Nuovo ciclo di Pomeriggi nei Borghi Monferrini
Appuntamento giovedì 8 dicembre ore 15 a Conzano
Da Fubine a Conzano, prosegue la rassegna “Genius Loci – Pomeriggi nei Borghi Monferrini” – promossa dalla Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni, in collaborazione con Comuni monferrini associati, e guidata dall’ideatrice Anna Maria Bruno.
Appuntamento a Conzano giovedì 8 dicembre (ore 15) in piazza Australia, da dove prenderà il via della narrazione e vista del borgo monferrino.
Ad accogliere i visitatori, ci sarà il sindaco Emanuele Demaria, il quale, dopo una breve passeggiata guidata lungo le vie del centro storico, introdurrà la Mostra dei Presepi d’Autore allestita a Villa Vidua, nonché il nuovo allestimento “Racconti di viaggio di Carlo Vidua conte di Conzano, viaggiatore e collezionista”.
Tra le opere presepiali in esposizione, una nuova sezione della ricca collezione personale del primo cittadino Demaria, quelle liguri della prestigiosa Bottega di Marcello Mannuzza e quella della tradizione napoletana firmato da Luciano Testa. Non mancheranno, inoltre, interpretazioni contemporanee come quelle di Emiliano Cavalli e del maestro Emanuele Luzzati.
Una seconda tappa sarà dedicata all’Oratorio di San Biagio, già sede della Confraternita dei Batù, situata nel punto più elevato del paese, ai piedi della medioevale torre civica. Per l’occasione le porte di San Biagio si apriranno per la prima volta al pubblico, dopo l’intervento di restauro che, per le decorazioni interne, ha visto protagonista Federico Borgogni, restauratore monferrino, assurto agli onori delle cronache internazionali per il suo intervento di stacco del graffito “Achoo” di Banksy a Bristol. Garantita anche la presenza dello stesso Borgogni.
La terza tappa sarà nel Cantinone del Palazzo Comunale, all’ascolto del dicitore Giorgio Milani che intratterrà sui versi di an Piemonteis, brano dedicato a Carlo Vidua, tratto da “Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri”, promosso dal Museo Egizio in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi.
Il pomeriggio si concluderà con la degustazione di una calda tazza di tea, abbinata alla torta con spezie delle Molucche, prodotta da Stefano Miglietta del ristorante Terre Rosse di San Maurizio di Conzano. Partecipazione libera e gratuita. Info: 348 2211219 o scrivere a chebisa@virgilio.it .

Certo non è soltanto l’impianto a farti trascorrere quel paio d’ore allegre di cui il pubblico oggi sente il sacrosanto bisogno, lasciando a casa i problemi di vario tipo. Gli attori tutti, negli eleganti abiti di Linda Lingham e nella scena fissa d’antan di Monica Cafiero, macinano divertimento, dall’eccellente Holmes di Mauro Villata al Watson di Mario Bois, dal trio pettegolo e vendicativo Alfonso Rinaldi, Angelo Chionna (sue anche le spiritose musiche dello spettacolo) e Anna Cuculo, viperina antica collega che sa mettere un bel po’ d’esperienza nella sua Clarissa, Maria Occhiogrosso, direttrice dell’Old Artist in cattive acque finanziarie. Last but not least Margherita Fumero (un fan all’uscita continuava a ripeterle “grande grande grande”, quasi le cantasse Mina) che sa benissimo come si fa ad appropriarsi di un personaggio, a metterlo in primo piano, a far suo l’intero pubblico, a guardare negli angoli di lady Margaret per scoprirne appieno tutte le risorse di spessore e allegria.
questa la formazione artistica e intellettuale di Andrea Ferraris, genovese, mio amico da una vita. Eclettico, levantino giramondo, mette a frutto questa esperienza didattica nelle storie ideate e illustrate per il Topolino della Disney, in quindici anni di attività professionale, svolta in lunghe permanenze lavorative a Parigi e a Barcellona, scelte come città cosmopolite e d’ispirazione artistica e ideale.





Le pare di toccare il cielo con un dito quando casualmente incontra Tom, ragazzo dal viso indecifrabile, muscoli al punto giusto, che di anni ne ha trentaquattro: il doppio, esatto esatto. Lea non vede la differenza d’età, vede a poco a poco la fiducia che quel ragazzo le offre, i tramonti che le mostra, il suo atteggiamento protettivo, le tenerezze e i piccoli gesti con cui la conquista giorno dopo giorno, i semplici cibi con cui si prende cura di lei: e Lea – come noi spettatori -, con l’avanzare del tempo, guarda con affetto e poi con passione a questa inaspettata risorsa della propria vita, fino a quel punto in fondo banale. Qualche parola con una cameriera all’interno di una caffetteria, qualche telefonata di Tom tenuta appartata, piccoli segnali di cauta attenzione che Lea non teme mentre al contrario dovrebbero aprirle gli occhi – anche noi spettatori lo abbiamo fatto, ma da non troppo tempo -, farle scorgere l’autentica realtà del ragazzo premuroso. Che un giorno le dice di un suo amico che vorrebbe conoscerla, lei dovrebbe accettare ed essere carina con lui. La dolcezza di Lea si fa cupa, ma a suggerirci quanto la mente e i sentimenti umani possano essere quanto di più inspiegabili esista, la ragazza non può fare a meno del suo Tom.

