ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 261

Visita al Cim di Torino del Ministro dell’Economia emiratino

Il presidente della Regione Cirio e l’assessore Ricca: «L’Expo di Dubai sarà l’occasione per far crescere l’appeal di un export che – tra agroalimentare, tessile e meccatronica – vale già oggi per il nostro territorio oltre 180 milioni di euro»

 

Sinergie e collaborazioni commerciali in crescita tra il Piemonte e gli Emirati Arabi Uniti: una delegazione guidata dal Ministro dell’Economia Abdoullah Bin Touq AlMarri è stata accolta nelle scorse ore a Torino dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore all’Internazionalizzazione Fabrizio Ricca.

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Presenti anche rappresentanti di istituzioni e aziende e del Consiglio degli Investitori emiratini che, sotto la Mole, presso il Competence Industry Manufacturing 4.0, hanno incontrato con la Regione Piemonte anche gli stakeholder pubblici e privati del sistema economico, produttivo e della ricerca, Unioncamere e Confindustria Piemonte, Unione Industriale e Camera di commercio di Torino, Università Politecnico di Torino.

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L’incontro, coordinato dall’ICE-Agenzia in collaborazione con Ceipiemonte e il CIM 4.0, è stata una delle tappe più significative della visita sul territorio italiano della delegazione emiratina, che ha visto incontri anche a Milano e Roma.

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In particolare, la tappa torinese è stata l’occasione per presentare agli ospiti le eccellenze della filiera regionale della meccatronica e della robotica, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista della attività di Ricerca&Sviluppo. Proprio l’ambasciata emiratina aveva indicato ad ICE, nelle scorse settimane, l’interesse per questo specifico settore.  

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Dopo una visita esperienziale alla Linea Pilota dedicata alla Manifattura Digitale allestita presso il CIM 4.0, i Rettori del Politecnico e dell’Università di Torino, insieme a rappresentanti del CIM e del MESAP (il Polo d’Innovazione dedicato alla Meccatronica) e ad alcuni dei principali player industriali presenti in Piemonte (Prima Industrie, Spea, Thales Alenia Space) hanno presentato le opportunità e le competenze del territorio.

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La visita cade in un momento di intensi rapporti tra il Piemonte e gli Emirati Arabi, anche per la contemporaneità con l’Expo di Dubai che, dal 27 febbraio al 4 marzovedrà il culmine della partecipazione del Piemonte con intere giornate di eventi dedicati alla promozione turistica, sportiva e imprenditoriale del territorio.

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«L’Expo di Dubai – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Internazionalizzazione Fabrizio Ricca – sarà l’occasione per far crescere l’appeal di un export che, tra agroalimentare, tessile e meccatronica, vale già oggi per il nostro territorio oltre 180 milioni di euro».

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Il buono stato delle relazioni economiche tra i due territori è testimoniato dalla significativa crescita, pari al 25%, che le esportazioni piemontesi hanno avuto verso gli Emirati Arabi Uniti nei primi 9 mesi del 2021 rispetto all’analogo periodo del 2020, attestandosi a 182,8 milioni di euro.
Tra i settori principali delle esportazioni piemontesi, quello agroalimentare (42,3 milioni di euro), macchinari e apparecchiature (36,7 milioni di euro) e prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (28,2 milioni di euro).
10,2 milioni di euro invece, nei primi 9 mesi del 2021, il valore delle importazioni piemontesi dagli Emirati Arabi Uniti, di cui 2,7 milioni per macchinari e apparecchiature, 2 milioni di euro per prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori e circa 1,7 milioni per sostanze e prodotti chimici.

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Già mesi scorsi, nell’ambito delle attività di internazionalizzazione promosse dalla Regione Piemonte, una delegazione regionale composta anche da 10 PMI del settore, ha partecipato all’International Astronautical Congress – IAC, tradizionale appuntamento itinerante per la comunità spaziale internazionale, tenutosi a Dubai in autunno, mentre è di pochi giorni fa la partecipazione di 9 aziende ad Arab Health, la fiera di riferimento del settore Salute&Benessere per l’area del Golfo.

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Enrico Casati a Parlaconme

L’imprenditore presso Velasca è il protagonista della puntata di mercoledì 9 febbraio, condotta da Simona Riccio

 

Protagonista della puntata di mercoledì 9 febbraio della trasmissione PARLACONME, in onda dalle 18 alle 19 sulla radio web Radiovidanetwork, sarà Enrico Casati, imprenditore presso Velasca. Titolo della trasmissione sarà “Cosa c’entra lo zafferano con le scarpe artigianali”, un titolo che, apparentemente, potrebbe sembrare strano per una trasmissione che si occupa di agricoltura.
“In effetti – spiega la founder della trasmissione Simona Riccio, che è anche Social Media Manager del CAAT – nella trasmissione PARLACONME vengono sempre più spesso portate alla luce delle realtà che sono di grande supporto al nostro sistema agroalimentare. Sempre di più si parla di e-commerce, come se fosse un procedimento molto semplice e sviluppabile da tutti, ma così non è, perché la realizzazione di un web site richiede molta esperienza”.
Simona Riccio ha voluto intervistare Enrico Casati, imprenditore presso Velasca, azienda di scarpe leader nel settore, nata nel 2013, inizialmente soltanto online, con l’intento di apportare nel mondo la bellezza e l’unicità del “saper fare bene” in chiave italiana. I due soci fondatori sono Enrico e Jacopo Sebastio, che hanno avviato la loro attività attraverso un finanziamento di circa 40 mila euro, per poi evolversi e raggiungere un capitale decisamente più importante e di rilievo.
Alla strategia nata online, si è poi affiancata quella off line, con la creazione dei primi negozi fisici, che hanno riportato un enorme successo su tutta la penisola e si stanno ora estendendo anche oltreoceano.
Velasca ha anche creato una Brand Community, dalla quale emerge l’importanza di creare una stretta sinergia tra il brand, costituito di persone, e il consumatore finale. Nel corso della puntata risulterà anche l’importanza costituita dal packaging di ogni singola scatola, capace di renderla unica e distinguibile da tutte le altre. Fondamentali risultano, per un’azienda per Velasca, soprattutto la personalizzazione e la nuova iniziativa di apertura al mercato femminile.
Il legame con l’ agricoltura consiste nel fatto che, quando Velasca visita le aziende con le quali collabora, si reca a visitare anche le realtà minori che ruotano intorno a queste e, spesso, decide di investire per la crescita di aziende in questo settore, anche di piccole dimensioni.
È anche possibile seguire il corso “Come vendere online. A tu per tu con Enrico Casati e Paola Parolo”, per poter scoprire il caso Velasca, presente sul sito di Marco Montemagno www.competenze.com
https://www.competenze.com/enrico-casati-paola-parolo-velasca
La trasmissione viene trasmessa in diretta radio web da radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it tramite app Radio Vida Network.
Dal giorno dopo è possibile seguire la puntata senza interruzione sul sito www.parlaconmeofficial.it

 

Mara Martellotta

Delitto e castigo

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

 

Il rispettato economista Rudi Dornbusch è famoso per avere detto che i cicli di crescita economica non muoiono di vecchiaia ma sono “assassinati” dalla Federal Reserve (la banca centrale americana). 

 

Si tratterebbe dell’eccessivo castigo (ben oltre la legittima difesa) di chi vuole rimettere in riga, dopo una fase di eccessi (troppa domanda di beni e servizi), l’economia che, sfuggita di mano, genera incontrollati e pericolosi aumenti dei prezzi.

 

E’ quanto stanno incominciando a temere gli analisti ora che anche la governatrice della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, dopo il suo omologo statunitense Jerome Powell, ha lasciato intendere che la politica monetaria, fatta di abbondanti acquisti di titoli e di tassi di interesse a zero, ha i giorni (mesi) contati.

 

I mercati finanziari non hanno tardato a reagire e la correzione subita dalle borse è stata sinora in linea con quanto storicamente è successo ogni qualvolta i tassi di interesse si sono mossi al rialzo ma senza provocare alcuna recessione.

 

Se questo si confermerà il caso. il calo del 15% subito dai mercati azionari potrebbe avere già in buona parte incorporato il cambiamento, dopo molti anni, di atteggiamento dei governatori delle banche centrali.

 

La correzione potrebbe essere solo un anticipo di quanto ci attende se, invece, dovessimo avviarci (anche a causa di una politica monetaria, fatta di tassi ufficiali in forte salita) ad un ciclo economico recessivo: in questi casi la discesa è stata mediamente superiore al 30%.

Per ora lo scenario principale rimane quello di un riassestamento delle elevate, valutazioni raggiunte dalle borse e dalle obbligazioni (frutto dei tassi vicini o addirittura inferiori allo zero).

 

Quello che è certo è che l’inflazione è uno “spettro” che si aggira anche in Europa (e non solo negli USA) es una BCE meno generosa rende la situazione italiana particolarmente delicata.

 

E’ noto che il nostro debito pubblico rapportato al PIL (il Prodotto interno lordo, la produzione nazionale) si colloca ai vertici mondiali (secondo solo a quello del Giappone) e una buona parte dei titoli obbligazionari emessi per finanziarlo (il 30%, era solo il 5% nel 2015) è nella cassaforte della BCE che con i suoi acquisti ha contribuito a mantenerne il costo sotto controllo.

A partire da marzo però la Banca europea comprerà quantità inferiori di BTP e diminuirà così anche la capacità (e la volontà) di mantenere i tassi di interesse di mercato vicini ai minimi storici.

 

Dopo il sospiro di sollievo tirato dopo l’elezione del capo dello Stato (dovuto alla ridotta incertezza sul futuro immediato) lo spread (il rendimento aggiuntivo richiesto per investire nei nostri titoli rispetto a quelli tedeschi) è tornato a salire, seppur di poco, reagendo al nuovo corso della politica monetaria.

 

Si tratta di un segnale da non ignorare: l’inflazione per sé potrebbe anche consentire di ridurre il valore reale del nostro debito (l’aumento del costo della vita erode il potere di acquisto dei redditi ma anche quello delle somme dovute) ma solo se riusciremo a mantenerne ad un livello inferiore i tassi che saremo chiamati a pagare.

 

E’ una sfida ardua che da un lato ci trova a combattere contro un nemico infido e che non possiamo controllare, l’inflazione, che in buona parte è frutto di variabili esterne come il prezzo delle materie prime, e dall’altro deve esserci di monito per quella che sarà la condotta di questo e dei prossimi futuri governi.

 

L’inflazione si può combattere e sconfiggere, la storia lo ha dimostrato, ma quello che non ci possiamo permettere è la perdita di credibilità nei confronti degli impegni presi con il PNRR.

 

Il ghiaccio sul quale stiamo pattinando è sottile e occorrerà muoverci con grande attenzione per evitare una dolorosissima rottura.

 

La situazione potrebbe migliorare con l’inizio del prossimo trimestre, finita la stagione fredda, quando i prezzi delle risorse energetiche dovrebbero stabilizzarsi e con loro il livello dell’inflazione (e la pandemia tornare a ritirarsi).

 

Sarà proprio nella riunione di marzo che nell’Eurotower di Francoforte la BCE deciderà i prossimi passi, sulla base dei dati che saranno stati pubblicati nel frattempo.

 

La responsabilità sulle spalle dei governatori delle banche centrali è pesante e ci vorrà tutta la loro attenzione per evitare di raffreddare troppo la crescita, alzando troppo i tassi proprio quando le pressioni inflazionistiche (dopo la forte accelerazione) potrebbero essere già in una fase di riduzione.

 

Il potenziale assassino può ancora decidere di non sparare al cuore della ripresa economica.

 

Proprio come Raskolnikov nel romanzo di Dostoevskij, esiste il rischio di compiere un delitto peggiore (l’uccisione della sorella della vittima designata/della ripresa economica) di quello inizialmente architettato (l’uccisione della vicina usuraia/dell’inflazione) e di doverne poi scontare il castigo.

 

Solo con l’arrivo della bella stagione saremo in grado di comprendere meglio l’evoluzione della situazione.

 

Potremmo allora davvero concludere, per citare José Saramago, che la forza della primavera non sarebbe niente se non avesse dormito l’inverno.

 

Savencia Gourmet annuncia l’acquisizione di Pariani Srl

Azienda piemontese specializzata in frutta secca

 

Savencia Gourmet annuncia l’integrazione di Pariani Srl nel suo portafoglio di marchi per professionisti della gastronomia, di cui Valrhona è un marchio di punta, a partire dal 2022.

Pariani è un’azienda familiare piemontese con esperienza nell’approvvigionamento e nella lavorazione di frutta secca italiana di alta qualità. La sede è a Givoletto, vicino a Torino.

Pariani e Valrhona hanno posizionamenti simili nel mondo della gastronomia, con dei know-how comuni, capacità di approvvigionamento con forti impegni di responsabilità sociale CSR, prodotti di altissima qualità e forti affinità professionali.

Mattia Pariani, fondatore e attuale Ceo di Pariani, rimarrà partner e manterrà il suo ruolo. La sede italiana rimarrà in Piemonte, a Givoletto (TO).

L’acquisizione di Pariani completa perfettamente il portafoglio ingredienti e rafforza la sua presenza come operatore di riferimento di una gastronomia responsabile, equa e sostenibile. L’investimento e il sostegno nella “filiera Pariani”, che coinvolge territori e produttori di eccellenze italiane, è uno dei principali impegni di questa acquisizione.

Pariani srl, fondata da Mattia Pariani nel 2010, ha iniziato la sua attività con la produzione di un olio di nocciola del Piemonte esclusivamente Igp (Indicazione Geografica Protetta). Il suo innovativo processo di spremitura a freddo, sviluppato con la Facoltà di Agraria di Torino, gli ha fatto guadagnare un immediato successo tra i professionisti della gastronomia e della ristorazione. Ha poi sviluppato tutta una gamma di frutta secca di altissima qualità (Nocciole del Piemonte IGP, Pistacchio Verde di Bronte Dop, Mandorle Siciliane, ecc).

www.pariani.org

Valrhona (Gruppo Savencia) è partner degli artigiani del gusto dal 1922, pioniere e referente nel mondo del cioccolato e si definisce oggi come un’azienda la cui mission, “Insieme, facciamo il bene con del buono”, esprime la forza del suo impegno. Con i suoi collaboratori, chef e produttori di cacao, Valrhona immagina il miglior cioccolato per creare un settore del cacao equo e sostenibile e ispirare una gastronomia del buono e del bello. Da tempo arricchisce la sua offerta per i clienti professionisti gastronomia più responsabile e impegnata come Sosa, Adamance, Norohy.

www.valrhona.com

 

Savencia è un gruppo alimentare familiare indipendente, internazionale e con una visione a lungo termine. Il nostro sviluppo si basa su una strategia di differenziazione e innovazione, prodotti di alta qualità e marchi forti e unici. In tutto il mondo, soddisfiamo le nuove aspettative dei consumatori e supportiamo i professionisti della gastronomia.

www.savencia.com

CPD partner di AccessiWay per promuovere soluzioni di accessibilità online

AccessiWay e CPD insieme per promuovere soluzioni di accessibilità web. Una collaborazione volta a rendere Internet maggiormente inclusivo, con l’obiettivo di una reale integrazione delle persone con disabilità.

L’unione fa la forza e, in alcuni casi, rende possibile anche l’abbattimento di barriere, seppur virtuali. Lo sanno bene CPD e AccessiWay, rispettivamente organizzazione di volontariato e software house. La Consulta per le Persone in Difficoltà Odv. da diversi anni offre servizi ai cittadini che si trovano in stato di difficoltà, fisica, psicologica o economica.

AccessiWay? Questa realtà è frutto di una joint-venture italo-israeliana con accessiBe, start-up leader nell’industria dell’accessibilità online.

Obiettivo comune? Rispondere a una importante esigenza: rendere i portali fruibili a tutti, anche a soggetti colpiti da disabilità che, diversamente, non avrebbero modo di navigare sul web.

I numeri di AccessiWay parlano chiaro: grazie ad una rete di numerosi partner internazionali, il software di AccessiWay ha reso accessibili circa 100.000 siti nel mondo. Una cifra importante che risponde alla sfida di rendere Internet un “luogo” per tutti entro il 2025.

Ma entriamo nel dettaglio: esistono dei fattori, spesso trascurati dai più, che portano alcuni soggetti a essere esclusi dal mondo del web. Tra questi: la mancanza di adeguati investimenti delle aziende digital a favore della disabilità, trascurando involontariamente le categorie di ipovedenti, di persone con forti disabilità motorie (non in grado di utilizzare arti superiori e mani), con dislessia, daltonismo ed epilessia.

Stop, dunque, alla cosiddetta “disuguaglianza digitale”: AccessiWay CPD diventano artefici del cambiamento del web, proponendo un nuovo software che sfrutta l’intelligenza artificiale per migliorare la vita di questa fascia di persone (secondo i dati mondiali, ben il 20% degli utenti del web), grazie a un sistema che rende i siti web compatibili con la navigazione con screen-reader per i non vedenti, navigazione da tastiera per le persone con difficoltà motorie e riconoscimento delle immagini IRIS e OCR, per generare descrizioni.

Inoltre, anche i costi della soluzione proposta sono assolutamente accessibili, sotto forma di un abbonamento mensile o annuale.

Perché, dunque, non aprirsi al cambiamento? L’integrazione è una delle chiavi vincenti del futuro.

Alessandra Savio, responsabile Partnership Strategiche di AccessiWay, sottolinea: “Assieme alla Consulta per le Persone in Difficoltà intendiamo coinvolgere sempre di più gli utenti finali nel nostro processo di crescita. Per noi l’unica priorità è che il maggior numero possibile di siti web sia accessibile alle persone con disabilità, coinvolgerle per feedback diretti è sempre stata una nostra priorità. Non solo, grazie a CPD potremo organizzare iniziative divulgativi di impatto che facciano capire ai più l’importanza di un web accessibile e inclusivo.”

accessiway.com

Un Consiglio regionale contro bullismo e cyberbullismo

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“Non si può accettare che giovani vite possano essere indotte a gesti estremi a causa di reiterate vessazioni, commesse non di rado da coetanei, anche attraverso un uso distorto della rete”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasianell’imminenza della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo che si celebra lunedì 7 febbraio.

“Servono risposte concrete ed efficaci – aggiunge – in particolare per i più deboli, come i minori. Le istituzioni hanno il dovere di occuparsi di questi fenomeni a tempo pieno e non soltanto quando una notizia drammatica riaccende i riflettori su questa piaga”.

Proprio per passare dalle parole ai fatti, con la legge regionale 2/2018, “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo” l’Assemblea legislativa piemontese ha previsto che in occasione di tale Giornata il Consiglio regionale ricordi, con un momento di raccoglimento, le vittime di bullismo e cyberbullismo e che vengano attuate iniziative per promuovere un uso consapevole della rete Internet e dei social network.

Per questo nella seduta d’Aula pomeridiana di martedì 8 il presidente Allasia ricorderà chi ne è vittima. Per l’occasione lo schermo della diretta in videoconferenza e la pagina Facebook dell’Assemblea conterranno gli hashtag #nobullismo e #nocyberbullismo a fianco del logo del Consiglio.

Lunedì 7 a partire dalle 9.15, si svolgerà invece il convegno on line Le parole che curano – Ascolto, mediazione, accoglienza, responsabilità, organizzato dall’Associazione Essere Umani e il Comitato torinese dell’Unicef con il patrocinio del Consiglio regionale attraverso la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, che verrà trasmesso in streaming sul canale YouTube del Consiglio.

“Le parole hanno un peso – sottolinea la Garante Ylenia Serra, che aprirà i lavori – come sanno bene le vittime di bullismo e cyberbullismo, fenomeni attuali e purtroppo in crescita. Le parole hanno conseguenze che possono diventare insopportabili per le vittime e comprometterne la qualità della vita, la serenità della crescita e, nei casi più estremi, la stessa esistenza”.

“Compito di tutti – prosegue Serra – è in primo luogo collaborare per diffondere, soprattutto attraverso l’esempio, la cultura dell’ascolto, della mediazione, dell’accoglienza e della responsabilità: ‘ingredienti’ capaci di aprire alla comprensione, al dialogo e all’edificazione di circoli virtuosi”.

L’iniziativa, rivolta a insegnanti, educatori, famiglie e operatori del settore, prevede nella prima parte la presentazione, moderata dalla giornalista Maria Teresa Martinengo, della ricerca Monitoraggio sui bullismi. Il punto di vista degli studenti dell’Università di Torino, curata dai dipartimenti di Dipartimenti di Filosofia e Scienze dell’educazione, Informatica e Scienze della Sanità pubbliche e private dell’Università di Torino.

La seconda parte è invece dedicata alla presentazione di buone prassi provenienti dall’ambito scolastico piemontese quali il Passaporto per una comunità in rete, realizzato dall’Associazione Essere Umani con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, il progetto Non perdiamoci di vist@, curato dall’Ufficio scuola del Comitato torinese dell’Unicef e una panoramica sugli esiti delle attività dell’Associazione Save the Children nelle scuole piemontesi.

Una tavola rotonda animata da giovani studenti delle città di Alessandria, Asti, Novara e Torino concluderà l’evento.

Giovani agricoltori, proroga del bando regionale

L’Assessore regionale Marco Protopapa: “Diamo ai giovani agricoltori maggiore possibilità nel presentare le domande di contributo e invito a cogliere questa opportunità”

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha prorogato dal 31 gennaio 2022 al 21 febbraio 2022 la scadenza del bando2021 relativo alle misure del PSR, il Programma di sviluppo rurale del Piemonte per gli anni di transizione 2021-2022, a sostegno dei giovani agricoltori piemontesi.

Si tratta del cosiddetto “pacchetto giovani” che integra le operazioni 6.1.1 del Psr, insediamento dei giovani agricoltori e 4.1.2 del Psr, miglioramento delle aziende agricole (rendimento globale e sostenibilità). Il bando ha una dotazione finanziaria complessiva di 45,6 milioni di euro.

“I giovani agricoltori hanno tempo fino al mese di febbraio per presentare le domande di richiesta di contributo – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa – Andiamo così incontro alle esigenze espresse dalle organizzazioni agricole che hanno espresso la necessità di avere più tempo per reperire la documentazione per le istanze. La proroga della scadenza dei bandi conferma infattila volontà da parte della Regione di dare maggiore possibilità a coloro che intendono avviare nuove imprese agricole e l’invito è di cogliere questa opportunità”.

Uncem: “Borghi? Togliamo dal vocabolario questa parola”

“Borghi? Togliamo dal vocabolario questa parola. Per Uncem non esiste più. La usino pure archistar e altri che nei territori mai hanno vissuto e mai vivranno.

Ma che ne parlano con saccenza. Prendendoci in giro. Tra società, anche di origine bancaria, che cercano speculazione e acquisti facili di case abbandonate nei borghi, assistenze tecniche che arrivano da mezz’Europa, finanza che con cacciatori di progetti corteggia i Comuni e i Sindaci. Sul Piano dei Borghi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, sta succedendo di tutto. Tra Regioni che scelgono residenze sabaude o ritagliano centri storici di città con 300mila abitanti per accedere ai 20 milioni di euro, ‘linea a’ particolarmente stupida, i Sindaci sono assediati da proposte di supporto. E sono tutti contro tutti, i Comuni. Una situazione che il Ministero non sembra capire e bloccare, che è dannosa e pericolosa. Gravissima secondo Uncem. Fermiamola. A costo di ripensare completamente il Piano da 1 miliardo. Evitiamo i territori siano in balia di acquirenti facili e speculatori. Uncem da oggi smette di parlare di borghi. Se i borghi sono quelli che ha inteso qualcuno, compreso dentro il Ministero della Cultura, noi non li chiameremo più borghi. Chi lo fa parla di cose che in astratto non sono l’italia vera. Dei paesi e dei campanili che dovevano essere spinti a lavorare insieme, superando i municipalismi che invece, i bandi del PNRR, stanno esasperando. Tutti contro tutti. Alla ricerca di denaro, da restituire a Bruxelles, che non siamo certi darà soluzioni vere alle sperequazioni dell’Italia. Chigi e in Ministeri ascoltino il grido disperato dei Sindaci dei Comuni. Non permettano di sprecare le risorse economiche disponibili. A partire dai paesi. Il Pianodeiborghi-lotteria, è da azzerare”.

Marco Bussone Presidente Uncem

La siccità si aggrava, l’allarme della Regione Piemonte

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Il Po ha più che dimezzato la portata, il Lago Maggiore ha perso 200 milioni di metri cubi d’acqua e i fiumi in generale sono privi del 70 per cento delle loro acque. In Piemonte la siccità e’  sempre più grave: non cadono pioggia e neve dall’8 dicembre, e la Regione ha chiesto urgentemente la convocazione di un Osservatorio sulla crisi idrica.

“Le potenziali problematiche, – sottolinea il governatore Albero Cirio –  spazieranno dall’agricoltura al turismo, dalla navigazione all’approvvigionamento di acqua potabile”.

Questo è uno degli inverni più secchi degli ultimi 65 anni, il 4° peggiore dopo il 1989, il 1993 e il 2005. Nel mese di gennaio sono caduti 4,8 mm di pioggia a fronte di una media storica del mese di 46 mm.

Ambiente: Torino Airport sottoscrive la Dichiarazione di Tolosa

IL DOCUMENTO EUROPEO CHE RAFFORZA L’IMPEGNO DELL’INDUSTRIA
PER UN FUTURO A ZERO EMISSIONI

La dichiarazione è stata firmata da un numero record di scali in Europa

Torino Airport sottoscrive la ‘Dichiarazione di Tolosa’, il documento europeo che rafforza l’impegno dell’industria dell’aviazione per l’azzeramento delle emissioni e che è stato presentato oggi nel corso dell’Aviation Summit europeo che si è concluso a Tolosa, nell’ambito della Presidenza francese del Consiglio UE.
La sottoscrizione della Dichiarazione di Tolosa da parte dell’Aeroporto di Torino è contestuale a quella di più di 200 altri scali europei facenti parte di ACI-Airports Council International Europe: il documento segna un nuovo capitolo nel percorso intrapreso dall’Europa verso il raggiungimento dell’obiettivo NetZero 2050 per l’aviazione.
La Dichiarazione di Tolosa rappresenta un tassello fondamentale nell’impegno verso l’azzeramento delle emissioni a livello continentale, poiché per la prima volta governi europei, Commissione europea, industria, sindacati e altre parti chiave interessate si allineano formalmente sulla decarbonizzazione dell’aviazione.
Si tratta di un momento molto significativo, che apre la strada ai prossimi passi concreti, sia a livello europeo, sia a livello globale, poiché ci si attende che, nel corso di quest’anno, l’ICAO (International Civil Aviation Organization delle Nazioni Unite) fissi a sua volta un obiettivo globale per l’azzeramento delle emissioni dell’aviazione internazionale.
Torino Airport sottoscrive dunque la ‘Dichiarazione di Tolosa’ a conferma del proprio impegno verso la sostenibilità ambientale, dopo aver aderito al protocollo NetZero 2050 di ACI Europe già nel 2019 e dopo aver ottenuto nel 2021 l’accreditamento al Livello2 ‘Reduction’ del programma ACA-Airport Carbon Accreditation di ACI Europe, ponendosi come prossimo obiettivo il dimezzamento entro il 2023 delle emissioni di CO2 rispetto all’anno base 2017.
Tutte queste iniziative rientrano nel progetto ‘Torino Green Airport’, che lo scalo piemontese ha avviato nel corso del 2021 e che raduna tutte le attività realizzate e in fase di progettazione o realizzazione in ottica di sostenibilità ambientale.
Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport, ha dichiarato: “La sottoscrizione della ‘Dichiarazione di Tolosa’ rappresenta per noi un tassello fondamentale nel processo di abbattimento delle emissioni e di decarbonizzazione intrapreso dal settore. Siamo fermamente convinti che l’iniziativa del singolo in questo momento così cruciale per l’ambiente non sia sufficiente e che occorra dunque agire di concerto, in un’ottica quanto mai collaborativa, per raggiungere un obiettivo così ambizioso come l’azzeramento delle emissioni. Il nostro aeroporto ha già intrapreso diverse iniziative in questa direzione, avviando a luglio 2021 il progetto ‘Torino Green Airport’: la ‘Dichiarazione di Tolosa’ fornisce dunque un ulteriore stimolo entro il quale continuare a percorrere con ancora più motivazione la strada intrapresa”.

Olivier Jankovec, Direttore Generale di ACI Europe ha detto: “Ogni singolo aeroporto che ha sottoscritto questa Dichiarazione sta facendo una differenza tangibile per il nostro futuro come industria, come economia e come società, continuando a dimostrare ambizione, visione ed eccellenza sul front delle azioni sostenibili. Ammiro e applaudo ognuno di loro”.