CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 2

A proposito del libro su Luigi Capriolo

Caro Direttore,

nella mia funzione di curatore dell’Archivio Lorenza e Luigi Cavallo invio la seguente dichiarazione sottoscritta dagli autori e con il loro accordo, grato se vorrà pubblicarla.

“Nel volume di Aldo Agosti e Marina Cassi, Un eroe senza medaglie. Luigi Capriolo dall’antifascismo alla Resistenza, Donzelli, Roma 2024 a p. 88 si è creato uno spiacevole equivoco nell’interpretazione di quanto scritto da Lorenza Pozzi Cavallo nel suo libro Luigi Cavallo. Da Stella Rossa alla rivolta operaia di Berlino, Golem Edizioni, Torino 2022 (p. 415). Gli autori prendono atto che l’autrice non ha imputato ai magistrati Luciano Violante e Raffaele Guariniello e alla Magistratura, la sottrazione, nei lontani anni Settanta, del manoscritto del diario di Luigi Capriolo, allora conservato nell’archivio del giornalista Luigi Cavallo, la cui trascrizione dattilografata del 1946 è stata attualmente depositata presso l‘Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Torino. La trascrizione è stata messa a disposizione degli autori Agosti e Cassi per gentile concessione di Lorenza Pozzi Cavallo, che ha destinato all’Istituto l’intero “Archivio Lorenza e Luigi Cavallo.

Aldo Agosti e Marina Cassi”

Un testo analogo è stato pubblicato dal professor Agosti sulla sua pagina Facebook, mentre la Casa Editrice Donzelli ha provveduto a correggere la pagina 88 della versione digitale del volume.

Un fascicolo con relativi allegati, redatto dalla signora Lorenza Pozzi Cavallo e contenente le sue osservazioni sul volume dedicato a Capriolo, viene unito alla documentazione già presente presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza come parte integrante dell’Archivio Lorenza e Luigi Cavallo.

La ringrazio, gentile Direttore, per la pubblicazione della presente lettera e Le porgo i più cordiali saluti.

Luciano Boccalatte

Il mito di Giovanni Testori “Cleopatras” rivive con Arianna Scommegna

Andrà in scena al teatro Gobetti la pièce teatrale “Cleopatras” di Giovanni Testori, per la regia di Gigi Dall’Aglio, con Arianna Scommegna come interprete principale, dal 20 al 22 gennaio prossimo.

La voce e il corpo sono elementi travolgenti in “Cleopatras”, monologo di Giovanni Testori, autore visionario capace di fondere il sacro e il profano in una lingua unica. In questa rivisitazione intensa e personale del mito, la regina d’Egitto è una donna che vive la passione per Antonio con forza carnale e struggente. La pièce è ambientata in un regno reinventato che si fonde con la topografia della Valassina, la valle del fiume Lambro. La narrazione esplora temi d’amore, perdita e redenzione. In questo allestimento, una delle ultime regie del compianto Gigi Dall’Aglio, scomparso nel 2020, la parola regna sovrana, sostenuta dalla musica di un violoncello. Arianna Scommegna attraversa la scena e penetra l’animo dello spettatore in una interpretazione che le è valsa un riconoscimento importante dai critici di teatro per il lavoro di ricerca sui personaggi femminili. Le musiche in scena di violoncello sono di Chiara Torselli.

Recite: 20-22 gennaio ore 19.30 – 21 gennaio ore 20.45

Teatro Gobetti – via Gioacchino Rossini 8, Torino – biglietteria@teatrostabiletorino.it – 0115169411

Mara Martellotta

La passione civile di Pier Antonio Ragozza

 

Si intitola “Una passione civile. Scritti scelti sulla storia e la cultura del Verbano Cusio Ossola” l’antologia che raccoglie quarant’anni di ricerche e pubblicazioni di Pier Antonio Ragozza, studioso di storia e dirigente scolastico ossolano, prematuramente scomparso nel maggio 2024. La Casa della Resistenza di Verbania (di cui Ragozza era componente del Comitato Scientifico) in sinergia con l’editore Grossi di Domodossola e il patrocinio della Fondazione Paola Angela Ruminelli ha pubblicato il libro che propone un’antologia di scritti e orazioni scelti in una bibliografia vastissima. Pier Antonio Ragozza (1960-2024), originario di Premosello Chiovenda, dopo la laurea in Giurisprudenza con tesi in Diritto costituzionale su Anticipazioni della Costituzione italiana nella legislazione della Repubblica dell’Ossola, è stato docente di discipline giuridiche ed economiche, preside dell’Istituto Galletti di Domodossola, dirigente scolastico dell’Istituto Cobianchi di Verbania e infine del Liceo “Spezia” di Domodossola. Ragozza è stato anche un apprezzato studioso e un infaticabile ricercatore sulla storia e la cultura delle terre tra i laghi prealpini e le grandi Alpi del nordovest. Le sue ricerche, caratterizzate da un grande rigore scientifico, lo collocano tra gli esponenti più importanti nel campo degli studi umanistici sulla provincia più montana d’Italia, il Verbano Cusio Ossola. A testimonianza di quest’impegno sono le numerosissime collaborazioni con giornali e riviste del territorio, associazioni, gruppi di ricerca, istituti culturali. Il volume offre uno sguardo largo sui numerosi interessi di studioso di Pier Antonio Ragozza: le vicende della lotta di Liberazione e del corpo degli alpini, la storia militare e delle fortificazioni,  la particolarità di una terra di frontiera e l’antropologia alpina, la passione per l’insegnamento e l’oratoria civile. Piuttosto vasta è la tipologia degli scritti di Ragozza che vanno dagli articoli su giornali e riviste a saggi e presentazioni di libri, a relazioni per convegni e incontri pubblici. Una passione civile, curato da Paolo Crosa Lenz e Andrea Pozzetta, ha visto la collaborazione di Gianmaria Ottolini, Stefano Mura, Franco Chiodi, Marco Travaglini, Chiara Uberti.

Marco Travaglini

Destinati a crescere

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

Il termine “crescendoci può suggerire svariate situazioni: quello musicale orchestrale, quello delle vendite sul mercato discografico, quello dei contratti con bands, musicisti, cantautori e cantanti, quello della quantità di generi musicali toccati da un’etichetta, quello del “business” e del “management” etc. etc. Tutto ciò fu raggiunto pienamente dal celebre Gene Norman [Eugene Abraham Nabatoff], vero mattatore della scena musicale statunitense (produttore, agente, proprietario di case discografiche, scopritore di talenti nei più svariati generi musicali, personaggio televisivo) che fondò non a caso l’importante etichetta “GNP-Crescendo Record Co.” a Los Angeles attorno al 1962. Sebbene l’impronta dell’etichetta fosse fin dalle origini incentrata sul jazz (con incredibili nomi della scena internazionale), sul doo-wap e poi anche sul versante delle colonne sonore cinematografiche, bisogna qui rilevare l’importante apporto nel rock, con decisivi contributi nell’ambito di surf, garage, rock psichedelico e oltre. L’etichetta è tuttora guidata dal figlio Neil Norman, musicista di rilievo, “sound engineer”, produttore, che mantiene alti ormai da anni i livelli qualitativi delle produzioni.

Si riportano di seguito i soli 45 giri “GNP Crescendo Records” di surf, garage e psychedelic rock, con la ricorrente presenza “in primis” della nota band “The Seeds”:

– THE GOOD GUYS “Scratch / Asphalt Wipe-Out” (GNP-326X) [1964];

– GENE & THE ESQUIRES “Space Race / Rave On” (GNP 645x) [1965];

– THE AZTECS “Whatcha Gonna Do ‘bout It? / Summertime Blues” (GNP 346x) [1965];

– MARK & THE ESCORTS “Get Your Baby / Tuff Stuff” (GNP 350x) [1965];

– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / Daisy Mae” (GNP 354x) [1965];

– THE BOWS AND ARROWS “I Don’t Believe You / You Know What You Can Do” (GNP 356) [1965];

– MARK & THE ESCORTS “Dance With Me / Silly Putty” (GNP 358) [1965];

– DELANEY BRAMLETT “Better Man Than Me / Without Your Love” (GNP 363x) [1965];

– THE CHALLENGERS “The Water Country / Everything To Me” (GNP 396) [1965];

– THE FIRE ESCAPE “Talk Talk / 96 Tears” (C-1 [1]) [1966];

– THE CHALLENGERS “Walk With Me / How Could I?” (GNP 368x) [1966];

– THE SEEDS “The Other Place / Try To Understand” (GNP 370x) [1966];

– THE SEEDS feat. Sky Saxon “Pushin’ Too Hard / Try To Understand” (GNP 372) [1966];

– THE CHALLENGERS “Wipe Out / North Beach” (GNP 376x) [1966];

– THE OTHER HALF “Mr. Pharmacist / I’ve Come So Far” (GNP 378x) [1966];

– THE FIRE ESCAPE “Love Special Delivery / Blood Beat” (GNP 384) [1967];

– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / I Tell Myself” (GNP 354) [1967];

– THE SEEDS “Mr. Farmer / No Escape” (GNP 383) [1967];

– THE [FOREMOST] AUTHORITY “Left Hand Lawyer / Dance, Dance” (GNP 386) [1967];

– THE TRIPPERS “Taking Care Of Business / Charlena” (GNP 387) [1967];

– THE LYRICS “Mr. Man / Wait” (GNP 393) [1967];

– THE SEEDS “A Thousand Shadows / March Of The Flower Children” (GNP 394) [1967];

– THE SEEDS “The Wind Blows Your Hair / Six Dreams” (GNP 398) [1967];

– THE FOREMOST AUTHORITY “Childhood Friends / Woe Is Me” (GNP 403) [1968];

– THE SEEDS “Satisfy You / 900 Million Paople Daily” (GNP 408) [1968];

– THE SEEDS “Fallin’ Off The Edge Of My Mind / Wild Blood” (GNP 422) [1969];

– OLA & THE JANGLERS “Let’s Dance / Strolling Along” (GNP 423) [1969];

– JOHNNY APOLLO “I Don’t Need No Doctor / Good, Good Woman” (GNP 429) [1969];

– BROTHERS PRIDE “Melody Fair / To Love” (GNP 435) [1969].

Gian Marchisio

Fino all’1 febbraio le iscrizioni al Valsusa Film Fest

Il Valsusa Film Fest raggiunge il traguardo della 30esima edizione confermandosi come un festival cinematografico di comunità capace di animare un’intera valle con concorsi, proiezioni ed eventi dedicati all’impegno civile, all’ambiente e alla memoria storica. Il concorso cinematografico è articolato in sei sezioni, di cui fanno parte Cortometraggi, Disertare, Fare memoria, Le Alpi, Videoclip musicali, Green screen. Il festival avrà luogo nei mesi di marzo e aprile, e le iscrizioni sono aperte fino all’anno febbraio prossimo. Una dedica speciale è riservata a Fabrizio De André, cantore e poeta degli ultimi, traendo ispirazione dal suo immaginario e dai temi universali che ha trattato e che hanno reso la sua oper aun riferimento culturale ed etico. Il Valsusa Film Fest compie trent’anni e ha pubblicato sul sito valsusafilmfest.it il concorso cinematografico della sua 30esima edizione, che rappresenta un traguardo importante per un festival nato nel 1997 e diventato un punto di riferimento per tutta la comunità valsusina, e per tanti autori che si sono serviti del cinema per narrare i cambiamenti sociali, l’ambiente, i diritti, il territorio e la memoria. I trent’anni di festival costituiscono un percorso culturale e civile che ha coinvolto diverse generazioni di studenti, spettatori, artisti e volontari, e che prosegue con lo stesso spirito originario, quello di promozione della cultura, di stimolo del pensiero critico, di costruzione di comunità consapevoli e racconto dei cambiamenti sociali e politici contemporanei. Anche quest’anno, cuore del Valsusa Film Fest è il concorso cinematografico aperto ad autori emergenti e professionisti. La novità di questa edizione è rappresentata dalla sezione Disertare, proposta in collaborazione con l’Associazione Vittime civili di guerra, della sezione Piemonte-Valle d’Aosta, dedicata ad opere che raccontino testimonianze di non violenza, antimilitarismo, disobbedienza civile, con particolare attenzione al tema contemporaneo delle spese militari attuali. Si tratta di una sezione che dialoga con la dedica a Faber e con l’identità civile del Festival.

La sezione Cortometraggi è a tema libero e accoglie i film di finzione con durata massima di 10 minuti. La sezione Fare memoria è realizzata in collaborazione con ANPI Valle di Susa e invita al racconto della Resistenza e dei suoi valori reinterpretati nella contemporaneità. La sezione Le Alpi porta a esplorare la montagna come luogo di comunità, ambiente e avventura, con filmati che possono avere u a durata fino a 30 minuti. Infine la sezione Videoclip musicali premia originalità musicale e visiva, e quella Green screen dà voce a opere che hanno come tematica la sostenibilità ambientale e le urgenze climatiche, che riguardano il presente e il futuro del pianeta.

Per partecipare è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata: concorsi.valsusafilmfest.it, dove si potrà caricare la propria opera fino alle ore 24 dell’1 febbraio prossimo.

Mara Martellotta

Villa Mussolini di Riccione risorge in nome dell’arte

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
La villa  dove Mussolini e la famiglia a partire dal 1932 passavano le vacanze marine rinascerà a nuova vita. Dopo varie vicende nel 1979 la giunta comunista di Riccione pensò bene di demolirla e di farne un parco, in vero stile sovietico, ma il progetto demolitorio non venne realizzato. Nel 1997 la villa venne acquistata dalla Cassa di Risparmio di Rimini. Il Comune con una  delibera che suscitò aspre discussioni cambiò il nome originario di Villa Margherita in Villa Mussolini, trasformandola in sede di mostre e nel 2005 venne riaperta dopo i restauri. A margine dell’incontro torinese con Giordano Bruno Guerri è stato annunciato che il collezionista d’arte ed ex parlamentare Massimo  Massano, editore  tra il resto di “Torino cronaca“, intende realizzare una mostra permanente di opere d’arte nella villa di Riccione  con particolare riferimento al Futurismo. Una buona notizia. Giovanni Agnelli volle a Venezia una grande mostra dedicata al Futurismo  che consentì di superare il blocco renale critico nei confronti del movimento artistico e letterario più  importante del ‘900 italiano. Massano da uomo di cultura aperto e ad sensibile intende fare qualcosa di molto importante che va ben oltre la tomba di Predappio anche perché il fascismo è stato anche cultura, come dimostrano Gentile, Bottai, Marinetti e tanti altri che poi diventarono antifascisti e comunisti dopo aver indossato la camicia nera ed aver vinto i Littoriali della cultura. Ricordiamo il primis il prof . Luigi Firpo che scrisse addirittura una poesia dedicata al duce e produsse articoli antisemiti. Poco a poco i tasselli storici si ricompongono e per merito di storici come de Felice e Guerri la verità rispunta a galla, consentendo ai giovani ciò che fu vietato alla nostra generazione  a causa dei tanti Savonarola antifascisti che hanno impedito di studiare e anche solo di parlare.

Con Caravaggio il via ai festeggiamenti per il ventennale del Forte di Bard

Al complesso fortificato della Vallée trionfa il “San Giovanni Battista-Borghese” opera tarda del grande Maestro lombardo

Fino al 6 aprile

Bard (Aosta)

Un lungo viaggio. Dalla capitolina “Galleria Borghese” ai circa cinquecento metri di altitudine del valdostano “Forte di Bard”. Grande protagonista e primattore della Festa (oltre Cinquecento le persone intervenute) tenutasi in occasione delle celebrazioni del Ventennale di attività del sabaudo “complesso fortificato”, nuovo “polo culturale” delle Alpi occidentali, è stato il celebre “San Giovanni Battista” o “Buon Pastore”, fra le ultime opere realizzate da Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), massimo esponente della rinascimentale “Corrente naturalistica moderna”, contrapposta ai raffinati virtuosismi di “Manierismo” e “Classicismo”, nonché vigoroso sublime precursore della sensibilità barocca. Datato probabilmente intorno al 1610, ed eseguito dunque a pochi mesi dalla scomparsa, a soli 38 anni al termine di una vita “balorda” ed irrequieta, del pittore lombardo, il quadro (dato in prestito al “Forte” dalla “Galleria Borghese” di Roma) era con ogni probabilità una delle tre opere che Caravaggio portava con sé nell’ultimo drammatico viaggio da Napoli a Roma – con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte inflittagli da Papa Paolo V per l’omicidio di tal Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore, omicidio compiuto semplicemente, si racconta, per un “fallo” al gioco della pallacorda – e terminato invece con la sua prematura morte a Porto Ercole.

Opera intensa, quella in mostra al “Forte di Bard” fino a lunedì 6 aprile, che racconta in veste inedita ed essenziale, in un inquietante passionale rincorrersi di luci e ombre, la figura del Santo, privando il giovane martire dei soliti ripetitivi attributi iconografici (la ciotola d’acqua o favo di miele, l’agnello, il lungo bastone sormontato dalla croce e dalla scritta Ecce Agnus Dei, fino in più casi alla testa mozzata e posta su un vassoio) per proporcelo nella figura assorta di un giovane Pastore affiancato da un montone/ariete (molteplici, in ciò, le interpretazioni critiche) ritratto nell’atto di rosicchiare alcune foglie di vite e rivolto verso l’interno di un dipinto che ci offre una nuova visione del Santo “congelato – secondo lo storico dell’arte Eberhard Konig – nella vaga malinconia di colui che tace e medita in attesa del Verbo”.

“Capolavori al Forte” – Con il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio prende il via il progetto triennale “Capolavori al Forte” (promosso con la collaborazione di “MondoMostre” e della “Galleria Borghese” di Roma) che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex “Cappella militare”. Obiettivo: la volontà di valorizzare opere uniche, rispecchianti non solo il genio di grandi Maestri italiani ma anche “storie e iconografie eccezionali”.

Spiega, in proposito, la presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery:  “Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura, abbiamo pensato, come primo ‘ospite’ ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio”.

“Lux in tenebris” – Appuntamento di grande interesse, sempre collegato alle celebrazioni del Ventennale e all’esposizione del Caravaggio, è anche l’omaggio musicale dedicato al grande artista e in programma domenica 18 gennaio (ore 15,30) nella “Sala Olivero” del “Forte”, con il concerto “Lux in tenebris” dell’Ensemble vocale chivassese de “Gli Invaghiti”. L’organico vocale e strumentale sarà ricco e variegato, suddiviso in tre momenti caratterizzanti la vita dell’artista, attraverso la propria formazione a Milano, Roma e Napoli. Ad arricchire il contesto culturale del concerto, saranno proposti anche alcuni “madrigali” che lo stesso Caravaggio ha dipinto sulle varie versioni del “suonatore di liuto”. Il tema dei contrasti chiaroscurali, così come in ambito pittorico proprio del Caravaggio, verrà esaltato attraverso la riproposizione di brani che alternano tematiche sacre a quelle profane, in andamenti ritmici diversi fra loro.

Gianni Milani

“Capolavori al Forte: protagonista il Caravaggio”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino a lunedì 6 aprile

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: Caravaggio “San Giovanni Battista” e opera in allestimento (Ph. Mauro Coen B.); “Gli Invaghiti”

Il colloquio di lavoro: debutta a Torino “Le faremo sapere”

 

Prove generali al teatro Agnelli il 16 gennaio prossimo e la prima nazionale a Modena il 18 gennaio

Il colloquio di lavoro non è mai stato così divertente. Il 16 gennaio prossimo, al teatro Agnelli di Torino, si terranno le prove generali di “Le faremo sapere”, il primo progetto di formazione teatrale che trasforma il tema dei colloqui di selezione in una commedia coinvolgente, abbinata a un seminario formativo interattivo. L’evento torinese, riservato agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della città, rappresenta un momento d’orgoglio per il capoluogo piemontese: la produzione è infatti totalmente torinese. Prima che il progetto inizi il suo tour nazionale, con tappe a Modena, Parma e Milano, si è voluto partire proprio da Torino. “Le faremo sapere” è un progetto di didattica integrata prodotto da You-Mans Italia, dove formazione e intrattenimento si fondono in un’esperienza divertente e inedita. La struttura prevede 90mminuti di commedia seguiti da 60 minuti di formazione interattiva con l’utilizzo dei telefoni in platea, più podcast formativi scaricabili con qrcode.

“Vogliamo rovesciare gli stereotipi più classici sul colloquio di lavoro – spiega Andrea Romanelli, ideatore del progetto e direttore delle Risorse Umane – il colloquio non è l’audiolibro del vostro curriculum, ma un momento di verità dove forza e fragilità emergono sempre, e imoarare ad affrontarlo può cambiare la vita di questi ragazzi”.

Attraverso una storia forte, personaggi interessanti e tante risate, la commedia racconta le difficoltà di una giovane donna e un giovane uomo alle prese con un difficile colloquio di lavoro, che per magia dovranno fare e rifare un giorno dopo l’altro. Alla fine i due giovani impareranno ad affrontare un colloquio di selezione e qualcosa di molto importante su loro stessi. Tra i protagonisti anche un robot barista, il cui unico sogno è quello di poter fare colloqui di lavoro. È lui il narratore della storia, che guiderà il pubblico tra sogni rivelatori, il,confronto don due amici reclutatori, la possibilità di un amore e molte risate.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Andrea Romanelli, l’autore Zelig Bruno Furnari e lo sceneggiatore cinematografico Mario Mucciarelli, tra le cui opere recenti figurano una biografia su Woody Allen e la sua attività di podcaster per il programma “Non c’è niente da ridere”. In scena Nicola Coradazzi, Roberta Marotta e Luca Pallaro. Luci e scenografie di Davide Allena, costumi di Dario Bellotti, aiuto regia di Giorgio Andolfatto.

Eventi: giovedì 15 gennaio ore 14.30 al teatro Agnelli – evento riservato a Enti, dirigenza scolastica e stampa – venerdì 16 gennaio ore 9.30 – prove generali per le Scuole Superiori di Torino. Posti ancora disponibili.

Mara Martellotta

Il Polo del ‘900 compie 10 anni guardando al futuro

Il 2026 rappresenta un grande traguardo per il Polo del ‘900, che compie 10 anni e che festeggia il rinnovo per i prossimi 50 anni, con l’approvazione dello statuto fino al 2075. Lo sguardo al futuro è rivolto al 2028, in quanto sono state approvate le linee strategiche del prossimo triennio, avviando un nuovo ciclo dopo il primo decennio di vita. Al centro del prossimo triennio c’è una parola chiave, un argomento da indagare e sviscerare e di cui trattare: il potere. La nuova programmazione parte da questo tema è approfitta di due ricorrenze importanti per sviluppare il discorso sul potere, con la partecipazione di 26 Enti al Polo del ‘900. L’80esimo anniversario del triennio 1946-1948, quando nacquero la Repubblica Italiana, la Costituzione e una nuova idea di Europa, e cinquant’anni del triennio 1976 1978, caratterizzato da conflitti drammatici e da violenze contraddistinte dal processo a Torino alle Brigate Rosse, anni in cui la violenza è stata combattuta e si è rafforzata la democrazia. Un’altra linea di esplorazione sarà quella riguardante il rapporto tra media, informazione, potere e cittadinanza, con un focus sul modo in cui i processi di produzione e circolazione delle notizie incidono sull’opinione pubblica, sulla percezione della realtà e sulla qualità della vita democratica. Tra gli altri temi figurano quelli dell’Europa e dell’intelligenza artificiale. Da quest’anno all’interno del Polo sarà creata un’area apposita per la ricerca, la creazione e il consolidamento di una rete di partner europei con cui costruire progetti comuni, promuovendo una ricerca di memorie diverse e non condivise. L’IA riguarda il patrimonio archivistico del Polo, che lavorerà per potenziare i sistemi di elaborazione basati sull’intelligenza artificiale. I prossimi tre anni.

I prossimi tre anni saranno segnati dai percorsi di valorizzazione dei due palazzi juvarriani sede del Polo. Questo permetterà alla cittadinanza di viverli e frequentarli godendo di un programma culturale che si terrà all’interno del cortile a partire dalla prossima estate.

Mara Martellotta

Istituto Italiano di Cultura di Parigi: focus sul teatro Stabile di Torino

Ha riscosso un notevole successo il primo appuntamento del focus che l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ha deciso di dedicare al Teatro Stabile di Torino  e in particolare al suo direttore artistico junior, Diego Pleuteri.
Martedì 13 gennaio scorso è  andata in scena la pièce scritta da Pleuteri, diretta da Leonardo Lidi, regista residente del TST, e interpretata da Alessandro Bandini e Adolfo De Vreese. Si è trattato di una commedia sull’amore nel XXI secolo che, forte del successo riscosso in Italia negli ultimi due anni, si è affacciata per la prima volta sulla scena europea, raggiungendo la capitale francese.
Questo speciale capitolo di programmazione, dedicato ai talenti emergenti della produzione teatrale italiana,  porterà a giugno nei saloni aulici dell’Hotel de Galliffet, storica sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, altri due testi di Pleuteri, “Tutto in me è amore” il 9 giugno prossimo , scritto in occasione del centenario della morte di Piero Gobetti, prossimo al debutto torinese del 27 gennaio, e “Madri” (17 giugno), già vincitore del Premio Internazionale per la drammaturgia Eurodram.
Sempre a giugno sono previsti due appuntamenti dedicati a Matthias Martelli e Dario Fo, di cui nel 2026 si celebra il centenario della nascita, con lo storico allestimento di “Mistero Buffo” ( 10 giugno) e la nuova produzione del TST Lu Santo Jullàre Françesco (11 giugno), realizzato per gli ottocento anni del patrono d’Italia.

Mara   Martellotta