La mozione del Comune indica nella violenza nei confronti delle donne una vera e propria emergenza nazionale che richiama alla necessità di azioni di contrasto e protezione delle vittime con il sostegno dei Centri Antiviolenza esistenti, e la pianificazione della prevenzione dal punto di vista culturale

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione, presentata da Lucia Centillo, Laura Onori, Domenica Genisio, Marta Levi e Fosca Nomis, che impegna Sindaco e Giunta, in relazione alla violenza nei confronti delle donne, a organizzare gli Stati Generali della Città e a dare piena applicazione alla Convenzione “No more” firmata dalla Città di Torino in data 15 gennaio 2013. Con il medesimo atto si invitano la Regione Piemonte e il Governo Nazionale ad organizzare gli Stati generali anche a livello Regionale e Nazionale.
La mozione indica nella violenza nei confronti delle donne una vera e propria emergenza nazionale che richiama alla necessità di azioni di contrasto e protezione delle vittime con il sostegno dei Centri Antiviolenza esistenti, e la pianificazione della prevenzione dal punto di vista culturale. L’atto richiama, oltre alla Convenzione “No more” i precedenti della Convenzione di Istanbul, la Legge Regionale n. 16 del 26 maggio 2009 che prevede l’istituzione di centri antiviolenza
con case rifugio, la Legge Regionale n. 11 del 17 marzo 2008 che istituisce un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti e l’esperienza del coordinamento cittadino contro la violenza nei confronti delle donne come strumento di partecipazione e responsabilità collettiva a sostegno delle azioni e delle politiche della città e della Provincia di Torino.
Ufficio stampa del Consiglio comunale (S.L.)

“Questa volta dobbiamo riconoscere l’impegno dell’assessore Vignale, che ha cercato di contenere i danni provocati da una circolare diramata giovedì scorso dal dipartimento nazionale del Ministero alla Funzione Pubblica, che ha di fatto stralciato l’emendamento approvato al Senato, cui si derogava ai tetti sulle assunzioni imposte dalla legge. La soluzione trovata ci sembra un accettabile compresso: nessuno dei lavoratori precari rimarrà a casa. Questa mattina ci è stato infatti illustrato in Commissione Bilancio il Piano Occupazionale della Regione prima della sua approvazione in Giunta.





