ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 441

La scuola ai tempi del coronavirus

Tra adattamenti a nuovi strumenti  e stimoli alle nuove generazioni. Ne parliamo con il professor Giorgio Primerano

“In tempi di emergenza da Covid 19 – spiega Giorgio Primerano (nella foto), docente di Filosofia e Scienze Umane presso il Liceo Regina Margherita di Torino e di Pedagogia presso l’Università del Piemonte Orientale – la scuola può ribadire il suo ruolo essenziale nell’accompagnare gli studenti non soltanto nelle diverse fasi di apprendimento, ma anche nell’aiutare loro a decifrare meglio la realtà che stanno vivendo”.

“Ho reputato da subito fondamentale  – aggiunge il professor Giorgio Primerano – interagire con i miei studenti della scuola secondaria attraverso delle videolezioni, al fine di garantire loro una quotidianità importante da un punto di vista psicologico e di poter continuare ad essere un punto di riferimento presente in un momento così complesso.

Inoltre le discipline che insegno, tra cui sociologia e filosofia, mi permettono di creare molti collegamenti con la realtà attuale; penso ad argomenti quali la globalizzazione o il mondo dei mass media, già presenti nel programma ministeriale.

“In questo periodo –  afferma il professor Giorgio Primerano – si parla di ricostruzione del Paese per quando tutto sarà finito. Credo che essa dovrà essere non soltanto economica, ma anche culturale, sociale e morale, ed in tutto questo non si potrà prescindere dalle nuove generazioni. Il lavoro che la scuola, in questo campo, può fare con gli studenti in questo momento di emergenza è essenziale, anche dal punto di vista progettuale. Questa esperienza ci insegna anche che siamo interconnessi; una tragedia che avviene dall’altra parte del mondo ci deve riguardare. Non possiamo far finta di nulla e continuare a coltivare il nostro orticello. Parimenti siamo interconnessi con la natura: interferire con gli ecosistemi ha delle conseguenze”.

“Il modello della lezione a distanza – spiega Giorgio Primerano – può sicuramente essere ottimale in questo periodo di distacco ed isolamento sociale forzato, in cui le scuole rimangono chiuse e gli studenti necessitano di una guida, l’insegnante, non soltanto di carattere didattico, ma anche capace di fornire strumenti interpretativi di una realtà sicuramente non facile da vivere e da decifrare. La scuola in rete, però, per definizione, viene a creare una barriera spaziale tra gli allievi ed il docente, quindi può essere utilizzata solo in periodi di emergenza”

“In questi tempi di emergenza – spiega il professor Primerano – l’insegnante non deve valutare le competenze digitali dell’allievo, ma valutarne le competenze interdisciplinari, critiche e argomentative. Ovviamente la scuola deve, da sempre, essere il luogo delle “pari opportunità”, e l’uso delle piattaforme digitali per la didattica rischia, sicuramente, di negare l’accesso alla scuola da parte di alcune fasce della popolazione. Pensiamo ai ragazzi/e che vivono in situazioni svantaggiate dal punto di vista economico, in famiglie che, magari, non possiedono dispositivi informatici adeguati o non dispongono dell’alfabetizzazione necessaria per usare le nuove tecnologie”.

“La scuola oggi – conclude il professor Primerano – non offre soltanto un valido supporto didattico ai suoi allievi in questi tempi di emergenza sanitaria, ma spesso mette a loro disposizione  anche quello, altrettanto prezioso, del sostegno e dell’ascolto psicologico. È stato istituito, per esempio, da tempo presso l’istituto in cui sono docente, uno sportello psicologico, cui lo studente può rivolgersi direttamente, in caso di necessità di ascolto e difficoltà. Questo Sportello di ascolto ora lavora nella modalità Skype e lo studente vi può accedere scrivendo una mail”.

Mara Martellotta

Commercialisti: tutte le novità sulle norme covid

Il documento,  completo online sul sito della Fondazione (www.fondazionenazionale

commercialisti.it), analizza tutte le principali disposizioni

CONSIGLIO E FONDAZIONE NAZIONALE DEI COMMERCIALISTI: “ LE NOVITÀ DEI DECRETI SULL’EMERGENZA DA COVID-19 (D.L. “CURA ITALIA” N. 18/2020 E D.L. “LIQUIDITÀ” N. 23/2020)”

 

Una analisi completa delle principali disposizioni. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “ Le novità dei decreti sull’emergenza da COVID-19 (D.L. “Cura Italia” n. 18/2020 e D.L. “Liquidità” n. 23/2020)”.  Lo studio,  dopo una introduzione, approfondisce in vari capitoli, le misure adottate: da quelle inerenti la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari e previdenziali al  sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese passando al sostegno del lavoro. Spazio poi al tema della  liquidità attraverso il sistema bancario e ulteriori agevolazioni, misure in materia di giustizia, approvazione dei bilanci di società e enti . Concludono il documento una ricognizione  delle misure urgenti per garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza covid-19, le disposizioni in materia di esercizio di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica, ed infine il potenziamento del servizio sanitario nazionale.

Il documento completo è online sul sito: (www.fondazionenazionalecommercialisti.it)

La proposta dal Piemonte: “Medaglia d’oro a chi lavora in prima linea”

Conferire la Medaglia d’oro al valor civile ai sanitari, farmacisti e ai volontari italiani, che stanno combattendo in prima linea l’emergenza Covid-19. Questa la richiesta che arriva dal Piemonte, formulata in una lettera scritta e inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal presidente del Consiglio regionale subalpino Stefano Allasia.

La lettera, le cui finalità sono state condivise con la Conferenza dei capigruppo, è stata inviata al Quirinale, con la richiesta di onorificenza “all’ordine dei medici, degli infermieri, dei farmacisti, alle associazioni di volontariato e degli operatori sanitari d’Italia tutta che, ogni giorno, si impegnano con abnegazione e professionalità a combattere l’emergenza epidemiologica e curare i malati di Covid-19”, come si legge nel testo.

Stefano Allasia (nella foto piccola) ricorda che tutto il mondo sanitario italiano si prodiga “per assistere e aiutare quanti soffrono lontani dai loro cari, mettendo così la loro vita a rischi per salvare altre vite. La loro non è una solo una professione, ma in questa situazione drammatica diventa una vera e propria missione”, un concetto espresso anche da Papa Francesco.

La lotta al contagio è stata certo condotta grazie alle strutture sul territorio e alle scelte strategiche che sono state adottate,  e come il Presidente Mattarella stesso ha dichiarato nei giorni scorsi, “le strutture da sole non basterebbero senza l’umanità e la responsabilità di chi vi opera: per questo il ringraziamento di oggi deve tradursi in un sostegno lungimirante e duraturo da parte delle nostre comunità”.

Coronavirus e turismo di prossimità nelle valli olimpiche piemontesi

Cogliere l’opportunità/ La risposta al turismo di prossimità grazie a uno studio dell’Università di Torino, in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino

Un team di ricerca, coordinato dai professori Paolo Biancone (nella foto)  e Silvana Secinaro, afferenti al Dipartimento di Management, che vanta professionisti come Alberto Sasso, specializzato in architettura sostenibile e rigenerazione urbana, ritiene che il modello di business studiato per un progetto finanziato dalla Camera di Commercio di Torino, dedicato alla Valorizzazione delle Valli Olimpiche Piemontesi, possa essere applicato e rispondente alla crisi del turismo legata alla pandemia di Covid-19.

La pandemia in atto sta avendo, infatti, una diffusa propagazione ai diversi settori dell’economia. Il settore turistico, e tutte le sue filiere, sono al momento tra i più colpiti per un azzeramento della domanda di servizi turistici.

Questa la previsione elaborata dal Dipartimento di Management su come cambieranno le scelte dei turisti nazionali e internazionali quando si passerà alla Fase 2 della gestione dell’emergenza:

⦁ Priorità sicurezza, igiene e salute;
⦁ Luoghi non affollati;
⦁ Maggiore utilizzo di spazi verdi e incontaminati;
⦁ Strutture ricettive discrete e non troppo affollate;
⦁ Trasporto pubblico regolare, pulito e non affollato come in una grande città;
⦁ Riscoperta di città di nicchia, borghi incontaminati e bellezze non scoperte nei comuni viaggi;
⦁ Prenotazioni a ridosso della vacanza;
⦁ Turismo di prossimità;
⦁ Spostamenti privilegiati con mezzi propri

Questa sembra essere anche la linea che intende seguire il governo, stando a quanto dichiarato da Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria del Mibact, la quale anticipa che sono allo studio una serie di misure per consentire lo sviluppo di un turismo ‘di prossimità’, che favorisca luoghi meno affollati e più incontaminati.

Il “rischio” dunque, è che i territori periurbani come quelli delle Valli Olimpiche vengano presi d’assalto in quanto ritenuti in possesso di tutte le caratteristiche sopra riscontrate.

Partendo dallo studio iniziale, finanziato dalla Camera di Commercio, su come rigenerare, rivitalizzare economicamente e socialmente le Alpi Piemontesi, il gruppo di ricerca si è focalizzato su come poter applicare i modelli studiati alla situazione prevista per la Fase 2 di risposta al Covid-19. La grande sfida a cui si è voluto rispondere è quella di promuovere il turismo di prossimità, salvaguardando la sostenibilità del territorio sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista della sicurezza sanitaria.
L’opportunità e i cambiamenti che verranno richiesti al sistema sono notevoli in quanto rappresentano modifiche a processi già consolidati e prassi frutto di anni di esperienza, ma il cambio di paradigma è necessario per affrontare un evento eccezionale come la pandemia attuale.

La risposta per ripartire guardando alla stagione ormai prossima si è basata su quattro asset fondamentali: ristorazione, residenzialità, intrattenimento e shopping/alimentare.
Per ognuno dei quattro punti sono stati individuati nuovi modelli di business che possano rispondere alle normative legate al distanziamento sociale e di sicurezza sanitaria.

Il progetto “La valorizzazione delle Valli Olimpiche Piemontesi”

Il progetto, finanziato dalla Camera di Commercio di Torino, ha coinvolto i territori che ricadono all’interno dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea (Cesana Torinese, Claviere, Pragelato, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx e Sestriere) e i comuni di Bardonecchia, Oulx e Usseaux.

La volontà condivisa è stata quella di dare impulso ad un sistema territoriale coeso al fine di creare condizioni di sviluppo, mettendo a fattor comune le peculiarità dei singoli territori, ciascuno con la propria caratteristica turistica, enogastronomica e territoriale.

 

Dipartimento di Management – Università degli studi di Torino

Il Dipartimento di Management è stato creato nel 2012 assumendo la titolarità di una parte dei corsi di studio e la maggioranza degli studenti della precedente Facoltà di Economia.
E’ costituito da 82 docenti e sul piano della Ricerca e della Terza Missione ha assunto le funzioni dei preesistenti Dipartimenti di Economia Aziendale, (Sezioni di Ragioneria, Direzione delle imprese, Economia degli intermediari finanziari), Scienze Merceologiche, Diritto dell’Economia e di un gruppo di ricerca di area quantitativa oggi costituiti in sezioni e gruppi di ricerca del Dipartimento.
Il dipartimento è impegnato costantemente in iniziative di coinvolgimento della società.
La Terza Missione, che integra e amplia le attività tradizionali di ricerca e didattica, rappresenta la volontà dell’Ateneo di rafforzare le relazioni tra il mondo della ricerca, la comunità, la scuola, le istituzioni e le imprese. Perché l’incontro e la collaborazione tra questi attori sono necessari alla crescita sociale, culturale ed economica del territorio.
L’eterogeneità scientifica che caratterizza il Dipartimento contribuisce alla  sperimentazione e realizzazione di attività ulteriori alla ricerca e alla didattica e connotabili in modalità di Terza Missione/Public Engagement. I docenti del Dipartimento esprimono, nelle iniziative a cui prendono parte, una forte sinergia con il territorio e con il sistema degli stakeholder a più livelli, contribuendo a numerose iniziative che coinvolgono le istituzioni e i privati cittadini. Le attività di Terza Missione e Public Engagement, realizzate nel corso degli ultimi anni, sono strettamente correlate alle dimensioni interne di didattica e ricerca, e caratterizzate da una trasversalità che pone il Dipartimento di fronte al tema dell’utilità sociale, in un circolo virtuoso tra didattica, ricerca e interazione con le politiche pratiche. Il modello di terza missione del Dipartimento fissa un account quale interfaccia dell’istituzione nelle due direzioni per agevolare tale sinergia e interscambio. I docenti si pongono il problema di come rispondere alle esigenze delle varie tipologie di “stakeholder” e di relazionarsi con il territorio di riferimento (locale ma anche nazionale), mantenendo la coerenza delle proprie attività con l’attitudine del Dipartimento stesso.
I temi operativi richiesti dalla società, che si sostanziano anche come convenzioni stipulate dal Dipartimento di Management, si traducono spesso in pubblicazioni a carattere scientifico, contribuendo allo sviluppo di specifici filoni di ricerca (ad esempio con riferimento alla tematiche di responsabilità e rendicontazione sociale) e rappresentando nel corso degli anni un punto di riferimento degli amministratori in tema di innovazione e di nuovi approcci e strumenti.

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Le attività di riferimento di PE e TM sono riconducibili prioritariamente a:

⦁ pubblicazioni divulgative (quali ad es. bilanci sociali per pubbliche amministrazioni: Regioni, Comuni, ecc)
⦁ partecipazioni dello staff docente a trasmissioni televisive
⦁ partecipazione ad incontri pubblici organizzati da altri soggetti
⦁ organizzazione di eventi pubblici (convegni aperti al pubblico, open day)
⦁ pubblicazioni (cartacee e digitali) dedicate al pubblico esterno.
Gli elementi che sono trasversali alle attività sopra indicate e che contribuiscono a caratterizzare il Dipartimento, sono riconducibili alla rilevanza nazionale delle iniziative e alla capacità relazionale e di collegamento con le imprese pubbliche e private anche in ottica di ricaduta in ambito di ricerca.
Accanto ad esse vanno richiamate le attività connesse alle iniziative di orientamento e collaborazione con gli istituti superiori, che il Dipartimento, da sempre, realizza con sistematicità.

Bollo auto: si paga a fine giugno?

La Regione ha dato la possibilità di posticipare il versamento del bollo auto di tre mesi per l’emergenza sanitaria: si potrà pagare fino al 30 giugno.

Per chi avrebbe dovuto pagare a marzo, aprile o maggio, sono già stati inviati per posta in alcuni casi avvisi, nei quali il rinvio non viene specificato.

Gli uffici regionali spiegano che il pagamento è comunque differito per tutti. Le lettere che non lo indicano  sono solo avvisi di scadenza che vengono spediti in automatico ai proprietari dei veicoli.

Ecco i monopattini per la consegna dei farmaci

BIT Mobility mette a disposizione di Anpas la flotta di monopattini elettrici per la consegna gratuita di farmaci a domicilio. Il progetto nasce a Verona ed è estendibile in tutta Italia grazie alla disponibilità dell’azienda a mettere a disposizione gratuita la propria flotta anche ad altre associazioni impegnate nella lotta contro il coronavirus

 BIT Mobility ha deciso di supportare Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) mettendole a disposizione i propri monopattini elettrici per la consegna a domicilio di farmaci, altri generi di supporto e di prima necessità attraverso il personale autorizzato. Il progetto è nato a Verona (e subito esteso a Torino e Milano), tra le zone maggiormente colpite dal Covid-19 e dove l’allerta resta estremamente alta.

L’azienda attiva nel settore della sharing mobility mette a disposizione la sua flotta di monopattini elettrici anche ad altre associazioni che stanno operando nella lotta contro le conseguenze della diffusione del coronavirus. Il mezzo è ottimale per movimenti in centro storici, per tratti brevi e medi e per il trasporto di oggetti non particolarmente ingombranti come appunto le ricette e i farmaci, piccole spese alimentari e altri oggetti utili alla vita casalinga delle persone che non possono muoversi da casa, primi fra tutti gli anziani e le persone invalide. La disponibilità dei monopattini offre anche il vantaggio alle associazioni di poter usare gli altri veicoli per attività che richiedono il trasporto di oggetti di maggiori dimensioni e di aumentare i servizi offerti nella loro globalità.

Questa emergenza sanitaria sta cambiando il modo di affrontare la quotidianità per molti italiani. Anche il personale sanitario è chiamato ad adeguarsi a nuovi ritmi e nuove soluzioni. – dichiara Andrea Bonizzoli, presidente di Anpas Comitato Regionale Piemonte – “A Torino i monopattini che ci sono stati assegnati sono stati messi a disposizione della nostra associata Croce Giallo Azzurra di Torino . L’uso di monopattini elettrici è utile per muoversi rapidamente nelle strade cittadine e ci permette di usare i veicoli per consegne più impegnative.”

 “Abbiamo deciso di mettere a disposizione i nostri beni gratuitamente fino al termine dell’emergenza perché crediamo che tutti dobbiamo aiutare il sistema a lottare contro il nemico rappresentato dal virus. – afferma Michela Crivellente, fondatrice di BIT Mobility – Per noi è un modo concreto di aiutare chi tutti i giorni mette al servizio degli altri la propria attività correndo dei rischi anche molto alti. Il progetto nasce con Anpas, ma speriamo di poterlo allargare anche ad altre associazioni che svolgono attività simili sul territorio e che invitiamo a prendere contatto con noi“.

Bit Mobility è l’azienda nata nel 2019 a Bussolengo, in provincia di Verona, attiva nel settore della sharing mobility, che si è posta la mission di ridurre la congestione del traffico e le emissioni di CO2 nelle piccole e grandi città italiane, offrendo una reale alternativa all’automobile che sia economica e rispettosa dell’ambiente. Presente a Milano, Torino, Verona, Cattolica e Misano, e presto anche a Pisa e Firenze, BIT Mobility mette a disposizione dei centri urbani una flotta di moderni monopattini in modalità di sharing economy. Si tratta di mezzi alimentati da energia elettrica, facilmente reperibili, semplici da usare grazie all’app dedicata, ideati per diventare una soluzione green e comoda per la mobilità urbana.

Bonomi annienta Mattioli nella corsa alla presidenza di Confindustria

 

Bonomi annienta Mattioli nella corsa alla presidenza di Confindustria

La Regione cerca nuovi infermieri e operatori sanitari

L’Unità di crisi della Regione Piemonte, nell’ambito dell’emergenza Covid 19, ha aperto un nuovo bando di ricerca di personale a tempo determinato per infermieri e per collaboratori socio sanitari   con disponibilità di lavorare in reparti strutturati a svolgere le mansioni lavorative con turni 24 ore su 24.

Le strutture sanitarie che hanno richiesto gli infermieri professionali sono: Asl Città di Torino, Asl TO3, Asl TO4, Asl TO5, Asl AT, Asl VC, Asl NO, Asl VCO, Asl BI, Aou San Luigi Orbassano, Aou Maggiore della Carità di Novara, Ao SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria.

Gli operatori socio sanitari sono stati richiesti dalle aziende: Asl TO3, Asl TO4, Asl TO5, Asl VC, Asl  NO, Asl VCO, Aou Maggiore della Carità di Novara.

I candidati potranno optare per una sola delle suddette Aziende.

Le domande dovranno pervenire entro le ore 23:59:59 di lunedì 20 aprile 2020 e dovranno essere inoltrate telematicamente all’indirizzo https://aslcittaditorino.iscrizioneconcorsi.it/ .

I dettagli dei bandi sono pubblicati agli indirizzi:

https://bandi.regione.piemonte.it/avvisi-beni-regionali/infermieri-emergenza-covid-19-reclutamento-personale

https://bandi.regione.piemonte.it/avvisi-beni-regionali/operatore-socio-sanitario-emergenza-covid-19-reclutamento-personale

Fede, pandemia ed altre occasioni

La fede, quella cattolica perlomeno, si basa su tre pilastri esistenziali: relazione, corporeità e parola. La pandemia ne ha portati via due su tre. Dell’Eucarestia, il centro della vita spirituale, non resta che una immagine digitale, la comunità non si raduna più, la carità è fatta con la mascherina o anonimizzata dai cartoni chi può lasci chi ha bisogno prenda. Restano le parole e la Parola.

Per me, prete di parrocchia, cappellano universitario e docente, l’odore delle pecore è diventato elettromagnetico, immateriale, al massimo gel disinfettante. Ma Cristo che attraversa la morte insegna che Covid 19 può essere attraversato, come scrive Paolo, combattendo la buona battaglia e conservando la fede. O addirittura ritrovandola.

Le parole: se ne spendono tante, se ne scrivono di più, se ne urlano troppe. Le parole, oggi, sono preziose: non abbiamo altro per accarezzare le ferite, consolare i cuori, aprire le finestre sul mondo, continuare ad educare. Credere, oggi, significa scegliere le parole con più cura, condividerle con attenzione e parsimonia, rendere prezioso e mai banale quello che ieri davamo per scontato e perennemente disponibile. La Parola oggi è il modo per rendere presente Cristo nelle nostre case, vere chiese domestiche. Per noi consacrati spezzare la Parola, rivelandone l’anima profonda, una missione tanto difficile quanto affascinante. La Parola ossia la Bibbia, non è un libro di formule magiche, né un manuale di sopravvivenza: è la narrazione di una storia in cui è possibile leggere ogni storia, la Storia tutta intera. La fede, in tempo di pandemia, è scoprire allora nella Parola, facendosi accompagnare, quelle parole con cui dare senso al presente per disegnare già oggi il futuro. Così possiamo dare corpo alle relazioni e sconfiggere il male.

don Luca Peyron

Politica, economia, vita quotidiana. Le difficoltà dell’era covid

Magari la colonna sonora di queste settimane, di questi mesi sarà la canzone di Vasco Rossi: eh già io sono ancora qua… sembrava la fine del Mondo ma io sono ancora qua.

Basta sostituire io con noi ed il gioco è fatto. Magari non proprio la fine del mondo. Qualche riflessione (poi) su un virus che ha messo in ginocchio, o perlomeno a dura prova il nostro sistema, si dovrà fare. Altro che armi o proclami deliranti. Solo organizzazione ed intelligenza.

Intanto la coatta di Garbatella dà del bullo a Conte Presidente del Consiglio furibondo con l’opposizione. La sua sceneggiata ha ottenuto un risultato interno alla maggioranza: azzittire i cinque stelle contrari all’accordo con l’Europa. Anzi è il covid 19 che li ha azzittiti. Ed intanto, zitti , zitti i Veneti , forse ne stanno uscendo. La loro formula è presto detta: fare l’ opposto del protocollo. Tutti hanno potenziato gli ospedali loro e facendo da subito i tamponi hanno privilegiato il territorio. In Piemonte aumentano i positivi, per il semplice fatto che si stanno facendo più tamponi. E i leghisti e Cirio polemizzano con i medici di base. Precisamente sono i medici di base che non ci stanno e vanno all’attacco . Poi arriva l’ ammissione del dottor Testi capo tecnico del comitato scientifico: molte mail dei medici di base che segnalavano casi, sono state cancellate dal sistema informatico. Vero? Mi sa tanto di quelle società che non volendo una verifica sui libri contabili ne denunciano la scomparsa. Forse Cirio ed i suoi collaboratori erano invidiosi dell’Inps dove il sistema informatico è saltato dopo due ore. Sta di fatto che la figuraccia è assicurata e non solo. Quasi sicura l’indagine dell magistratura su omissioni di atti d’ ufficio. Nel Piemonte in controtendenza aumentano i decessi con la situazione delle case di riposo per anziani fuori controllo. In compenso il nostro popolo ha fatto il suo dovere. Pasquetta sui terrazzi di casa, per chi poteva permetterselo, ovviamente. Strade deserte e poche fughe verso le seconde case. Coppie di persone anziane che hanno conciliato senza protestare. E sono arrivate le prime bollette dell era covid. Per ora sconti e rateizzazioni ipotizzate inesistenti. La giustizia, sia civile che penale, bloccata. Ogni giorno che si perde ci vorrà più di un mese recuperare, se non anni. Altra nota dolente: ripresa economica. Accordo con l’Europa. Che fare ? Rifiutare? Alternative? Per riprendersi ci vogliono soldi ed efficienza. Ammettiamolo, su tutti e due gli aspetti siamo deboli.  Dunque cerchiamo di far fuoco con la legna che abbiamo, politica compresa. Dopo le relative polemiche politiche cosa rimane? Niente. Sarò in controtendenza ma tutte queste polemiche sono inutili. Non è stato inutile, anzi il lavoro fatto dal Politecnico di Torino. Tocca alla politica, agli industriali e ai sindacati applicarlo. Speriamo. Ci vuole coesione, non polemica. Non mi sembra tanto difficile da capire e condividere. Eppure vince , soprattutto sul web , questa voglia di colpevolizzare l’ altro indicato come unico responsabile dell’accaduto. Il più delle volte si vogliono coprire i propri fallimenti o sconfitte. Siamo un motore ingrippato. Lo siamo tutti indistintamente. Il motore si rifà. Non facile, ma indispensabile. Diversi dicono che solo un esercizio commerciale su tre riaprirà. Molte fabbriche vogliono riaprire senza poter garantire sicurezza sul lavoro. Ma ci dobbiamo pensare, tentare ed uscire. Quel popolo che è rimasto a casa ha fatto il proprio dovere. Ma è un popolo che vuole, desidera un futuro. L’unico futuro è riprendere con intelligenza.

Patrizio Tosetto