagamento tramite POS. ll fine della norma è quello di incentivare i pagamenti elettronici e prevede l’estensione ai dispositivi di controllo di durata della sosta l’obbligo di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito”. Per una volta tanto, ad avere la meglio sulle amministrazioni comunali, sono stati i cittadini.

.

* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

 

 

150 milioni in arrivo per i trasporti

Per il rinnovo del materiale rotabile sono disponibili cifre importanti.

Per il trasporto su gomma nell’area metropolitana di Torino 29 milioni di fondi statali (cofinanziamento al 50%), per il trasporto ferroviario 20 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione (FSC), 45 milioni destinati al Piemonte dalla legge di stabilità nazionale e 57 milioni dai fondi FSC regionali. Per quanto riguarda invece i tram di Torino è stata fatta una richiesta di 30 milioni che però non ha ancora l’approvazione del CIPE.

La notizia è stata data oggi in Commissione dall’assessore ai Trasporti durante la presentazione dei risultati delle osservazioni degli enti esterni per la Valutazione ambientale strategica (VAS), in vista dell’approvazione del nuovo Piano regionale dei trasporti, il documento strategico che fornisce gli indirizzi generali della Regione sulla materia.

In particolare i soggetti consultati hanno chiesto un maggiore coordinamento con le Regioni e gli Stati confinanti, attenzione ai valori delle emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto ed alla conseguente qualità dell’aria, la valutazione degli spostamenti in bicicletta e dei necessari percorsi ciclabili.

Il Piano – che andrà a sostituire il precedente che risale al 1979 – si sta avviando verso la sua fase conclusiva: la Giunta e il Consiglio regionale lo approveranno entro il mese di giugno, ci saranno poi sei mesi di tempo per la fase di attuazione che si sviluppa attraverso i Piani di settore (che verranno anch’essi esaminati in Commissione).

Nella discussione sono intervenuti alcuni consiglieri di M5s, Sel e Mdp.

FM – www.cr.piemonte.it

(FOTO: il Torinese)

Parchi della salute di Torino e Novara, da Roma il via libera ai finanziamenti

Il  nucleo di valutazione del Ministero della Salute ha dato parere favorevole sui dossier relativi al Parco della Salute di Torino e alla Città della Salute di Novara, presentati il 3 maggio a Roma dalla Regione Piemonte e dai vertici delle aziende ospedaliere universitarie.

Il via libera ai rispettivi piani finanziari e all’articolazione degli interventi era condizione necessaria per la concessione dei finanziamenti previsti per la realizzazione delle due strutture.

Prossimamente avverrà la sottoscrizione dell’accordo di programma tra la Regione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, previsto entro l’anno. Intanto sotto la Mole  potrà già essere avviato il percorso amministrativo per completare la bonifica dell’area Avio-Oval, sulla quale verrà costruito il Parco della Salute. E’ prevista una gara d’appalto specifica, che anticiperà quella per l’individuazione del soggetto privato che si occuperà della costruzione e della gestione della parte non sanitaria del complesso.

 

www.regione.piemonte.it

Confabitare apre due nuove delegazioni

Confabitare, Associazione dei proprietari immobiliari presente in tutto il territorio nazionale con oltre 80 sedi provinciali, amplia la sua presenza nel territorio torinese.

Oltre alla sede provinciale e regionale  in Corso Cairoli 12 a Torino sono previste per venerdì 5 maggio le aperture di due nuove delegazioni. Alle ore 14:00  l’inaugurazione della delegazione di Beinasco sita all’interno del centro commerciale Le Fornaci (responsabile Ernesto Poletti), seguirà alle ore 18:00 l’inaugurazione della delegazione Torino 2, sita in Torino Corso Sebastopoli 162 (responsabile Luca Mecca). Sarà presente il presidente nazionale di Confabitare Alberto Zanni, il segretario generale nazionale Stefania Benni oltre a dirigenti ed autorità locali. Il Presidente Zanni esprime soddisfazione: “Queste nuove aperture sono l’ennesima testimonianza della vitalità della nostra associazione che ha un’espansione sempre più capillare sul territorio provinciale”.

Viaggio a Trieste per cinquanta studenti piemontesi

Cinquanta ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, accompagnati da dieci docenti e dalla prof.ssa Elena Mastretta, dell’Istituto storico della Resistenza di Novara, parteciperanno dal 5 al 7 maggio  al viaggio studio di tre giorni sul confine orientale italiano. Il viaggio, fase finale dell’annuale progetto di storia contemporanea, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del consiglio regionale del Piemonte  in collaborazione con l’ Ufficio Scolastico regionale, avrà come mete la città di Trieste, la Risiera di San Sabba, la foiba di Basovizza e il memoriale di Redipuglia, dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale.

Il viaggio nella città stretta tra il Carso e il mare, incrocio di tutte le vicende di quel “secolo breve”  spazzato di continuo dai venti della grande storia, rappresenta il riconoscimento per aver partecipato con notevole impegno all’annuale progetto di storia contemporanea promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale piemontese, giunto alla sua 36° edizione. Gli studenti con i rispettivi insegnanti provengono da sei istituti scolastici e da tre enti di formazione professionale delle province di Alessandria,Asti,Torino, Vercelli e  VCO. A Trieste la visita alla Risiera di San Sabba (stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913, utilizzato dopo l’8 settembre del 1943 dai nazisti come campo di prigionia e di smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, oltre che unico campo di sterminio nazista in territorio italiano) si accompagnerà alla Foiba di Basovizza , sul confine tra l’Italia e la Slovenia (un pozzo minerario usato, come altre fosse carsiche della zona, dalle truppe jugoslave nel 1943 e nel 1945 per l’uccisione di migliaia di italiani). L’ultima “tappa”, dopo aver lasciato la città di Bruno Vasari, Umberto Saba, Italo Svevo e Claudio Magris, sarà il sacrario di Redipuglia, monumentale cimitero militare situato in provincia di Gorizia, dedicato alla memoria di oltre centomila soldati italiani caduti durante la prima guerra mondiale, fulcro di un parco commemorativo di oltre cento ettari che comprende una parte del Carso Triestino teatro durante la Grande guerra di durissime battaglie.

Marco Travaglini