ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 627

Progetto “Connettiti con l’italiano”

È stato approvato dalla Giunta regionale del Piemonte il sostegno al progetto “Connettiti con l’italiano” presentato dalla Rete dei Centri provinciali per l’Istruzione degli adulti. La deliberazione è in linea con il lavoro svolto fino a oggi dalla Regione Piemonte in ambito delle politiche per l’accoglienza dei migranti sul territorio piemontese

«La conoscenza della lingua a nostro avviso è un passaggio obbligato per facilitare i processi di inserimento sociale dei profughi ed è per questo che promuoviamo corsi di lingua e cultura italiana, oltre che progetti finalizzati al recupero scolastico. Per l’inserimento dei profughi la conoscenza della lingua è diventata una pre condizione fondamentale. Il progetto “Petrarca”, che è il Piano regionale per la formazione civico linguistica dei cittadini di Paesi terzi che è giunto alla sua quinta edizione e che è finanziato a valere sul fondo europeo FAMI, non prevede tra i beneficiari i richiedenti asilo. Per questo motivo la Regione ha deciso di sostenere la Rete dei Centri provinciali per l’Istruzione degli adulti che ha presentato il progetto sperimentale “Connettiti con l’italiano” che potenzia l’attività normalmente svolta nei confronti dei richiedenti asilo» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

Il progetto verrà realizzato nell’anno scolastico 2017/2018 e si articola in due fasi: la prima progettuale che prevede il monitoraggio del territorio, l’analisi dei bisogni e la progettazione di un intervento specifico; la seconda che prevede azioni di tutoraggio, docenza di sostegno e corsi di italiano. La sperimentazione si svolgerà prevalentemente nel territorio di Torino e provincia. Il costo del progetto è pari a 70.000 euro.

Al Lingotto il festival del Lavoro

Dal 28 al 30 settembre 2017 la città di Torino sarà al centro delle riflessioni sul lavoro e il futuro del Paese in occasione della VIII edizione del Festival del Lavoro, la manifestazione organizzata dai Consulenti del Lavoro divenuta ormai centrale nel dibattito nazionale sui temi economici, lavoristici, fiscali e sociali. La tre giorni, in programma al Lingotto Fiere, avrà come filo conduttore il “lavoro 4.0” e le sue trasformazioni sulla società e vedrà presentare con l’hashtag #TUTTIALLAVORO la “ricetta” della Categoria per l’occupazione di domani, in linea con le riflessioni del G7 Lavoro che si terrà alla Reggia di Venaria Reale. Numerose le occasioni di dibattito e confronto che animeranno il Festival e che vedranno autorevoli rappresentanti del panorama istituzionale, politico, imprenditoriale e sindacale interloquire con i Consulenti del Lavoro sulle riforme importanti per il Paese. Tra gli ospiti in calendario: i due vicepresidenti della Camera dei Deputati, Simone Baldelli e Luigi Di Maio, il sottosegretario al Ministero del Lavoro, Luigi Bobba, il presidente INPS, Tito Boeri, i presidenti delle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, il presidente ANPAL, Maurizio Del Conte, il consigliere economico alla Presidenza del Consiglio, Marco Leonardi, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Paolo Pennesi, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, il presidente INAPP, Stefano Sacchi e tanti altri. I temi affrontati durante la tre giorni così come tutte le informazioni sul Festival sono disponibili sul sito www.festivaldellavoro.it e su “Festival del Lavoro”: l’App ufficiale della kermesse scaricabile da App Store e Play Store. La conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà il 27 settembre alle ore 11.00 presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino  in Piazza Palazzo di Città n.1 alla presenza del Sindaco di Torino, Chiara Appendino, del Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, della Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Luisella Fassino e dell’Assessore al Lavoro del Comune di Torino, Alberto Sacco.

Ocean Plastics Lab: come salvare i mari dalla plastica

La mostra si sviluppa in quattro sale emozionali in Piazza Solferino dal 27 Settembre al 7 Ottobre  dalle ore 9 alle ore 20 i giorni feriali, e fino alle 21 nei festivi. L’esibizione è aperta a tutti ed è gratuita

Il 27 settembre alle 17.30 sarà inaugurata a Torino, in Piazza Solferino, la mostra itinerante internazionale con titolo: “ OCEAN PLASTICS LAB”.Il  tema portante è l’inquinamento della plastica nei mari e negli oceani, argomento per altro in questi giorni venuto alla ribalta sui media di tutto il mondo essendo di grande attualità.  La mostra si sviluppa in quattro sale emozionali in Piazza Solferino dal 27 Settembre al 7 Ottobre  dalle ore 9 alle ore 20 i giorni feriali, e fino alle 21 nei festivi. L’esibizione è aperta a tutti ed è gratuita.Tutti i nostri avanzi plastici dalle bottiglie di plastica ai bicchieri di caffè, dai giocattoli ai sacchetti di plastica abbandonati sulle spiagge che arrivano nei mari creano un grande danno alla flora e fauna marina, ma non solo, pur essendo immagini di questo tipo sotto gli occhi di tutti quotidianamente sembrano però passare inosservate. Nonostante ciò quel che vediamo è una piccolissima parte della plastica che annualmente finisce nei mari e negli oceani. Buona parte dei rifiuti di plastica non è infatti riconoscibile a occhio nudo, la plastica si riduce in piccole particelle che vengono disgregate dai raggi UV e dalle onde. Una volta assunta questa forma non dovrebbe stupire che la plastica arrivi in ogni dove fermandosi per centinaia di anni per essere totalmente decomposta. La mostra Ocean Plastics Lab è promossa dal Ministero Federale dell’Educazione e della Ricerca della Germania, in collaborazione con il Consorzio Tedesco per la Ricerca Marina (Konsortium Deutsche Meeresforschung, KDM) e con il supporto della Commissione Europea con l’obiettivo ino solo di sensibilizzare la popolazione sugli effetti dell’inquinamento provocato dalla plastica dispersa nei mari ma anche con la volontà di creare un dialogo tra scienza e società. L’esibizione è itinerante: Torino è la prima tappa, a seguire, tra le varie città: Parigi, Bruxelles, Washington D.C. e Berlino. L’interattività della mostra permette di raggiungere un vasto pubblico di grandi, piccini e in particolare le scuole per cui sono state organizzate visite guidate gratuite al fine di sensibilizzare e far riflettere chi ha davvero l’opportunità di poter cambiare le cose e crescere in un mondo migliore.

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Per ulteriori informazioni: www.oceanplasticslab.net

 

 

Open Education Training Week

Una settimana di incontri tematici al Politecnico di Torino all’interno del progetto europeo “OpenMed” 25-29 settembre 2017 – Politecnico di Torino

 

Il Politecnico di Torino ospiterà dal 25 al 29 settembre la “Open Education Training Week”, la settimana di formazione proposta nell’ambito del progetto internazionale Erasmus + “OpenMed – Opening up Education in South-Mediterranean countries” coordinato dall’Unione delle Università del Mediterraneo – UNIMED. Cinque partner europei e nove istituti universitari provenienti da quattro paesi del Mediterraneo meridionale sono impegnati nel progetto, finalizzato a incentivare e diffondere le cosiddette Open Educational Resources (OER) Open Educational Practices (OEP), cioèrisorse e pratiche educative aperte, materiali didattici in formato digitale resi disponibili con licenze che ne permettono il riutilizzo, la modifica e la distribuzione. L’obiettivo è quello di offrire un’opportunità di crescita per il settore dell’istruzione superiore grazie proprio alla condivisione della conoscenza e degli strumenti didattici nei paesi partner: Marocco, Palestina, Egitto e Giordania.

Destinata a educatori, ricercatori, insegnanti e studenti in formazione o semplicemente a persone interessate alla materia, la settimana di incontri al Politecnico di Torino – partner del progetto – sarà focalizzata sui fondamenti e sugli approcci dell’educazione “open”. Lezioni introduttive, illustrazione dei principi fondamentali,  lavori di gruppo forniranno le prime informazioni e anticiperanno la seconda parte del percorso formativo, che si completerà online nei prossimi mesi. Oltre agli istituti partner del progetto, alla settimana parteciperanno altre otto università provenienti da Egitto, Giordania, Marocco e Libano per un totale di 80 persone da 8 paesi (3 paesi EU e 5 paesi della sponda sud). L’Open Education Training Week rappresenta la prima fase del corso “Open Education: fundamentals and approaches. A learning journey opening up Teaching in Higher Education”. Al termine della settimana, inizierà la fase online del corso durante la quale i partecipanti potranno accedere ai moduli didattici online e sviluppare la propria idea progettuale di Open Education. Obiettivo del progetto OpenMed è quello di analizzare le buone pratiche già attuate nella regione del Mediterraneo in materia di istruzione aperta e di ampliare poi l’adozione di questi modelli nella formazione superiore, anche attraverso corsi e seminari rivolti proprio ai formatori, come quello che si terrà a Torino. Lo scopo finale del progetto è di difendere l’educazione come un bene pubblico e diritto umano fondamentale e promuove il ruolo delle università come centri irradiatori di conoscenze non solo verso gli studenti del campus ma anche oltre i limiti istituzionali, in particolare verso le fasce più deboli e svantaggiate della società, come nuclei a  basso reddito, studenti disabili, abitanti delle zone rurali e rifugiati.

 

 

Forse sarebbe stato meglio spostare il G7

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Più si avvicina la data del G7 a Torino  e più si vede l’inadeguatezza e il provincialismo della Città che cede terreno agli antagonisti che saranno i protagonisti veri del G7  torinese. Se i tempi non fossero cambiati, si potrebbe pensare a quando i Cuneesi preparavano le accoglienze al Re ed entravano in fibrillazione . Su quei preparativi si sono costruite molte maldicenze sugli abitanti di Cuneo. Si lamentano il Rettore del Politecnico perché non ci sarà la cena di gala, si lamenta il presidente dell’Unione industriale perché i gioielli tecnologici e industriali di Torino resteranno nascosti. Si prepara addirittura  un piano sanitario per gli eventuali feriti negli scontri che si danno quindi quasi per scontati. Non è così che si affrontano questi eventi. Forse conviene pensare seriamente a spostare il G7 da qualche altra parte o conviene prevenire le mosse dei contestatori, mettendoli in condizioni di non nuocere alla Città . Bisogna riaffermare con forza il primato della Legge . Non ci sono mezze misure che tengano. Pensare ai feriti e’ indice grave di incapacità ad affrontare con fermezza l’eversione. O di non volontà nel perseguirla .Forse troppi grillini sono contigui ai centri  sociali. Ospitare in piazza Carlina gli ospiti stranieri e’ un segno di vera e propria insipienza perché rende inagibile parte del cuore stesso della Città .  E’ mai possibile che non ci sia nessuno in grado di usare la ragionevolezza in un evento che rischia di diventare per Torino solo una spesa inutile e una negatività quasi assoluta? 

 

quaglieni@gmail.com

Dai teatri di guerra alle rotte dei migranti

Sabato 30 settembre, alle 17,30, nella Sala esposizioni Panizza di Ghiffa (Vb) l’Officina di incisione e  stampa Il Brunitoio organizza un importante incontro culturale con il giornalista e photoreporter torinese Paolo Siccardi. L’evento, nell’ambito della mostra “Gioco e potere” del pittore e sculture Enrico Baj, s’intitola “Reportage. Dai teatri di guerra e dalle rotte dei migranti”. Un percorso tra le immagini più significative e le storie raccolte nelle zone di guerra più “calde” del mondo, impresse con l’intento di “dare voce a quell’umanità fatta di singole persone sovente dimenticate dalla cronaca e cancellate dalla storia”. Paolo Siccardi, 55 anni, giornalista e photoreporter free-lance, cofondatore del collettivo fotografico Walkabout-Ph, ha iniziato il percorso professionale negli anni ’80 documentando le lotte operaie e i primi processi per terrorismo a Torino. Tra i suoi lavori più significativi, quello sul conflitto in Afghanistan iniziato durante l’occupazione sovietica. Nel 1987 seguì i rivoluzionari sandinisti al confine con l’Honduras. Era in Giordania il giorno in cui scoppiò la prima Guerra del Golfo. Per dieci anni ha documentato i conflitti in Jugoslavia e i cambiamenti geo-politici dell’area balcanica (pubblicando il libro “Una guerra alla finestra” e il catalogo intitolato “Balcani oltre il confine”).Poi è stata la volta del Medio Oriente, la Siria e l’Alto Golan al confine con Israele. In Bielorussia ha realizzato alcuni reportage sulla condizione infantile e sul disastro nucleare di Chernobyl. Ha raccontato i conflitti e le emergenze umanitarie in Senegal, Costa d’Avorio, Benin, Togo e Sud Sudan. Nel 2012 è stato in Siria durante l’assedio di Aleppo. Due anni fa ha iniziato a documentare il dramma dei profughi in fuga verso l’Europa attraverso la Western Balkan Route. Dal 2015 segue il conflitto ucraino del Donbass: le immagini più significative sono state selezionate per il Fujifilm X-Vision Tour 2017. I suoi reportage – prevalentemente a carattere sociale- sono stati pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche: il Venerdì di Repubblica, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier International. Ha vinto il premio giornalistico “Reportages di guerra 2002” della Fondazione Antonio Russo e dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo. Autore di libri e mostre, Paolo Siccardi dal 2000 fotografa per il settimanale Famiglia Cristiana. Collabora inoltre con Fujifilm Italia. Com’è facilmente intuibile, l’occasione di incontrarlo e sentir raccontare dalla sua viva voce il lavoro e le esperienze di un fotografo dotato di coraggio e grande sensibilità, è di quelle che vanno colte al volo.

 

Marco Travaglini

Al cinema con Friendly Autism Screening

Riprendono le proiezioni domenicali con Friendly Autism Screening presso 8 multisale in Italia, fra cui l’UCI Torino Lingotto. Ogni domenica alle 11.00 viene proposto il film in programma Kids Club. Il biglietto costa 3 euro per tutti (bambini e adulti)

 

I film in programma per la rassegna Kids Club sono visibili su: www.ucicinemas.it/eventi-uci/rassegne/kidsclub/

Grazie allo specifico adattamento dell’ambiente delle sale cinematografiche, la proiezione potrà essere vissuta senza problemi da tutte le persone che presentano disturbi sensoriali. Gli accorgimenti su cui si basa il procedimento di ambiente sono:

• luci in sala non del tutto spente;

• suoni leggermente più bassi;

• libertà di movimento durante la proiezione;

• possibilità di portare cibo specifico da casa.

È bene ricordare che le proiezioni Friendly Autism Screening sono adatte a tutti i bambini perché consentono loro la visione del film in un ambiente libero e aperto, perfetto per i giovanissimi spettatori.

È possibile acquistare i biglietti presso le casse delle multisale aderenti, tramite App gratuita di UCI Cinemas per dispositivi Apple, Android e Windows Phone e sul sito www.ucicinemas.it. I biglietti paper-less acquistati tramite App e i biglietti elettronici acquistati tramite sito danno la possibilità di evitare la file alle casse con –FILA+FILM. Il pubblico può comunque acquistare i biglietti anche tramite il call center (892.960) e le biglietterie automatiche self-service presenti sul posto. Per maggiori informazioni visitare il sito www.ucicinemas.it o la pagina ufficiale di Facebook di UCI Cinemas all’indirizzo: www.facebook.com/home.php#!/ucicinemasitalia. In alternativa contattare il call center al numero 892.960.

Ecco che cosa cambia con la pec obbligatoria

Di Patrizia Polliotto *  

 

A partire dal 1° luglio 2017, gli avvisi e gli altri atti ai contribuenti vengono ora notificati via posta elettronica certificata. La norma prevede, inoltre, che la notifica via posta elettronica certificata degli avvisi indirizzati ai contribuenti possa essere eseguita anche nei confronti dei cittadini che non sono obbligati, ma che ne facciano espressa richiesta. In particolare, la notificazione potrà essere eseguita, a coloro che ne facciano richiesta, telematicamente all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui sono intestatari o, di un soggetto terzo, ad esempio, professionista o familiare entro il quarto grado, specificamente incaricato a ricevere le notifiche per conto del diretto interessato, secondo le modalità stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Un’importante implicazione pratica del nuovo obbligo riguarda la questione relativa alla notifica dell’atto e al momento in cui la notifica stessa diventa tale. Per il notificante, la notificazione si intende perfezionata nel momento in cui quest’ultimo riceve dal gestore del servizio di posta certificata la ricevuta di accettazione. Per il destinatario, invece, la notificazione si intende perfezionata alla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore della casella di posta elettronica certificata del destinatario trasmette all’ufficio.

 

* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

 

Invecchiare: un’opportunità per conoscere se stessi

 

La vecchiaia è un periodo della vita vissuto spesso come il tempo dell’attesa e della morte, con un profondo senso di solitudine e di inutilità, spesso accompagnato da una fragilità del corpo difficile da accettare

 

Per questo motivo è nato presso “Infine Onlus”, un percorso patrocinato dalla Circoscrizione 7, di sostegno agli anziani in difficoltà, uno spazio di ascolto, condivisione e riflessione circa la propria condizione fisica ed esistenziale, in cui esprimere i propri vissuti emozionali (preoccupazioni, paure, stress, ma anche speranze, desideri eprogettualità), affrontare problematiche come la paura, la rabbia, il rifiuto, la motivazione e l’accettazione.

Un percorso che aiuti a vivere questa stagione della vita con gioia e serenità.

 

 

Infine Onlus è una associazione nata nel 2014, che si pone come centro di competenza sul tema della morte, del lutto, della vecchiaia, della malattia invalidante e delle problematiche di medici e pazienti sul fine vita.I temi che sono centrali negli studi di Marina Sozzi, presidente dell’associazione, sulla visione sociale della morte trovano oggi applicazione nelle attività di Infine Onlus: la risocializzazione dei momenti ardui dell’esistenza, che la nostra cultura relega nel silenzio e nella solitudine, e  le problematiche dell’invecchiamento sono argomenti sempre più sentiti nelle generazioni che ora si affacciano alla terza età.

 

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Gli incontri si svolgeranno il mercoledì, a partire dal 27 settembre, dalle ore 15.30 alle ore 17.30 presso Infine Onlus, Via degli Artisti 34, Torino

 

Per informazioni e iscrizioni:

Alessandra Bortolami: alessandra_bortolami@yahoo.it; 338.5089689

La violenza non si giustifica con l’uso politico della storia

di Pier Franco Quaglieni

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Il mio articolo sul caso della tredicenne savonese violentata e uccisa da partigiani comunisti ha suscitato grande interesse e dibattito.E’ stato ampiamente ripreso sui social.

(http://www.iltorinese.it/il-fanatismo-non-perdona-la-ragazzina-fascista/) C’è chi ha consentito e chi legittimamente ha dissentito. La reazione e’ stata la cartina di tornasole dello spirito tollerante o intollerante di tanti lettori. Ho ringraziato sui social chi mi  ha espresso solidarietà e ho manifestato rispetto per i dissenzienti. Io sono sempre stato e resto un liberale che ritiene la diversità delle idee un fatto positivo perché dal confronto nascono nuove verità . Magari qualche aggettivo potevo anche risparmiarmelo,ma la tesi di fondo dell’articolo  è sacrosanta. Diventa infatti  ingiustificabile chi cerca di trovare una qualche ragione alla pura bestialità di cui fu vittima Giuseppina.L’uso,anzi l’abuso, della storia per fini politici e’ intollerabile. Ci sono azioni che non possono essere contestualizzate,ma vanno condannate di per se’. E’ una questione di civiltà su cui non si può transigere. In ogni caso contestualizzare non può mai significare giustificare.Lo stupro su una ragazzina tredicenne e’ doppiamente abominevole, a prescindere da qualsivoglia questione politica. L’articolo con ogni probabilità mi  ha provocato la revoca di un invito a parlare in un’occasione importante. L’ho capito dal  forte imbarazzo che ho colto in una telefonata . Mi capito’ senza una ragione, a Savona ,lo scorso 25 aprile di essere discriminato dai faziosi e di non essere difeso da chi dice di essere liberale,ma non lo è affatto.Oggi la discriminazione nei miei confronti  ha  almeno una motivazione .La spirale dell’odio purtroppo  in Italia non si ferma mai e diventa anche la spirale della ritorsione meschina.Me lo disse tanti anni fa il savonese Gianni Baget Bozzo che sostenne, già negli Anni 50,lui giovanissimo  partigiano,che si dovesse spezzare quella spirale dopo aver riconquistato la libertà e la democrazia. Mi cito’ Ennio Flaiano ,dicendo che i fascisti si distinguono in due categorie,i fascisti e gli antifascisti.Sono fiero di aver difeso la Causa della tredicenne stuprata a Savona.E sento una qualche pietà per i faziosi e i pavidi che- quasi sicuramente – me  l’hanno voluta far pagare. Sono curioso di vedere da chi verrò sostituito.Il clima di questo nuovo autunno caldo 2017 e’ davvero velenoso ,ma chi ha vissuto quello del 1969  non si lascia certo intimidire.

 

quaglieni@gmail.com