CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 353

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

 

Rachel Cusk “La seconda casa” -Einaudi- euro 16,50

La scrittrice 56enne anglo-canadese Rachel Cusk (autrice della fortunata trilogia “Outline”) torna con un nuovo romanzo nel quale indaga l’ambigua relazione tra arte ed ego. Declina i suoi temi prediletti: relazioni di coppia, maternità, e dinamiche di potere. Pagine intriganti in cui miscela creatività, cattiveria, amore.

Al centro della storia c’è M., scrittrice 50enne che scrive all’amico Jeffers raccontandogli una pagina della sua vita.

M. ha in parte accantonato le sue ambizioni di scrittrice. Tra un libro e l’altro, che le hanno fruttato scarsi guadagni e ancor meno fama, ha svolto diversi lavori, inanellato due mariti e messo al mondo una figlia ora 21enne.

Insieme al secondo marito Tony si è ritirata a vivere in una sorta di paradiso terrestre sulla costa oceanica, vicino ad una palude che regala anche lo spettacolare fenomeno della luminescenza. Una proprietà in cui, oltre alla casa in cui abita, ha sistemato un cottage adibito a residenza per ospitare artisti alla ricerca di pace e ispirazione. Ad occuparsi di tutto (dai lavori manuale alla pesca) è Tony, uomo silenzioso, forte e affidabile.

Nella dependance arriva un pittore non meglio definito che con l’iniziale L. Era cresciuto con i genitori proprietari di un mattatoio, non esattamente un luogo idilliaco in cui crescere. Aveva dato sfogo alla sua arte e raggiunto velocemente la fama, poco più che 20enne, con misteriosi quadri capovolti. Poi la fortuna era andata via via scemando quando la critica aveva puntato il dito contro la violenza delle sue opere. In seguito aveva arrancato tra alterne fortune e una delusione rancorosa tenuta a freno a stento.

M. in passato aveva visitato una sua mostra retrospettiva ed era rimasta ammaliata dalla passione che traspariva dai suoi ritratti femminili, ed è da allora che ha sempre desiderato conoscerlo.

Si sente particolarmente legata all’artista e gli scrive offrendogli ospitalità. Lui dapprima declina l’invito, poi accetta.

M. lo attende carica di aspettative, ma quando lui si presenta insieme alla giovane Brett -di sfolgorante bellezza e qualche prima difficoltà di adattamento nello spartano cottage- le cose andranno diversamente dalle aspettative. Scatta immediata la competizione tra M. e Brett. Preparatevi al confronto tra la sensibilità e le illusioni di M. e l’ego smisurato di L. che, arrogante e umorale, non risparmia colpi bassi e durezza.

 

Kiran Millwood Hargrave “L’albero della danza” -Neri Pozza- euro 19,00

Dopo il successo di “Vardø. Dopo la tempesta” (nel 2020) ora la scrittrice e poetessa 30enne inglese Kiran Millwood Hargrave ci immerge nell’incanto del romanzo storico ambientato nel lontano 1518 a Strasburgo.

L’albero della danza” riporta alla luce una vicenda realmente accaduta, ai tempi del sacro Romano Impero, durante un’estate caldissima che toglie il respiro, aggravata da carestia e siccità che già pesano sulla popolazione in lotta perenne per la sopravvivenza.

Sullo sfondo storico del medioevo, si staglia una storia antica e moderna al tempo stesso, che amalgama temi portanti.

La maternità, il predominio maschile sulle donne (declinato spesso in soprusi e maltrattamenti), la paura del diverso, l’amore proibito, tutto condito da superstizione ed ignoranza. Se eri uomo, bianco, cristiano e ricco, le cose andavano ancora bene; per gli altri, per lo più, invece la vita era grama.

Protagonista è la giovane Lisbet: vive nella fattoria dei Wiler con il marito Henne che dopo 12 dolorosi aborti spontanei sembra non desiderarla più e con la suocera Sophey. Lisbet è nata il giorno in cui una cometa era caduta sulla terra e a 12 anni era rimasta orfana della madre che aveva perso la ragione e si era suicidata.

Nella famiglia del marito -dove è poco considerata e niente amata- ha il compito di occuparsi delle api e degli alveari, fondamentali per il sostentamento. E’ diventata un’abilissima apicultrice che difende le sue arnie dalle mire del monastero che vorrebbe sequestrarle.

Ora Lisbet è incinta per la tredicesima volta e vuole questo bambino con tutte le sue forze.

Nel corso dell’estate torrida, nella piazza del paese, una donna inizia a danzare in modo scomposto e inusuale, agitando testa e corpo forsennatamente. A lei si uniscono via via altre figure femminili di varie età, che continuano a crescere di numero. Le autorità non sanno spiegarsi il fenomeno di centinaia di femmine che battono freneticamente i piedi feriti su un apposito palco. E’ il fenomeno della coreomania, in un primo tempo tollerato dalle autorità che lo interpretano come rito di espiazione e purificazione.

Ma le spiegazioni di cosa possieda quelle donne che danzano per giorni, fino allo stremo e alla morte, si sprecano. Deriva psicopatologica legata ai tempi in cui i fenomeni erano interpretati come azioni del divino o del diabolico, follia scatenata dall’ingerimento di funghi allucinogeni, o ancora, misticismo, espiazione, fenomeni di un periodo maledetto e disperato. Una follia del dolore.

E’ in questo contesto che, dopo 7 anni di forzato allontanamento dalla comunità, torna la sorella di Henne. E’ Nethe, cognata di cui Lisbet sapeva solo che era stata cacciata in una sorta di esilio per espiare una colpa di cui nessuno vuole parlare.

Ed ecco che il romanzo prende quota conducendoci in una storia intrisa di amore, amicizia; ma anche relazioni proibite, condanne a morte e soprusi di ogni tipo. Una lettura appassionante che ci riporta in un passato perfettamente ricostruito con i suoi chiaroscuri e ombre.

 

Antonio Monda “Il numero è nulla” -Mondadori- euro 19,00

E’ il numero 9 dei romanzi che Antonio Monda dedica alla sua amata New York del XX secolo; un progetto titanico per descrivere la città capitale del mondo nell’arco del Novecento, ogni libro dedicato a un decennio diverso. Il risultato è un lavoro imponente che ci offre una magnifica mappatura dei cambiamenti declinati nell’arco di 100 importantissimi anni.

Monda è esperto di cinema, docente alla New York University, profondo conoscitore della città dove vive ormai da quasi 30 anni, amico di registi e scrittori, collettore del mondo culturale americano e ci avvolge in romanzi che scorrono come film accattivanti.

La storia è ambientata negli anni Trenta: terribili, segnati dalla fine del proibizionismo, violenza e criminalità. Protagonista è un personaggio immaginario di cui non viene mai svelato il nome, solo quello dei suoi genitori. Alfonso e Luciana, originari di Lercara Friddi, piccola cittadina siciliana dove nacquero anche Lucky Luciano e il padre di Frank Sinatra.

Del protagonista sappiamo solo che viene soprannominato il “Vescovo”, perché il padre, che era un uomo devoto, per il figlio sognava una carriera ecclesiastica convinto che «….ai Vescovi si deve grande rispetto». Niente di più lontano dalla vita che invece il “Vescovo” si è scelto, nella quale il rispetto se lo è conquistato come killer spietato ed efficientissimo.

E’ un sicario al soldo del gangster realmente esistito, Bugsy Siegel, il criminale che inventò Las Vegas e uno dei più famosi mafiosi sulla torbida scena criminale degli anni Trenta. Da lui il “Vescovo” prende ordini su chi deve uccidere, poi si muove silenzioso e mortale portando a termine ogni incarico senza il minimo tentennamento. Compiti eseguiti alla perfezione, perché lui nel suo lavoro è davvero bravo.

Nel romanzo racconta le sue azioni criminali come se fossero un normalissimo mestiere, è privo di morale ed empatia, ed è un uomo perdutamente solo. Declina i suoi omicidi con precisione e freddezza.

Così come narra l’entusiasmo con cui Bugsy Siegel si vantava dei moltissimi cadaveri fatti seppellire sotto il Rockefeller Center nel cuore di Manhattan; un cimitero privato della mafia che mieteva le vite di chi osava contrastarla. Cadaveri che non verranno mai più ritrovati, occultati anche sotto la pista di pattinaggio sulla quale la gente volteggia inconsapevole di stare pestando la morte.

Eppure il “Vescovo” ad un certo punta incontra una donna, Eimear: onesta, fragile, enigmatica. Lei crede nella vita e porta una ventata nuova nell’anima del sicario. In fondo uccidere era facile, questione risolvibile in un secondo con un proiettile, nulla che implicasse lo sforzo interiore necessario invece ad agire secondo il bene.

L’incontro con Eimear e l’amore che nasce tra i due sono la svolta. Il “Vescovo” inizia a capire che la vita non è solo una sfida inutile; scatta la molla che porta alla redenzione e regala nuovi sbocchi all’eterna lotta degli uomini tra male e bene.

 

Marco Drago “Innamorato” -Bollati Boringhieri- euro 16,00

Questo libro potrebbe essere definito un lungo monologo interiore che rimanda anche all’autobiografia, in cui l’autore racconta il travaglio adolescenziale del protagonista per un amore a lungo covato in silenzio e mai dichiarato, almeno fino a un certo punto in cui la storia svolta decisamente.

L’ossessione per quel primo prorompente innamoramento è di quelle che segnano gli anni giovanili di molti di noi; anni in cui si idealizzava, si sognava e si era timidi quel tanto da esplodere solo dentro se stessi per desideri casti e importantissimi.

L’ossessione per la ragazza dura 40 anni, e Drago inizia a pensare di scriverne dal 6 agosto 1988 quando la storia finisce.

Un libro veloce, a scatti, tanti sipari agili che si aprono su un sentire che lo scrittore mette a nudo. La memoria ripercorre i travagli amorosi di un quindicenne nella provincia degli anni Ottanta. E’ a scuola che vede quella che diventa il suo primo grandissimo amore. Più sognato e vagheggiato che realmente consumato, almeno non durante i 4 anni di liceo in cui il suo cuore batte per lei, ma in segreto, senza neanche conoscerla.

Una somiglianza con Diane Keaton che lui trova irresistibile… e poi la svolta, in quinta liceo quando finalmente si mettono insieme.

Di lei ama tutto –voce, dolcezza, colori, odore, movenze, espressioni e modi di dire- e tanto altro che nel libro viene raccontato con dovizia di particolari. I contorni sono quelli di una straripante passione.

La loro storia dura 2 anni e mezzo e in queste pagine viene narrata fin nei minimi dettagli con un’onestà e un’introspezione a cui sono più avvezze le scrittrici che non i colleghi uomini.

Dopo la fine del loro rapporto non si sono mai più rivisti né sentiti, eppure lei è rimasta ancorata nei suoi pensieri molto a lungo.

E questa sorta di memoir -lungo monologo privo di dialoghi, in cui rimugina su quel sentimento intriso di emozioni, ricordi e pensieri- sembra essere stato anche terapeutico per chiudere un sipario definitivamente.

 

Rock Jazz e dintorni a Torino: Daniele Silvestri e i Manhattan Transfer

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Lunedì
. A Torino e in regione al cinema, viene proiettata la versione restaurata di “Ziggy Stardust”,
documentario sul “duca bianco” David Bowie. A Collegno per “Flowers” si esibisce Carl Brave con
il duo Queen Of Saba.
Martedì.
A Rivoli a palazzo Chiozzo è di scena il trio Lastanzadigreta. Inaugurazione a Stupinigi
per “Sonic Park” con i Simply Red. Debutto anche per ”Jazzaria” alla Reggia di Venaria per il
“crooner” Kurt Elling. Per “Flowers” arrivano i Coma Cose preceduti dalla rapper Ele A.
Mercoledì.
A Rivalta per “Borgate dal Vivo” si esibisce il duo Twombao. Allo Stadio Olimpico è di
scena Marco Mengoni. Secondo concerto per “Jazzaria” a Venaria con i mitici Manhattan Transfer nella loro ultima Tournèe di una lunghissima carriera durata oltre mezzo secolo. A “Flowers” si esibisce Dub Fx con il dj set di Mace. Allo Spazio 211 è di scena Tamino preceduto da Emma Nolde.
Giovedì.
Al Comala concerto dell’Uneven Quintet del sassofonista Claudio Bonadè. A “Flowers”
arriva Daniele Silvestri. Allo Spazio 211 l’evento “Torino Soul Night” con vari ospiti tra cui Raphael
Gualazzi. Nell’Anfiteatro dell’Anima di Cervere, Fiorella Mannoia canta accompagnata dal pianista
Danilo Rea. Alla Tesoriera per “Evergreen Fest”è di scena Luca Morino.
Venerdì.
All’Off Topic si esibisce la cantante
Jay Bogat. Ad Alba comincia “Collisioni” con Lazza
Ernia e Geolier. Allo Spazio 211 sono di scena i Notwist. Al “Sonic Park” di Stupinigi si esibisce
Biagio Antonacci. A Moncalieri parte “Fuori campo” con i Savana Funk.
Sabato.
Allo Spazio 211 suonano i Dirty Honey con i Dobermann. A Stupinigi arriva Madame. Per
“Flowers” è di scena Edoardo Bennato. A Trofarello si esibiscono i Fratelli di Soledad. A “Collisioni”
rap con Sfera Ebbasta, Shiva e altri. A Moncalieri sono di scena Plastica e Liede.
Domenica.
Allo Spazio 211 suonano i Punkreas. A “Collisioni” arrivano gli Articolo 31. Per “Borgate
dal vivo” tributo musicale a Italo Calvino a cura di Federico Sirianni al castello Provana di Alpignano.
Per “Flowers” si esibiscono i Nu Genea con i Bab L’Bluz. A Stupinigi per “Sonic Park” sono di scena
Guè e Emis Killa.
Pier Luigi Fuggetta

I libri più letti e commentati del mese

Eccoci al consueto appuntamento con i libri più letti e commentati dalla  community del  gruppo FB della più grande community di lettori in lingua italiana nel mese di giugno, dominato dalle discussioni su Oro Puro, recentissimo e commentatissimo romanzo di Fabio Veronesi, ci offre un avvincente romanzo d’avventura, di quelli al sapore salato dell’oceano, e al contempo un affascinante racconto storico e di formazione, secondo posto per Dennis Lehane, il grande scrittore americano di recente tornato in libreria con Piccoli Atti di Misericordia, una storia travolgente e ricca di spunti di riflessione; molto interesse ha destato anche Oppenheimer di Kal Bird e Martin Sherwin, romanzo premiato con il Pulitzer e alla base del nuovo film di Christopher Nolan: un libro che farà ancora parlare di sé, siamo sicuri.

Incontri con gli autori

 

In giugno facciamo due chiacchiere con  Fabio Piuzzi che torna in libreria con un nuovo thriller nel 2023, Le Torbide Ali Della Mosca (Morganti); con Pierangelo Colombo, che in Hirpu Il Cacciatore (Porto Seguro, 2023) racconta una storia ambientata ai tempi delle Guerre Puniche, che vede protagonista un giovane celta e il suo fatale incontro con Annibale; con Irene Melloni, esordiente autrice di Fontanhaus (Albatros, 2023), un delicato romanzo dal sapore elegiaco ambientato sui monti dell’Appennino.

 

Per questo mese è tutto. Vi invitiamo a seguire Il Passaparola dei libri sui nostri canali sociali e a venirci a trovare sul nostro sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e della lettura! unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

Jazzarìa: le notti Blue della Reggia

Due serate di grande jazz internazionale, con Kurt Elling e i “Manhattan Tranfer”, nel Gran Parterre dei Giardini della Reggia di Venaria

Martedì 4 e mercoledì 5 luglio

Venaria Reale (Torino)

Ritorna alla grande il più blasonato jazzinternazionale alla “Reggia di Venaria” che, dopo il successo dello scorso inverno con il concerto gospel di Capodanno, riapre lo scenario incantevole dei suoi “Giardini” per ospitare, in collaborazione con il celebre “Blue Note” di via Borsieri a Milano (l’unico “Jazz Club” europeo a fregiarsi dell’insegna del leggendario locale newyorkese) due imperdibili concerti sotto le stelle, presentati da Gino Castaldo, storica firma de “La Repubblica” e critico musicale fra i più celebri in Italia. Bello il titolo dell’evento “Jazzarìa. Le notti Blue della Reggia”, che si inserisce nell’ambito di “Blue Note Off”, il format nato con l’obiettivo di portare la grande musica del celebre club meneghino fuori dalla storica ventennale sede. L’appuntamento, o meglio il doppio appuntamento, alla “Venaria” è per martedì 4 e mercoledì 5 luglio, sempre a partire dalle 21,30.

Ad inaugurare “Jazzarìa”, martedì 4 luglio, sarà Kurt Elling, autentica superstar della voce jazz, che porta alla “Reggia di Venaria” il suo nuovo progetto: dopo essersi aggiudicato il secondo “Grammy Award” (e la quindicesima nomination) nel marzo 2021, il mutevole e carismatico artista di Chicago (classe ’67) è pronto a stupire tutti con l’innovativo “SuperBlue”, un sorprendente mix di funk, jazz, beats indelebili e testi memorabili, che vanta la presenza del produttore e chitarrista Charlie Hunter. L’inconfondibile voce baritonale di Elling (quattro ottave di estensione e un perfetto controllo della tecnica scatt, imitazione vocale degli strumenti musicali), le sue doti di narratore e la capacità di improvvisazione si sposano con i grooves (potenti impulsi ritmici) della chitarra di Hunter e con la potenza della sezione fiati degli “Huntertones”. Insieme a lui sul palco, oltre a Charlie Hunter alla chitarra, Corey Fonville alla batteria, DJ Harrison alle tastiere, Dan White al sassofono, Chris Ott al trombone e Marcus Tenney alla tromba. Nel 1997 Kurt Elling ha anche preso parte alla registrazione dell’album “Swing” dei “Manhattan Transfer”.


E proprio ai “Manhattan Transfer” è affidata, mercoledì 5 luglio, la seconda serata di “Jazzarìa”. Incomparabili virtuosi della voce e fra i gruppi vocali più famosi al mondo, il leggendario quartetto festeggia il 50° anniversario di un’incomparabile carriera di successi pop e jazz: con 10 Grammy Awards su 20 nomination, sono stati inseriti di diritto nella “Vocal Group Hall of Fame”. Il gruppo ha pubblicato 19 singoli e 29 album (nel 2018, l’uscita di “The Junction”, prodotto da Merv Warren) e la loro musica è stata ampiamente rappresentata in film e programmi televisivi di grande successo. Con tour mondiali tutti sold oute milioni di vendite record, per i “Manhattan Transfer” il 2023 è davvero un anno speciale. L’anno che segna con questo tour l’addio alle scene musicali.

In caso di pioggia i concerti si terranno comunque al “Teatro della Concordia”, in corso Puccini, a Venaria Reale: nel biglietto resta comunque compresa la visita al “Piano Nobile” della Reggia e ai “Giardini”, da effettuarsi il giorno stesso prima del concerto, a partire dalle 18.30, oppure in un giorno successivo.

Per info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (To); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it

g.m.

Nelle foto:

–       “Gran Parterre Giardini”, ph. credits Fusaro

–       Kurt Elling, ph. credits Dave Stapleton

–       “The Manhattan Transfer”, ph. credits Scott Schafer

Il film: “Stessi battiti”, sogno di un giovane ciclista

Oggi parliamo di un lungometraggio del 2022 di Roberto Gasparro, legato al territorio torinese

L’opera prodotta e distribuita da 35MM produzioni srl, con il sostegno del Comune di Rivara e del Comune di Ozegna (TO), con i patrocini di Film Commission Torino Piemonte, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Consiglio Regionale del Piemonte, Federazione ciclistica italiana rappresenta la quarta esperienza nel segmento ”lungometraggio” del giovane e talentuoso regista torinese e vede la speciale partecipazione di Claudio Chiappucci, grande campione del ciclismo negli anni “80 e “90 , soprannominato El Diablo”

Il film è stato girato tra i comuni di Rivara e Ozegna nei mesi di novembre e dicembre 2021. Lo scorso anno ha vinto il premio per il miglior film italiano al Festival internazionale del cinema di Salerno.

Il cast è costituito da: Riccardo Fiorio, Vittoria Chiolero, Francesco Isasca, Gianni Parisi, Stefania De Francesco, Franco Barbero, Michele Franco, Luciana Nigro, Mauro Tarantini, Simone Moretto, Umberto Anaclerico, Nicola Marchitiello, Paolo Belletrutti, Giada Dovico, Luca Galtieri, Antonio Paolino, Mario Zucca – Simona Beruatto – Franco Balmamion – Giovanni Ellena.

Le musiche sono di Carmine Padula

Sinossi:

Federico, un giovane ragazzo di 17 anni studia, lavora e si allena duramente per realizzare il

suo sogno: diventare un ciclista professionista. Con il tempo formerà una squadra di fortuna con il suo meccanico e Rosella, sua compagna di classe ed esperta di ciclismo.

Quando tutto sembra compromesso giungerà in loro aiuto Claudio Chiappucci, ingaggiato

dall’azienda dove Federico lavora nel doposcuola che li aiuterà negli ultimi giorni di

allenamento, prima di affrontare la gara.

Al Parco Dora di Torino la decima edizione del Kappa FuturFestival

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Al Parco Dora di Torino la decima edizione del Kappa FuturFestival: alla console Fatboy Slim, Peggy Gou, Tale of Us. I partecipanti arrivano da Israele, dalla Repubblica Ceca. Sono migliaia da 118 differenti paesi, appassionati  al mondo del clubbing e alla musica elettronica. L’impatto economico di questa decima edizione sulla città  è stimato  in 20 milioni di euro con mille persone che lavorano all’evento fino a domenica a mezzanotte. Alla consolle ci sono i grandi nomi della scena elettronica: major lazer, the swedish house mafia, fatboy slim, peggy gou, tale of us, per citarne solo alcuni su 5 palchi.

Beeple: Conversazione con l’artista al Castello di Rivoli

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è lieto di annunciare l’ingresso nella propria Collezione permanente dell’opera di Mike Winkelmann, alias Beeple, FTX BOARD MEETING, DAY #5676 11.13.2022, generosamente donata dall’artista al Museo.
L’opera, esistente sia nel regno fisico che digitale, si compone di un NFT (non-fungible token), ovvero un’immagine digitale registrata con una tecnologia blockchain tramite uno smart contract in un’edizione unica 1/1, e di una componente fisica, un grande dipinto a olio su tela.Quando il Castello di Rivoli ha tentato di mostrare quest’opera sul canale YouTube del Museo, è stata censurata da YouTube a causa delle loro regole contro il nudo. Per vedere l’immagine non censurata, clicca qui. Sebbene questa immagine sia provocatoria, Beeple usa il linguaggio visivo della pornografia e la grafica da cartone animato del mondo digitale per criticare ciò che considera l’incoscienza e l’immaturità adolescenziale dell’imprenditore tecnologico Sam Bankman-Fried e la più ampia cultura digitale che lo circonda.Dal 1° maggio 2007 Beeple ha iniziato a produrre e postare online ogni giorno un’immagine realizzata personalmente, in un esercizio di rigore e di misurazione del trascorrere del tempo che ricorda le pratiche concettuali del XX secolo, aggiornate per l’era della cultura digitale. Nel tempo ha così costruito una vasta comunità di fan, diventando uno dei più importanti artisti visivi sui social media, con 2,4 milioni di follower su Instagram, più di 500.000 su Facebook e oltre 760.000 su Twitter. Beeple è entrato nella coscienza pubblica più ampia quando il suo lavoro EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS, 2021, è stato venduto all’asta da Christie’s a un prezzo record l’11 marzo 2021, in pieno lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19. L’opera EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS, 2021, è un compendio delle prime 5.000 immagini realizzate dall’artista dal 2007 ai primi giorni del 2021. L’opera ha catturato l’attenzione del settore di riferimento su scala internazionale della comunità digitale globale per aver segnato l’inizio di un nuovo capitolo della storia dell’arte: l’arte digitale. Questo esercizio quotidiano, praticato da Beeple per oltre 15 anni, ha ispirato migliaia di altri artisti digitali a iniziare la loro pratica everyday. I contenuti spesso figurativi e che utilizzano stili diversi, dall’Espressionismo astratto all’illustrazione e alla fantascienza, sono critiche politiche dell’uso anti-ecologico delle tecnologie e delle industrie energetiche estrattive a puro scopo di profitto, sebbene spesso velato da ipocrisia green e menzogne.
L’artista estrapola pochi Everyday dal grande flusso delle sue immagini, per divenire NFT singoli e unici in edizione 1/1 costituendo rare opere d’arte uniche, mentre alcuni drop (pubblicazioni online di sue immagini Everyday NFT) appaiono periodicamente in più accessibili edizioni di 100, come dei multipli.

“L’opera di Beeple FTX BOARD MEETING, DAY #5676 11.13.2022, 2023 (Cinema 4D, Octane Render, Photoshop, NFT, olio su tela 182,9 x 147,3 cm)”, afferma il Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Carolyn Christov-Bakargiev, “costituisce un’importante donazione che aggiorna la nostra Collezione permanente con un’opera realizzata in un medium estremamente contemporaneo, che unisce il digitale e il fisico. Sono grata a Mike Winkelmann per la sua generosità e il suo rispetto verso la tradizione museale e il nostro museo in particolare”.

L’imprenditore trentunenne Sam Bankman-Fried, uno dei miliardari più giovani dell’area tech al 2022, fondatore ed ex amministratore delegato della piattaforma di scambio di criptovalute FTX, è il soggetto unico e principale di FTX BOARD MEETING, DAY #5676 11.13.2022. L’opera è una riflessione satirica sulla vicenda che ha coinvolto l’imprenditore statunitense, arrestato nel dicembre 2022 per frode telematica e riciclaggio di denaro. Le allusioni a un Altruismo efficace – pensiero filosofico di William MacAskill predicato da Bankman-Fried e spesso adottato dagli imprenditori tech – che si possono leggere sullo sfondo dell’opera di Beeple, contrastano con la supposta condotta di FTX, accusata di aver utilizzato miliardi di dollari provenienti dalla piattaforma di exchange per finanziare operazioni rischiose della società di valute dello stesso Bankman-Fried, Alameda Research, portando all’inevitabile crollo delle criptovalute. L’imprenditore è stato anche oggetto di notizie, trapelate nei giorni successivi al suo arresto, che lo vedevano protagonista di frequenti orge in ufficio. In quest’opera, Beeple si prende gioco di Bankman-Fried in maniera catartica, attraverso la rappresentazione di un’orgia tra computer dove l’immagine dell’imprenditore è moltiplicata all’inverosimile e attraversa qualunque genere sessuale, fino a rappresentare l’onanismo e il solipsismo puri di alcune parti del nuovo mondo digitale. La reiterazione della stessa figura nell’ambiente può essere letta anche come un’allusione alla strettissima cerchia di collaboratori con cui Bankman-Fried lavorava e conviveva in un resort alle Bahamas.

Carolyn Christov-Bakargiev spiega perché ha scelto questa particolare edizione 1/1 di Beeple:
“Volevo un’immagine forte che fosse pertinente al lavoro di Beeple. Sebbene questa immagine possa essere vista come provocatoria, il motivo principale per cui il lavoro digitale di Beeple e degli artisti NFT è diventato noto al grande pubblico è l’aspetto finanziario del mondo digitale e la vendita di Beeple da parte di Christie’s, che è stata pagata in criptovalute. Per me, il crollo del mondo cripto in seguito allo scandalo FTX e alla bolla speculativa esplosa l’anno scorso è stato uno dei momenti chiave di quel mondo – è stato come una bomba atomica esplosa nel mondo delle criptovalute. Il lavoro di Beeple è particolarmente controverso in quella comunità perché è un artista che critica il mondo digitale. Egli mette in discussione la tecnologia e la società che si sviluppa in relazione a tale tecnologia, ma utilizzandone il sistema e le strutture. Per me Beeple è interessante come artista in modo simile a Andy Warhol: entrambi criticano la società in cui sono inseriti. Warhol criticava la società dei consumi che lo circondava: ecco perché ha realizzato le immagini della sedia elettrica, la tragica immagine di Marilyn Monroe e le sue infinite ripetizioni ed esagerazioni della cultura dei consumi. Molti grandi artisti utilizzano i nuovi mezzi e le nuove tecniche del loro tempo, ma allo stesso tempo li criticano e mostrano i rischi del loro “nuovo mondo”. In quest’opera, l’immagine apparentemente pornografica di Beeple allude anche alla natura infantile, immatura e narcisistica del mondo digitale. È importante che tale arte non venga censurata dalle società di social media e dai loro algoritmi”.

In occasione della donazione, il Museo organizza una conversazione pubblica tra l’artista e il Direttore Carolyn Christov-Bakargiev, moderata dal Curatore di contenuti digitali Giulia Colletti e in diretta streaming su YouTube.

L’evento sarà seguito dalla presentazione e dal firmacopie del volume Beeple: Everydays, the First 5000 Days (Abrams, New York, 2023), prima monografia dedicata all’artista, presso il Bookshop del Castello di Rivoli.

Forte di Exilles: riapre dal 14 luglio al 30 settembre

Teatro, musica, circo e spettacoli per famiglie oltre ad una mostra fotografica e visite guidate.

Il Forte di Exilles, bene faro della Regione Piemonte, riapre le porte dal 14 luglio al 30 settembre 2023. Più giorni, più spettacoli e attività, più visite guidate: dopo il successo dell’estate 2022, la fortezza incrementa la propria ricettività turistica e si prepara a diventare un punto di riferimento per il turismo in alta valle di Susa, con capacità di richiamo su entrambi i versanti alpini.

Il Comune di Exilles ha rinnovato l’affidamento alla cordata che vede come capofila l’associazione Revejo, organizzatrice del festival Borgate dal Vivo, che coordina le attività e che cura la programmazione artistica in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo. Accanto a loro l’Associazione Amici del Forte, cui sono invece affidate l’accoglienza dei turisti e le visite guidate, oltre ad attività collaterali di animazione rivolte al pubblico, e Tangram Teatro, che porterà alcuni dei suoi spettacoli. Completano il gruppo lo stesso Comune di Exilles, che partecipa attivamente al progetto, con il maggiore sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e il sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT + Risorse.

I numeri raccolti lo scorso anno parlano chiaro: in poco più di un mese di apertura sono stati quasi ottomila i visitatori, tra turisti e pubblico degli spettacoli, con una media sempre superiore alle 100 presenze giornaliere, cresciuta a oltre 200 nell’ultima settimana di agosto. Le previsioni per il 2023 puntano quindi a incrementare le cifre, a partire da un periodo di apertura di due mesi e da una crescita delle attività, con nove eventi dal vivo tra teatro, musica, circo contemporaneo e spettacoli per famiglie, inclusi nomi di richiamo nazionale come Luca Ward, Raphael Gualazzi e Simona Molinari, la Bandakadabra, Massimo Popolizio e Fabrizio Bosso.

“Carte da decifrare”. Per due giorni, a Busca

In  luoghi da sogno, musica e letteratura si intrecciano su note e voci di artisti d’eccezione

Sabato 1 e domenica 2 luglio

Busca (Cuneo)

L’appuntamento è a Busca. In quell’antica fetta (dalle origini pre-romane) del Cuneese al termine della Valle Maira, dove, sabato 1 e domenica 2 luglio, torna la Rassegna, ormai giunta alla sesta edizione, “Carte da decifrare”, promossa e organizzata dalla “Fondazione Artea” di Caraglio (primo fondatore la “Regione Piemonte”) e dal Comune, in collaborazione con il “Salone Internazionale del Libro” di Torino. Una due giorni per due imperdibili appuntamenti di musica e letteratura, concepiti “su misura”, fra arte e natura, in tre suggestive location buschesi: il “Castello del Roccolo” (costruito a partire dal 1831 dai Marchesi Taparelli D’Azeglio e fra i più preziosi revival neo-medievali in Piemonte), le locali “Cave di Alabastro” (antichissime suggestive grotte, in parte a cielo aperto, caratterizzate da cinque lunghe e profonde gole simili a dei canyon) e la “Collezione La Gaia” sulla collina di Busca, che con le sue oltre 2.500 opere (collezionate in quarant’anni da Matteo e Bruna Viglietta) è oggi considerata fra le più grandi collezioni private di arte contemporanea a livello mondiale. Tre magnifici patrimoni del territorio che – secondo la filosofia di “Carte da decifrare” – diventeranno nel prossimo weekend straordinari e meravigliosi palcoscenici per scrittori e musicisti di notevole levatura. “Questa nuova edizione della rassegna – sottolineano i direttori artistici Marco Pautasso e Claudio Carboni – si conferma infatti un ‘format’ davvero unico ed originale, in cui luoghi di rara suggestione diventano protagonisti intrecciandosi mirabilmente alle trame letterarie e musicali cucite insieme da artisti d’eccezione, offrendo al pubblico un’esperienza ambientale, culturale e sensoriale di rara potenza”.

Il via, sabato 1° luglio alle 18.30, sulla terrazza del “Roccolo” (strada Romantica, 17), dove protagonisti saranno il violoncellista di fama internazionale e compositore italiano – il più eseguito nel mondo – Giovanni Sollima e lo scrittore Marco Balzano nel reading-concerto “Café Royal & Music”. I biglietti sono disponibili in prevendita su www.ticket.it oppure il giorno dello spettacolo, dalle 17.30, presso la biglietteria del “Castello”, salvo esaurimento posti, al costo di 18 euro (intero), 12 euro (15-19 anni), gratuito per i minori di 14 anni e i diversamente abili con accompagnatori.

Domenica 2 luglio, invece, lo spettacolo si svolgerà alle 17, con replica alle 18. Si partirà da Busca, con ritrovo in piazza F.lli Mariano, e trasporto in navetta alle “Cave di Alabastro”. In questo luogo certamente “non convenzionale”, l’autrice Evelina Santangelo leggerà alcuni passi del suo ultimo romanzo “Il sentimento del mare” (Einaudi), sulle note jazz del sassofonista Pietro Tonolo. A seguire, con una “passeggiata esperienziale” condotta da guide naturalistiche, ci si sposterà alla “Collezione La Gaia”, dove si potrà assistere ai “Racconti musicali dal mondo delle donne” (Einaudi) della giornalista e scrittrice romana Melania Mazzucco, accompagnati da musiche originali che profumano di tango, viaggi esotici e atmosfere mediterranee di Carlo Maver (bandoneon e flauti) e Joe Pisto (chitarra e voce). Nel suo romanzo, la Mazzucco propone una galleria di capolavori nei quali la donna è “soggetto due volte”: perché concepisce e realizza l’opera e perché ritrae sé stessa o un’altra donna. Vi si incontrano artiste straordinarie, la cui grandezza è stata ignorata, sminuita o del tutto negata, si resta affascinati e coinvolti da nuovi ed emozionanti racconti dell’universo della pittura e della scultura. Un percorso collettivo, tutto femminile, nel quale le donne rivendicano il diritto di realizzarsi nell’arte, superando i ruoli che la società e la cultura del tempo hanno sempre assegnato loro. Prima del rientro a Busca con la navetta, è prevista una visita guidata a una selezione di opere della “Collezione La Gaia”. Per la partecipazione all’evento è obbligatoria l’iscrizione: saranno organizzati due gruppi con partenza da piazza F.lli Mariano, rispettivamente alle 17 e alle 18. Biglietti disponibili su www.ticket.it, fino ad esaurimento posti, al prezzo di 18 euro. Il biglietto cumulativo per tutti gli spettacoli ha un costo di 30 euro. Per infowww.fondazioneartea.org

g.m.

Nelle foto:

–       Castello del Roccolo, ph. Daniele Molineris

–       Giovanni Sollima, ph. Shoba

A Torino le riprese del film di Gasparro “La Chiocciola” sul tema degli hikikomori

Al via il 25 giugno a Torino le riprese del film ‘La Chiocciola‘, lungometraggio scritto e diretto da Roberto Gasparro, primo film ad affrontare il tema degli hikikomori.

Nel cast Enzo Decaro, Vittoria Chiolero, Max Cavallari, Tony Sperandeo e Massimiliano Rossi. Prodotto dalla 35MM Produzioni srl, sarà distribuito dalla Mediterranea Productions.


Il set si sposterà a luglio nel comune di Cuccaro Vetere (SA).

Al via il prossimo 25 giugno a Torino le riprese del film ‘La Chiocciola‘, scritto e diretto da Roberto Gasparro. Le riprese si terranno presso l’azienda di moda torinese MFGA – Make Fashion Great Again – main sponsor del film, mentre dal 1 al 31 luglio il set si sposterà nel comune di Cuccaro Vetere (SA). Il film, prodotto dalla 35MM Produzioni srl, si avvale dei patrocini di Legambiente Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburnie del Comune di Cuccaro Vetere, con il sostegno di Film Commission Torino Piemontee Accademia delle Belle Arti di Torino e della Città di Bolzano e con il supporto dell’Associazione Nazionale genitori Hikikomori e dell’Associazione La strada e dell’Associazione Hikikomori Italia Genitori Onlus.

La Chiocciola‘ sarà interpretato da Enzo Decaro, Vittoria Chiolero, Daniela Freguglia, Max Cavallari, Tony Sperandeo, Massimiliano Rossi, Ilaria Antonello e Mauro Tarantini. Le musiche sono del Maestro Carmine Padula. L’uscita in sala è prevista per il 2024, distribuito da Mediterranea Productions, società indipendente di produzione e distribuzione cinematografica e televisiva. ‘La Chiocciola‘ è il primo film ad affrontare il tema degli hikikomori, termine giapponese che indica le persone che hanno deciso di “stare in disparte”, di isolarsi dalla società. Oltre un milione di ragazzi in Giappone vive isolato nella propria stanza senza mai uscire di casa. In Italia se ne stimano centomila, negli USA oltre 500mila.

Sinossi: Vittoria è una ragazza hikikomori di quindici anni. Passa il tempo nella propria camera a fotografare le persone dalla finestra, a giocare ai videogame, a leggere fumetti e a guardare video, spaventata dalla società esterna, dai suoi ritmi indiavolati e vorticosi, senza amicizie vere, profonde. I rapporti inesistenti con i genitori separati, la madre imprenditrice di successo nel campo della moda e il padre, trasferitosi a New York, portano la ragazza a fidarsi solo del nonno, botanico e ricercatore che vive isolato da tempo in un paesino del Cilento, Cuccaro Vetere, completamente immerso nella natura. Francesco ha trascorso molto tempo insieme alle tribù dei Nativi Americani apprendendo da loro le tecniche della permacultura e della conservazione dei semi. Qui si rifugerà Vittoria, tra i ritmi lenti della campagna, l’amore e la saggezza del nonno, per ritrovare equilibrio e riprendere il senso della sua vita.


Leggendo di recente alcuni articoli – sottolinea il regista Roberto Gasparro – mi ha incuriosito la definizione della nostra società come ‘liquida’, in cui, secondo il sociologo Bauman, “i legami sociali tra gli individui sembrano divenire sempre più inconsistenti e fragili, facendoli vivere in una dimensione di continua incertezza, dal punto di vista affettivo e lavorativo. La paura della società, sempre più narcisista, basata sull’ideale della vergogna, dove l’esposizione del corpo è richiesta, dove occorre saperci fare, sapersi presentare, dove è fondamentale non vergognarsi. Una società, quella attuale, liquida, che non tollera la goffaggine o una certa sensazione di bruttezza, che va sempre più veloce e che non aspetta nessuno.” E’ in questa società che vivono i nostri ragazzi. Gli hikikomori sono i nostri figli che non hanno retto alle pressioni della società. A loro dedico il mio film”.

IL REGISTA

Roberto Gasparro nasce a Moncalieri, provincia di Torino, il 7 febbraio 1975.

Dall’età di 15 anni scrive canzoni, testi per sit-com e per molti comici della TV. Studia sceneggiatura sulle dispense di colui che definisce il suo faro, Claudio Dedola, che lo indirizza definitivamente a scrivere per il cinema. Dal 2015 al 2018 scrive 98 puntate di sitcom e collabora con molti comici di Zelig tra cui Franco Neri con il quale realizza il suo primo lungometraggio, “IL CIELO GUARDA SOTTO”. Nel 2019 scrive e dirige il  lungometraggio “QUI NON SI MUORE”, con protagonista il David di Donatello Tony Sperandeo, vincendo al Festival Internazionale del Cinema di Salerno il premio per la migliore sceneggiatura e miglior soggetto e ricevendo lo stesso anno l’onorificenza del Comune di Montiglio Monferrato che lo nomina CITTADINO ONORARIO. Nel 2020 scrive e dirige la sua opera terza dal titolo “LUI E’ MIO PADRE” con protagonista Gianni Parisi vincendo al Festival Internazionale del Cinema di Salerno il premio come miglior Regista e al Vesuvius International Film Fest il premio per la migliore sceneggiatura. Il lungometraggio, in concorso ai David di Donatello, ha ricevuto i patrocini della Regione Campania, della Città di Agropoli, del Parco Nazionale del Cilento, della Valle di Diano e di Alburni e premiato da LEGAMBIENTE CAMPANIA. L’8 giugno 2022 è uscito in distribuzione nazionale il film STESSI BATTITI disponibile anche su CHILI TV e AMAZON PRIME e sempre lo stesso anno vince il Premio come Miglior Film Italiano al FICS 76°. Nel 2023 uscirà il suo primo film di animazione, dal titolo “ALIEN HOLIDAYS”.

“Si stima che gli hikikomori in Italia siano 100000, ma sono verosimilmente molti di più perché gli hikikomori, a causa della loro sofferenza e della loro condizione di ritirati non sono raggiungibili e quindi non intervistabili. Nella comunità di Hikikomori Italia ci sono 4000 famiglie distribuite su tutto il territorio nazionale.”

Elena Carolei, presidente Hikikomori Italia Genitori Onlus

HIKIKOMORI
Un hikikomori (in giapponese 引き籠もり?[2] o 引きこもり?, lett. “stare in disparte” o “staccarsi) dalle parole hiku, “tirare”, e komoru, “ritirarsi” o “chiudersi” è una persona che ha scelto di scappare fisicamente dalla vita sociale, spesso ricorrendo a livelli estremi di isolamento e confinamento. Tale scelta può essere indotta da fattori personali e sociali di varia natura, tra cui la grande pressione verso auto-realizzazione e successo personale cui l’individuo è sottoposto fin dall’adolescenza nella società giapponese. Il termine hikikomori può riferirsi sia al fenomeno sociale che agli appartenenti a tale gruppo sociale (fonte Wikypedia) Si stima che in Italia ci siano attualmente (2022) oltre 100mila ragazzi hikikomori. In Giappone, dove il fenomeno è stato capito e studiato, attualmente sono oltre un milione e la tendenza è l’innalzamento dell’età: sono infatti in aumento uomini e donne over 40. Un recente studio USA indica la presenza di 541mila hikikomori ogni 127 milioni di cittadini statunitensi, ovvero una incidenza dello 0,4%. Nel mondo si stima che i ragazzi hikikomori siano diversi milioni.