
LA VERSIONE DI GIUSI /
di Giusi
La Ganga
Resta la vicenda penale, su cui è difficile pronunciarsi e che, comunque, implica responsabilità personali e non collettive. Occorrerebbe avere la forza di andare oltre, costruendo una vera unità politica e assetti adeguati e occupandosi anche di migliorare la qualità dei gruppi dirigenti, messi a dura prova dallo stillicidio di vicende poco commendevoli che hanno caratterizzato gli ultimi due anni
Una sentenza salomonica, che si fonda, più che sul diritto, sul buonsenso e sul rispetto della sostanziale volontà degli elettori. Ora Chiamparino potrà riprendere a governare senza ulteriori rallentamenti, e qui si misurerà la sua qualità politica. Sembra infatti necessario un cambio di passo, per far cogliere al Piemonte quelle opportunità di ripresa, che ci sono, ma, al momento, appaiono ancora troppo flebili, soprattutto rispetto al rilancio degli investimenti e dell’occupazione. Quanto al PD, che si è lacerato in polemiche inutili se non controproducenti, la sentenza offre un’occasione per respirare e riprendere il lavoro politico. E’ ben vero che gli 8 eletti della provincia di Torino restano sub iudice, ma ci vorrà tempo per avere il responso definitivo. E intanto si può andare avanti. E, in ogni caso, è il male minore.
Resta la vicenda penale, su cui è difficile pronunciarsi e che, comunque, implica responsabilità personali e non collettive. Occorrerebbe avere la forza di andare oltre, costruendo una vera unità politica e assetti adeguati e occupandosi anche di migliorare la qualità dei gruppi dirigenti, messi a dura prova dallo stillicidio di vicende poco commendevoli che hanno caratterizzato gli ultimi due anni. La sfida del Comune di Torino è dietro l’angolo. Il Sindaco Fassino ha fatto un grande lavoro, non sempre conosciuto e compreso, in una società che privilegia l’apparenza alla sostanza. Ed oggi all’ordine del giorno del PD c’è proprio un serio impegno per riportare l’attenzione sui problemi concreti della città e sulle idee per risolverli.

Grave incidente per un operaio di 43 anni, che è in coma farmacologico con ustioni di secondo grado sul 40% del corpo. E’ caduto in una cisterna colma di olio bollente in una azienda che produce grassi alimentari nella zona nord di Torino. Ora si trova al Cto, dove i medici dicono che non è in immediato pericolo di vita. Sulla vicenda stanno indagando gli ispettori dello Spresal dell’Asl To2.
AUGUSTA TAURINORUM / 

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Ha viaggiato per oltre 1.200 chilometri nascosto su un tir, dall’Albania fino a Moncalieri. Un quindicenne albanese ha detto ai carabinieri che lo hanno trovato alla stazione ferroviaria della città, di essere fuggito dal padre che lo picchiava spesso. Il giovane è ora ospite in una comunità, in attesa che il tribunale dei minori decida quali soluzioni adottare.
Partigiano, sindacalista, amministratore pubblico, deputato e saggista, Alasia è stato uno dei protagonisti della sinistra piemontese. Nato a Torino il 7 febbraio del 1927 ha attraversato tutte le concitate fasi della storia del secolo scorso
seguito alla scissione del partito socialista fu tra i fondatori del Psiup, con Lucio Libertini, Vittorio Foa e Tullio Vecchietti. Nel 1972, sciolto il partito socialista di unità proletaria , Alasia entrò nel Pci, all’interno del quale ricoprirà numerosi incarichi istituzionali a livello piemontese (dal 1976 al 1980 Assessore al Lavoro e all’Industria della Regione Piemonte) e nazionale (venne eletto nel 1983 alla Camera dei Deputati nelle liste del Pci ). Nel 1991 dopo il XX congresso del Pci che, dopo la “svolta della Bolognina” che segnò lo scioglimento di quel partito, fu tra i fondatori, con Armando Cossutta, Sergio Garavini e Lucio Libertini, del Movimento per la Rifondazione Comunista (sarà proprio Alasia il coordinatore unico per Torino) da cui nacque nel 1992 il Prc. Nel 1995 verrà candidato alla Presidenza della Regione Piemonte per Rifondazione , ottenendo il 9,3% dei voti. La costante che ha accompagnato tutta la sua vita, segnando il suo profilo sociale e civile, è stata la battaglia per il lavoro, per la sua dignità e valorizzazione, insieme alle lotte per l’ambiente e la pace. Gianni Alasia ha scritto molti libri. Il primo, uscì nel 1984, col titolo Socialisti, centro sinistra, lotte operaie nei documenti torinesi inediti degli anni ’50-’60 e l’ultimo, nel 2008, Nelle verdi vallate dei tassi: la libertà!. Di quest’ultimo lavoro, Gianni – del quale sono stato amico e compagno – mi chiese di curare l’introduzione.
