ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 195

Sliding doors: o si riconosce di avere perso il Donbass o sarà guerra (nucleare)

In questo momento, l’unico che ha capito la gravità della situazione ed ha colto l’opportunità di trattare con Putin e porre fine alla guerra è Henry Kissinger:

“La Russia ha perso ma ora bisogna parlare con Mosca per evitare l’escalation nucleare. Non importa se Putin ci piace o no”. Realpolitik nuda e cruda. La geopolitica non è un film dove i cattivi perdono e i buoni vincono sempre, qualora fosse così facile distinguere gli uni dagli altri…

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Sliding doors: o si riconosce di avere perso il Donbass o sarà guerra (nucleare)

Cosa chiederanno lunedì gli industriali di Torino alla Meloni, a Tavares, alle Banche, a Cirio e Lorusso?

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Giachino: “E cosa chiederanno ai sindacati ma anche ai tanti capitali torinesi dormienti nelle Banche e nelle Finanziarie?

Ora che anche il maggiore giornale torinese parla di quella parte del Nord (Torino e il Piemonte) che e’ poco sopra i dati economici e sociali del Sud , abbiamo bisogno che gli imprenditori , gli unici che creano posti di lavoro e che investono sul futuro , parlino chiaramente a tutti, a Giorgia MELONI, a LORUSSO , a CIRIO, ai partiti se sono ancora interessati, ai parlamentari eletti che e a Roma speriamo difendano meglio e con forza Torino… Lunedì infatti si tiene la annuale Assemblea degli Industriali torinesi alla presenza di tutte le Autorità, civili e religiose, ai sindacati, ai banchieri e ai finanzieri d’affari.
Stimo e ho in grande simpatia Giorgio Marsiaj, imprenditore abile e brillante. Era uno dei cinque interlocutori con cui ai primi di ottobre del 2018,  dopo la tragica caduta del Ponte Morandi, come scrissi su un noto quotidiano online torinese, parlavamo di organizzare una Marcia dei 40.000 per la TAV.
La Assemblea si svolge dopo la denuncia del Presidente di Contromarca, MUTTI, secondo il quale se si aspetta ancora a intervenire sul problema dei costi energetici siamo a rischio di desertificazione industriale , perché le difficoltà a pagare bollette quintuplicate o decuplicate potrebbe  spingere le Banche a prendere misure restrittive del credito alla azienda. Secondo li tempi di arrivo dei componenti dall’estremo Oriente che hanno fatto saltare il must in time mette in difficoltà la filiera.. I concorrenti esteri che nel,loro,Paese hanno costi della energia inferiore del 30/50% potranno mettere fuori mercato alcune nostre aziende.insomma se l ‘Europa non prende urgentemente decisioni forti la nostra manifattura che da due anni stupiva tutti per la sua dinamicità sui mercati internazionali rischia grosso. In questa situazione i nostri concorrenti nel mercato globale, a partire dai tedeschi, farebbero salti di gioia.
Gli industriali torinesi offrano sostegno al Governo scelto dagli italiani e chiedano cose di interesse generale, per il bene del Paese.
1. Gli 8 miliardi che rimangono del fondo Giorgetti per il settore automotive debbono essere usati in parte per incentivare il rinnovo del parco circolante auto e TIR , diminuendo inquinamento , e la metà per una politica industriale del settore che punti sull’auto elettrica ma anche sul diesel ultima generazione e sui nuovi combustibili. Questi fondi non c’erano nella Finanziaria e sono scaturiti  dalla nostra protesta torinese ascolta nella Mozione Molinari e altri .
2)-modificare la norma sull’ area di crisi assegnando straordinariamente a Torino la ZES . Questo aumenterebbe la capacità di attrazione della nostra area in declino degli investimenti esteri.
3. Accelerare i Lavori della TAV perché ogni mese guadagnato porta più lavoro e PIL a Torino.
4. Una soluzione per la tangenziale di Torino e Accelerare i lavori della Asti Cuneo.
4.Sbloccare la Zona Logistica semplificata per sviluppare la logistica anche nella nostra Regione. La logistica piemontese è un po’ come la bela Maria che , grazie alla incompetenza degli Assessori, tutti la vogliono ma nessuno la piglia.
5.Corsi di Logistica nelle Università , negli ITS e nei Licei.
6.Accelerare la istituzione del Centro per la Intelligenza Artificiale.
7.Chiedere ai capitali torinesi impiegati negli investimenti finanziari di credere al futuro di Torino investendo nel territorio e creando opportunità di lavoro e crescita per i neolaureati .
I momenti migliori Torino li deve alla qualità delle sue Amministrazioni, alla intraprendenza dei suoi imprenditori, alla mobilitazione della Società  civile. La marcia dei 40.000 e la Piazza SITAV sono due momenti eccezionali e fecondi e tutti torinesi.
Mino Giachino
SITAV

Expocasa: la casa del futuro comincia qui

Cosa amano della propria abitazione i visitatori di Expocasa? Cosa cercano al salone dell’arredamento?

Se l’ambiente preferito è il soggiorno, l’attenzione del pubblico non si limita agli arredi, ma abbraccia tutti i temi del salone, compreso il design più sofisticato – che ad esempio propone le piastre a induzione che si appendono – e si allarga alla cura della dimora nel suo insieme, puntando sul risparmio energetico.

 

Torino, 6 ottobre 2022 – Il soggiorno è l’ambiente preferito dai visitatori di Expocasa, l’immenso show room dell’arredamento all’Oval Lingotto Fiere fino al 9 ottobre. Nell’indagine realizzata da GL events Italia, tra i visitatori che hanno scaricato l’accredito finora, in 35.000 lo hanno messo al primo posto, seguito da cucina, studio e bagno. Il pubblico di Expocasa si lascia sedurre dalle sofisticate soluzioni di design che guardano al futuro, però è qui anche per imparare e chiedere consigli su come affrontare la ristrutturazione della propria casa. La domanda più gettonata: come riqualificare la casa per raggiungere l’indipendenza energetica?

Il soggiorno è amato perché è il più versatile e il più vissuto, seguendo la tendenza che lo vede sconfinare ed entrare in cucina, integrandola in un ambiente unico, con soluzioni mimetiche, soprattutto quando lo spazio è limitato. Ma la cucina living piace anche nelle grandi metrature, per amplificare appunto la vivibilità della sala. Lo studio è un’esigenza crescente, legata all’esperienza dello smart working. Anch’esso può essere ritagliato nel soggiorno, ma è ambita la possibilità, metri quadri permettendo, di avere una stanza dedicata. Infine cresce la tendenza a trasformare i bagni in piccoli salotti, deputati al relax, dove impiegare anche le carte da parati, con risultati sorprendenti.

A Expocasa il pubblico cerca anche idee e consigli per ristrutturare, per il risparmio energetico, oltreché per pulizia sicurezza. A confermarlo sono i numeri dei primi 3 giorni: 350 soluzioni tecnologiche per la pulizia vendute, presi d’assalto gli stand che propongono sistemi di sicurezza per la casa. Anche l’Agenzia delle Entrate è presente a Expocasa con il servizio di assistenza gratuito “Incontra l’esperto” che nei primi giorni della manifestazione ha già accolto circa 100 persone. Tra i temi più richiesti: la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria, la sostituzione di caldaia, i titoli abilitativi per il rilascio delle asseverazioni, il calcolo dell’Iva e le modalità di pagamento per usufruire delle diverse agevolazioni.

Affluenza oltre ogni aspettativa, nel primo week end, ma anche durante la settimana, negli stand dal taglio più tecnico consulenziale per il risparmio energetico, dove impianto fotovoltaico e pompa di calore sono le soluzioni più richieste, inseguendo l’obiettivo di eliminare il gas e raggiungere l’indipendenza. E la Ventilazione Meccanica Controllata (VMC)? Poca o nulla la conoscenza di questo sistema che consente il ricambio continuo e la purificazione dell’aria in un ambiente confinato, senza spalancare le finestre. Una soluzione strategica in termini di energia e fondamentale per respirare aria pulita in casa, dove l’inquinamento è fino a 5 volte più elevato rispetto all’esterno. «Expocasa infatti è anche l’occasione per diffondere la cultura su tecnologie ancora poco note al grande pubblico, ma fondamentali per il benessere dell’ambiente in cui viviamo e del nostro portafoglio» spiega Fulvia Ramello, project manager della manifestazione.

A tutto questo si intreccia il design, quello iconico, con pezzi d’autore come la Panton Chair, disegnata dal designer Verner Panton nel 1960, a prodotti, prototipi, progetti che hanno ricevuto il Compasso d’Oro. Quello sperimentale di 6 giovanissimi designer che hanno presentato prototipi unici. Ma soprattutto il design industriale contemporaneo che si proietta verso il futuro, dove estetica, tecnologia e funzionalità si integrano lavorando su materiali e finiture. Ad esempio il sistema Quokker è un rubinetto che fa tutto: acqua bollente a 100° e un secondo dopo acqua frizzante fredda. Poi ci sono soluzioni salvaspazio per ambienti che si trasformano, come le piastre a induzione che si possono appendere, ma anche quelle invisibili, realizzate su un piano in gres porcellanato dove soli 4 piccoli segni fanno intendere dove posizionare le pentole per cucinare.

Perché, come è stato sottolineato nel convegno di apertura: il design evolve in funzione dei cambiamenti culturali della società in cui vive. Non a caso a Expocasa si parla anche di design for all con soluzioni per case e ambienti per persone che necessitano di maggiore attenzione. «In questa edizione il nostro obiettivo è stato anche di stimolare le aziende a sviluppare una nuova attenzione sull’accessibilità e sulla disabilità, non come limite, ma come opportunità per progettare e sperimentare soluzioni innovative – aggiunge Ramello-. Realizzare ambienti inclusivi non è più solo un’opzione, ma è la mission richiesta a tutti i grandi player del settore casa».

Tra gli ultimi appuntamenti in arrivo:

 

 sabato 8 due incontri: alle 10.30 sulla VMC per vivere in una casa più sana e alle 18.00 sull’efficacia dei sistemi di VMC per la sicurezza ed il benessere di studenti e personale scolastico nelle scuole.

Argomento clou degli eventi di domenica 9, ultimo giorno del salone, è il risparmio energetico. Si parte alle 12.00 con suggerimenti su Come ristrutturare casa tra stile, tecnologie e risparmio energetico. Si continua alle 15.00 con le istruzioni per risparmiare energia elettrica e gas attraverso ricette e metodi di cottura, ricorrendo quindi alla chimica degli alimenti, come il succo di limone e l’aceto che oltre a bilanciare sapori e aromi di un piatto grazie all’acidità, inducono una sorta di “cottura”.

Non solo arredamento dunque, ma anche suggestioni, stimoli e informazioni pratiche attraverso numerosi eventi. Qui il programma completo: Calendario Eventi – Expocasa

Le nanotecnologie, una grande potenzialità, ma anche un grande pericolo per l’umanità

È ormai accettato dagli scienziati la possibilità di poter ottenere l’invio del nostro pensiero a altre persone tramite l’utilizzo di presidi tecnologici, ridotti a dimensioni ultramicroscopiche, immessi nel nostro cervello grazie alle moderne tecniche di nanotecnologia che consentono di stabilire comunicazioni fra gli individui.

Il termine “nanotecnologia” fu coniato da Eric Drexler, un brillante ingegnere americano che fu tra i primi a dedicarsi a questo tipo di studi negli anni Settanta; nel 1986 pubblicò il testo da cui prende il nome l’impiego di attrezzature miniaturizzate “Engines of Creation: The Coming Era of Nanotechnology”.
Nel suo lavoro descrive una macchina nanotecnologica autoreplicante; in questo contesto ha proposto il termine “peste grigia” per riferirsi a ciò che accadrebbe se un nanorobot autoreplicante fosse rilasciato nell’ambiente.
Da allora si è percorsa molta strada, ma si è ancora solo agli inizi, i risultati dovranno essere verificati ulteeriormente, ma il dato importante, che è possibile dedurre da questo assunto, è che già oggi le nanotecnologie lasciano intravedere un incredibile sviluppo, una possibilità offerta al genere umano che, al momento, riusciamo solo a immaginare.
Però, come sempre accade nella storia dell’uomo, esiste un rovescio della medaglia perché, come tutte le meraviglie create grazie alle facoltà immaginifiche della nostra mente, le nanotecnologie possono risultare assai pericolose per la stessa sopravvivenza della specie umana.
I nanomateriali attualmente prodotti dall’industria sono in via di sviluppo; contemporaneamente si accresce la consapevolezza delle questioni legate alla nanosicurezza.
La nanotecnologia molecolare è una svolta talmente importante tale da rappresentare uno shock per la nostra società, tanto da poter essere paragonabile a quello della Rivoluzione industriale, ma con una notevole differenza; nel caso della nanotecnologia l’enorme impatto si farà sentire nel giro di pochi anni, con il rischio che l’umanità sia colta impreparata rispetto ai pericoli che un tale cambiamento comporta.
Attualmente le nanotecnologie sono già impiegate nei trattamenti oncologici, una metodica ottimale
per la distruzione delle cellule tumorali con la possibilità di agire arrecando danni minimi ai tessuti adiacenti alla formazione tumorale e agli organi sani come, altrettanto efficaci, risultano nell’individuazione e nell’eliminazione delle cellule tumorali prima che queste si sviluppino in eccesso, divenendo la malattia devastante che può condurre rapidamente a morte.
Volendo utilizzare a uso terapeutico strumenti ridotti a dimensioni microscopiche, comprese tra 1 e 100 nanometri, circa un millesimo del diametro di un capello umano, una scala paragonabile a quella degli atomi e delle molecole, esistono numerosi rischi di cui bisognerà essere coscienti, derivanti dalla esposizione alle nanoparticelle, sparse nell’organismo, attive per l’intero ciclo di vita del nanomateriale.
La maggior parte degli sforzi per migliorare il trattamento del cancro attraverso le nanotecnologie è attualmente in fase di ricerca o sviluppo, ma sono già realtà istituti universitari e aziende in tutto il mondo che lavorano allo sviluppo di questo settore. Con le tecniche offerte dalla nanomedicina, oltre la riparazione, la difesa e il miglioramento di tutti i sistemi cellulari umani, sarà possibile un monitoraggio completo del sistema biologico umano nella sua globalità, operando a partire, come detto, dal livello molecolare, utilizzando nanodispositivi e nanostrutture estremamente sofisticate. Tramite i microstrumenti immessi nell’organismo è anche possibile effettuare analisi e utilizzare tecniche di “imaging” per poter rilevare una malattia, avendo la possibilità di monitorare localmente le cellule, dimostrando un loro possibile malfunzionamento e inviando nelle aree alterate nanosistemi farmaci, che verranno somministrati localmente solo nelle aree interessate dalla malattia o, addirittura, esclusivamente nelle cellule interessate dalla malattia, ottenendo che il trattamento sia assai più efficace, evitando fastidiosi effetti collaterali.
Una applicazione fra le più interessanti di questa tecnica è quella della possibilità di riparare o sostituire tessuti danneggiati, ampliando la potenzialità attuale della medicina rigenerativa, argomento che solleva la problematica di poter disporre delle apposite attrezzature, nanostrumenti necessari alla manipolazione delle cellule, interagendo con i loro recettori o con i loro specifici componenti, anche di pertinenza del nucleo. A questo proposito sono già disponibili, suscettibili di ulteriore miglioramento, minuti strumenti chirurgici con cui si possono effettuare distruzioni selettive di formazioni cellulari danneggiate o che abbiano subito la mutazione neoplastica.
Le nanoparticelle permettono di migliorare le immagini ottenute con mezzi diagnostici tradizionali, quali la risonanza magnetica, essendo in grado di trasportare molecole metalliche che vengono fissate selettivamente in neoplasie nel momento della loro insorgenza, anche con diametro estremamente ridotto, di un paio di millimetri.
Alcuni di questi nanomezzi sono già stati approvati per l’utilizzo negli esami di routine, come nel caso della ricerca precoce della malattia di Alzheimer.
Di fronte a tanta meraviglia non bisogna dimenticare che sarà necessario legalizzare ogni settore in cui questa tecnologia verrà applicata, essendo potenzialmente pericolosa se, anziché l’utilizzo destinato al benessere dell’umanità, possa essere impiegata in campo militare con il possibile sviluppo di armamenti nanotecnologici, tutt’altro che impossibili da realizzare, già da quanto risulta alla luce di queste conoscenze.

Rodolfo Alessandro Neri

Torino Capitale dell’innovazione: sono cinque i festival in città

Sarà un ‘Autunno a tutta Innovazione’, come promette il titolo della campagna di comunicazione divulgata sui social e affissa in questi giorni in città. Appena conclusi gli Open Living Lab Days, occorre segnare in agenda altri cinque appuntamenti con la tecnologia e l’innovazione, che si susseguiranno nell’arco delle prossime settimane.

Il primo è stato l’Italian Tech Week,  il 29 e 30 settembre che ha visto alle OGR startupper, investitori, istituzioni, media e aziende per parlare di innovazione e nuove tendenze. L’evento è già sold out, ma si potrà seguire anche in diretta streaming.

Poi il 30 settembre è stata la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, iniziativa promossa dalla Commissione Europea per favorire l’incontro tra il mondo della ricerca e la società. L’evento si svolgerà a Torino, con la partecipazione dell’Università e del Politecnico, e in altre quattro città europee: Timisoara (Romania), Covilha (Portogallo), Chambery e Pau (Francia).

Il digitale non deve essere riservato per una nicchia ristretta di esperti e lo scopo del Festival del Digitale Popolare, dal 7 al 9 ottobre, è proprio quello di rendere il digitale più inclusivo. Negli spazi de La Centrale Nuvola Lavazza e di CAP 10100 si parlerà di gaming, podcast, comunicazione, viaggi, sport, cultura, diritti, sostenibilità, scuola, P.A., mobilità e molti altri temi, con la partecipazione di ospiti quali il fumettista e autore televisivo Makkox; l’attrice e dirigente sportiva Cristiana Capotondi; il calciatore e imprenditore Giorgio Chiellini; l’ex calciatore Claudio Marchisio; la capitana della Nazionale di calcio Sara Gama; il filosofo Maurizio Ferraris, il gruppo musicale La Rappresentante di Lista, e tra le personalità del mondo istituzione Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione.

Domenica 11 ottobre il Festival del Metaverso porterà a Torino il dibattito su uno dei temi che negli ultimi anni più affascina e fa discutere il mondo, per le infinite opportunità che può offrire e al tempo stesso per i presunti rischi a cui espone soprattutto i più giovani. L’evento, organizzato da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori – e ospitato alle Officine Grandi Riparazioni, è il primo nel suo genere in Italia e coinvolgerà giovani innovatori italiani e opinion leader, aziende e startup, istituzioni, università e istituti di ricerca.

L’autunno all’insegna dell’innovazione si chiude con un ultimo importante evento, la Biennale Tecnologia, dal 10 al 13 novembre. Organizzatore dell’evento è il Politecnico di Torino, che ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, a conferma dell’alto valore di questa rassegna, che comprende laboratori, lezioni, dibattiti e mostre, con ospiti e relatori da ogni parte del mondo.

Tutte le informazioni su programmi, prenotazione dei biglietti e side-events sono disponibili sul sito ‘Torino che spettacolo!’, accessibile all’indirizzo www.comune.torino.it/eventi.

Mancano i medici in montagna. L’assessore: “pronti per gli iscritti a medicina generale”

«Per contrastare il più possibile la carenza di medici nelle zone montane, la Regione ha concluso il procedimento di assegnazione per le zone carenti di assistenza primaria 2022 lo scorso 20 settembre. Il 3 ottobre, è stato deciso di concedere a due ulteriori tipologie di candidati di concorrere per tutte le zone carenti non assegnate con il precedente procedimento. Qualora, anche dopo questo secondo intervento, alcune zone non dovessero essere assegnate, la Regione pubblicherà un nuovo provvedimento che consentirà agli iscritti al corso di formazione in medicina generale di diventare medici di base».

Così l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, rispondendo ad un’interrogazione sulla mancanza di medici nelle zone di montagna.

«In aggiunta a ciò – ha spiegato l’assessore Icardi -, per fronteggiare la carenza di medici di medicina generale restano valide le misure adottate dal Piemonte lo scorso novembre. Per coprire il maggior numero possibile di pazienti si è disposto di autorizzare, per un periodo di sei mesi rinnovabile per tre volte, un tetto massimo di 1800 assistiti, contro i 1500 stabiliti a livello nazionale. Inoltre, nel caso in cui un medico che accetti l’incarico non apra effettivamente lo studio, la Regione procede alla riconvocazione dei medici che avevano inoltrato la richiesta per il medesimo ambito territoriale, dando la possibilità ad eventuali altri medici di concorrere».

Apre il Salone dello Studente. Attese 20 mila presenze

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Il 6 e 7 ottobre a Torino seconda tappa del tour del Salone dello Studente evento organizzato da Campus Editori. Appuntamento al Pala Alpitour

Quale facoltà scegliere e come orientarsi tra le offerte post diploma: tutte le risposte in un evento

Una due giorni alla quale sono attesi oltre 20mila studenti piemontesi per conoscere le Università, per parlare con insegnanti, psicologi, tutor e con chi da questa esperienza ci è passato soltanto da qualche anno. E per affacciarsi al mondo del lavoro

Come orientarsi nel mondo universitario, quale facoltà scegliere, quale futuro lavorativo si prospetta per chi si iscrive all’Università e non solo. Psicologi, docenti, responsabili dell’orientamento, tutor e anche studenti daranno risposte alle domande di chi trova di fronte ad una scelta importante tra quale facoltà scegliere o se affrontare il mondo del lavoro.

Sono oltre 20mila gli studenti delle scuole superiori piemontesi attesi  alla seconda tappa del Salone dello Studente di Campus Editori, una full-immersion di due giorni che si terrà il 6 e 7 ottobre al Pala Alpitour di Torino.

«Come ogni anno da trent’anni, anche stavolta abbiamo scelto di guardare nella stessa direzione in cui state guardando voi ora, al futuro. Nel farlo, abbiamo pensato di ampliare e arricchire di novità le occasioni di incontro, con appuntamenti one-to-one, laboratori interattivi, spazi espositivi dedicati alle singole scuole, incontri con professionisti e possibilità di approfondire tematiche di interesse», sottolinea Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus Editori.

Il Salone dello Studente vuole essere un aiuto a compiere una scelta consapevole, sia essa di continuare a studiare, sia di entrare nel mondo del lavoro. A Torino gli studenti avranno la possibilità di simulare i test di ammissione, di parlare con professionisti, manager ed esperti, valutare le soft skill e confrontarsi con professori e psicologi. Il Salone dello Studente, darà la possibilità di non precludere nulla e di avere una visione completa di quello che può essere il percorso post-diploma. A iniziare dalla presenza degli ITS.

«Siamo felici di essere presenti al Salone dello Studente. Il Sistema ITS Piemonte è un’eccellenza a livello nazionale esprimendo, per il secondo anno consecutivo, il primo posto assoluto nella graduatoria nazionale oltre che i primi posti di diverse graduatorie di filiera e di efficacia ed innovazione», commenta Sigfrido Pilone, rappresentante regionale delle Fondazioni ITS piemontesi. «La Regione Piemonte quest’anno ha investito molto su di noi e sull’orientamento che è fondamentale per le nostre Fondazioni. Indirizzare i ragazzi a scegliere il percorso giusto significa dare loro la possibilità in futuro di avere un posto di lavoro gratificante e adatto alle proprie competenze».

I numeri delle Università piemontesi. Per quanto riguarda i numeri delle quattro Università piemontesi, alla Piemonte Orientale a luglio di quest’anno risultavano iscritti 16.435 studenti, mentre gli immatricolati, sempre a luglio, erano 6.124. Uniupo dal 1998 al 2022 ha laureato 42mila studenti. A Scienze Gastronomiche di Pollenzo quest’anno si sono iscritti 123 studenti provenienti da 21 diverse nazionalità. Il Politecnico ha invece visto, lo scorso anno 5.619 immatricolazioni che hanno portato a 37mila il numero di iscritti, il 62% dei quali viene da fuori da regione. Nel 2020 si sono laureati 7.570 studenti e di questi l’89,5% trova occupazione ad un anno dalla laurea.

Il Salone dello Studente di Torino. Organizzato nel mese dell’Educazione finanziaria, il Salone dello Studente, tra test di ingresso e orientamento, incontri, percorsi a tema, sportello di ascolto e psicologi, offre un’ampia panoramica dell’offerta formativa del Piemonte tra cui quella degli ITS. Per quanto riguarda le Università, sono presenti il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche Pollenzo e l’Università del Piemonte Orientale.

I convegni in programma. Il Salone dello Studente di Torino dedica una serie di appuntamenti, “Vivi il mese dell’educazione finanziaria”, alla gestione delle finanze dal momento che la due giorni torinese  si tiene nel mese dedicato all’educazione finanziaria per le scuole. Appuntamenti in collaborazione con gli enti specializzati del settore (Banca del Piemonte, Intesa San Paolo, Banca d’Alba, Cnpr – Esperti Contabili, Anasf: Associazione nazionale consulenti finanziari) per aiutare i giovani a comprendere meglio questo tema e a scoprire quali professioni ruotino attorno.

Particolare attenzione sarà rivolta al post diploma. Tra gli incontri, “Io scelgo gli ITS – Le carriere formative ad alta specializzazione, pensate per il mondo delle imprese” con 7 ragazzi che raccontano la loro esperienza in ITS e perché hanno scelto questo percorso. Organizzato in collaborazione con Sistema ITS Regione Piemonte, l’incontro vede l’intervento di Domenico Ioppolo, ad di Campus Editori in un confronto con il direttore della Fondazione Aerospazio/Meccatronica del Piemonte Sigfrido Pilone, quale rappresentante del sistema ITS.

Informazioni e iscrizioni. Il Salone dello Studente si svolge al Pala Alpitour in via Sebastopoli 123, dalle 9 alle 13 di giovedì 6 e venerdì 7 ottobre. Per raggiungere il luogo dell’evento Dalle stazioni ferroviarie: Porta Nuova: linea 4, Porta Susa linea 10, Lingotto linee 14, 63. Dal centro città con i mezzi pubblici: metro linea 4 (Porta Nuova) o linea 10 Vinzaglio linee 4, 10, 17, 63. Per iscrizioni, informazioni e programma completo: https://www.salonedellostudente.it/events/salone-dello-studente-torino-2022/

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È un evento Campus Partner: Banca del Piemonte, Banca d’Alba, Esercito Italiano, Guardia Costiera, Consulenti del Lavoro, Dispenso, Irase Nazionale, Enfap Italia, Esn, Aspic, DiCultHer, Hurrah.eu; Sponsor: Università Mercatorum, Pegaso Università telematica, Intesa San Paolo; Media Partner: Telesia, Class Editori, New Sound Level; Patrocinio: Commissione Europea – Rappresentanza in Italia, Agenzia Nazionale per i Giovani, Indire.

Un settembre da record a Torino: 15 tonnellate di cibo salvato insieme a Too Good To Go

Compensato lo spreco di più di 7000 cittadini.

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare, ha raggiunto e superato i risultati prefissati per settembre con 500 tonnellate di cibo salvate in tutta la penisola, di cui 15 solo nel capoluogo piemontese

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare, si è impegnata sull’intero mese di settembre con l’obiettivo di coinvolgere partner, utenti e consumatori in una sfida: salvare 400 tonnellate di cibo, rendendolo così un vero e proprio “Settembre da record” contro lo spreco alimentare. L’obiettivo dell’app non solo è stato raggiunto, ma superato, con 500 tonnellate recuperate su tutta la penisola. Particolarmente importanti i risultati registrati a Torino: la città ha raggiunto le 15 tonnellate di alimenti salvati, equivalenti a circa 38 tonnellate di emissioni di CO2e, che non sono state a loro volta sprecate. Considerando che in media un italiano getta 2 kg di cibo al mese, i torinesi hanno permesso, nel solo mese di settembre, di compensare lo spreco alimentare di 7500 cittadini.*

Un impegno che non sorprende, considerando che Too Good To Go, in soli tre anni, ha coinvolto 150.000 torinesi che hanno scaricato l’app e che hanno acquistato più di 350.000 Magic Box, grazie ai 1000 esercizi commerciali attivi.

“Questo settembre da record ci fa ben sperare per una fine dell’anno che veda la lotta allo spreco alimentare in prima linea”, spiega Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go, “L’impegno dei cittadini torinesi ci ha permesso non solo di salvare cibo, ma anche di donarlo a chi in difficoltà, grazie alla collaborazione con Croce Rossa Italiana: un risultato davvero win-win.”

Una menzione speciale va a Natura Frutta e Verdura, Caffè Fiorio 1870 e Pasticceria Introvaia, che nel mese di settembre si sono distinti per il loro impegno.

“Abbiamo aderito a Too Good To Go per evitare lo spreco che può avvenire a fine giornata: con il tempo ci siamo accorti di quanto il servizio sia apprezzato, ogni volta che c’è una Magic Box a disposizione viene acquistata”, racconta Francesca Fornaca di Fiorio 1780 | Nizza. “Settembre è andato molto bene e, nonostante abbiamo rilevato dei cambiamenti nella clientela, dovuti all’inflazione e allo scenario economico, gli utenti di Too Good To Go sono rimasti fedeli e positivi nell’uso dell’applicazione”.

settembre da record a Torino: 15 tonnellate di cibo salvato insieme a Too Good To Go.

Compensato lo spreco di più di 7000 cittadini.

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare, ha raggiunto e superato i risultati prefissati per settembre con 500 tonnellate di cibo salvate in tutta la penisola, di cui 15 solo nel capoluogo piemontese

Comunicato stampa | 5 ottobre 2022

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare, si è impegnata sull’intero mese di settembre con l’obiettivo di coinvolgere partner, utenti e consumatori in una sfida: salvare 400 tonnellate di cibo, rendendolo così un vero e proprio “Settembre da record” contro lo spreco alimentare. L’obiettivo dell’app non solo è stato raggiunto, ma superato, con 500 tonnellate recuperate su tutta la penisola. Particolarmente importanti i risultati registrati a Torino: la città ha raggiunto le 15 tonnellate di alimenti salvati, equivalenti a circa 38 tonnellate di emissioni di CO2e, che non sono state a loro volta sprecate. Considerando che in media un italiano getta 2 kg di cibo al mese, i torinesi hanno permesso, nel solo mese di settembre, di compensare lo spreco alimentare di 7500 cittadini.*

Un impegno che non sorprende, considerando che Too Good To Go, in soli tre anni, ha coinvolto 150.000 torinesi che hanno scaricato l’app e che hanno acquistato più di 350.000 Magic Box, grazie ai 1000 esercizi commerciali attivi.

“Questo settembre da record ci fa ben sperare per una fine dell’anno che veda la lotta allo spreco alimentare in prima linea”, spiega Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go, “L’impegno dei cittadini torinesi ci ha permesso non solo di salvare cibo, ma anche di donarlo a chi in difficoltà, grazie alla collaborazione con Croce Rossa Italiana: un risultato davvero win-win.”

Una menzione speciale va a Natura Frutta e Verdura, Caffè Fiorio 1870 e Pasticceria Introvaia, che nel mese di settembre si sono distinti per il loro impegno.

“Abbiamo aderito a Too Good To Go per evitare lo spreco che può avvenire a fine giornata: con il tempo ci siamo accorti di quanto il servizio sia apprezzato, ogni volta che c’è una Magic Box a disposizione viene acquistata”, racconta Francesca Fornaca di Fiorio 1780 | Nizza. “Settembre è andato molto bene e, nonostante abbiamo rilevato dei cambiamenti nella clientela, dovuti all’inflazione e allo scenario economico, gli utenti di Too Good To Go sono rimasti fedeli e positivi nell’uso dell’applicazione”.

Nasce il progetto “Moncalieri Città dell’Abitare Collaborativo”

Al via il progetto con una serie di appuntamenti tra ottobre e dicembre 2022:

un convegno di apertura, dei laboratori tematici, un seminario conclusivo. Si parte con le attività che animeranno le giornate di venerdì 7 e sabato 8 ottobre: un’occasione per riflettere e confrontarsi sui temi dell’abitare collaborativo, considerato nelle sue diverse forme e come intreccio di prossimità e di cura.
Moncalieri Città dell’Abitare Collaborativo, è promosso dalla Fondazione Dravelli con il sostegno della Città di Moncalieri, con la cooperazione del Gruppo RIMEDIARE/RI-MEDIARE e dell’Associazione BuonAbitare. Un progetto che intende favorire lo scambio di buone pratiche sulle diverse forme dell’abitare collaborativo ritenute non solo azioni necessarie per sostenere le persone con fragilità e contrastare gli effetti dell’esclusione e del disagio sociale, ma anche come fattore di innovazione sociale: opportunità per promuovere lo sviluppo della comunità locale e la crescita del benessere individuale e collettivo.
L’intento è quello di individuare azioni utili a rimediare alcune delle criticità che caratterizzano la contemporaneità in campo ambientale, economico, sociale, culturale, educativo, formativo: criticità preesistenti, ma rese più evidenti dalla pandemia di COVID-19, dal ritorno della guerra in Europa, dal crescere della paura in relazione al futuro, così come viene percepito e rappresentato in termini individuali e collettivi.
Paolo Montagna, Sindaco della Città di Moncalieri, dichiara: “Gli effetti sociali ed economici sulla Città e sui cittadini generati del COVID prima e della guerra in Ucraina poi, ci impongono di aggiornare la riflessione sulle politiche di Comunità che offriamo alla popolazione. In questa cornice l’iniziativa sull’Abitare Collaborativo, della quale ringrazio gli organizzatori e i partner, rappresenta una importante occasione per fotografare la Città che abbiamo costruito, ma soprattutto per immaginare la visione della Moncalieri che verrà, partendo dalla centralità della Persona e da valori imprescindibili per la nostra Comunità come cura e prossimità”.
Il progetto prenderà avvio con due giornate che vogliono essere un’opportunità per dialogare – a partire dalle esperienze realizzate sul territorio di Moncalieri – su pratiche, interventi e servizi che cercano di rispondere alle diverse esigenze sociali legate ai diversi bisogni abitativi.
Si inizia venerdì 7 ottobre 2022 con il convegno Dialoghi sull’abitare Collaborativo che si terrà dalle ore 14.30 alle 18.00 presso la Biblioteca Civica Arduino “A. Arduino” – Via Cavour, 31 – Moncalieri TO. Interverranno: Silvia Di Crescenzo (Assessora alle Politiche sociali e abitative), Francesco De Biase (Gruppo RI-MEDIARE, Direttore della Collana Pubblico, Professioni e Luoghi della Cultura, FrancoAngeli), Ezio Manzini (Presidente del DESIS Network, Professore Onorario al Politecnico di Milano), Elvio Raffaello Martini (Psicologo di
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Comunità e promotore del progetto BuonAbitare), Daniela Ciaffi (Docente di Sociologia Urbana, Politecnico di Torino e Vice Presidente LABSUS, Laboratorio per la sussidiarietà), Elena Carli (Segretaria Generale della Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus di Torino). Aprirà i lavori Paolo Montagna, Sindaco della Città di Moncalieri; Introduce e conduce i lavori Francesco Maltese (Dottore di Ricerca in Scienze Umane, Responsabile Progetto Abitare Collaborativo della Fondazione Dravelli e referente del nuovo Gruppo BuonAbitare di Moncalieri).
A seguire sarà possibile partecipare al Tavolo Del Dialogo, uno spazio dedicato al confronto sui temi emersi con: assessore e assessori della Giunta, membri del Consiglio Comunale della Città di Moncalieri, rappresentanti delle realtà del territorio e cittadine e cittadini partecipanti al seminario.
Al termine del Convegno, dalle ore 18.30 presso la Fondazione Dravelli è prevista l’inaugurazione della Sede del Gruppo BuonAbitare Di Moncalieri.
Sabato 8 ottobre 2022 dalle ore 9.30 alle 13.00 presso la Fondazione Dravelli sarà possibile partecipare al Laboratorio Vicinato Solidale condotto da Elvio Raffaello Martini.
I partecipanti saranno coinvolti nell’identificare la modalità concreta per realizzare buone pratiche di vicinato solidale in contesti specifici, mettendo a fuoco strumenti utili per: creare un’organizzazione a base comunitaria; definire patti collaborativi per sostenere il buon vicinato; sviluppare capacità e competenze necessarie per sostenere il buon vicinato.
Moncalieri Città dell’Abitare Collaborativo è realizzato
con la collaborazione di: Moncalieri Comunità (Città di Moncalieri), ARCI Torino, CGIL SPI Lega 11 e AUSER di Moncalieri, LABSUS (Laboratorio per la Sussidiarietà), SIPCO (Società Italiana di Psicologia di Comunità), RETE DELLE CASE DEL QUARTIERE, Fondazione della Comunità di Mirafiori ONLUS, Fondazione della Comunità di Porta Palazzo; le cooperative sociali Educazione Progetto, P. G. Frassati e Animazione Valdocco, Open House srl ets, Associazioni CASEMATTE e TRA ME, Comitato Condominio Solidale Castello di Revigliasco, CORRISPONDENZE;
con il supporto di: FISSORE SPA, Cooperativa ASTRA, il Mercoledì, Libreria Arco Nuovo, Biblioteca Civica “A. Arduino” (Moncalieri)
Per info e prenotazioni: abitarecollaborativo.dravelli@gmail.com Telefono: 011.60.68.509 (dalle 10.00 alle 12.00)
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L’obiezione di coscienza: un convegno promosso dal Centro Studi Sereno Regis

Nella Sala Poli del Centro Studi Sereno Regis, il 7 e 8 ottobre prossimi, a Torino, verrà organizzato un convegno dal titolo “Preferirei di no. Storia, voci e prospettive dell’obiezione di coscienza al servizio militare tra l’Italia e Torino a cinquanta anni dalla legge 772”, in collaborazione con il Movimento Nonviolento, il Movimento Internazionale della Riconciliazione, la Scuola per la Buona Politica di Torino e il Tavolo Enti Servizio Civile del Piemonte. Il convegno è patrocinato dal Centro Interateneo di Studi per la pace e della Rete Università per la Pace.

È organizzato a distanza di cinquanta anni dall’apparizione della legge Marcora n. 772 del 15 dicembre 1972, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare.
Il convegno è promosso all’interno del progetto ‘Signorno’! Torino, città protagonista della storia dell’obiezione di coscienza in Italia.
“Nel convegno si ripercorreranno storia, vissuti, emozioni, contesti politici e ideali, oltre che i protagonisti di una lotta che ha opposto la libertà di coscienza, il principio di “non uccidere” all’obbligo militare in nome della difesa del territorio italiano – spiega Enzo Ferrara, presidente del Centro Studi Sereno Regis – Da qui sarebbe sorta un’idea più ampia di difesa della patria, rispetto a quella meramente militare, che comprende i campi della cultura, dell’ambiente, della marginalità sociale, come è previsto dall’attuale Servizio Civile Universale.
Tre le sessioni del convegno. La prima inizierà venerdì 7 ottobre alle 17 e sarà orientata al rapporto tra attualità e obiezione di coscienza.
Ad aprirla sarà uno dei maggiori studiosi della non violenza, Giuliano Portara, dell’Università di Stoccolma, che terrà una lectio magistralis sul tema dell’Obiezione di coscienza e disobbedienza civile in una società democratica. Seguirà poi una tavola rotonda coordinata dalla vicepresidente del Centro Studi Sereno Regis, Angela Dogliotti, sull’attualità dell’obiezione di coscienza.
La animeranno tre voci storiche del pacifismo, Mao Valpiana, presidente del Movimento nonviolento, Sam Biesemans, vicepresidente dell’European Bureau for Conscientious Objection, e Paolo Candelari, che appartiene al Movimento Internazionale della Riconciliazione.
Chiuderà il primo giorno la riflessione della Costituzionalista dell’ateneo torinese, Alessandra Algostino, che illustrerà i legami tra obiezione, disobbedienza e Costituzione.
La seconda giornata, di taglio prettamente storico, si aprirà a partire dalle 9.30 e sarà dedicata all’obiezione di coscienza in Italia, di cui illustrerà il quadro storico Nicola Labanca dell’Università di Siena.
Bruna Bocchini dell’Università di Firenze affronterà la presenza dell’obiezione di coscienza nel mondo cristiano, non solo in quello cattolico, ma anche nella chiesa Valdese e con il contributo dato all’obiezione dai testimoni di Geova.
Amoreno Martellini, dell’Università di Urbino, si concentrerà sui linguaggi dell’obiezione di coscienza e sul loro mutamento dalla non violenza all’approdo all’antimilitarismo presente alla fine degli anni Sessanta.
Seguiranno due relazioni che si concentreranno sulla controparte, quella di Claudio Vercelli dell’Università Cattolica di Milano, che percorrerà le trasformazioni dell’esercito nelle contestazioni presenti tra gli anni Sessanta e Settanta, mentre Pierpaolo Rivello dell’Università di Torino affronterà la peculiare vicenda della giustizia militare in Italia. La mattinata sarà conclusa da un’intervista a Daniele Lugli e Enzo Bellettato, collaboratori di Capitini e presenti alla Fondazione del Movimento non violento.
Sempre sabato 8 ottobre, a partire dalle 15, il confronto si sposterà sul rapporto tra l’obiezione di coscienza e la città di Torino. Tra i relatori Marco Labbate dell’Università di Urbino, che percorrerà questa relazione lungo le tappe più significative, mentre Marco Scavino dell’Università di Torino inquadrera’ il movimento per l’obiezione di coscienza dentro la Torino degli anni Settanta. Seguirà l’intervento di Pierpaolo Rivello dell’Università di Torino, che affronterà la vicenda peculiare della giustizia militare in Italia. Concluderanno il convegno quattro comunicazioni di storici e testimoni, da Sergio Albesano, che parlerà di Bruno Segre, lo storico avvocato degli obiettori e Pier Carlo Racca, che scriverà una testimonianza sul Corpo Europeo della Pace.
La giornata sarà conclusa da un dialogo tra Valentina Paze’ dell’Università di Torino e Luigi Ferrajoli dell’Università di Roma 3, che parlerà sul tema dell’obiezione di coscienza in relazione al complesso dei diritti fondamentali.

Mara Martellotta