Lunedì 31 marzo preso il Circolo dei Lettori di Torino sarà presentato il libro di Guido Giordano da Gianni Dotta Presidente di Lettori Cento per Cento, Andrea Pagliardi direttore editoriale de
L’indice dei libri del mese, Giovanni Tesio scrittore, Pompeo Vagliani Presidente della Fondazione Tancredi di Barolo e Dino Aloi editore. Sarà proiettato un video saluto introduttivo di Pier Francesco Bernacchi Presidente della Fondazione Collodi Guido Giordano architetto, artista multitasking e poliedrico. Nel corso della sua carriera ha affrontato il disegno, la pittura, la scultura, la grafica, il fumetto e la vignetta umoristica con elaborazioni che spaziano dal bronzo all’ottone, dal vetro alla ceramica sino alla gomma. Dopo l’esperienza dell’adattamento a fumetto/illustrazione de Les Onze Mille Verges di Guillaume Apollinaire, per cui ha disegnato oltre 250 tavole interamente con la tecnica della biro, piccolo capolavoro ricco di oltre 750 citazioni del mondo dell’arte e della cultura, questa volta l’artista si è cimentato con Pinocchio, testo tra i più stampati e illustrati nel mondo. Una sperimentazione innovativa quella proposta da Guido Giordano che ha realizzato una sua versione di Pinocchio accompagnata da 300 illustrazioni a colori. Il testo è basato su quello originale di Carlo Lorenzini ma spesso ha incursioni dell’autore, segnalate con un carattere di stampa diverso, atte a giustificare la presenza dei disegni che spaziano ben oltre la percezione classica che abbiamo del racconto. L’artista è riuscito a disegnare ciò che la fantasia lo ispirava, seguendo passo dopo passo il racconto, accostandolo a riferimenti e citazioni, riuscendo a realizzare una versione innovativa e divertente. E poi Pinocchio non ha il naso lungo che tutti conosciamo, ma un naso assoluto perchè in grado di percepire sensazioni che solo un ragazzino può cogliere.

Guido Giordano
Pinocchio – Il naso assoluto
Edizioni Il Pennino
Pag. 376 con copertina cartonata

Guido Giordano
Nato a Cuneo nel 1947, laureato in architettura con Carlo Mollino nel 1972.
Tra i numerosi interventi artistici, si annovera la progettazione degli arredi presenti nella Colleggiata di Carmagnola
e nella chiesa di Sant’Ambrogio a Cuneo. Ha realizzato il portale in bronzo per la chiesa Madonna delle Grazie
di Cuneo.
Per sei anni ha collaborato con La Stampa, Stampa Sera e Torino Sette con immagini sulla città di Torino.
Per la rivista Alter Linus ha pubblicato il personaggio “Flappo”.
Ha tenuto mostre a Palazzo Salmatoris in Cherasco e alla Fondazione Peano di Cuneo.
Ha realizzato rilegature moderne per importanti collezionisti torinesi come Livio Ambrogio e Francesco Federico
Cerruti.
La mostra “Un’idea voluminosa”, divagazioni umoristiche sul tema del libro, è stata ospitata dal sistema bibliotecario del Piemonte.
Per l’editore Il Pennino nel 2018 ha realizzato “Les Onze Mille Verges” dal racconto di Guillaume Apollinaire
Si ricorda il suo disegno, collocato nel passaggio tra Palazzo Chiablese e Piazzetta Reale, che illustra i Musei
Reali Torino.
Informazioni
Il Pennino
3356869241
info@ilpenninodinoaloi.it




RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Oppure che Ingrid Bergman era estremamente affabile. Parola di Antonio Monda che le vendette un paio di scarpe quando, giovanissimo maturando, ebbe in premio un viaggio negli Stati Uniti; per mantenersi lavorò come umile garzone in un negozio di calzature sulla Madison Avenue a New York. Lì un bel giorno entrò la diva, splendida 65enne, che lo promosse suo commesso personale e con lui parlò dell’amata Italia.
Il libro è a metà tra saggio e romanzo; del primo ha la precisione e la ricostruzione dei dettagli, del secondo la meravigliosa immaginazione. Una narrazione incantevole della vita e dell’opera dell’autrice di uno dei romanzi più inquietanti e famosi della letteratura mondiale.
C’è molta natura in questo romanzo della scrittrice e sceneggiatrice neozelandese, inclusa tra i 20 Best of Young British Writers di “Granta”. Al centro della narrazione c’è Birnam Wood, collettivo di orticoltori militanti in Nuova Zelanda. Attraverso atti di “guerrilla gardening” vorrebbero sviluppare un radicale e durevole cambiamento sociale e fare capire quanta terra viene sacrificata e sprecata quotidianamente.
L’isola di Liten, a metà strada tra Svezia e Danimarca, sembra proprio un luogo tranquillo; e invece no. E’ l’epicentro del secondo romanzo, pubblicato sotto pseudonimo da uno scrittore italiano -che vuole restare anonimo- ed ambienta una serie di gialli scandinavi originalissimi.



