ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 418

La contromemoria decolonizzata

“L’abbattimento delle statue e dei simboli coloniali sono atti di profonda, radicale trasformazione, dopo i quali nulla sarà più pensabile e dicibile come prima, a cominciare dall’ipocrisia di una storia che dice solo una parte di se stessa e lo fa nella lingua dei dominanti”. Roberto Beneduce, nato a Napoli 62 anni fa, insegna antropologia culturale all’Università di Torino. 

Sempre nel capoluogo piemontese, oltre 20 anni fa, ha fondato insieme ad altri colleghi il Centro Frantz Fanon, che si occupa di servizi di counseling, psicoterapia e supporto psicosociale per migranti, rifugiati e vittime di tortura. L’intervista con l’agenzia Dire si svolge nel pieno di una mobilitazione che, nata negli Stati Uniti per protestare contro razzismo e violenza della polizia, si è estesa nel mondo mettendo in discussione i simboli della discriminazione razziale e del passato coloniale. Statue, monumenti, ma anche nomi di strade e memoriali sono diventati oggetto di proteste e di rifiuto.
“Le statue sono soltanto una delle tante espressioni di un razzismo sistemico – dice Beneduce – penetrato nelle istituzioni, anche di quelle di Paesi che si riempiono la bocca con la retorica dei diritti umani”. La mobilitazione si è diffusa con forza nelle antiche potenze
coloniali e in Occidente: da Washington dove, ricorda Beneduce, è in corso un dibattito sull’abbattimento di una statua di Franklin Roosvelt a cavallo, un nero da un lato e un nativo dall’altro, alla Francia, dove in citta’ come Bordeaux “sono nati itinerari di memoria critica per ricordare come ogni singola pietra della città sia incisa con la fatica e la violenza di secoli di schiavismo”. Per l’antropologo è arrivato il momento per discutere della nozione di “patrimonio culturale”, che spesso “nasconde una tragica violenza rimossa”.
Anche nei Paesi che un tempo erano colonie, in modo particolare in Africa, questa fase storica sta dando impulso a un ripensamento del passato e del concetto stesso di storia. “Le statue – sottolinea Beneduce – sono in questi paesi come i gendarmi di un passato che governa la memoria alienata degli oppressi, di un potere che schiaccia e non lascia respirare”.
L’antropologo cita le parole del filosofo camerunense Achille Mbembe, voce autorevole degli studi post-coloniali, che parla di “diritto universale a respirare”. Un concetto che ha una “singolare risonanza con il nostro presente” nota il docente. Le parole “I can’t Breathe” – non posso respirare – pronunciate da George Floyd prima di morire, fanno eco a una pandemia provocata da una malattia respiratoria che, evidenzia Beneduce, “e’ anche momento rivelatore di violenze razziali e disuguaglianze economiche”, e stanno dando alla voce degli oppressi una forza “smisurata einattesa”. Forza anche al centro di polemiche, laddove la violenza di alcuni proteste è contestata. Per Beneduce è d’altronde “illusorio immaginare processi così profondi e dolorosi come ordinari, banali”, che non conoscano cioè “anche momenti di violenza”. L’antropologo sottolinea che chi si appella alla violenza e al “rischio di perdere pezzi importanti di storia” per criticare la mobilitazione contro le statue del passato non è consapevole di cosa sia veramente in gioco. La trasformazione riguarderebbe infatti il concetto stesso di storia. “Per gli oppressi la storia è spesso umiliazione, silenzi – spiega Beneduce – e la sua sola evocazione è dolore. Popoli colonizzati, i cui saperi sono stati zittiti: loro non la considerano storia, ma perdita”. Per questo il momento è importante, secondo Beneduce: “Si sta sviluppando una contromemoria, una controstoria che non accetta più un solo regime di narrazione e sta innescando un mutamento dei rapporti di forza”.
(Agenzia Dire)

FlixBus riattiva le tratte internazionali con Torino

Ma le prospettive restano incerte. Da Torino riattivate, per ora, corse per 80 mete in Italia e all’estero

Incondi: «È l’ora delle risposte: il Governo stanzi risorse per la lunga percorrenza»

 FlixBus riattiva nuovi collegamenti con Torino, portando a 80 il numero delle destinazioni nuovamente raggiungibili dal capoluogo in Italia e all’estero.

In particolare, tornano attivi i collegamenti con 13 cittàestere, con cui FlixBus torna a garantire ai passeggeri torinesiun’alternativa di mobilità efficiente e per tutte le tasche anche sulle rotte internazionali, sebbene l’esclusione, da parte del Governo, del settore dei bus dalla propria strategia di rilancio per i trasporti implichi inevitabilmente una ripartenza a ranghi ridotti.

Incondi: «Senza aiuti dal Governo, ora a rischio concorrenza e diritto alla mobilità»

Tanto a livello nazionale quanto internazionale, FlixBus mira ad aumentare progressivamente la capillarità del network, perseguendo, come sempre, il duplice obiettivo di offrire un’alternativa di mobilità per tutte le tasche sulle principali direttrici e garantire, al contempo, un servizio efficiente a chi risiede in aree penalizzate da una scarsa penetrazione ferroviaria. Ma le prospettive sono incerte: nonostante il ruolo sociale svolto in tal senso da FlixBus e dalle altre imprese della lunga percorrenza, ad oggi il settore rimane escluso dalla strategia di rilancio per i trasporti delineata dal Governo nell’ambito del DL Rilancio.

«In questi giorni stiamo ricevendo diverse richieste da parte di moltissimi comuni, oltre che da parte dei cittadini, per riprendere, aumentare o attivare ex novo collegamenti e tratte, soprattutto da quelle regioni dove gli altri mezzi di trasporto non arrivano. Vorremmo rispondere positivamente a tutti, ma seguendo quotidianamente le attività, senza una reale possibilità di pianificazione non possiamo nasconderci che la ripresa dei servizi sarà lenta e incerta. Abbiamo obblighi per il distanziamento a bordo e nessun aiuto economico, di fatto ci stanno chiedendo di operare in perdita. Ma per quanto può durare?» afferma Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia.

«Servono risorse adeguate e non iniziative simboliche per non far morire centinaia di aziende che svolgono a proprie spese un servizio pubblico per il Paese. E per alcuni è già tardi. Se non si interviene è a rischio l’effettivo diritto alla mobilità delle persone e vengono messe in discussione le normali regole in materia di concorrenza, italiane ed europee, che garantiscono parità di trattamento a tutti gli operatori. Per questo, ancora una volta, chiediamo al Governo, e in particolare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Ministra Paola De Micheli, di rendere possibili interventi a supporto anche del settore delle linee di autobus di lunga percorrenza: non tutti i cittadini possono permettersi i treni ad alta velocità, ben finanziati nel Decreto Rilancio».

«Ogni investimento avrà delle ricadute positive sul fronte dei trasporti nel suo complesso – poiché gli autobus sono un mezzo fondamentale in un’ottica di spostamenti intermodali, soprattutto per raggiungere i centri minori – e sul rilancio del turismo nel nostro Paese. In questa estate che tutti auspichiamo all’insegna della riscoperta della natura, del patrimonio, della ricchezza delle migliaia di piccoli comuni italiani, rischiare di mettere a repentaglio la sopravvivenza delle aziende del trasporto di bus di linea sulla lunga percorrenza, che sarebbero proprio quelle in grado di garantire migliaia di collegamenti ogni giorno tra centinaia di realtà del Bel Paese, sarebbe un vero azzardo per la ripresa economica», conclude Incondi.

Da Torino riattivate tratte per 80 mete (prima della pandemia erano oltre 200)

Snodo nevralgico della rete FlixBus in Piemonte, la città sabauda è sempre stata anche un hub privilegiato di interconnessione per gran parte delle linee internazionaliin transito dall’Italia in virtù della sua fortunata posizione geografica: un ruolo di crocevia per l’estero che, negli anni, ha portato all’isitituzione di collegamenti con un numero sempre maggiore di città all’estero.

Proprio in linea con l’importanza strategica di nodo internazionale a Torino, FlixBus riattiverà da domani, giovedì 2 luglio, le rotte per 13 città estere: in Francia si potrà tornare a raggiungere Parigi, Marsiglia, Lione, Nizza, Grenoble, Chambéry, Clermont-Ferrand, Montpellier e Perpignan, a cui si affiancano Barcellona in Spagna, Lubiana e Maribor in Slovenia e Budapest in Ungheria.

È una ripartenza a ranghi ridotti, che patisce l’esclusione,da parte del Governo, del settore degli autobus dalla propria strategia per i trasporti e che si riflette anche a livello nazionale, con una forte riduzione delle rotte fra il capoluogo e le altre regioni, dove per il momento tornano a essere collegate solo 67 città.

Tra queste si annoverano molti fra i maggiori centri italiani,come Roma, Milano, Napoli, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Venezia, e importanti mete al nord Italia, come Verona, Trieste, Udine, Parma, Reggio Emilia e Modena, al centro, come Siena e Lucca, e al sud, come Salerno, Lecce, Taranto, Cosenza, Catania e Messina.

Inoltre, anche in linea con l’importanza accordata al turismo quale risorsa strategica per il rilancio dell’economia nazionale, FlixBus torna a garantire ai turisti in partenza da Torinola possibilità di spostarsi verso mete cruciali per la stagione estiva: tra queste, località balneari come Rimini, Cervia, Milano Marittima e Cesenatico in Romagna, Sanremo e Ventimiglia in Liguria, Polignano a Mare e Monopoli in Puglia e Cirò Marina in Calabria, ma anche destinazioni di richiamo per il turismo culturale, come Agrigento in Sicilia.

Ecco l’osservatorio per la comunicazione d’impresa

Nasce l’Osservatorio per la Comunicazione d’Impresa – Piemonte (OCIP), associazione senza scopo di lucro in collegamento con le Associazioni di Confindustria del Piemonte, costituita in seguito alla trasformazione del Club della Comunicazione d’Impresa dell’Unione Industriale di Torino, con una nuova denominazione e un raggio di azione che da torinese diventa regionale e un maggiore focus sull’attività di studio e ricerca nell’ambito della comunicazione.

Consapevole dell’importanza e del valore etico della comunicazione d’impresa, l’OCIP si propone infatti di diventare centro di informazione, formazione e orientamento per la realtà socioeconomica e industriale del territorio piemontese, attraverso l’organizzazione di attività e iniziative di formazione, dibattiti, incontri, studi e ricerche e approfondire temi legati alla comunicazione, coinvolgendo anche opinion leader, organizzazioni culturali, enti privati e pubblici nazionali e internazionali, grazie alle capacità e alle esperienze lavorative dei propri Soci, professionisti impegnati nell’ambito della comunicazione per aziende, enti ed organizzazioni operanti in Piemonte.

Durante la prima assemblea ordinaria è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo dell’OCIP, che a sua
volta ha eletto il nuovo Presidente dell’Osservatorio per la Comunicazione d’Impresa – Piemonte,
Raoul Romoli Venturi.

“Lo sviluppo di una realtà nata all’interno della nostra comunità associativa in un Osservatorio a
dimensione regionale, dimostra ancora una volta la capacità dell’Unione Industriale di Torino di
rispondere alle esigenze del territorio e delle aziende che rappresenta”, ha commentato Dario Gallina,
Presidente dell’Unione Industriale di Torino. “La comunicazione, oggi più che mai, svolge un ruolo
strategico nei percorsi di crescita delle aziende, come moltiplicatore di valore. L’augurio è, dunque,
che attraverso l’Osservatorio si possa consolidare questa rete di professionisti che contribuiscono allo
sviluppo del nostro sistema industriale”.

Alessandro Legovich, Presidente uscente del Club della Comunicazione d’Impresa, ha dichiarato: “È
con grande soddisfazione che il Consiglio e io teniamo a battesimo, dopo 34 anni dalla sua nascita, la
trasformazione del Club della Comunicazione in Osservatorio. Sono fiero di lasciare al nuovo Consiglio
e al suo Presidente l’eredità prestigiosa costruita dai molti personaggi ed eventi che hanno segnato
l’evoluzione dei tanti mestieri che compongono il nostro ambito professionale”.

Raoul Romoli Venturi, nuovo Presidente dell’Osservatorio per la Comunicazione d’Impresa –
Piemonte, ha affermato: “Il momento di trasformazione da Club ad Osservatorio ci fornisce una
grande opportunità di allargamento dei confini della nostra azione sia in termini di contenuto che in
termini geografici. Il modello che abbiamo varato speriamo sia ripreso da altre Confindustrie regionali
per una definizione migliore della professione del comunicatore d’impresa, che oggi tutti dicono che
sia fondamentale, ma che in azienda ha collocazioni molto variegate negli organigrammi aziendali.
La comunicazione d’impresa oggi si trova nella posizione nella quale era il marketing ai primi anni
Ottanta nella definizione della propria attività. Un’azione coordinata all’interno del mondo
confindustriale in collegamento con il mondo accademico potrà sicuramente aiutare a superare le
ambiguità che si riscontrano spesso nell’operatività di tutti i giorni”.

www.osservatoriocomunicazioneimpresa.it

Il ritorno alla fede di Quaglieni

In una trasmissione televisiva con Laura Pompeo, archeologa di fama e  assessore alla cultura del Comune di Moncalieri il prof. Pier Franco Quaglieni  ha fatto una dichiarazione che ha suscitato grande interesse: ha detto di essersi confessato dopo molti anni, nei giorni precedenti a Pasqua.

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Nell’ intervista Quaglieni ha ricordato che durante i mesi degli ”arresti domiciliari“  a causa della Pandemia ha riletto “I Promessi Sposi“, una lettura anche molto amata  da Mario Pannunzio che volle quel libro come ultimo compagno nella bara.
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Quaglieni è  un grande studioso di Manzoni da sempre. La “bella, immortal benefica Fede ai trionfi avvezza“ del V  Maggio , è un verso che conosce molto bene. Ha detto di essere tornato, come diceva il suo amico  Bobbio, alla vecchia fede dei Padri. Una scelta che ha creato una qualche confusione, considerata la sua lunga  militanza laica. Ma chi conosce il pensiero di Quaglieni che è un maestro della laicità, come gli riconobbe Abbagnano nel suo Dizionario filosofico, sa che lui non è mai stato un laicista contrario alla religiosità, ma un laico rispettoso  al fatto religioso. I suoi maestri sono Francesco Ruffini, Arturo Carlo Jemolo  e tanti altri credenti e laici. Anche Pannella parlava di laici credenti e non credenti. E’ stato sempre lontanissimo da Giorcello e da  Viano. Forse la sua lunga amicizia  con Giovanni Ramella  cattolico sedotto dal liberalismo, ha giocato un ruolo importante sulla lunga distanza. L’acido anticlericalismo di cui parlava Jemolo, gli è stato sempre estraneo. Quaglieni si è formato su Kant e il suo liberalismo cristiano. E’ sempre stato un antigiacobino. E’ amico da tanti anni anni di Marcello Pera. Il suo ritorno ad una fede praticata è  stata una scelta di vita. Ieri per il suo onomastico  è stato a Messa, una Messa celebrata in suffragio dei suoi genitori, come ha scritto su Fb. E’ rimasto un laico nel senso della tolleranza e del rispetto di tutte le idee. Una grande scelta civile  Come diceva Croce, anche Quaglieni non può “non dirsi Cristiano“. Non può stupire nessuno perché è una scelta coerente nata dall’idea di dolore e di morte di questi mesi.
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Antonio Venturi

Riaprono le sedi Inps in Piemonte

LE ATTIVITA’ VERRANNO SVOLTE SOLO SU PRENOTAZIONE Il primo giorno di luglio lsedi Inps del Piemonte riapronosu appuntamento,  gli sportelli di ricezione al pubblico. Un importante passo in avanti per un graduale ritorno alla normalità

La salute dei cittadini sarà garantita dalla massima attenzione posta nei locali in cui saranno erogati i servizi, questi saranno infatti tutti regolarmente sanificati, con percorsi di ingresso e di uscita diversificati, nel rispetto del distanziamento sociale e assicurando la disponibilità di idonei presidi igienizzanti. All’ingresso saranno posizionati termoscanner e l’accesso sarà consentito previa misurazione della temperatura e solo se muniti di mascherina. 

Per garantire l’adeguato distanziamento sociale ed evitare assembramenti sconsigliati, l’attivitàdi ricevimento degli sportelli delle Sedi Inps del Piemonte sarà assicurata esclusivamente su prenotazione. 

Il cittadino protrà prenotare l’appuntamento scegliendo il giorno e la fascia oraria desiderata, e potrà anche indicare il motivo per cui si rivolge allo sportello Inps. Sarà necessario presentarsi in sede cinque minuti prima dell’orario fissato e si permarrà presso gli sportelli il tempo strettamente necessario per ottenere l’informazione o il servizio richiesto. 

Diverse sono le modali di prenotazione: tramite smartphone, scaricando l’app “Inps Mobile”, o tramite portale accedendo al sito www.inps.it , nella sezione “Sportelli di Sede”. 

Inoltre, per non escludere da questa nuova fase chi non usa gli applicativi informatici, l’Istituto ha previsto la possibilità di prenotarsi anche tramite telefono, contattando i numeri provinciali già utilizzati per l’emergenza. Le Sedi del Piemonte, infatti, continueranno ad essere contattabili, per informazioni e prenotazioni dal lunedì al venerdì con orario 8:30 – 12:30.

E’ possibile prenotarsi anche chiamando il contact-center al numero 803.164 da telefono fisso o 06.164.164 da cellulare. 

Per motivi di sicurezza l’accesso agli sportelli in presenza sarà attivato, nel corrente mese di luglio, presso le Direzioni provinciali di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania Cusio Ossola, Vercelli e presso le Agenzie complesse di Collegno, Moncalieri, Pinerolo, Ivrea e Torino Nord. 

Iren compie 10 anni e presenta il nuovo logo

Un nuovo logo e una nuova corporate identity per celebrare i primi 10 anni di vita e tracciare la rotta dell’evoluzione futura del Gruppo Iren.

10 anni di vita, oltre 100 di storia delle aziende che, fondendosi, hanno guidato l’evoluzione dei servizi essenziali lungo tutto il ‘900, e un’identità definita, fondata su valori quali il rispetto dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’innovazione, la vicinanza ai territori e l’attenzione alle persone.

Da questo patrimonio nasce il nuovo
logo di Iren, con l’obiettivo di rafforzare l’identità del Gruppo e interpretare
l’evoluzione futura di una utility sempre più dinamica, innovativa e abilitatrice della
vita e delle aspettative delle persone.

Come sottolinea Renato Boero, Presidente del Gruppo, “Iren intende porsi come
soggetto abilitatore allo sviluppo dei territori serviti, aiutandoli ad affrontare le sfide di
sostenibilità economica, energetica e ambientale e i nuovi scenari di innovazione nei
servizi. La nuova immagine di Iren vuole unire la consolidata esperienza e il knowhow

maturati in questi 10 anni con la propensione allo sviluppo, all’innovazione e
alla crescita futura del Gruppo”.

Nato nel 2010 dalla fusione tra le due multiutility Iride ed Enìa, Iren ha vissuto una
crescita straordinaria che l’ha portata a essere una delle prime 25 aziende industriali
italiane per ricavi, a generare un contributo al PIL Nazionale di 2,5 miliardi euro e,
grazie alla propria attività, a consentire l’attivazione di quasi 30mila posti di lavoro
nel Paese.

10 anni di vita in cui il Gruppo ha distribuito un valore aggiunto di 10,3 miliardi di
euro, dividendi cumulati per 746,3 milioni di euro e realizzato investimenti operativi
per 3,6 miliardi di euro.

10 anni con ricadute importanti sull’occupazione, sull’indotto economico e
sull’impatto ambientale, per un totale di 1.648 assunzioni, 6,1 miliardi di euro ordinati
ai fornitori e una media di 2,1 milioni di tonnellate di CO2 evitata e 590.000 Tep
risparmiate ogni anno.

La nuova immagine mantiene la memoria del Gruppo, ma segna un deciso passo in
avanti per un’azienda innovativa, nella quale i servizi offerti, simboleggiati dalla
varietà dei colori, sono maggiormente integrati e connessi, con una fluidità di forme

che simboleggia la capacità di Iren di adattarsi a esigenze in continuo mutamento,
pur senza dimenticare i valori e gli obiettivi che hanno guidato e guideranno il futuro
della società: l’attenzione per l’ambiente, per le persone e il contatto con i territori.

La nuova immagine accompagnerà infatti Iren nei prossimi anni nel suo ruolo di
attore protagonista della straordinaria trasformazione che sta vivendo il settore dei
servizi pubblici, attraversato dalla transizione energetica, dalla digitalizzazione, dalla
liberalizzazione dei servizi e dall’elettrificazione della mobilità, in un’ottica sempre più
orientata all’economia circolare.

L’evoluzione di Iren sarà concretamente supportata dai 3,3 miliardi di investimenti
previsti al 2024, di cui 2 miliardi in sostenibilità e 350 milioni in digitalizzazione, e da
una strategia di crescita sull’intero territorio nazionale, confermando al contempo
l’attenzione e il radicamento sui territori in cui è tradizionalmente attivo il Gruppo.

“Centralità del cliente, transizione energetica, sostenibilità delle risorse, vicinanza ai
territori e rivoluzione tecnologica sono i pilastri sui quali abbiamo costruito il percorso
di crescita di Iren in questi anni. Grazie a un costante incremento degli investimenti
vogliamo continuare a essere un attore protagonista del settore guidandone il
processo di consolidamento e il ruolo di innovatore e interprete dei trend e delle
sfide dei prossimi anni”, ha concluso l’Amministratore Delegato Massimiliano
Bianco.

Edlizia, in arrivo gli aiuti per costruzioni e ristrutturazioni

FINO AL 100% DEI COSTI DI COSTRUZIONE PER RISTRUTTURAZIONI O AL 50% PER NUOVE EDIFICAZIONI

Si dà attuazione all’articolo 18 della legge “RipartiPiemonte”; che prevede per cittadini e imprese che vogliano ristrutturare o edificare una struttura la copertura da parte della Regione dei costi di costruzione dovuti ai Comuni, fino al 100%, nel caso di recuperi, o al 50%, nel caso di nuovi stabili, per un importo un massimo che non può comunque superare i 50 mila euro.

Su proposta del vicepresidente e assessore all’Urbanistica, Fabio Carosso, infatti, nella seduta del 30 giugno, la Giunta ha approvato la delibera che regola le modalità per accedere a questa agevolazione, stanziando per l’anno in corso 26 milioni di euro.

Le pratiche verranno gestite attraverso una piattaforma informatica disponibile dall’8 luglio.

Possono beneficiare del contributo regionale le istanze edilizie (CILA, SCIA, PdC), presentate ai Comuni del Piemonte nel periodo compreso tra il 29 maggio 2020 ed il 30 novembre 2020. Le richieste dovranno essere presentate sulla piattaforma informatica entro le ore 24 del 30 novembre 2020. Può essere ammessa una sola domanda per titolare di istanza edilizia.

Sulla piattaforma, le domande di contributo dovranno essere presentate da professionisti abilitati per la presentazione di istanze edilizie a nome e per conto di privati e imprese e saranno ammesse secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Come funziona il procedimento

Il privato o l’impresa al momento del deposito dell’istanza edilizia al Comune o, comunque, prima della presentazione della domanda di contributo deve obbligatoriamente informare il Comune di volersi avvalere dell’agevolazione. Il professionista delegato inoltra richiesta di contributo esclusivamente compilando l’apposito modello su piattaforma informatica, allegando i documenti indicati.

Il Comune sede dell’intervento a conclusione dell’istruttoria/procedimento con esito positivo della SCIA e del PdC, o ad avvenuto ricevimento della CILA, esclusivamente tramite la piattaforma informatica con apposito codice operatore, richiama l’istanza, inserisce il costo di costruzione, valida i dati relativi al tipo di intervento e al titolare dell’istanza edilizia. Ad esito conclusivo positivo dell’istruttoria, la Regione Piemonte erogherà al Comune l’importo del contributo del costo di costruzione dovuto in un’unica soluzione.

Per fornire nel dettaglio ai professionisti e ai Comuni tutte le informazioni necessarie sul procedimento e l’uso della piattaforma informatica la Regione, Anci e Ance, hanno organizzato tre webinar, il primo dei quali si è svolto stamattina. Gli altri si terranno il 6 e il 7 luglio. L’indirizzo per iscriversi si trova nella locandina allegata. La registrazione del webinar sarà disponibile sulla pagina Facebook della Regione.

Si tratta di una misura molto importante – dichiara il vicepresidente Carosso – che ha l’obiettivo di ridare slancio a un settore come l’edilizia, fondamentale per la nostra economia non solo in sé, ma anche perché trainante per altri comparti, soprattutto artigiani. Abbiamo poi scelto di privilegiare le operazioni di ristrutturazione, iniziando a valorizzare il concetto di riuso che sarà alla base della nuova legge urbanistica alla quale stiamo lavorando. Ci tenevo infine a ringraziare le organizzazione rappresentanti degli enti locali, ANCI, ANCPI e UNCEM, che hanno condiviso con noi la definizione delle procedure per l’erogazione dei contributi, cercando di renderlo il più snello e semplice possibile”.

Fondi per il biologico e i giovani agricoltori

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’Assessore all’Agricoltura e Cibo, Marco Protopapa, ha recepito ufficialmente le modifiche al Programma di sviluppo rurale 2014-2020 del Piemonte, approvate il 5 giugno 2020 dalla Commissione europea, consistenti in una rimodulazione dei fondi: oltre 30 milioni di euro complessivi vengono concentrati sulle misure del Psr per l’agroambiente, il biologico, l’indennità compensativa e i giovani agricoltori.

“Il recepimento è un atto formale – sottolinea l’assessore regionale, Marco Protopapa – ma dal mese scorso sono già stati emanati i bandi regionali sulle misure 10, 11 e 13 del Psr sotto la responsabilità dell’Autorità di gestione. Abbiamo voluto procedere con immediatezza per dare liquidità alle aziende agricole che richiedono i contributi sulle misure del Psr a superficie”.

“In questo momento – prosegue Protopapa – dove l’attenzione della Regione Piemonte è quella di sostenere il settore agricolo dopo il critico momento a causa del COVID-19, con questa azione ben 11000 aziende troveranno un concreto aiuto economico utile per un’ auspicata ripresa”.

30 milioni di euro sono così rimodulati sulle seguenti misure del PSR 2014-2020:

– 1 MLN euro di finanziamenti regionali integrativi viene inserito sull’operazione 6.1.1 “insediamento giovani agricoltori”, al fine di favorire l’accesso dei giovani all’attività agricola.

– 22,3 MLN euro a favore dell’operazione 10.1.1 “produzione integrata”: questo importo aggiungendosi ai 4 milioni di euro circa di economie già presenti sulla misura, consentirà l’apertura per l’annualità 2020, prolungando così di un ulteriore sesto anno il bando quinquennale aperto nel 2015. Verranno finanziate circa 5mila aziende per il 2020.

– 8,3 MLN euro complessivi, tra modifiche ed economie della misura, a favore dell’operazione 13.1 “indennità compensativa per l’agricoltura in zone montane”, al fine di contribuire all’apertura del bando 2020 per circa 7 mila aziende.

– 1,16 MLN euro a favore dell’operazione 11.1.1 “conversione agli impegni dell’agricoltura biologica” che permetterà anche in questo caso il prolungamento degli impegni al sesto anno  al fine di garantire la possibilità a tutte le aziende che hanno aderito a tale operazione e vedono l’impegno terminato nel 2019 di proseguire ancora un anno, andando ad interessare complessivamente 680 aziende, attraverso l’adesione ai bandi.

Il trasferimento di fondi permetterà di aprire anche il bando sull’operazione 11.2 relativa al mantenimento degli impegni dell’agricoltura biologica, completando così il quadro del sostegno offerto dalla misura 11 (sia per le aziende che proseguono gli impegni sia per quelle in conversione dal convenzionale al biologico).

 

Incoscienti i giovani che si divertono? No, il virus rinasce tra i lavoratori

Criminali quei ragazzi che si sono baciati nonostante il Covid e le raccomandazioni. Era inevitabile che i contagi tornassero ad aumentare. Già, peccato che i nuovi focolai siano concentrati sui posti di lavoro, oltre che nelle residenze per anziani.

Ma lorsignori, politici e virologi a gettone, erano andati in tv a strillare contro i giovani incoscienti, contro le famiglie irresponsabili che portavano i bambini a giocare con gli amici, contro i folli che prendevano il sole in spiaggia sul medesimo asciugamano doppio. Mentre i lavoratori, spergiuravano lorsignori, erano al sicuro perché i padroni sono responsabili ed attenti…

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Incoscienti i giovani che si divertono? No, il virus rinasce tra i lavoratori

E Loescher destina 300 mila euro agli studenti meno abbienti

I fondi, che saranno gestiti dall’assessorato regionale all’Istruzione, andranno a integrare quelli stanziati per i voucher scuola. L’assessore Chiorino: «Un grande e significativo gesto di filantropia da parte di una casa editrice che rappresenta un punto di riferimento per il Piemonte e per l’Italia». Il direttore generale Griffa: «Crediamo sia giusto e opportuno, in questo momento di difficoltà, affermare con forza il valore dell’istruzione». 

Un grande gesto di solidarietà da parte di una casa editrice storica come Loescher Editore, che ha donato 300mila euro che, attraverso la Regione Piemonte, serviranno a sostenere gli studenti scuola primaria meno abbienti. I fondi serviranno per acquisti di attrezzatura informatica: elemento essenziale per attivare adeguatamente la didattica digitale che sarà ancora alla base dell’avvio del prossimo anno scolastico. L’assessorato Istruzione, Lavoro, Formazione professionale, Diritto allo Studio universitario e la Loescher hanno concordato che la donazione andrà ad inserirsi con grande rilevanza, in una linea di finanziamento storicamente fondamentale per l’applicazione del diritto allo studio piemontese: il bando voucher scuola.

Le richieste, infatti, ogni anno sono numerose e la possibilità di poter usufruire di un ulteriore intervento di 300mila euro potrebbe permettere l’assegnazione dei voucher per circa 1875 studenti in più. La quota di assegnazione per la primaria, che sarà calcolata in base all’ISEE dei beneficiari e all’eventuale disabilità o difficoltà di apprendimento, individuati dalla Regione, varierà fra i 160 e i 240 euro. Alla chiusura del bando sarà possibile conoscere il numero corretto degli studenti che avranno utilizzato il voucher per l’acquisto di dispositivi elettronici, come computer o tablet. Sulla base della donazione, saranno aggiunte anche le sim card fra le voci delle spese ammissibili.

Alla conclusione del periodo di utilizzo del voucher, saranno forniti i dati, in forma aggregata per motivi di privacy, relativi alle spese per materiale informatico sostenute dalle famiglie degli studenti della scuola primaria.

«Ringrazio Loescher Editore – spiega l’assessore regionale al Lavoro, Istruzione, Formazione e Diritto allo studio universitario, Elena Chiorino – e il suo direttore generale, Marco Griffa, per la grande sensibilità dimostrata in questo grave momento di crisi dovuta all’emergenza Covid, che sta mettendo a dura prova le famiglie piemontesi, in particolare quelle più deboli e fragili. Si tratta di un gesto molto significativo, certamente per l’entità della donazione erogata, ma soprattutto per quanto riguarda lo spirito con cui è stata pre- sa questa decisione da parte di una casa editrice come Loescher, che rappresenta un consolidato punto di riferimento per tutto il nostro territorio». «Loescher Editore, – prosegue Chiorino – infatti, è un vero e proprio fiore all’occhiello dell’editoria, della cultura e dell’impresa torinese e piemontese che ha dimostrato davvero, con questo sforzo non indifferente, un grande amore per il Piemonte e per i piemontesi». «È proprio da realtà come Loescher Editore – conclude Chiorino – che la nostra regione e la nostra Italia devono ripartire e sono orgogliosa di poter contare su imprese editoriali di questo livello, radicate sul nostro territorio».

«Il nostro marchio editoriale – afferma Marco Griffadirettore generale della casa editrice torinese, – è conosciuto da milioni di persone che da generazioni ricorrono ai nostri libri scolastici, ai dizionari, alle riviste e ai contenuti digitali che produciamo. Dobbiamo la nostra reputazione e il nostro lavoro alla scuola, e crediamo sia giusto e opportuno, in questo momento di difficoltà, affermare con forza il valore dell’istruzione. Abbiamo deciso quindi di contribuire concretamente destinando risorse finanziarie ai voucher scuola della Regione Piemonte, finalizzati all’acquisto di materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione per famiglie con basso reddito. In particolare, abbiamo mirato il nostro contributo alla scuola primaria, dove gli effetti dell’esclusione ci sembrano più gravi e dove non abbiamo conflitto di interessi».

Questa donazione è il coronamento di una serie di iniziative a favore delle scuole. Durante l’emergenza Loescher ha già prodotto oltre 200 webinar: lezioni a distanza tenute da intellettuali, insegnanti, formatori e formatrici che hanno affrontato molteplici argomenti, con l’obiettivo di offrire una vasta gamma di materiali per la didattica a distanza. A queste lezioni si sono poi aggiunti i video della webTv, resi disponibili gratuitamente, e centinaia di materiali didattici e di esercizi interattivi delle piattaforme Cloudschooling di Maieuticallabs e Bsmart. Nell’ultimo mese, per dare supporto agli studenti che stanno per finire la scuola secondaria e non hanno avuto occasione di visitare le università o di finire l’alternanza scuola lavoro è stato creato un portale dedicato all’orientamento: un repertorio di video interviste in cui lavoratrici e lavoratori, senza pretese di esaustività e di rappresentatività, ma con grande chiarezza e semplicità, raccontano il loro mestiere e provano a spiegare come sia possibile intraprendere oggi il loro stesso percorso.