ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 334

Quale Sanità in Italia dopo il Coronavirus

/

Mercoledì 19 maggio 2021 – ore 17:30  Diretta streaming sulla pagina Facebook e sito della Fondazione Donat-Cattin

La mostra “Dai medici condotti al Servizio Sanitario Nazionale” sta facendo riflettere sul diritto alla salute di tutti i cittadini e sulle forme con cui, nella storia del nostro paese, è stato progressivamente assicurato. Non può mancare uno sguardo sul futuro.

il prof. Renato Balduzzi, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Cattolica e Ministro della Salute dal 2011 al 2013 a Torino presenterà una relazione sul tema culturale e politico sul ruolo della sanità pubblica come potente fattore di uguaglianza sociale e pilastro del welfare del futuro.

Con lui dialogheranno

Antonio Saitta, già Assessore alla Sanità della Regione Piemonte

Gian Paolo Zanetta, direttore generale dell’Ospedale Cottolengo di Torino

Gli aiuti alle coop di comunità sono legge

Con 46 sì il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la Proposta di legge 100, “Disposizioni in materia di cooperative di comunità”.

Il provvedimento, presentato dal primo firmatario Daniele Valle (Pd) e illustrato in Aula dai relatori di maggioranza Alberto Preioni (Lega) e di minoranza Valle, stanzia 30 mila euro annui per il triennio 2021-2023 per promuovere le “cooperative di comunità”, i cui soci sono cittadini che abitano nello stesso territorio e si mettono insieme per condividere la gestione di servizi essenziali che separatamente sarebbero economicamente insostenibili.

“Come amministratore di un piccolo centro – ha sottolineato Preioni – ritengo importante fare il possibile per mettere in campo misure contro lo spopolamento e la marginalizzazione dei territori, incentivando occasioni di lavoro per i giovani e aiutando economie sostanzialmente deboli. Il prodotto di tante microeconomie garantisce possibilità di lavoro e di sopravvivenza dei borghi e delle famiglie che vi risiedono stabilmente”.

“Questo provvedimento – ha aggiunto Valle – rappresenta una versione aggiornata di quanto già i nostri nonni hanno fatto per preservare la sopravvivenza nelle zone più frammentate e sguarnite di servizi del territorio piemontese. La pandemia ha incentivato la riscoperta e l’interesse per alcuni di questi luoghi e anche il Piemonte, come altre regioni, ha deciso di mettere in cam po strumenti per lottare contro lo spopolamento”.

Per sostenere la nascita e lo sviluppo delle cooperative di comunità la Regione può intervenire per mezzo di finanziamenti agevolati e contributi in conto capitale dedicati alla fase di start up, meccanismi di agevolazione della capitalizzazione da parte dei soci ordinari e sovventori o concessioni di beni immobili a titolo di comodato gratuito.

Il provvedimento prevede inoltre l’istituzione dell’Albo regionale delle cooperative di comunità, che sarà tenuto dalla Giunta e le cui modalità di tenuta e di aggiornamento verranno stabilite dalla Giunta stessa entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, sentita la Commissione consiliare competente.

 

Foto: Beura Cardezza, Valle D’Ossola (Archivio Consiglio regionale)

L’agroqualita’ dal campo alla tavola

Sarà il tema della puntata del 20 maggio di PARLACONME,  trasmissione condottadall’Agrifood e Organic  Specialist Simona Riccio

 

Si parlerà di agroqualita’, dal campo alla tavola, nel corso della trasmissione di PARLACONME di giovedì 20 maggio prossimo, dalle 18 alle 19, sulla Radio web Radiovidanetwork, e condotta da Simona Riccio,  Agrifood e Organic Specialist.

Ospiti della puntata saranno Dario Bagarella, Head of Food Certification Strategic Centre e Alberto Mangiantini, Amministratore Delegato presso Gelati Pepino 1884.

Dopo la puntata dedicata al mondo del biologico, trattatoattraverso la testimonianza di protagoniste femminili del settore, la trasmissione PARLACONME approfondisce questa volta il tema delle certificazioni con la partecipazione in studio di Dario Bagarella della multinazionale RINA, azienda che opera nel settore delle certificazioni, delle ispezioni e consulenza ingegneristica.

Per comprendere meglio il ruolo di RINA nel vasto panorama delle certificazioni agroalimentari, durante la puntata sarà presentato un case history di successo costituito dalla storica azienda torinese dei Gelati Pepino, che sarà rappresentatadall’amministratore delegato Alberto Mangiantini.

Gelati Pepino è il marchio storico torinese tra i più antichi e conosciuti a livello nazionale e internazionale,  capace di attraversare la storia d’Italia portando il gusto del buon gelato, rivolgendo sempre una grande attenzione alla selezione delle materie prime di qualità e dando vita, nel 1938, al celebre gelato “Pinguino”.

RINA, nata a Genova nel 1861 come ente di certificazione navale, è oggi una delle più antiche società di classificazione e certificazione internazionali, che è  stata capace di diventare un player internazionale, con oltre 3900 risorse e 200 uffici in settanta Paesi nel mondo, operando all’interno di un’ampia gamma di settori e fornendo una grande varietà di servizi certificati, anche in campo agroalimentare.

Mara Martellotta 

 

Occupazione femminile, sgravi per le imprese che assumono donne

La legge introduce in Piemonte il Registro regionale delle imprese virtuose in materia retributiva. A queste imprese la Regione riconoscerà una apposita “Certificazione di pari opportunità di lavoro in ordine alla parità retributiva tra i sessi e alla promozione delle pari opportunità di lavoro” e saranno destinatarie di benefici economici. La norma contiene alcune misure per contrastare l’abbandono lavorativo delle donne, in particolare il fenomeno delle dimissioni in bianco e il licenziamento delle donne nel periodo compreso tra il congedo di maternità obbligatorio e il primo triennio dopo il parto. L’ articolo 5 introduce misure che favoriscono le imprese che assumono donne con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato: riduzione IRAP del 50% per tre anni e un migliore punteggio nella valutazione dei progetti presentati per i bandi regionali. La Giunta regionale ha 60 giorni per emanare il regolamento attuativo della nuova legge.Tutti i gruppi consiliari e anche l’assessore Chiara Caucino per la Giunta, si sono detti d’accordo con le finalità della legge proposta da Domenico Ravetti (Pd), sostenuta dalle relazioni di minoranza di Francesca Frediani (Movimento4Ottobre) e Sean Sacco (M5s) e dalla relazione di maggioranza di Andrea Cane (Lega).Il consigliere Ravetti, primo firmatario della legge, nel suo intervento in favore della parità retributiva, ha anche ricordato la recente morte sul lavoro di una giovane madre 22enne, Luana D’Orazio, e la figura della madre costituente torinese Teresa Noce che mise le basi per le leggi sulla parità delle donne nel mondo del lavoro.
Il consigliere Cane ha illustrato nella sua relazione le finalità della proposta di legge: contribuire a promuovere la parità retributiva tra i sessi e sostenere un’occupazione femminile stabile e di qualità, anche con strumenti concreti per il superamento della differenziazione retributiva basata sul genere e per il sostegno al lavoro delle donne.La consigliera Francesca Frediani ha sottolineato come la vera parità di genere sarà raggiunta quando non ci sarà più nemmeno bisogno di una legge di questo tipo.Sean Sacco, consigliere del Movimento 5 Stelle, ha messo in risalto come la differenza retributiva tra uomini e donne sia oggi a discapito della donna: rimane a casa chi guadagna di meno e di solito è la lavoratrice che si trova in questa situazione.Nella discussione generale sono intervenuti i consiglieri: Marco Grimaldi (Luv), Alessandra Biletta (Fi), Carlo Riva Vercellotti (Fi), Alberto Preioni (Lega).

Con l’arrivo dell’estate il coronavirus scompare

A cura di: lineaitaliapiemonte.it

Con l’avanzare della primavera il Covid 19, così come tutti i virus influenzali, perde progressivamente la sua virulenza e i contagi si riducono decisamente. Questo è quanto emerge esaminando i dati sui decessi in Italia nel periodo compreso fra maggio 2020 e maggio 2021, riportati dal sito Worldometer Coronavirus…

… continua a leggere:

CON L’ARRIVO DELL’ESTATE…

Nuovi scenari per il Caat del futuro

Con un incremento del risultato rispetto all’anno precedente. Ne parliamo con il Presidente Marco Lazzarino

 

L’Assemblea dei Soci del CAAT (Centro Agroalimentare  di Torino), tenutasi lo scorso 14 maggio, ha visto l’approvazione del bilancio 2020 e il raggiungimento degli obiettivi che erano assegnati dagli azionisti al Consiglio di Amministrazione.

Il Bilancio di CAAT si chiude nuovamente in utile e con un incremento del risultato rispetto all’anno precedente.

 

“Il 2020 è stato un anno difficilissimo – spiega il Presidente del CAAT ingegner Marco  Lazzarino – caratterizzato dalla diffusionedel Covid 19.

Il CAAT, struttura nella quale ogni notte lavorano migliaia di persone, è riuscito ad affrontare la situazione emergenziale senza interrompere neanche per un giorno l’attività e garantendo alla città di Torino l’approvvigionamento di prodotti agroalimentari freschi e sani.

Abbiamo inoltre tutelato il lavoro e la sicurezza dei nostrioperatori e dei nostri clienti.

Nello stilare un bilancio di questi ultimi anni mi preme sottolineare alcuni risultati “qualitativi” che abbiamo conseguito e che ritengo importanti tanto, se non di più, rispetto a quelli strettamente “economici””.

“Quando mi insediai nel 2017 – precisa il Presidente Marco Lazzarino – il CAAT era in forte sofferenza economica e manutentiva (milioni di Euro di perdite pregresse e manutenzionecarente), era in atto un conflitto a tutto campo con i grossisti (proliferare di cause legali che rischiavano di affossare la società),erano presenti contratti di locazione mai rivisti e sempre tacitamente rinnovati e, infine, era in atto l’avvio di un percorso di dismissione quote da parte del principale socio pubblico.

La situazione, a distanza di quattro anni, è radicalmente mutata in positivo.

Da un primo importante punto di vista, la società ha raggiunto una solidità economica che ci permette di affrontare investimenti volti alla modernizzazione e dell’innovazione anche digitale; nei prossimi anni prevediamo consistenti investimenti nel settore della digitalizzazione, del risparmio energetico, nelle energie rinnovabili e nella logistica sostenibile.

In secondo luogo siamo stati capaci di ristabilire un clima di armonia e di collaborazione con i grossisti insediati presso il CAAT e, ad oggi, non vi sono più procedimenti giudiziali in relazione al foltissimo contenzioso sui rifiuti ereditato dalla precedente gestione.

Sono stati stipulati inoltre nuovi contratti di locazione, che hanno messo in sicurezza i conti futuri della Società e che hanno disciplinato in modo chiaro gli oneri comprensoriali a carico dei grossisti.
Abbiamo recentemente ratificato, mediante un’assemblea straordinaria, le modifiche Statutarie che hanno visto il riconoscimento del CAAT come Società di “Interesse Generale”.

Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’impegno corale di tutti i soggetti coinvolti e sono stati possibili grazie al sostegno dei Soci, che mi hanno stimolato e sostenuto nel difficile compito”.

 

“Un contributo fondamentale – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino-  è stato quello di APGO (l’associazione deigrossisti del CAAT), che ha collaborato lealmente e responsabilmente con la Società permettendo di superare il contenzioso e di sottoscrivere i nuovi contratti di locazione.

Il Comune di Torino, per mezzo dell’Assessore Avv. Alberto Sacco, e la Camera di Commercio, per mezzo del Direttore Dott. Guido Bolatto, hanno seguito con attenzione e costantemente favorito questo percorso, avendo ben presente l’importanza strategica del CAAT e del settore agroalimentare per l’economia della Regione, tanto più in un periodo difficile come il presente.

Nel corso di questi anni ho inoltre sempre avuto un confronto utile e costruttivo con gli amici Giancarlo Banchieri, Presidente di Confesercenti Torino, e Fabrizio Galliati, Presidente di Coldiretti Torino, i quali mi hanno supportato con i loro consigli e hanno sempre agevolato il confronto con le categorie da loro rappresentate.

La Regione Piemonte, infine, ha recentemente espresso un proprio rappresentante in seno al CDA e ciò dimostra attenzione e vicinanza nei nostri confronti.

Adesso sta a noi “approfittare” delle condizioni estremamente favorevoli nelle quali versiamo per cogliere tutte le opportunità della ripresa e delle risorse che verranno stanziate a favore dei mercati all’ingrosso nell’ambito del Recovery Plan.

Grazie infatti all’intensa attività di Italmercati (Rete di imprese che raggruppa i principali mercati all’ingrosso), i poli agroalimentari sono riusciti ad ottenere un riconoscimento ufficiale all’interno del PNRR. Ora la sfida di ciascun mercato agroalimentare è di predisporre piani di sviluppo e investimento”.

“Al CAAT – aggiunge il Presidente Marco Lazzarino – abbiamo già cominciato a lavorare in questo senso, mediante lapredisposizione di progetti nell’ambito della digitalizzazione, della logistica sostenibile e della sostenibilità energetica e ambientale. Vogliamo farci trovare pronti nel momento in cui le risorse si renderanno disponibili, avendo approntato dei progetti immediatamente “cantierabili” e come tali appetibili in base alle tempistiche esecutive richieste dal PNRR.

Per concludere voglio affermare che sono molto ottimista circa le prospettive future del CAAT e che il lavoro di squadra che è stato fatto sta portando frutti e ci pone nelle migliori condizioni per posizionare il CAAT tra le eccellenze del settore agroalimentare in Italia”.

Il senatore che vuole chiudere il museo Lombroso

 Il senatore Saverio De Bonis vuole chiudere il museo Lombroso. Che personaggio! Persino i pentastellati non lo vogliono più nelle proprie file.

Espulso, e non per questioni politiche, bensì per una restituzione di soldi alla regione Basilicata perché li avrebbe ottenuti dichiarando il falso. A casa mia, se così è successo,  sa di truffa. Eletto a Potenza con un mare di preferenze, accusa il museo che manco conosce di razzismo scientifico.
Purtroppo non è il primo, e quasi sicuramente non sarà l’ultimo. L’ignoranza al potere. Cesare Lombroso  fondatore della crimilogia moderna e della medicina legale nel nostro paese. Avrà certamente detto delle cose non fondate, ma ci è invidiato da molti paesi , in particolare quelli di cultura anglosassone. E poi al sottoscritto è sempre stato simpatico. Giusto al liceo scientifico Albert Einstein. Giusto quasi 50 anni fa.
Chiaramente ero,  già allora fuori linea.
Unico orizzonte possibile il Marxismo leninismo. Eppure il positivismo di Cesare lombroso mi piaceva. Questo tentativo di dare uno sbocco filosofico alle scienze. Intellettuale a tutto tondo. Dall’essere medico agli studi giuridici , per essere tra i primi antropologi. Oggi, più che mai, l’antropologia è essenziale per capire il perché siamo arrivati a questo punto. Decisamente non a caso a Cesare lombroso è stato dedicato un intero museo, in particolare sugli studi empirici da lui effettuati. L’accusa di razzismo è patetica e senza alcun fondamento. Si inserisce,  difatto, su un certo revanscismo neo Borbonico. Per loro, in estrema sintesi, i Savoia sono solo imperialisti che hanno , solo con la forza , cacciato i Borboni napoletani amatissimi dal proprio popolo. Ovviamente stupidaggini e balle colossali. Come, ad esempio, la vicenda del Forte di Fenestrelle. Prima considerato un lager dove migliaia di Soldati borboni hanno orrendamente perso la vita.
Poi , lo storico Alessandro Barbero, e il mio carissimo amico Juri Bossuto, per decenni presidente dell’ente Forte di Fenestrelle, con due diverse pubblicazioni, hanno dimostrato, dati alla mano,  esattamente l’opposto. Ma Barbero e Bossuto hanno una grave colpa: prima di dire studiano. Viceversa Il senatore De Bonis è orgogliosissimo della sua Ignoranza storica, vantandosene in giro.
Ultima domanda: il ministro ha l’obbligo della risposta? Ho paura di sì. In tal caso spero solo che si aggiunga del ridicolo ad una vicenda ridicola come il quella sollevata dal Senatore Saverio De Bonis.

Patrizio Tosetto

Nella foto Cesare Lombroso

“Giornata della famiglia” incontro dell’UPF e della WFWP

“La famiglia è il fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini”. Con questa dichiarazione delle Nazioni Unite, Carlo Zonato, presidente dell’UPF-Italia ha aperto la tavola rotonda sul tema “Quale famiglia .. verso quale futuro”.

L’incontro si è svolto il 14 maggio per celebrare la “Giornata internazionale della famiglia” proclamata dall’ONU nel 1994, che cade ogni anno il 15 dello stesso mese. A organizzare l’evento è stata la “Federazione internazionale per la pace nel mondo” (UPF-Italia) e la “Federazione delle donne per la pace nel mondo” (WFWP-Italia). Il presidente Zonato ha spiegato come “nell’ambito della visione di pace dell’UPF, la famiglia rappresenta il cardine fondamentale e per questa ragione ogni anno, in occasione di questa giornata, dedichiamo al valore famiglia delle riflessioni significative”.

Francesca Baldini, moderatrice dell’incontro ha ricordato le parole di Papa Francesco agli “Stati generali della natalità”, che ha esortato a considerare i figli come un dono e la necessità di rientrare in questa logica del dono. Il Papa ha inoltre invitato tutti quelli che credono nella vita e nell’avvenire ad andare avanti, a non arrendersi, perché “è bello sognare, sognare il bene e costruire il futuro, perché senza natalità non c’è futuro”. La giornalista ha poi citato il Reverendo Moon: “La famiglia è la scuola dove si insegna e si impara l’amore per l’umanità. Quando i figli cresciuti nell’amore dei loro genitori vanno nel mondo, si preoccupano della gente bisognosa, come hanno imparato a casa”. La moderatrice ha aggiunto come la famiglia sia “il nucleo centrale della società, palestra dove si impara non solo a camminare a parlare, ma anche ad apprendere i valori che poi ci delineano come persone umane”.
Elisabetta Nistri, presidente della WFWP-Italia, ha affermato come “senza famiglia e senza figli non c’è sviluppo, non c’è rinnovamento, non c’è economia e non c’è futuro”. Ha ricordato come sia urgente che questa istituzione “vada sostenuta attraverso adeguate politiche economiche e agevolazioni, soprattutto per quanto riguarda il lavoro femminile”. Ha poi parlato dell’importanza della maternità come occasione di arricchimento e di crescita e che pari alla paternità , permette di sviluppare il senso di responsabilità verso il prossimo, un aspetto che porta beneficio anche al mondo del lavoro al rientro. Ha posto poi l’accento sul valore delle relazioni affettive per la formazione del carattere dei giovani e del ’tempo di qualità’ da dedicare ai figli. Aggiungendo come “un carattere maturo da parte dei giovani è anche il modo migliore per prevenire il fenomeno della violenza sulle donne”. Ha concluso sottolineando come i legami all’interno della coppia, nella famiglia e nella società debbano fondarsi sull’amore altruistico, per creare relazioni armoniose e felici.
Ha preso la parola Donatella Bramanti, docente di Sociologia della famiglia. Con l’ausilio di grafici ha dimostrato come “per gli italiani l’ambito più importante per la loro vita sia la famiglia, anche per la fascia dei più giovani, ma come il matrimonio sia in caduta libera”. Ha quindi rilevato “il sorpasso dei matrimoni di rito civile su quelli religiosi e il fenomeno emergente delle libere unioni, come alternativa alla formalizzazione del vincolo coniugale. Testimonianza di come le generazioni più giovani non comprendano il significato del vincolo matrimoniale e la sua valenza pubblica e sociale”. Ha spiegato come “la maggioranza delle persone vorrebbe avere due o più figli, ma poi nei fatti difficilmente ci si arriva”. La speranza è che “questo divario possa essere colmato dai provvedimenti di cui si sta parlando, un impegno complessivo della società, che potrebbe portare un aiuto ai più giovani, che desiderano formare una famiglia e avere dei figli”.
Per Luciano Sesta, docente di Filosofia Morale e Bioetica, “se nell’ambito pubblico prevalgono conflitto e competizione, nell’ambiente famigliare continua a esserci una dimensione di collaborazione e di accoglienza gratuita”. Ha poi paragonato la famiglia come “l’acqua, tra le cose più semplici e vitali che ci sia, e come ci si accorga della sua importanza più quando non c’è che quando c’è”. Parlando dei conflitti famigliari ha rilevato come “siano quelli che fanno più male e non sarebbero così dolorosi se il valore che colpiscono non fosse sublime”. “La famiglia è il cuore della società, è l’ultimo rifugio, e la crisi che lacera i legami affettivi e famigliari colpisce la società nel suo nucleo più intimo”. Ha terminato affermando come “il legame di filiazione, il voler diventare genitore, la solidità del legame che tiene uniti le madri e i padri ai loro figli è il punto della famiglia tradizionale su cui rilanciare una possibile ricostruzione”.
“C’è una situazione che potrebbe sembrare difficile e disastrosa, ma io credo nei genitori e in questa nuova forma di famiglia contemporanea, se poggiata sui valori, ma con consapevolezza e capace di condividerli”. Con queste parole Annalisa Ronchi, Family e Teen coach ha aperto il suo intervento. Ha ricordato l’importanza che i genitori abbiano ben chiaro cosa ci sia dietro i loro “no”e i loro “sì” e come la loro forza interiore sia scandita da questa consapevolezza. Ha quindi citato Rudolf Steiner: ”Nel primo settennio dobbiamo nutrire i bambini di bontà; nel secondo settennio di bellezza; perché nel terzo settennio possano vedere la verità attraverso gli occhi della bontà e della bellezza”. “ La famiglia e l’educazione dei figli dovrebbero fondarsi sulla comprensione che nelle persone e nelle situazioni c’è sempre qualcosa di buono e di bello”. Concludendo, “la famiglia è cambiata, ma nel cuore deve rimanere sempre salda nei valori”.
L’incontro si è terminato con una lunga sessione di domande e risposte con i numerosi partecipanti intervenuti.

Rapporto infrastrutture: il bilancio su 50 opere in Piemonte

Da oggi disponibile il primo Rapporto dell’Osservatorio Territoriale Infrastrutture,
che monitora oltre 50 opere nella regione, per un valore complessivo di circa 29 miliardi

otipiemonte.it/rapporti

 

Torino, 13 maggio 2021OTI Piemonte – Osservatorio Territoriale Infrastrutture ha completato il primo Rapporto annuale sullo stato di avanzamento delle opere sul nostro territorio per il 2020.

Il Rapporto è parte integrante delle attività del portale otipiemonte.it che monitora oltre 50 opere strategiche nella regione per un valore di circa 29 miliardi, ponendo particolare attenzione al rispetto delle tempistiche e all’evidenza di criticità rispetto al cronoprogramma. Il sito, nato nel 2001 su iniziativa di Confindustria Piemonte, è stato rinnovato lo scorso dicembre, insieme a Unioncamere Piemonte e con la collaborazione della Regione Piemonte.

Tra i dati positivi rilevati dal Rapporto si segnalano: l’avanzamento dei lavori per il Corridoio Mediterraneo (Torino- Lione) e l’avvicinarsi della conclusione di quelli sul Corridoio Reno- Alpi (Terzo Valico); l’avvio del completamento  dell’autostrada Asti-Cuneo, il collegamento del Passante Ferroviario torinese con la linea ferroviaria Torino-Ceres e l’aeroporto di Caselle (la cui conclusione è prevista per la fine del 2022); la prosecuzione dei lavori sulle linea 1 e la progettazione in corso della linea 2 della metropolitana torinese; l’avanzamento dei lavori per la realizzazione delle Tangenziali di Novara e Fossano.

Sul fronte dei nodi logistici, nel 2020 si sono avviate le procedure per l’ammodernamento e l’adeguamento degli interporti di SITO-Torino e CIM-Novara ed è stato avviato il progetto preliminare per lo scalo ferroviario di Alessandria. La Pedemontana Piemontese Masserano-Ghemme, invece, nel corso del 2020 non ha visto avanzamenti significativi. Fermi anche i lavori per la realizzazione della Tangenziale est di Torino e della Tangenziale di Cuneo e per l’elettrificazione delle linee ferroviarie Biella-Novara e Biella-Santhià.

I lavori di completamento del raddoppio del tunnel del Colle del Tenda hanno subito uno stop improvviso a causa dell’alluvione di ottobre 2020, che ha provocato il crollo del tratto di strada e del versante all’uscita del traforo del Tenda – lato Francia; la nuova ipotesi di fine lavori slitta a fine 2023.

Per quello che riguarda le reti infrastrutturali immateriali, il 2020 ha visto ritardi nei lavori di posa della Banda Ultra-larga, elemento fondamentale del processo di transizione digitale e innovazione del sistema produttivo e logistico, come espressamente richiamato del PNRR.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che stanzia 62 miliardi di euro per mobilità, infrastrutture e logistica sostenibili rappresenta un’opportunità storica che il Paese deve cogliere per superare le difficoltà finanziarie e tecniche che incidono sulla realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali strategici – commenta Marco Gay, Presidente di Confindustria PiemonteOccorre lavorare con lo stesso impegno sia per le opere d’importanza internazionale, sia per le opere di territorio: una rete efficiente di collegamenti fisici e immateriali, infatti, è essenziale per sostenere la competitività e l’attrattività della nostra regione. Il Rapporto OTI Piemonte e la sua costante azione di monitoraggio e coordinamento è uno strumento utile a raggiungere questo obiettivo di sviluppo, che è comune a tutti gli attori coinvolti, imprese, enti e istituzioni”.

“Lo sviluppo delle infrastrutture è essenziale per le attività di tutti i territori – sottolinea Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti e Infrastrutture della Regione Piemonte Oltre a quanto ci sarà destinato dal PNRR possiamo contare sulla nuova stagione dei fondi europei 2021-27: questa amministrazione regionale è fortemente impegnata nell’utilizzo sempre più massiccio delle risorse europee e trova nel partenariato pubblico privato una condizione ideale per procedere efficacemente nell’ottenimento di finanziamenti preziosi. Siamo riusciti a sbloccare opere ferme da anni, sia grandi, come la Asti Cuneo, sia di dimensioni più contenute ma non per questo meno importanti, come, ad esempio, gli interventi alla Galleria Verta di Omegna. E non ci arrendiamo all’inerzia del passato su pratiche come, ad esempio, la variante di Demonte nel Cuneese, che nell’opinione pubblica nazionale non hanno un ruolo centrale ma che noi sappiamo invece essere cruciali per i territori. L’allineamento con Confindustria sulla strategicità di determinati interventi è un elemento che certamente potrà dare forza ai piani di sviluppo delle infrastrutture in Piemonte, per il territorio regionale come per le connessioni nazionali e internazionali”.  

“Siamo molto soddisfatti del Rapporto annuale OTI Piemonte perché è il primo passo di questa cooperazione, tra enti pubblici e realtà private, che rientra appieno nelle strategie del sistema delle Camere di commercio: monitorare le criticità e raccontare lo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali ritenuti strategici per il territorio è un elemento imprescindibile per sostenere la nostra economia e le nostre imprese. Avere reti di trasporto efficienti e conoscere i tempi di realizzazione dei vari interventi consentirà una programmazione più efficace della logistica aziendale e della distribuzione delle merci piemontesi e, allo stesso tempo, consentirà valutazioni trasparenti e affidabili anche per il futuro” ha commentato il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.

“La vera sfida è la rapidità e soprattutto l’affidabilità dei flussi reali con cui processiamo e spediamo le merci. Per questo la digitalizzazione della logistica, per la quale il PNRR destina 4,8 miliardi di euro, e l’intermodalità sono fattori decisivi di sviluppo e il 2021 è l’anno in cui va rinnovata l’offerta infrastrutturale – conclude Iames Pingani, Presidente della Commissione Regionale logistica e trasporti di Confindustria PiemonteOccorre rendere competitivi con l’Europa gli asset logistici del Piemonte: Novara come crocevia del traffico Nord Sud; l’Alessandrino retroporto naturale delle merci in arrivo dal sistema portuale ligure e SiTo-Torino come polo logistico della città metropolitana e nodo per l’alta velocità. Inoltre puntiamo a ridurre l’impatto ambientale dei trasporti, trasferendo significative quote di traffico merci dalla strada alla ferrovia.”

Il Rapporto OTI Piemonte 2020 è disponibile su otipiemonte.it/rapporti