Pubblichiamo alcune delle considerazioni dei lettori del “Torinese” apparse su Facebook, sulle barriere antisfondamento collocate in centro città. Ve le riproponiamo così come sono uscite sul social, senza aggiunta di opinioni da parte della redazione
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Basta andare contro una fermata dell’autobus per fare una strage!!!






Ovviamente tutti in quattro frecce in divieto di sosta…


Come sempre le decisioni del comune sono una farsa…..cominciamo pure a ridere, incapaci anche in questo!!




















di Pier Franco Quaglieni


che il confine tra i due termini è davvero sottile e oggetto di interpretazioni faziose; in fondo i trecento spartani guidati al massacro dal re Leonida alle Termopili contro i Persiani non erano tali? I santi della Chiesa Cattolica, senza il deliberato e consapevole martirio dei quali la principale religione del mondo occidentale sarebbe rimasta un culto settario mediorientale, non possono affiancarsi nello spirito di abbracciare la fede nell’accettare la propria morte a questi magrebini? Certamente no, anche perché gli spartani così come i giapponesi sceglievano di combattere, uccidere e consapevolmente di immolarsi per difendere la patria dall’invasione di un nemico belligerante; i discepoli e i loro seguaci predicavano la vita eterna, aspetto che rivoluzionò il mondo antico, a tal punto da essere perseguitati e condannati a morte dai governatori romani perché, direttamente o indirettamente, attaccati dai predicatori provenienti dalla Palestina nella loro corruzione o nella violazione dei diritti umani anti-litteram. Ma attualmente nessuno vuole convertire l’Europa alla fede di Allah.Gli stessi carbonari di fine Ottocento e gli anarchici di inizio Novecento, con le loro bombe e con le loro pistole, prendevano di mira gli imperatori di Francia e di Austria o il re d’Italia sapendo di essere arrestati e ghigliottinati o fucilati, ma anche in quella fattispecie il bersaglio politico era chiaro e comunque istituzionale.
espressione di squilibrati. La verità è che, dichiarata la morte di un presunto Bin Laden e di un altro presunto Califfo, il terrorismo contemporaneo sembra non vedere la propria fine con il sollievo di tutti, ma la sporadicità degli attentati, mai legati tra di loro da una forma di continuità spazio-temporale, al momento non fa emergere un quadro ben delineato di attacco all’Occidente quale forma nuova di conflitto politico-militare. Negli anni Settanta molti, dietro alle bombe esplose in Germania, in particolar modo durante l’Oktober Fest, e in Italia, con le stragi nere a Brescia e a Bologna, videro la mano lunga della CIA; oggi i quadri internazionali, rispetto a quell’epoca, sono radicalmente mutati ma il controllo della società civile da parte delle Istituzioni si è affinata in nuovi linguaggi non ancora decifrati, dove il controllo delle masse ha sempre più direzioni ondivaghe, poco chiare, tanto da aver portato i filosofi contemporanei a teorizzare la “post-verità”, in un mondo dove tutto pare, ma nulla è certo. Evidentemente, come nel mito della caverna di Platone, qualcuno non ci dice la verità fino in fondo, pensando di tenerci prigionieri con il volto fisso sulla parete della grotta dove proietta, come in uno schermo cinematografico, quanto di suo interesse.
FOCUS di Filippo Re
della cacciata dei mori e degli ebrei dalla penisola. Ma fu realmente così, un’epoca di grande tolleranza e convivenza tra religioni diverse, tra dominatori e sudditi “protetti”? Non ha dubbi Cardini, secondo cui, proprio la caratteristica di al Andalus, fu, non senza momenti di violenza e di tensione, la convivenza cordiale di tre religioni affini, musulmani, cristiani ed ebrei. “L’avanzata dei regni cristiani pose però fine a questo equilibrio, aggiunge, e al tono raffinato di vita che lo distingueva. Anche la florida agricoltura musulmana, fondata su un sapiente sistema d’irrigazione, fu sostituita da vaste magre praterie tenute a pascolo soprattutto per gli ovini. La Spagna cristiana, fu, nonostante l’afflusso dell’oro dalle colonie d’Oltreoceano nel Cinquecento, una società imbarbarita e impoverita. E una società dominata da un cupo sistema inquisitoriale. La Spagna dei tempi quasi felici, con molte eccezioni, del resto, fra VIII e XV secolo non esiste più; né esiste più l’Islam illuminato e tollerante di allora”. I califfi litigavano e a volte si uccidevano tra loro ma all’interno di al Andalus le minoranze religiose, ebrei e cristiani, potevano praticare
pacificamente la loro fede. Non solo un’isola di tolleranza e di rispetto ma anche un regno nel quale la scienza e la cultura ebbero uno sviluppo eccezionale, come sottolinea la studiosa spagnola Maria Rosa Menocal nel suo libro “Principi, poeti e visir”, il Saggiatore. Per esempio, la biblioteca del califfo a Cordova conservava 400.000 volumi contro appena 400 di una biblioteca latina. Da sempre nel mondo musulmano c’è chi immagina e spera nella rinascita impossibile di al-Andalus come i terroristi jihadisti che esaltano i loro crimini. Nella loro propaganda “al Andalus” è terra musulmana e “noi la riprenderemo con la forza di Allah” ha sostenuto più volte il califfo al Baghdadi ricordando i 750 di dominio islamico su gran parte della penisola iberica. Con quell’epoca i terroristi musulmani che colpiscono in Europa e in tante altre parti del mondo non hanno nulla a che spartire. Sono solo dei fanatici accecati dall’odio, che nulla sanno di storia e che sicuramente si sarebbero scagliati ferocemente anche contro gli arabi conquistatori della Spagna, ritenuti troppo miti e benevoli verso le minoranze. In breve, i fatti storici. Nel 711 i berberi musulmani
invadono la Spagna meridionale cacciando i visigoti e nel 750, nel Vicino Oriente, i califfi abbasidi prendono il posto dei califfi omayyadi dopo averli sterminati. Un giovane principe omayyade, Abd al Rahman, sfugge al massacro, raggiunge il Marocco e va alla conquista della Spagna e nel 755 diventa l’emiro omayyade di Cordova. Gran parte della Spagna diventa musulmana con il nome arabo di “al Andalus” (da non confondere con l’Andalusia) e come tale resiste, attraverso varie dinastie, per quasi otto secoli. Nel 929 viene fondato il Califfato di Cordova che dura fino al 1031 e incorpora la parte centro-meridionale della Penisola. La sua capitale diventa la più popolosa città europea con quasi mezzo milione di abitanti. Insieme a Palermo è la culla della cultura araba nel X secolo. Nel 1085 Alfonso VI, sovrano della Castiglia, del Leòn e del Portogallo conquista Toledo. Nel 1086-91 gli Almoravidi africani, dinastia islamista e repressiva nei confronti di cristiani ed ebrei, occupano l’intera Spagna moresca. Verranno massacrati e cacciati nel 1147 da un’altra stirpe africana, gli Almohadi che conquisteranno Siviglia, Granada e altre città, dimostrandosi altrettanto fanatici e fondamentalisti. Nel 1212 la sconfitta araba di Las Navas de Tolosa è una svolta decisiva nella Reconquista e cambia radicalmente la situazione a favore dei sovrani cristiani che nel 1236 occupano Cordova. Il potere musulmano in Spagna comincia a calare: restano solo i Nasridi nel sultanato di Granada fino alla capitolazione definitiva della città nel 1492 che segna il trionfo dei Re cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Grande enfasi viene data da alcuni storici alla Reconquista cristiana della penisola che può essere considerata una lunga
crociata che coinvolse le tre grandi religioni monoteiste per quasi tutto il Medioevo. Una guerra di religione infinita allora? Per Cardini in realtà vi era ben poco da riconquistare: “la Spagna pre-musulmana era stata un coacervo di staterelli romano-barbarici, vandali e soprattutto visigoti, che i conquistatori arabo-berberi dell’VIII secolo avevano spazzato via senza tuttavia mai giungere a una totale islamizzazione della penisola iberica”. Alberto Leoni ( La Croce e la Mezzaluna, edizioni Ares) evidenzia invece che “nessuno può vantare un’epopea lunga e sanguinosa come quella del popolo spagnolo. Una lotta, a tratti disperata, contro un nemico come quello di al Andalus, più numeroso, ricco e civilizzato….uno spettacolo di resistenza unico nella storia, un vivere rischioso di trincea e di frontiera nella quale si doveva essere sempre pronti a vincere o a morire”. Leoni mette in rilievo anche il fatto che la politica religiosa e fiscale dei musulmani era molto più tollerante di quella bizantina e aggiunge “ la relativa tolleranza nei confronti dei popoli del Libro contrasta con la guerra totale che il credente doveva portare contro gli idolatri”.
L’eurodeputato Cirio: “In Ucraina e Moldavia prodotte e vendute milioni di bottiglie contraffatte di Asti Spumante e Prosecco. A rischio il mercato russo”
La sindaca racconta in un post su Facebook le difficoltà incontrate in viaggio per cambiare i pannolini alla figlia. “A Torino, con una delibera dell’assessore al Commercio, Alberto Sacco, abbiamo inserito proprio la presenza di fasciatoi come criterio di qualità per accedere a degli sconti sulle tariffe comunali per le nuove aperture dei locali di somministrazione”
Great Wall, produttore cinese di Suv, sarebbe interessato ad acquistare lo storico marchio Jeep da Fca.
illazioni e “sentito dire” , come al solito. La parte colpita e’ soprattutto Casamicciola per le case obsolete,accatastate,costruite con il fai da te. Abusivismo edilizio in attesa eterna di condono, materia su cui i politici, da Bassolino a De Luca , hanno incominciato a litigare. De Luca appare migliore di quello che il suo massacro mediatico ci ha consentito di cogliere : non è solo il personaggetto creato da Crozza. Tuttavia nell’isola la situazione è rientrata e c’è soprattutto sciacallaggio mediatico. E’ grave che ci sia perché i giornali dovrebbero avere più senso di responsabilità specie nei momenti difficili. Il terremoto a Casamicciola non è nuovo. Nel 1883 travolse l’intera famiglia di Benedetto Croce in vacanza sull’isola .Il filosofo lo descrisse in una sua celebre pagina travisata di recente da un autore che vuole vedere solo camorra dappertutto. Croce senti’ il rimorso di essersi salvato. Fu una grande tragedia della sua vita. Adesso noi sentiamo i politici litigarsi sull’abusivismo edilizio per combattere il quale Bassolino non ha fatto nulla di concreto in dieci anni per superarlo, anche se e ‘ vero che e’ stato forse condizionato dai sei comuni dell’isola e dagli interessi contrastanti. Una perla come Ischia meta di tanto turismo internazionale,nota per le sue terme, merita amministratori migliori,ma i giornali devono darsi una regolata e non possono pensare di produrre panna montata giornalistica anche su una tragedia meno grave di quanto si potesse pensare,ma pur sempre drammatica L’abusivismo e’ fenomeno grave del Mezzogiorno,ma costruire in zone sismiche e’ folle soprattutto per chi lo fa, magari con lo scopo di abitarci. La scarsa qualità dei materiali usati e’ cosa comune anche ad altre realtà italiane. Se guardassimo all’infame cementificazione della Liguria ci accorgeremmo che forse ci sono gli stessi problemi. L’avidità degli impresari ha rovinato paesi e città della Liguria, complici i sindaci e gli amministratori.La scarsa qualità dei materiali tocca anche il nostro Piemonte,anche se nessuno ne parla e ne scrive. Riflettiamo su Ischia senza scandalizzarci,ma traendo insegnamento da ciò che è accaduto.