ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 630

Nosiglia: “non dobbiamo soccombere alla paura”

Nella  sua Lettera pastorale dal titolo ‘Maestro dove abiti?’ l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, scrive  ai giovani e agli educatori: “Ci sono nodi che non possono essere passati sotto silenzio, neanche nei nostri Oratori e nei gruppi giovanili. Il grande tema della paura è uno di questi. Viviamo assediati dalla possibilità di un’esplosione che potrebbe cancellarci la vita o le nostre comode certezze. Ma, se non vogliamo soccombere alla paura  dobbiamo, a partire proprio dai giovani e con loro, resi responsabili e protagonisti, affrontare le nuove sfide del futuro della nostra società, che incrociano i grandi temi della cittadinanza, dell’accoglienza e dell’integrazione, del diritto alla vita e dell’uso del territorio. Conosciamo bene i contesti difficili di oggi, li abbiamo studiati e ‘misurati’, insieme con le istituzioni e le forze sociali torinesi nelle varie sessioni dell’Agorà”.

Con il sensore nella vigna

Foto Andrea Negro / LaPresse

Vitivinicoltura e tecnologia digitale possono convivere, anzi condividere, usando un linguaggio proprio del web ? La risposta è positiva e una sua applicazione la si vedrà sul campo, meglio, sul colle, a partire da lunedì 14 agosto. Grazie ad un sensore collocato in vigna, a basso impatto ambientale ed a palloni metostatici “ancorati” a circa cento metri di altezza, con l’aiuto di un algoritmo si potranno mettere in correlazione le condizioni ambientali con le malattie del vigneto e quindi fare un’opera di prevenzione. E i dati raccolti, grazie al pallone meteostatico, potranno venire messi in rete mediante l’accesso ad un punto internet. Il progetto, nato in seno al Politecnico di Torino, vede in campo anche Senza Fili Senza Confini, associazione di promozione sociale registrata come internet service provider presso il Ministero dello Sviluppo economico e nata il 18 ottobre 2014 a Verrua Savoia (comune della Città Metropolitana di Torino ma facente parte della Valcerrina) dove ha sede presso la Fortezza. “Saranno tre i punti dove daremo corpo a questo progetto – dichiara Daniele Trinchero, presidente di Senza Fini Senza Confini e docente al Politecnico di Torino – uno a Verrua, ma il pallone verrà ancorato su territorio del Comune di Brozolo, uno ad Odalengo Piccolo e l’altro a Treville. Lo svolgimento del progetto, naturalmente, è reso possibile grazie anche alla collaborazione delle amministrazioni comunali dove verranno ancorate le stazioni e ci saranno i diversi punti di accesso alla rete, con notevole risparmio energetico.”. E sarà proprio da Treville che si incomincerà a lavorare proprio il giorno prima di ferragosto. Senza Fini Senza Confini è una realtà associativa ormai consolidata non solo nel Monferrato Casalese e la Città Metropolitana di Torino, ma anche in altri punti del Piemonte (come ad esempio il Vercellese) e d’Italia per la diffusione dei collegamenti di rete.

Massimo Iaretti

 

 

 

 

Com’erano belli gli anni del boom. In mostra fino al 30 settembre

Qualche volta presente, passato e futuro si rincorrono fino a sovrapporsi. Una regola della storia che non ha risparmiato Torino. La città della Mole, nel corso degli ultimi due secoli, in più occasione si è trovata infatti a doversi rialzare dopo aver subito un colpo del destino (il trasferimento della capitale d’Italia prima a Firenze e poi a Roma, gli effetti delle macerie economiche e sociali lasciati dalle guerre mondiali, la crisi e il declino dell’industria nell’ultima parte del Novecento) tanto forte dal sembrare di poterla mandarla definitivamente al tappeto, ma sempre, come un pugile con il Dna del campione, ha saputo rialzarsi, ripartire e crearsi un futuro nuovo, vincendo le sfide del cambiamento, della ricostruzione e dello sviluppo, come avvenuto dopo il Secondo conflitto mondiale, negli anni del “boom economico”. E’ stato un momento felice e positivo per una città che la guerra aveva ferito nel corpo e nello spirito, un periodo di rinascita economica e sociale, colmo di sogni e di aspettative che in larga parte hanno trovato risposta e portato con sé un deciso miglioramento della qualità della vita e del benessere collettivo.

 

La mostra proposta dell’Archivio Storico della Città di Torino e allestita nella sala al piano terreno di via Barbaroux 32, ricorda quel tempo e lo fa rivivere attraverso fotografie, manifesti, locandine e oggetti di uso quotidiano in quegli anni che furono, come evidenziato dal titolo dell’esposizione, “Gli anni del miracolo economico. Torino Rinasce.” 

Il ricordo degli ambienti di lavoro nella grande industria, delle grandi opere pubbliche in costruzione, dei momenti di festa e di vita sociale, degli eventi di sport e spettacolo e di altro ancora è fissato in decine fotografie in bianco e nero collocate lungo le pareti dei corridoi che portano alle sale di consultazione e lettura, mentre nello spazio destinato alle mostre temporanee sono conservati manifesti pubblicitari e oggetti che, proprio negli anni del boom, hanno trovato largo uso e diffusione in ogni famiglia torinese. 

Alla fine degli anni Sessanta erano tre su quattro i torinesi che lavoravano nel settore metalmeccanico di cui la Fiat, è ovvio dirlo, ne era azienda leader. Segno inequivocabile questo di un’espansione economica il cui principale volano era stata l’industria dell’automobile. In vent’anni, tra il 1951 e il 1971, i dipendenti nei diversi stabilimenti della casa automobilistica erano passati da 72mila a 182mila. Molti di loro venivano dal Sud del nostro Paese, emigrati da un Mezzogiorno in cui trovare occupazione per assicurare una vita dignitosa alle propria famiglia era quasi impossibile.

Tra i simboli della rinascita post-bellica ci sono, come detto, gli oggetti del “boom economico”: dalla televisione a valvole al registratore a nastro e al mangiadischi, dalla macchina fotografica alla cinepresa, dalla macchina da cucire ai fumetti, alle macchinine e ad altri giocattoli con cui sono cresciuti i bambini degli anni Cinquanta e Sessanta. 

La mostra “Gli anni del miracolo economico. Torino Rinasce” è allestita nella sede dell’Archivio Storico di via Barbaroux 32. E’ aperta fino al 30 settembre e può essere visitata dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 16. 30. L’ingresso è gratuito.

 

(mge) www.comune.torino.it

Gioco d’azzardo: il parere dei torinesi

Il fenomeno della ludopatia è cresciuto nel corso degli anni : per approfondire il tema sarà utile l’indagine nazionale, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, che prende il via in queste settimane e a cui il Comune di Torino  ha accordato il patrocinio. La nostra città è molto  attiva nelle iniziative per limitare l’orario di apertura delle sale gioco e ridurre il rischio di dipendenza patologica dalle slot, e di recente ha visto riconoscere dai giudici del Tar la legittimità dell’ordinanza adottata lo scorso autunno, respingendo il ricorso. 

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Area Monopoli – ha promosso il progetto “IL GIOCO D’AZZARDO IN ITALIA: RICERCA, FORMAZIONE E INFORMAZIONE” affidandone la realizzazione al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità. A tale scopo il Centro sta conducendo uno studio per acquisire conoscenze sulla dimensione del gioco d’azzardo in Italia e stimare l’impatto di questo fenomeno sulla salute pubblica (www.iss.it/ofad).

Lo studio riguarderà un campione rappresentativo di 218 comuni italiani per la raccolta delle informazioni attraverso la realizzazione di interviste, presso un campione di 12.000 residenti maggiorenni su tutto il territorio nazionale.

Nell’ambito dello studio è stato selezionato anche il Comune di Torino che  ha fornito al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, nel rispetto della normativa sulla privacy, D.Lgs n. 179 del 2016, i dati demografici per l’esclusivo uso di pubblica utilità, come è il caso della presente ricerca epidemiologica sul gioco d’azzardo.

Le interviste ad un campione di 187 residenti adulti (18 anni e più) del Comune di Torino saranno effettuate indicativamente nel periodo settembre 2017  gennaio 2018, mentre il termine della ricerca, con la predisposizione del rapporto conclusivo dello studio, è previsto per il mese di marzo 2018.

I cittadini selezionati per l’intervista, riceveranno una lettera di invito a partecipare al progetto, con sufficiente anticipo in modo da poter realizzare l’intervista al proprio domicilio da parte di personale accreditato e specificamente formato; al fine di una maggior tutela dei cittadini coinvolti nello studio, il nominativo dell’operatore deputato alla rilevazione verrà comunicato al Comando di Polizia Municipale del Comune. 

Per la partecipazione all’iniziativa, all’amministrazione comunale non è stata richiesta né concessione di contributi né di altri benefici economici, ma solo la possibilità di utilizzare lo stemma Comunale nelle lettere che saranno inviate alle famiglie e sul cartellino che identificherà i rilevatori.

 

www.comune.torino.it

E’ la fine del Califfato? L’Isis si riorganizza

FOCUS di Filippo Re

L’agonia del Califfato nel Siraq e il fragile accordo raggiunto da Trump e Putin al G20 di Amburgo per fermare i combattimenti nella regione sud-occidentale della Siria fanno ben sperare ma il terrorismo jihadista resta ancora forte, pronto a colpire dal Vicino Oriente alle Filippine, dall’Europa agli Stati Uniti. Tre anni dopo, il territorio controllato dai combattenti del Califfo si è ridotto notevolmente ma la minaccia della galassia islamista si è estesa a tutti i Continenti. Cosa accadrà dopo la liberazione di Mosul e Raqqa? Olivier Roy, studioso del mondo islamico e docente all’Istituto universitario europeo di Firenze non ha dubbi: ” la scomparsa del Daesh non calmerà le acque ed è probabile che la sua caduta porti a un confronto fra le diverse forze regionali che si batteranno per riempire il vuoto e a un’escalation del conflitto tra Arabia Saudita e Iran. I combattenti arruolati nell’Isis torneranno nelle file di Al Qaeda o daranno vita a una nuova organizzazione jihadista che farà terrorismo globale, senza un territorio da difendere”. Con la riconquista totale di Mosul il 9 luglio non finisce la guerra in Iraq contro l’Isis che si sta già riorganizzando in alcune province irachene come quella di Salahuddin e quella di al-Anbar in cui è nato “Al Qaeda in Iraq” (Aqi) che è diventato in seguito l’Isis. Dal 2014 lo “Stato Islamico” ha perso oltre il 60% delle zone occupate e gran parte dei suoi finanziamenti ma l’Isis non è ancora sconfitto. Gli osservatori concordano sul fatto che, con la presa di Mosul, siamo soltanto nella fase della vittoria militare sul Daesh. Le fasi più difficili cominciano adesso. Per quanto riguarda la seconda città irachena c’è il problema degli sfollati che vogliono tornare e poi la ricostruzione ma per tutto ciò ci vorrà molto tempo poiché mancano i servizi, acqua e luce, le case e le scuole sono state distrutte. Un passo indietro è però necessario farlo. Ci si continua a domandare come sia stato possibile tre anni fa, nel giugno 2014, occupare facilmente una città di quasi due milioni di abitanti. Nato a Mosul e residente a Torino lo scrittore iracheno Younis Tawfik si chiede ancora oggi come è potuto accadere che l’Isis si sia impossessato della città senza difficoltà e senza incontrare resistenza. “Quando sentivo mia madre e i miei fratelli, via skype, nella città occupata dall’Isis, ascoltavo cose dell’altro mondo, cose che arrivavano dall’inferno. Una città di due milioni di abitanti sotto il controllo di poche migliaia di fanatici. Come era potuto accadere? È vero che avevano a Mosul cellule dormienti ma le colonne che avevano occupato la città arrivavano dalla Siria. Hanno percorso dieci ore di strada con colonne di mezzi armati. Nessuno li ha visti transitare? Quando arrivarono a Mosul, l’ex premier iracheno Al Maliki chiamò il comandante delle truppe e gli ordinò di ritirarsi senza combattere. Così l’esercito lasciò le armi e abbandonò la città. Mia madre mi raccontò che i soldati governativi bussavano alla porta e chiedevano abiti civili per fuggire. Chi ha opposto una certa resistenza furono i peshmerga curdi ma dopo aver perso in poche ore cento uomini si sono ritirati” (dalla rivista “Il Dialogo”, n 3/2017, del Centro Federico Peirone). Ci vorrà del tempo anche per riprendere Raqqa, roccaforte siriana dell’Isis. La città è accerchiata dalle truppe curde appoggiate da milizie arabe e dalle forze speciali americane protette dagli aerei della coalizione occidentale. Il cerchio si stringe e la “capitale” siriana del Califfato è sempre più isolata, in attesa dell’attacco finale. Gli americani vogliono entrare a Raqqa prima dei siriani e dei russi per impedire che si formi un lungo “corridoio sciita”, dal Libano all’Iran. Con il possesso di Raqqa si potrà infatti controllare uno “spazio strategico” compreso tra Siria, Iraq, Iran,Turchia, Giordania e Arabia Saudita. Forse proprio attorno a Raqqa verranno decisi i futuri assetti post bellici della Terra fra i due Fiumi e tra iracheni, iraniani, turchi e curdi si aprirà presto lo scontro per il controllo del territorio. Il Daesh, secondo gli analisti militari, avrebbe perso circa 80.000 kmq di territorio, liberando 4 milioni di persone dalla prigionia degli uomini neri del Califfo, ma controllerebbe ancora 35.000 kmq compresi tra Siria e Iraq. La cacciata del Califfato da Siria e Iraq non significa la fine dell’Isis che si rifugia in alcune zone di questi due Stati e rinasce nel resto del continente asiatico. L’entusiasmo per la caduta di Mosul ha fatto dimenticare che l’Isis è ancora in grado di controllare vaste zone sia in Siria che in Iraq. A Raqqa, dove all’inizio di giugno i curdi sono entrati per la prima volta nei sobborghi della città per avanzare verso il centro cittadino, non ci sono più i capi del Daesh, fuggiti a est, nel deserto siriano, lungo l’Eufrate, in un’area compresa tra Deir ez-Zour, dove da tre anni resiste un presidio militare siriano assediato dagli islamisti, al Mayadin e il confine iracheno, per tentare di riorganizzarsi e preparare una controffensiva difficilmente realizzabile. Ma il timore ora è che la piovra, sebbene mutilata, possa ricrescere in altri luoghi. I recenti attacchi in Gran Bretagna e in Francia dimostrano che l’Isis è sempre in grado di colpire in Europa ma i suoi obiettivi di conquista territoriale si spostano in Oriente e in Africa allungando i tentacoli in aree algerine e tunisine e in Somalia dove il gruppo terroristico Boko Haram nel 2015 ha giurato fedeltà all’Isis. In Libia è stato scacciato da Sirte ma è vivo e vegeto a sud, nel deserto, tra oasi e villaggi, nel Sinai spadroneggia nella parte settentrionale della penisola attaccando l’esercito egiziano (il 7 luglio uccisi 26 militari in un assalto presso il valico di Rafah), ammazza i turisti nei resort sul Mar Rosso, massacra i cristiani e incendia le chiese. Si infiltra nella Striscia di Gaza e nello Yemen, in piena guerra civile, dove controlla una piccola fetta di di territorio in aperta sfida ad Al Qaida. E poi ci sono il Caucaso, l’Iran, l’Afghanistan e le Filippine. In Cecenia e nel Daghestan i leader dell’ “Emirato del Caucaso” combattono nel nome del Daesh mentre l’attacco del 7 giugno contro il Parlamento di Teheran da parte di un commando di iraniani affiliati all’Isis ha qualcosa di clamoroso tanto che gli apparati di sicurezza degli ayatollah hanno dovuto ammettere di aver scoperto almeno quaranta cellule jihadiste negli ultimi dodici mesi pronte a insanguinare l’Iran. Altrettanto sensazionale è il caso delle Filippine. Gli strateghi dell’Isis sono penetrati nell’isola di Mindanao assorbendo i movimenti jihadisti locali, Abu Sayyaf e Maute e mettendo a ferro e fuoco la città di Marawi (200.000 abitanti) con centinaia di cristiani in ostaggio. E c’è l’Afghanistan, la nuova fortezza del Califfato, in cui l’Isis sta spostando i suoi miliziani dal Levante mediterraneo e dove arruola con denaro e armi i pashtun, l’etnia maggioritaria di un Paese senza pace nel quale il presidente Trump si appresta a inviare altri 4000 militari per combattere i jihadisti.

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Dal settimanale “La Voce e il Tempo”

Filippo Re

 

 

 

Regione e Ministero vogliono semplificare la burocrazia

Con l’ accordo firmato nelle scorse settimane  nella sede della Regione Piemonte, il Ministero per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione offre alla  Regione una task force per aiutarla nell’ambito della semplificazione, trasparenza, accesso civico e coinvolgimento dei dipendenti  in linea con la Legge Madia,. A siglare l’intesa, il presidente  Sergio Chiamparino e il sottosegretario alla Funzione Pubblica, Angelo Rughetti. “Una legge così complessa e importante per rendere più efficiente il nostro Paese – ha detto Chiamparino – deve procedere per sperimentazioni e conseguenti implementazioni. E’ quello che stiamo facendo e che ora faremo in modo più compiuto partendo da due priorità, la gestione delle società partecipate e la gestione delle risorse umane”.

Da Colleretto al Nasdaq

Da Colleretto Giacosa, piccolo centro delle Terre del Chiusella alla “Grande Mela”, New York, il passo è sicuramente grande ma non impossibile. O almeno pare. Alle 22 di un giovedì di luglio  è suonata la campanella di chiusura della Borsa di New York, in una giornata che ha segnato l’ingresso ufficiale tra le nuove aziende quotate al Nasdaq di Sienna Biopharmaceuticals, una delle più giovani e promettenti realtà americane in ambito dermatologico, che in squadra ha anche la forza di un know how tutto italiano.

I laboratori di ricerca dell’azienda californiana hanno infatti base al Bioindustry Park di Colleretto Giacosa, parco scientifico a pochi km da Ivrea specializzato nelle scienze della vita. Qui è stata messa a punto Topical by design, tecnologia all’avanguardia per diminuire gli effetti collaterali dei farmaci dermatologici. La piattaforma permette infatti di concentrarne l’effetto a livello epidermico, evitando che vadano in circolo nel sangue. Un’innovazione assoluta nel settore, che Sienna ha fatto sua nel dicembre scorso acquisendo per 150 milioni di dollari Creabilis, azienda specializzata nello sviluppo di terapie per infiammazioni diffuse della pelle (come psoriasi e dermatite atopica), che nei laboratori del Bioindustry Park ha sviluppato e continua a portare avanti la ricerca.

«Siamo molto orgogliosi sottolineano Fiorella Altruda, presidente di Bioindustry Park, e Alberta Pasquero, amministratore delegato  – perché il know-how che sostiene la crescita di questo progetto ha forti radici in Italia.”  Gli investimenti generati dalla quotazione in borsa supporteranno i prossimi passi della ricerca, a cominciare da un nuovo test sulla molecola SNA 120, che punta alla definizione del primo farmaco topico al mondo contro il prurito. Verrà poi testata sull’uomo la molecola SNA 125, rivolta alla cura della psoriasi e della dermatite atopica. Parallelamente verrà portato avanti lo studio finale di un trattamento laser dell’acne, un’innovazione tra le più avanzate al mondo che usa nanoparticelle d’argento sulla pelle da trattare per potenziare l’efficacia del laser.

 

Massimo Iaretti

 

La Regione contro la fibrosi cistica

Nasce il coordinamento regionale per la fibrosi cistica con la creazione di un nuovo percorso terapeutico che coinvolgerà gli ospedali Regina Margherita e Molinette di Torino ed il San Luigi Gonzaga di Orbassano. Composto dai responsabili clinici delle due sedi, dal coordinatore del centro unico, da rappresentanti delle aziende sanitarie e delle associazioni dei pazienti, il coordinamento predisporrà le linee guida sui percorsi di cura, dalla diagnosi fino al trapianto d’organo.E’ il risultato di una delibera di Giunta approvata il 29 agosto su proposta dell’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, con l’obiettivo di migliorare la rete delle cure dei malati piemontesi. La fibrosi cistica è una malattia genetica che in Italia colpisce un neonato ogni 2500/3000. Ad oggi sono 422 le persone affette in Piemonte, assistite all’ospedale Regina Margherita di Torino, che si occupa dei minori, ed al San Luigi Gonzaga di Orbassano, che si occupa degli adulti. Il presidio Molinette garantisce la presa in carico dei pazienti in una dimensione di continuità terapeutico-assistenziale. “Proprio dal Piemonte – ricorda l’assessore Saitta – è arrivato nei mesi scorsi un importante contributo alla ricerca per combattere questa malattia attraverso sperimentazioni effettuate anche da un laboratorio della Scuola di Medicina di Novara. Mentre prosegue la ricerca, la Regione intende potenziare la rete delle cure, rispondendo in maniera sempre più efficace alle nuove esigenze dei pazienti, che proprio grazie al miglioramento delle terapie ora possono contare su un’aspettativa di vita più lunga rispetto al passato”.La fibrosi cistica è considerata una delle malattie genetiche rare più diffuse. Colpisce soprattutto il sistema respiratorio e quello gastrointestinale e può essere estremamente invalidante per il carico di sintomi e per le terapie da affrontare. In Italia sono circa 6.000 le persone curate dai centri specializzati, con 200 nuovi casi l’anno. In Piemonte, attraverso lo screening neonatale, vengono diagnosticati dai 12 ai 15 nuovi casi l’anno in età pediatrica.

Piero Mora
www.regione.piemonte.it

L’escursionismo per lo sviluppo territoriale

Sabato 7 ottobre alle ore 15 nella Sala Conceria di via della Conceria 2 a Chieri (To) si parlerà dell’escursionismo e di tutte le ricadute sul territorio come sinergie per uno sviluppo sostenibile.Il Convegno avrà un prologo.Al mattino ci saranno 4 itinerari che convergeranno tutti a Superga: da Chieri, camminata e cicloescursione del Cai di Chieri; da Pino camminata del Cai di Pino; da Bric Paluc con Asso San Mauro e AAB Baldissero e dal parco del  Meisino con Uisp e Touring Club. L’iniziativa organizzata dal Cai di Chieri e patrocinata dalla Regione Piemonte, coinvolgerà tutte le realtà che ruotano intorno al mondo del cammino.Oltre a Cai, saranno presenti e interverranno il Coordinamento dei sentieri della Collina torinese, l’Associazione ecclesiale italiana Via Francigene, il Touring Club, la Uisp Montagna, Trekking Italia, i percorsi Occitani, la Rete dei cammini. Qual è l’obiettivo di questo convegno e quali saranno i temi affrontati?L’idea è quella di valorizzare il territorio, coinvolgendo tutti gli attori presenti sullo stesso: dalle pubbliche amministrazioni alle associazioni di escursionismo e promozione turistica.Una valorizzazione che passa dalla realizzazione di un’area escursionistica, a cui si sta lavorando, che da Moncalieri a Casale Monferrato coinvolge Torino, Asti e Alessandria. Una rete che afferisce alla Superga-Vezzolano-Crea, alla Grande Traversata della Collina, il Cammino di Don Bosco e l’Anello Verde. Scoprire il territorio a ritmi lenti, per coniugare natura, aspetti sociali e cultura.  Di tutto questo si parlerà all’interno del Convegno, con un approfondimento sul ruolo del Cai in chiave escursionistica dei percorsi tematici e cammini storico-devozionali e sui vari progetti di cammino di enti ed associazioni nell’ambito della Carta di Toronto.

A Settimo apre Conforama: 110 assunzioni

Lo storico Gruppo francese specializzato nell’arredamento e decorazione per la casa inaugura il 7 settembre il nuovo punto vendita sul territorio piemontese: grande concorso, giochi e intrattenimento

 

 

Settimo Cielo Retail Park, via Ruggero Leoncavallo 6 – Settimo Torinese (TO)

 

Il nuovo store Conforama, di oltre 6000 mq, si inserisce all’interno di un importante polo commerciale offrendo un’ampia gamma di divani, ambienti cucine, soluzioni notte e living, accessori e decorazioni per la casa per una proposta capace di vestire a tutto tondo la propria abitazione. Ad elementi dalle linee moderne e contemporanee si affiancano quelle più tradizionali per soddisfare le esigenze e i gusti di ciascuno. Quattro giorni, da giovedì 7 a domenica 10 settembre, durante cui i clienti saranno accolti in un ambiente allegro e dinamico: dal 9 settembre sarà allestito un parco gioco gratuito per i più piccoli con animazione, gonfiabili, laboratori, tappeti elastici, toro meccanico, mentre nei primi due giorni di apertura si avrà la possibilità di partecipare a un grande concorso. Durante le giornate di giovedì 7 e venerdì 8 settembre tutti i visitatori avranno la possibilità di partecipare al contest “500 ALL’ORA”: all’interno del punto vendita sarà possibile compilare le cartoline dedicate con i propri dati anagrafici e depositarle nelle apposite urne. Ad ogni ora – a partire dalle ore 10.01 fino alle 19.01 – saranno estratti i fortunati vincitori – che dovranno essere presenti all’interno del negozio al momento del sorteggio – che riceveranno un buono spesa da spendere nello store Conforama di Settimo Torinese del valore di 500,00 euro. “Abbiamo strategicamente deciso di aprire all’interno di questo importante hub commerciale – dichiara Manuel Estevez AD di Conforama Italia – un nuovo punto vendita in linea con l’immagine più aggiornata e della nostra insegna. Un’occasione per offrire alla nostra clientele un’esperienza di acquisto in un contesto moderno connotato da uno spirito decorativo innovativo. Il nuovo punto vendita occupa 110 persone tutte selezionate nell’area di prossimità ed è per noi la base per costruire un’importante collaborazione con il territorio locale”.