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La Dental School di Torino compie 10 anni

Un convegno al Mauto. Il Centro di eccellenza raddoppia le sue prestazioni: oltre 109.000 l’anno, A un anno dalla laurea il 97% degli studenti ha un’occupazione stabile

 

Sabato 15 febbraio, dalle ore 9 alle ore 18 presso il Centro Congressi del Museo dell’Automobile (corso Unità d’Italia 40), si tiene il Convegno evento dal titolo “Dental School 10 anni”, organizzato dai professori Stefano Carossa ed Elio Berutti per celebrare il decennale della fondazione della Dental School di Torino.

Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stimano che il 90% della popolazione mondiale soffrirà di una qualche malattia della bocca nel corso della vita e, in molti casi, i problemi del cavo orale possono essere evitati grazie a programmi di prevenzione, diagnosi e cura. La salute orale inoltre si riflette sullo stato di salute generale, con forti legami tra malattie odontostomatologiche e patologie di natura sistemica.

Per far fronte a questo bisogno assistenziale la Dental School (Centro di Eccellenza per la Ricerca, la Didattica e l’Assistenza in Campo Odontostomatologico) della Città della Salute e dell’Università degli Studi di Torino, convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, dispone di circa 8.000 m² situati al secondo piano dello storico edificio polifunzionale del Lingotto. La Dental School, grazie ad una dotazione di attrezzature sofisticate e tecnologicamente avanzate, si pone come unica struttura regionale che fornisce tutti i tipi di trattamenti odontoiatrici da quelli di base a quelli ad alta complessità, sia su pazienti portatori di patologie solo odontostomatologiche sia su pazienti affetti da patologie sistemiche anche gravi.

Altri 8.000 m², situati al terzo piano, sono dedicati all’attività didattica e di ricerca e sono sede dell’unico Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria presente nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta, con 270 studenti attualmente iscritti. Oltre al Corso di Laurea Magistrale sono attivi un Corso di Laurea triennale in Igiene Dentale, due Scuole di Specializzazione in Ortognatodonzia e Odontoiatria Pediatrica e numerosi Master, per un totale di circa 200 studenti. Numeri che acquistano ancor più valore se letti insieme al relativo tasso di occupazione: secondo il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, il 97% degli studenti ha già un’occupazione stabile ad un anno dalla laurea.

L’attività di ricerca, che vanta una media di circa 45 pubblicazioni all’anno su riviste internazionali, verrà ulteriormente potenziata, insieme alla didattica, grazie all’allestimento di un nuovissimo Research and Training Centre, dedicato alla chirurgia, alla diagnostica digitale ed alla rigenerazione tissutale con un’ottica fortemente multidisciplinare. Il progetto è reso possibile grazie al finanziamento Ministeriale “Dipartimenti di eccellenza”, che ha premiato il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università degli Studi di Torino, cui afferisce la Dental School ed al bando INFRA-P della Regione Piemonte.

Le attività assistenziali di ricerca e di didattica hanno avuto in questi dieci anni uno sviluppo significativo. Il volume delle prestazioni assistenziali è più che raddoppiato, fino ad arrivare alle circa 109.931 del 2019. È stata potenziata soprattutto l’attività rivolta ai pazienti con patologie sistemiche, redigendo percorsi interni alla Città della Salute che contemplano i trattamenti odontostomatologici come parte integrante della terapia complessiva.

L’attività di didattica di terzo livello è stata fortemente incrementata. Nell’Anno Accademico 2019-20 sono stati attivati 14 Master, la metà erogati in lingua inglese, per un totale di circa 110 studenti, dei quali un terzo con titolo estero.

L’attività di ricerca, che negli ultimi 10 anni ha prodotto 347 pubblicazioni scientifiche, ha registrato un notevole incremento dei finanziamenti ricevuti tramite bandi competitivi e tramite collaborazioni con aziende del settore.

Ad aprire i lavori del convegno i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna, dell’Assessore della Regione Piemonte Luigi Icardi, dell’Assessore del Comune di Torino Alberto Sacco, del Direttore Generale della Città della Salute di Torino Silvio Falco e del Direttore della Scuola di Medicina di UniTo Umberto Ricardi. Molti i momenti significativi della giornata, a partire dalla lectio magistralis di Giulio Preti, professore onorario di medicina e chirurgia dell’Università di Torino. A seguire, l’analisi di tematiche in ambito odontoiatrico, tra bilanci del passato (“Guida alla Medicina Orale negli ultimi 10 anni”; “Com’è cambiata l’endodonzia”) ed uno sguardo verso il futuro della professione (“Nuovi orientamenti ortognatodontici”; “Nuove soluzioni in chirurgia oromascellare”).

 

Meningococco B: “Ampliare la gratuità dei vaccini”

Proposta l’estensione della profilassi al meningococco agli adolescenti

La Regione Piemonte ampli, così come hanno fatto le amministrazioni regionali  di Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, la platea a cui offrire gratuitamente la vaccinazione per il Meningococco B, includendo anche le fasce di età ritenute a rischio.

È questa la richiesta che il capogruppo regionale di Luv Marco Grimaldi ha rivolto in aula a Palazzo Lascaris, nell’ambito delle question time, all’assessore regionale alla sanità.

In Piemonte, negli ultimi 11 anni di sorveglianza, ha riferito in Consiglio l’assessore regionale,  si è registrato un tasso di incidenza medio di malattia invasiva da meningococco di 3 casi ogni 1.000.000 abitanti. Nel 2018 i casi di malattia batterica invasiva sono stati 5 di cui 2 da sierotipo B (entrambi con età superiore ai 60 anni). L’assessore ha dunque rassicurato sul fatto che si tratti di un’infezione molto rara, con un’incidenza bassissima.

Koelliker e Paideia moltiplicano la solidarietà

 Una buona notizia che conferma l’attenzione e la sensibilità che nella nostra città viene riservata al campo del sociale: Fondazione Paideia – onlus impegnata nel fornire un aiuto concreto a bambini e famiglie in difficoltà – ha stretto un accordo con Ospedale Koelliker per offrire una rete di solidarietà sempre più efficace alle famiglie con bambini con disabilità

Due realtà di valore per il territorio che uniscono le loro anime per moltiplicare l’unico risultato che conta: la solidarietà. L’ospedale Koelliker fornirà infatti prestazioni e servizi sanitari gratuiti a favore dei nuclei famigliari con fragilità economica individuati tra quelli presi in carico dalla Fondazione Paideia.

Delle visite specialistiche, delle cure odontoiatriche, delle analisi diagnostiche e degli esami potranno usufruirne sia i bambini sia i loro famigliari. Il patto stretto con la Fondazione Paideia si inserisce in un quadro di attività e iniziative di Koelliker che hanno l’obiettivo di mettere a disposizione del maggior numero possibile di cittadini un’assistenza qualificata, attenta e sensibile alle specifiche esigenze del singolo, con un occhio di riguardo verso la disabilità. Il Centro di Odontostomatologia del Koelliker, suggestivamente denominato OdontOK, interviene con particolare riguardo su pazienti (pediatrici e adulti) disabili, anche non collaboranti; la Fisioterapia offre una piscina per l’idrokinesiterapia dotata di sollevatori e di un servizio specifico per i bambini, grazie al lavoro di fisiatri specializzati nella rieducazione funzionale di bimbi con disabilità. Inoltre lo Sportello ASK, pensato per aiutare i pazienti ad orientarsi all’interno dell’ospedale, si avvale di personale qualificato al supporto di chi ha esigenze particolari o difficoltà e costituirà il punto di riferimento per tutte le famiglie seguite dalla Fondazione Paideia, che potranno contare su un rapporto di assistenza one-to one.

“Siamo molto felici di poter supportare l’operato della Fondazione Paideia, onlus da anni impegnata attivamente sul territorio torinese. – Dichiara il Dott. Alberto Ansaldi, AD di Koelliker – Con la Fondazione Paideia condividiamo la vocazione alla cura e all’assistenza dell’infanzia, che deriva dalle nostre origini, e la responsabilità etica di interpretare una missione orientata e aperta verso il bene della collettività”. “La collaborazione con Koelliker – spiega Guido Giubergia, Presidente della Fondazione Paideia – rappresenta un’occasione importante perché permette di offrire alle famiglie che incontriamo ogni giorno un supporto concreto nel fronteggiare situazioni di particolare fragilità. Le attività programmate dall’Ospedale Koelliker con attenzione dedicata alle persone con disabilità rappresentano una buona pratica che speriamo possa diventare sempre più diffusa nel nostro Paese”. Ospedale Koelliker e Fondazione Paideia in numeri Oltre 70.000 visite annue di cui 12.000 pediatriche, 21 unità operative, 272 dipendenti e 155 medici. Koelliker, l’ospedale che per oltre 40 anni è stato un significativo punto di riferimento pediatrico per il territorio, oggi sotto la proprietà dei Missionari della Consolata opera in maniera laica portandone avanti i valori, nella convinzione che l’impegno nei riguardi della salute dei bambini sia alla base di una società che guarda al
futuro. Fondazione Paideia, nata nel 1993 per volontà delle famiglie torinesi Giubergia e Argentero, in oltre venticinque anni di attività ha sostenuto e accompagnato oltre 4000 famiglie, con il coinvolgimento di circa 800 volontari, che hanno scelto di donare parte del proprio tempo per partecipare alle attività. La Fondazione Paideia opera in collaborazione con enti pubblici e privati garantendo la creazione di contesti attenti e rispettosi delle necessità dei più piccoli, con l’obiettivo di diffondere una cultura dell’infanzia e partecipare alla costruzione di una società più inclusiva e responsabile.

Il Corecom risolve 10 mila contenziosi sulle bollette: restituiti 3 milioni

Sono oltre 10.000 i contenziosi tra cittadini e operatori telefonici gestiti dal Corecom nel 2019, per un totale di circa 3 milioni di euro restituiti ai cittadini tra conciliazioni (primo grado) e definizioni (secondo grado)

Il biennio 2018/2019 è stato contrassegnato da un forte incremento dei contenziosi (oltre il 20% annuo).  Nel solo 2019 le domande sono state 9.948 (istanze di conciliazione e istanze di definizione), a cui vanno sommate le 79 pratiche presentate dagli operatori.

“Sono numeri importanti che confermano il Corecom Piemonte come eccellenza nazionale”, spiega il presidente del Comitato Alessandro De Cillis, recentemente nominato coordinatore nazionale dei presidenti Corecom. “È una crescita che si concentra nei territori – continua – già in atto dalla fine del 2017 e che il lancio di Conciliaweb, la piattaforma digitale nazionale, ha senz’altro aiutato. Torino continua a essere la realtà territoriale maggiormente presente, ma abbiamo notato un’ottima penetrazione del servizio nelle province di Vercelli e di Alessandria. Novara ha triplicato gli utenti. Abbiamo dimezzato i tempi medi di attesa e, in pochi giorni, anche con l’intervento del conciliatore, è possibile arrivare alla soluzione. L’eccellente risultato è frutto della capacità della struttura di esprimere performance positive, che si sono potute concretizzare grazie alla sinergia con Agcom e con la conferenza delle assemblee legislative”.

Numeri sottolneati anche da Antonio Martusciello, commissario Agcom: “Oggi celebriamo un risultato importante, dobbiamo complimentarci con il presidente e i commissari Gianluca Nargiso e Vittorio Del Monte che, insieme alla struttura, hanno fatto un lavoro importantissimo. Il ruolo dei Corecom sarà ancora più fondamentale in futuro, potranno assolvere a molte questioni che riguardano la vita dei cittadini”.

L’87% delle domande in fase di conciliazione si è concluso con un accordo. Il numero complessivo di procedimenti chiusi è 10.076. Il 60% dei contenziosi è stato trattato in udienza di conciliazione (il gestore e l’utente con l’intervento diretto del conciliatore in collegamento via webcam), il 35% in conciliazione semplificata (lo scambio asincrono di proposte scritte tra le parti e l’intervento del Corecom); il restante 5% è rappresentato dalle domande di definizione (c.d. secondo grado), ossia dalle controversie oggetto di istanza che non sono state risolte in sede di conciliazione. Nell’ottica della dematerializzazione, tutta la documentazione è disponibile on line ed è stato eliminato l’utilizzo della carta. Gli utenti possono accedere al servizio tramite la piattaforma ConciliaWeb, unico canale per presentare le istanze e gestire le controversie. Inoltre, per l’invio dei documenti, per accettare o rifiutare le proposte del gestore o partecipare alla videoudienza oggi è sufficiente uno smartphone.

La procedura d’urgenza

Contestualmente alla presentazione dell’istanza o durante il contenzioso è possibile, nel caso di sospensione della linea telefonica, richiederne la riattivazione immediata. Il Corecom, se ci sono i presupposti, ordina la riattivazione del servizio sino alla conclusione del procedimento conciliativo.Nel 2019 sono pervenute 931 domande. Salvi i casi residuali di rinuncia, di inammissibilità o di rigetto, nel 60% dei casi la riattivazione è avvenuta spontaneamente in un periodo inferiore ai 10 giorni; mentre nel restante 40% è stato emesso il provvedimento temporaneo di riattivazione del servizio.

CORECOM E CYBERBULLISMO

Saranno 48 le scuole piemontesi coinvolte nella prima ricerca sul campo, che punta a studiare in modo approfondito il fenomeno delle molestie tra minori attraverso la rete. Si tratta di una ricerca pilota, voluta dal Corecom Piemonte e coordinata dall’Università, che rientra tra le iniziative al via grazie all’approvazione del protocollo d’intesa promosso dal Corecom, e sottoscritto da Giunta regionale, Università degli Studi di Torino e del Piemonte Orientale, Tribunale dei Minorenni, Garante regionale per l’infanzia e Ufficio scolastico regionale.“Come Corecom ci siamo sempre occupati della tutela dei minori in rapporto ai media tradizionali”, sottolinea De Cillis. “Le problematiche che emergono dai nuovi media hanno richiesto un passo in più, come ci è richiesto dalla legge regionale. Per questo motivo, come coordinatori dell’osservatorio, abbiamo voluto sottoscrivere un’intesa con alcune delle più importanti istituzioni piemontesi con l’obiettivo di portare avanti un lavoro corale che affronti il fenomeno da tutti i punti di vista”. In questa prima fase di sperimentazione verranno raccolti i dati con metodologia scientifica, mettendo al centro i ragazzi e il loro punto di vista.Il protocollo impegna i soggetti a mettere in rete tutte le loro competenze per organizzare iniziative pubbliche, attività di monitoraggio, attività di approfondimento e ricerca.

Fondazione Ricerca Cancro, con Intesa Sanpaolo è più facile donare

Da oggi sostenere la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e l’Istituto di Candiolo è più facile tramite le casse automatiche Intesa Sanpaolo per chiunque possegga un bancomat, indipendentemente dalla banca di appartenenza

E’ questo il frutto di un accordo che Fondazione e Intesa Sanpaolo hanno raggiunto nell’ambito di una consolidata collaborazione.

 

I quasi 12 milioni di clienti del maggior gruppo bancario italiano e i clienti di tutte le altre banche hanno a disposizione le 7.700 casse veloci automatiche in tutte le regioni per aiutare in modo semplice, comodo e veloce quanti ogni giorno lavorano a Candiolo sui fronti più avanzati della ricerca contro il cancro. Le donazioni attraverso le casse automatiche Intesa Sanpaolo serviranno alla Fondazione per finanziare un importante piano di ampliamento dell’Istituto di Candiolo previsto per i prossimi anni, e per arricchire di dotazioni tecnologiche sempre più sofisticate l’Istituto dando così sempre maggiori speranze di guarigione ai pazienti. Un semplice gesto che può fare molto, basta scegliere nella pagina principale delle casse automatiche la voce “DONAZIONI”, successivamente “FONDAZIONE PIEMONTESE RICERCA CANCRO” e digitare l’importo desiderato. Conclusa l’operazione, verrà inoltre rilasciata una apposita ricevuta utile ai fini della detrazione fiscale.

Questo accordo fa parte di una collaborazione più ampia tra Fondazione e Intesa Sanpaolo, che prevede una serie di attività di raccolta fondi, di comunicazione e di sensibilizzazione sul tema del cancro. Tra queste la messa a disposizione di “For Funding”, la piattaforma online di raccolta fondi che la Banca dedica agli enti non profit per raccontare, promuovere e finanziare progetti di solidarietà sociale, e il supporto di Intesa Sanpaolo Casa nella vendita degli immobili lasciati in eredità alla Fondazione. Intesa Sanpaolo partecipa inoltre attivamente alle diverse iniziative di raccolta fondi della Fondazione sul territorio piemontese.

“La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, grazie a Intesa Sanpaolo, inaugura un canale nuovo, pratico e sicuro che permette ai nostri sostenitori di contribuire allo sviluppo dell’Istituto di Candiolo”, dichiara Gianmarco Sala, Direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS.

Nasce a Torino “Bolaffi per gli Immobili”

Innovativa realtà imprenditoriale per la vendita all’asta di immobili. La prima asta è in programma il 22 aprile prossimo

 

Per la prima volta in Italia, il 22 aprile prossimo, si terrà a Torino una vendita all’asta “positiva” di immobili. La nuova modalità di compravendita immobiliare è stata introdotta da Bolaffi per gli Immobili, nata dalla partnership tra Bolaffi, dal 1890 punto di riferimento per il collezionismo, che ne detiene il 55%, e il partner tecnico Investitalia, società di intermediazione immobiliare con oltre trent’anni di esperienza.

 

“In una recente vendita in Inghilterra – spiega Giovanni Judica Cordiglia, Ad di Investitalia e di Bolaffi per gli Immobili – sono stati battuti all’asta ben 236 lotti. Riteniamo che il modello di asta immobiliare pubblica non giudiziaria, risultato vincente anche negli Stati Uniti, possa movimentare in modo decisamente positivo il mercato immobiliare, partendo dal Torinese e dal Nordovest per estendersi a città cruciali, quali Milano, Roma e Venezia”.

“Siamo nel vivo della selezione degli immobili per la prima asta – prosegue Judica Cordiglia -. Cerchiamo sia proprietà esclusive (abbiamo ricevuto proposte di vendita di castelli e relais in Piemonte, appartamenti di lusso e ville), sia unità immobiliari che spicchino per originalità, qualità estetiche e potenzialità di investimento, ma anche terreni, negozi, fabbricati, seconde case al mare o in montagna. L’opportunità unica di vendere e acquistare col meccanismo dell’asta pubblica, ben diversa dall’asta giudiziaria, è una modalità innovativa nel settore immobiliare, ma che si iscrive pienamente nella centenaria tradizione di Bolaffi. Offrire la possibilità di far concorrere contemporaneamente più potenziali acquirenti all’acquisto dello stesso immobile fa sì che venga aggiudicato al miglior offerente in modo semplice, sicuro e trasparente, con la garanzia per venditore e compratore di aver concluso l’affare al giusto valore di mercato”.

 

“L’obiettivo che si pone “Bolaffi per gli Immobili” – conclude Judica Cordiglia  – è quello di permettere di vendere e comprare alle condizioni migliori, scegliendo tra asta pubblica e trattativa privata: quest’ultima è un canale di vendita privilegiato riservato ad una rete di potenziali clienti preselezionati, di cui tracciamo un profilo in base alle diverse esigenze immobiliari. Offriamo anche un prezioso servizio di consulenza, che include la valutazione, la gestione patrimoniale, il progetto di reddito, l’analisi di fattibilità e lo scouting”.

 

Dal canto suo Bolaffi, che da 130 anni si occupa di collezionismo, prendendosi cura del patrimonio dei suoi clienti con attenzione e sapienza, mette ora al servizio del mondo immobiliare i propri standard qualitativi, offrendo il plus dell’innovativo canale della vendita all’asta. “Rare opere d’arte ed immobili di pregio – spiega Filippo Bolaffi, Ad del Gruppo Bolaffi e di Bolaffi per gli Immobili – sono più affini di quanto si possa pensare; per questo motivo contiamo di trasferire nel settore immobiliare i segreti ed il savoir-faire con cui trattiamo, da oltre cento anni, pezzi da collezione da centinaia di migliaia di euro, lotti unici ed oggetti che fanno parte integrante della storia di molte famiglie. Partiamo dal Nordovest ma il nostro obiettivo è diventare punto di riferimento in tutta Italia”.

Mara Martellotta

Emanuele Farina Sansone

Sindacati in piazza per la “48 ore contro la crisi”

A Torino  dal 2008 ad oggi si sono persi  ben 9.000 posti di lavoro nel settore auto

Ne sono “spariti” 46.000 in Piemonte, da  107.000 del 2007 a 61.167 nel 2018. In calo la  produzione,  scesa dalle 218.000 unità del 2006 alle attuali  21.000.

I sindacati  Fim, Fiom e Uilm lanciano l’allarme e promuovono   una ’48 ore contro la crisi’, in corso attualmente in piazza Castello.Il Piemonte è oltretutto la regione più cassaintegrata d’Italia: 32 milioni sono le  ore autorizzate, il 14% in più rispetto al 2018, con 16.000 lavoratori coinvolti ogni mese. Le organizzazioni sindacali propongono di prorogare gli  ammortizzatori sociali, lo sviluppo della filiera dell’ automotive, nuove produzioni complementari come le batterie e le paline di ricarica, l’insediamento di nuove realtà produttive.

Asl: come azzerare le perdite?

“Sforare i bilanci delle Asl non è più ammissibile e l’Assessorato alla Sanità farà quanto è in suo potere per scoraggiare le Aziende sanitarie a ricorrere al concetto di perdita programmata, che tanti danni sta procurando alle casse della Regione”

Lo ha annunciato  l’assessore alla Sanità, Icardi,  in quarta Commissione, dedicata all’esame del disegno di legge 68, “Bilancio di previsione finanziario 2020-2022”, per le materie di competenza.

Per farlo sono allo studio alcune “ricette”: il confronto dei bilanci intermedi delle Asl e l’accorciamento dei tempi per la rendicontazione degli obiettivi dei direttori, l’abolizione del concetto di “perdita programmata”; ma anche il ripristino dell’organigramma dell’Assessorato, cui al momento mancano quattro dirigenti sugli otto previsti, il potenziamento delle attività di farmacovigilanza in collaborazione con Aifa e il coinvolgimento di Ires sulle tematiche economico sanitarie.

I commissari dei gruppi Pd, M5s e Luv si sono dichiarati disponibili a collaborare attivamente e costruttivamente con la maggioranza per “far funzionare” la Sanità piemontese sottolineando la necessità di conoscerne con esattezza i dati e le cifre. La discussione sull’argomento continuerà nella prossima seduta.

La Commissione ha anche incontrato – alla presenza della vicesindaca – i componenti della Commissione Sanità del Comune di Torino in merito al finanziamento regionale dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e della domiciliarità.

Si è trattato di un primo incontro, in cui i commissari del Comune di Torino hanno presentato le proprie richieste. Ne seguiranno altri alla presenza degli assessori regionali alla Sanità e alle Politiche sociali.

La vicepresidente della Commissione comunale ha sottolineato che i problemi relativi ai Lea e alla domiciliarità riguardano prevalentemente il Comune di Torino, la cui percentuale di invecchiamento è tra le più alte in Italia e in cui il 40% dei nuclei famigliari è composto da un solo componente. Sono disciplinati dalla legge regionale 10/10 che prevede interventi mirati a favore sia degli anziani non autosufficienti ricoverati in struttura, sia residenti nel proprio domicilio.

“È necessario – ha dichiarato – che la Regione si ponga il problema della programmazione per far fronte a una situazione in cui le richieste sono in continuo aumento e le liste d’attesa sempre più lunghe. Il Consiglio comunale, a tal proposito, ha approvato una serie di documenti e atti d’indirizzo”.

Casa, i piemontesi preferiscono il bilocale e l’affitto

L’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sui contratti di locazione stipulati attraverso le agenzie Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre 2019 in Piemonte, evidenzia che nella maggioranza dei casi si opta per l’affitto

 

Per scelta abitativa: la quota è  (79,5%), il 18,1% del campione lo sceglie per motivi di lavoro e il 2,4% lo fa per motivi di studio. Rispetto al I semestre 2018 si nota un deciso aumento della componente “scelta abitativa” che era al 67%.

Il contratto di locazione più utilizzato è quello a canone libero da 4 anni più 4 (61,1%), seguono i contratti a canone concordato con il 21,9%, mentre la percentuale di contratti a carattere transitorio è del 17%. Situazione praticamente invariata rispetto al pari periodo del 2018.

Il taglio più affittato è il bilocale (45,8%), seguito dal trilocale con il 29,1% delle preferenze.

In Regione fino a 350 nuovi assunti nel triennio

In precedenza la commissione si era occupata delle prime determinazioni sulla proposta di legge presentata dalla Lega che intendeva modificare la composizione degli uffici di comunicazione di Giunta e Consiglio e l’indennità dei componenti della Giunta. Su quest’ultimo punto la Lega ha subito annunciato un emendamento soppressivo, in vista di una riflessione successiva sul tema. Il provvedimento è stato motivato dalla volontà di superare lo squilibrio tra le indennità dei consiglieri e quelle degli assessori, a vantaggio dei primi, riconoscendo così le maggiori responsabilità in capo all’esecutivo.

Elementi questi ultimi condivisi anche da alcuni intervenuti tra le minoranze, che hanno però chiesto di ridiscutere nel suo complesso il riequilibrio delle indennità e la composizione degli uffici di comunicazione, evitando un aumento dei costi totali. La sollecitazione è stata fatta propria dai proponenti, che rilanceranno su questi temi il confronto con il resto del Consiglio.