Cosa succede in città- Pagina 426

Al Mauriziano test gratuito per l’epatite C

Il 9 agosto: test salivare  per la ricerca degli anti HCV 

 

Venerdì 9 agosto sarà possibile eseguire gratuitamente il test salivare per la ricerca degli anti HCV ed avere una risposta in 30 minuti, presso l’ospedale Mauriziano di Torino. Perchè prevenire è meglio che curare, anche e soprattutto nel caso dell’epatite C. Sono circa 13.000 le persone colpite da epatite in C in Piemonte, ma, se diagnosticata in tempo, nei Centri di riferimento la guarigione arriva fino al 99%. Grazie all’iniziativa del Direttore generale del Mauriziano Maurizio Dall’Acqua ed al referente EpaC Piemonte Saverio Ventura, sarà possibile effettuare l’attività di test presso il Centro prelievi (diretto da Domenico Cosseddu e coordinato dalla Ines Clotilde Casonato) dalle ore 8 alle ore 11,30 circa fino ad esaurimento test.

Nel caso di positività al test salivare, il Centro prelievi si occuperà della conferma ed approfondirà con altre analisi per chiarire lo stato di salute della persona che si é sottoposta al test.
Nel caso di positività ai test successivi, la persona viene indirizzata al Centro prescrittore all’interno del Mauriziano (diretto dal dottor Marco Tabone) per essere sottoposta a terapia.

Eradicare l’epatite C é un obiettivo prefissato dall’OMS. Ora l’epatite C si può sconfiggere definitivamente in poche settimane. La diagnosi precoce è fondamentale per la completa guarigione, per evitare che l’epatite C non diventi cirrosi con conseguenti notevoli risparmi in sanità.

Per maggiori informazioni chiamare il numero verde EpaC 800031657.

 

Il Regina Margherita nella serie tv americana “Diagnosis”

Tratta di una paziente con una malattia rara mai diagnosticata prima, in onda su Netflix con il New York Times

L’eccellenza della sanità torinese ed italiana ed in particolare la Pediatria dell’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretta dal dottor Marco Spada) protagoniste della prima puntata della nuova serie televisiva americana “Diagnosis”, in onda su Netflix con il New York Times. Oggetto della puntata sarà una storia vera con il rarissimo caso di Angel, affetta da una malattia unica e mai diagnosticata prima, che durante numerosi ed inutili ricoveri in ospedali statunitensi non mai aveva trovato la giusta diagnosi e l’adeguata cura prima di giungere nell’ospedale infantile torinese.

Venerdì 16 agosto il New York Times farà il suo debutto in una nuova serie chiamata “Diagnosis” su Netflix. Il trailer è stato appena rilasciato sul sito web. Lo spettacolo, che presenta sette episodi, è basato sulla storica rubrica dedicata ai misteri medici che la dottoressa Lisa Sanders cura per il New York Times Magazine. Sanders è professore associato presso la Yale University School of Medicine, scrive sul New York Times ed è stata ispiratrice della celebre serie televisiva “Dr. House”

Con “Diagnosis”, Sanders voleva coinvolgere i lettori. Ha introdotto una serie di casi di pazienti reali con malattie rarissime non diagnosticate dai professionisti medici, tra cui Angel, che ha un forte dolore muscolare; Matt, che ha frequenti svenimenti; Willie, che vive con convulsioni, perdita di memoria e sbalzi d’umore; Lashay, che non riesce a tenere giù cibo o bevande; e James, un uomo che sperimenta il “collasso del cervello”. Alla fine della storia di ogni paziente, Sanders invita i lettori ad ipotizzare che cosa c’è che non va. Sono stati spiegati i sintomi di ciascun paziente, così come gli elementi chiave delle loro cartelle cliniche ed un breve video. Ai lettori è stato chiesto di rispondere alle informazioni e condividere ciò che credevano potesse causare la malattia. Centinaia e migliaia di lettori hanno condiviso i loro pensieri dopo ogni caso.

Nella prima puntata il caso di Angel, infermiera di 22 anni, proveniente da Las Vegas, affetta da oltre 9 anni da crisi muscolari “inspiegate”, che si presentano ogni 4-6 mesi, caratterizzate da severa difficoltà di deambulazione, astenia profonda, da concentrazioni ematiche estremamente elevate di cretina-chinasi (CPK), proteina che in caso di distruzione muscolare massiva non solo aumenta nel sangue ma può causare una insufficienza renale acuta. Una condizione molto grave quindi, che può mettere a rischio la vita del paziente, se non diagnosticata correttamente, e che ha determinato numerosi ricoveri della giovane paziente in varie strutture ospedaliere negli USA, senza comunque mai essere arrivati ad una diagnosi.

Questo caso “impossibile” ha attratto l’attenzione di Marta Busso, una giovane laureanda in Medicina presso l’Università di Torino, mentre stava ultimando la sua Tesi con il dottor Marco Spada (Direttore di Pediatria e del Centro Regionale per le malattie metaboliche ereditarie, presso l’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino). La giovane allieva del dottor Spada aveva appena inviato al New York Times una ipotesi diagnostico – differenziale per risolvere il caso di Angel. Tale impostazione è stata molto apprezzata dallo staff della Scuola di Medicina della Yale University e dalla redazione del New York Times. Sulla base di questo ragionamento clinico, è stato quindi proposto alla giovane paziente americana di provare a recarsi a Torino, al fine di “testare” le ipotesi diagnostiche formulate.

Un anno fa Angel giunge all’ospedale Regina Margherita. In questa occasione il dottor Spada ed il suo collaboratore dottor Francesco Porta mettono in atto una specifica strategia diagnostica di tipo biochimico – genetico, che permette di individuare subito la causa della severa malattia muscolare della giovane infermiera americana. Si tratta di una rarissima condizione genetica (difetto di carnitina-palitoil tranferasi di tipo II, ovvero difetto di CPT2) che determina un difetto della ossidazione degli acidi grassi nel tessuto muscolare, causando problemi ai muscoli, al cuore e spesso al fegato. I pazienti affetti da questo disturbo congenito non riescono ad utilizzare gli acidi grassi come fonte energetica primaria per la funzione muscolare ed in situazioni di stress, infezioni e digiuno prolungato vanno incontro ad una disfunzione muscolare generalizzata molto severa ed a una disfunzione multi-organo che può essere fatale. Grazie a questa diagnosi la paziente ha potuto giovarsi fin da subito di una corretta terapia dietetica e farmacologica, che ha permesso di annullare o comunque di ridurre drasticamente in frequenza e gravità gli episodi di sofferenza muscolare. Questo ha cambiato la qualità di vita della giovane Angel e soprattutto ha inciso profondamente sulla prognosi globale. Durante il periodo trascorso al Regina Margherita, Angel è stata accompagnata dall’équipe cinematografica di Netflix, che ha documentato tutte le fasi del processo diagnostico. Questa storia medica e questa diagnosi “impossibile” a lieto fine effettuata a Torino sarà l’oggetto della prima puntata della nuova serie di Netflix intitolata “Diagnosis” ed è l’ultima della recente spinta del New York Times di espandersi ulteriormente in televisione.

La Città della Salute e Torino eccellenze sanitarie nel mondo e sulla televisione americana.

 

 

 

Il nuovo libro di Margherita Oggero in libreria il 4 settembre

Guerra e pane, Slow Food Editore

«Quando mio padre tornò a casa io non lo riconobbi. A dire il vero non l’avevo mai conosciuto, perché dopo il giugno del ’40 era stato richiamato sotto le armi e successivamente inghiottito e travolto dalla faciloneria con cui la guerra era stata progettata…».

Inizia così Guerra e pane, il racconto di Margherita Oggero in libreria dal 4 settembre per la Piccola biblioteca di cucina letteraria di Slow Food Editore.

 

Sullo sfondo della Torino dei bombardamenti e dell’immediato dopoguerra, l’autrice tratteggia, con disincanto e ironia garbata, una quotidianità fatta di piccoli gesti, oggetti e riti familiari spesso legati al cibo, e cioè al ménage frugale scandito dai razionamenti e dagli stratagemmi per mettere assieme il pranzo con la cena.

 

Tra il nonno burbero che con la piccola Margherita «si scioglieva come il burro in padella sulla stufa», la nonna regina della cucina e la mamma paziente vestale del marito svuotato dalla Russia, Guerra e pane è un ritratto domestico che ci fa entrare in punta di piedi nell’infanzia di una delle maggiori scrittrici italiane contemporanee.

Pagine che fanno sorridere ed emozionare raccontando con grazia la vita nell’Italia in bilico tra le culture contadina e industriale e nella quale sono protagonisti anche i piatti della memoria: l’odiata panada, zuppa di pane raffermo che costituiva il grosso della dieta del papà che in guerra oltre all’anima aveva perso i denti; il pinzimonio, obbligatorio in caso di visita del nonno; il baracchino, ovvero la pietanziera portata da casa all’asilo o al lavoro; e poi la panissa, il «primo gagliardo, vietato a vegetariani, vegani, fanatici delle diete e del computo delle calorie, che all’epoca erano molto rari…» con la quale per Margherita fu da subito amore.

 

Dopo il racconto di Margherita Oggero, Guerra e pane si chiude con un piccolo approfondimento di Grazia Novellini che ripercorre la storia del baracchino, da utensile rurale a oggetto postmoderno con il milanesissimo nome di schiscetta, e con il ricettario della memoria di Margherita: panada, panissa, minestra con semolino e riso con latte e castagne.

 

Margherita Oggero è nata e vive a Torino. Nel 2002 ha esordito nella narrativa con il romanzo La collega tatuata, edito da Mondadori, da cui è stato tratto il film Se devo essere sincera con Luciana Littizzetto e Neri Marcorè. Sono seguiti, con altrettanto successo di pubblico, i romanzi Una piccola bestia ferita (2003), L’amica americana (2005), Qualcosa da tenere per sé (2007), La vita è un cicles (2018). Con Einaudi ha pubblicato Così parlò il nano da giardino (2006), Il Compito di un gatto di strada (2009) e Non fa niente (2017 e 2019). Per la Rai ha scritto i soggetti della fortunata serie Provaci ancora prof, ispirata ai suoi libri, con Veronica Pivetti nei panni della professoressa investigatrice Camilla Baudino. Guerra e pane è il primo libro con Slow Food Editore.

 

Guerra e pane

Piccola biblioteca di cucina letteraria

Slow Food Editore

Pagine 97

Prezzo 10 Eur

Bandiere a mezz’asta per il sacrificio del lavoro italiano

Bandiera del Piemonte a mezz’asta, giovedì  a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, in occasione della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

“Un gesto simbolico ma eloquente in cui il Consiglio regionale, nel sessantaquattresimo anniversario della tragedia di Marcinelle (B) e nel rispetto dei valori affermati dall’articolo 1 della Costituzione, secondo cui ‘l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’, intende ricordare i piemontesi scomparsi tragicamente nello svolgimento del proprio dovere”, dichiara, a nome dell’Assemblea, il presidente Stefano Allasia.

“Il ricordo dei 136 immigrati italiani che l’8 agosto 1956 perirono nell’incendio sprigionatosi nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle provocando complessivamente 262 vittime non va dimenticato – conclude Allasia -. Il loro sacrificio e quello dei nostri connazionali che, ancora oggi, sono costretti ad abbandonare casa, famiglia e amici nella speranza di un futuro migliore deve essere tramandato alle nuove generazioni”.

Una (innocua) invasione di libellule nei quartieri torinesi

A migliaia le  libellule hanno invaso alcune zone di Torino,posandosi in massa sui balconi ai piani più alti dei palazzi

Le aree più interessate sono quella di Borgo San Paolo e piazza Bengasi. E’ una innocua invasione dovuta al periodo delle migrazioni. Numerose sono state le chiamate ai vigili del fuoco e dal Comando confermano che si tratta di animali innocui, che mangiano le zanzare, e che non ci sono pericoli.

Torna il Festival del Giornalismo Alimentare

TORINO 20-22 FEBBRAIO 2020

Centro Congressi “Torino Incontra” – Via Nino Costa 8

Tre giorni dedicati al confronto sulla comunicazione del cibo e alla presentazione di nuovi studi nel settore agroalimentare. Ma anche tanti momenti pratici, come i laboratori o gli educational sul territorio, e altri dedicati al networking e al B2B per allargare la rete dei professionisti

 

Confermate in questi giorni le date della prossima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare. L’appuntamento dedicato alla riflessione e al dibattito culturale sul cibo si terrà il 20, 21 e 22 febbraio 2020 presso “Torino Incontra”, Centro Congressi della Camera di commercio di Torino.

Arrivato alla sua quinta edizione, il Festival consolida e amplia alcuni momenti che nelle precedenti edizioni erano solo in fase sperimentale. Per esempio si conferma come parte ormai fissa del festival la sezione dedicata ai laboratori pratici, realizzati con il contributo di Camera di commercio di Torino e di altri enti ed aziende partner. Allestiti negli spazi del Centro Congressi, sono destinati a diventare un momento formativo fondamentale oltre che un’opportunità per mettere in pratica le nozioni acquisite durante i panel e per approfondire aspetti come la sicurezza alimentare o la conoscenza diretta di alcune eccellenze enogastronomiche.

Dopo il successo della scorsa edizione, si riconferma anche la programmazione del momento B2B, due giornate in cui i professionisti della comunicazione potranno incontrare le aziende del settore agroalimentare interessate a una consulenza e a un confronto. Anche per il prossimo anno gli incontri B2B saranno organizzati grazie al supporto della Camera di commercio di Torino che nella passata edizione aveva coinvolto i suoi Maestri del Gusto e i produttori vitivinicoli a marchio Torino DOC.

Durante i lavori del Festival saranno chiamati a dare il proprio contributo esperti provenienti dal mondo del giornalismo, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, aziende, foodbloggerinfluencer, professionisti della sicurezza alimentare, chef, rappresentanti di associazioni e uffici stampa. Filo conduttore dei dibattiti sarà stimolare il confronto e la riflessione tra i vari protagonisti della comunicazione alimentare a fronte anche di un pubblico di consumatori sempre più attento, partecipe e preparato. Torneranno anche gli educational dedicati ai giornalisti, un’occasione per conoscere le risorse e le eccellenze enogastronomiche del territorio piemontese.

Si ricorda ai colleghi giornalisti e professionisti della comunicazione che – attraverso il sito ufficiale www.festivaldelgiornalismoalimentare.it – è possibile iscriversi alla rete del Festival che attualmente conta oltre 400 membri. Si tratta di una pagina in cui è possibile presentare e promuovere il proprio lavoro, ma che nel giro di pochi anni è divenuta anche un luogo di incontro e scambio professionale che va oltre i tre giorni di Festival.

Per tutti gli aggiornamenti e le novità sulle iniziative del Festival si rimanda come sempre al sito ufficiale www.festivaldelgiornalismoalimentare.it.

Il varo della barca Fenix

Il nuovo prototipo parteciperà alla 1001Vela Cup, la regata in cui si sfidano le università europee

 

Fénix è il prototipo di SKIFF – Sail Keeping It Fast and Flat- interamente progettato dai 70 componenti del Polito Sailing Team: si tratta di un’imbarcazione composta per il 75% del suo peso di materiali riciclabili, ottimizzata e studiata per alte prestazioni grazie agli studi in campo fluidodinamico e dinamico, di materiali e applicazioni che la rendono perfetta candidata per partecipare alla 1001Vela Cup, annuale regata universitaria a livello europeo.

Il Polito Sailing Team è il gruppo studentesco del Politecnico di Torino che svolge attività di progettazione, realizzazione e conduzione di prototipi di skiff, piccole imbarcazioni di classe R3 con scafo di lunghezza ridotta (4,60 m) ed ampia velatura. Nello sviluppo dei prototipi il team è alla ricerca di soluzioni altamente innovative che garantiscano anche ottime prestazioni nelle competizioni veliche.

Il prototipo Fénix riprende le stesse linee del progetto precedente Atka – con cui il Team lo scorso anno ha conquistato il secondo posto alla 1001Vela Cup – ma è stata realizzata con una coperta del tutto rivisitata, completa di nuovo armo, circuiti, piano velico, appendici e terrazze, tutto riprogettato in vista di miglioramenti in termini di performance, puntando sull’alleggerimento del sistema barca passando da 85 a 52 kg. Lo scafo e la coperta sono infatti in materiale composito: un sandwitch di fibra di basalto riciclabile e con core in balsa, matrice in resina epossidica BIO, dimensionato tramite modelli FEM. La struttura interna in okumè, alleggerita tramite modelli FEM, le appendici in fibra di carbonio, ottimizzate con modelli FEM e profili scelti grazie a CFD.

L’Ateneo investe e supporta i Team studenteschi come attività didattica basata sul learning by doing e sulle dinamiche di gruppo che rafforzano il processo che porta alla realizzazione dell’obiettivo: all’interno di queste realtà la teoria incontra la pratica e si preparano gli ingegneri di domani” ha dichiarato Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino,  che ha partecipato al varo dell’imbarcazione insieme a Sebastiano FotiVice Rettore per la Didattica e Giuliana MattiazzoVice Rettrice al Trasferimento Tecnologico e referente del team.

Anno dopo anno le competenze dei ragazzi si sviluppano e danno vita a soluzioni sempre più performanti – dichiara Giuliana Mattiazzo, in qualità di referente del Team – oltre alle capacità tecniche che dimostrano, l’entusiasmo che mettono nell’imparare e nell’approfondire le tematiche è prezioso: si tratta infatti di un modello di crescita che li accompagna nel loro percorso formativo, un modello che racchiude in sé un’esperienza umana di valore elevatissimo”.

Salviamo la cancellata di Mastroianni

Di Pier Franco Quaglieni

Il nuovo Sovrintendente del Teatro Regio di Torino intende eliminare la cancellata al Teatro, opera di un grande artista torinese, Umberto Mastroianni. La cancellata è quindi un’opera d’arte da conservare che impreziosisce il nuovo Regio. Inoltre va ricordato che essa venne posta per preservare il teatro da ragazzini che usavano gli ingressi del teatro che per schettinare,come continua ad avvenire impunemente al monumento del Duca d’Aosta di fronte al Regio. Per questo motivo il Centro Pannunzio chiede che la cancellata venga mantenuta. Il nuovo Sovrintendente dovrebbe prima di parlare documentarsi sulla storia del teatro.

 

(foto: Scat.To – Città di Torino)

Comune e Tim insieme per promuovere il 5G

Tim e Città di Torino collaboreranno per  tre anni sullo sviluppo di tecnologie digitali e le soluzioni per la Smart City grazie al 5G.

La sinergia vale soprattutto  per quanto riguarda droni, robotica e guida autonoma. L’accordo è stato firmato, a Palazzo di Città, dalla sindaca Appendino e da Elisabetta Romano, chief technology and innovation officer di Tim. Entro il 2019 sarà coperta dal 5G oltre il 50% della popolazione torinese. “La collaborazione pubblico-privato è fondamentale per creare nuova economia e nuovi posti di lavoro. Torino, da sempre città laboratorio, prosegue la storica collaborazione con Tim che mette la città all’avanguardia” dice la sindaca.

Nuovo titolo di sosta per le zone a tariffa smart

DALL’UFFICIO STAMPA DI PALAZZO CIVICO

Nasce un nuovo titolo di sosta valido in tutte le zone a tariffa ‘smart’ (con costo di 1 euro l’ora), dove la sosta a pagamento è stata istituita recentemente o lo sarà nei prossimi mesi: E2 (Lungodora e Campus universitario) D3 (Campidoglio) e B3 (Borgo Po e ospedali). Si tratta di due tessere plurisettimanali: una da 100 ore, una da 250 ore.

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato  la deliberazione, con l’obiettivo di aumentare l’offerta tariffaria rivolta a coloro che parcheggiano quotidianamente in zona blu.

Il nuovo titolo avrà le seguenti caratteristiche:
– Sarà composto da 4 o 10 voucher;
– Ogni voucher avrà un numero massimo di 25 ore di utilizzo settimanale;
– Potrà essere attivato ogni giorno della settimana con scadenza il sabato della settimana di avvio (eventuali ore inutilizzabili non saranno più recuperate);
– Sarà vincolato alla targa, al fine di evitare usi improrpi dello stesso;
– Il prezzo del carnet da 100 ore sarà di 30 euro (30 centesimi l’ora);
– Il presso del carnet da 250 ore sarà di 60 euro (24 centesimi l’ora).

Attualmente sono già disponibili, in tutta la città, due titoli plurisettimanali valevoli dal lunedì al sabato: uno da 45 ore a settimana, per 4 settimane, anche non consecutive, l’altro da 45 ore per dieci settimane, che nelle zone ‘smart’ costano rispettivamente 50 e 100 euro.