ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 334

La Giornata dell’aria e dei cieli puliti

Il 7 settembre ricorre la seconda Giornata internazionale dell’aria pulita per i cieli blu, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/74/212 del 19 dicembre 2019.  

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani celebra la giornata ed accoglie l’invito dell’ONU all’azione per allineare i nostri sforzi e rivendicare il nostro diritto all’aria pulita.

Il tema del 2021 è “Aria sana, pianeta sano” per dare la priorità alla necessità di aria sana per tutti, nell’ambito degli obiettivi di lotta al cambiamento climatico, della tutela della salute umana e planetaria, nonché degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La pandemia che stiamo ancora attraversando ha insegnato che l’inquinamento è una questione sanitaria e la cronaca nazionale ci dimostra quanto possa essere pericoloso respirare aria inquinata.

Il Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato il 23 novembre 2020, infatti,  stima che in Italia siano 52.300 le morti premature ogni anno causate da elevati livelli di particolato fine (PM2,5), 10.400 quelle dovute al biossido di azoto (NO2) e 3.000 quelle per l’ozono (O3). Un simile impatto sulla premorienza della popolazione è legato al mancato rispetto da parte del Nostro Paese dell’obbligo sancito dal combinato disposto dell’articolo 13 e dell’allegato XI della direttiva 2008/50/CE del 21 maggio 2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla “qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” per la cui violazione siamo stati condannati dalla Corte di giustizia europea con sentenza del 10 novembre 2020.

Il Rapporto realizzato dalla Procura di Napoli Nord e dall’Istituto Superiore di Sanità sulle insorgenze di malattie nella «Terra dei Fuochi» come tumore al seno, l’asma, varie forme di leucemie e le malformazioni congenite ha confermato il loro nesso di causalità, o concausalità, con lo smaltimento illegale dei rifiuti e con i roghi con cui quotidianamente la cittadinanza è costretta a convivere.

Ed ancora questa estate abbiamo assistito ad una vera e propria aggressione di intere aree geografiche con incendi dolosi. La devastazione subita dai nostri territori è impressionante, secondo le stime di Coldiretti su dati Effis sono stati registrati il 256% di incendi in più rispetto alla media storica del periodo 2008-2020 che hanno riguardato decine di migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea, con un pesantissimo costo in termini di vite umane, di campi, animali selvatici, pascoli, ecosistemi e in termini economici. Ener2Crowd.com, inoltre, ha quantificato l’incidenza degli incendi di questa estate sulla concentrazione di Co2 nell’aria in un aumento del 7%.

È una situazione allarmante.

Le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno ridotto il limite consentito di particolato di biossido di zolfo, ozono e biossido di azoto nell’aria portandolo da 70 a 20 microgrammi per metro cubo. Tale contenimento, se adottato da tutti gli stati, potrebbe ridurre la mortalità del 15% e ridurre l’incidenza delle malattie dovute a infezioni respiratorie, delle malattie cardiache e dei tumori al polmone.

Tali azioni volte alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico contribuirebbero, inoltre, ad un calo nelle emissioni di gas che influiscono sui cambiamenti climatici. Fenomeni, quest’ultimi, ormai notoriamente legati alla nostra salute ed alla civiltà umana, sia perché accelerati dalle attività umane sia perché possono costituire una concreta causa di estinzione di massa del genere umano.

Uno studio del National Center for Climate Restorationaustraliano ha individuato nel 2050 l’anno dell’inizio dell’irreversibile collasso degli ecosistemi della Terra con l’aumento della temperatura globale di 3 gradi per raggiungere i 5 gradi nel 2100. In un simile scenario non sarà la Terra a rischiare concretamente la distruzione, ma l’umanità. La terra vive da quattro miliardi di anni, durante i quali ha attraversato fasi di surriscaldamento anche più drastici di quello a cui ci accingiamo ma mai lo ha fatto negli ultimi duecento mila anni da quando, cioè, esiste l’uomo sulla Terra.

La crisi climatica, dunque, non va affrontata come una questione solamente ambientale ma come una questione principalmente umanitaria.

È per questo motivo che riteniamo che ogni crimine perpetrato contro l’ambiente e gli ecosistemi debba considerarsi un crimine contro l’umanità e la pace.  

Il CNDDU sostiene vivamente l’introduzione dell’ecocidio nel novero dei crimini della giurisdizione della Corte penale internazionale per assicurare una fondamentale garanzia per la tutela ambientale e per le future generazioni.

Come riconosciuto dal Rapporto del segretario Generale dell’ONU UN SG A/73/419, infatti, il regime legislativo ambientale internazionale esistente è frammentato, incompleto, poco chiaro e poco reattivo, per cui urge un intervento legislativo armonizzato tra tutti gli Stati al fine di perseguire l’ecocidio nella più ampia scala possibile.

Le studentesse e gli studenti si apprestano ad affrontare il nuovo anno scolastico con le rinnovate incertezze dovute alla diffusione dei contagi avendo, oggi più che mai, bisogno di aria pulita nelle aule, nelle case, nelle città.

Le aule non hanno ricevuto interventi strutturali di adeguamento alle nuove esigenze anticontagio, né è stato ridotto il numero degli alunni, pertanto, ancora una volta, è affidato agli insegnanti il compito di assicurare la salubrità dell’aria nelle aule scolastiche attraverso la frequente areazione degli ambienti.

Per l’avvio dell’anno scolastico invitiamo le studentesse e gli studenti a riflettere sull’importanza di respirare aria pulita per sensibilizzare la loro attenzione sulle scelte quotidiane di tutta la comunità che possano compromettere tale diritto. Dopo un confronto peer to peer, potranno realizzare un “piano strategico per l’aria pulita per il cielo blu della propria città” da inviare alle autorità comunali che possano recepirne le proposte.

Concludiamo con un monito molto significativo del professor Telmo Pievani (Dipartimento di biologia dell’Università degli studi di Padova): Serve un’azione politica che azzeri il debito ambientale che stiamo lasciando ai nostri figli.

Ispirandoci a quanto sopra lanciamo per la giornata due hashtags: azzera il debito ambientale ed ecocidio crimine contro l’umanità.

#azzeraildebitoambientale

#ecocidiocriminecontrolumanità

prof.ssa Veronica Radici

CNDDU

Mais e soia, una giornata dimostrativa nel podere

Si terrà mercoledì 8 settembre la manifestazione dedicata ai confronti varietali e alle tecniche di coltivazione di mais e soia a Villafranca Piemonte
È prevista per mercoledì 8 settembre la giornata dimostrativa sul tema “Confronti Varietali e tecniche di coltivazione del mais, della soia e delle cover crops estive”, ospitata dalla Fondazione Podere Pignatelli presso la sede di Villafranca Piemonte, Frazione Madonna Orti 49. L’evento, organizzato con il patrocinio della Regione Piemonte e dei Comuni di Villafranca Piemonte e Vigone, costituirà un’occasione di confronto rivolto, in particolare, agli agricoltori e ai tecnici che operano nel settore maidicolo, ai rivenditori, a contoterzisti e professionisti.
Punto di riferimento e modello per l’agricoltura locale, la Fondazione Podere Pignatelli è oggi un centro di ricerca e sperimentazione di riferimento per la maiscoltura del Piemonte, grazie anche alle molteplici collaborazioni con realtà private, università, CAPAC ed enti pubblici.
La manifestazione, che si inserisce all’interno delle principali finalità dell’ente, avrà inizio alle ore 10:00 con le visite ai campi sperimentali e terminerà alle ore 17:00.
Durante la giornata è previsto un buffet, offerto dalla Fondazione Podere Pignatelli. L’intera manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti COVID-19 in vigore.
Per maggiori informazioni, è possibile scrivere a info@poderepignatelli.it o chiamare lo 011.9807021.

Documenti per richiedere l’ISEE: su poste.it con l’assistente digitale

Al rientro dalle vacanze bastano pochi minuti per ricevere la documentazione necessaria per richiedere l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) o la consistenza patrimoniale direttamente al proprio indirizzo mail certificato.

Per poter accedere alle agevolazioni riconosciute ai cittadini in termini di prestazioni (bonus nido, bonus per i libri scolastici, riduzione per la tariffa della mensa scolastica, riduzione per tasse universitarie e borse di studio, reddito di cittadinanza ecc.) Poste Italiane mette a disposizione un servizio veloce e innovativo grazie all’Assistente Digitale “Poste”.

Per richiedere il rendiconto annuale dei prodotti finanziari e assicurativi di Poste Italiane il cittadino deve essere registrato al sito poste.it e con mail associata potrà contattare, dal numero telefonico certificato, il voicebot al numero verde 800.00.33.22 oppure, dopo aver effettuato l’accesso all’area riservata, utilizzare il chatbot presente sui siti internet www.poste.it e www.postepay.it.
A questo punto, specificando l’anno di riferimento, sarà possibile richiedere la tipologia di certificazione che si vuole ricevere scegliendo tra documentazione ISEE o consistenze patrimoniali.
Poste Italiane fornirà all’indirizzo mail certificato, un unico documento contenente tutte le informazioni relative ai prodotti posseduti come ad esempio conti correnti BancoPosta, Libretti di Risparmio, Buoni Fruttiferi Postali, Carte PostePay, Fondi di Investimento e Polizze Assicurative.

L’Assistente Digitale “Poste”, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 inclusi i festivi, è un’intelligenza artificiale rappresentata da un “faccino” giallo-blu in grado di indirizzare le esigenze dei clienti di Poste Italiane.
“Poste” è in grado di fornire informazioni, come il saldo e la lista movimenti del proprio conto corrente, bloccare la carta o ancora richiedere il duplicato del PIN e altro ancora.
Per richiamare “Poste” sui siti internet www.poste.it e www.postepay.it è sufficiente cliccare sull’apposito “oblò” in basso a destra nelle pagine.

Nel caso in cui l’Assistente digitale non sia in grado di trovare la soluzione, provvederà automaticamente a mettere in contatto il cliente con un operatore.

La Regione approva il Documento strategico

All’unanimità dei votanti (28 sì e 16 non partecipanti) il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la proposta di deliberazione 159 “Documento Strategico Unitario della Regione Piemonte per la programmazione dei fondi 2021 – 2027”. Si tratta di un documento di 149 pagine che disegna le linee strategiche della Regione nei prossimi anni.

“Le linee di indirizzo contenute definiscono le direttrici prioritarie di intervento per lo sviluppo del Piemonte nel prossimo decennio e costituiscono il perimetro strategico entro cui utilizzare al meglio le risorse della programmazione europea 2021-2027”, si legge nell’introduzione. Si veda qui a fianco il link al documento per esteso.

Secondo il Pd la finalità precipua della Regione è proprio quella della programmazione: su Sanità, trasporti, fondi europei. Sinora questa Giunta non ha dato una grande prova nella programmazione strategica. Il nostro sarà voto non sarà contrario ma di presenza, perché per esempio riscontriamo una totale mancanza di politiche per i migranti e i rom.

Per il capogruppo di Fdi, c’è una programmazione di ampio respiro e a medio termine. Questa, ha spiegato, è una grande occasione e i sindaci potranno essere attori protagonisti di tale piano strategico. Anche le Province devono essere coinvolte: in molte parti del Piemonte Torino è lontana, dobbiamo decentrare.

Questo documento pluriennale, ha spiegato la Lega nel suo intervento, ci permette di programmare l’uscita dalla crisi. Già prima della pandemia l’economia del Piemonte era in difficoltà, ulteriormente aggravata dai lockdown. Alcuni punti cardine del piano come l’ambiente, il clima, l’economia circolare, ci fanno dire che siamo sulla strada giusta.

A parere del Movimento 5 stelle dobbiamo puntare sulle risorse rinnovabili. In Piemonte abbiamo molti invasi per l’energia idroelettrica, ma dobbiamo anche investire nel comparto fotovoltaico ed eolico.

Automobilisti, rispettate le corsie dei mezzi pubblici e di soccorso!

A Torino sono stati presentati tre video per sensibilizzare gli automobilisti al rispetto delle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici e di soccorso.

Gli spot, nati da una segnalazione di GTT S.p.A. sull’utilizzo improprio delle corsie riservate ai propri mezzi che ultimamente sta assumendo dimensioni sempre maggiori,  sono inseriti all’interno di una più ampia campagna di ‘Educazione Civich’, di cui fanno parte anche i video  tutorial sulla conduzione di biciclette e monopattini, messa in atto dalla Polizia Municipale di Torino per contrastare e ridurre quei comportamenti vietati, diffusi su tutto il territorio comunale, che possono avere un riflesso negativo sulla sicurezza e sulla vita quotidiana degli altri cittadini.

 ‘Si tratta di azioni di prevenzione e formazione in linea con la filosofia portata avanti fino ad oggi, nella quale crediamo fortemente, che vanno ad affiancarsi alle azioni di repressione dalle quali non si può comunque  prescindere’, spiega il Comandante della Polizia Municipale, Emiliano Bezzon. ‘Abbiamo recepito la segnalazione di GTT e le lamentele dei molti cittadini virtuosi e, come già avvenuto per i monopattini e le biciclette, seppur con tipologie di video differenti, attraverso l’ironia, come già fatto nei video sulle  truffe agli anziani e in quello di sicurezza stradale sull’utilizzo del cellulare durante la guida, lo scopo è sempre quello di sensibilizzare automobilisti e cittadini al rispetto delle regole e del Codice della Strada, ma anche quello di enfatizzare gli effetti negativi che i comportamenti poco virtuosi hanno sulla vita del prossimo. “E che sarà mai”, come dice il protagonista del video, è un modo comune di minimizzare con sufficienza gli effetti lesivi sugli altri cittadini, su quelle persone che perdono opportunità per colpa di un comportamento sbagliato, un mantra che sentiamo dire in maniera ricorrente…. E che sarà mai!’.

I ristoratori tengono duro

Fondamentale è stato fare rete e operare sinergicamente con i colleghi durante l’emergenza Covid. Sono i primi risultati – anticipati in anteprima al Festival del Giornalismo alimentare –  di uno studio ideato e promosso da Ambasciatori del Gusto insieme all’Ordine degli Psicologi del Lazio.

L’indagine ha affrontato per la prima volta lo stress lavorativo nel mondo Horeca
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha scelto il palco del Festival Internazionale del Giornalismo Alimentare per presentare in anteprima i primi risultati del progetto “La Psicologia a sostegno della ristorazione” ideato e promosso insieme all’Ordine degli Psicologi del Lazio e realizzato grazie ai fondi “50 Best for Recovery” ricevuti dall’Associazione, unica realtà italiana ad essere stata selezionata, nel giugno 2020.
Se è vero che la ristorazione è caratterizzata da uno dei più accesi stress lavorativi e che dell’emergenza Covid ha subito le conseguenze più drammatiche, lo studio condotto finora ha evidenziato che il ristoratore, inteso come imprenditore tout-court che ha sulle proprie spalle la responsabilità e la gestione non solo della cucina ma anche della propria azienda (amministrazione, personale, marketing), si dimostra un soggetto capace di fronteggiare la tempesta, adattandosi, reagendo e rispondendo.
Solo il 2% degli intervistati, infatti, ha pensato di gettare la spugna mentre il restante 98% intende continuare la propria attività magari apportando qualche modifica (il 62% ne modificherà l’organizzazione e il 52% l’offerta).
Il 72% degli intervistati, inoltre, ha scelto di reagire all’emergenza investendo il proprio tempo nell’aggiornamento professionale il 60% si è dedicato alla ricerca di informazioni utili per la propria attività.
Non solo. Il ristoratore conferma, anche nel momento più complesso, la totale dedizione alla propria attività imprenditoriale: oltre l’80% ha pensato ad alternative possibili e congrue a mantenere in vita l’azienda. E nel farlo si è confrontato con i colleghi (oltre il 78%) ribadendo quanto sia importante, e ormai imprescindibile, il fare rete insieme.

Via dalla città! I contributi della Regione a chi sceglie di andare a vivere in montagna

LA REGIONE PIEMONTE LANCIA UNA CAMPAGNA NAZIONALE

CON INCENTIVI PER CHI SCEGLIE DI ANDARE A VIVERE TRA LE SUE MONTAGNE

Contributi da 10 a 40 mila euro per acquistare o ristrutturare una casa

Il bando è uscito  il 1° settembre con un investimento di 10 milioni di euro



Voglia di ritmi più lenti e in armonia con la natura? Di luoghi incontaminati in cui respirare a pieni polmoni e far crescere i propri figli in libertà? Di un posto diverso dove continuare il proprio lavoro, sempre più connesso e smart, o in cui iniziare magari una nuova attività?

Cambiare vita si può. E la Regione Piemonte ti aiuta a farlo, lanciando una campagna nazionale che offre incentivi a chi sceglie di trasferirsi da una città italiana in uno dei piccoli comuni di montagna incastonati tra le Alpi piemontesi.

La montagna non è e non va vista come una riserva inaccessibile, ma come un grande propulsore di economia, natura, enogastronomia, turismo e di tutto ciò che di meraviglioso ha da offrire – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Penso che, dopo due anni di pandemia, questa idea dell’aria fresca, dell’aria pulita, della possibilità per chi lo desidera di vivere a contatto con la natura, siano valori su cui investire per il nostro futuro e per quello delle nostre straordinarie montagne”.

L’iniziativa punta a sostenere la rivitalizzazione e il ripopolamento delle aree montane, anche a seguito dei bisogni sociali crescenti causati dall’attuale emergenza sanitaria.

Chi risiede in un centro urbano in Italia e intende acquistare o recuperare un immobile in un comune montano del Piemonte con meno di 5.000 abitantida rendere prima casa trasferendovi la propria residenza, potrà aderire ad un bando della Regione Piemonte che offre contributi da 10 a 40 mila euro. Il bando stanzia complessivamente 10 milioni di euro.

Una promessa mantenuta e l’offerta di una scelta di vita nuova – dichiara Fabio Carosso, vicepresidente e assessore alla Montagna della Regione Piemonte –. Conosco le nostre montagne: abbiamo comprensori sciistici di fama mondiale accanto a valli e borghi da riscoprire che pagano lo spopolamento. Durante i primi mesi del mio mandato ho visitato molte delle Unioni montane, incontrato i sindaci di piccoli Comuni e subito ho chiesto al settore Montagna di lavorare alla realizzazione di un’iniziativa che potesse aiutare i giovani a scegliere la montagna per viverci”.

Il bando è stato pubblicato il 1° settembre su https://bandi.regione.piemonte.it e all’inizio di novembre verrà aperta la piattaforma per le domande; per presentarle ci sarà tempo fino a fine di dicembre 2021.

Una misura che non resterà isolata e che si aggancia in modo sinergico ad un altro bando che la Regione Piemonte lancerà in autunno per incentivare la nascita delle “botteghe dei servizi” con specifici contributi per sostenere le attività nei territori montani che offrono servizi alla cittadinanza.

Insieme al bando residenzialità afferma ancora il vicepresidente Carosso – stiamo lavorando con le Unioni montane all’individuazione di importanti azioni per le nostre ‘botteghe dei servizi’, volte a contrastare la desertificazione commerciale nei paesi montani e, di conseguenza, a garantire agli abitanti di queste zone la fruizione di beni e servizi che ne migliorino la qualità della vita”.

In tutto sono 465 i Comuni montani del Piemonte con meno di 5 mila abitanti protagonisti del bando (48 in provincia di Alessandria, 12 in provincia di Asti, 48 in provincia di Biella, 132 in provincia di Cuneo, 3 in provincia di Novara, 132 in provincia di Torino, 66 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 in provincia di Vercelli). È possibile consultarli sul sito della Regione Piemonte.

Possono presentare la domanda i nati a partire dal 1955 e, per fare in modo che al bando aderiscano soprattutto i giovani, i nati dopo il 1980 riceveranno un punteggio più alto.

Punteggio premiante anche per gli interventi effettuati in un Comune ad alta marginalità, l’attività lavorativa esercitata in un paese montano oppure in smart-working almeno al 50% nell’abitazione per la quale si chiede il finanziamento, un Isee uguale o inferiore a 20.000 euro, almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni che avrà residenza e dimora abituale nell’immobile acquistato. Punti in più anche per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte e per l’utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, ma anche se l’incarico dei lavori viene dato ad imprese con sede legale in un Comune montano piemontese.

Per beneficiare dei contributi occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un’unità immobiliare ad uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 Comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci  anni. In caso di contributo relativo all’acquisto, l’atto di compravendita dovrà essere stipulato entro 6 mesi dalla data di approvazione della graduatoria, mentre i lavori di recupero del patrimonio esistente dovranno essere ultimati entro 18 mesi. La rendicontazione dovrà essere trasmessa, invece, entro 3 mesi dalla conclusione dei lavori di recupero, ovvero dalla stipula dell’atto di compravendita.

https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/gallery/tutte-immagini-della-campagna-comunicazione è il link dove è possibile vedere e scaricare le immagini della campagna. Tra i testimonial ci sono anche persone e famiglie che hanno già scelto di vivere nelle montagne del Piemonte.

Allevamenti bovini a rischio chiusura

Confagricoltura: diminuisce il numero degli allevamenti bovini da carne,  a rischio la filiera zootecnica piemontese

 

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte: in 10 anni sparito un allevamento su cinque. Chiuse le stalle è praticamente impossibile riaprirle 

L’Italia importa oltre il 50% della carne bovina che consuma, ma nonostante questo gli allevamenti zootecnici sono in difficoltà. I prezzi all’origine sono stazionari o in flessione da troppo tempo e l’incremento del costo di tutte le materie prime, compresi i cereali, che negli ultimi sei mesi ha fatto registrare un aumento di circa il 50%, incide in modo pesante sui costi dell’alimentazione degli animali, costringendo gli allevatori a lavorare in perdita.
Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, sottolinea che “se questa situazione dovesse perdurare molte stalle chiuderanno, con un danno irreparabile per quanto riguarda la qualità delle nostre produzioni, la filiera agro-zootecnica e la tutela del paesaggio”. Sono molte, infatti, le mandrie che nei periodi estivi raggiungono gli alpeggi, contribuendo a tenere vive le nostre montagne.
Anche il comparto della Razza Piemontese, che fino a qualche anno fa sembrava al riparo da crisi di mercato, fa registrare una flessione dei prezzi dei bovini maschi di circa il 25% nell’ultimo anno, fatto che spinge molti allevatori a valutare la conversione della produzione.
Nel 2010 in Piemonte c’erano 3.625 stalle di bovini da carne che allevavano 264.488 capi. A luglio di quest’anno – evidenzia Confagricoltura – il numero degli allevamenti è sceso a 2.828, con 239.821 capi bovini allevati.
“In Piemonte in un decennio si è registrata una flessione del 22% del numero degli allevamenti – dichiara Allasia – e una volta chiuse le stalle è quasi impossibile riaprirle: per costituire un allevamento valido dal punto di vista genealogico servono infatti competenza, passione e investimenti rilevanti, tutti elementi di cui i giovani non dispongono. Per questo è necessario concentrare gli sforzi per evitare che chiudano altri allevamenti”.
Confagricoltura ha chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa la convocazione di un incontro “per individuare congiuntamente alle altre organizzazioni della filiera le iniziative da adottare per fronteggiare l’emergenza”.

 

I giovani Anpas contro ogni violenza di genere

ATTRAVERSO LA CAMPAGNA #SIGNALFORHELP

 

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato regionale del Piemonte ha realizzato un video di un minuto per sensibilizzare contro le violenze di genere e abusi e per promuovere il segnale di aiuto. Signal for help è un gesto fatto con una sola mano per chiedere silenziosamente aiuto.

Il segnale di aiuto è stato lanciato dalla Canadian Women’s Foundation nell’aprile del 2020, in piena emergenza Covid-19, quando le necessarie misure di isolamento sociale dovute alla pandemia hanno reso più difficile per le persone a rischio di violenze cercare aiuto in sicurezza.

Il video #SignalForHelp realizzato da Anpas è nato da un’idea delle ragazze e ragazzi del Gruppo Giovani Anpas Piemonte, i quali hanno inoltre partecipato alle riprese in qualità di attori protagonisti.

 

Vincenzo Sciortino, responsabile della Comunicazione Anpas Piemonte: «La violenza di genere così come tutte le violenze rappresentano un problema grave e complesso che affligge la nostra società. Il messaggio veicolato dai nostri giovani non vuol essere una banalizzazione della problematica, ma unicamente una sensibilizzazione verso altri giovani affinché possano acquisire consapevolezza della drammatica situazione e farsi veicolo di un messaggio di prevenzione».

«Il Gruppo Giovani di Anpas Piemonte – spiega Riccardo Casaro, viceresponsabile del Gruppo Giovani Anpas Piemonte – ha ideato questo video per sostenere la campagna #SignalForHelp, gesto lanciato dalla Canadian Women’s Foundation nel 2020 che significa: urgente richiesta d’aiuto contro la violenza domestica. La speranza è che il segno possa diventare simbolo di sensibilizzazione sulla tematica delle violenze di genere».

«Dopo aver visto altri video inerenti all’argomento in questione – racconta la responsabile del Gruppo Giovani Anpas Piemonte, Samantha Ferrari – abbiamo pensato che i giovani volontari potessero contribuire alla campagna sensibilizzazione #SignalForHelp cercando di fare emergere questa problematica, purtroppo ormai diffusa anche tra i ragazzi. Quando abbiamo proposto questa iniziativa ai ragazzi abbiamo ricevuto un’ondata di risposte positive. Entusiasti hanno iniziato a proporre idee, a cercare più informazioni possibili per non risultare banali e approssimativi nel parlare di violenza. Quindi abbiamo cercato tutti insieme di comunicare e portare avanti quello che Anpas ci ha insegnato: essere presenza, accompagnare, condividere una responsabilità promuovendo atteggiamenti coerenti ed efficaci nei confronti delle problematiche individuate».

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 10.301 (di cui 3.986 donne), 5.509 soci, 595 dipendenti, di cui 64 amministrativi che, con 433 autoambulanze, 220 automezzi per il trasporto disabili, 260 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 4 imbarcazioni, svolgono annualmente 493.795 servizi con una percorrenza complessiva di 16.035.424 chilometri.

Il video Anpas sul Segnale di aiuto è disponibile in alta risoluzione al seguente link per il download:

https://we.tl/t-uZThxRe2CH

 

Prénatal e Toys Center sotto lo stesso tetto a Grugliasco

Prénatal Retail Group investe in nuove aperture e format innovativi, puntando a creare esperienze di acquisto immersive per tutte le famiglie. A Grugliasco  arriva il grande multiformato: una superficie di 1200 mq firmata Prénatal e Toys Center.

Nel piano di sviluppo anche il remodelling per i punti vendita delle singole insegne.

Prénatal Retail Group, il distributore leader nel settore dell’infanzia, del giocattolo, e specialista nella moda 0-8 anni e mamma in attesa, accelera il suo piano di sviluppo all’insegna dell’innovazione e del design sostenibile. Solo a settembre si contano ben 4 aperture che si aggiungono a quelle di Arezzo, Roma Prenestina e San Giovanni Teatino (CH) degli ultimi mesi, oltre ai remodelling dei punti vendita di Roma (Bufalotta e Romanina) e Milano (la storica sede di Via Macchi). Un investimento finalizzato alla creazione di format che garantiscono alle famiglie il massimo supporto e un’esperienza di acquisto immersiva.

Arriva così a Grugliasco, alle porte di Torino, il nuovo multiformato che unisce sotto lo stesso tetto le insegne Prénatal e Toys Center. Un format in cui i brand si integrano totalmente, per rispondere alle esigenze di un ampio target, dai genitori in attesa fino ai bambini che giocano. Concepito in una dimensione circolare, il punto vendita di Grugliasco consente la fruizione libera di ogni spazio e categoria prodotto.
A caratterizzare la nuova sede, anche la scelta di materiali naturali ispirati al green design. Il legno è il grande protagonista, a partire dalla struttura centrale ideata come una grande casa sull’albero, dimensione giocosa per i piccoli, elemento funzionale per i grandi, unendo in un punto facilmente identificabile, accoglienza, informazioni e check-out.

Situato all’interno del parco commerciale ShopVille Le Gru, il nuovo store conta 1200 mq, di cui 500 dedicati al mondo dei giocattoli firmato Toys Center. Qui i bambini possono scoprire le proposte dei migliori brand oltre a 18 marchi esclusivi, e soprattutto iniziare subito a divertirsi grazie alle diverse attività pensate e proposte dall’insegna, come il gioco dell’oca, quello della campana o la pista calpestabile.

“Il nostro obiettivo è far sì che il negozio non sia semplicemente un punto di passaggio, ma un luogo magico per i bambini, il luogo dove inizia l’avventura, come sottolineato dal claim di Toys Center. In questo nuovo centro abbiamo inoltre concentrato a beneficio degli adulti tutte le potenzialità omnicanale sviluppate negli ultimi mesi come ad esempio ZeroCoda, l’innovativa soluzione che combina prenotazioni online e coupon digitali”, sottolinea Cristiano Flamigni, Toys Center Business Unit Director.

Una shop experience innovativa che prosegue negli oltre 700 mq dedicati a Prénatal, con le sue proposte di abbigliamento 0-8 anni, mom to be, il tessile per la cameretta, gli articoli di puericultura, il baby food e body care. Tra le importanti novità, la presenza di un kiosk, il “digital point” che permette di ordinare direttamente e in pochi passaggi anche gli articoli non presenti in negozio.
“In questa nuova location che rappresenta una vera evoluzione dei format per l’infanzia, abbiamo dedicato estrema cura all’allestimento e alla selezione di prodotti per guidare e semplificare l’esperienza di acquisto dei nostri clienti integrando alle modalità “in presenza”, soluzioni innovative per chi preferisce farlo “da remoto”. Insieme ai servizi già testati e apprezzati come il personal shopper o il drive-in che permette di ritirare comodamente fuori dal punto vendita senza fare code quanto ordinato telefonicamente, portiamo oggi a Grugliasco lo smartshop ovvero la possibilità di acquistare direttamente da casa tramite una videochiamata”, aggiunge Massimo Arioli, Managing Director di Prénatal.

Il Piemonte resta al centro di una seconda inaugurazione nel mese di settembre. Giovedì 9 si apriranno infatti anche le porte di un nuovo negozio Prénatal a Vinovo presso il Mondojuve Shopping Village. In uno spazio di 700 mq tra arredi naturali realizzati con legno di abete, un’ampia esposizione di abbigliamento 0-8 anni, gestante, oltre al baby food, ai prodotti per la prima infanzia e ai giocattoli dei migliori marchi. La struttura del negozio segue la logica del nuovo format e mette al centro l’info point e la cassa. Anche in questo nuovo punto vendita il “digital point” arricchisce l’offerta e aiuta i clienti nella scelta di qualsiasi articolo.

Indirizzo della nuova sede:
Prénatal e Toys Center
C/O Shopville Le Gru
Via Crea, 10/a
10095 Grugliasco TO