ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 586

I simboli e la mente

GiovedìScienza – Teatro Colosseo giovedì 22 febbraio 2018 – ore 17:45

Francesco d’Errico, Direttore di ricerca del Centre National de la Recerche Scientifique, Università di Bordeaux. In collaborazione con L’Ambasciata di Francia – Institut Français Italia

Ci circondano, ci fanno sognare, animano le nostre aspirazioni e ci permettono d’interpretare la realtà. Tutte le popolazioni che conosciamo sono sottomesse al diktat dei simboli: ma è sempre stato cosi? A quanto risalgono le più antiche tracce archeologiche del pensiero simbolico, in che cosa consistono, e che cosa ci dicono sui meccanismi che hanno spinto i primi produttori di simboli a prendere la strada ricca ma difficile e costosa, che ci ha portati alla complessità simbolica delle società attuali? La capacità di produrre simboli è la conseguenza diretta dell’origine della nostra specie in Africa o il risultato di un processo più lungo, che ha visto come attori altri membri, estinti, del nostro genere? Risponderà a questi e altri affascinanti quesiti sulle nostre origini il paleontologo Francesco d’Errico, direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Bordeaux, ospite di GiovedìScienza il 22 febbraio con “I simboli e la mente. Gli ultimi 80.000 anni della nostra storia culturale” (alle 17:45 al Teatro Colosseo, in Via Madama Cristina 71 a Torino). Autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, responsabile di progetti internazionali, d’Errico – nato a Foggia ma cresciuto a Torino, dove ha condotto i suoi studi – è tra i ricercatori più citati in scienze sociali negli ultimi quattro anni ed è il ricercatore italiano più citato in scienze umane. Il suo nome è legato alla scoperta dei più antichi strumenti in osso, ornamenti e incisioni astratte in Africa e Asia, che ha rimesso in discussione l’ipotesi di un’origine europea delle culture moderne.

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Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

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Amerigo (Italo) e il caso Melegatti

A voler cercare le notizie belle si fa sempre più fatica. Se guardiamo al panorama italiano, ma anche internazionale, non siamo messi per niente bene. Per restare in Italia e soffermarci all’attività economiche, la cronaca registra due fatti recenti e nessuno dei due esaltanti: la cessione di Italo, ribattezzato, scherzosamente “Amerigo”, al Fondo americano Gip che è stato un successo per gli azionisti e in particolare per Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle. Altra operazione più remunerativa non se ne poteva fare. Per Della Valle, oltre al guadagno cospicuo, c’è pure l’onore della gloria, avendo asserito che lui non avrebbe voluto vendere, ma è vi stato “costretto”. Si dice che la compagine degli azionisti italiani abbia dimostrato una particolare abilità e velocità nella trattativa. Per contro, sembrerebbe che gli americani si siano fatti prendere in “braccio” e non abbiano fatto un vero affare. Non è in effetti così, perché l’acquisto di Ntv-Italo è il passepartout per entrare in Europa quando verrà liberalizzata l’alta velocità come in Italia.

 

Per questo, noi pensiamo che gli americani avrebbero anche sborsato di più per assicurarsi l’affare. Quindi, se da un lato c’è un indubbio successo per gli azionisti, dall’altro rimane l’amaro in bocca perché imprenditori italiani e banche italiane, con l’eccezione di Intesa Sanpaolo, sono stati sempre assenti. Forte delusione perché non c’è più un grande Gruppo italiano che fa da capo cordata e gli imprenditori italiani, dovendo scegliere fra “lascia o raddoppia”, lasciano sempre e pensano solo agli interessi di bottega e non hanno una visione più lungimirante. Almeno speriamo che parte di così tanti utili vengano reinvestiti in Italia. Se il polo dolciario e dell’agroalimentare è passato quasi tutto in mani francesi, speriamo almeno che il Gruppo Ferrero rimanga italiano… L’altra brutta notizia è il recente stop arrivato da parte del Tribunale di Verona all’azienda Melegatti per l’autorizzazione alla produzione, in tempo utile, per le festività pasquali della linea dolciaria.

 

Per l’azienda, in concordato preventivo, l’Amministratore delegato Daniele Zanetti del Gruppo Hausbrandt Trieste 1892, operativo nei settori di caffè, birra, vino e alta pasticceria: 500 addetti, 98 milioni di fatturato nel 2017, fa ipotesi di ristrutturazioni del debito e mette a garanzia un assegno di 1 milione di euro . Somma ovviamente insufficiente al risanamento dell’industria dolciaria, ma sono indizio di intenzioni serie da parte di un Gruppo estremamente solido. Come i dipendenti della Melegatti noi tifiamo per il salvataggio e speriamo che dentro l’uovo di Pasqua ci sia la sorpresa.

Tommaso Lo Russo

Il protocollo dell’innovazione sociale

 Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il Presidente dell’Associazione delle 12 Fondazioni di origine bancaria (FOB) del Piemonte Giovanni Quaglia hanno presentato oggi in Fondazione CRT il protocollo d’intesa per collaborare sulla strategia di innovazione sociale “Wecare – Welfare Cantiere Regionale”

Nell’ambito del programma WECARE verranno sviluppate attività condivise: in particolare, le Fondazioni piemontesi sosterranno progetti che, in linea con i principi della strategia regionale, siano capaci di costruire reti pubblico-private di welfare comunitario e di rispondere in modo innovativo alle problematiche sociali.

 

Va sottolineato che, nell’ambito della propria mission, le 12 FOB del Piemonte hanno aumentato da tempo la propria attenzione al welfare, ambito cui hanno destinato complessivamente oltre 100 milioni di euro lo scorso anno. “Il protocollo d’intesa siglato oggi è il punto di approdo di una collaborazione da sempre attiva e viva con la Regione Piemonte e, nello stesso tempo, è il punto di partenza di un ‘percorso’ condiviso tra pubblico e privato per un grande obiettivo: l’innovazione sociale al servizio del bene comune – dichiara il Presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria Giovanni Quaglia –. Le Fondazioni stanno dimostrando sempre più di essere incubatori di idee, veri e propri agenti di cambiamento, capaci di mettere a disposizione del territorio non solo risorse finanziarie, ma anche conoscenze e competenze. Questo lavorare insieme per il Piemonte, che valorizza le prerogative e le specificità di ciascun soggetto, è un modello che può fare scuola nel resto del Paese”“Ringrazio tutto il sistema delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte – afferma il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino –, perché è evidente che senza l’apporto, a vari livelli, che il sistema delle Fondazioni fornisce ad attività strategiche del campo sociale, sanitario e culturale, la vita dei piemontesi sarebbe decisamente più difficile”. La strategia regionale per l’innovazione sociale “WECARE” – che coniuga misure diverse attraverso il Fondo Sociale Europeo e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, per un investimento di risorse complessive pari a 20 milioni di euro (15 FSE e 5 FESR) – è il primo e unico caso a livello nazionale in questo settore. Nasce dal lavoro di un tavolo inter-assessorile composto da 4 assessorati della Regione Piemonte: Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa; Diritti Civili e Pari Opportunità; Attività produttive; Istruzione, Lavoro e Formazione Professionale (seguito da Gianna Pentenero).

 

L’Assessore alle Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa Augusto Ferrari afferma: “Innovare il modo di concepire e praticare le politiche sociali è una necessità fondamentale, per poter ridare sostanza alla missione su cui i nostri sistemi di welfare sono nati e a cui oggi non riescono più a dare una risposta soddisfacente: ridurre le disuguaglianze sociali. Il percorso di WECARE è nato su queste premesse, coinvolgendo tutti gli attori pubblici e privati nella sfida di coniugare politiche sociali, politiche del lavoro e sviluppo economico, pensando alla coesione sociale come grande occasione di sviluppo territoriale ed alla crescita come una sfida da realizzare attraverso la riduzione delle diseguaglianze sociali. La collaborazione con le Fondazioni bancarie piemontesi, attore fondamentale di sviluppo dei territori, è un grande passo in avanti per attuare questa strategia”.

 

“L’economia sociale è un elemento importante del nostro sistema produttivo e rappresenta un fattore di sviluppo e crescita del territorio– spiega l’Assessora alle Attività Produttive Giuseppina De Santis . Nell’ambito della strategia comune regionale, riteniamo che un tema su cui lavorare sia quello del rafforzamento delle imprese che operano cercando strade innovative per dare risposte a bisogni sociali, soprattutto nel comparto sanitario e socio-assistenziale. In quest’ottica la collaborazione con il sistema delle Fondazioni bancarie piemontesi può essere di grande interesse, anche dal punto di vista delle competenze in campo finanziario, di cui le Fondazioni stesse sono depositarie per sostenere investimenti a impatto sociale”.

 

L’assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte Monica Cerutti sottolinea l’importanza delle misure dedicate alle tematiche di genere, affrontate in maniera trasversale, presenti in questo atto dedicato all’innovazione sociale: “L’atto prevede una misura specifica di ben 4 milioni di euro investiti per la promozione del welfare aziendale, alcune azioni che potranno essere avviate, per esempio, riguarderanno le politiche di condivisione dei tempi di vita e lavoro, quelle per le pari opportunità, ma anche il sostegno al diritto allo studio. È fondamentale e importante che le istituzioni su temi così rilevanti facciano sistema e non soltanto nella condivisione delle risorse, ma anche nella progettazione”.

 

Nel mese di dicembre 2017 è stato lanciato il primo bando per la creazione dei cosiddetti distretti di coesione sociale. Obiettivo: stimolare processi collaborativi sui territori, sperimentando azioni innovative di welfare territoriale e promuovendo una migliore governance locale. In primavera è prevista l’uscita di un secondo bando dedicato ai progetti di innovazione sociale per il terzo settore. Successivamente, saranno varate le linee per la promozione del welfare aziendale e il rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente auspicabili.

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(Foto: a sinistra: Anna Chiara Invernizzi, Augusto Ferrari, Anna Ferrino, Sergio Chiamparino, Giovanni Quaglia, Giuseppina De Santis, Mario Sacco, Gianfranco Mondino, Mario Ciabattini)

La tecnologia al servizio della società

Il Presidente e il Direttore del Siebel Energy Institute ricevono il titolo per il loro contributo al progresso della ricerca negli ambiti dell’Informatica avanzata e delle Telecomunicazioni. Il Politecnico sigla un accordo con l’Università della California – Berkeley

Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni al servizio della società: sono questi i tratti che accomunano i due neo-laureati ad honorem del Politecnico di Torino Thomas M. Siebel, presidente e CEO di C3 IoT e presidente fondatore del Siebel Energy Institute, e S. Shankar Sastry, direttore del Siebel Energy Institute, oltre che preside della scuola di Ingegneria della University of California, Berkeley. Il Rettore Marco Gilli ha conferito oggi i due riconoscimenti insieme ai Direttori dei Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Andrea Bianco e di Automatica e Informatica Claudio DemartiniThomas M. Siebel, attualmente presidente e Chief Executive Officer di C3 IoT, è stato il fondatore, presidente e Chief Exectuive Officer di Siebel Systems, una delle società di software leader a livello mondiale, con oltre 8.000 dipendenti in 32 paesi, più di 4.500 clienti aziendali e ricavi annui superiori a 2 miliardi di dollari, che si è fusa con Oracle Corporation nel gennaio 2006.

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Siebel fonda nel 1996 la Thomas and Stacey Siebel Foundation, che finanzia progetti a sostegno di soluzioni energetiche, programmi educativi e di ricerca per la sanità pubblica e per il supporto ai senzatetto e diseredati. Nel 2015 la Fondazione ha promosso il Siebel Energy Institute, un consorzio globale per la ricerca energetica innovativa e collaborativa, che promuove la collaborazione di ricerca tra le migliori università e stimola le più grandi menti in ingegneria e informatica per affrontare le sfide energetiche più urgenti del nostro tempo. Il titolo di Laurea Magistrale ad honorem in Ingegneria Informatica viene conferito a Thomas Siebel “per la sua capacità di leadership, riconosciuta a livello internazionale, nell’ambito delle Tecnologie Avanzate  dell’Informazione, in qualità di fondatore e amministratore delegato di aziende leader del settore, Siebel Systems e C3 IoT, e per gli straordinari contributi apportati allo sviluppo della Scienza e della Tecnologia, in particolare negli ambiti dell’Advanced Analytics  e dell’Internet of Things, attraverso la Siebel Foundation, il Siebel Energy Institute  e il Siebel Scholar Program”.

 

Sosale Shankar Sastry è attualmente Roy W. Carlson Professor of Engineering and Dean of Engineering presso l’Università della California – Berkeley. I suoi campi di studio spaziano dai sistemi di controllo resilienti, alla progettazione di meccanismi per sistemi complessi di reti sociali, fino alla cyber-security, ai sistemi robotici autonomi (in particolare, per veicoli aerei senza equipaggio), alla visione artificiale. “Per gli straordinari risultati di ricerca raggiunti nell’ambito del controllo adattativo e non lineare, dei sistemi robotici autonomi e della  sicurezza informatica e per gli eccellenti contributi apportati agli studi sull’impatto sociale delle Tecnologie dell’Informazione, in qualità di Preside del College of  Engineering dell’Università della California – Berkeley, di Director of the Blum Center for Developing Economies and former Director e di Director of the Center for Information Technology Research in the Interest of Society (CITRIS)”, il Politecnico gli conferisce il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni.

 

Come abbiamo discusso durante i tre incontri del G7 che si sono svolti a settembre qui a Torino, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione produttiva”, commenta il Rettore del Politecnico Marco Gilli, che continua: La sfida per il futuro sarà comprendere quale potrà essere il nuovo paradigma di collaborazione uomo-macchina e promuovere politiche per rendere questa nuova forma di interazione utile per le persone e per la società. In questo contesto, Shankar Sastry e Thomas Siebel hanno apportato un contributo straordinario allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione più avanzate: Shankar Sastry, come uno dei più brillanti ricercatori del settore, Tom Siebel come leader imprenditoriale a livello mondiale. Ma oltre ai loro straordinari risultati nel campo della Scienza e della Tecnologia, con la loro attività hanno fornito un contributo eccezionale per studiare e comprendere l’impatto sociale delle tecnologie emergenti, al fine di renderle più inclusive e sostenibili.

 

“È un grande privilegio ricevere questo riconoscimento dal Politecnico di Torino, una delle università più importanti al mondo. L’onore ed il privilegio sono fonte sia di umiltà sia di grande emozione”, aggiunge Thomas Siebel“È per me un grandissimo onore ricevere questo riconoscimento da un Ateneo prestigioso con cui ho avuto importanti collaborazioni nel corso degli anni e per il quale nutro grande stima”, conclude Shankar Sastry.

 

 

In conclusione della cerimonia, il Politecnico ha siglato un accordo di partnership con la University of California at Berkeley, volto a rafforzare la collaborazione tra i due atenei negli ambiti della trasformazione digitale della società, con particolare riferimento ai settori dell’energia, della mobilità e dell’advanced manufacturing. Saranno possibili nell’ambito di questo accordo mobilità di docenti, studenti e dottorandi, attività congiunte di formazione e ricerca, scambi di materiale accademico e pubblicazioni, che potranno aprire la strada a progetti congiunti tra ricercatori torinesi e californiani. L’accordo sarà inoltre finalizzato all’attuazione di ulteriori attività comuni, svolte insieme al Sutardja Center for Entrepreneurship and Technology, il Centro che si occupa di trasferimento tecnologico e imprenditorialità di Berkeley, che accoglierà ricercatori e studenti interessati ad apprendere le metodologie di condivisione della conoscenza. Un campus del Politecnico nascerà a Berkeley: uno spazio di condivisione della cultura imprenditoriale della Silicon Valley e di scambio tra studenti e docenti.

Edilizia scolastica, il nuovo piano triennale

Fornire una panoramica a trecentosessanta gradi sulle nuove normative in materia di edilizia scolastica. Questo l’obiettivo del convegno “Edilizia scolastica: verso il nuovo piano triennale 2018-2020, obiettivi e possibilità”, svoltosi  nell’Auditorium della Città Metropolitana di Torino, in corso Inghilterra a Torino.

 

L’evento, organizzato da Regione Piemonte, ANCI e Uncem regionali e rivolto a dirigenti e funzionari degli enti locali interessati all’argomento, ha fatto il punto su una materia di grande interesse, in attesa della pubblicazione del decreto interministeriale concernente l’attuazione della programmazione nazionale sull’edilizia scolastica per il triennio 2018/2020.

 

Nell’ambito dei lavori, è stato tracciato dai relatori un quadro completo delle misure di finanziamento disponibili e delle risorse tecniche di supporto che possono essere messe in campo dalle strutture dello Stato, della Regione e degli organismi associativi degli enti locali, finalizzate all’adeguamento del patrimonio edilizio dei Comuni, con particolare riferimento all’Edilizia Scolastica.

 

Per la Regione e’ intervenuto l’assessore alle Politiche Sociali con delega all’Istruzione, che ha rimarcato la necessità di coniugare le politiche strategiche con le esigenze dei diversi territori e di garantire sempre l’istruzione in un contesto di sicurezza per i ragazzi e le famiglie. L’assessore ha sottolineato anche l’esigenza di individuare delle priorità di investimento per le cospicue risorse a disposizione, indirizzandole su interventi che possano essere effettivamente realizzati.

 

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Le arance del carnevale si trasformano in compost

 Dopo i tre giorni di entusiasmante battaglia al Carnevale di Ivrea, le arance arrivano al Polo ecologico di Acea Pinerolese per trasformarsi in compost ed energia rinnovabile.

Centinaia di tonnellate di arance, protagoniste dello storico Carnevale, diventeranno così un ottimo compost di qualità pronto per l’utilizzo in agricoltura, ma anche energia elettrica e termica rinnovabile e biometano. Il compost (foto nel comunicato allegato), prodotto con le arance del carnevale 2017, è in questi giorni in vendita presso lo stand ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea. L’impianto di trattamento dell’organico sviluppato da Acea Pinerolese è un modello unico al mondo che integra un sistema di digestione anaerobica del rifiuto organico al compostaggio aerobico, fase nella quale il digestato (fango ricavato dalla digestione anaerobica dell’organico) viene miscelato agli sfalci di potatura e matura per 3 mesi circa, diventando compost di qualità. Mentre dal biogas interamente captato dalla prima fase di digestione anaerobica si ricava energia elettrica e termica rinnovabili e biometano. Un impianto che è diventato nel corso degli anni esempio virtuoso per tutta l’Italia che ora si appresta a replicarne il modello. Acea Pinerolese è stata premiata come Campione di Economia Circolare dal Vice Presidente dell’Unione Europea, proprio lo scorso anno, in virtù dello straordinario modello di recupero di materia e sostenibilità sviluppato a Pinerolo. L’impianto è stato inoltre, nel 2014, il primo impianto in Italia a produrre Biometano dai rifiuti organici per l’introduzione in rete e per alimentare le automobili.

Le macchine potranno effettivamente sostituire l’uomo?

Polis Policy. Questo il nome, quasi una formula, che richiama alla mente un modello razionale di prendere le decisioni per il bene della città, per definire il progetto, nell’ambito dell’Accademia di Alta Formazione, nato il 9 febbraio scorso e proposto dall’Associazione “Difendiamo il Futuro”, che si articola in tre sessioni di lavoro e approfondimenti alla riscoperta dei valori dell’analisi, per supportare la persona nello sviluppo quale parte di una collettività e della società. Il programma della scuola si articola in tre sessioni, ognuna delle quali organizzata nell’arco di un’unica giornata, il sabato. Il format delle tre giornate, sabato 17 febbraio, 17 marzo e 14 aprile, non promuove soltanto analisi e approfondimenti, ma anche l’interazione tra platea e relatori, esperti provenienti dal mondo dell’economia, della politica, della scienza, della storia e ella cultura.


Tema della prima sessione, che si terrà presso la Scuola di Amministrazione Aziendale SAA in via Ventimiglia 115, a Torino, sarà l’intelligenza artificiale. Polis Policy prenderà, infatti, le mosse dalla domanda “Le macchine potranno effettivamente sostituire l’uomo?”. Tra i relatori Pietro Terna, docente dell’ateneo torinese, l’imprenditore Massimo Giordani, digital strategist e fondatore di Time & Mind. Parteciperanno al dibattito pomeridiano l’economista Giuseppe Gario, il CEO di Atellani.com Maurizio Maranghi, Alberto Giusti, Business Angel, e Franco Chiaramonte, esperto di politiche del lavoro. La sessione terminerà con la proiezione di un cortometraggio del regista Pietro Pingitore. La seconda sessione sarà incentrata sulla questione della sostenibilità del welfare sul lungo periodo e cercherà di rispondere alla domanda “Ci saranno ancora sufficienti risorse per mantenere i nostri attuai livelli di benessere, la nostra sanità e i nostri stili di vita? “. Interverranno alla seconda sessione il filosofo Umberto Galimberti, giornalista di Repubblica, Gian Paolo Zanetta, Direttore Generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Elsa Fornero e Fiorella Lunardon dell’Università di Torino, Vincenzo Scudiero, segretario generale della Cgil, e Romano Guerinoni, direttore generale della Fondazione Welfare Ambrosiano. L’Europa rappresenterà il tema della terza ed ultima sessione, che cercherà di dare una risposta al quesito se si tratti di un’Europa della moneta o degli investimenti. Risponderanno a tale domanda il professor Roberto De Battistini dell’ateneo torinese, l’imprenditore dell’ Environment Park Davide Canavesio, Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea a Milano ed altri esponenti del mondo del giornalismo e dell’economia.

Mara Martellotta

Per iscrizioni e informazioni: segreteria@difendiamoilfuturo.it

Tel 01119373401.

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Scienza e politica al teatro Colosseo

GiovedìScienza OGNI GIORNO. TRA SCIENZA E POLITICA. I valori scientifici dell’oggettività al servizio del bene comune

 Elena Cattaneo, Università di Milano, Senato della Repubblica

«Le sto chiedendo di continuare a essere uno scienziato attivo dentro e fuori il laboratorio, le offro la possibilità di farlo potendo intervenire e contribuire ai lavori del Senato della Repubblica». Elena Cattaneo, biologa famosa nel mondo per i suoi studi sulla corea di Huntington (malattia neurologica causata da un gene mutato) non dimenticherà mai le parole dell’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando nel 2013 le annunciò la decisione di nominarla senatrice a vita. Da allora la sua esistenza è profondamente cambiata e la sua attività scientifica si è arricchita di una funzione pubblica e istituzionale fondamentale per restituire alla scienza, troppo spesso bistrattata e abbandonata a se stessa, un ruolo di primo piano nel nostro paese.

 

Paladina dei “valori scientifici dell’oggettività”, Elena Cattaneo sarà ospite di GiovedìScienza il 15 febbraio (alle 17:45 al Teatro Colosseo, in Via Madama Cristina 71 a Torino) per raccontare la sua avventura “Ogni giorno, tra scienza e politica”. La neuroscienziata e Senatrice a vita, abituata al lavoro di squadra in laboratorio, spiegherà come al Senato sia affiancata da un gruppo di esperti con competenze in diversi ambiti, dal diritto parlamentare ai rapporti con le istituzioni e con gli istituti scientifici.

 

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Città della Salute, per Torino investimento di 456 milioni di euro

I Ministeri della Salute e dell’Economia e delle Finanze hanno ufficialmente sottoscritto gli accordi di programma integrativi della Regione Piemonte per l’intervento del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino e della Città della Salute e della Scienza di Novara

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Sanità della Regione, Antonio Saitta,  che ha lavorato a lungo con la struttura dell’assessorato e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti- per completare il complesso iter procedurale.  Con l’atto formale dei Ministeri si chiude un capitolo importante e se ne apre un altro legato alla procedura dei lavori che dovrebbero partire entro i primi mesi del 2019. Per Torino l’investimento previsto è di circa 456 milioni di euro per il primo lotto, di cui 142,4 a carico dello Stato con fondi assegnati alla Regione, 7, 5 milioni con fondi della Regione e 305,9 a carico del privato che realizzerà l’opera. Lo scorso 15 novembre la Regione aveva sottoscritto con il Comune, l’Università degli Studi e Città della Salute e della Scienza di Torino e la Società F.S. Sistemi Urbani, l’accordo di programma finalizzato alla realizzazione dell’opera. L’obiettivo generale è quello di concentrare in una nuova struttura le attività ad alta complessità fornite dalla Città della Salute e della Scienza di Torino e riorganizzare la rete ospedaliera esistente per garantire la gestione ottimale delle attività a media complessità. L’intervento si inserisce nel processo di riorganizzazione e razionalizzazione delle attività di assistenza sanitaria che si sta realizzando a livello nazionale ed europeo e prevede la costituzione di un sistema di attività volte alla cura, alla ricerca, alla formazione ed ai servizi alle persone con competenze e dimensioni tali da diventare un “player” a livello internazionale del processo di innovazione in campo clinico, organizzativo, gestionale e della ricerca. Per Novara, l’investimento previsto è di circa 320 milioni di euro, di cui 95 a carico dello Stato con fondi assegnati alla Regione, 5,2 milioni con fondi della Regione e 219 a carico del privato che realizzerà l’opera. La nuova struttura sorgerà su un’area di 390.000 mq nella zona piazza d’Armi ed ex polveriera, avrà una superficie coperta di 167.000 mq (compresa l’area per Università, incubatore d’impresa, asilo) mentre la superficie propriamente ospedaliera sarà di 156.000mq. Nel progetto sono coinvolti l’Azienda ospedaliera universitaria, l’Università del Piemonte Orientale ed il Comune di Novara. Nell’ultimo biennio c’è stato un forte impulso per far decollare il progetto che è considerato di fondamentale importanza per la città e per la parte del Piemonte che fa riferimento all’Azienda ospedaliera universitaria.

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Biraghi dal Piemonte a PyeongChang

Biraghi, nota azienda italiana specializzata nel settore lattiero caseario, è fornitore ufficiale di Casa Italia in occasione dei XXIII Giochi Olimpici Invernali 2018, che si svolgeranno dal 9 al 25 febbraio a PyeongChang in Corea del Sud. Per 25 giorni la brigata del ristorante di Casa Italia utilizzerà alcuni prodotti Biraghi appositamente selezionati: il “Gorgonzola DOP”, il grattugiato “Ricetta Tipica al Pecorino” (chiamato da tutti “Pecorino Etico Solidale” perché sostiene i pastori sardi garantendo un prezzo di acquisto equo della materia prima), i “Biraghini Snack”, ideali per il fuoripasto da portare con sé in qualsiasi momento della giornata. Gli ospiti di Casa Italia durante la manifestazione olimpica non potevano che trovare in tavola le eccellenze del nostro Paese sia per qualità sia per gusto: per questo la scelta di formaggi e snack prodotti da Biraghi, che utilizza esclusivamente latte 100% italiano, rappresenta la garanzia di un’estrema attenzione alle materie prime e alla loro provenienza. “Questa partnership ha un valore grandissimo – dichiara l’Azienda – perché da sempre il nostro lavoro e l’impegno di tutti in Biraghi si ispirano a quelli che sono i valori fondanti delle Olimpiadi: ogni giorno viviamo la passione di fare del proprio meglio, la volontà di mettersi alla prova e di operare sempre con la massima qualità. Un atteggiamento e uno spirito davvero vicini agli ideali olimpici e dello sport in generale. In particolare la collaborazione con Casa Italia incarna per noi la filosofia del 100% Italiano che viviamo quotidianamente nella lavorazione dei nostri prodotti, fin dalla nascita dell’azienda nel lontano 1934”. Per l’importante occasione Biraghi ha inoltre scelto di realizzare un gadget speciale e molto significativo, tra i più diffusi e apprezzati nei contesti olimpici: un tris di spillette nei tre colori della bandiera italiana che sarà dato in omaggio a tutti gli sportivi di Casa Italia e ai dipendenti.