ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 492

Gli scenari di crisi nel Mediterraneo allargato

ESERCITO, CONFERENZA ALLA SCUOLA DI APPLICAZIONE

 

 Si è svolta nei giorni scorsi, presso l’Aula Magna del Comando della Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, la conferenza dal titolo “Gli scenari di crisi nel Mediterraneo allargato”. Relatore il Prof. Andrea Margelletti, Presidente del Ce.S.I. (Centro Studi Internazionali), noto esperto di geo-politica e sicurezza. Il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante dell’Istituto di Formazione, nel suo intervento introduttivo  ha sottolineato come, in un contesto internazionale in continua evoluzione, sia necessario comprendere l’evoluzione della situazione politico-economico-sociale-finanziario-militare e prepararsi per tempo ad affrontare i cambiamenti e le possibili crisi che ne possono scaturire. Successivamente, Il Prof. Margelletti rivolgendosi alla platea, ha illustrato come dalla fine della guerra fredda, siamo entrati in un nuovo mondo da circoscrivere, i cui confini invisibili devono essere interpretati in relazione alla crescente  rilevanza  strategica  assunta  dal  dominio cibernetico  nelle  dinamiche  della  politica  internazionale. Inoltre, analizzando i quattro nuovi attori politici più importanti al mondo: Cina, Europa, Russia e Stati Uniti d’America  ha evidenziato come il gradiente tecnologico con tutte le sue implicazioni, dalla logistica allo sfruttamento delle risorse energetiche, ha e soprattutto avrà un’ importanza fondamentale nel futuro prossimo. Infine, il Prof. Margelletti nel concludere il suo intervento, ha esortato gli Ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione e gli studenti civili della SUISS (Scuola Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche) dell’Università degli Studi di Torino, quale pubblico privilegiato a prepararsi per tempo nel gestire il “cambiamento” quali Dirigenti dell’Esercito Italiano o professionisti della sicurezza.

Polis Policy, quale futuro per la democrazia in Italia

Al via la terza edizione  in programma sabato 23 novembre presso il Cnh Industrial Village

 

È   giunta alla sua terza edizione Polis Policy, l’Accademia di Alta Formazione, in programma sabato 23 novembre prossimo, a partire dalle 9 presso il Cnh Industrial Village, in strada Settimo 223, a Torino.

Il programma della prima sezione di Polis Policy verterà intorno ad un tema molto attuale, quello del futuro della democrazia in Italia. Il primo intervento sarà affidato al giurista Cesare Mirabelli, già Presidente della Corte Costituzionale. Alle 15 prenderà avvio una sessione di lavori di approfondimento e discussione, dal titolo “Agorà”, in cui interverranno Emanuele Boffi, direttore del Mensile Tempi, Francesco Cancellato, vicedirettore di Fanpage.it, Lorenzo Castellani, Docente di Storia delle Istituzioni Politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma. Prima della conclusione interverrà sul tema della democrazia nell’arte il pittore ed architetto torinese Roberto Demarchi.

Tema della seconda sezione, in programma sabato 25 gennaio 2020, sarà il futuro della democrazia in Europa e nel mondo, con la partecipazione dl Direttore della Luiss School of Law, Enzo Moavero Milanesi, già Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel governo Conti. La connessione tra democrazia e web, tematica estremamente delicata nella società contemporanea, sarà al centro della terza sezione, in programma sabato 14 marzo prossimo.

“Polis Policy” costituisce il percorso che l’Associazione “Difendiamo il futuro”, di cui è stato promotore nella sua fondazione il Consigliere comunale ed ora regionale Silvio Magliano, propone in una fase storica contraddistinta da significativi cambiamenti sociali, culturali ed economici.   n un’epoca in cui il concetto di democrazia appare sempre più in bilico ed in cui sovranismi e populismi stanno conquistando la ribalta sociale, anche a causa di un uso sempre più diffuso delle piattaforme digitali, diventa estremamente preziosa un’occasione di discussione delle profonde trasformazioni attualmente in atto.

“Nella giornata di riflessione promossa da Polis Policy – spiega il Presidente di “Difendiamo il futuro” Andrea Donna – verranno affrontati non soltanto il tema della democrazia, ma anche quello delle proposte avanzate dal punto di vista sociale, spesso non del tutto convincenti. Il format della giornata è piuttosto agile. Ad introdurre l’argomento in discussione sarà la sezione intitolata “Vision”, affidata ad un’autorità di assoluto rilievo; ad essa seguirà l’Agora’ che, già nel suo stesso nome, indica un momento di discussione e di confronto tra punti di vista diversi in merito alla tematica affrontata nella sessione dei lavori. Infine il terzo momento conclusivo, dal titolo “Another vision”, propone un approccio alternativo sul focus della sessione attraverso l’angolo di visuale dell’arte. L’artista torinese Roberto Demarchi porrà criticamente in sospensione , come affermava il filosofo Edmund Russerl, il titolo da lui scelto per l’intervento “L’arte deve essere democratica?”, in quanto le parole  “deve” e “democratica” non hanno nulla a che vedere con la parola “arte”, mentre l’unico termine che può intergire con “arte” è il verbo “essere”.”

“Giunta ormai alla sua terza edizione – aggiunge il Presidente di “Dfendiamo il futuro” Andrea Donna – la nostra Accademia di Alta Formazione vuole colmare una lacuna presente nella nostra società, laddove un tempo la formazione su argomenti di natura politica avveniva in seno alle scuole di partito e nel vicino mondo dell’associazionismo. Oggi la nostra Accademia vuole proporre, invece, una riflessione su argomenti sempre più di attualità, ampia ed alla portata di tutte quelle persone interessate ai temi sociali e sensibili all’esigenza di un cambiamento critico e consapevole”.

L’evento è accessibile alle persone con disabilità motorie. Cnh Industria Village, strada Settimo 223, Torino

 

Mara Martellotta

Fattura elettronica, l’obbligo di pagare il bollo

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 sono contenute diverse novità riguardanti anche la fattura elettronica.


Tra le altre, anche una nuova norma che chiarisce cosa accade in caso di mancato, ritardato o incompleto pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio. Le modalità di comunicazione, l’ammontare delle sanzioni e le tempistiche sono specificate nell’articolo 17 del decreto fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 ottobre, che ufficializza alcune modifiche all’articolo 12 comma 9 del Decreto Legge 34 del 2019 (il cosiddetto Decreto Crescita).
In caso di mancato pagamento del bollo, l’Agenzia delle Entrate invierà con modalità telematiche un primo avviso bonario, con sanzione ridotta a un terzo e con gli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente alla data di elaborazione della “cartella”. Il contribuente avrà così tempo 30 giorni per regolarizzare la propria posizione, effettuando il pagamento per intero o anche solo in parte. Se ciò non dovesse accadere, l’Agenzia delle Entrate proseguirà con l’iter previsto dalla legge, iscrivendo a ruolo a titolo definitivo le cifre da versare.
Se ciò dovesse accadere, dunque, quello che era un avviso bonario si trasformerà in una vera e propria cartella dell’Agenzia delle Entrate e, come tale, seguirà il “percorso standard” previsto dalla normativa in casi come questi. In caso di mancato pagamento del bollo virtuale dovuto all’origine (come nel caso di fatture superiori ai 77,47 euro), la sanzione va dal 100% al 500% dell’imposta dovuto. Va rilevato che queste nuove disposizioni non saranno retroattive, e si applicheranno solamente alle fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio dopo il 1° gennaio 2020.

Le opportunità della Black Week con AIESEC

Riceviamo e pubblichiamo

AIESEC festeggia il Black Friday e ha due sorprese per te. Scegli la tua
esperienza di crescita e impatto e ottieni uno sconto di 100 euro sulla
quota partecipativa!

AIESEC PoliTO può farti vivere un’esperienza all’estero di poche settimane che
potrebbe cambiarti la vita: sta solo a te scegliere di viverla!
AIESEC, il più grande network giovanile al mondo, ha le opportunità di scambio
all’estero che stai cercando, e da Novembre con una sorpresa solo per te!
Il programma Global Volunteer comprende esperienze di volontariato dalle 6 alle 8
settimane in diversi paesi in tutto il mondo. Ogni progetto è affiliato agli Obiettivi di
Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), con cui AIESEC collabora
ufficialmente. Un Global Volunteer ti permette dunque di mobilitarti e lasciare il tuo
impatto diretto per uno dei temi globali più urgenti: l’ambiente, l’educazione,
l’uguaglianza di genere, le disuguaglianze sociali, il consumo responsabile, e molti altri
ancora.
Le sorprese non sono finite. Il Black Friday è ormai alle porte, ed anche noi abbiamo
scelto di festeggiarlo per una settimana intera: candidandoti per un nostro progetto di
volontariato e firmando il contratto nella settimana tra il 22 e il 29 Novembre,
riceverai uno sconto di 100 euro sulla quota di partecipazione di 300 euro. La quota
comprende l’alloggio garantito, il supporto da un comitato AIESEC 24h su 24, seminari
prima, durante, e dopo l’esperienza, e molto altro ancora.
Non perdere l’occasione! Abbiamo opportunità aperte in Turchia, Brasile, Indonesia,
Grecia, Ucraina, Taiwan, Colombia, Messico, ed altri ancora che aspettano solo la tua
candidatura.
Ma un progetto di volontariato all’estero può veramente cambiarti la vita?
L’abbiamo chiesto a Vittoria, studentessa di Roma, e appena tornata da un Global
Volunteer in Indonesia. “Il mio progetto era focalizzato sull’SDG #13 (Agire per il Clima).
In pratica, consisteva nel rendere i cittadini consapevoli della situazione climatica attuale e
soprattutto sul grave problema della plastica, passando da vere e proprie manifestazioni in
piazza alla creazione di lezioni per studenti delle scuole medie ed elementari, in cui dovevo
trattare le diverse tematiche sul cambiamento climatico ed insegnare le piccole azioni
quotidiane che ognuno di noi può fare per salvaguardare l’ambiente. Ho scelto l’Indonesia
perché mi colpiva come un paese così naturalisticamente affascinante fosse così devastato
dall’inquinamento, e come il mondo, ma anche gli stessi abitanti (l’Indonesia è uno dei
paesi con il tasso maggiore di cittadini che non credono nell’esistenza del surriscaldamento
globale) fossere immobili di fronte al problema.”
E com’è stato volare in un paese tanto diverso rispetto all’Italia? “Intenso. Una persona
non sarà mai veramente pronta per il “cultural shock” a cui si va incontro una volta atterrati
all’aeroporto. Ma la diversità che si respirava nell’aria (anche quella interna, tra le varie
città) è ciò che più mi ha colpito ed ho amato.”
Il tuo Global Volunteer ti ha realmente permesso di lasciare un impatto sul paese e su
te stessa? “Nel mio piccolo, posso sicuramente essere molto contenta di quello che ho
fatto: ad esempio, ho notato come i comportamenti dei miei ragazzi dopo le lezioni fossero
cambiati, come facessero più attenzione nell’usare meno oggetti di plastica possibili. Ho
portato il mio impatto, ma non basta! Per questo che penso che più giovani possibili
dovrebbero partire per un progetto come questo con AIESEC: sensibilizzare ed informare è
fondamentale, e c’è bisogno del supporto di tutti per farlo.”
Come testimoniato da Vittoria, siamo noi giovani la chiave di un futuro migliore. Non
perdere tempo: iscriviti sul nostro sito www.aiesec.it/volontariato-internazionale
(inserendo come comitato locale il “Politecnico di Torino”)e firma il contratto durante
la Black Week (22 Novembre-29 Novembre) per ottenere il tuo sconto di 100 euro!

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Per maggiori informazioni, registrati su www.aiesec.it (inserendo come comitato locale
il “Politecnico di Torino”)per essere contattato da un nostro referente locale.
AIESEC ltalia l Via Montepulciano 17 – 20124 Milano – Italia

Cupola della Sindone e Molinette tinte di viola contro il tumore al pancreas

Giovedì  21   novembre per la Giornata mondiale per la Lotta al Tumore del pancreas

 

Le Molinette di Torino si illumineranno di viola nella serata di giovedì 21 novembre prossimo, in occasione della Giornata mondiale per la Lotta al Tumore del pancreas. L’iniziativa, dal titolo “Facciamo luce sul tumore al pancreas”, vuole creare sempre maggiore consapevolezza sulle neoplasie pancreatiche, una patologia che ogni anno colpisce oltre 13 mila persone in Italia, con una sopravvivenza a cinque anni solo dell’8%, tanto da aver attribuito a questo tumore l’appellativo di “big killer silenzioso”. Nel 2030 questo tipo di neoplasia dovrebbe diventare la seconda causa di morte nel mondo. Ogni anno sono novecento i nuovi casi di tumore al pancreas che vengono diagnosticati in Piemonte e Valle d’Aosta, pari a venti ogni 100 mila abitanti; intorno al 15 per cento si attesta la percentuale di casi operabili con una sopravvivenza a 5 anni piuttosto bassa. Purtoppo ancora oggi la diagnosi precoce di questo tumore è difficile. I sintomi della malattia si manifestano, infatti, solo al suo stato avanzato e si concentrano in persistenti dolori addominali, disturbi dell’apparato digerente, urine scure, feci di colore chiaro, vomito, nausea, comparsa improvvisa di diabete, prurito e colorazione giallastra della pelle.

L’iniziativa di illuminare alcuni monumenti torinesi di viola, colore simbolo della lotta al tumore del pancreas, interesserà anche la Cupola del Guarini e la Caserma Bergia, grazie all’adesione rispettiva dei Musei Reali torinesi e della Legione dei Carabinieri Piemonte-Valle d’Aosta. L’iniziativa è supportata dalla Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta e dalle Associazioni dei Pazienti, in collaborazione con la Città della Salute di Torino.

 

Mara Martellotta

ICA Academy a Torino per gli architetti green

Giovedì 28 novembre nell’Aula Magna del Politecnico c’è il seminario Fenestram, l’Innovazione del Serramento di Legno per la qualità ambientale in Architettura che insegna come coniugare tecnologia, artigianato, estetica e rispetto per la natura

L’ecosostenibilità è un valore da difendere e un obiettivo da raggiungere con un dialogo tra saperi specializzati. A realizzarlo con azioni concrete è ICA Academy, la scuola di alta formazione nata per volere della terza generazione della famiglia Paniccia, proprietaria dell’azienda ICA, leader della green research italiana.
La società civitanovese insieme a Gruppo Valore Legno – costituito da decine di aziende del settore con lo scopo di riportare il legno a un ruolo centrale all’interno delle nostre case e delle nostre vite – con il patrocinio del Politecnico di Torino ed in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Torino e con la Fondazione per l’architettura / Torino, ha organizzato il seminario gratuito dal titolo: Fenestram, l’Innovazione del Serramento di Legno per la qualità ambientale in Architettura.
L’incontro, rivolto principalmente agli architetti iscritti all’Ordine, si terrà giovedì 28 novembre nell’Aula Magna del prestigioso ateneo del capoluogo piemontese e riconosce ai partecipanti 4 crediti formativi.
L’evento ha come obiettivo la sensibilizzazione del progettista-architetto all’utilizzo di un materiale naturale, sostenibile e dalle mille proprietà (lavorabilità, bellezza, comfort, calore, ecc.) come il legno, fornendo conoscenze ed esperienze all’avanguardia per unire alto artigianato, tecnologia evoluta, resa estetica e rispetto della natura.
Quattro sono le sessioni dell’appuntamento di rilievo nazionale, moderate dall’architetto, giornalista e consulente editoriale Sonia Maritan, che coniugheranno l’approfondimento teorico con l’analisi di casi studio italiani e internazionali. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione dell’evento alle 9:15 da parte di Daniela Bosia (vice direttore Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino), Massimo Giuntoli (presidente OAT) e Lorenzo Elia (presidente sezione legno Confindustria Cuneo), i lavori saranno aperti dal prof. Guido Callegari (Politecnico di Torino DAD).
La prima sessione dal titolo Innovazione dell’involucro edilizio, introdotta dalla prof.ssa Valentina Serra (Politecnico di Torino DENERG), avrà come protagonisti l’architetto Armando Baietto con la relazione Ricerca e Sviluppo per la produzione della finestra minimale: Palazzo Novecento a Torino e il collega Luca Gentilcore con Ariston Confort Challenge: un avamposto per le ricerche scientifiche in Groenlandia.
Quindi Il legno come scelta ambientale introdotta dal prof. Corrado Carbonaro (Politecnico di Torino DAD); seguiranno la relazione dell’architetto Fabio Viscardi Il legno dalla finestra al frangisole in un contesto industriale – Civitanova e quella dell’architetto Ismaele Maino Un nuovo concetto di hotel: Eco Maison Aux Pieds du Roi – Cervinia.
L’ingegnere Marianna Franchino e il dott. Luca Galeasso dell’Environment Park introdurranno la terza sessione, Il serramento come prodotto di filiera territoriale, aprendo agli interventi Il serramento made in Piemonte certificato PEFC – Locanda Mistral in Val Maira dell’architetto Dario Costamagna e La bioedilizia nell’edilizia scolastica: la scuola materna di Carignano guarda il sole – Torino del collega Silvano Bandolin.
Chiusura con i contributi del prof. Davide Maria Giachino (Politecnico di Torino DAD) su Evoluzione dei sistemi di posa dei serramenti e di Samuele Broglio, serramentista e normatore europeo e nazionale su Pillole di normativa sui serramenti: marcatura CE e obblighi nazionali.
Il convegno terminerà alle ore 13.

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Per partecipare è necessario iscriversi: http://www.fenestram.eventbrite.it
La registrazione dei partecipanti sarà possibile dalle ore 8:45.

www.icaacademy.it

La Sanità privata? E’ un pezzo di servizio pubblico

Un convegno a Torino per fornire le prove

La Sanità privata fa sentire da Torino la sua voce e fornisce numeri per spiegare l’importanza del suo ruolo in termini di offerta professionale, tecnologica, scientifica, ma anche come motore dell’economia . L’occasione è stata il convegno Il valore del privato accreditato nello sviluppo del sistema sanitario piemontese, organizzato da AIOP Piemonte, con il patrocinio di Confindustria Piemonte e Unione Industria Torino – Gruppo Sanità. Il primo dato che salta all’occhio è che si tratta di un sistema fortemente connesso al servizio sanitario pubblico.
Nel 2017 il valore della produzione delle strutture associate all’ AIOP ( Associazione italiani ospedalità privata) ha raggiunto in Italia i 7,9 miliardi di euro, che per il 96% deriva dai ricavi con tariffe previste dal Sistema Sanitario Nazionale. “Stiamo quindi parlando di una realtà profondamente legata al servizio pubblico, insieme al quale costituisce una filiera completa e un motore economico del sistema Italia – spiega Giancarlo Perla, Presidente AIOP Piemonte -. In Piemonte la rete AIOP assicura il 22% dei posti letto totali utilizzati per l’attività di ricovero, tra pubblici e privati accreditati. Sono numeri che confermano l’importanza del nostro ruolo e la necessità di sviluppare una filiera sempre più integrata, efficiente e orientata all’eccellenza”.
IL secondo dato è economico: le strutture sanitarie private “forniscono un servizio pubblico e alimentano la vita economica – dichiara Barbara Cittadini, Presiedente Nazionale AIOP -. In Italia, le strutture a noi associate garantiscono infatti circa il 28,4% delle giornate di degenza e il 26,5% delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, a fronte di un costo che rappresenta solo il 13% della spesa sanitaria italiana. Inoltre, coinvolgono nel loro indotto quasi 15.000 società, spesso pmi locali, che rappresentano le fondamenta dell’imprenditorialità italiana”.
In Piemonte la sanità privata gestisce 3.300 posti letto per l’88% accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale, oltre 4.300 addetti, per l’80% dipendenti . Al convegno ha debuttato il primo bilancio sociale di AIOP Piemonte, che evidenzia: stabilità nell’occupazione con circa il 91% dei dipendenti delle strutture Aiop regionale assunto a tempo indeterminato e con un indotto occupazionale per 88% locale; predominanza di quote rosa, con il 74% di donne tra i dipendenti; oltre il 17% del volume di acquisti è locale; il 73% delle strutture ha intrapreso iniziative per una migliore gestione energetica.

Fondi raddoppiati per riqualificare fiumi e laghi

La Regione Piemonte con l’assessore all’ Ambiente Matteo Marnati raddoppia i fondi per la riqualificazione di fiumi e laghi, passando da 1,3 milioni di euro nel 2018 a 2,7 nel 2020

L’Assessorato regionale all’Ambiente, presieduto dall’Assessore Matteo Marnati,   ha raddoppiato lo stanziamento dei fondi previsti per la riqualificazione delle sponde di fiumi e di laghi, passando da 1,3 milioni del 2018 a 2,4 del 2019, cui se ne aggiungono 2,7 milioni programmati per il 2020, grazie ad un bando che verrà pubblicato nei prossimi giorni sul Bollettino Regionale.

“L’attuale giunta – spiega l’assessore Matteo Marnati – raddoppia così le risorse per la riqualificazione delle sponde di fiumi, torrenti e laghi allo scopo di prevenire il rischio idrogeologico. Questi interventi aumentano la capacità di fiumi e laghi di resistere all’eccesso di precipitazioni, che spesso sfociano nelle esondazioni. La prevenzione si affianca, inoltre, agli interventi strutturali che riguardano la difesa del suolo”.

La Regione Piemonte premia, così, i progetti realizzati in sinergia con gli enti locali e territoriali, in modo da sostenere e favorire l’estrinsecazione delle competenze territoriali. Nel 2019 l’impegno degli enti beneficiari del finanziamento è anche stato economico. A fronte di una richiesta di fondi alla Regione per circa 2.380.000 euro, è stato fornito un contributo da parte dei beneficiari per un ammontare di quasi 215 mila euro. Viene, così, rinnovata dalla Regione Piemonte, per il terzo anno consecutivo, la pubblicazione del bando pubblico per la riqualificazione dei corpi idrici con l’assegnazione di risorse per un importo di 2.710.000, anche in considerazione della risposta positiva giunta, nel corso delle precedenti elezioni, dagli enti locali.

La Regione, con la pubblicazione del bando, richiede altresi’ agli enti locali ed ai parchi presenti sul territorio lo sviluppo di progetti capaci di migliorare gli aspetti morfologici e di deflusso delle acque. Si invitano, in questo modo, i vari Comuni ad associarsi tra loro e con gli enti provinciali e gli Enti parco, per la condivisione di sinergie e di obiettivi da raggiungere. Un altro fondamentale valore aggiunto è rappresentato dal coinvolgimento diretto di associazioni ed enti locali, capaci di garantire, con la loro attività, il mantenimento dell’intervento nel tempo. Gli interventi previsti dai tredici progetti presenti nella graduatoria del bando per la riqualificazione dei corpi idrici 2019, approvati dalla Regione Piemonte, riguardano la gestione della vegetazione fluviale di tipo conservativo, il rimboschimento, la ri-vegetazione, il taglio degli alberi che creano rischi , l’apertura di vecchi rami di fiumi da riattivare in caso di piena e l’individuazione di “aree di laminazione”, in cui la piena possa sfogarsi esternamente dai centri abitati.

 

Mara Martellotta

A Scuola di Epilessia. Quando la malattia ci chiede di sapere

Al via in Piemonte la Prima Campagna Educativa Digitale Nelle Scuole promossa da LICE

 

  • In Piemonte è disponibile la prima piattaforma digitale interattiva sull’epilessia per insegnanti e studenti tra gli 8 e i 12 anni
  • Oltre il 60% dei docenti non sa come intervenire in caso di crisi epilettica di un alunno
  • Giochi educativi e tool interattivi per imparare a soccorrere un compagno con epilessia

 

 Al via in Piemonte “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, la prima campagna educativa digitale nelle scuole promossa dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE). Una piattaforma interattiva in ambito educativo destinata a docenti e alunni di età compresa tra gli 8 e i 12 anni che ha come obiettivo principale quello di far conoscere l’epilessia, l’impatto che questa ha sul bambino che ne soffre e colmare quelle lacune sugli interventi da effettuare nel caso si assista ad una crisi epilettica.

Dalla diagnosi alle cure, dai fattori scatenanti alle manifestazioni cliniche di una crisi epilettica. Una conoscenza approfondita, quella offerta agli insegnanti e agli studenti, garantita attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice e l’interazione con personaggi animati in grado di catturare l’attenzione dei più piccoli. Giochi educativi, tool interattivi, interviste animate e video sono gli strumenti al centro della prima campagna educativa digitale su questa impattante patologia.

Ancora molte le lacune manifestate in ambito scolastico sull’epilessia, una condizione neurologica che fa registrare, solo nel nostro Paese, circa 500.000 casi, molto spesso bambini.

Oltre il 60% degli insegnanti, infatti, non conosce le regole da seguire nel caso in cui un bambino sia colpito da crisi epilettica (secondo una indagine condotta dalla stessa LICE presso i plessi scolastici italiani). E ancora troppi i pregiudizi relativi agli ostacoli che la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico.

“La qualità di vita di chi soffre di epilessia dipende molto anche dagli altri e da quanto sanno di questa sindrome neurologica – ha commentato Irene Bagnasco, Consigliere LICE Piemonte. Al disagio personale spesso si aggiungono i pregiudizi e le paure degli altri che infatti, non derivano tanto da possibili problematiche legate agli apprendimenti, ma dagli eventuali atteggiamenti di timore e di diffidenza da parte dei docenti e/o dei coetanei che possono assumere comportamenti potenzialmente negativi aggiungendo disagio al disagio.

Ecco perché conoscere l’epilessia è il passo fondamentale per abbattere barriere e sconfiggere inutili paure. Io e i miei colleghi, il dr. Pietro Pignatta e la dott.ssa Laura Siri di LICE Piemonte ci auguriamo che i docenti della nostra Regione iscritti alla piattaforma siano numerosissimi. A loro disposizione, sulla piattaforma, risorse e materiali scaricabili che si riveleranno fondamentali per poter guidare adeguatamente la classe”.

 

Un’intera sezione sarà dedicata a come aiutare un bambino che soffre di epilessia. Giochi interattivi chiari e d’impatto insegneranno ad assistere un compagno con crisi epilettica o a offrire il proprio aiuto all’insegnante che lo sta soccorrendo.

Gli studenti potranno così diventare protagonisti di un processo di apprendimento attivo attraverso domande condivise, curiosità e applicazioni pratiche di quanto appreso.

Veri e propri laboratori di “saper fare” per garantire il coinvolgimento dei destinatari, una necessaria efficacia didattica e una corretta componente ludico-operativa.

I contenuti scientifici sono stati forniti e validati dal Comitato Scientifico e dal Consiglio Direttivo della Lega Italiana Contro l’Epilessia. La piattaforma è stata sviluppata da un team di sociologi, pedagogisti ed esperti in comunicazione digitale e sfrutta le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Per maggiori informazioni:

https://www.educazionedigitale.it/epilessia/

Raccolta differenziata, Piemonte virtuoso

La Regione tra le più virtuose d’Italia:  aumenta dell’1,6%, approdando a quota 62,1%.

A guidare la classifica la provincia di Novara con il 76%

La Regione Piemonte è una delle più virtuose d’Italia nel guidare la raccolta differenziata, con la provincia di Novara che è risultata la più efficiente nel campo, aprendo la classifica con la percentuale del 76%. All’ultimo posto si posiziona la provincia di Alessandria con il 53%.

Torino ha una performance di poco superiore, posizionandosi al penultimo posto con il 57%.

Grazie all’applicazione del nuovo metodo di calcolo ragionale della produzione dei rifiuti urbani e della raccolta differenziata, giunta quest’anno al suo secondo anno di applicazione, trovano conferma gli andamenti registrati sui dati del 2017, pari ad un aumento della produzione totale di rifiuti, con 2.170.059 tonnellate, ma ad un decremento di quelli indifferenziati pari a 841.984 tonnellate. Un lento, ma costante migliormento si è registrato nella raccolta differenziata nel 2018, pari a +1,6 punti percentuali rispetto al 2017, il che equivale all’aumento da 283 a 305 chili di rifiuti che sono stati avviati a recupero.

Il nuovo metodo di calcolo contempla anche nuove tipologie di rifiuti che in passato non venivano computati, quali quelli avviati al compostaggio domestico ( attività questa disciplinata dal Comune di riferimento), quelli assimilati ai rifiuti urbani (prodotti, per esempio, da supermercati ed attività commerciali), i rifiuti da costruzione e demolizione, quelli da spazzamento stradale avviati a recupero e le cosiddette “raccolte selettive minori”( come pile esauste, farmaci scaduti, olio, vernici e toner). Tutte le realtà provinciali in Piemonte superano l’obiettivo del raggiungimento del 65% della raccolta differenziata, previsto dalla normativa nazionale e dal piano regionale rifiuti, ad eccezione della provincia di Alessandria e della Città Metropolitana di Torino, che rimangono, invece, prossimi al 55%. Proprio la Città Metropolitana di Torino, incidendo per metà della popolazione piemontese, abbassa il dato medio regionale sotto la soglia che ci si prefigge.

In quanto a virtuosita’, dietro a Novara, si posizionano Asti, con il 71%, il Verbano Cusio Ossola con il 79%, Biella con il 68%, Cuneo (67%), Vercelli (-65%), seguiti da Torino ed Alessandria, rispettivamente con il 57% e 53%.

Per verificare l”efficacia della raccolta differenziata e delle attività di riduzione della produzione dei rifiuti, l’indicatore più significativo rimane il quantitativo pro capite di rifiuti che i cittadini non differenziano (i cosiddetti rifiuti urbani indifferenziati).

347 sono i kg di raccolta differenziata pro capite registrati a Novara, mentre ad Alessandria,  provincia fanalino di coda in Piemonte nel campo, il dato si abbassa a 296 kg pro capite.

L’Assessorato all’Ambiente, Energia ed Innovazione della Regione Piemonte, presieduto dall’Assessore Matteo Marnati, sta anche mettendo a punto la cosiddetta ‘tariffa puntuale”, un sistema di tariffazione che misura la quantità effettiva del rifiuto conferito da utenza. Sono ormai 37 i comuni dove questa viene applicata, cui sui se ne sono aggiunti 31 nel corso del 2018, arrivando a quota 68.

A facilitare e contribuire all’efficienza dello smaltimento dei rifiuti sono i consorzi, di cui il più performante risulta quello di Chieri,  che ha raggiunto  l’81% della raccolta differenziata; seguono due consorzi novaresi, del Medio Novarese (78%) e del Basso Novarese (74%), poi quello Astigiano con il 71% ed a quota 65% i consorzi Dora-Sangone e CSEA di Cuneo e del Vercellese.

 

Mara Martellotta