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La Corale più antica d’Italia, l’Accademia Stefano Tempia di Torino, celebra i suoi 150 anni

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Il programma concertistico del 2025

 

L’Accademia Stefano Tempia, la Corale più antica d’Italia, celebra i suoi 150 anni. Nata nel 1875 risulta la più antica associazione musicale piemontese, nonché la prima accademia corale nata in Italia. Il programma della stagione vuole essere un tributo al passato, ma anche un viaggio nel presente e nel futuro della musica.

Dagli omaggi a Stefano Tempia, con l’esecuzione di opere custodite dal Fondo Tempia del Conservatorio, eseguite per la prima volta in epoca moderna, alle performance che combinano musica e danza con la tecnologia del live coding, celebrando il connubio tra voci cameristiche e strumenti antichi con l’impiego di strumenti poco conosciuti, o ancora esplorando l’incontro tra jazz e liturgia, tra musica e cinema, con il concerto dedicato alle colonne sonore di Peter Greenway.

Tra gli interpreti figurano tanti giovani talenti affiancati da nomi di fama internazionale quali Francesco Manara, primo violino dell’Orchestra Filarmonica della Scala con il direttore d’Orchestra Ungherese Gyorgy G. Ráth, Armando Barilli, prima viola del teatro Regio di Torino con il mezzosoprano Lucia Cirillo e il pianista Andrea Rebaudengo, Davide Cava, giovane e talentuoso pianista, considerato uno dei più promettenti della sua generazione, il Quintetto Architorti, guidato da Marco Robino, il trombettista jazz Fulvio Chiara, il coro francese Region Sud, diretto dal maestro Michel Piquemal e l’orchestra Melod Filarmonica. In prima linea anche il Coro dell’Accademia Stefano Tempia che, da 150 anni, con la partecipazione a numerosi eventi, non ha mai smesso di diffondere l’intuizione di Stefano Tempia attraverso il tempo, spaziando dalle composizioni dell’antichità fino alle opere contemporanee.

La Stefano Tempia – spiega il presidente dell’Accademia Corale, Isabella Oderda, prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia della Tempia- si distingue per la sua missione di educare alla conoscenza del canto corale e alla passione per la musica colta in tutte le sue forme. Per vocazione questa istituzione si spinge a esplorare territori meno frequentati, proponendo opere e brani poco eseguiti o poco noti, spaziando da grandi autori della tradizione a composizioni contemporanee e arrangiamenti che dialogano con linguaggi musicali trasversali e innovativi.

Accanto all’organizzazione e alla programmazione di una stagione musicale che si svolge in prestigiose sedi a Torino, ma anche altrove sul territorio piemontese come al castello di Pralormo, l’associazione partecipa a festival e iniziative musicali in tutta la regione. Tra i progetti in atto “Narrazioni parallele”, che assembla musica classica e musica elettronica, rappresentate da Davide Boosta, Dileo, Filarmonica TRT e Accademia Corale Stefano Tempia, portando la musica in luoghi non convenzionali e coinvolgendo giovani compositori e compositrici under 35”.

Il concerto di apertura sarà domenica 16 febbraio al Conservatorio di Torino. Si intitola “Eterno Ludwig Van” e segna l’inizio della stagione concertistica dell’Accademia, con un omaggio corale alla forza universale del grande maestro di Bonn. Protagonisti Francesco Manara e Georgy Ráth, direttore d’orchestra di fama internazionale, più volte ospite delle stagioni RAI, accompagnati dall’Orchestra Melos Filarmonica. In programma due capolavori assoluti di Ludwig Van Beethoven, il Concerto per violino op.61, uno dei pilastri del repertorio violinistico, celebre per il suo lirismo e la sua complessità tecnica e la Sinfonia n. 5, una delle opere più iconiche della musica classica.

Seguirà poi, tra gli altri appuntamenti, lunedì 10 marzo, all’Oratorio San Filippo, “Intime risonanze” che conduce tra le pieghe più profonde dell’animo umano con un programma incentrato sulla musica romantica in veste coloristica, di Johannes Brahms, Robert Schumann, Richard Strauss, Charles Martin Loeffler, con Armando Barilli, prima viola dell’Orchestra del teatro Regio di Torino, Lucia Cirillo, mezzosoprano di fama internazionale e il pianista Andrea Rebaudengo, noto per la sua versatilità e sensibilità interpretative.

L’omaggio a Stefano Tempia verrà tributato lunedì 31 marzo al teatro Vittoria di Torino. Violinista, compositore e direttore d’orchestra, Stefano Tempia rappresentò una figura centrale per la cultura musicale torinese di fine Ottocento, dedicando gran parte della sua carriera alla valorizzazione del patrimonio classico e allo sviluppo della tradizione musicale corale. Il programma musicale proporrà una selezione di opere capaci di evidenziare il talento di Lucia Caputo e del pianista Matteo Borsarelli, apprezzato per la sua tecnica espressiva raffinata e profonda.

Mara Martellotta

BTT Balletto Teatro di Torino, un’impronta moderna della danza

In una sala della musica del Circolo dei Lettori di Torino è stata presentata la prima parte della stagione 2025 del BTT Balletto Teatro di Torino, conferenza affollata di Autorità Artisti Comunicatori e Stampa.
l’interesse per questa Compagnia nostrana è dovuto alla continuità nel tempo, infatti dal 1977 ad oggi sintetizza la Danza in tutti i suoi pregi, il passaggio di generazione in generazione con uno sviluppo costante e contemporaneo per stare al passo con i tempi e le esigenze del pubblico.
Fondata da Loredana Furno, ballerina classica di fama internazionale, è una realtà ora diretta dalla figlia Viola Scaglione. Rimodernato lo scopo e i programmi della compagnia stessa evolvendo con le molteplici contaminazioni e collaborazioni internazionali ha affinato gesti e coreografie create su misura ai ballerini della compagnia che porta nel mondo un’impronta moderna della danza torinese che si è evoluta per caparbietà della fondatrice e permettere al pubblico torinese di incontrare altre realtà grazie alle  molteplici collaborazioni internazionali.
Si inizia il
5 febbraio | h 21.00
Teatro Astra
Con Marco D’Agostin / VAN
In GLI ANNI
con Marta Ciappina
“La sua vita potrebbe essere raffigurata da due assi perpendicolari, su quello orizzontale tutto ciò che le è accaduto, ha visto, ascoltato in ogni istante, sul verticale soltanto qualche immagine, a sprofondare nella notte.”
Sarà disponibile l’audiodescrizione poetica dello spettacolo, accessibile a un pubblico cieco e ipovedente, realizzata in tempo reale da Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino
13 MARZO | h 21.00 alla
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo | Torino
Balletto Teatro di Torino in
CORPI IN OPERA
in occasione dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025
STUDIO PER ALISEO
Sintesi poetica di Anemoi
coreografia Manfredi Perego
danzatrice Nadja Guesewell
musica originale Paolo Codognola
coproduzione Balletto Teatro di Torino e Fattoria Vittadini
UMINGMAK anteprima
ideazione e coreografia Mauro de Candia
musica Tanya Tagaq
interprete Luca Tomasoni
NOA anteprima
coreografia Jye-Hwei Lin
interprete Noa Van Tichel
9 APRILE | h 21.00
Lavanderia a Vapore | Collegno
LARREAL del Real Conservatorio Profesional de Danza Mariemma
RACE
Coreografia Victoria P. Miranda
Race è una performance che esplora la vita quotidiana come una corsa continua, una gara che può essere disputata in un unico tragitto o suddivisa in tappe ripetute.
Balletto Teatro di Torino
TRA
Produzione Balletto Teatro di Torino
Coreografia Mauro De Candia
Esiste in quello spazio fisico e mentale dove immagini, impressioni e sensazioni appaiono ma si dissolvono allo stesso tempo
GALEA
Idea e coreografia José Reches
Musica Taiko
Ispirato ad un’antica condanna.
Uomini destinati a remare.
Una forma di schiavitù che privava la libertà di ogni sorta.
Remavano insieme, in modo che la fatica fosse minore.
Uno di loro teneva il ritmo con un tamburello o con la voce: monotonia incessante.
Galea è un lavoro di gruppo basato su uno schema di ripetizioni, che si complica in termini di ritmo, spazio e movimento.
16 GIUGNO — h 21.00
Teatro Astra
Balletto Teatro di Torino
SISTA*
Produzione Balletto Teatro di Torino
Coreografia Simona Bertozzi
Con il supporto di Lavanderia a Vapore
Progetto realizzato in prima fase con MILANoLTRE Festival
Una scia desiderante, questa la materia sulla quale ho sentito congiungersi le nostre prospettive e da cui sono partita per tracciare le tappe di pratiche e visioni, approdi e memorie, ricercando nel movimento il grado di presenza.
Balletto Teatro di Torino
WHITE PAGES
Uomo perduto
Naviga silenzi
Nel tempo dinamico
Coreografia Manfredi Perego
E’ POSSIBILE PRENOTARE BIGLIETTI
alla mail btt.moves@gmail.com o chiamando al numero 011.4730189, oppure acquistarli direttamente in teatro 1h prima dell’inizio dello spettacolo.
intero / €15
GABRIELLA DAGHERO

Di che cosa sono fatte le stelle? Due astronome, un centenario (1925- 2025)

Cecilia Payne e Henrietta Swan Leavitt, due astrofisiche dello Haward College Observatory, sono figure straordinarie nella storia della scienza. Cento anni fa, nel 1925, rivoluzionarono la  comprensione dell’Universo con le loro scoperte. Grazie a Payne abbiamo capito di cosa sono fatte le stelle e grazie a Leavitt che la nostra galassia, la Via Lattea, è solo una tra miliardi. Quindi i mattoni fondamentali dell’Universo sono le galassie e non le stelle, come era invece stato ritenuto per millenni, e con questa scoperta inizia un secolo di astrofisica extragalattica.

Entrambe iniziarono a studiare interessandosi a discipline diverse, Payne alla botanica e Leavitt alla musica, per poi essere folgorate dell’affascinante sfida dell’Universo. Con dedizione, passione ed anche immaginazione si dedicarono a progetti di astrofisica e diventarono scienziate in un mondo dove la scienza era maschile. Per celebrarle in questi giorni è in corso, fino al 29 marzo 2025, un’esposizione fotografica intitolata “Payne e Leavitt – Due astronome, un centenario” che si può visitare tutti i giorni, ad esclusione della domenica, dalle ore 10 alle ore 18 con ingresso gratuito, presso il Cortile del Rettorato dell’Università di Torino, in via Po, 17 e con entrata anche da via Verdi, 8.

La mostra è a cura di Infini.to – Planetario di Torino e del Museo dell’Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari”. Le iniziative dedicate alle due scienziate proseguiranno con un ciclo di incontri per conoscerle meglio nell’arco di tutto il 2025.

 

Igino Macagno

 

“Open Book Club”, il primo Club del “Libro Accessibile”

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Nasce a Torino nello spazio “Open”, promosso dalla “Fondazione Time2”

Un “tema” e un “libro”. Il primo scelto non a caso, in linea con gli obiettivi e i principi (ispirati alla piena inclusività sociale) della “Fondazione” promotrice; il secondo, come compagno concreto di viaggio per l’intero percorso calendarizzato fino al prossimo marzo e teso alla più rigorosa focalizzazione e comprensione del “tema”.

Nasce in un perfetto mix di tali elementi “Open Book Club”, il primo gruppo italiano di “lettura accessibile”, pensato per “accogliere ogni diversità e garantire risorse e modalità di partecipazione che possano rendere l’esperienza della lettura condivisa praticabile per chiunque”. L’iniziativa nasce nello spazio aperto di diversità “Open” (da cui prende il nome), sede torinese della “Fondazione Time2”, realtà, fondata e guidata dalle sorelle Manuela (presidente”, e Antonella Lavazza (vicepresidente), con lo scopo di promuovere una cultura che favorisca i diritti dei “giovani con disabilità” e permetta la costruzione di un “progetto di vita indipendente”.

 

Il “tema” che guiderà, infatti, questa prima esperienza dell’“Open Book Club” sarà “Passaggi di Vita: ovvero il passaggio all’età adulta, “affrontato e discusso in modo intersezionale”. In quest’ ottica, il “primo libro” selezionato per la lettura condivisa è “Intermezzo” (Einaudi, 2024), il quarto romanzo – i primi tre hanno venduto in Italia decine di migliaia di copie – dell’acclamata scrittrice irlandese Sally Rooney (Castlebar, 1991), lanciata in patria dal suo editore come la “Salinger della generazione Snapchal” o (appellativo probabilmente da lei preferito) come la “Jane Austen dei Millenial”. Alla discussione finale, che si terrà mercoledì 12 marzo (alle 18,30) nello spazio “Open” di Corso Stati Uniti 62/B a Torino, parteciperà il traduttore del volume Norman Gobetti.

“Il progetto vuole essere – sottolineano gli organizzatori – un appuntamento pensato per tutte le persone a prescindere dalla confidenza che si ha con la lettura”. E aggiungono: “Il ‘book club’ di ‘Fondazione Time2’ è ideato per essere fruibile e garantire gli strumenti di accessibilità che permettano la piena partecipazione di tutti, anche a chi trova barriere nella lettura”.

Qualche notizia “per l’uso”. L’iscrizione a “Open Book Club”  è gratuita: in fase iniziale ogni partecipante riceverà un “kit di lettura”, pensato appositamente dalla “Fondazione”, contenente una “tessera di partecipazione” e un “righello” per facilitare la lettura. L’iniziativa – cosa particolarmente interessante – è organizzata in collaborazione (collaborazione che dura da sempre) con la “Libreria Binaria” del “Gruppo Abele”, che offre alle persone iscritte al “Book Club” uno sconto del 5% sull’acquisto dei libri. Presso “Open” sono inoltre disponibili i libri cartacei dei gruppo di lettura e anche una selezione di libri dedicati ai temi della disabilità.

Durante il primo incontro verrà consegnata a ogni persona iscritta una scheda del libro facilitata, inoltre sarà possibile far parte di un gruppo “Whatsapp” dedicato alla discussione del volume in fase di lettura e volto a organizzare “incontri informali” nella “sede Open” di corso Stati Uniti per leggere e/o ascoltare insieme il libro in vista dell’incontro finale.

Questo ultimo appuntamento avverrà con una “cadenza bimestrale”, così da poter permettere a tutte le persone iscritte il tempo necessario per leggere o ascoltare il libro. L’incontro conclusivo sarà l’occasione per incontrare l’autore del volume o professionisti che hanno lavorato alla realizzazione del libro e discutere direttamente con loro le proprie impressioni o trovare lo spazio per le curiosità. Tutti i partecipanti del “Book Club” collaboreranno attivamente “per aiutare eventuali altri partecipanti che abbiano difficoltà nella lettura, nell’ascolto o nella comprensione della storia letta”.

Gli incontri, per quest’anno, saranno nel complesso cinque. Sul sito www.open.fondazionetime2.it saranno, a breve, disponibili le date e i titoli selezionati per i futuri appuntamenti.

g.m.

Nelle foto: immagini “Open book Club” e cover “Intermezzo” ( “Einaudi”, 2024) di Sally Rooney

Gisellə reinterpretato da Nyko Piscopo per esaltare il tema dell’amore oltre il genere

Venerdì 7 e sabato 8 febbraio 2025 al teatro Astra TPE per Palcoscenico Danza 2025 Il gioco delle ombre andrà in scena “Gisellə”, con la Cornelia Dance Company, per la coreografia di Nyko Piscopo.

Ispirato al balletto romantico per antonomasia, Gisellə viene reinterpretato dal coreografo Nyko Piscopo per esaltare il tema dell’amore oltre il genere, il pregiudizio e l’inganno, in un tempo attuale ancora stigmatizzato. I danzatori e le danzatrici della Compagnia Cornelia ballano tra il reale e il virtuale questo capolavoro intramontabile, che trova qui una nuova narrazione e dimensione contemporanea grazie anche alle musiche elaborate dal compositore Luca Cancello. Insieme al Codice Coreutico, la seconda parte dello spettacolo si sviluppa anche in una dimensione digitale, con l’inserimento del progetto video “La danza delle Villi” realizzato nell’ambito del Festival AstiTeatro46, esito con danzatori e amatori della danza over 50. Le Villi, che secondo le leggende slave sono spiriti di don e morte prima di convolare a nozze che, di notte, popolano i boschi dove si vendicano con qualunque uomo facendolo danzare fino allo stremo, appaiono in Gisellə inermi e inafferrabili. Solo quando il loro sguardo si posa su Albrecht riescono a entrare in contatto con la realtà per portare a termine la loro missione vendicativa. La relazione è tra virtuale e reale ideata dal coreografo vuole sottolineare come il digitale, benché sia uno strumento straordinario per la condivisione, la memoria e l’accesso alle informazioni possa trasformarsi in una prigione e invisibile in cui intere generazioni rischiano di rimanere intrappolate.

“Quando ho deciso di lavorare su un classico romantico ho pensato alla mia città, Napoli, e alla sua tradizione musicale – afferma Nyko Piscopo – per raccontare quel sentimento che accomuna popoli e classi sociali, il tema dell’amore eterno, presente da sempre nella vita di ogni essere umano, è protagonista di testi scritti, canzoni, raffigurazioni visive e in tutte le altre discipline artistiche. È una tematica contemporanea e anche, direi, futura: quella di Gisellə è una storia di relazioni umane che io voglio riportare in scena all’interno di dinamiche sociali più vicine al nostro periodo storico toccando tematiche come la questione di genere. In senso drammaturgico, l’equivoco ed il ribaltamento del genere dei personaggi sono i meccanismi con i quali voglio raccontare un dramma come quello di Giselle: il concetto di en travesti, per esempio, è una trovata scenica e performativa molto interessante se pensiamo che il costume, nella dimensione attuale, non decreta più il genere di una persona. Allo stesso modo anche il mezzo digitale usato come teatro nel teatro, è uno sviluppo che mi interessa per evidenziare lo status attuale di una società troppo dipendente da uno schermo. Il capolavoro originale si basa proprio sulla contrapposizione di due caste differenti e sull’impossibilità comunicativa tra di esse; in questo caso sono due generazioni che non comunicano: una poco propensa all’ascolto ed una molto confusa. E in mezzo c’è chi guarda, chi giudica, chi si pone al di fuori di ciò che è attualità”.

 

Mara Martellotta

Incontro tra finanza e narrativa: esperienze e riflessioni

Un incontro che unisce finanza e narrativa, con molti punti chiave che collegano due mondi apparentemente distanti:

 6 febbraio 2025, alle ore 18.45

dialogheranno:
Massimo Ghiotti, consulente finanziario di Sanpaolo Invest con esperienza di 14 anni nel settore finanziario, parlerà di aspettative di vita, strategie di investimento e scenari economici futuri, con un focus anche sull’impatto dell’insediamento di Trump
– ⁠Antonio D. De Giorgi, ingegnere e scrittore per passione, presenterà il suo ultimo libro Il cilegio e il bambù (Paola Caramella Editrice), un romanzo dove si intrecciano riflessioni esistenziali e una narrazione avvincente.
Moderano l’incontro  Mara Martellotta e Gian Giacomo Della Porta.
L’evento sarà presentato da Paola Caramella.
Seguirà rinfresco.
RSVP entro il 31 gennaio 2025.
Campus Fideuram
Via Magenta 19
Torino

I ragazzi irresistibili del teatro Orsini e Branciaroli nella commedia di Neil Simon “The Sunshine boys”

 

 

Umberto Orsini e Franco Branciaroli, i due ragazzi irresistibili del teatro italiano, sono i protagonisti dal 4 al 9 febbraio prossimo della commedia di Neil Simon intitolata “I ragazzi irresistibili”, per la regia di Massimo Popolizio.

Il debutto avverrà martedì 4 febbraio alle ore 19.30 presso il teatro Carignano. Si tratta di una produzione del Teatro degli Incamminati, Compagnia Orsini, Teatro Biondo di Palermo.

Commedia brillante scritta nel 1972 dal drammaturgo americano, intitolata “Sunshine boys” e ispirata alla vita di una vera coppia di attori di vaudeville, Joe Smith e Charles Dale, narra di due anziani attori di varietà che hanno lavorato insieme tutta una vita per poi separarsi a causa di incomprensioni insanabili, e che sono invitati a riunirsi per un’unica serata, in occasione di una trasmissione televisiva dedicata alla storia del varietà americano. Gli antichi contrasti tra i due attori non tardano a riapparire, dando luogo a un meccanismo teatrale di grande comicità ma anche di profonda malinconia, che rende il testo parzialmente vicino al teatro di Beckett ( Finale di partita) e a quello di Cechov ( Il canto del cigno).

Questa che è una delle più famose commedie di Neil Simon è stata oggetto di numerosi allestimenti e di celebri versioni cinematografiche e televisive, tra cui quella con Woody Allen e quella con la sceneggiatura dello stesso Neil Simon, del 1975, diretta da Herbert Ross, protagonisti Walter Matthau e George Burns.

Teatro Carignano

Martedì 4 febbraio 2025 ore 19.30

I ragazzi irresistibili di Neil Simon

 

Mara Martellotta

Racconti disumani, tratto da Franz Kafka, regia di Alessandro Gassman

Debutta martedì 4 febbraio, alle ore 19.30, al teatro Gobetti di Torino, la pièce teatrale “Racconti disumani”, tratta da Franz Kafka, per la regia di Alessandro Gassman e con Giorgio Pasotti in scena, che si confronteranno con due Racconti di Franz Kafka, dal titolo “Una relazione accademica “ e “La tana”, per affrontare temi universali legati all’uomo e alla sua natura.

Questo dittico narrativo pone al centro vicende animalesche o “disumane” e smaschera la superficialità di banalizzazioni e di stereotipi in cui troppo spesso si finisce per inciampare. I luoghi comuni che emergono rivelano il nostro bisogno istintivo di un rifugio sicuro, capace di proteggerci dalle complessità della vita. Non si tratta solo di una narrazione di storie apparentemente lontane dal nostro quotidiano, ma di una metafora potente delle nostre paure più profonde.

Le parole di Kafka, con la loro ineguagliabile capacità di sondare le inquietudini dell’animo umano, diventano uno strumento per affrontare ciò che ci spaventa.

Alessandro Gassman scrive nelle sue note: “ Franz Kafka nei suoi racconti, ma come in tutto ciò che ha scritto , sorprende, lavora sulla parte profonda di noi stessi, sempre con una visione personale, riconoscibile, inimitabile. Nei due racconti che ho scelto, “Una relazione accademica” e “La tana”, descrive due umanità disumanizzate. Nel primo presenta una scimmia divenuta uomo, che descrive questa metamorfosi, nel secondo parla di un uomo che, terrorizzato da ciò che non conosce, vive come un animale sotterraneo, in attesa di un nemico del quale è terrorizzato, appunto, ma del quale sa molto poco. Penso sia il momento giusti per dare la parola a questo gigante del teatro e della letteratura, quando molte delle paure da lui raccontate trovano posto nella realtà che viviamo. Penso che andare in profondità in noi stessi e guardare attraverso le parole di Kafka ciò che ci spaventa possa aiutarci a capire meglio chi è intorno a noi”.

 

Teatro Gobetti, via Rossini 8, Torino.

Dal 4 al 9 febbraio

Racconti disumani

Di Frank Kafka, adattamento di Emanuele Maria Basso

Con Giorgio Pasotti

Regia e scene di Alessandro Gassmann

Orario spettacoli martedì e giovedì ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.46, domenica ore 16.

Sabato 8 febbraio doppia recita ore 16 e ore 19.30

 

Mara Martellotta

Alle Gallerie d’Italia  una mostra dedicata a “Olivo Barbieri Spazi Altri” 

 

 

Intesa Sanpaolo presenterà al pubblico dal 20 febbraio al 7 settembre 2025 presso le Gallerie d’Italia di Torino una mostra dedicata a “Olivo Barbieri. Spazi altri”, a cura di Corrado Benigni. Si tratta di uno sguardo sulla Cina attraverso le immagini del grande fotografo Olivo Barbieri, realizzate in un arco temporale di trent’anni, che colgono la polarità e i contrasti di un Paese che oscilla tra nette antitesi, frenesia e vuoto, postmodernità e arcaico. Dualismo che caratterizza la stessa arte di Barbieri, uno dei fotografi italiani più innovativi e originali, le cui immagini oscillano tra vero e rappresentazione del vero, tra mondo immaginario e mondo riprodotto.

Non mi ha mai interessato la fotografia, ma le immagini. Credo che il mio lavoro inizi laddove finisce la fotografia” ha affermato Olivo Barbieri.

Fotografie illustrano il percorso artistico dell’artista che, tramite esse, mette in crisi le consuete modalità di rappresentazione per dare vita a nuove narrazioni attraverso esperimenti percettivi continui e incessanti. L’espediente visivo, che sia l’alterazione coloristica dell’illuminazione artificiale, le sfocature della scena o la sovraesposizione, l’uso del rendering, non è mai fine a se stesso.

 

Mara Martellotta

Il MAUTO presenta il programma 2025 e la nuova mostra delle auto giocattolo di Robert Kuśmirowski

Storia, design, arte e futuro sono i grandi temi che guideranno la programmazione per il 2025 del MAUTO (Museo Nazionale dell’Automobile), per offrire a un pubblico sempre più grande e numeroso un racconto dell’automobile innovativo e attuale, oltre a rafforzare una rete di istituzioni e aziende interessate ai linguaggi della contemporaneità. Il MAUTO presenta il programma culturale 2025, anno in cui intende consolidare gli importanti risultati raggiunti nel 2024 in termini di visitatori, visibilità e ampliamento degli ambiti di attività e ricerca. Nel luglio 2023 il MAUTO celebrava i 90 anni del Museo, e in quell’occasione si inaugurata sotto la direzione di Lorenza Bravetta una nuova strategia che ha visto l’automobile in vari settori della cultura. Il risultato è stato eccellente in termini di pubblico, con un aumento di visitatori del 27% registrato nel 2024 rispetto al 2023, e del 62% rispetto al 2022, con complessivamente 400 mila visitatori. Tra gli obiettivi del Museo vi è l’incremento della presenza sul territorio e l’apertura a nuovi pubblici attraverso una diversificata serie di azioni di valorizzazione dello straordinario patrimonio conservato, e la produzione di contenuti inediti in grado di comunicare i linguaggi della contemporaneità. I quattro filoni tematici che animano il programma 2025 del MAUTO sono storia, design, arte e futuro. Il MAUTO si articola in due sedi: il Museo Nazionale dell’Automobile e il Centro Storico FIAT. Le attività includono mostre, site specific, appuntamenti culturali, attività di ricerca, interventi di restauro, workshop e proposte educative che, insieme, contribuiscono a creare un racconto articolato e trasversale dell’automobile e della sua storia. Si tratta di una narrazione declinata per i diversi pubblici al quale il Museo si rivolge, con l’obiettivo di renderlo un luogo accessibile e inclusivo che promuove la diversità e la sostenibilità, e che opera con la partecipazione della comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, la riflessione e la condivisione di conoscenze.

“La crescita dei numeri in questo biennio è propulsiva – spiega Benedetto Camerana, Presidente del MAUTO – è l’effetto della svolta impressa al MAUTO dall’articolato programma multiculturale costruito per i 90 anni, insieme alle istituzioni museali torinesi. Questa nuova offerta è il ripensamento dell’idea stessa di automobile attraverso l’inclusione programmatica dei molti valori culturali da essa veicolati e rappresentati. Abbiamo declinato la presenza pervasiva dell’auto nella musica pop come nella narrativa, veicolo di esperienze concettuali come per Chironi ieri o Kuśmirowski oggi, di cui è stata inaugurata nella giornata di giovedi 30 gennaio la mostra ‘C/Art-l’arte di giocare con l’automobile’ dedicata al collezionismo delle auto giocattolo, di storie visive e industriali dell’Italia del Novecento come per ‘125 volte FIAT’. Questa mostra mi porta a richiamare lo sdoppiamento del programma tra due sedi, il MAUTO e il Centro FIAT, per sua natura luogo di memoria e archivio quindi avviato a essere polo di studi e ricerche. Segnalo anche l’attivazione di diversi programmi con altre istituzioni in Europa e nel mondo globale, e nel non luogo del metaverso, che vede l’auto italiana e non solo come valore riconosciuto. Il nostro focus è il dialogo con altre culture, e i risultati sono la conseguenza”.

Il progetto di divulgazione del patrimonio culturale che il Museo conserva, reso possibile grazie alla collaborazione di altri enti culturali, scuole, istituti di ricerca di alta formazione in Italia e all’estero, oltre che di costante collaborazione con quelle aziende che hanno scelto di condividere il programma. I traguardi raggiunti nel 2024, e la progettazione delle attività 2025, sono il risultato di un impegno corale, portato avanti da una squadra di persone altamente qualificate e sempre più numerose. Al gruppo di lavoro si sono aggiunti recentemente tre curatori esterni che, con Ilaria Pani e Davide Lorenzoni, responsabili rispettivamente di archivi-centro di documentazione e del Centro di conservazione e restauro, hanno contribuito a definire le linee guida delle rispettive aree di competenza, valutandone la coerenza rispetto alla missione del Museo: Maurizio Arnone, head of future cities & communities research domain di Fondazione Links e curatore per il MAUTO del settore Future Mobility; Silvia Baruffaldi, direttore responsabile di Auto e Design e curatrice del settore Design e Gianluigi Recuperati, scrittore e curatore di Public Program e Progetti Speciali.

“Il 2025 sarà un anno di numerosi cantieri – afferma il direttore del MAUTO Lorenza Bravetta – il percorso espositivo si arricchirà infatti del progetto Future Mobility, a cura di Maurizio Arnone, e a giugno del nuovo spazio Design curato da Silvia Baruffaldi. Lo spazio di cui è responsabile Gianluigi Recuperati, del Public Program e Progetti Speciali, includerà una programmazione e trimestrale di opere di videoartisti come Chris Burden e, il 25 maggio prossimo, la musica di Luciano Chessa che sarà una riflessione sul sound del Grand Prix di Monaco di Formula 1”.

Proseguirà nel 2025 l’importante progetto di restauro sulla carrozza di Bordino, condotto all’interno degli spazi espositivi nell’ottica di preservare un unicum del patrimonio culturale italiano, generando lavoro qualificato e restituendo una parte di storia del territorio e della comunità. Oltre a questo intervento di restauro on site, il Centro di Conservazione e Restauro organizzerà la seconda edizione della Winter School, realizzato in collaborazione con il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale e finalizzata da formazione di personale specializzato nel settore del restauro delle automobili d’epoca. Le attività di divulgazione al pubblico e le visite guidate a cura del Conservatore saranno occasioni uniche per scoprire i gioielli della collezione, per approfondire aspetti tecnici e per conoscere più da vicino l’evoluzione dell’ingegneria automobilistica. Si tratta di progetti che combinando manutenzione e valorizzazione riflettono l’impegno del Museo nel preservare e raccontare il patrimonio storico dell’automobile, rendendolo accessibile e vivo per il pubblico contemporaneo.

Il percorso espositivo si arricchisce di tre nuove sezioni dedicate all’automobile d’artista, al futuro e al design. La prima presenterà opere di autori che hanno lavorato con l’automobile, attestandosi la centralità e pregnanza nella riflessione e artistica contemporanea a partire dalla Fiat 127 camaleonte di Cristian Chironi, accompagnata da composizioni realizzate ad hoc per il progetto da musicisti e compositori del calibro di Marino Formenti e Paolo Fresu, e dall’opera The Velocity of Thought, progettata e realizzata nel 1976 dall’artista Paul Etienne Lincoln; la sezione Future Mobility si sviluppa su più sale interattive e dinamiche per offrire spunti e riflessioni sul futuro della mobilità in chiave sostenibile presentando contenuti immersivi in continua evoluzione e un susseguirsi di prototipi frutto della ricerca. Alla sezione Design sarà invece dedicato un significativo ampliamento e un aggiornamento nei contenuti e nell’approccio, applicando un punto di vista più contemporaneo e completo, per restituire la storia e la centralità dei processi creativi e della progettazione automobilistica.

Due prossime mostre saranno saranno quella sull’inedita figura del pilota biellese Carlo Felice Trossi, a cura di Giordano Bruno Guerri e una esposizione sulla figura di Marcello Gandini in collaborazione con il QAM Qatar Art Museum e l’Università delle Arti del Qatar.

 

Mara Martellotta