ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 583

L’Arma dei Carabinieri al fianco di Città della Speranza per la ricerca

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Una tavola rotonda per raccontare le sfide che attendono la ricerca scientifica in campo medico, seguita da un concerto a scopo benefico della Fanfara. Con questo doppio appuntamento, in programma a Torino venerdì 16 marzo, l’Arma dei Carabinieri, con la Legione Allievi Carabinieri, rinnova il proprio sostegno a favore di Fondazione Città della Speranza, onlus veneta che da oltre vent’anni finanzia la diagnostica e la ricerca scientifica  e della pediatria in generale. L’iniziativa si terrà nella Scuola Allievi Carabinieri di Torino e si aprirà alle ore 18 con una tavola rotonda intitolata “Le nuove sfide della ricerca per la cura dei tumori dell’adulto e del bambino”, alla quale, dopo i saluti delle autorità, interverranno la dott.ssa Lara Mussolin e i prof. Roberto Chiarle e Alberto Zamò. La dott.ssa Mussolin, ricercatrice dell’Università di Padova all’interno del Laboratorio di Biologia dei Tumori Solidi dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza (centro di riferimento nazionale per l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) e responsabile nazionale della Diagnostica Molecolare dei Linfomi Non-Hodgkin (LNH) pediatrici, illustrerà come sia cambiato negli anni il modo di fare diagnosi in Italia nell’oncologia pediatrica. In particolare, si soffermerà sui nuovi metodi per la caratterizzazione e la diagnosi molecolare di leucemie, linfomi e tumori solidi, messi a punto grazie al supporto della Fondazione, nonché sulla “diagnostica avanzata”, in virtù della quale è possibile stratificare i pazienti in diverse classi di rischio. Il prof. Chiarle, ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Torino e Associate Professor in Pathology alla Harvard Medical School di Boston, parlerà dello sviluppo di un vaccino capace di immunizzare i pazienti contro una proteina chiamata ALK che è selettivamente espressa da una frazione di tumori del polmone.

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Il prof. Zamò, associato in Anatomia Patologica all’Università di Torino e membro di numerose società scientifiche nazionali e internazionali, si soffermerà sull’applicazione dei dati genetici per lo sviluppo di terapie innovative per molti tipi di tumore. La sfida attuale, infatti, è di completare il panorama genetico, capire come superare i meccanismi di resistenza dei tumori e, soprattutto, come l’individualità di ciascun paziente possa influenzare non solo la suscettibilità a malattie neoplastiche ma anche la risposta individuale a terapie specifiche. La tavola rotonda sarà seguita dal concerto della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia, con la partecipazione dei cori Voci Bianche del “Coropò”, della Scuola “Protette di San Giuseppe” e del 137° Corso Formativo della Scuola Allievi Carabinieri di Torino. La serata sarà presentata da Vittoria Castagnotto.
“Il nostro più sentito grazie va al Generale Alfonso Manzo e al Generale Carmine Adinolfi, promotori dell’evento, e a quanti si stanno prodigando per la sua riuscita – afferma la dott.ssa Stefania Fochesato, consigliera di Città della Speranza –. È dal 2016 che l’Arma dei Carabinieri è al nostro fianco con iniziative importanti. Portare all’attenzione dei cittadini una problematica particolarmente delicata, qual è la tutela della salute dei bambini colpiti da gravi malattie, purtroppo ancora non sempre curabili, è fondamentale per dare un apporto consapevole alla ricerca, affinché individui cure più efficaci e risolutive”.

Per partecipare agli appuntamenti del 16 marzo, telefonare allo 011-6888418 o scrivere all’indirizzo email sctoscte@carabinieri.it.

Diritti e dignità al femminile: le 10 azioni

Sono state presentate da Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, le “10 azioni concrete per i diritti e la dignità delle donne”.

«Anche quest’anno il mese di marzo è l’occasione per fare un bilancio delle politiche portate avanti come assessora alle pari opportunità, provando sempre a valutare per ogni azione regionale l’impatto sulle cittadine. Penso che la politica continui a non valorizzare a sufficienza il talento femminile nelle istituzioni e a non porre fra le sue priorità un maggior coinvolgimento delle donne nella vita produttiva. Noi stiamo cercando di dare un contributo in questa direzione, costruendo azioni insieme alle stesse donne, privilegiando il loro protagonismo, che può diventare portatore di cambiamento, come nelle iniziative di cooperazione internazionale.Mi auguro che l’otto marzo possa essere un’occasione di riflessione comune. In particolare quest’anno voglio dedicare questa ricorrenza a mia mamma, da pochissimo scomparsa, che mi ha trasmesso la voglia di lavorare a un futuro migliore per le donne, che si traduca in un miglioramento per tutti» – ha dichiarato Monica Cerutti.

Durante la conferenza stampa sono stati presentati anche i numeri dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio in Piemonte che trovate qui di seguito:

Le donne seguite nel 2017 dalla rete regionale dei 14 Centri antiviolenza sono state 2.336, mentre le donne accolte nelle Case rifugio sono state 86. È stato registrato un incremento rispetto al 2016 (1.921) anche perché la rete ė stata migliorata e potenziata.

Le donne che sono state seguite dai 7 Centri antiviolenza presenti sul territorio di Torino e provincia sono state 1.641 di cui 443 donne sole, 1.122 con figli e 41 in gravidanza. I sette Centri antiviolenza sono: Comune di Torino, Telefono Rosa, UDI, Arci Valle Susa, Svolta Donna, Donne e Futuro e Punto a capo.

La fascia anagrafica più numerosa è quella tra i 40-49 anni con 488 donne. Gli altri dati: 52 donne con meno di 20 anni; 222 tra i 20 e i 29 anni; 373 tra i 30 e i 39 anni; 263 tra i 50 e i 59 anni; 164 oltre i 59 anni; di 79 il dato non è stato rilevato.

Per quanto riguarda il titolo di studio i dati raccolti mettono in evidenza che la maggioranza delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza torinesi hanno un titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, sono ben 619. Gli altri dati: 9 non hanno alcun titolo di studio; 63 scuola primaria; 489 secondaria di primo grado; 258 laurea o diploma di infermiera; di 187 non è stato rilevato.

Il dato occupazionale: 760 risultano occupate; 562 non occupate; 236 altro.

Le donne seguite dai Centri antiviolenza delle altre province piemontesi sono 695, di cui 171 sole e 512 con figli (di 12 il dato non è stato rilevato). I sette Centri antiviolenza delle altre province sono: Medea (AL), Orecchio di Venere (AT), Consorzio CISSABO (BI), Consorzio del Cuneese (CN), Futuro Donna Ceva (CN), Comune di Novara, Consorzio CISS Ossola (VCO).

La fascia anagrafica più numerosa è quella tra i 40-49 anni con 180 donne. Gli altri dati: 26 donne con meno di 20 anni; 97 tra i 20 e i 29 anni; 169 tra i 30 e i 39 anni; 77 tra i 50 e i 59 anni; 39 oltre i 59 anni.

Per quanto riguarda il titolo di studio i dati raccolti mettono in evidenza che la maggioranza delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza delle altre province del Piemonte hanno un titolo di studio di scuola secondaria di primo grado, sono ben 242. Gli altri dati: 15 non hanno alcun titolo di studio; 29 scuola primaria; 138 secondaria di secondo grado; 38 laurea o diploma di infermiera; di 228  non è stato rilevato.

Il dato occupazionale: 325 risultano occupate; 291 non occupate; 79 altro.

Le donne accolte nelle Case rifugio presenti sul territorio piemontese sono 86, di cui 44 sole e 42 con figli.

La fascia anagrafica più numerosa è quella tra i 30-39 anni con 20 donne. Gli altri dati: 10 donne con meno di 20 anni; 18 tra i 20 e i 29 anni; 10 tra i 40 e i 49 anni; 10 tra i 50 e i 59 anni; 4 oltre i 59 anni; di 2 il dato non è stato rilevato.

Per quanto riguarda il titolo di studio i dati raccolti mettono in evidenza che la maggioranza delle donne che si sono rivolte alle Case rifugio piemontesi hanno un titolo di studio di scuola secondaria di primo grado, sono ben 35. Gli altri dati: 4 non hanno alcun titolo di studio; 11 scuola primaria; 22 secondaria di secondo grado; 4 laurea; di 10 non è stato rilevato.

Il dato occupazionale: 25 risultano occupate; 60 non occupate; 1 altro.

A questi dati ne va aggiunto ancora uno che è quello relativo alle donne accolte in altre strutture di ospitalità che sono 75.

Nuova vita per la FIAT di Rivalta

Dopo mesi di confronto con i tecnici e i dirigenti di FCA Partecipazione, società del gruppo che si occupa della gestione immobiliare degli stabilimenti ex FIAT, nei giorni scorsi è stato depositato in Comune il progetto di riutilizzo di una grandissima parte dello stabilimento FIAT di Rivalta. Si tratta di un intervento che interesserà ben 340mila metri quadri di superficie, di cui 40mila di nuova costruzione, su cui si svilupperanno le principali attività di ricambi e logistica avanzata dell’intero gruppo FCA. In questi mesi sono iniziati i primi lavori di demolizione e pulizia dell’area interessata, mentre l’intera operazione avrà uno sviluppo completo nell’arco dei prossimi tre anni. «Bentornata FIAT a Rivalta!» così commenta il Sindaco di Rivalta di Torino Nicola de Ruggiero, che aggiunge: «Dal primo giorno del nostro insediamento in Comune abbiamo lavorato per dare nuova vita al “nostro” principale polo industriale, che ha accolto e dato lavoro a migliaia e migliaia di lavoratori per oltre trent’anni. Un’attività che ha impegnato i nostri uffici per mesi in un confronto con i professionisti di FCA, che ringrazio». Il progetto presentato da FCA occuperà tutti gli spazi a disposizione dell’area di Tetti Francesi. Ancora il sindaco di Rivalta: «L’Amministrazione comunale è disponibile a discutere di un ulteriore ampliamento delle potenzialità del sito di Rivalta, qualora FCA volesse portare da noi anche altre attività». «La Città di Rivalta si candida infatti a diventare il centro del sempre più variegato mondo del settore della logistica di FCA -conclude de Ruggiero- Siamo certi che questa iniziativa darà un grande contributo alla lotta alla disoccupazione che rappresenta la vera angoscia di moltissimi rivaltesi».

Settimana del Cervello

 12 – 17 marzo al Circolo dei Lettori di Torino: dall’Homo sapiens all’Homo technologicus

 

Navigare tra tessuti, organi e cellule grazie alle nuove frontiere della nanoscopia. Facilitare la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento di malattie neurologiche e psichiatriche grazie a materiali e dispositivi nanometrici sempre più sofisticati. Raccogliere dati sullo stato fisico e cognitivo con dispositivi piccoli e indossabili, che permettono diagnosi e terapie puntuali. Migliorare l’attenzione, la memoria e altre funzioni cognitive mediante la stimolazione transcranica magnetica o elettrica. Ma anche sostituire l’uomo in lavori ripetitivi e logoranti grazie ai robot o parti del corpo mancanti o non funzionanti con apparati prostetici ‘guidati’ da interfacce cervello-macchina.

Sono solo alcune delle infinite applicazioni nate dall’integrazione tra Tecnologie e Neuroscienze, un connubio che sta aumentando capacità e abilità umane, rivoluzionando così il campo del lavoro, della ricerca e della medicina. Una tendenza che migliora le nostre conoscenze sul cervello e consente di acquisire nuove capacità e competenze. Un percorso non privo di pericoli per il nostro equilibrio psicofisico, a partire dalle possibili distorsioni nel percepire il mondo che ci circonda, e talvolta con riflessi spiacevoli nei rapporti umani.

Questi temi di grande richiamo tecnologico e attualità socio-culturale sono i protagonisti della Settimana del Cervello 2018 a Torino: un viaggio in 5 tappe dal 12 al 17 marzo alle 18:00 al Circolo dei Lettori(Via Bogino 9 – in Sala Gioco e Sala Grande) con esperti e ricercatori di diverse discipline, e la possibilità per il pubblico di testare alcuni dispositivi medici come sensori, smartphone e occhiali – che raccolgono dati sullo stato fisico –  o  visualizzatori “oculus” per la realtà virtuale.

 

Si parte lunedì 12 marzo con “Vedere le cellule: nuove frontiere della nanoscopia” (Alberto Diaspro, IIT e Università di Genova) per proseguire (13 marzo) con Nanotecnologie per le neuroscienze” (Enzo Terreno, Dip. di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute e Marina Boido, Dip. di Neuroscienze e NICO, Università di Torino) e (14 marzo) Piccoli e indossabili: dispositivi medici e neuroscienze”(Andrea Calvo, Dip. di Neuroscienze, Università di Torino). Si riprende venerdì 16 marzo con Prestazioni del cervello e stimolazione transcranica” (Raffaella Ricci, Dip. di Psicologia, Università di Torino) e si conclude sabato 17 con Il robot: utile, empatico, amico” (Alessandro Vercelli, Dip. di Neuroscienze, NIT e NICO Università di Torino,  Istituto Nazionale di Neuroscienze).


La Settimana del Cervello a Torino è promossa da CentroScienza Onlus, con il sostegno della Compagnia di San Paolo – nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte – in collaborazione con Regione Piemonte, Centro Interdipartimentale di Neuroscienze – NIT dell’Università di Torino, Istituto Nazionale di Neuroscienze INN, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – NICO e Circolo dei Lettori.
La rassegna si svolge nell’ambito di un progetto internazionale promosso dalla DANA Alliance for Brain Initiatives e in Europa dalla FENS (Federation of European Neuroscience Societies).

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti. 
Tutti gli appuntamenti su: www.centroscienza.it/settimana_cervello  

Tel 011 8394913 – info@centroscienza.it

Il Lions contro il diabete, “pericolo esplosivo”

Sabato 10 marzo il Lions ha organizzato un convegno sul problema diabete. Il dott. Paolo Limone (socio del L.C. Torino La  Mole) e il dott. Salvatore Piazza (socio del L.C. Torino Solferino), hanno risposto alle domande del pubblico  presso il  Teatro 7 di corso Regio Parco. L’evento è stato ripreso e trasmesso in diretta dall’emittente locale Rete 7. Insieme ai medici Lions erano presenti  rappresentanti dell’A.N.I.E.D. (Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia Diabetologia) e dell’A.G.D. (Associazione Giovani Diabetici Piemonte e Valle d’Aosta)  per riferire importanti testimonianze, come quella  di Giorgia, ragazza di 15 anni affetta da  diabete. Anche in questa occasione sono stati  predisposti spazi per gli  screening gratuiti della glicemia. Nei tre giorni precedenti grazie all’aiuto dell’A.N.I.E.D.  e della Circoscrizione 6 della Città di Torino sono stati allestiti  alcuni punti per effettuare  gratuitamente screening della glicemia. Quattro giorni totalmente dedicati ad una delle cinque campagne  internazionali che i Lions seguono nell’A.S. 2017/2018, quella per la quale ci si prefigge di rendere cosciente la gente di un vero e proprio “pericolo esplosivo”, poiché il diabete è ormai considerato una epidemia globale.

Ostellino, giornalista principe e liberale implacabile

di Pier Franco Quaglieni

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La morte di Piero Ostellino, giornalista principe, priva il mondo della cultura, in particolare di quella liberale, di uno dei suoi protagonisti più importanti. E’ l’ultimo grande liberale insieme a pochissimi altri come Giuliano Urbani ,con cui Ostellino, insieme a Valerio Zanone, fondo’ il Centro Einaudi, destinato, quest’ultimo, via via ad allontanarsi sempre di più dagli obiettivi dei padri fondatori. Erano gli ultimi anni 60 e il liberalismo subalpino era prigioniero di visioni conservatrici molto limitate e viveva in contemporanea la crisi legata all’esplosione del ‘68 .Il giovane Ostellino, ben più di Zanone, era il maitre a’ penser a cui noi giovanissimi guardavamo .Una sorta di Gobetti ,ma molto più colto e maturo di quello vero già allora molto venerato più che studiato. Era un grande giornalista, ma era anche un uomo di studi severi. La sua cultura era ampia ed approfondita. Come altri giornalisti colti – penso a Bettiza e a Ronchey- aveva girato il mondo, era stato corrispondente del “Corriere “da Mosca e Pechino in anni cruciali. Aveva come direttore riportato all’onor del mondo il “Corriere della sera”, aprendolo anche a firme scomode come Dino Cofrancesco. Fu il vero superamento del degrado del giornale raggiunto con la direzione di Piero Ottone .

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Nel 2010 fu insignito del Premio Pannunzio e fu l’occasione per rinverdire un’amicizia nata tanti prima. Scrisse per un’antologia di scritti in mio onore pubblicati nel 2013 una splendida ed affettuosa prefazione. Venne a Torino al Consiglio Regionale a fare, su mio invito, nel 2012,una straordinaria lectio magistralis sulla cultura liberale . Il testo venne stampato e rappresenta una densa summa del suo pensiero politico. Pochi politici erano presenti, ma tanti docenti e giovani capirono il livello altissimo dell’oratore. Gli piacque che io avessi fatto aprire l’incontro con lui con l’Inno Nazionale, cogliendo anche il taglio risorgimentale del suo essere liberale.  Di fronte ai neo falsi liberali che hanno studiato liberalismo al Cepu, Ostellino fu implacabile .  E’ stato uno dei tanti torinesi importanti, come Soldati e Dionisotti, costretti ad emigrare oltre la Mole per veder riconosciute le proprie qualità .Una volta mi definì un eroe per essere restato a Torino. Provai un orgoglioso imbarazzo per quelle parole. Torino , città angusta e provinciale, non era fatta per Ostellino che trovo ‘ negli ultimi anni come interlocutore torinese soprattutto ,se non esclusivamente, il Centro Pannunzio. Era anche disgustato di questo paese e viveva sempre più spesso in Francia. Era un giornalista e un politologo di fama internazionale ,non poteva scodinzolare nei salotti e nei tinelli snob di Torino ne’ in quelli dell’Avvocato, ne’ in quelli molto peggiori dei nuovi notabili rozzi, arroganti, arricchiti che comandano in questa città . Ostellino amava la storia, prediligeva i temi alti e sempre meno persone si rivelavano in grado di capirlo, malgrado la chiarezza della sua prosa .Con la sua scomparsa sento che è mancato un fratello maggiore. Non riesco a scrivere di più perché la commozione prevale.

 

quaglieni@gmail.com

I bambini e le storie: bisogna sapergliele raccontare

Laboratorio di lettura per bambini affetti da disturbi dello spettro autistico

 

11 marzo 2018 ore 10 Ludoteca La Rocca Incantata ‒ Cascina Roccafranca – Via Rubino 45 Torino

 

Esiste un mondo fatto di muri spessi dai quali è difficile far entrare e uscire la luce. È il mondo dei disturbi dello spettro autistico (ASD), una condizione dalle tante sfumature nella quale la percezione della realtà e la capacità di rapportarsi con il mondo e le persone che lo abitano sono differenti. Eppure esistono modi per aprire uno spiraglio nell’universo di questi bambini, e uno di questi è la lettura.

 

Nello spazio di Cascina Roccafranca, in Via Rubino 45 a Torino, il prossimo 11 marzo 2018 alle ore 10.00, dopo la prima esperienza dello scorso 3 dicembre, si apriranno le porte del secondo laboratorio di lettura dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni affetti da ASD. Uno spazio accogliente e protetto nel quale questi bimbi avranno modo di entrare, insieme alle operatrici specializzate in collaborazione con l’Associazione di Idee Onlus e A.N.G.S.A. Torino (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), nel mondo magico delle parole, vivendo favole e storie che usciranno dai libri per farsi vedere, toccare, annusare, per giocare insieme ai bambini.

 

Il laboratorio di Leggermente in Blu può ospitare 10 bambini dai 3 ai 6 anni, indipendentemente dall’intensità disturbo, ed è gratuito. Come per le altre iniziative nell’ambito di Leggermente in Famiglia, seguirà un brunch al costo di € 10.00 per i genitori, completamente gratuito per i bambini che, durante il pranzo, saranno in ogni caso seguiti dalle stesse educatrici specializzate che hanno animato il laboratorio.

 

I laboratori di Leggermente in Blu costituiscono un capitolo importante nel percorso di Leggermente, perché dedicati all’inclusione e al gioco per questi ragazzi: occasioni per sperimentare un nuovo tipo di socialità legata alla fantasia e alla magia della lettura.

Piemonte d’Istria, esodo e ritorno

Sabato 17 marzo 2018 , alle 16.00, presso la Casa della  Resistenza di Verbania-Fondotoce al n.9 di via Filippo Turati, il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e l’Associazione Casa della Resistenza di Verbania promuovono l’incontroPiemonte d’Istria, esodo e ritorno. Da una storia piccola ad una tragedia epocale“. L’iniziativa è dedicata al ricordo dell’ esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre nell’immediato secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Piemonte d’Istria è una piccola frazione del comune istriano di Grisignana, quasi completamente disabitata. Un luogo della memoria non solo per chi in quel luogo ha le proprie radici e si è visto costretto ad abbandonarlo ma anche per tutti coloro per i quali, ancora oggi, l’italianità è un valore da non dimenticare. Dopo i saluti istituzionali del Consiglio regionale e della Presidente della Casa della Resistenza, Irene Magistrini, verrà presentata la versione filmata dell’opera teatrale  “Tornar” di Simone Cristicchi, tenutasi a Piemonte d’Istria. Interverranno Franco Biloslavo, Segretario della comunità di Piemonte d’Istria, e lo storico Enrico Miletto che si occupa da tempo delle vicende del confine orientale d’Italia. 

Infrastrutture ricerca, 8 milioni al Poli

Toccano gran parte degli ambiti relativi all’Industria 4.0 gli 8 progetti presentati dal Politecnico di Torino e co-finanziati dalla Regione Piemonte con un contributo di  8 milioni di euro nell’ambito del bando “INFRA-P Sostegno a progetti per la realizzazione, il rafforzamento e l’ampliamento delle Infrastrutture di Ricerca pubbliche”, a fronte di un analogo investimento dell’Ateneo. In 4 progetti l’Ateneo è unico partner, mentre negli altri 4 collabora con l’Università di Torino, l’INRIM e l’Istituto italiano di Tecnologia.

Il bando, rivolto agli organismi di ricerca pubblici, è indirizzato alla creazione e al potenziamento di  infrastrutture di ricerca aperte all’uso di  più utenti e funzionali allo sviluppo di attività di ricerca che possano portare ad applicazioni rilevanti nell’industria e di interesse per il sistema delle imprese.

 

“Questo importante traguardo si aggiunge a quello altrettanto positivo ottenuto tramite i Dipartimenti di Eccellenza selezionati dall’ANVUR e valorizza gli investimenti dell’Ateneo per la ricerca  di questi ultimi anni. In particolare, con questi progetti vengono finanziate le linee strategiche e le traiettorie di ricerca lungo le quali operano i nostri Centri Interdipartimentali, che si confermano uno strumento efficace per realizzare iniziative sinergiche anche insieme ad altri attori strategici per lo sviluppo del Territorio”, commenta il Rettore Marco Gilli.

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Questi gli abstract dei progetti:

 

IAM@Polito – Integrated Additive Manufacturing@Politecnico di Torino

Le tecnologie di fabbricazione additiva (Additive Manufacturing, AM) da polveri metalliche e polimerichee Net Shape Hot Isostatic Pressing (NSHIP) si stanno affermando come metodi di produzione affidabili con costi sostenibili ed elevata flessibilità in settori industriali quali aerospaziale, biomedicale e autoveicolo (alta gamma, racing) grazie alla capacità di rispondere a necessità industriali, come personalizzazione dei prodotti e materiali, riduzione dei pesi e superiori prestazioni, efficienza energetica.

Al fine di integrare tali processi nella produzione industriale occorre però risolvere problemi quali ottimizzazione della progettazione, controllo dei processi e standardizzazione. Lo scopo del presente progetto di investimento è quello di affrontare tali problematiche potenziando le attrezzature del Centro Interdipartimentale Integrated Additive Manufacturing (IAM@PoliTo), cuore della proposta del Competence Center Piemontese, per migliorare l’offerta di servizi alle aziende.

 

Costo progetto totale 3.912.000 euro

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 1.965.000 euro

 

DynLab4JMat – Laboratorio per l’Integrità Strutturale di Giunzioni e Materiali Sottoposti a Carichi Dinamici

Obiettivo dell’IR è la creazione di una struttura di riferimento per la valutazione dell’integrità strutturale di giunzioni e materiali innovativi sottoposti a carichi dinamici.

Come testimoniano le manifestazioni d’interesse di aziende ed enti, l’IR rivestirà un ruolo primario nella ricerca internazionale e svolgerà un efficace e necessario ruolo di supporto al tessuto industriale nell’indirizzare lo sviluppo di giunzioni e materiali innovativi per applicazioni strutturali in ambiti diversi legati alla meccanica in generale, quali l’automotive, l’aerospazio, la meccatronica, il ferroviario, il navale, l’energetico e la difesa.

Il controllo non distruttivo della difettosità interna di giunzioni e materiali e la valutazione della loro risposta sperimentale in presenza di carichi ciclici e dinamici estremi saranno le peculiarità uniche dell’IR che le consentiranno di diventare, negli anni, un polo d’attrazione per finanziamenti derivanti da collaborazioni con aziende e progetti di ricerca.

 

Costo progetto totale 2.970.000 euro

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 1.485.000 euro

 

FIP – Tecnologie Fotoniche per l’Industria 4.0 in Piemonte

FIP mira a potenziare i servizi dell’IR PhotoNext per le aziende – specialmente PMI – per permettere di sfruttare le potenzialità della fotonica in ambito “industria 4.0”. PhotoNext è un centro interdipartimentale che copre l’intera filiera, dai materiali, ai laser, ai sensori e ai sistemi di trasmissione. In particolare, si vuole dotare l’IR di strumenti per sviluppare nuove sorgenti laser per material processing e per realizzare sensori per il monitoraggio di processo e le smart structures.

 

Costo progetto totale 1.991.000 euro

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 995.500 euro

 

TEST-eDrive – Nuova infrastruttura di test di e-DRIVE per applicazioni automobilistiche ed

Aerospaziali

Il progetto TEST-eDRIVE propone il rafforzamento della capacità di testing di azionamenti elettrici per applicazioni automotive ed aeronautiche, mediante un banco prova di nuova generazione dotato di sistemi di acquisizione avanzati e di apparati per la sicurezza. Il banco occuperà un’area del Laboratorio di Enertronica del Dipartimento Energia e del Centro Interdipartimentale PEIC. L’infrastruttura sarà al servizio del territorio, offrendo capacità di sviluppo e testing, non presenti sul territorio piemontese e nazionale.

 

Costo progetto totale 700.000 euro

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 350.000 euro

 

CCL – CO2 Circle LAB

La gestione delle emissioni di CO2 di origine antropica nell’atmosfera è certamente una sfida attuale, ma è anche un potenziale e straordinario promotore di innovazione, sia a livello di ricerca che di sviluppo tecnologico ed industriale. Nell’ottica di un’economia sostenibile, IIT e Politecnico di Torino propongono il potenziamento dei laboratori preesistenti presso Politecnico di Torino e Environment Park, attraverso la configurazione di una infrastruttura (IR) che promuova l’incontro tra ricerca fondamentale e applicata, attivando e consolidando collaborazioni di alto valore scientifico e tecnologico con molteplici settori industriali. L’IR si focalizzerà sullo sviluppo di processi biotecnologici, elettrochimici e termochimici innovativi, per la formazione di prodotti ad elevato valore aggiunto da materie prime rinnovabili (CO2, biomasse), garantendo una gestione dei processi sostenibile, ricorrendo alla modellizzazione di scenari per una solida analisi delle strategie energetiche.

 

Costo progetto totale 3.596.180 euro

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 1.221.811 euro

Progetto realizzato in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia (capofila)

 

PiqueT  Piemonte Quantum Enabling Technology

Nell’ambito delle tecnologie abilitanti (KET), le emergenti tecnologie quantistiche, evoluzione delle nanotecnologie e della fotonica, sono per l’industria una robusta occasione di crescita e innovazione su un’ampia gamma di settori, strategiche per la S3 del Piemonte. PiQuET è una facility tecnologica che razionalizza e potenzia le dotazioni esistenti, le mette a fattor comune del territorio, agisce orizzontalmente sulle filiere industriali strategiche per un incremento competitivo e di produttività. L’IR opera su settori sinergici: sviluppo di materiali, dispositivi e sensori micro/nanostrutturati, microfotonica e comunicazione quantistica in fibra, sviluppando sistemi innovativi per l’industria e permettendo anche reti di sensori avanzate e sicure. Gli OdR condividono proprie strumentazioni, le completano con un investimento nuovo e significativo e le collocano in un nuovo laboratorio dotato di impiantistica d’avanguardia localizzato presso TNE a Torino in Corso Settembrini 178. L’IR sarà unica in Italia, perché crea una IR nuova allo stato dell’arte, crea massa critica di competenze e strumenti degli OdR e inizia una collaborazione permanente tra OdR e industria, favorendo il take-up industriale, i percorsi brevetti e un piano industriale che crei nuova occupazione.

 

Costo progetto totale 6 milioni di euro

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P (co-beneficiario): 900.000 euro

Progetto realizzato in collaborazione con Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica Inrim (coordinatore) e Università di Torino (co-beneficiario)

 

HPC4AI – Centro di Competenza Calcolo ad Alte Prestazioni e Intelligenza Artificiale Torino

Il progetto intende realizzare un centro di competenza di calcolo ad alte prestazioni per l’Intelligenza Artificiale aperto e scalabile con applicazioni centrate nella strategia S3: salute, agroalimentare, meccatronica, automotive, aerospazio. Il centro è costituito da una federazione distribuita di ODR che forniscono in modo complementare le tecnologie abilitanti per l’operatività e la sostenibilità del centro.Fra queste, High-Performance Computing (HPC), IoT, Machine Learning, Big Data Analytics.

La dotazione infrastrutturale (IR) del centro, costituita da 4 green data center federati, sarà resa facilmente fruibile mediante servizi cloud. Per massimizzare il trasferimento tecnologico, il centro opererà mediante la co-progettazione delle applicazioni e delle soluzioni tecnologiche. Il centro offrirà supporto altamente specializzato per favorire l’innovazione e sviluppare le competenze nelle aziende del territorio, quindi a stimolare l’espansione delle opportunità di mercato.

 

Costo progetto totale 4,5 milioni di €

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P (co-beneficiario): 750.000 euro

Progetto realizzato in collaborazione con Università di Torino (Coordinatore)

 

SAX – Strumentazioni avanzate per sistemi complessi

Il progetto SAX prevede l’estensione e potenziamento dei servizi per aziende ed enti di ricerca del Centro Interdipartimentale NIS di UniTO (www.nis.unito.it), in partnership con DISAT di PoliTO (www.disat.polito.it) tramite l’acquisizione di strumentazione FEG-SEM multiaccessoriata, per microtomografia RX digitalizzata e per diffrattometria RX, a costituire un pool strumentale innovativo a livello regionale e nazionale per lo studio di materiali e sistemi di interesse per le aree di innovazione del sistema produttivo individuate dalla strategia regionale S3.

La realizzazione del progetto amplia prospettive di networking già esistenti tra gli Atenei torinesi ed i loro Incubatori di Imprese, e ne apre una nuova verso un futuro Competence Center regionale.

 

Costo progetto totale 2,5 milioni di €

Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P (co-beneficiario): 200.000 euro

Progetto realizzato in collaborazione con Università di Torino (Coordinatore)

Uomini, donne, salute

GiovedìScienza – Università di Torino Aula Magna Campus Einaudi , Lungo Dora Siena 100


SCIENZA 2018: NOTIZIE (VERE E FALSE)

 

Le donne conquistano sempre più spazio nella ricerca: una buona notizia per festeggiare con soddisfazione l’8 marzo 2018. Ma sono ancora troppo poche, rispetto ai colleghi, le ricercatrici che occupano posti direttivi, e rimangono disparità nel trattamento economico. In Europa abbiamo dati sorprendenti: le donne in Lituania sono il 56% dei docenti universitari; seguono Lettonia, Finlandia, Romania, Estonia, Belgio. In Italia sono invece il 37%, sotto la media europea che è del 40% e al penultimo posto tra i 28 paesi (dati 2015).

 

Partirà di qui l’analisi dei curatori dell’«Annuario Scienza Tecnologia e Società» prodotto da Observa Science in Society, che da 14 anni fotografa l’Italia della ricerca – protagonisti giovedì 8 marzo della seconda trasferta di GiovedìScienza al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino (alle 17:45 in Aula Magna – Lungo Dora Siena 100, Torino)

 

E poi vaccini, omeopatia, testamento biologico ed eutanasia. Giuseppe Pellegrini (Università di Padova, Presidente di Observa Science in Society) e Barbara Saracino (Università di Napoli Federico II) con “Uomini, donne, salute, notizie (vere e false)” presentano un’analisi del rapporto tra scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia, con particolare attenzione alla salute e alle fonti di informazione.
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Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Segreteria organizzativa tel. 011 8394913