Mercoledì 21 ottobre il Cinema Massaua di Torino ha ospitato l’anteprima nazionale del film “ Sul più bello “ di Alice Filippi , prodotto dalla Eagle Pictures.
Si tratta di una teen dramedy, girata a Torino e Venaria con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, i cui protagonisti principali sono i giovanissimi Ludovica Francesconi ( Marta ) e Giuseppe Maggio ( Arturo ). E’ la storia di Marta, ragazza bruttina, affetta da una grave malattia genetica, che, nonostante tutto, ha un carattere combattivo e travolgente.
Come ogni ragazza della sua età sogna il grande amore , ma lei non si accontenta e prima che la sua malattia degeneri, vuole sentirsi dire “ Ti amo “ da un ragazzo bello, il più bello di tutti.
I suoi amici e coinquilini, che per lei sono la sua famiglia, fanno il possibile per dissuaderla dal puntare troppo in alto. Finchè ad una festa Marta vede Arturo , bello, sicuro di sé e per lei completamente inarrivabile. In altre parole, la preda perfetta. Ma, mentre i fedeli amici si preparano a gestire la sua ennesima delusione, Marta sente che stavolta le cose andranno in maniera diversa… La pellicola, opera prima di Alice Filippi, dopo la realizzazione del documentario “ ’78 – Vai piano ma vinci “, nominato ai David di
Donatello 2018, è stata anche ospitata nell’ambito della recente Festa di Roma.
“La storia – ha dichiarato la regista – mi è piaciuta fin da subito, lavorare con un cast giovane è stato davvero stimolante. E’ una storia positiva, che rispecchia il mio carattere, infatti vedo sempre il lato positivo nelle cose. C’è un fil rouge che collega il mio documentario a questo film. Anche in quell’occasione si partiva da una situazione negativa , ma alla fine era una storia di un ragazzo che ce l’ha fatta ( qui i si tratta di una ragazza), una storia di libertà, di chi combatte per ottenere un obiettivo. La lezione è che la scelta finale è sempre la nostra, tutti hanno una scelta.
A Torino mi trovo sempre bene sia per il bellissimo rapporto con la Film Commission sia perchè qui mi sento in famiglia, circondata dall’affetto di tanti cari amici”.
Helen Alterio
Foto VBS50
Conficcato in una nicchia di un grande masso compare il volto di un personaggio dell’antichità. Si parla di Maometto, il profeta dell’Islam, o di un Giove romano o forse di qualcun altro. In bassa Val di Susa, a una quarantina di chilometri da Torino, i colori dell’autunno e le prime nebbie d’ottobre rendono quel luogo ancora più incantato e anche un po’ fiabesco. Ma intorno a quella figura maschile persiste la disputa, ormai vecchia di decenni, tra borgonesi e storici. I valsusini non hanno dubbi: quel volto scolpito nella roccia è quello di Maometto ma gli studiosi la pensano molto diversamente. Maometto non c’entra nulla, sostengono i ricercatori, si tratta piuttosto di una divinità romana. Eppure quel gigantesco masso caduto in valle a ridosso di una stradina accanto al bosco è rotolato per centinaia di metri dall’alto di una montagna dove i saraceni musulmani passavano, stazionavano e poi scendevano in valle per uccidere e distruggere paesi e borgate. Chissà che non siano stati proprio loro a incidere su quella roccia il volto del fondatore della religione islamica? Vale comunque la pena passare da queste parti quando si va in alta valle a sciare o a visitare Susa e la Novalesa o a mangiare la polenta in qualche rifugio. Si lascia l’auto dove è possibile e dopo una brevissima camminata eccolo lì, è talmente piccolo nell’enorme masso che quasi non si vede ma poi, avvicinandosi, emerge una piccola nicchia a forma di tempietto a quattro-cinque metri dal suolo. I borgonesi lo chiamano “il Maometto di Borgone”. Indossa una tunica e un mantello, ha le braccia sollevate verso l’alto e ai piedi si scorge un animale mentre sul frontone compare un’iscrizione, quasi
cancellata dal tempo, con lettere latine. Per la tradizione popolare della zona quella figura rapresenta Maometto e molte leggende antiche si fanno risalire alle invasioni dei Mori che oltre mille anni fa devastarono la Valle di Susa lasciando terribili ricordi nella gente, poi tramandati per generazioni. Ma allora chi è rappresentato in quel bassorilievo? Le ipotesi avanzate sono diverse ma il Profeta avrebbe poco a che vedere con quel ritratto. Si tratterebbe invece, secondo gli storici, del volto di Giove Dolicheno, una divinità anatolica venerata dai soldati romani nel II-III secolo. Gli arabi arrivarono in Val di Susa alcuni secoli dopo la morte di Maometto. Valicate le Alpi marittime i predoni musulmani giunsero in Liguria e in Piemonte e nell’anno 906 furono avvistati per la prima volta nelle grotte dell’alta Val di Susa che furono usate come basi per assaltare e depredare i borghi valsusini, saccheggiando e uccidendo gli abitanti del luogo. La stessa celebre Abbazia di Novalesa, all’epoca uno dei più importanti centri culturali e religiosi del Piemonte, fu incendiata nel 912 dai saraceni e i monaci furono costretti a fuggire a Torino mettendo in salvo codici e manoscritti della biblioteca. Ma il mistero in bassa valle resta e la domanda se la pongono in molti: quel volto misterioso è di Maometto o di un Giove? Gli studiosi, come detto, non hanno più dubbi, si tratta di una divinità romana, ma per i borgonesi l’uomo misterioso resta Maometto. Lasciamo quindi a Borgone il suo “Maometto” in bella mostra su quella rupe che attira turisti e gitanti diretti in alta valle. Una capatina da Maometto è sempre gradita ai borgonesi.

Un testo che fa riflettere e sognare ad occhi aperti. Un viaggio nella Lucania aspra e selvaggia ma sempre bella,meravigliosa ed accogliente.Occhi attenti che scrutano con dovizia di particolari tutto ciò che circonda il bravo poeta Luigi, addolorato perché assiste impotente allo svuotamento della sua Terra, con tanti giovani che partono per cercare fortuna al Nord Italia ma anche all’estero. L’autore Nasce a Tricarico, MT,42 anni fa,coniugato vive tuttora nella
provincia di Potenza.Impiegato nelle ferrovie ha svolto il servizio militare a Torino ed è rimasto innamorato della città Sabauda al punto che quasi ogni anno ci ritorna felice come un ragazzino. Ha scritto tanti libri e vinto numerosi premi.Di recente è stato eletto segretario generale Filt Cgil Basilicata,grande sostenitore dei diritti dei lavoratori e battagliero sempre per portare avanti istanze,anche in Parlamento, atte a migliorare la vita lavorativa dei lavoratori nel mondo del trasporto.






Chissà? E poi Emma ancora che corre in 
