Nord Astigiano rilancia progetto TPL Gruppo Imprese Chieresi

Dai Comuni arriva un nuovo impulso al progetto di studio e riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale promosso da GIC, Gruppo Imprese Chieresi, con l’obiettivo di raccogliere “dal basso” le reali esigenze della mobilità di cittadini, lavoratori, studenti e pendolari che si muovono per lavoro, studio e sanità, e costruire, a parità di risorse, un sistema di TPL più efficiente ed efficace.

Su stimolo del Comune di Castelnuovo Don Bosco, grazie all’iniziativa del sindaco Umberto Musso, seguendo l’esempio di Villanova d’Asti, primo Comune ad aver formalmente aderito e stanziato la propria quota d’adesione al progetto, una dozzina di amministrazioni del Nord Astigiano e della collina Chierese hanno deciso di affrontare un percorso condiviso per aggiornare e rendere concreta la proposta di organizzazione del TPL, fondata su un’analisi scientifica sui flussi di mobilità. All’incontro svoltosi il 3 febbraio scorso, oltre a Castelnuovo Don Bosco e Villanova d’Asti (in collegamento), hanno partecipato Sindaci dei comuni di Albignano, Aramengo, Bergamo San Pietro, Bittigkuera d’Asti, Capriglio, Cerreto d’Asti, Moransengo-Tonengo, Passerano Marmorito, Pino d’Asti, Piovan Massaia e Valfenera. Presenti in ascolto anche la Provincia di Asti con consigliere delegato ai trasporti Davide Migliasso e l’Agenzia della Mobilità Piemontese.

“L’obiettivo dello studio è semplice ma ambizioso, capire come oggi si muovano davvero le persone – ha spiegato Dario Kafaie, presidente del GIC – non chiediamo più risorse, ma un TPL disegnato sulle reali esigenze delle persone. Se la mobilità non è comoda o funzionale, le persone non vengono a lavorare sul territorio, i giovani se ne vanno, le imorese fanno fatica a restare o a crescere. Si tratta di un circolo vizioso che possiamo spezzare solo con una visione condivisa”.

Villanova d’Asti è stato il primo ente a approvare formalmente il progetto, stanziando la quota relativa al proprio Comune.

“Abbiamo aderito perché è fondamentale raccogliere informazioni che oggi nessuno possiede sulle necessità dei nostri cittadini e degli utenti del Trasporto Pubblico Locale  – ha sottolineato il Sindaco Roberto Peretti – annunciando di aver programmato a metà febbraio una prima riunione operativa per l’avvio della raccolta dati. Mi auguro che il nostro territorio riesca a muoversi in modo coeso, perché più siamo e più lo studio può essere accurato e preciso”.

Il valore scientifico del progetto è affidato al coordinamento di Cristina Pronello, esperta internazionale di mobilità e docente del Politecnico di Torino.

“Non si tratta di una spesa ma di un investimento – spiega Cristina Pronello – non si possono pianificare i trasporti a naso, senza dati si producono servizi vuoti e si sprecano risorse pubbliche. Per questo abbiamo previsto una prima fase di raccolta e analisi, per poi approdare a una risposta concreta di riorganizzazione del TPL. Il tutto è modulabile in base al numero dei Comuni aderenti, anche se più il perimetro è ampio e più il quadro che ne emergerà potrà risultare efficacie”.

“Dopo un anno di attesa, è arrivata, nostro malgrado, una risposta negativa – ha spiegato Kafaie – che ha fatto emergere il rammarico per la mancata adesione del comune di Chieri, epicentro naturale dei flussi di pendolarismo dell’area. Si tratta di una scelta legittima che rispettiamo, in quanto espressione autonoma di un’Amministrazione nel ridefinire le proprie priorità, ma che non condividiamo. Chieri è grande se si occupa anche dell’ultimo Comune del suo bacino. Ha un ruolo che comporta responsabilità politiche e una visione territoriale ampia: rinunciare a strumenti di analisi condivisi significa arretrare nella funzione di leadership naturale, limitandosi a una prospettiva autoreferenziale. A nostro giudizio, la citta deve tornare a essere motore e punto di riferimento, assumendo decisioni che guardino alla sviluppo del territoriale e non solo a interventi puntuali e simbolici”.

“Questo progetto rimane prioritario per l’ecosistema Chierese – conclude Kafaie – scegliere di non finanziare lo studio dei flussi rischia di limitare la possibilità di progettare interventi coordinati, ottimizzati e rispondenti ai bisogni reali. La competitività di un territorio non si improvvisa, ma si costruisce sulla base di dati e conoscenze di una visione di insieme”.

Il Gruppo Imprese Chieresi ha inoltre ribadito la volontà di fare la propria parte, valutando la creazione di un fondo dedicato a sostenere un quota del progetto, sgravando i piccoli Comuni, e continuando a unire istituzioni e imprese intorno a una visione condivisa.

Mara Martellotta

Piemonte primo per utilizzo dei fondi UE con il 99%: 58 milioni reinvestiti nel settore agricolo

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Il fatto di essere ai vertici nazionali per capacità di programmazione e utilizzo delle risorse europee destinate all’agricoltura — con oltre il 99% dei fondi impegnati e liquidati — ha consentito alla Regione Piemonte di recuperare e riallocare 58 milioni di euro derivanti dalle economie del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022. Si tratta di risorse aggiuntive che potranno essere impiegate per rafforzare i bandi già attivi e attivare nuove misure.

Un risultato che l’assessore Paolo Bongioanni definisce «una straordinaria operazione di buona amministrazione, che non solo ha evitato il rischio di riduzione o perdita delle quote di cofinanziamento statale e regionale ad esse collegate, ma ha anche consentito di reimmettere le economie del Psr 2014-2022 nel Complemento di sviluppo rurale 2023-2027, senza incidere sul bilancio regionale».

Le nuove risorse saranno destinate in parte all’incremento delle dotazioni finanziarie di specifici bandi e misure, permettendo lo scorrimento delle graduatorie e quindi l’accesso ai finanziamenti per ulteriori soggetti idonei attualmente in attesa. Un’altra quota servirà invece a sostenere nuove iniziative e priorità strategiche. Come anticipa Bongioanni, «6 milioni di euro saranno destinati a un nuovo bando per la promozione dei prodotti certificati di qualità, mentre 4,6 milioni finanzieranno un ulteriore bando dedicato ai sistemi del cibo, alle filiere e ai mercati locali. Saranno inoltre stanziati 18,8 milioni per investimenti finalizzati a rafforzare la competitività delle aziende agricole, con particolare attenzione al sostegno dei giovani agricoltori e alla biosicurezza nel comparto suinicolo. Aumenterà di un milione di euro anche la dotazione del bando per la trasformazione dei prodotti agroalimentari, che raggiungerà così i 18,6 milioni».

Sono inoltre previste integrazioni finanziarie per interventi legati alla riduzione delle emissioni, al risparmio idrico e alla gestione sostenibile dei pascoli permanenti.

Le risorse complessive, pari a 58,74 milioni di euro, potranno essere utilizzate entro la metà dell’anno, una volta che le proposte di modifica saranno inserite nel Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027, dopo il passaggio al Ministero e alla Commissione Europea.

La Fiera A&T Automation&Testing all’Oval Lingotto

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La 20° edizione della Fiera A&T – Automation&Testing – che si svolgerà all’Oval Lingotto di Torino, dall’11 al 13 Febbraio 2026, si presenterà al grande pubblico con un format rivisitato nell’immagine e nei contenuti, con un obiettivo molto chiaro: essere una manifestazione capace di generare un valore, tecnologico e formativo, all’interno del tessuto economico e industriale del Piemonte e delle regioni limitrofe.

Il capoluogo piemontese ospiterà una nuova grande expo dedicata alla manifattura italiana (il secondo appuntamento sarà presso la Fiera di Vicenza dal 27 al 29 ottobre 2026) con la presentazione in anteprima di tecnologie intelligenti e sostenibili alla portata di grandi aziende e PMI. Sarà possibile comprendere, attraverso casi d’uso reali, come l’Intelligenza Artificiale sia oggi facilmente applicabile in moltissime filiere industriali: dall’automotive, all’aerospazio, dalla logistica all’agrifood. Umanoidi, cobot e robot, linee di produzione automatizzate, processi produttivi ecosostenibili, un viaggio dentro l’innovazione delle imprese (oltre il 50% degli espositori saranno piemontesi) dove emergerà un dato significativo: l’utilizzo dell’IA modificherà l’assetto delle competenze e sarà sempre più necessario stabilizzare percorsi formativi di upskilling e reskilling del capitale umano. 

Il nuovo piano industriale di IEG-A&T

Italian Exhibition Group, leader nell’organizzazione di grandi eventi fieristici in Italia e all’estero, ha acquisto il controllo di A&T nel 2023 con l’obiettivo di sviluppare un format di manifestazione genuinamente orientato alle necessità delle imprese e dei territori, focalizzato a connettere le imprese, in particolare le PMI con tecnologia e innovazione. Il richiamo alla forte vocazione industriale del Piemonte, è stato il punto di partenza nella costruzione di un piano industriale che intende offrire ai visitatori un prodotto espositivo concreto e di prossimità: accanto alle anteprime tecnologiche si snoderà infatti un programma di eventi orientati al trasferimento tecnologico e all’aggiornamento delle competenze.

L’intento è accrescere la conoscenza e il networking industriale, connettendo imprenditori manager e addetti ai lavori del territorio con un pubblico interessato ad implementare e aggiornare i propri modelli industriali, affidandosi all’esperienza e al know-how del distretto piemontese. In questo contesto è stata fondamentale la collaborazione con l’Unione Industriale di Torino e il Competence Center CIM. Al tempo stesso A&T Torino ha l’ambizione (il programma dell’edizione 2026 è stato pensato proprio con questa missione) di contribuire ad accelerare una coesione territoriale sulla scia delle moderne Smart Land europee, capaci di disegnare modelli industriali sostenibili, innovativi e persino attrattivi per i giovani.

 

Pesche ripiene all’antica

Un antico dessert  tipico del Piemonte, tutto da gustare. Una preparazione semplice e genuina realizzata con pesche dolci e mature, farcite da un goloso ripieno a base di cioccolato fondente e amaretti, un abbinamento davvero delizioso e irresistibile.

Ingredienti:

6 pesche mature a pasta bianca

80 gr. di amaretti

60 gr.di cioccolato fondente

2 tuorli

30 gr. di zucchero a velo

Poco burro

Lavare ed asciugare le pesche. Tagliarle a meta’ ed eliminare il nocciolo. Scavare un poco la polpa e metterla in una terrina. Preparare il ripieno mescolando la polpa delle pesche tritata con il cioccolato grattugiato e gli amaretti sbriciolati, unire parte dello zucchero a velo e i due tuorli. Disporre le mezze pesche in una pirofila da forno, precedentemente imburrata, riempirle con il ripieno di amaretti ed un fiocchetto di burro. Cuocere in forno a 190 gradi per circa 30 minuti. Servire a piacere tiepide o fredde cosparse di zucchero a velo.

Paperita Patty

D’Inverno sul Po: torna la storica gran fondo di canottaggio

Torino si prepara ad accogliere la 43ª edizione della D’Inverno sul Po, storica gran fondo di canottaggio organizzata dalla Società Canottieri Esperia-Torino, in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio con l’ormai consueta “anteprima” rappresentata dal Trofeo Martoglio venerdì 6 febbraio.

La manifestazione, presentata nel corso di una conferenza stampa, anno dopo anno consolida il proprio ruolo di riferimento nel panorama remiero nazionale e internazionale, richiamando sul Po migliaia di atleti e appassionati. Un evento che va oltre la competizione, capace di unire sport di alto livello, inclusione sociale e impegno solidale, grazie a un ricco programma di iniziative collaterali e a collaborazioni.

Sul Po si sfideranno 3500 atleti, con 120 società e comitati iscritti all’evento e ben 45 equipaggi stranieri provenienti da otto paesi europei. Numeri che consolidano la manifestazione come terza gara di fondo più importante al mondo, alle spalle delle storiche Head of the Charles di Boston e Head of the River di Londra.

“Raggiungere la 43ª edizione con numeri che posizionano questa manifestazione ai vertici mondiali del canottaggio è la dimostrazione che Torino è entrata a tutti gli effetti nella mappa internazionale delle città con vocazione sportiva, grazie anche ad una cornice naturale unica – ha commentato l’assessore allo Sport Domenico Carretta -. Quest’anno l’evento assume un valore ancora più profondo: mentre i campioni internazionali e le giovani promesse azzurre si sfidano per il podio, il fiume diventa teatro di inclusione, grazie al Trofeo Martoglio, e di solidarietà attraverso il sostegno alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro”.

Anche in questa edizione continua il sodalizio tra la storica manifestazione remiera e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, a sostegno delle attività di cura e ricerca sul cancro dell’Istituto di Candiolo-IRCCS. La charity partnership si concretizzerà in una serie di iniziative solidali che accompagneranno l’evento, sottolineando il valore sociale della manifestazione. Attraverso una donazione, la Canottieri Esperia-Torino riceverà inoltre “Bee Honey” il miele solidale prodotto dalle api che vivono all’interno dei terreni della Fondazione. I barattoli da 400g verranno destinati alle premiazioni insieme all’opera “TOH”, creata per l’occasione, dall’artista torinese Nicola Russo, in versione oro in omaggio ai 140 anni del sodalizio. Un momento particolarmente sentito sarà la consegna del premio alla memoria dell’Avvocato Carlo Pacciani, ex presidente dell’Esperia e figura chiave nella nascita e nello sviluppo dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Il trofeo a lui intitolato verrà assegnato domenica 9 febbraio all’otto femminile vincitore della gara Under 19, dove sarà presente anche l’ammiraglia della Nazionale Italiana.

Non mancherà il tradizionale Trofeo per la Ricerca, messo in palio dalla Fondazione e destinato alla barca medaglia d’oro nella regata del quattro di coppia Cadetti femminile, a testimonianza di un legame che negli anni ha saputo unire sport, solidarietà e valori condivisi di impegno e speranza. Come da tradizione, infine, il Trofeo Gian Antonio Romanini sarà assegnato all’equipaggio vincitore dell’8+ Senior maschile, in acqua domenica mattina.

Ad aprire ufficialmente il weekend remiero sarà, per il quarto anno consecutivo, il Trofeo Martoglio, frutto della collaborazione tra Canottieri Esperia-Torino e Fondazione Mario e Ofelia Martoglio. Un appuntamento diventato simbolo di una cultura di convivenza, inclusione e promozione dello sport come strumento di benessere e partecipazione. Il Trofeo prenderà il via venerdì 6 febbraio con le gare in acqua, per poi proseguire sabato 7 febbraio con le competizioni indoor. In gara atleti delle categorie Special Olympics (SOI) e Pararowing, impegnati in prove promozionali che confermano la centralità della manifestazione nel panorama paralimpico e Special Olympics italiano.

Tra le novità della 43ª edizione, sabato 7 febbraio verrà consegnata la Coppa Davide Tizzano, destinata all’equipaggio vincitore del doppio senior maschile, in memoria del presidente federale recentemente scomparso. Nella stessa serata, la Mole Antonelliana sarà illuminata con il logo della manifestazione, regalando alla città un segno visibile e simbolico della D’Inverno sul Po e del suo forte legame con Torino.

TorinoClick

Perché il centrosinistra vincerà nel 2027

Può sembrare controintuitivo osservando i rapporti di forza attuali, ma lo scenario che può portare alla vittoria del centrosinistra nel 2027 è più semplice di quanto appaia. La chiave non è una crescita travolgente dell’area progressista, bensì una frammentazione sempre più profonda del campo di destra.
Nei prossimi anni una parte dell’elettorato più radicale e identitario abbandonerà Fratelli d’Italia e la Lega, percepite sempre più come forze di governo normalizzate. Questo spazio verrà occupato da un polo estremista riconducibile a figure come Vannacci, Bandecchi e Rizzo, capace di intercettare protesta e rabbia ma non di costruire un’alleanza credibile.
Questo fronte resterà strutturalmente isolato: troppo radicale per entrare in una coalizione di centrodestra, ma abbastanza forte da sottrarre voti decisivi. La destra, che storicamente vince solo quando è unita, si presenterà così divisa in blocchi incompatibili, pagando un prezzo alto soprattutto nei collegi più contendibili.
Il centrosinistra, al contrario, non avrà bisogno di una spinta eccezionale. Anche senza Calenda, potrà contare su una coalizione relativamente compatta e su un profilo più riconoscibile come alternativa di governo. In un sistema elettorale che premia la coesione e punisce la dispersione, questa differenza sarà determinante.
La vittoria del 2027, quindi, non nascerà da un’ondata di entusiasmo, ma da un equilibrio politico favorevole: mentre la destra si dividerà inseguendo le sue componenti più estreme, il centrosinistra potrà vincere semplicemente restando unito.

Enzo Grassano

Tradizione e spettacolo al carnevale di Roccagrimalda

Rocca Grimalda si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il Carnevale 2026, in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio. Due giornate dedicate alla tradizione, al divertimento e alla cultura popolare che da secoli caratterizzano il borgo.

Leggi l’articolosu piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/carnevale-di-rocca-grimalda-tradizione-e-spettacolo

Il Comune di Rivoli si confronta con i cittadini sulla viabilità

La Città di Rivoli avvia una fase strategica di revisione del proprio sistema di mobilità urbana e apre un percorso di ascolto nei quartieri in vista dell’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Un ciclo di incontri pubblici permetterà a cittadini e cittadine di segnalare criticità, bisogni e proposte legate agli spostamenti quotidiani.

La revisione del Piano nasce dalla consapevolezza che la viabilità cittadina è fortemente influenzata dai flussi di traffico provenienti dalla Val di Susa e dalla Val Sangone, che attraversano Rivoli ogni giorno. Per questo l’Amministrazione Comunale ha scelto di superare la logica degli interventi puntuali, adottando una visione complessiva e di sistema.

Gli incontri, che si svolgeranno nei diversi quartieri della città, vedranno la partecipazione dell’Assessore alla Viabilità Marco Tilelli insieme all’ Amministrazione e saranno un’occasione di confronto diretto su temi concreti come sicurezza stradale, traffico, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili, qualità della vita nei quartieri.

Il contributo dei cittadini sarà parte integrante del lavoro di aggiornamento del PGTU, lo strumento che orienta le scelte comunali in materia di circolazione, sosta e mobilità, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e rendere gli spostamenti più sostenibili e accessibili.

«Rivoli non può più essere considerata un semplice territorio di attraversamento», sottolinea l’Assessore alla Viabilità e alla Mobilità Sostenibile Marco Tilelli. «Serve una visione di medio-lungo periodo che coordini ogni aspetto della mobilità urbana. Per costruirla non ci baseremo solo su dati tecnici, ma anche sulla realtà vissuta ogni giorno dai cittadini: le loro segnalazioni ci aiuteranno a individuare le priorità di intervento e a rendere il Piano realmente efficace.»

Il percorso di revisione del PGTU, avviato nei mesi scorsi anche attraverso il questionario lanciato a dicembre 2025 in collaborazione con il Patto Zona Ovest, entra ora nella sua fase più operativa, con il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei portatori di interesse.

Durante gli incontri sarà possibile portare all’attenzione dell’Amministrazione situazioni legate a attraversamenti pericolosi, velocità eccessiva, incroci critici, difficoltà di parcheggio, marciapiedi e percorsi poco sicuri, oltre a proposte migliorative per la mobilità quotidiana.

A seguire il calendario degli incontri:

-10 Febbraio 2026 (per i quartieri Borgo Uriola e Bastioni)
Comitato di Quartiere Borgo Uriola
Via T. Negro 12
-11 Febbraio 2026 (per il quartiere Posta Vecchia)
Comitato di Quartiere Posta Vecchia
Via Piave 25
-16 Febbraio 2026 (per i quartieri Maiasco e Fratelli Cervi)
Comitato di Quartiere Maiasco
Via Tevere 41/b
per i quartieri
-17 Febbraio 2026 (per i quartieri Borgo Nuovo e Centro Storico)
Comitato di Quartiere Borgo Nuovo
C.so de Gasperi, 20/A
-24 Febbraio 2026 (per i quartieri Piazza Repubblica e San Paolo)
Comitato di Quartiere Piazza Repubblica e Dintorni
Via Camandona 9/ A
-3 Marzo 2026 (per il quartiere Tetti Neirotti)
Comitato di Quartiere Tetti Neirotti
Oratorio Chiesa Tetti Neirotti
Via Santa Maria della Stella 5
-4 Marzo 2026 (per il quartiere Bruere)
Comitato di Quartiere Bruere

Via Bruere 282

“Eleganza e invenzione”, le note del giovane Mozart

Con la torinese Fabiola Tedesco, nel duplice ruolo di violino solista e direttore al Conservatorio di Torino

Lunedì 9 febbraio, ore 21

In arrivo (con gioia) dai principali palcoscenici europei, eccola nuovamente a Torino la giovane, talentuosa violinista moncalierese Fabiola Tedesco, impegnata, nel duplice ruolo di “violino solista” (il suo è un prezioso “violino” ottocentesco costruito dal liutaio svizzero Alessandro D’Espine) e “direttore”, nel primo appuntamento del 2026 (sono tre quelli invernali romanticamente definiti “Luce d’inverno”) della Stagione della “Stefano Tempia”, in programma lunedì 9 febbraio (ore 21) presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di piazza Giambattista Bodoni, dove Fabiola si è diplomata nel 2014, sotto la guida di Sergio Lamberto. Dopo aver seguito “masterclasses” con Vadim BrodskyUto Ughi Tyoko Takezaw e seguito regolarmente quelle di Ana Chumachenco in tutta Europa (perfezionandosi con Rudens Turku presso il “Voralberger Landeskonservatorium” di Feldkirch in Austria e presso l’Accademia “Perosi” di Biella), attualmente Fabiola Tedesco ricopre il ruolo di “Concertmaster” della “North Netherlands Symphony Orchestra” di Groningen in Olanda.

Al “Conservatorio” torinese guiderà l’ “Orchestra APM – Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale” di Saluzzo (composta da giovani musicisti che frequentano o che hanno frequentato il corso di formazione “Obiettivo Orchestra”) in un programma interamente dedicato a Mozart “tra eleganza formale e tensione espressiva”. Il programma è incentrato su due pagine chiave del giovane Wolfgang Amadeus Mozart“testimonianze di una fase di profonda trasformazione del suo linguaggio”: il “Concerto per violino n. 1 K. 207” che colpisce “per la ricchezza dell’invenzione melodica e per un virtuosismo sempre misurato, integrato in un dialogo elegante con l’orchestra” e la “Sinfonia n. 29 K. 201”, in cui si fondono “stile ‘galante’, raffinatezza timbrica e tensione quasi drammatica”.

Nei giorni precedenti il concerto, Fabiola terrà una “Masterclasses” a Saluzzo.

“Per me tornare a Torino, la mia città – racconta – in occasione di questo concerto è particolarmente emozionante: esibirmi nuovamente nel salone del ‘Conservatorio’ – la sala che ha ospitato i momenti musicali cruciali della mia infanzia e adolescenza, dal diploma al debutto con l’orchestra – mi ricorda quanto sia stata privilegiata a crescere in questo ambiente. Sono orgogliosa di questa collaborazione con l’‘Accademia Stefano Tempia’ e felice di poter restituire qualcosa dopo aver vinto il ‘Premio Tempia’ nel 2014. L’aspetto più speciale di questo progetto però è quello didattico: lavorare con i più giovani è una mia grande passione, e nella ‘masterclass’ all’‘APM’ di Saluzzo spero di poter infondere un po’ di coraggio e nuove prospettive ai ragazzi che si affacciano a questa carriera”.

Dopo l’attesa esibizione di  Fabiola Tedesco il “programma invernale” della Stagione della “Stefano Tempia” proseguirà con altri due significativi appuntamenti.

Il primo (“Teatro Vittoria” di Torino, lunedì 23 febbraioore 21) sarà dedicato alla grande tradizione della “Musica da Camera” ottocentesca, in coproduzione con il “Conservatorio di Alessandria”. A brani virtuosistici di Giovanni Bottesini – leggendario contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra, detto il “Paganini del contrabbasso” – si affiancherà l’esecuzione del celebre quintetto “Die forelle” (“La trota”) di Franz Schubert, esempio luminoso della sua arte melodica, “in cui il gioco dell’acqua e il guizzare della trota diventano metafora musicale di leggerezza e vitalità”.

Il trittico si chiude (presso il “Conservatorio” torineselunedì 16 marzoore 21) con la monumentale intensità del “Requiem in re minore K. 626” di Mozart, affidato al coro e all’orchestra dell’“Accademia Stefano Tempia”, con la collaborazione del “Coro Eufoné” e dei solisti Francesca IdiniElisa BarberoBekir Serbest e Andrea Goglio. Il “Requiem” è l’ultima, enigmatica soglia creativa di Mozart, alla cui partitura, il geniale compositore austriaco lavorò  fino agli ultimi mesi di vita; dopo la sua morte (5 dicembre 1791), la vedova Constanze fece terminare l’opera da diversi musicisti, tra cui Franz Xaver Süssmayr a cui si deve il completamento decisivo.

Per info dettagliate sul programma www.stefanotempia.it

g.m.

Nelle foto: Fabiola Tedesco; “Eleganza e invenzione” (immagine di repertorio”); Coro “Accademia Stefano Tempia”

Unione Musicale, Ensemble Armoniosa eseguirà musiche di Vivaldi

All’Unione Musicale il quarto concerto della serie ‘L’altro suono’, in  cartellone per lunedì 16 febbraio alle ore 20, si terrà eccezionalmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e non al teatro Vittoria come di consueto, per ospitare tutti coloro che vorranno celebrare  insieme all’Unione Musicale il 50esimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, il sistema di educazione musicale in età precoce ideato dal giapponese Sinichi Suzuki, che ha formato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Per l’occasione si esibirà l’ensemble Armoniosa, formato da musicisti che in prima persona hanno beneficiato del metodo Suzuki per la loro formazione musicale.

“Il metodo Suzuki ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso, perché ci ha insegnato fin da subito che la musica è anzitutto ascolto e condivisione, prima ancora che tecnica o teoria. Crescere con questo approccio ci ha permesso di sviluppare uan sensibilità musicale naturale, una curiosità autentica e la gioia di fare musica insieme. Festeggiare i cinquanta anni del metodo Suzuki  in Italia con questo concerto risulta particolarmente significativo per noi perché rappresenta un’occasione per riconoscere quanto quell’approccio abbia segnato il nostro percorso artistico e quanto continui a rappresentare un modello prezioso per chi oggi inizia a imparare la musica”.
L’Ensemble Armoniosa è  nata quattordici anni fa nel contesto dell’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti ed è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica barocca.
Il gruppo è formato di soli cinque membri, il violinista Francesco Cerrato, i violoncellisti Stefano Cerrato e Marco Demaria, il clavicembalista Michele Bianchi  e l’organista Daniele Ferretti, che affrontano con maestria anche brani scritti per orchestra.

“Dal punto di vista interpretativo – raccontano i musicisti  – questa configurazione a cinque comporta sfide importanti, ogni parte è estremamente esposta e richiede una forte consapevolezza stilistica, un ascolto costante, un equilibrio molto raffinato. Contemporaneamente, però, proprio questa struttura offre una grande libertà espressiva e una straordinaria versatilità, permettendo di affrontare il repertorio barocco con una voce personale, coerente e al tempo stesso sorprendentemente ricca sul piano sonoro”.
Il concerto  è  dedicato all’arte di Vivaldi, a partire dalle celebri Stagioni, che saranno eseguite in prima assoluta  nella trascrizione appositamente creata dal maestro Barchi.

“Questa trascrizione – spiegano i musicisti dell’Ensemble – permette di esplorare nuove sfumature dinamiche e timbriche, accentuando il carattere teatrale  e quasi sperimentale  delle Stagioni, e rendendo ancora più evidente l’incredibile modernità  del linguaggio di Vivaldi. Per noi è un modo di aprire il concerto con un’opera iconica, offrendo al pubblic  una chiave di ascolto inedita, ma coerente con la nostra identità  e con la ricerca che da sempre  accompagna il lavoro di Armoniosa”.
Il programma torinese sarà completato dalla Sonata KV 47, dal Concerto N. 1 RV 383 a e dalla Sonata “La follia”, rimodellato seguendo una prassi tipica dell’età barocca che concepiva la musica come un organismo vivente, capace di adattarsi alle esigenze contigenti.

Mara Martellotta