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L’artista Giacomo Sampieri è stato selezionato dall’associazione degli Amici dell’Arte di Pianezza per dipingere il drappo che andrà come Palio al vincitore della corsa dij Semna-sal, che si svolge a Pianezza nella 3a domenica di settembre.
Nella giornata inaugurale Gli Amici del Palio di Pianezza presenteranno alla cittadinanza il Palio. In tale occasione viene inaugurata la mostra con le opere scelte dal pittore fra quelle recentemente realizzate.
La selezione comprende ritratti, figure e paesaggi prevalentemente eseguiti con la tecnica ad olio su tela.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo che presenta alcune delle opere esposte, con antologia critica a cura di A. Mistrangelo e E. Di Mauro.
La manifestazione è patrocinata dal Comune di Pianezza (To)
mostra Giacomo Sampieri – Pittore del Palio dij Semna-sal 2024
luogo Galleria d’Arte Contemporanea Villa Casalegno
via al borgo 2 – 10044 Pianezza(TO)
inaugurazione sabato 7 settembre 2024, dalle ore 16
periodo mostra dal 7 al 22 settembre 2024
aperture sabato 14 e 21 settembre ore16.00 -19.00
la domenica 10.30 – 12.30 / 16.00 – 19.00
a cura di Associazione Gli Amici dell’Arte di Pianezza
Palio di Asti, una lunga storia
A cura di piemonteitalia.eu
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Riprendono, dopo la pausa estiva, le mostre al Museo MIIT di Torino in corso Cairoli 4, sotto la guida del curatore Guido Folco.
Venerdi 30 agosto alle ore 18 si inaugurerà la personale dell’artista indiano R. B. Holle intitolata “Infinity”. Sarà visitabile fino al 5 settembre prossimo.
La mostra prosegue la collaborazione tra il maestro e il museo MIIT di Torino che, nel 2018, aveva ospitato la sua prima personale italiana. È comunque dagli anni Novanta che Holleespone in tutto il mondo i suoi lavori, che spaziano dalla grafica alla pittura, dalla scultura alle installazioni.
Nell’ambito della piccola, ma preziosa mostra presentata al Museo MIIT, R. B. Holle farà conoscere meglio al pubblico italiano le sue opere di grafica, dalle incisioni ai disegni.
Si tratta di una selezione di una ventina di lavori che ben testimoniano la sua sperimentazione artistica e visiva e la sua ricerca basate sulla percezione di forma e spazio, sulla loro complementarità e, in altri lavori, sul loro dinamismo cromatico del segno e del gesto, quasi una citazione del dripping alla Jackson Pollock”.
“Le parole del grande poeta e drammaturgo, filosofo indiano Rabindranath Tagore – spiega il curatore della mostra Guido Folco – riassumono perfettamente l’essenza dell’arte di Holle, pervasa di immaginifico mistero e struggente emozione. Holle è maestro indiscusso dell’arte contemporanea internazionale e la sua poetica si nutre della perfetta armonia dell’universo, di quell’ordine cosmico e spirituale che affascina e rende attoniti al cospetto del creato.
La sua arte vive di ricordo ed emozione, di memoria e speranza, nascendo dalle esperienze formative della sua infanzia e dell’adolescenza, quasi una scuola di iniziazione dell’anima, fino alla modernità e alla sperimentazione su forma, luce, sogno e colore.
Holle ha compreso ben presto che l’arte è prima di tutto specchio dell’Io, della nostra essenza e, quindi, nei suoi dipinti, come nelle sue sculture e nei suoi disegni, nella grafica, genera bellezza, sogno, eternità.
L’arte diventa per Halle lo strumento primario per estraniarsi dalla quotidianità, per immergersi nella delicata e sorprendente bellezza della natura, piuttosto che nella infinita misura del Cosmo. Le sue opere sono ritmate da segni e colori, come il respiro lento o accelerato del cuore del mondo. La spirale, il segno dell’infinito, le cifre totemiche divenute graffiti incisi sul supporto, stelle e galassie come puntini iridescenti e cromatismi pulsanti inondano le tele e i fogli dell’artista tra monocromi raffinati e composizioni eleganti, quasi una danza della luce, un evocativo vibrato musicale.
Dall’action painting Holle eredita l’energia e quell’inarrestabile flusso cromatico e segnico che non intende rappresentare il reale, ma l’inesprimibile dell’anima e l’ordine nel caos tipico dell’Universo. La sua pittura si nutre della lezione dell’astrattismo e dell’informale, che l’artista interpreta in maniera assolutamente personale e nuova, scandagliando la profondità del suo cuore e delle sue emozioni più intime e intense, mentre nella terza dimensione sa esprimere con coerenza l’idea di spazio e tempo. Holle percorre le strade più note al suo cuore e alla sua anima, quelle della sua infanzia, di quel desiderio mai sopito di libertà e perfezione che solo la natura o l’arte riescono a donare”.
“Indipendentemente dal fatto che l’artista Holle ci presenti dipinti, sculture o disegni, il suo universo personale è costantementepresente e globale – precisa Patricia Alonso Arroba-
La sua arte astratta ci conduce in un’altra dimensione, sempre cosmica e piena di sfumature cromatiche in grado di coinvolgere e stupire lo spettatore. L’artista, che attualmente vive e lavora a Mumbai, è uno dei più giovani talenti emergenti dell’India, ha esposto in due gallerie veneziane in cui ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica.
Le sue opere trasmettono una sintonia armoniosa tra arte, musica, ritmo, natura e spazio, si tratta di un’enigmatica composizione di tutti questi componenti materici che, attraverso il colore e la distribuzione dei segni grafici, offrono un’esperienza visiva ricca e stimolante agli occhi dello spettatore. Un riflesso dell’anima dell’artista che, attraverso il solo movimento del pennello, riesce a trasmettere i suoi pensieri più cosmici.
Per lui lo spazio diventa infinito e, per questa ragione, è sia capace di realizzare uno spazio tridimensionale, sia di rappresentarlo in due dimensioni, il disegno e la pittura. Tutto merito della sua maestria nell’uso della giustapposizione di colori che donano alle opere questo senso di profondità. Concludendo possiamo affermare che il lavoro di Holle sia una sintonia perfetta tra paesaggi sonori pieni di colori, che si mescolano e si fondono con l’armonia cosmica capace di trasportare lo spettatore in altre realtà dove natura e musica possono incontrarci dal punto di vista visivo”.
Mara Martellotta
Sembra una fortezza inespugnabile il castello di Fénis con la doppia cinta muraria merlata e le torrette di guardia munite di feritoie ma in realtà non è mai stato assediato e mai si sono visti eserciti nemici attaccare le sue mura.
Non è stato costruito come centro difensivo ma piuttosto per essere una residenza sfarzosa e ben protetta: così volle la nobile famiglia Challant che visse per tanti anni al suo interno. Avvicinandosi al castello colpisce il fatto che, contrariamente a tanti altri castelli eretti per scopi difensivi, quello di Fénis non si trova su un monte o su un’alta collina ma su una lieve altura circondata da prati e vigneti. È un gran bel castello medievale, uno dei più belli d’Italia, che ogni anno viene visitato da oltre 80.000 persone. Lasciarselo sfuggire transitando per la Valle d’Aosta sarebbe un vero peccato. Più che ad arcieri e soldati dobbiamo immaginare un via vai di cavalieri, dame e principesse nelle sale del castello fino al cortile affrescato con San Giorgio che uccide il drago, tra preziosi affreschi, enormi camini, scaloni e simboli del potere.
Tra feste e tradizioni locali il piccolo comune di Fénis,1700 abitanti, offre ai turisti un calendario ricco di eventi anche dopo l’estate. A fine settembre “Castello in fiera” con mercatini, musica e intrattenimenti all’esterno e all’interno del maniero e a ottobre sarà la volta della rassegna dedicata alla castagna. Gli Challant conducono le danze anche al castello di Aymavilles, a dieci chilometri da Aosta, su una collina circondata da vigneti in Valle Cogne. Imponente, elegante e torreggiante, domina dalla sommità di un’altura la valle centrale e da lassù si ammirano il castello reale di Sarre, residenza di caccia dei Savoia, e il fiabesco castello di Saint-Pierre che aprirà al pubblico il prossimo anno. In origine Aymavilles era circondato da una cinta muraria, oggi scomparsa e sostituita da giardini e aiuole fiorite. Assoluta novità di quest’estate, il maniero è stato aperto al pubblico a maggio dopo oltre dieci anni di restauri. Il primo riferimento storico del castello risale al 1207 e dal Trecento, con il passaggio dai Savoia agli Challant, nobile famiglia della Valle d’Aosta, l’edificio subisce, tra medioevo e barocco, grandi trasformazioni. Il nuovo maniero, realizzato all’inizio del Quattrocento, fu sopraelevato, ai quattro angoli furono costruite delle torri semicircolari e fu scavato un fossato ma è nel Settecento che il castello venne trasformato in una residenza. Tutto fu ristrutturato e rinnovato, sia all’esterno che all’interno. Del vecchio castello rimase ben poco e l’edificio perse il suo antico aspetto difensivo medievale. Oggi ci troviamo davanti a una moderna residenza signorile immersa nel verde che negli ultimi due secoli ha avuto diversi nuovi proprietari, liguri e piemontesi, che hanno più volte modificato gli interni, utilizzando il castello come museo e poi come luogo di villeggiatura estiva. Nelle sue sale, oltre alla storia del castello, si può ammirare la raccolta d’arte e archeologia dell’Académie Saint-Anselme. Nel 1970 il castello di Aymavilles è stato acquisito dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. Per contatti e informazioni telefonare al castello di Fénis 0165-764263. Per il castello di Aymavilles telefono 0165-906040. E’ consigliabile la prenotazione online. Filippo ReCreature fantastiche e del mondo dei Tarocchi in mostra nella personale di Susanna Viale negli spazi di Open Ada a Torre Pellice
Inaugurazione sabato pomeriggio del 24 agosto, a Torre Pellice, negli Spazi Espositivi di Open Ada, in via della Repubblica 6, della personale di Susanna Viale, curata da Monica NuceraMantelli, dal titolo “Fantastic & Spiritual Creations”. Il termine espositivo è stato prorogato dal 5 ottobre al 19 ottobre, con orario 15-19.
L’esposizione ‘Fantastic & Spiritualità Creations’ verte sulla rappresentazione allegorica e figurativa di creature fantastiche e immaginarie tra Cielo, Acqua, Aria, Terra ed Etere, ispirati parzialmente agli Elementi. Si richiamano al potere del femminile degli archetipi più antichi, creati da Susanna Viale, artista potente e multiforme, capace di destreggiarsi abilmente tra pittura e muralismo, scultura e mosaico, come dimostra la sua casa a Pino Torinese nota come “La casa dei sette colori”.
“Le nuove opere esposte in Fantastic & Spiritual Creations- dichiara la curatrice della mostra, Monica Nucera Mantelli – sonocreature inconsuete, che pare vengano avvistate fantasmagoricamente quando si assottiglia il velo tra il mondo fisico e quello spirituale. Sono rappresentazioni evocative e coloratissime, che offrono l’opportunità di connettersi con le forze superiori e di ricevere messaggi e segnali da altri regni”.
“Questa ventina di lavori di grandi dimensioni e prettamente realizzati con tecnica mista su tela grezza riciclata – aggiunge Monica Nucera Mantelli – sono stati appositamente prodotti da Susanna Viale per questa esposizione. Una sezione di retrospettiva è, invece, dedicata alla sua ventennale ricerca tarologica, con un allestimento da terra dei suoi 22 Arcani Maggiori (misure 90×150cm) estratti dagli originali 78 Tarocchi, realizzati ad olio su tela di canapa e declinati in chiave alchemico-psicologica.
Oltre a qualche citazione dei suoi mosaici più recenti e piccole sculture, l’allestimento propone, a corredo del magico mondo di Viale, annesso alla natura e ai suoi codici di svelamento, slideshow di immagini sulle Alebijes dell’artista messicano Mario Alva, suo collega di esperienze artistiche in America Latina”.
In occasione dell’inaugurazione di “Fantastic & Spiritual Creations”, vi è stata sabato 24 agosto la presentazione ufficiale alla presenza dell’artista, del critico, e del curatore dell’esposizione. A completamento del vernissage è stato svelato l’antico potere di alcune piante dal sapiente intervento dell’etnoantropologa Tania Re, autrice del volume di ricerca “Stupefacenti e proibite, le Piante Maestre”, edizioni Amrita.
L’inaugurazione è proseguita domenica 25 agosto, alla presenza dell’artista e della curatrice Monica Nucera Mantelli, con apertura dalle 15 alle 18. Un appuntamento assolutamente speciale è stato quello con il sound healing, o bagno sonoro ( aperto a tutti) curato e condotto dalle 16 alle 18 da Gabriella Irtino e Guido Battistin. Si è trattato di un’immersione con le opere nei suoni armonici delle campane tibetane antiche, campane di cristallo a 432 Hertz monocorde Pitagora o Ocean Drum. Con la propria stuoia ci si siede e ci si lascia immergere dal potere benefico di queste sonorità.
Durante il periodo espositivo la mostra sarà arricchita da ulteriori appuntamenti tra cui due di carattere scientifico, che si terranno nel mese di settembre, con lo studioso e conferenziere Roberto Mussa, fisico astroparticellare dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, presentato dall’associazione Temporeale TV lab. Due gli appuntamenti sabato 14 settembre, dalle 17 alle 19, con “Pillole di cromodinamica quantistica”, e il secondo sabato 28 settembre dalle 17 alle 19 con la conferenza dal titolo “Strane luci nel cielo: dalle aurore boreale ai fulmini ionosferici”. Le conferenze sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
In occasione del Solstizio autunnale tornerà in galleria il Sound healing curato da Gabriella Irtino e Guido Battistin, come complemento del messaggio delle opere d’arte dell’artista Susanna Viale. Vi sarà una nuova immersione nei suoni armonici delle campane tibetane antiche, campane di cristallo a 432 Herz, monocorda pitagorico, Ocean Drum. Gratuito e aperto a tutti.
L’artista Susanna Viale sarà presente in galleria domenica 15 settembre, sabato 21, domenica 22, sabato 28 e domenica 29 settembre.
La mostra è visitabile tutti i venerdì pomeriggio dalle 15 alle 18 e, sempre dalle 15 alle 18, sabato pomeriggio. La domenica, tranne quelle in cui sarà presente l’artista, su appuntamento.
Mara Martellotta
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Gardone Riviera dal 29 torna Hedonè: viaggio tra Eros, luci e poesia al Vittoriale
Che cosa significa vivere la guerra dall’interno a Gaza o in Ucraina? Che cosa vogliono Trump, Elon Musk e Xi Jinping? Che cosa può fare l’Europa? Cosa succederà nel nuovo ciclo politico? In un evento esclusivo, aperto a tutti e a tutte, la rivista di riferimento Le Grand Continent presenterà nel pomeriggio di sabato 31 agosto 2024, dalle 17.30, il suo ultimo volume Fratture della guerra estesa (LUISS University Press), con una serie di tre dialoghi di alto livello organizzati al Forte di Bard che riuniranno alcune delle più prestigiose firme della rivista e del giornalismo italiano.
Protagonisti degli incontri saranno Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), Alessandro Aresu (Limes), Mario De Pizzo (Rai1), Lucia Annunziata (eurodeputata), Federico Fubini (Corriere della Sera), Alessandra Sardoni (La7). Le diverse sessioni saranno moderate a turno da Gilles Gressani, direttore Le Gran Continent, Mathéo Malik e David Allegranti (Le Grand Continent). Il pomeriggio sarà aperto dai saluti della presidente del Forte di Bard, Ornella Badery.
MODALITA’ ADESIONE
. Ingresso gratuito: prenotazione sul portale Eventbrite
. Coloro che sono in possesso della Membership Card del Forte di Bard avranno in omaggio la pubblicazione Fratture della guerra estesa (LUISS University Press)
. Possibilità di sottoscrivere la Membership Card il giorno dell’evento.
Info. T. 0125 833811