CONCLUSA A TORINO LA SECONDA EDIZIONE DELL’EVENTO INTERNAZIONALE
Si è conclusa domenica nell’auditorium del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino la seconda edizione del Concorso internazionale per direttori di coro Fosco Corti con la vittoria della direttrice estone Nele Erastus. I diciassette musicisti in gara nell’arena internazionale della direzione corale si sono messi alla prova nei giorni scorsi in sei fasi eliminatorie del concorso, corrispondenti a repertori e difficoltà tecniche progressive. Tra i cinque finalisti sono saliti sul podio anche Heesong Lee dalla Repubblica di Corea, che si è classificata al secondo posto, seguita dal direttore francese Pierre-Louis de Laporte. La gara ha messo in luce talenti emergenti e già affermati provenienti da dodici paesi del mondo. Tra di loro hanno ottenuto premi speciali i lettoni Patriks Stepe e il ventiquattrenne Matīss Circenis, che hanno rispettivamente ottenuto la borsa di studio del Fondo Noel Minet assegnata dalla European Choral Association e il premio al direttore più giovane. Il premio per il miglior direttore italiano è andato a Tobia Tuveri, mentre la vincitrice assoluta Nele Erastus ha aggiunto al suo medagliere il premio del pubblico e il premio dello Slovenian Philharmonic Choir, insieme all’invito come direttore ospite di uno dei concerti in abbonamento nella sede della Filarmonica Slovena a Lubiana.
Il concorso è stato anche un palcoscenico per la valorizzazione della coralità italiana, grazie alla collaborazione di gruppi che hanno fatto da coro-laboratorio per i partecipanti: l’ensemble InContrà di Fontanafredda (Pordenone), il Coro Artemusica di Valperga, il Coro da camera di Torino, il Gruppo vocale Novecento di San Bonifacio (Verona).
Il concorso Fosco Corti ha confermato sia nei numeri che nell’alta qualità il suo ruolo di competizione di riferimento, avvalorato ulteriormente dalla giuria, formata da professionisti del settore: del livello di Frieder Bernius, Josep Vila i Casanas, Maria Goundorina, Filippo Maria Bressan e il torinese Carlo Pavese. La competizione si è svolta a porte aperte, ma la dimensione mondiale dell’evento è stata supportata dalla possibilità di seguire tutte le fasi in diretta streaming. Nel corso della cerimonia di premiazione sono saliti sul palco Ettore Galvani, presidente della Federazione nazionale italiana delle associazioni corali Feniarco, organizzatore dell’evento, il direttore del conservatorio Giuseppe Verdi Francesco Pennarola e il vicepresidente della European Choral Association, il turco Burak Onur Erdem. La soddisfazione espressa dai rappresentanti della rete di collaborazioni sviluppata a livello locale, nazionale e internazionale che sta alla base di questo concorso ha evidenziato la solidità di un evento giovane, ma rivolto strategicamente alla promozione dei giovani talenti, sia nel campo della direzione corale che nel settore della composizione, dato che il programma ha incluso anche due prime esecuzioni assolute di brani di autori italiani. La prossima edizione del concorso Fosco Corti si svolgerà nell’autunno del 2024.





Le grandi superfici cucite sono state create nell’ambito di una serie di workshop in collaborazione con le partecipanti al progetto “Lalàgeatelier – Dispositivi Vestimentari”nella sua nuova sede nel quartiere “Le Vallette” di Torino in collaborazione con le residenti del quartiere, le utenti della “Comunità Fragole Celesti” e “Cooperativa progetto tenda Onlus”. Arte e sociale. “Un lavoro corale dove la ricerca fra ‘abito’ e ‘habitus’ confluisce nell’atto performativo”. E proprio in linea con questi principi, Sara Conforti ha fondato a Torino, nel 2016, “hòferlab”, associazione culturale volta a sensibilizzare sui temi della giustizia sociale ed ecologica, dei diritti umani e del lavoro nelle filiere del tessile globale. Memoria e intreccio, rapporti e tessiture sono chiave di volta anche dell’esposizione interna, dove troviamo la grande installazione interattiva, “Centosettantaperottanta – What comes first?”, uno spazio di esplorazione dedicato all’universo femminile, un archivio di “reminescenze vestiamentarie” condivise, attraverso la redazione dei “taccuini esperienziali”, un’opera collettiva che ha dato vita al “taccuino d’artista” donato alla “Collezione di Moleskine Foundation” di Milano ed esposto a febbraio al “Palais de Tokyo” a Parigi e a maggio al “One World Observatory” presso il “One World Trade Center” a New York. Il “taccuino d’artista” è eccezionalmente esposto al “Museo del Tessile di Chieri, per la prima volta in Italia, grazie al prestito dalla “Collezione di Moleskine Foundation”. L’opera invita il visitatore a fruire di una curiosa “formula partecipata” che rimanda ai “Libri della Fortuna”, in gran voga nel Rinascimento. Il pubblico, rivolgendo a sé stesso la domanda “What comes first?” potrà interagire con le opere delle partecipanti ai workshop, estraendo un numero da un insieme di piccoli sassi cifrati che a sua volta coincide con quello di un taccuino e di uno dei ricami rilegati nel libro, a loro volta numerati e messi a disposizione del pubblico. Attraverso la loro lettura il pubblico potrà entrare in contatto empatico con la storia e le memorie scritte dall’anonima compilatrice dell’opera, casualmente chiamata a dare risposta alla domanda iniziale. A completare, infine, la mostra una serie di fotografie e speciali opere tessili in “cotone BCI – Better Cotton Initiative” (il più grande programma di sostenibilità del cotone al mondo) e “Denim”realizzate grazie alla collaborazione con “Thecolorsoup” e “Berto Industria Tessile”.

