CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 457

Miradolo, la storica dell’arte Giovanelli per “Christo e Jeanne – Claude. Projects”

“Mezz’ora con…”

Sabato 26 novembre, ore 15

San Secondo di Pinerolo (Torino)

E’ buona e intelligente abitudine della “Fondazione Cosso” progettare, fra i tanti eventi e in occasione di mostre particolarmente prestigiose allestite negli spazi espositivi del “Castello di Miradolo”, momenti di conversazione con esperti d’arte e curatori delle stesse mostre, dal titolo “Mezz’ora con…”, tese ad approfondirne i contenuti e l’esperienza artistica che sottende alla realizzazione delle opere esposte. Parte di qui l’idea del nuovo incontro, organizzato per sabato 26 novembre (ore 15) nelle sale del Castello di San Secondo di Pinerolo, in occasione della mostra “Christo e Jeanne – Claude. Projects” dedicata, a poco più di due anni dalla scomparsa, al celebre artista, bulgaro di nascita, Christo Vladimirov Javacheff e alla compagna di arte e di vita, la francese (nativa di Casablanca) Jeanne-Claude Denat de Guillebon. Semplicemente Christo e Jeanne-Claude in arte: coppia visionaria, fra i maggiori rappresentanti della “Land art” e realizzatori di opere su grande scala, passando dai primi dipinti astratti ai famosi sempre più giganteschi “impacchettamenti” di oggetti o architetture e monumenti urbani nella tela o nella plastica, che “hanno rivoluzionato il modo di concepire l’opera d’arte ed il suo processo di realizzazione”. A parlarne, sabato 26 novembre, sarà la bresciana storica dell’arte Lorenza Giovanelli, autrice e curatrice di diverse monografie sui due artisti, nonché dal 2017 responsabile della Collezione e project manager dello “Studio” di Christo a New York e attualmente membro del consiglio di amministrazione della “Christo and Jeanne-Claude Foundation”. L’occasione sarà ovviamente di grande interesse anche per visitare o rivisitare la mostra in programma fino al 16 aprile 2023. Curata da Francesco Poli, Paolo Repetto e Roberto Galimberti, con il coordinamento generale di Paola Eynard, l’esposizione, realizzata grazie alla collaborazione con la “Fondazione Christo e Jeanne-Claude” di New York, presenta circa sessanta opere, tra tecniche miste e collagesaccompagnate da un’ampia sezione fotografica e dalla proiezione dei video che documentano la realizzazione delle monumentali installazioni artistiche: dall’“Imballaggio d’aria” di Documenta a Kassel (1968), una struttura gonfiabile in materiale plastico alta circa 85 metri, alla “Mastaba” (1977-2018), l’opera monumentale sul Serpentine Lake di Hyde Park formata da 7.506 barili dipinti ed impilati uno sull’altro a formare un tronco di piramide galleggiante.

 

Da “Valley Curtain” (1970/72) il telo di 380 metri che ha colorato di arancione la vallata di Rifle in Colorado, a “The floating Piers”, la passerella di 4,5 chilometri sul lago d’Iseo (2016). Per continuare, solo per citarne alcune, con “Surrounded Island” (1980/83), che ha circondato le isole della baia di Biscayne a Miami con una cintura di polipropilene fucsia, “The gates” (2004/05), il percorso di 30 chilometri di “portici” che ha attraversato il Central Park di New York, “Pont Neuf” (1985), l’imballaggio del più vecchio ponte di Parigi, e l’imballaggio del “Reichstag” (1995) di Berlino con un tessuto argentato. A questo nucleo centrale, si affiancano due ampie sezioni. La prima è dedicata al “Nouveau rèalisme”, con opere di César, Yves Klein, Daniel Spoerri, Mimmo Rotella, Arman e MartialRaysse, a cui partecipò anche il giovane Christo realizzando i suoi primi impacchettamenti. La seconda sezione pone invece l’attenzione sul vasto movimento internazionale della “Land Art”, in un percorso espositivo che va da Richard Long a Ólafur Elíasson, fino a Giuseppe Penone a Germano Olivotto, alle foto originali di Gianfranco Gorgoni e ai “lavori manifesto” di Walter De Maria, Robert Smithson, Michael Heizer, Dennis Oppenheim e James Turrell.

Per info: Castello di Miradolo, Via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); tel. 0121/502761 o www.fondazionecosso.com

Prenotazione obbligatoria. L’incontro con Lorenza Giovanelli è compreso nel biglietto d’ingresso alla mostra.

g.m.

Nelle foto:

–       Christo, Jeanne-Claude: immagine allestimento

–       Christo, Jeanne-Claude and their son Cyril with “Store Front” (1965-’66), Ph. Thomas Cugini

–       Christo, Jeanne-Claude: immagine allestimento

Visite guidate gratuite al Museo Ettore Fico

25 novembre

2 dicembre

Eclettica!

Una collettiva sui generis, oltre 140 opere miscellanee che si attraggono come magneti per similitudine, assonanza, opposizione.

ANDREA BUSTO, DIRETTORE MEF

h.17.00

Patrizia Mussa. Photopastel

Prove di maestria e perfezione pittorica si incontrano in una selezione di immagini di architetture e teatri storici

PATRIZIA MUSSA, FOTOGRAFA

h.18.00

MEF – Museo Ettore Fico 

via Francesco Cigna 114, Torino

www.museofico.it

Il Museo Ettore Fico organizza tre visite guidate gratuite, il  25 novembre e il 2 dicembre. 

Alle 17.00 il Direttore del MEF Andrea Busto racconterà “Eclettica!”, mostra collettiva sui generis, che coinvolge le diverse collezioni conservate nei suoi depositi: il lascito Luigi Serralunga, il fondo di opere di Ettore e Ines Fico, la Donazione Renato Alpegiani, le collezioni dei Premi del MEF – destinati ai giovani artisti – e, infine, a una parte della collezione del Museo costruita negli anni della sua esistenza.

Il percorso espositivo, che si snoda nelle sale al piano terra e al primo piano del museo, comprende oltre 140 opere di altrettanti artisti, suddivise in stanze e 7 sezioni, e avvicina lo spettatore a tematiche e a ricerche molto diverse.

Nella visita si potranno vedere le opere dei vincitori dei tredici anni del premio tra cui “Un bout de toi, Salomon n. 4” dell’artista Mimosa Echard, neo vincitrice del premio “Marcel Duchamp 2022”.

Mimosa Echard è stata vincitrice del premio “Ettore e Ines Fico 2021” ed è attualmente esposta oltre al MEF al Centre Pompidou di Parigi con l’opera Escape more (2022).

Al primo piano è visibile l’opera “Agli amanti…e anche a quelli d’Italia” di Ruben Montini, che ha portato – nelle giornate di Artissima – la sua performance “Il vuoto addosso” al Museo Fico.

Alle 18.00 la fotografa Patrizia Mussa accompagnerà i visitatori, nella project room, a scoprire i suoi “Photopastel”. In mostra una serie di immagini di architetture auliche (Reggia di Caserta, Museo di Palazzo Grimani) e teatri storici (La Scala, la Fenice, il Teatro Farnese). Ogni fotografia viene prima stampata, quindi colorata a mano in modo pressoché impercettibile, ma significativo, con pastelli e acquerelli. L’artista costruisce così una visione che esalta la plasticità del luogo ritratto conservandone le caratteristiche architettoniche primarie.

Finché morte non ci separi

Venerdì 25 novembre

Teatro Concordia, Venaria Reale (TO)

 

 

Silvana Arena, Maria Masi, Marina Corradino: sono i nomi delle tre vittime di femminicidio di Venaria Reale, dal 2011 ad oggi, a cui il Teatro Concordia dedica un gradino del teatro.

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Concordia propone una riflessione sul tema che diventa un atto di memoria per ricordare, un nome per ogni gradino, le tre vittime di un femminicidio avvenuto sotto casa e un atto di denuncia, attraverso la messa in scena di uno spettacolo scritto da un uomo che si è messo nei panni delle vittime.

“Finché morte non ci separi”, della compagnia Liberipensatori Paul Valéry, è la storia di due donne che vengono ammazzate dai rispettivi compagni. Due donne all’apparenza molte diverse, una che rispecchia tutti i luoghi comuni della donna maltrattata e spesso uccisa, l’altra che elude ogni luogo comune e che nonostante viva una vita agiata e in apparenza piena di affetto ha il medesimo destino della prima. Con ironia e allo stesso tempo con toni tragici entrambe narrano da morte la loro condizione fino al momento dell’uccisione.

“Finché morte non ci separi” è un invito alla riflessione, dunque, che nel lungo elenco di nomi delle vittime di femminicidio degli anni 2020-2021-2022, parte integrante dell’allestimento, mostra il dramma che sempre più spesso affligge la nostra società.  

 

Venerdì 25 novembre, ore 21

Finché morte non ci separi

Compagnia Liberipensatori Paul Valéry

Di Francesco Olivieri

Regia di Francesca Vettori

Con Stefania Rosso, Daniela Vassallo e Manuela Grippi

Biglietti: intero 13 euro + d.p. – ridotto 11 euro + d.p. – in abbonamento

 

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124info@teatrodellaconcordia.it

A Chieri note e notte in Jazz per i cinquant’anni di fondazione della CRI

“Notte Bianca e Rossa”

Sabato 26 novembre

Chieri (Torino)

 

A risuonare, per strade e piazze, saranno note di grande jazz nella notte chierese di sabato 26 novembre. In occasione dei festeggiamenti del 50° di fondazione della “Croce Rossa Italiana – Comitato di Chieri”, la Città collinare delle “Cento Torri” si trasformerà infatti in un grande palcoscenico musicale, con un’edizione speciale della “Notte Bianca e Rossa”occasionalmente in versione “jazz”, grazie alla preziosa collaborazione con il “FolkClub” di Torino. Edizione “speciale” in quanto si svolgerà unicamente “in door”, con due concerti ospitati dalla “Chiesa dei Santi Bernardino e Rocco” (piazza Cavour) e da “ArKa Centro Giovanile” (Area Caselli).

Si inizia alle ore 21, alla “Chiesa dei Santi Bernardino e Rocco”, con l’ensemble “CIACK JAZZ TRIO”, impegnato a proporre riadattamenti di alcune fra le più celebri melodie internazionali e colonne sonore cinematografiche, quindi si prosegue alle ore 22 al “Centro Giovanile Area Caselli” con il concerto dei “KORA BEAT”, band nata a Torino da un’idea del maestro Cheikh Fall, musicista senegalese di Dakar.

La Direzione Artistica e l’Organizzazione Generale sono di Paolo Lucà (“FolkClub”).

Ingresso gratuito, durante la serata saranno promossi i principi, i valori e le attività della “CRI” compreso il progetto “Aiuta CRI Aiuta” del “Comitato di Chieri”, volto alla riduzione dei costi di trasporto in ambulanza per i cittadini.

 

“Cultura e Solidarietà sono il binomio che caratterizza il progetto ‘Aiuta CRI Aiuta’ e questa edizione speciale della ‘Notte Bianca e Rossa’ che come Comune di Chieri – commenta il sindaco Alessandro Sicchierosiamo orgogliosi di sostenere, in concomitanza dei 50 anni di attività della sezione chierese della ‘Croce Rossa’. 50 anni a servizio del territorio e dei chieresi. Un momento di festa, di speranza, di condivisione di valori e di unità della nostra comunità. E siamo lieti che la ‘Notte’ veda la collaborazione con un’istituzione che è un’eccellenza per i cultori della musica, ovvero il ‘FolkClub’ torinese” .

Per info: www.aiutacriaiuta.it

g.m.

Nelle foto:

–       “Ciack Jazz Trio”

–        “Kora Beat”

Ghiotta serata fra “cibo buono e bello” e il grande “cinema”

Al Teatro della “Fondazione Mirafiore” di Serralunga d’Alba, arrivano Antonella Viola con Moreno Cedroni, a seguire Enrico Vanzina

Venerdì 25 e sabato 26 novembre

Serralunga d’Alba (Cuneo)

 

Proseguono fino al 25 aprile del prossimo anno gli incontri dedicati dalla “Fondazione Mirafiore”, nata nel 2010 – nel cuore della Langa del Barolo, per volontà di Oscar Farinetti – al “Laboratorio di Resistenza Permanente” tenuto nel Teatro, centro della vita culturale della “Fondazione” (all’interno del “Villaggio Narrante” in Fontanafredda) che è il solo teatro “in cui – si dice – è consigliabile entrare con un bicchiere di buon vino in mano”.

Venerdì 25 novembre, alle 19, ospite della serata sarà una coppia decisamente inedita: l’immunologa Antonella Viola e lo chef Moreno Cedroni in un incontro dal titolo “Il cibo buono e bello”. Antonella Viola ha iniziato a farsi conoscere al grande pubblico durante la pandemia ed è già stata ospite della “Fondazione” lo scorso anno con il suo “Danzare nella tempesta”, il libro dedicato al Covid-19 che ha stravolto le nostre vite, e continua in parte a farlo, da due anni a questa parte. Intrapresa con buon successo anche la strada della scrittura, la professoressa Viola (autrice anche de “Il sesso è (quasi) tutto”, edito da Feltrinelli nel 2022), insieme al nutrizionista Daniele Nucci, ha appena pubblicato un terzo libro “Il Cibo Buono” (Gribaudo), dove il punto di vista è ovviamente sempre quello scientifico: il “cibo buono” è quello che aiuta a rafforzare il nostro sistema immunitario, ma l’impostazione è a metà tra saggio e ricettario, con un unico obiettivo in mente, il benessere della persona e la sostenibilità. Su questi argomenti l’immunologa tarantina si confronterà venerdì sera a Serralunga d’Alba con Moreno Cedroni, lo “chef 2 stelle” Michelin che ha portato uno spirito avanguardista nella cucina italiana. Cedroni è infatti considerato uno degli chef italiani più innovativi, dotato di grande creatività e capacità di intrecciare tradizione e innovazione fra i fornelli. Si parlerà quindi di cibo, quello “buono e bello”, raccontato attraverso le lenti della scienza e dell’arte della grande cucina.

Sabato 26 novembre, alle 18,30, protagonista della serata sarà invece il cinema italiano con il regista e sceneggiatore Enrico Vanzina e una “lectio” dal titolo: “Il cinema e la vita”. Figlio del grande regista Steno, uno dei fondatori della commedia italiana, nel 1976 Enrico ha iniziato a scrivere sceneggiature e da allora ha collaborato con i maggiori esponenti del nostro cinema. Nel corso degli ultimi quarant’anni ha firmato, insieme al fratello Carlo (scomparso nel 2018 e a cui Enrico ha dedicato il libro “Mio fratello Carlo” – IBS), alcuni dei più grandi successi al botteghino italiano. Alla “Fondazione Mirafiore”, Vanzina terrà un incontro, moderato dal giornalista e amico, Emilio Targia, che prenderà spunto dal suo ultimo libro fresco di stampa: “Il cadavere del Canal Grande”, IBS, un  giallo, ambientato nella Venezia di Casanova, che ancora una volta rivela l’eclettico e straordinario talento di Enrico.

La partecipazione agli eventi della “Fondazione” è gratuita, ma per garantire il rispetto delle norme di sicurezza è obbligatoria la prenotazione tramite il sito www.fondazionemirafiore.it. Gli incontri si possono anche seguire in diretta streaming sempre dal sito della “Fondazione Mirafiore”.

Per info e programma completo degli eventi: “Fondazione Mirafiore”, via Alba 15/a, Serralunga d’Alba (Cuneo); tel. 0173/626424 o www.fondazionemirafiore.it

g.m.

Nelle foto:

–       Antonella Viola e Moreno Cedroni

–       Enrico Vanzina

“L’impronta del Maestro”

In mostra alla “Fondazione Giorgio Amendola” di Torino, quattro fra i più prestigiosi allievi di Francesco Casorati

Fino al 31 dicembre

“Vorrei saper proclamare la dolcezza di fissare sulla tela le anime estatiche e ferme, le cose mute e immobili, gli sguardi lunghi, i pensieri profondi e limpidi… Quale sincerità si cerca nell’arte? La sincerità esterna o la sincerità intima, interiore?”: parole e pensieri del grande Francesco Casorati (Novara 1883 – Torino, 1963). Parole e pensieri che il Maestro novarese (fra i massimi esponenti del cosiddetto “realismo magico” di inizi Novecento, a lungo abbeveratosi nel sogno figurativo della classicità rinascimentale del Tre e Quattrocento) seppe magnificamente cristallizzare nella plastica pietrificazione di una realtà attenta al “valore della forma, dei piani e dei volumi” raccontati come intimamente partecipi di un “mondo sospeso, senza tempo e quasi fantastico”. Sincerità intima, interiore, dunque, la sua.

La “sincerità” più profonda di un grande, singolare, indimenticato artista. Ma anche cifra stilistica che il Maestro volle sicuramente  trasmettere – come base pittorica mai vincolante –  ai tanti allievi cresciuti sotto il suo magistero, nati quasi tutti intorno agli anni ‘30 e attivi dai primi ’50 fino agli inizi del Terzo Millennio. Tanti. Tantissimi. All’“Accademia Albertina” di Torino, dove nel ’41 viene assegnata a Francesco la cattedra di “Pittura” fino al ’52, anno in cui diventa direttore della stessa “Accademia” e presidente nel ‘54; ma soprattutto nella casa – studio – scuola aperta nei primi anni ’20 (gli anni del sodalizio anche politico con Piero Gobetti, con il critico Lionello Venturi e il mecenate Riccardo Gualino) in via Mazzini, al civico 52, dove si formò un esercito di artisti, fra i quali la britannica Daphne Maugham che nel ’30 diventerà sua moglie e, ovviamente, il figlio Felice (Torino, 1934 – 2013) cresciuto a pane e arte fin dai primi anni di vita, Francesco Tabusso  (Sesto San Giovanni – Milano, 1930 – Torino, 2012), Nino Aimone (Torino, 1932 – Pavarolo-Torino, 2020) e Marcolino Gandini (Torino, 1937). E molti altri ancora. Ai quattro citati – il figlio del Maestro, Tabusso, Aimone e Gandini, tutti ruotanti intorno alla rivista “Orsa minore”, diretta dallo stesso Tabusso – dedica oggi (e fino al prossimo 31 dicembre) una ricca e suggestiva collettiva la “Fondazione Giorgio Amendola” di via Tollegno, a Torino. Curata da Pino Mantovani, la mostra raccoglie circa quaranta pezzi, quasi tutti oli su tela, alcune tempere e una grande tavola di Tabusso, dal titolo “La taverna del Chietto”, dove il reale appare magicamente trasfigurato in favola pura, in quell’esemplare dimensione incantata e atemporale che troviamo anche ne “I sei cacciatori”, realizzato da Tabusso (“l’ultimo dei pittori cantastorie”) nel 1955: i cacciatori, i cani, le case e le geometriche baite senza finestre, un paesaggio da fiaba e di neve, la sua Valsusa, le sue montagne, l’amata Rubiana (di cui diventerà cittadino onorario), la baita del Chietto ai duemila metri sulla strada che da Condove porta a Colombardo. Il suo mondo. Di vita e d’arte. Osservato e ritratto come poteva fare un fanciullo istruito alla grande scuola del Maestro Casorati. Ma libero di volare per i suoi cieli. Fiabe. Al pari delle narrazioni – dove tempi e spazi si confondono nella visionarietà di sogni che faticano a far i conti con il reale – inventate da quell’“intellettuale del segno e del colore”, per dirla con Paolo Levi, che fu Felice Casorati.

 

Che belle le sue “Lampare” del ’56, giocate sull’astrazione di contenuti figurativi che permangono in campiture piatte, solide (la grande lezione del famoso padre!), con quei blu accesi, i rossi smorzati, i gialli, l’entroterra (forse ligure, di quella Cervo che, a metà degli anni ’50, ospitò una fitta comunità di artisti torinesi allora fra i più blasonati a livello locale e nazionale) e in alto, nel cielo, una sferica luna triste a far da contrappunto all’acceso chiarore delle lampare. “L’esposizione – scrive in catalogo Pino Mantovani – più che documentare l’evoluzione nei decenni dei quattro pittori, intende invece verificare come l’impronta comune iniziale si sia articolata in direzioni diverse, fortemente caratterizzate pur rimanendo sempre coerenti”. Chiaro esempio ne sono anche le opere di Nino Aimone e Marcolino Gandini. Mi piace ricordare, in particolare, “La suonatrice di flauto”, olio su tela del ’59 di Aimone, in cui traspare l’inquietudine di una ricerca astratta ed essenziale dai colori fortemente smorzati a dar vita a “forme deformate” in cui resta tuttavia l’originario imprinting del Maestro;

 

superato invece in spazi di totale libertà espressiva nei “Cerchi azzurri” di Gandini, risolti interamente in una gestualità informale, avulsa da ogni sensibile realtà, su una superficie monocroma ma pastosa, “selva di segni”, impostata sui toni azzurri e grigio-neutri. Insegnare a spiccare il volo, in fondo, è anche grande dote di un grande Maestro.

Gianni Milani

 

 

“L’impronta del Maestro”

“Fondazione Giorgio Amendola”, via Tollegno 52, Torino; tel. 011/2482970 o www.fondazioneamendola.it

Fino al 31 dicembre

Orari: dal lun. al ven. 10/12,30 e15,30/19; sab. 10/12,30

Nelle foto: Francesco Tabusso: “I sei cacciatori”, 1955; Francesco Casorati: “Lampare”, 1956; Nino Aimone: “Suonatrice di flauto”, olio su tela, 1959; Marcolino Gandini: “Cerchi azzurri”, olio su tela, 1963

Monologo di donna con…

venerdì 25 novembre – in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne – alle ore 21,00 andrà in scena al Teatro Magnetti di Ciriè (via Cavour 28), l’anteprima del nuovo spettacolo di Giulia Cerruti, Monologo di donna con…

Un assaggio di stand-up comedy scritto da una donna con un desiderio di maternità parecchio ingombrante.
“Ci sono alcune trentenni che percepiscono che i parenti ai pranzi di famiglia cominciano a guardarle come si guarda un panetto di stracchino in scadenza” commenta la Cerruti, artista che si è distinta come autrice e attrice in numerosi festival e concorsi nazionali.
Un simpatico affresco di delusioni d’amore raccontate con cinico sarcasmo, ma anche una riflessione su alcune aspettative sociali nei confronti delle detentrici di due cromosomi X.

Teatro al Femminile ha deciso di celebrare così il 25 novembre, valorizzando come sempre la forza delle donne ed evidenziandone l’ironia e la potenza.
“Troppo spesso vediamo passare un messaggio erroneo e distorto: una donna vittima di violenza e/o discriminazione, è una donna debole. Non è così – afferma Virginia Risso, direttrice artistica di Teatro al Femminile – La discriminazione diventa più forte quando noi, come società e come cultura, glielo permettiamo”.

Monologo di donna con…
di e con Giulia Cerruti
venerdì 25 novembre ore 21,00
Teatro Magnetti (via Cavour 28, Ciriè TO)

Costo della serata € 12,00
Prenotazione obbligatoria: teatroalfemminile@gmail.com

Il Piccolo Principe al teatro Colosseo

«L’essenziale è invisibile agli occhi» 

 

A 80 ANNI DALLA SUA PRIMA PUBBLICAZIONE

 

DOPO ESSERE STATO TRADOTTO IN OLTRE 500 LINGUE 

E AVER VENDUTO PIÚ DI 200 MILIONI DI COPIE IN TUTTO IL MONDO

 

ARRIVA A TEATRO NEL 2023

LA STORIA PIÚ LETTA E AMATA DI TUTTI I TEMPI

IL PICCOLO PRINCIPE

di Antoine de Saint-Exupéry

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LO SPETTACOLO ANDRÁ IN SCENA A 

ROMA (Teatro Sistina) 

da mercoledì 1 a domenica 12 febbraio 2023

BOLOGNA (Teatro Celebrazioni) 

da giovedì 16 a domenica 19 febbraio 2023

TORINO (Teatro Colosseo) 

da giovedì 23 a domenica 26 febbraio 2023

FIRENZE (Tuscany Hall) 

da giovedì 2 a domenica 5 marzo 2023

MILANO (Teatro Repower) 

da giovedì 23 marzo a domenica 2 aprile 2023

PARIGI | FRANCIA TOURNÉE 

novembre – dicembre 2023

 

Le prevendite sono disponibili su TicketOne Il Sistina

 

Nel 2023, a 80 anni dalla pubblicazione, arriva a teatro “IL PICCOLO PRINCIPE” di Antoine de Saint-Exupéry, la storia più letta e amata di tutti i tempi. Lo spettacolo teatrale, diretto da Stefano Genovese e prodotto da Razmataz Livedebutterà mercoledì 1° febbraio a Roma, presso il Teatro Sistina, e sarà in tour in Italia per tutta la prima parte dell’anno, per poi approdare in Francia il prossimo autunno e ad AmsterdamBerlinoDublinoLisbona Madrid nel 2024.

“IL PICCOLO PRINCIPE” è la storia che tutti conoscono ma nessuno ricorda, quasi a provare che quanto dice il suo autore corrisponde a verità: gli adulti non pensano mai alle cose veramente importanti. E quali sono queste cose? Quelle che ci insegnano da piccoli e che dimentichiamo una volta diventati grandi. Spetta proprio al Piccolo Principe, eterno bambino, rinfrescarci la memoria.

 

«Tutti gli adulti sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano»

Pubblicato nel 1943, “IL PICCOLO PRINCIPE” è un racconto senza tempo, che ha incantato grandi e piccini per generazioni. È il libro più tradotto dopo la Bibbia (oltre 500 lingue e dialetti) e ha venduto più di 200 milioni di copie in tutto il mondo (19 milioni solo in Italia), tanto da meritarsi di essere inserito da “Le Monde” tra i migliori libri del XX secolo. Un’opera fortemente trans-mediale, che negli anni è stata adattata e declinata in innumerevoli forme, dai fumetti, ai film, dalle serie animate al balletto.

Lo show firmato Razmataz Live è una rappresentazione unica nel suo genere, che si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione, la musica, il canto, la scenografia e, più in generale, la performance offrono. In equilibrio tra prosa, musical, arte circense e installazione, ogni significato, ogni personaggio, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore. «Ciascuna scena non si ferma agli occhi o alle orecchie o all’olfatto» – racconta il regista Stefano Genovese – «Quelli sono solo porte sensoriali per arrivare alla destinazione finale: il cuore di ogni spettatore».

Fedele allo stile dell’opera originale, nel mettere in scena “IL PICCOLO PRINCIPE” Stefano Genovese ha deciso di non lasciare alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza spettacolistica evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire.

Le verità sono semplici e diventano assolute proprio in virtù della loro essenzialità. Le immagini – come sosteneva lo stesso Antoine de Saint-Exupéry – aiutano a non dimenticare, a rendere reale ciò che, se fosse solo raccontato, non sarebbe creduto. Un pensiero molto attuale, estremamente all’avanguardia in un’epoca in cui ancora la fotografia era agli albori, quasi a predire l’importanza che essa, un secolo dopo, avrebbe iniziato ad avere nelle vite di ciascuno di noi.

“IL PICCOLO PRINCIPE” vanta un cast creativo di primordine: Stefano Genovese (Adattamento e Regia), Carmelo Giammello (Scene), Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi). Uno spettacolo imperdibile, pronto a incantare il pubblico di tutte le età, che non appena annunciato ha attirato su di sé grandissima attenzione, tanto da raccogliere, per i casting svolti tra Roma e Milano, oltre 1650 richieste e curricula, 380 dei quali di bambini.

Le prevendite sono disponibili su TicketOne Il Sistina.

 

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti al di fuori dei circuiti di biglietteria autorizzati e non indicati nei propri comunicati ufficiali.

 

 

CALENDARIO TOURNÉE

ROMA (Teatro Sistina) 

da mercoledì 1 a domenica 12 febbraio 2023

BOLOGNA (Teatro Celebrazioni) 

da giovedì 16 a domenica 19 febbraio 2023

TORINO (Teatro Colosseo) 

da giovedì 23 a domenica 26 febbraio 2023

FIRENZE (Tuscany Hall) 

da giovedì 2 a domenica 5 marzo 2023

MILANO (Teatro Repower) 

da giovedì 23 marzo a domenica 2 aprile 2023

PARIGI | FRANCIA TOURNÉE 

novembre – dicembre 2023

LINK UFFICIALI

Il Piccolo Principe

Sito Web: https://www.ilpiccoloprincipe.show

Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100086171586361

Instagram: https://instagram.com/ilpiccoloprincipe.show?igshid=YmMyMTA2M2Y=

 

“Io e Giorgio”, la storia intensa di Faletti raccontata dalla moglie

IL LIBRO DI VERONICA IANNOTTI: “IO E GIORGIO” LA BIOGRAFIA DI ROBERTA BELLESINI FALETTI

Roberta Bellesini racconta la sua vita e il marito Giorgio Faletti

Si intitola “Io e Giorgio” il nuovo libro della giornalista e scrittrice Veronica Iannotti, edito da Real Press. La biografia di Roberta Bellesini, moglie di Giorgio Faletti, che racconta della sua vita insieme al marito.
La Iannotti racconta la storia intensa di una donna lontana dalle luci dei riflettori e di un artista amatissimo, poliedrico e geniale, rimasto immortale nel cuore di chi lo ha conosciuto e seguito. La vita di Roberta e Giorgio narrata attraverso gli occhi di una moglie che del marito raccoglie e prosegue i progetti, diventandone l’eredità artistica e personale.
Roberta parte dagli albori della sua giovinezza per arrivare all’incontro con Giorgio, alla loro vita insieme, ai retroscena, raccontando ciò che si cela dietro al personaggio. Gioie e difficoltà di una vita vissuta pienamente e appassionatamente, per un uomo mancato troppo presto e una donna che dovrà riscoprire se stessa molteplici volte, per rinascere a nuova vita. Un percorso costellato da grandi successi, momenti bui e profonda ironia.

“Io e Giorgio” è il primo volume di una collana intitolata “Il canto delle cicale”, un insieme di biografie dedicate a raccontare storie di donne, attraverso le quali affacciarsi su tanti, diversi mondi – spiega l’autrice Iannotti – Questo, è un progetto a cui tengo moltissimo e a cui penso da diversi anni. Sono felice di avergli dato vita e continuerà attraverso molte altre storie, sto già lavorando alla prossima dedicata ad un personaggio noto al grande pubblico”.


Questo libro persegue anche una finalità sociale, parte del suo ricavato sarà donato a sostegno di Aziende Ospedaliere del Piemonte, per i reparti di terapia intensiva neonatale e oncologia e a finanziamento di borse di studio per la ricerca oncologica.
Veronica Iannotti è giornalista e biografa monferrina. Dirige lo Studio di Servizi Editoriali Real Press sito in provincia di Alessandria, dove si occupa di pubblicazioni e comunicazione. Già giornalista televisiva, è dipendente della Camera dei Deputati, per il Gruppo Misto, Ufficio Stampa, fino al 2013. É stata Consigliere Comunale e di Unione Collinare. Dal 2016 è membro della Giuria della Stampa del Festival di Sanremo.
Il libro è prenotabile scrivendo a info@realpress.it Per info: www.realpress.it

 

(Nella foto, da sinistra, Roberta Bellesini e Veronica Iannotti)

Le opere di Sabrina Rocca alle Nazioni Unite

GO GOALS TOGETHER

A cura di Monica Trigona

United Nations Secretariat Building, New York

 5 – 16 dicembre 2022

Il Palazzo del Segretariato delle Nazioni Unite è la sede della nuova mostra personale di Sabrina Rocca che fa seguito al successo dell’iniziativa espositiva del 2021 presso il Campus delle Nazioni Unite a Torino (Italia).

I soggetti dei dipinti dell’artista sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), 17 obiettivi interconnessi definiti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite come una strategia “per raggiungere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”. Il titolo dell’esposizione, “Go Goals Together”, si riferisce in modo diretto proprio al programma d’azione approvato a settembre 2015 dagli Stati membri dell’ONU.