ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 421

Gli iconoclasti e gli oikofobi

Tutti parlano di iconoclasti. Termine improvvisamente entrato nel lessico comune, in questo strano Anno Zero della pandemia, il 2020 dell’era volgare, l’anno del virus sino ad oggi, e della quarantena…ora anche, però, della distruzione delle immagini… Perché proprio questo significa iconoclastia: distruzione delle icone. Ovvero delle immagini.

E fu un’eresia, bizantina. Una di quelle importanti. Sorta fra l’VIII e il IX secolo, in opposizione all’icondulia. Il culto delle icone. Tutt’ora fondamentale nelle Chiese Orientali. E che sino al Vaticano II ebbe un ruolo non secondario anche nella tradizione cattolica.

Gli iconoclasti le immagini le distruggevano. Considerandole forme di idolatria pagana. Consonando, in questo, con i musulmani. Tant’è che Dante, seguendo i padri orientali, considera Maometto il più grande scismatico di tutti i tempi. E quindi l’Islam una fattura del Cristianesimo… Ma questa è altra storia… E poi non mi va di finire sempre con il fare il professore…

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Anno Zero. Gli iconoclasti & gli oikofobi

 

Immuni, come funziona l’app per tracciare il Coronavirus

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Immuni, tutto quello che c’è da sapere sull’app per tracciare i contagi da Covid-19 in Italia.

Rilasciata in tutta Italia da qualche giorno, ormai tutti sappiamo a grandi linee a cosa serve. Immuni è la nuova app (non obbligatoria) che permette di tracciare i contagi da Coronavirus in Italia. L’app lavora sfruttando la tecnologia Bluetooth e, dopo un periodo di prova in regioni selezionate, dal 15 giugno è disponibile in tutta Italia. Immuni è stata progettata da Bending Spoong, gratuitamente, e selezionata tra altre applicazione dalla ministra dell’Innovazione Paola Pisano, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza.

L’app Immuni servirà per tracciare i casi di Covid-19 in Italia ed è disponibile per il download gratuito per iOS, Android e telefono Huawei e Honor che utilizzano il sistema operativo di Google.
Vediamo insieme come scaricare quest’applicazione e come funziona.

Come e dove scaricare l’app Immuni

Per prima cosa ricordiamo che non è obbligatorio scaricare l’app Immuni, ma ognuno può valutare se installarla oppure no liberamente. Si può scaricare l’app Immuni sui due principali sistemi operativi mobile, iOS e Android. L’app è disponibile sui due store online,  sul Play Store e sull’App Store. In futuro sarà rilasciata anche sullo store di Huawei, App Gallery.

Una volta scaricata l’app, basta aprirla e seguire le semplici istruzioni per la configurazione.

Immuni app

Come funziona Immuni

Immuni lavora con un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy, una versione che promette di consumare meno batteria, attraverso la quale rileva la vicinanza tra due smartphone entro un metro. Così facendo, l’app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino entro un certo periodo.

Cosa succede se si è positivi al Coronavirus?

Se si scopre di essere positivi al Coronavirus, magari sottoponendosi a un test, attraverso un codice si può caricare su un server in cloud le stringhe alfanumeriche inviate dalla sua app agli altri smartphone. A quel punto il server invia a tutte le app in circolazione queste stringhe, ma sono i singoli smartphone a calcolare il rischio di esposizione al Covid-19 sulla base di parametri come la vicinanza fisica e il tempo, generando una lista degli utenti più a rischio ai quali è possibile inviare una notifica sullo smartphone. Il server, quindi, non ha mai conoscenza degli incontri intercorsi tra gli utenti. 

In un secondo momento l’app avrà anche un’ulteriore funzione, ovvero quella di tenere traccia delle condizioni di salute dei cittadini, che dovranno inserire informazioni rilevanti riguardanti la propria salute. 

Come funzionano le notifiche di esposizione

Immuni si basa sul sistema di notifiche di esposizione, su cui Apple e Google hanno lavorato, unendo le forze, per mesi. Questo sistema permetterà di notificare gli utenti di eventuali contatti ravvicinati con un caso positivo di Coronavirus. Le notifiche di esposizione, ricordiamo, si basano su un modello decentralizzato, basato sull’analisi dei codici direttamente sugli smartphone e non in un server remoto. La stessa app avverte a diffidare di fake news. 

Immuni app

 

Immuni e la questione della privacy

E la privacy? Sembra essere il nodo cruciale, la principale obiezione fatta da molti, che temono di cedere i loro dati personali e informazioni sensibili. Tuttavia proprio per i dubbi espressi sulla compatibilità dell’app Immuni con la tutela della privacy degli utenti, il sistema che regola il funzionamento di Immuni è stato modificato e allineato a quelle che sono le linee guida di Apple e Google. Semplificando, si può affermare che le informazioni sugli utenti verranno conservate solo ed esclusivamente sui dispositivi mobili degli individui. 

In questo modo i server non saranno in grado di identificare gli utenti. Sono infatti gli smartphone dei singoli utenti a inviare, ricevere e immagazzinare i codici delle persone incontrate per strada, mentre il server riceverà le stringhe inviate dal telefono di un paziente positivo, quando indica la sua positività. Solo a quel punto il server invia queste informazioni a tutte le app in circolazione: se viene trovato un “match” dall’applicazione (un processo che quindi avviene sullo smartphone), il sistema dovrebbe fornire istruzioni in base alla tipologia di contatto (la durata, la distanza, etc). Ricordiamo ancora una volta che Immuni non raccoglie nome, indirizzo e-mail o data di nascita: chi riceverà la notifica di esposizione saprà solo di essere stato “esposto”. 

La fondazione CRT regge nella tempesta grazie a un 2019 da record

Patrimonio netto superiore a 2,25 miliardi di euro, avanzo di esercizio di 86 milioni di euro, posizione finanziaria netta pari a 417 milioni (+ 65% sul 2018): sono i dati più significativi del Bilancio consuntivo 2019 della Fondazione CRT, approvato oggi in via definitiva e all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo.

 Nel corso del 2019 la Fondazione CRT ha attivato risorse a favore dell’attività istituzionale per circa 67 milioni di euro. Alle tradizionali modalità di intervento – welfare e salute pubblica, ricerca e istruzione, arte e beni culturali – la Fondazione ha continuato ad affiancare ulteriori iniziative nella logica dei mission related investments (cioè investimenti che supportano la missione della fondazione generando un impatto sociale o ambientale positivo) mettendo complessivamente a disposizione del territorio 73 milioni di euro.

Con una disponibilità superiore ai 140 milioni di euro, il fondo di stabilizzazione delle erogazioni, irrobustito con lungimiranza già negli anni scorsi, garantisce continuità e forza all’attività istituzionale futura della Fondazione.

SI guarda al presente con il realismo necessario a calcolare che il 2020 vedrà minori risorse generate dagli investimenti, ma anche con la certezza, dice il presidente Quaglia , che “ la virtuosa gestione patrimoniale e finanziaria, aumenta la capacità di resilienza della Fondazione CRT, che è riuscita a reggere alla ‘tempesta’ che ha investito nei mesi scorsi i mercati” . nella difficile congiuntura Quaglia si impegna e impegna la Fondazione a “ contribuire adesso alla ricostruzione del tessuto socio-economico del territorio, guardando a modelli di sviluppo più sostenibili dopo la più grave crisi degli ultimi decenni”,

“ Gli importanti risultati ottenuti dall’attività di investimento, tra i migliori degli ultimi anni, hanno consentito alla Fondazione di registrare un’elevata performance di gestione” sottolinea il Segretario Generale Massimo Lapucci.

Gli Stati Generali non dimentichino la montagna

“Se l’Italia vuole entrare in una trasformazione vera, fatta di connessioni verdi, innovazione, coesione, deve guardare ai territori montani e alle aree interne, ai borghi, ai paesi, alla determinazione delle comunità che tengono in vità il 54% del Paese.

Lo diciamo al Presidente Conte in occasione degli Stati generali dell’Economia. Lo abbiamo detto e stiamo facendo un lavoro importante con il Ministro Boccia e tanti Parlamentari, quelli che abbiamo visto al lavoro sulle Mozioni Montagna approvate il 29 gennaio 2020 alla Camera dei Deputati e con i quali abbiamo tenuto gli Stati generali della Montagna due giorni dopo. Servono concretezza, attuazione delle norme esistenti, semplificazione, innovazione. Si fa un gran parlare di banda ultralarga ma fino a quando non si decide che tipo di reti fare, uniche o no, e come le infrastrutture attraversino tutti i territori, si va poco lontano. Peraltro il Piano BUL ha oggi tanto bisogno di essere accelerato. Negli ultimi giorni tutti parlano di digital divide, da abbattere. Uncem affronta il tema da vent’anni e da molto più tempo guida un percorso sulle aree montane e sui piccoli Comuni che qualcuno oggi sta ignorando. Agli Stati generali dell’Economia chiediamo di andare a vedere i prodotti del Parlamento e degli Stati generali della Montagna. Ci sono tre leggi in attuazione, quella sui piccoli Comuni, la legge green economy e il Codice forestale. Questo è il percorso, che abbiamo concentrato anche nella scheda 30bis, che Colao aveva dimenticato. Volentieri l’abbiamo aggiornato. La aggiunga al piano”. Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Mirafiori Motor Village: due Jeep Renegade 4xe alla Ricerca sul Sistema Energetico

Al Mirafiori Motor Village di Torino, e-Mobility by FCA ha consegnato due Jeep Renegade 4xe alla RSE (Ricerca sul Sistema Energetico): grazie all’accordo tra i due partner, le vetture ibride plug-in saranno guidate per un periodo di sei mesi in modo da poter elaborare report dettagliati sulle loro funzionalità nell’ottica di anticipare nel tempo il normale utilizzo da parte dei clienti delle flotte.

RSE è una società che sviluppa attività di ricerca nel settore elettrico, con particolare riferimento ai progetti strategici nazionali e internazionali, implementando attività congiunte con il sistema della pubblica amministrazione centrale e locale, a favore del sistema produttivo nella sua più ampia articolazione, con le associazioni e i raggruppamenti delle piccole e medie imprese e le associazioni dei consumatori. Con 350 dipendenti e oltre 250 ricercatori, RSE svolge attività di ricerca e sviluppo per l´intera filiera elettro-energetica, in un’ottica essenzialmente applicativa e sperimentale, assicurando la prosecuzione coerente delle attività di ricerca in corso e lo sviluppo di nuove frontiere a beneficio dell’intero sistema Paese.

Le Jeep Renegade 4xe saranno gestite da RSE come veicoli aziendali in pool e in uso promiscuo e questa prova permetterà anche di valutare i vantaggi in termini di consumi e costi di queste nuove vetture che sostituiranno gli attuali modelli della flotta RSE.

Infatti, l’obiettivo a medio termine di RSE è elettrificare il proprio parco veicoli per utilizzarlo come caso-studio sperimentale e d’altro canto FCA è interessata a consentire ai potenziali clienti di provare le auto in contesti reali; l’accordo rappresenta quindi un’importante opportunità di collaborazione.

Durante la prova, saranno tenuti sotto controllo numerosi parametri per valutare le caratteristiche tecniche e le prestazioni delle due auto, analizzando i consumi in diverse modalità su percorsi ripetibili sia “medio-lunghi” (partenze con vari livelli di carica delle batterie, uso in modalità ibrida o esclusivamente termica…) sia “brevi”, con valutazione di fattori come l’autonomia in elettrico, la sua variazione secondo i differenti percorsi, le condizioni climatiche e il carico del veicolo, oltre alla possibilità di utilizzo con il serbatoio del carburante vuoto.

Un altro aspetto analizzato a fondo sarà la modalità di utilizzo da parte dei clienti del sistema di ricarica.

L’imponente mole di dati raccolti nel periodo del test sarà molto importante per i tecnici di FCA, che potranno avere in un breve periodo di tempo una quantità di informazioni per le quali sarebbe stato necessario un uso da parte della clientela molto più lungo. Ciò permetterà a FCA di conoscere in tempi brevi eventuali criticità che dovessero manifestarsi e risolverle prima che la vettura le manifesti in seguito al normale uso dei clienti.

Le Jeep Renegade 4xe consegnate alla RSE sono facilmente riconoscibili grazie alla personalizzazione grafica delle fiancate – che riportano il claim “RSE running with FCA e-Mobility” – e all’allestimento Limited da 190 cv particolarmente ricco, che comprende cerchi da 17”, navigatore integrato, luci LED, i pack Dusk&Rain, Parking e Function, privacy glass e l’Adaptive Cruise Control.

A consegnare le due Jeep Renegade 4xe per il test di lunga durata è stato Roberto Di Stefano. “Questa sperimentazione – ha spiegato il responsabile di e-Mobility region EMEA di FCA – ci permetterà, grazie alle informazioni che ci fornirà un partner qualificato ed esperto nel settore come RSE, di elaborare dati e informazioni in tempi rapidi e conoscere ancora più a fondo l’uso che faranno i normali utilizzatori delle nostre vetture”.

È stato l’amministratore delegato di RSE, Maurizio Delfanti, a ritirare ufficialmente le due vetture: “Siamo convinti che la ricerca di sistema energetico debba essere fatta utilizzando anche le risorse operative del nostro autoparco, per trarre dall’esperienza pratica informazioni preziose di gestione ottimale per l’energia elettrica. Collaborare con FCA su questi aspetti e avere a disposizione tra i primi in Italia le nuove Jeep plug-in hybrid ci fa onore e ci permetterà di ottenere nei prossimi mesi importanti risultati sia per l’utilizzo delle auto sia per la loro interazione con la rete elettrica”.

L’attività congiunta terminerà a fine anno quando le Jeep Renegade 4xe del test rientreranno in FCA dove saranno ulteriormente analizzate dai tecnici per valutare le loro condizioni.

Tronzano, legge sul gioco: “vogliamo salvare posti di lavoro”

Sulla discussione  in Consiglio Regionale sull’emendamento  presentato dalla maggioranza legato alla legge sul gioco interviene l’assessore Andrea Tronzano 

“Vedo che le strumentalizzazioni delle opposizioni sono tante. Mi spiace. Ricordo che durante la stesura della legge nel 2015/16 le associazioni di categoria non sono mai state audite: l’hanno saputo a legge in vigore. Ricordo che i dati dei monopoli dimostrano con chiarezza che il gioco si è solo spostato su altre tipologie e quindi in Piemonte non è diminuito. Ricordo che con l’eliminazione del gioco legale è aumentata l’illegalità, come si vede dai crescenti interventi delle forze dell’ordine. Ricordo che anche i sindacati sono preoccupati per i lavoratori del settore. Ricordo che NON vogliamo cambiare la legge quando parla di prevenzione, salute, cura, sensibilizzazione. Ricordo che chi ha aperto dopo il 2016 si adegua alla legge attualmente in vigore anche se cambieremo l’articolo che agisce sulla retroattività.

Oggi, il problema dei piemontesi è il lavoro e noi vogliamo salvare i posti di lavoro. Proibire significa aprire all’illegalità, garantire il gioco legale significa limitare le infiltrazioni criminali. Non abbiamo fatto alcun blitz e non siamo furbetti della notte: abbiamo constatato la presentazione di oltre 2mila emendamenti. Significa che sugli argomenti divisivi non c’è alcuna volontà da parte delle opposizioni di trovare soluzioni, abbiamo quindi deciso di salvaguardare l’occupazione: nulla è più urgente!  Migliaia di lavoratori, uguali agli altri e non meno importanti, che soffrono, che piangono, che hanno figli, che hanno mutui a carico, che devono avere risposte e le avranno solo se elimineremo una stortura dello stato di diritto avvenuta per unevidente e ingiustificato, ideologico e giuridicamente barbaro accanimento attraverso una legge retroattiva. L’emendamento è stato presentato nei tempi previsti dai regolamenti. Nessun blitz ma solo constatazione di evidente pregiudizio con l’urgenza di salvare posti di lavoro, la libertà d’impresa e di aiutare la legalità.”

“Consegnalaspesa”, il negozio di quartiere è online

E’ nata una web app che vuole valorizzare le attività commerciali (macellerie, gastronomie, supermercati, gelaterie …) e il rapporto di fiducia che si crea con il cliente.

L’idea è della torinese  Cean Design & Food Retail e intende permettere a chi ha un’attività di creare una  vetrina online per promuovere i prodotti in maniera facile, veloce (e soprattutto gratuita).
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E al cliente di non rinunciare alle buone abitudini. Si potranno infatti  acquistare i prodotti dal commerciante di fiducia, in pochi click.
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Per saperne di più: www.consegnalaspesa.it

Turismo estero in Italia alla prova del Covid

Di Paolo Biancone / Il culto che i tedeschi hanno per le vacanze (Urlaub) è cosa nota, così come è noto l’interesse che dimostrano per il nostro Bel Paese. Ma a quanto ammonta questo interesse?

Nel 2017 la percentuale di tedeschi che si è concessa una vacanza di più di cinque giorni in Germania o all’estero è stata del 58%, si parla quindi, indicativamente, di 48 milioni di turisti con un volume di spesa stimabile intorno ai 60 miliardi di euro all’anno.
Analizzando i dati forniti da Banca d’Italia emerge che in Italia, nel 2017 i viaggiatori stranieri sono stati 58,7 milioni con un aumento dell’11,8% rispetto all’anno precedente. Ai viaggiatori stranieri, quindi, piace l’Italia (che si posiziona tra i migliori 5 paesi al mondo) e il risultato è un aumento della spesa turistica esterna nel 2017 pari a 39.155 milioni di euro.  Di questi la maggiore spesa deriva dai turisti tedeschi in costante aumento nei 5 anni analizzati.

 

Prendendo in esame la Tourismusanalyse 2018 (Analisi del turismo 2018), un’importante ricerca basata su oltre 3.000 interviste a individui (14/+), rappresentativi della popolazione, svolte nel periodo dicembre 2017-gennaio 2018, pubblicata dalla Stiftung für Zukunftsfragen di Amburgo, si evince che fra i tedeschi che hanno fatto come minimo un viaggio di vacanza di almeno cinque giorni (58% sul totale della popolazione) – oltre un terzo (34%) ha scelto la Germania come destinazione principale, mentre oltre la metà (53%) ha preferito altri paesi europei.

Al secondo posto tra questi, subito dopo la Spagna, la nostra Italia.
I motivi di questa scelta sono svariati. In prima posizione la cosiddetta “garanzia del sole”: il clima mediterraneo, infatti, è una delle nostre ricchezze.

Seguita, ovviamente, dalla bellezza architettonica che contraddistingue le città d’arte, ma anche i piccoli borghi alpini, con le loro chiesette medievali.
E in ultimo, e non in ordine di importanza, l’apprezzamento che i turisti stranieri, specie tedeschi, riservano alle nostre bontà enogastronomiche: non solo la pizza, quindi, anzi dai vini, al tartufo, passando dai piatti della nostra tradizione sono quindi anche i manicaretti nostrani che attraggono il turismo.

Certo, i dati sopra riportati raccontano di estati in cui il Covid-19 non aveva ancora turbato i nostri sonni.

Come attrarre, quindi, il turista post Covid?
Dal 15 di Giugno, la Germania ha dichiarato la libertà di circolazione dei propri cittadini anche nella nostra nazione. Questo non assicurerà, però, automaticamente la presenza dei turisti. Il nostro Bel Paese, infatti, quest’anno più che nei precedenti deve attrarre il turista anche infondendo sicurezza, sanitaria e non solo.
Molti sono gli strumenti a disposizione dei comuni per “pubblicizzare” la propria resilienza all’esterno, uno dei primi è stato uno studio condotto dall’Università degli Studi di Torino che, nell’ambito di un progetto di rivalutazione del territorio montano, ha ideato un rating in grado di mappare le top-quality cities, ovvero comuni e località turistiche che gestiscono le risorse in modo intelligente, sono attente alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini e turisti: Covidless Approach&Trust.

La prima città a possedere il “bollino” di top-quality city è stata Santa Maria Maggiore, un comune della Valle Vigezzo, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, che attraverso un assessment guidato dai ricercatori universitari, ha esplorato e fatto emergere i suoi punti di forza in termini di resilienza e di risposta agli impatti negativi legati a situazione inaspettate e impreviste, come l’emergenza COVID-19. Il turista, ma anche il cittadino abituale o chi ha una seconda casa a Santa Maria Maggiore, potrà quindi fruire di un territorio non solo rispondente alla compliance normativa, ma anche con una valutazione esterna riguardo all’accoglienza e all’ospitalità del comune.

Maturità internazionale, 5 borse a Torino

Riceviamo e pubblichiamo / L’incertezza globale sull’evoluzione della pandemia da coronavirus rende qualsiasi previsione a lungo termine particolarmente ardua. Qualcuno ha dovuto rinunciare ai summer camp all’estero, molti stanno rivalutando il loro trasferimento fuori Italia. Complessivamente però la determinazione a creare un curriculum internazionale sembra non aver abbandonato la “generazione lockdown”, come qualcuno ha già ribattezzato gli studenti che, in tutto il mondo, hanno vissuto l’esperienza della DAD

La voglia di studiare all’estero è ancora tanta e mentre le università italiane e straniere  si attrezzano con misure per rendere il distance learning efficace anche la WINS – World International School of Torino offre una concreta possibilità gli studenti italiani che vogliono ottenere la maturità internazionale come trampolino di lancio per i propri studi all’estero: 5 borse di studio a copertura totale e parziale della retta per gli anni scolastici 2020-2021 e 2021-2022 che permetteranno a 5 studenti meritevoli di frequentare a Torino gli ultimi due anni della scuola superiore seguendo il programma internazionale International Baccalaureate®.

Le candidature, aperte a tutti gli studenti italiani, devono pervenire entro il 15 giugno. Possono presentare domanda per le borse di studio per l’anno scolastico 2020-2021 gli studenti, italiani e stranieri, nati tra il 1 gennaio 2002 e il 31 dicembre 2005. Gli studenti frequentanti una scuola secondaria di secondo grado italiana devono aver superato il terzo anno al 30 giugno 2020. Sono ammessi gli studenti provenienti dai seguenti percorsi di scuola italiana: Liceo Scientifico, Liceo Linguistico, Liceo di Scienze Umane, Liceo Classico Liceo Economico Sociale, con una buona media scolastica. E’ titolo essenziale la conoscenza dell’inglese.

Tutte le informazioni per partecipare al banco sono sul sito www.worldinternationalschool.com

 

WINS – World International School of Torino.

Via Traves 28. Torino

Terzo Valico e opere connesse

Prima visita sul territorio dopo il lockdown. 49 milioni di euro da allocare per lo sviluppo del territorio. Una cabina di regia con i Sindaci e la Provincia protagonisti.
12 giugno 2020

Con la fine del lockdown riprende il percorso di definizione delle opere di accompagnamento del Terzo Valico nell’Alessandrino. Il primo segnale concreto è l’istituzione di una cabina di regia guidata dal Commissario straordinario Calogero Mauceri e coordinata dalla Regione Piemonte, nella quale saranno i Sindaci a tracciare la roadmap degli interventi.

L’annuncio è stato dato nel corso dell’incontro al palazzo della Provincia di Alessandria tra gli amministratori del territorio interessato dal tracciato, il sottosegretario di Stato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Traversi, il Commissario straordinario per il Terzo Valico Calogero Mauceri, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi, il l’AD e Direttore Generale RFI Maurizio Gentile, il presidente del consorzio Cociv Marco Rettighieri, il Presidente della Provincia Gianfranco Baldi, il Prefetto Iginio Olita e gli onorevoli, senatori e consiglieri regionali alessandrini. Dopo un primo incontro a Torino sugli aspetti tecnici del progetto, la delegazione si è spostata ad Alessandria per approfondire le tematiche relative al cronoprogramma, alla tempistica, agli investimenti.

«Siamo tornati sul territorio appena possibile – dichiarano il Presidente Cirio e l’Assessore Gabusi – per riprendere da dove avevamo lasciato. Siamo non certi, ma certissimi, degli aspetti economici. Abbiamo 49 milioni di euro a disposizione per valorizzare e sviluppare aspetti importanti di un territorio cruciale per il Piemonte e per tutto il Nord Italia. Non saranno lì per sempre e non devono diventare un tesoretto congelato. Vogliamo utilizzarli e vogliamo che sia il territorio stesso ad aiutarci ad allocarli nella maniera migliore, indicando quali sono le opere strategiche. Si tratta di un lavoro in cui tutti sono coinvolti: dalla Provincia che affianca i Sindaci, alla Regione e al Commissario che lo governano. Siamo inoltre felici di poter annunciare che la Regione Piemonte è tornata in SLALA, la Fondazione per lo sviluppo per Sistema Logistico del Nord Italia, da cui era uscita negli scorsi anni: uno strumento importante per essere al fianco di un territorio che si trova al centro dei due grandi corridoi europei Genova-Rotterdam e Lisbona-Kiev».

Alla sua prima visita dopo la fase acuta dell’emergenza, il Commissario Mauceri sottolinea il significato di «un primo importante confronto con la Presidenza della Regione Piemonte e con il territorio che, è mia intenzione, proseguire nel corso del mio mandato con il tavolo di coordinamento, in accordo con Regione, e il coinvolgimento degli Enti locali tenendo sempre ben presente che la realizzazione di un importante opera come il Terzo Valico dei Giovi deve prestare attenzione alla realtà territoriale in cui si inserisce. Il Terzo Valico rappresenta un’occasione di sviluppo per il territorio interessato dalla nuova infrastruttura con importanti interventi di adeguamento e miglioramento sia delle viabilità locali che dei servizi».

«L’emergenza sanitaria COVID-19 ha avuto un forte impatto sull’Italia e sull’economia – afferma l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI Maurizio Gentile – In questi tempi è importante guardare al futuro ripartendo dalle opere già avviate e i lavori per la realizzazione del Terzo Valico rappresentano un’opportunità di sviluppo e crescita per tutto il Paese. Un’opera strategica che permetterà di ampliare la rete alta capacità italiana e di incrementare il traffico merci con il resto d’Europa. In questo contesto si inserisce anche il nuovo scalo merci ferroviario di Alessandria, per cui RFI è impegnata nella progettazione».

L’importanza dello sviluppo del territorio è sottolineata anche dal Sottosegretario delle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi: «È importante che l’opera proceda celermente senza dimenticare i territori che permettono di svilupparla, quindi innanzitutto nel rispetto dell’ambiente, sviluppando tutti gli accorgimenti previsti dai protocolli che sono tra i più rigidi in Europa ed in secondo luogo con opere compensative che possono valorizzarle diminuendo criticità relative al dissesto idrogeologico presente sia in Piemonte che in Liguria».